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13 agosto 2011 6 13 /08 /agosto /2011 15:35

soldato-valery-melis.jpgIl soldato Valery Melis era partito in missione in Albania nel 1997 e in Kosovo nel 1999. Aveva il grado di caporolmaggiore. Al rientro dalle missioni si ammalò di Linfoma di Hodgkin. Da bravo soldato combattè con tutte le sue forze la battaglia contro questo male. Morì a 27 anni nel 2004, dopo una lunga e terribile agonia.  La battaglia contro chi ha mandato a morire Valery in missione, non avvertendolo dei pericoli da contaminazione da uranio impoverito è stata vinta invece dall'avvocato dei genitori del militare. E' la prima sentenza di questo tipo:"Valery Melis è morto per colpa dello Stato. "Deve ritenersi che il Linfoma di Hodgkin sia stato contratto dal giovane Valery Melis proprio a causa dell'esposizione ad agenti chimici e potenzialmente nocivi durante il servizio militare nei Balcani, atteso che proprio i detriti reperiti nel suo organismo hanno più ben attendibilmente causato alterazioni gravi delle cellule del sistema immunitario come rilevato con frequenza di gran lunga superiore alla media per i militari rientrati dai Balcani-nonostante fosse stato preavvertito da altro comando alleato, l'esercito da un lato non aveva fornito alcuna informazione del pericolo e dall'altro, non aveva adottato nessuna misura protettiva per la salute, esponendo così Valery Melis alla contaminazione" Si legge nella sentenza dell'Avvocato Vincenzo Amato, emessa dal Tribunale di Cagliari. I vertici dell'esercito italiano erano a conoscenza del fatto che nei Balcani nell'aria erano dissolte minuscole polveri potenzialmente nocive per la salute, determinate dall'utilizzo di bombe e proiettili all'uranio impoverito. Eppure i vertici dell'esercito italiano erano stati avvertiti dagli Alleati del pericolo da contaminazione da uranio impoverito.A quanto pare gli unici militari che maneggiavano bombe o altro materiale e lo facevano senza l'utilizzi di alcuna protezione erano gli italiani, al contrario dei militari USA che indossavano un adeguato equpaggiamento di protezione. Adesso lo Stato dovrà risarcire 233.776 euro ad ognuno dei genitori di Valery e 58.444 euro ai suoi fratelli. Quella emessa dal Tribunale di Cagliari "E' una sentenza storica, è la prima volta che un Tribunale sardo riconosce il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri provocate dai proiettili all'uranio impoverito e l'insorgere di malattie tumorali. Lo dovevamo a Valery e ai suoi familiari"così ha affermato l'Avvocato della famiglia Melis Ariuccio Carta. Una sentenza storica che forse finalmente renderà giustizia anche a tutti gli altri familiari dei militari rientrati da una missione ammalatisi di tumore e poi morti. Morti per colpa dello Stato. 

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Published by Alessandra C. - in Attualità
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