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24 febbraio 2011 4 24 /02 /febbraio /2011 19:12

raffineria libica I politici  di turno si affrettano a sdrammatizzare le conseguenze della crisi libica sui rifornimenti di carburante e gas verso l'Italia. Ma la situazione non è cosi sotto controllo come sembrerebbe. Se infatti la Libia decidesse di annullare i rifornimenti di gas e carburante, l' Italia dovrebbe provvedere da sola. E qui inizierebbe il dramma, perchè le "scorte" durerebbero solo alcuni mesi. Come fanno sapere i vertici dell' ENI, per oggi non c'è problema, perchè se il gasdotto Greenstream libico da martedì ha chiuso i rubinetti, quel gas è già stato sostituito da altre forniture. Ma situazione potrebbe precipitare se chiudesse il Transmed, il gasdotto algerino dal quale dipende la maggior parte del fabbisogno italiano. In questo caso l'Italia dovrebbe ricorrere alle sue riserve sotterranee che basterebbero fino all'inverno prossimo, magari sperando anche in aiuto da parte di Putin. Situazione un pò meno drammatica per il petrolio, perchè c'è molta abbondanza del prezioso oro nero, e poi se non dalla Libia il petrolio si può sempre comprare in Russia o prenderlo dalla Nigeria, dopo avere esaurito le proprie risorse dai giacimenti che si trovano in Basilicata e nella Val Padana. Però anche qui le scorte non durerebbero più di tre mesi,  ed il governo potrebbeallora intervenire per ridurre i consumi ad esempio abbassando i gradi del riscaldamento di casa: meno 2 gradi e un risparmio notevole sulla bolletta. Ma come dicono i politici italiani la situazione è tutta sotto controllo, non c'è da preoccuparsi.

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Published by Alessandra C. - in Libia
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