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1 marzo 2011 2 01 /03 /marzo /2011 19:04

isaf-lince.jpg Giovedi si assisterà per l'ennesima volta ai funerali di stato di un militare morto in missione in Afghanistan. L'unica consolazione danvanti a quest'ennesima morte saranno le parole del militare che aveva confidato agli amici prima di partire le sue parole:"Non voglio sposarmi, perchè facendo questo lavoro non vorrei complicare la vita alla mia famiglia. La mia vita è la carriera militare, se mi sposassi, mi sentirei troppo legato alla famiglia. E' il mio lavoro, la mia passione. Voglio andarci". Intanto l'opinione pubblica,si interroga oltre alcuni politici, sul senso della missione dei militari italiani in Afganistan. Se il contingente militare deve restare in Afghanistan, non sarebbe forse giunta l'ora di dotarlo di mezzi di protezione più efficaci contro i micidiali IED(ordgni esplosivi improvvisati)? Per il momento si continua ad utilizzare il "Lince", ma S.Lince(come lo chiamano i militari)da un pezzo non sembra più in grado di offrire una protezione efficace al suo equipaggio. Il mezzo a quanto pare non sarebbe adatto ai terreni montagnosi dell'Afghanistan dove è   costretto a procedere ad un 'andatura molto ridotta a causa degli avvallamenti del terreno, la guida diventa molto difficile, e l'autiere non riesce a mantenere il controllo del mezzo come dovrebbe. Inoltre il "Lince" ha la tendenza a ribaltarsi molto facilmente soprattutto quando viaggia a velocità molto ridotta sia in salita che in discesa ed in curva. Certo come blindato, sopporta l'impatto di proiettili di calibro 12,7, ma è  molto vulnerabile agli attacchi di RPG e sopratutto degli IED, che causano esplosioni devastanti. Come se non bastasse, e questo è stato più volte detto da più parti, c'è il mitragliere in ralla che rimane con il busto all'esterno della torretta:in caso di esplosione difficilmente troverà una via di scampo. I "Lince" andrebbero sostituiti con i "Freccia", dei blindati più lenti ma che sono in grado di offrire una maggiore protezione. Già a luglio del 2010 il Ministro della Difesa La Russa aveva annunciato l'invio sul fronte afgano dei primi 17 esemplari di "Freccia", in modo da potenziare le misure di protezione e le condizioni di sicurezza per i militari. Il Tenente Massimo Ranzani ha trovato la morte proprio su un "Lince", e tutto il suo equipaggio ha rischiato davvero tanto. Che fine hanno fatto i "Freccia"?

(Foto:esercito italiano)

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