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25 ottobre 2015 7 25 /10 /ottobre /2015 19:14
Roma:la madre del parà caduto in Afghanistan rifiuta incontro con Mattarella

Annarita Lo mastro, è la mamma del paracadutista della Folgore, David Tobini, caporal maggiore scelto in forza al 183° Reggimento Paracadutisti della Folgore "Nembo," caduto sotto il fuoco nemico dei talebani a Bala Murghab, durante la sua missione in Afghanistan nel 2011. David è stato insignito della medaglia d'argento al valore militare. Annarita non incontrerà il Presidente della Repubblica Mattarella, il 4 novembre per l'inaugurazione di un monumento ai caduti. Al "Giornale"ha spiegato il perché del suo rifiuto.

"Non andrò all'inaugurazione del monumento ai caduti. Molti mi hanno chiesto il perché ed è giusto dare risposte a chi, fino ad oggi mi ha affiancata, con affetto solidarietà e partecipazione pratica. Ho deciso (ma questo, ripeto, è un mio pensiero che non esclude né giudica quello di altri), di non partecipare a queste manifestazioni di "ricordo". Ho udito ed assistito a mancanze istituzionali che, per quel che mi riguarda, hanno offeso la memoria di MIO FIGLIO. Ho udito sermoni. Ho udito i "mi dispiace"... ma di questi ne sono pieni i cimiteri! Ho udito silenzi dove un nome aveva il diritto di essere nominato. Ho "sentito" rumori di porte chiudersi sulla mia faccia. Mio figlio non "ha" ricevuto ciò Gli spettava. Ho visto paragonare un morto ai vivi. Ho stretto mani e mi sono sforzata di dare fiducia pur sapendo che non ne avrei tratto alcun segno.... Mi sono sentita rimbalzare come una pallina da ping pong.... Ho aspettato risposte da mail mai ricevute così come da quelle AR. Ho letto falsi cordogli dimenticati un attimo dopo. Ho visto costruire una tomba dove solo i miei occhi assistevano a questo orrore. Ho visto porre onori che non chiamerei onori. Ho sentito rumori di telefoni che chiudevano comunicazione...mi sono tanto sentita umiliata! Non ho visto purtroppo morire mio figlio. Non ho potuto salutarlo. Non ho potuto baciarlo..... ma questo pensiero che tutti i giorni minuti mi accompagna non sfiora altre "menti". Dopo 4 anni mi sono chiesta perché ancora la mia presenza dopo queste risposte o meglio non risposte. Forse mio figlio non approverebbe più...Lo sento "suggerire" altre vie per poter combattere un sistema che mi ha offesa o, meglio, lo ha offeso. Ho capito di aver perso la cosa più importante. L’unica cosa vitale della vita: UN FIGLIO e le "parole" e la mancanza di fatti hanno confermato quello che nessuno capirà e non può nemmeno cercare di capire. Detto ciò un caro saluto a chi comprenderà e mi affiancherà con quei soliti graditi gesti d’affetto. Io rompo le "righe". Mi ritiro nei miei "alloggi" e non dirò SISIGNORE!!!!! Ho visto indifferenza dove la verità non può parlare. Spero che questo mio messaggio apra le porte di un accoglienza più sana a molti altri".

 

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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commenti

Max 10/29/2015 16:11

Annarita ci sbatte in faccia con autentica chiarezza l'ipocrisia che le istituzioni, civili e militari, utilizzano in questi casi, ma altro non sono che lo specchio di gran parte della società.
È la degna madre di un giovane uomo che ha obbedito al suo Paese fino al sacrificio della vita!