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24 giugno 2011 5 24 /06 /giugno /2011 18:26

E' successo a Bakwa un paio di giorni fa.para-folgore-in-azione-con-fucile-copia-3.jpg I paracadutisti del 186°Reggimento della Folgore durante un'operazione congiunta(avvenuta durante la notte) con le forze di sicurezza afgane, hanno sequestrato un ingente quantitativo di droga(oltre 200 kg di oppio grezzo per un valore di mezzo milione di dollari).La droga è stata rinvenuta in un 'abitazione del villaggio di Pasau, nascosta dietro delle finte pareti:un sistema questo che viene utilizzato spesso dagli"insurgents" per occultare schede, documenti importanti, armi e cellulari. E' davvero un grande risultato quello ottenuto al termine di questa operazione, in quanto è la dimostrazione che ormai le forze di sicurezza afgane come anche l'esercito, sono in grado di agire autonomamente,in vista della transizione che avverrà a luglio. Ogni giorno il 186°Reggimento della Folgore è impegnato nella sua opera di supporto alle forze afgane,in una delle zone più a rischio dell'Afghanistan, il Gulistan. L'instabilità  in questa zona infatti è determinata principalmentedagli"insurgents"che fuggono verso l'Helmand,e dal traffico di armi e di oppio. Tutti fattori questi, che mettono a rischio la vita sia della popolazione che dei parà. Il 186°Reggimento Folgore è guidato dal Colonnello D'Addario, è schierato anche in diverse FOB. L'attività dei parà consiste soprattutto  in uscite diurne e notturne in appoggio all'esercito ed alla polizia afgana, in modo che qesti ultimi riescano a presidiare il territorio e mantentenersi in contatto con la popolazione, per indviduare quali siano le sue necessità. Vengono svolti dei pattugliamnenti frequenti anche con delle ambulanze e del personale medico, in modo da fornire assistenza sanitaria alla popolazione dei villaggi più sperduti. Infatti non bisogna dimenticare, che anche una piccola infezione potrebbe trasformarsi in qualcosa di più grave a causa delle scarse condizioni igieniche, e potrebbe diventare un pericolo per la salute di bambini ed anziani. "La popolazione più matura appare sempre dignitosa a volte, potrebbe sembrare distante, ma non è così:è nel loro modo di fare. Quella più giovane si avvicina con più facilità ai nostri ragazzi, stabilendo rapporti anche di simpatia"così afferma un maresciallo che parte da Herat per fare rientro alla Base Ice. Un'arma strategica importante per allearsi con la popolazione è quella di partecipare alle"shure"(riunioni, assemblee)degli"elders"(anziani)dei villaggi.  In ogni villaggio vengono presi dei contatti con il consiglio degli"elders", si ascoltano le loro esigenze, e il loro racconto della situazione in quella zona, e poi si decide come intervenire. E' questo tipo di approccio molto amichevole, tipicamente italiano, che ha permesso ai militari del contingente italiano di abbattere quel muro di diffidenza e di sospetto e fare in modo che la popolazione collabori e si apra al dialogo, fornendo informazioni  importanti ai militari nella lotta contro gli"insurgents". Una capacità questa, tutta italiana di approcciare la popolazione, che viene apprezzata ed ammirata anche dai militari di tutti altri contingenti.

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