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26 novembre 2013 2 26 /11 /novembre /2013 17:47

afghanistan la missione del cap. Flaviano MaggioniE' stato in missione in Afghanistan per 3 volte tra il 2008 ed il 2013,il Capitano del Battaglione Julia, Falvaino Maggioni. Il suo compito era quello di addestrare le forze locali e di difendere la popolazione afgana dagli attacchi dei talebani. Vita dura quella che fanno i  soldati italiani in missione, specie quelli dislocati negli avamposti, dei fortini sperduti in mezzo al nulla del deserto afgano, dove certo il cibo per i militari arriva, ma a causa dei trasporti difficili non sempre  si tratta di cibo fresco.Per questo motivo non sono pochi i soldati in missione che dimagriscono e a ciò si aggiunge lo stress, uno stress al quale si è addestrati ma che tuttavia è sempre presente"Era necessaria la difesa costante nei nostri confini dagli attacchi, - afferma il Capitano Maggioni, in un'intervista al quotidiano on line "merateonlinefacevamo i turni e chi era stato in combattimento era sottoposto ad un forte stress.In quei momenti non ci pensi, ma appena ti rendi conto di quello che hai rischiato accusi i sintomi  come tremori, diventi silenzioso, poi tutto passa." Giornate di pattugliamenti e di visite ai villaggi più sperduti per portare aiuti:"Abbiamo visitato 120 villaggi, la nostra missione  è quella di servire il paese e siamo andati laggiù per una missione di pace, ma questo non andava bene ad altri che ci hanno fatto la guerra." Una missione svolta su un territorio difficile e pericoloso come quello afgano, con combattenti all'ordine del giorno , per portare aiuti ad una popolazione dove"il 40% dei bambini non arriva all'età adulta a causa della malnutrizione, le malattie, le condizioni in cui vivono"un popolo molto povero come ha raccontato il Capitano:"Le case sono di fango e paglia o tende in feltro trasportabili, la popolazione alleva pecore e montoni e da lì giunge la maggior parte del loro sostentamento". Una popolazione divisa in etnie contrapposte tra di loro, e dove la donna è considerata come se fosse un animale:"A nord c'è più cultura e l'Islam non è vissuto in modo ossessivo come al sud, dove la donna è considerata al pari di un bovino, un animale da riproduzione che non ha diritto alle cure mediche se non in pericolo di vita durante il parto".La missione dei militari italiani è quella di aiutare questo popolo anche se"possiamo solo reagire se qualcuno in armi attacca ilgoverno afgano, ho assistito a diversi attacchi a mezzi militari, un fenomeno che ora con il rirtiro delle truppe occidentali è peggiorato molto(...)attualmente c'è ancora molta instabilità."Ora che le Fob di Farah e di Bala Balouk sono state consegnate agli afgani e i militari italiani hanno iniziato il ritiro, c'è da chiedersi: che cosa succederà? Cosa succederà quando alla fine del 2014 la missione ISAF sarà conclusa, ci sarà davvero un futuro di pace e di stabilità per questo paese? Intanto, i soldati italiani proseguono il loro lavoro.

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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