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15 giugno 2011 3 15 /06 /giugno /2011 19:00

Tra due settimane esatte in Afghanistan inizierà il processo di transizione, sette le zone che passeranno sotto il comando dell'esercito afgano. Un processo questo, che riguarda anche Herat sede della base del PRT(militare italiano afghanistan3-copia-1Provincial Reconstruction Team). Il PRT  il 30 maggio è stato oggetto di un attacco devastante da parte degli"insurgents":un attacco che avrebbe potuto avere delle conseguenze peggiori. Ma  grazie anche al tempestivo intervento delle forze della polizia locale afgana e grazie alla loro operatività si è riusciti ad evitare il peggio. In pochi giorni infatti, la polizia afgana ha arrestato 12 sospettati dell'attentato e due capi degli "insurgents". Le capacità operative della polizia afgana sono notevolmente migliorate  e questo grazie ai Carabinieri italiani. Gli uomini delle forze d'èlite della Seconda Brigata Mobile dell'Arma, comandati dal Maggiore Antonio Bruno, schierati anche nella provincia di Farah dove si trova il comando della polizia locale afgana, hanno provveduto all'addestramento della polizia afgana, mediante il Police Mentoring Liaison Team. Come afferma il Generale Carmine Masiello al Comando della Brigata Praracadutisti della Folgore nonchè di 8.000 militari alleati che si trovano schierati nella zona ovest dell'Afghanistan:"L'attentato(contro il PRT di Herat) è stato un'azione rivolta contro la città simbolo della transizione nella regione Ovet,un attacco simile a quelli che hanno già toccato altre città dell'Afghanistan, Kandahar, la regione nord." Allo stesso tempo Il Generale Masiello, sottolinea gli importanti progressi che sono stati compiuti nella regione  per ciò che riguarda la sicurezza."Due anni fa quando si entrava in determinate aree si combatteva, mentre oggi gli insorti si limitano per lo più a seminare sulla strada ordigni improvvisati senza dimostrare una grande capacità offensiva. Gli attentati sono sempre possibili, ma il distretto di Herat è pronto per la transizione che più tardi riguarderà l'intera provincia. Stiamo già lavorando concentrando le operazioni di sicurezza e di ricostruzione a favore dei civili nei distretti più periferici con l'obiettivo di sottrarre le popolazioni all'influenza degli insorti come prevede la strategia population centric". Certo resta ancora molto da fare, e anche se tra due settimane inizia il processo di transizione, è anche vero che i militari italiani non andranno via subito da Herat,  ma verrà ridotta l'attività e l'impegno militare. Ad "entrare in azione"questa volta saranno gli istruttori e i consiglieri con il compito di supportare costantemente le forze di polizia afgane.

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