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21 settembre 2015 1 21 /09 /settembre /2015 17:19
Roma:il marò Girone può avere ricaduta febbre Dengue

Il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone, da più di tre anni in India, potrebbe avere una ricaduta di febbre dengue, febbre dalla quale era stato colpito lo scorso agosto. Se da una parte il Ministero della Difesa aveva dato delle rassicurazioni circa lo stato di salute di Salvatore Girone, d'altra parte lo stesso Girone attraverso l'Ansa, aveva chiesto di poter essere curato in Italia, ma che la condizione detentiva illegale alla quale è sottoposto non consente cio'. L'On. Elio Vito, nei giorni scorsi, aveva elaborato  un'interrogazione parlamentare per avere notizie sulle reali condizioni di salute del militare italiano, sottolineando il fatto che"normalmente in caso di dengue,il Ministero della Difesa richiama in Italia i militari all'estero proprio perché una ricaduta che è sempre possibile nelle aree in cui la malattia si contrae, ha implicazioni potenzialmente gravi per la salute."  In pratica potrebbe esserci una ricaduta dovuta anche anche alla condizione di stress continuo nella quale si trova Girone. Ed ecco quale è stata la risposta del Governo italiano all'interrogazione dell'On.Elio Vito:

" Il fuciliere di Marina Salvatore Girone, durante la sua permanenza presso la sede dell'Addettanza Militare di New Delhi, ha contratto un'infezione da virus Dengue, malattia normalmente presente nel sub-continente indiano, soprattutto nella stagione dei monsoni tra giugno e novembre. Il paziente, dopo l'iniziale manifestazione della malattia, è stato ricoverato per 5 giorni (dal 27 al 31 agosto) presso un ospedale di Delhi, il Max Healthcare Hospital in questo primo periodo; il decorso della fase acuta è stato regolare, con una buona risposta ai trattamenti somministrati. A seguito della dimissione, dopo ulteriori 5 giorni di riposo e cure, assistito dai medici esperti in malattie tropicali inviati dal Ministro della difesa che ha seguito e segue quotidianamente la vicenda, in data 5 settembre è stata effettuata una visita di controllo finale presso lo stesso ospedale del ricovero, dove l’équipe sanitaria indiana ha considerato risolta la fase acuta della malattia. In particolare, a quella data, il decorso non ha registrato l'insorgenza di alcuna delle complicazioni che, in determinati casi, possono essere significative di una prognosi più grave rispetto a quella normale della patologia in esame.

Il fuciliere appare, al momento, in recupero e, sebbene alcuni parametri clinici abbiano registrato variazioni nella fase acuta e sub-acuta della malattia, essi risultano in via di normalizzazione. I medici italiani hanno raccomandato, comunque, che sia osservato un congruo periodo di riposo, al fine di un recupero completo dai postumi dell'infezione che continueranno a essere monitorati nel tempo; oltre al riposo, il paziente dovrà seguire norme dietetiche e di profilassi, da mettere in atto per evitare punture da zanzare (portatrici della stessa malattia). Appare anche in via di remissione la sintomatologia clinica simil-influenzale riferita al momento del ricovero.

Sono previste ulteriori indagini sulla fase di formazione di anticorpi che normalmente consegue alla prima infezione da parte del virus responsabile della malattia. La condizione medica del fuciliere continua, peraltro, a essere oggetto di attento monitoraggio, anche attraverso il coinvolgimento di istituti ospedalieri specializzati nella trattazione delle malattie tropicali. Così come prosegue l'approfondimento delle attività preventive da porre in essere per limitare il rischio di ulteriori forme di esposizione al virus responsabile della febbre Dengue e le complicazioni che potrebbero derivarne, certamente possibili, ma non probabili.

Gli aspetti sanitari subentrati a seguito dell'infezione Dengue accrescono le ragioni per le quali l'Italia continua e continuerà a contestare i vincoli imposti dall'India alla libertà di movimento del fuciliere, anche per assicurarne il pieno recupero nelle migliori condizioni ambientali. Infatti, come peraltro accennato dall'Onorevole interrogante, in conseguenza del rischio di una recidiva dell'infezione, la stessa potrebbe manifestarsi anche in una forma emorragica grave. Per tali ragioni, in passato e in casi analoghi, si è provveduto ad allontanare il personale dalle zone endemiche. Purtroppo, tale misura precauzionale, pure certamente opportuna e necessaria, alla luce della nota situazione giuridica dei due fucilieri, non si è, al momento, concretizzata. Più in generale, vale la pena ricordare che il Governo ha avviato, presso le opportune sedi internazionali, ogni consentita azione per una positiva soluzione della controversia e, coerentemente, rimane per noi prioritario non solo l'impegno per il pieno recupero fisico di Girone – come già nel caso di Latorre – ma anche il suo rientro in Italia. Come noto, il nostro Paese ha avviato in data 26 giugno 2015 una procedura internazionale prevista dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982, sottoponendo la disputa con l'India a un giudice internazionale che dovrà esprimersi sulla titolarità della giurisdizione penale sul caso. Il Tribunale di Amburgo si è pronunciato lo scorso agosto riconoscendo, dapprima, l'esistenza della competenza di un Tribunale internazionale e ordinando, conseguentemente, la sospensione immediata di tutte le procedure giudiziarie in India e in Italia a carico dei fucilieri.

In ragione del riconoscimento formale della titolarità di un Tribunale diverso da quello indiano, l'Italia – che resta sempre più determinata alla tutela della posizione dei nostri due marò – solleverà tutte le questioni relative anche alla condizione personale del fuciliere Girone nella sede internazionale competente che può essere attivata anche in via cautelare. Nel medesimo contesto giudiziario internazionale saranno anche affrontate le questioni relative allo stato di illegittima privazione di libertà del fuciliere, oltre a quelle concernenti gli aspetti attinenti alla titolarità di determinati diritti che la Convenzione UNCLOS e il diritto internazionale consuetudinario riconoscono al nostro Paese." In poche parole:passerà ancora del tempo prima che che Salvatore Girone venga fatto rientrare in Italia.  Ma forse questa volta una speranza concreta che cio' avvenga esiste.

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Published by Alessandra C.
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