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18 novembre 2013 1 18 /11 /novembre /2013 18:20

 I afghanistan militari italiani realizzano progetti a Shindanmilitari italiani continuano il loro lavoro  a favore della popolazione e dello sviluppo dell'Afghanistan. L'ultimo di questi progetti a favore della popolazione degli abitanti del villaggio di Mogholan-e-now, nella zona di Shindand è stato realizzato grazie al Prt italiano di Herat. E' stato infatti inaugurato un allevamento di polli nel distretto di Shindand, un evento importante questo, perchè garantirà il lavoro a 30 delle 300 famiglie di questo villaggio sperduto. Il termine dei lavori della struttura è stato seguito dal Capitano Turolla del 183°Reggimento Paracdutisti"Nembo". Fino ad oggi sono notevoli i progressi del popolo afgano verso il raggiungimento dello sviluppo economico nelle aree dove ha operato e sta operando il contingente dei militari italiani. Un esempio è dato da quello delle scuole:oggi sono migliaia i bambini e le bambine che possono andare a scuola, le scuole sono 14 mila, mentre nel 2001 erano solo meno di 100 e per le bambine e le ragazze sedere tra i banchi era un sogno irrealizzabile a causa del regime dei talebani.A Kabul ci sono anche delle classi miste, cosa davvero impensanbile fino a poco tempo fa. Oggi le donne a Kabul possono camminare per strada coperte dal velo e il velo lascia scoperto il viso e anche parte dei capelli, inoltre il 28% di loro siede nei seggi in Parlamento. Sempre grazie all'operato del contingente ISAF e quindi dei militari italiani, sono state costruite strade per 22 km e ferrovie per 75 km, ferrovie che durante il regime dei talebani erano proibite.Oggi la popolazione può usufruire dell'energia elettrica anche 24 ore di seguito  come nella zona di Kabul.Inoltre continua l'addestramento dell'esercito afgano che terminerà nel 2014 con la fine della missione ISAF. Tutti i progetti realizzati a favore della popolazione afgana vogliono dimostrare a questo popolo che viene protetto e difeso dai militari italiani come ha detto il  Generale Battisti, Capo di Stato Maggiore della Missione ISAF:"Un passo obbligato, per una missione che dall'inizio godeva solo della leggittimità internazionale, ovvero del mandato ONU. Era necessario invece che la società riconoscesse la bontà della nostra presenza attiva, non solo a combattere i talebani, ma anche a proteggere gli afgani". E pare proprio che questo obiettivo sia stato raggiunto, anche se resta ancora da fare. 

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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