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22 febbraio 2016 1 22 /02 /febbraio /2016 22:08
Roma:2 militari di"Strade sicure"rischiano il carcere per avere fermato persona sospetta

Due militari dell'Esercito sono impegnati nell'operazione"Strade sicure"nei pressi dell'Ambasciata di Francia a Roma. Ad un certo punto un tipo sospetto in stato di ubriachezza si aggrappa alle grate di una delle finestre,e lancia un portacenere contro i vetri dell'ambasciata. I due militari intimano al tipo di scendere. Sono armati ma non hanno manette in dotazione per arrestarlo. Lo riportano alla calma mentre avvertono i Carabinieri che poi intervengono prontamente. Per questo fatto i due militari rischiano fino ad un anno di reclusione e finiranno a processo con l'accusa di "violata consegna aggravata". La relazione di uno dei due militari su quanto accaduto quel giorno riportata anche dal sito "Grnet.it"parla chiaro:

"Mentre svolgevo il turno di servizio dalle ore 19:00 del 16 gennaio 2015 alle ore 01:00 del 17 gennaio 2015, alle ore 00:05 circa sopraggiungeva un taxi nella zona antistante il portone d'ingresso dell'ambasciata, con all'interno, in qualità di passeggero, un uomo di carnagione chiara e di circa trent'anni. Dopo aver notato tale persona ed assicuratoci che non rappresentasse alcuna minaccia, riprendevamo i nostri normali settori di osservazione. Dopo qualche istante la nostra attenzione veniva attirata da un rumore, immediatamente volgevo la mia attenzione verso la direzione dello stesso, ma non notando alcun particolare rilevante riprendevo il mio normale servizio. Ad un certo punto il Caporale S.C., mio sottoposto, notava che l'individuo prima citato, approfittando della copertura del taxi, si dirigeva verso la finestra adiacente l'ingresso dell' ambasciata, per poi arrampicarsi sulla stessa. Prontamente ci dirigevamo verso l'individuo, che nel frattempo si era arrampicato sulla parte alta della grata, rendendo difficile raggiungerlo. Da una rapida interpretazione dei fatti, considerando che non si sarebbe potuto introdurre all'interno dell'ambasciata, poiché la finestra è protetta da una grata e che un nostro tentativo di farlo scendere con la forza avrebbe potuto arrecargli gravi danni fisici e che non avendo alcuna via di fuga, poiché sotto la grata eravamo posizionati noi, ho valutato fosse più opportuno attendere che si calmasse e scendesse volontariamente. Pertanto ho deciso che la linea d'azione più giusta da adottare era quella di intimargli in modo energico di scendere, informandolo che stava commettendo un'azione illegale verso una struttura da noi vigilata. Il soggetto non accoglieva la nostra richiesta, per tale motivo chiamavo la Sala Operativa dei Carabinieri descrivendo la situazione in atto. Approfittando di questo momento, il soggetto si spostava sulla grata adiacente continuando a sferrare calci e pugni alla finestra, provocandone la rottura. A seguito di ulteriori intimazioni a scendere dalla grata, l'individuo si calmava e scendeva dalla stessa alzando le mani sporche di sangue a causa della rottura della finestra. Contestualmente arrivavano sul posto i carabinieri, da me precedentemente avvisati. In seguito alla nostra deposizione gli stessi procedevano all'identificazione e al successivo arresto dell'individuo in questione».

Quindi si deduce che secondo la Procura militare i due avrebbero dovuto fare fuoco sul tipo sospetto?Ma non è davvero incredibile che i due militari rischino un anno di carcere per avere fatto semplicemente il loro dovere? A quanto pare in Italia è davvero tutto possibile!

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Published by Alessandra C. - in Attualità
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commenti

Max 03/01/2016 23:09

Assurdo, nel loro comportamento non vedo dove sia il reato commess e, se fossero rimasti con le mani in mano non sarebbe andato bene ugualmente. Ma governo e vertici militari cosa vogliono dai nostri soltati se gli mandano in strada per motivi di sicurezza e non gli attribuiscono poteri di polizia?? Almeno in ambito militare ruoli e compiti dovrebbero essere chiarissimi, ma a quanto pare non è più cosi!