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16 giugno 2011 4 16 /06 /giugno /2011 18:04

militari-italiani-afghanistan-copia-1.jpgIl Gulistan è la zona più a rischio di attacchi da parte degli"insurgents".Non ci sono comunicazioni telefoniche, e c'è la minaccia continua delle imboscate dei talebani. In questa zona gli"insurgents"mantengono ancora il controllo di molti villaggi. I "fortini"italiani si trovano sulla strada 552, che definire strada è troppo:completamente sterrata, sito prediletto degli"insurgents"per piazzare i loro micidiali "IED". Zona talmente rischiosa che per rifornire le varie FOB si utilizzano gli aviolanci, e gli elicotteri per lo spostamento delle truppe. E' in questa zona che sono schierati i parà italiani del 186°Reggimento Folgore di Siena, al comando del Ten.Col. Sergio Cardea. Nella loro attività di presidio di questa zona, sono affiancati anche da poliziotti e militari dell'esercito adfgano. Il loro compito è quello di controllare una zona che si estende per 15 km. L'avamposto italiano è la FOB "ICE",una specie di fortino che ha come protezione l'hesco-bastion:la difesa contro eventuali autobombe e attacchi dei talebani. Un altro avamposto è la Fob"Snow",nella zona di Buji un avamposto tristemente noto: è qui che ha trovato la morte il Caporalmaggiore Matteo Miotto e altri sei militari italiani. In questa zona  i parà appartenenti alla 15a Compagnia  sabato notte scorso, si sono trovati impegnati in un duro combattimento. Non ci sono stati feriti, nè caduti per fortuna. Cinquanta militari italiani su dieci blindati"Lince" stavano andando a contattare un capo villaggio, quando sono stati attaccati da un gruppo di 30 "insurgents",appostatisi dietro le case e che utilizzavano degli scudi umani in modo da impedire ai militari italiani l'uso di mortai e l'intervento dei jet degli alleati. Un maresciallo afferma:"Eravamo in stazionamento notturno con i veicoli in cerchio in attesa dell'alba, quando dal punto di osservazione, su una collina circostante, ci hanno segnalato il movimento di una trentina di uomini mentre nel villaggio tutte le luci venivano spente. Abbiamo inviato i Raven pe tenerli d'occhio e intorno alle 24.00 sono iniziati i primi colpi di armi automatiche ai quali abbiamo risposto con le mitragliatrici dei blindati Lince prima di sganciarci verso Nord." Gli"insurgents"hanno attaccato con RPG e mortai leggeri". Un caporalmaggiore afferma che:"Fortunatamente molti razzi non sono esplosi ma noi conoscevamo bene la loro posizione e la reazione è stata precisa". Con questi attacchi gli"insurgents"cercano di impedire l'estensione dell'area di sicurezza realizzata dal contingente militare italiano. Nonostante questa brutta notizia, ci sono anche le buone notizie per fortuna. Come ad esempio l'apertura di una scuola femminile. Come afferma il Colonello Cardea:"A gennaio nessuna bambina frequentava la scuola femminile di Kala-I-Kuna, un villaggio nei pressi della base italiana, dove oggi studiano 200 studentesse e per migliorare la sicurezza sono in arrivo anche altri militari afgani ed è in progetto l'arruolamento di 300 agenti della local Police." 

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