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9 giugno 2015 2 09 /06 /giugno /2015 18:27
Cagliari:lettera di una supplente di terza fascia a Renzi

Ricevo e pubblico la lettera di un'insegnante di Cagliari, supplente di inglese alla scuole superiori, che ha scritto una lettera al Premier Renzi. Nella lettera l'insegnante racconta la sua drammatica situazione, comune a tanti insegnanti della terza delle gradauatorie d'istituto ,che a partire da settembre, se entrerà in vigore la Riforma "La Buona Scuola" si ritroveranno senza lavoro.

Caro Presidente Renzi,

mi chiamo Laura, ho 45 anni,di Cagliari sono laureata in lingue e letterature straniere e ho più di venti anni di servizio nelle scuole superiori nella provincia di Cagliari. Ho iniziato a insegnare quasi subito dopo la laurea. Mentre lavoravo ho studiato per cercare di abilitarmi ma non sono riuscita nell'impresa. Mi trovo così iscritta nella graduatoria di terza fascia:la peggiore di tutte. In questa graduatoria si trovano gli insegnanti che sono laureati ma che purtroppo, per un motivo o per l'altro non sono abilitati. Molti di noi hanno perso la speranza e si sono cercati o stanno cercando un altro lavoro. Ci chiamano per fare le supplenze. Supplenze che possono durare una settimana, oppure solo un paio di giorni o quando va bene anche un mese. E nel frattempo quando non si insegna si vive di lavoretti precari. Precaria è tutta la mia vita nonostante la veneranda età. Durante tutto l'anno mi devo tenere pronta per rispondere alle convocazioni.

Ci convocano tramite mail a gruppi di venti. Fino all'ultimo non so se la supplenza mi verrà assegnata perché dipende dal fatto se ci sono altri supplenti che mi precedono in graduatoria che potrebbero dare la loro disponibilità. Le sedi di servizio a volte sono distanti parecchi km da casa. Spesso mi sono capitate scuole con ragazzi problematici, il bullismo imperante, la violenza: il rispetto in classe una supplente se lo deve guadagnare sul campo, perché sei sempre l'ultima arrivata, l'ultima ruota del carro, quella che ha la data di scadenza. In tutti questi anni, ho svolto il mio lavoro di supplente precaria con dedizione, sacrificio, impegno e soprattutto passione.Si, passione, perché questo lavoro è stato sempre il mio sogno, quello che ho voluto fare. E la passione e il mio impegno sono stati sempre ripagati dallo splendido rapporto che ho instaurato con i ragazzi anche con quelli più difficili. Fare l'insegnante richiede passione, non è un lavoro come gli altri, ci vuole davvero la vocazione.

Per anni sulla mia utilitaria scassata senza il lusso della climatizzazione, usurata dagli inverni rigidissimi, e dalle estati roventi, ho percorso km su km di tasca mia, finendo a fare supplenze anche nei paesini più remoti della mia splendida terra. Insegnare non vuol dire solo fare le ore di lezione, ma essere presente anche ai collegi dei docenti e di classe, correggere compiti, preparare lezioni  avolte fare fotocopie e pagarle di tasca mia come comprare i pennarelli per la lavagna quando mancano. Ho rischiato grosso durante le supplenze ai corsi serali per via delle strade non molto sicure, scarsamente illuminate, e spesso con avverse condizioni del tempo. Ma sempre pronta ad andare, per svolgere con amore e passione il mio lavoro, trasmettere ai giovani l'amore per la lingua inglese, per la cultura, sapendo che i ragazzi sono il futuro di una nazione.

Caro Presidente io non so se leggerà la mia lettera, ma io spero davvero che Lei ci ripensi, e cambi la sua riforma della"Buona Scuola". Se cosi' non sarà, le graduatorie d'istituto verranno cancellate, e con esse migliaia e migliaia di supplenti come me da settembre si ritroveranno senza più un lavoro. Lei o forse qualcun altro ha definito i supplenti gli"agenti patogeni"della scuola che devono essere eliminati: forse con questa lettera se non a Lei avrò chiarito a molti italiani come i supplenti di terza fascia non siano affatto degli "agenti patogeni". Non siamo numeri di una graduatoria da eliminare da un giorno all'altro, ma insegnanti con anni di servizio alle spalle e sacrifici che meritano il rispetto di uno dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana:il lavoro. Perché senza lavoro non c'è dignità.

Laura

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Published by Alessandra C. - in Attualità
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