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2 marzo 2011 3 02 /03 /marzo /2011 18:49

Mentre si parla ancora delle "Olgettina girls" e dei lussuosi appartamenti a loro intestati da Berlusconi, sembrano essersi spenti i riflettori sulla città dell'Aquila ed i suoi abitanti. A quasi 2 anni dal terremoto del 2009 nulla sembra essere cambiato. Secondo i dati di una ricerca svolta dall'Università di Firenze,dell'Aquila e delle Marche e condotta da David Alexander(uno tra gli esperti più importanti e qualificati in materia di grandi disastri),e coordinata dal Cespro e dall'Unione Europea, a L'Aquila, i lavori di ricotruzione post-terremoto hanno un andamento molto lento, talmente lento da essere superati dai lavoro di ricostruzione in Indonesia dove si procede a passo molto più spedito. I dati di questa ricerca parlano chiaro:alla fine del 2010, su un campione di 15 mila persone intervistate, il 71% ha affermato che"la vecchia comunità è morta assieme al terremoto". Il 68% degli intervistati ha dichiarato di voler abbandonare la sua abitazione. Il 43% invece ha foto terremoto l'aquilasofferto o soffre di stress dovuto anche all'aumento della disoccupazione, ed è aumentato il consumo di alcool e droghe. Il 35% degli intervistati si lamenta del malfunzionamento dei servizi igienici, e il 73% lamenta l'inesistenza di luoghi di aggregazione sociale. La maggioranza vorrebbe poter scappare via da quelle casette di legno sorte in mezzo al deserto. Secondo questa ricerca, i problemi attuali della popolazione de L'Aquila sarebbero stati causati dal modo di investire i soldi: i finanziamenti infatti sono stati tutti investiti negli alloggi provvisori invece di essere investiti s ricostruzione del centro storico o della città. Poi lo scandalo che ha investito la Protezione Civile di Bertolaso & C. ha aggravato ulteriormente la entro sono sfollati. C'è il business sorto intorno alla ricostruzione. Il grosso degli appalti  e subappalti sarebbe finito in mano a poche imprese e consorzi. L'Associazione Libera ha più volte denunciato sospette infiltrazioni mafiose negli appalti. Le varie imprese incaricate della ricostruzione hanno sede all'Aquila ma non sarebbero aquilane. I lavoratori nei pochi cantieri sono quasi tutti rumeni. Perchè? Inoltre c'è la questione dei terreni dei molti ettari di terreno che sono stati espropriati per la costruzione degli insediamenti del famoso progetto C.A.S.E., terreni che non sono stati utilizzati e che stranamente non vengono restituiti ai loro proprietari. 

La maggior parte degli abitanti dell'Aquila vive nelle casette colorate costruite in mezzo al deserto: non ci sono negozi o punti di aggregazione, molte famiglie sono state divise, tra loro una distanza anche di 30 km. Capita poi che ogni 2 mesi molte famiglie che magari avevano stretto amicizia con altri nuclei familiari, vengano trasferiti in un altro paese: precarietà dell' abitazione e anche dei legami affettivi. Ed è così che la maggior parte dei terremotati sono diventati dipendenti dalla macchina per spostarsi da un paese all'altro a causa della distanza eccessiva. E poi succede anche questo: persone con la casa assegnata dalla Protezione Civile costrette a traslocare perchè alcune abitazioni sarebbero troppo grandi. Così ecco arrivare l'ordine di sgombero e non importa se tra le persone che devono sgomberare ci sono persone di 80 anni. Mentre si leggono i verbali delle intercettazioni delle"Olgettina girls" che litigano tra di loro perchè vogliono un appartamento più grande, in una parte dell'Italia ci sono delle persone che una casa tutta loro forse non ce l'avranno mai  e dovranno vivere in una casettina di legno tutta colorata dove magari ci sono anche le infiltrazioni d'acqua.

 

 

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