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9 gennaio 2014 4 09 /01 /gennaio /2014 18:28

afghanistan-militari-italiani-operazione-redeployment2.jpg"Redeployment" ovvero ripiego, ritiro:è questa la delicata operazione nella quale si trovano impegnati i militari italiani. Dopo la chiusura delle basi di Farah e di Bala Balouk, a febbraio è prevista anche la chiusura della Fob"La Marmora"di Shindand, sarà allora che la maggior parte del contingente italiano si troverà dispiegato presso la base di Camp Arena, a Herat.L'operazione di ritiro del contingente italiano come di tutto quello internazionale, è un'operazione difficile, delicata e complessa allo stesso tempo.Un'operazione che mette in movimento non solo uomini ma anche mezzi e materiali difficili da trasportare e con un costo elevato. Come riportato sul quotidiano on line"Affariitaliani.it",l'operazione di redeployment è affidata a ITALFOR XXI su base Brigata Aosta a Messina, che fino ad ora si è occupata della chiusura delle Fob di Farah e Bala Balouk.Sono già rientrati in Italia molti dei militari italiani e anche mezzi e materiali, trasportati grazie a ponti aerei da Dubai e Herat e con navi che dagli Emirati Arabi viaggiano verso l'Italia.Per portare a termine questo imponente ritiro di truppe italiane dall'Afghansitan si muoveranno 11 navi, 9 delle quali sono già rientrate in Italia.Il Trasporto dei materiali è stato dato in appalto  ad una ditta ucraina che organizza i trasporti su voli ilyushin:il costo di ogni volo andata e ritorno si aggira sui 70 mila euro.Al comando di questa complessa operazione c'è il Colonnello dell'Aeronautica Militare Italiana Nino Monaco, della 46a Brigata Aerea dislocata ad Al Bateen presso l'aeroporto internazione di Abu Dabi.Il Colonnello afferma che "grazie agli ottimi rapporti con le autorià locali riusciamo ad avere un'ottima coordinazione di uomini e mezzi per le nostre basi verso la partria.(...). A monitorare invece la sicurezza e il controllo delle operazioni di ritiro dei militari italiani c'è il Colonnello Carlo Zontilli, che si dice soddisfatto di come stanno andando le cose:"Siamo qui a sostegno dell'Afghanistan, e ci stiamo riposizionando rispettando i tempi e nella massima sicurezza per i nostri uomini", e si dice soddisfatto per il lavoro svolto fino ad ora dai militari italiani:"Posso affermare che la situazione in questo paese è migliorata notevolmente e che gli afgani hanno molta volontà di imparare anche se hanno ancora una lunga strada davanti a sè".Il Colonnello Riccardo Sciosci invece, ha il compito di occuparsi dell'amministrazione e della logistica delle operazioni di ritiro:"Il rientro è un'operazione di grande impegno di uomini e forze". La missione ISAF verrà portata a termine entro l'anno, ma gli afgani non verranno abbandonati, a restare sarà del personale militare con compiti di addestramento e di supporto alle forze afgane. "Resolute Support",sarà questo il nuovo nome della missione.

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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