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30 aprile 2011 6 30 /04 /aprile /2011 19:20

Ieri altri 2 Tornado e 2 caccia F-16 sono decollati dalla Base di Trapni Birgi verso la Libia per portare a termine altre missioni, missioni che come affermato dalla NATO:"Sono andate a buon fine".Ma quali sono stati gli obiettivi colpiti da Tornado e caccia italiani? Al Comando dell'"Operazione Unified Protector" a Bagnolitornado-1.jpg, le bocche sono rigorosamente cucite e non trapelano indiscrezioni. Ma secondo alcune fonti, i Tornado IDS italiani sono decollati dalla Base di Trapani Birgi alle 10.30,,ed hanno bombardato obiettivi strategici nei pressi di Tripoli: un centro comando e di controllo, 7 depositi di munizioni, 5 veicoli da combattimento, 1 posto di manutenzione per gli elicotteri, sulla città di Zenten un deposito di munizioni, e su Brega un centro di comando. I Tornado hanno in dotazione un armamento di precisione con Missili Storm Shadow, bombe GBU-32jdam a guida Gps e le Gbu-16 Paveway a guida laser. I Tornado ieri hanno anche bombardato le postazioni militari dell'esercito di Gheddafi. I velivoli sono poi rientrati alla base a metà giornata. In un'intervista rilasciata ad un quotidiano, un Colonello dell'Aeronautica Militare ha affermato che:"Noi eravamo pronti da tempo:oggi abbiamo fatto per la prima volta quello che il governo ci ha autorizzato a fare da qualche ora: proteggere i civili libici massacrati da giorni e giorni dall'esercito di Gheddafi". I piloti dei 2 Tornado, in un'intervista rilasciata hannno detto di non aver avuto necessità di nessun tipo di addattamento alla missione affidatagli:" Avevano volato nello modo, sulle stesse rotte, verso gli stessi obiettivi che sino a ieri venivano soltanto sorvolati senza colpire." I velivoli utilizzati sono i Tornado IDS(Interdiction and Strike),ovvero la versione multiruolo del 50° Stormo della Base di Ghedi, questi velivoli sono usati per il bombardamento e per la "Recco": la ricognizione supersonica. Secondo una fonte militare, i Tornado avrebbero sganciato bombe e non missili per il semplice motivo che sul suolo libico non ci sono più target per i missili, che hanno inoltre hanno la caratteristica di essere molto costosi. Le bombe GBU-32 Jdam(Joint Direct Attack Munition) invece essendo aguida Gps ,hanno la capacità di colpire più obiettivi che si trovano anche a 10 km di distanza dalla verticale di lancio. Per la prossima settimana è previsto l'avvio della fase più aggressiva della missione: a trovarsi sotto i bombardamenti saranno i tanks di Gheddafi nelle strade di Misurata e Zenten. A quel punto entreranno in azione gli Harrier II che sono attualmente imbarcati sulla "Garibaldi" e le bombe GBU-16 Paveway a guida laser che sono agganciate ai piloni dei Tornado.

Intanto i ribelli sembrano essere soddisfatti del risultato dei bombardamenti NATO.  Il Generale Abdel Fatah Younis Ministro dell'Interno di Gheddafi ,ora passato dalla parte dei ribelli, ha chiesto all'Alleanza l'invio di armi:"Non parlo di armi leggere, ma di elicotteri Apache, missili anticarro e navi equipaggiate con siluri. Il Colonello(Gheddafi) adesso è disperato e potrebbe utilizzare le armi chimiche di cui ancora dispone". Un cittadino libico intervistato da un quotidiano ha affermato:"Che siano aerei italiani francesi o inglesi per me fa lo stesso:l'importante è che le loro bombe ci aiutino a liberarci dal tiranno". Nel frattempo sono giunti a Bengasi i 10 istruttori militari italiani che avranno il compito di addestrare l'esercito dei ribelli. Secondo quanto affermato dal Ministero della Difesa:"Lavoreranno a sostegno del personale libico del costituendo comando operativo CNT, saranno inseriti nella struttura militare di comando del consiglio e agiranno tra loro, con il compito di assistere gli ufficiali del CNT". 

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