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5 aprile 2012 4 05 /04 /aprile /2012 16:24

"Appalti e lavori non sicuri. Stare qui è una trappola. Ormai la missione è divisa in 2:Herat, con i ristoranti, le massagiatrici, bar, palestre e feste private. E le FOB(Forwardafghanistan militari isaf catturano leader talebano e arres Operative Base)vere:Bakwa, Bala Mourghab, e Gulistan per l'appunto, dove non arriva neanche la nafta per i generatori, dove abbiamo l'acqua razionata. E dove non c'è sicurezza". Queste le parole di un militare italiano in missione postate in un articolo del sito www.metronews.it e poi riportato su www.forzearmate.org. Parole che denunciano una situazione della quale forse non tutti sono a conoscenza. Parole che descrivono una situazione ad alto rischio per i militari dislocati nelle Fob. Per un militare un missione, la morte è sempre da mettere in conto, specie in una missione rischiosa come quella afgana. Dopo l'attenatato alla Fob"Ice"costato la vita al Sergente Michele Silvestri, e il ferimento di altri militari ci si chiede:si adottano tutte le misure necessarie per dotare le Fob dei necessari dispositivi di sicurezza?(Vedi anche articolo su questo blog). Secondo il militare che ha rilasciato queste dichiarazioni, a quanto pare non si fa tutto il necessario per garantire la sicurezza. "Sono stati spesi milioni di euro per la messa in sicurezza, mai realizzati. Qui a Bala, ad esempio, mancano i main gate, i bunker e i soldi per realizarli sono stati spesi. Il Gulistan è una delle zone più pericolose e meno sicure. Proprio sabato mattina hanno tirato verso le Fob delle granate e gli elicotteri si sono alzati in volo solo unìora dopo".Sempre secondo il racconto del militare, ci sarebbe qualcosa di strano nelle varie gare d'appalto per garantire la sicurezza di questi avamposti in prima linea."In genere vengono appaltati alucni lavori a ditte locali per tenere buoni lavori e far muovere l'economia. Piccoli importi da 100 mila e  e 300 mila euro, soprattutto per lavori e forniture che non rchiedono particolari teconlogie. Ma da un annetto a questa parte delle ditte capaggiata da un libanese con passaporto brasiliano ha in mano tutti i nostri dati circa la sicurezza e ha ricevuto appalti per lavori a volte non eseguiti. A lui è stato concesso di partecipare ad ogni genere di gare per importi milionari.Lavori non fatti e pagati,lavori fatti senza i requisiti miminimi di sicureza,senza progettazione, che invece è sempre richiesta. Milioni e milioni di euro buttati via. (...) A Bakawa stanno facendo le gare per le forniture di vetri antiproiettile dopo che da anni vengono pagate le comesse di ordinaria manutenzione, e nelle voci di spese sono comparsi anche i veicoli blindati, che ovviamente non ci sono". C'è poi la questione della fuga dei dati sensibili:"Ad esempio il CAI, l'organismo che gestirsce i soldi, ha messo a gara un sietema di video sorveglianza ad Herat, interfaccoato con l'aeroporto, e per farlo ha mandato all'esterno le mappe della base con tutte le caratteristiche del campo. Sono state inviare per mail a tutte le ditte afgane. Ecco ci sentiamo come carne da macello. La situazione, è più crtica di quanto viene raccontato in Italia, e lo dico andando contro i miei interessi, da lì dobbiamo andare via". Su questa grave situazione è stata fatta un'interrogazione alla Camera ,al Ministro della Difesa:perchè se a denunciare questo stato di cose, è un militare, allora vuol dire  la situazione è davvero ad alto rischio.  Si restai n attesa di un'adeguata risposta da pare del Ministro della Difesa.

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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