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9 aprile 2011 6 09 /04 /aprile /2011 16:53

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"Forte rammarico per le vittime del fuoco amico",queste le parole del Segretario Generale della NATO Rasmussen, che ha parlato di "sfortunato incidente", in riferimento alle vittime civili di un raid aereo avvenuto ieri in Libia.  Rasmusmussen ha inoltre affermato, che si sta facendo il possibile per evitare le vittime tra i civili. Ma qualcosa deve essere andato storto se ad essere colpiti durante uno dei raid NATO sono stati anche gli stessi ribelli, e per ben 2 volte. Secondo quanto affermato dal Contrammiraglio Russel Hardag, Vice Comandante di "Unified Protector":"Sembra che 2 nostri attacchi aerei di ieri abbiano potuto provocare la morte di un certo numero di membri del CNT(il consiglio normale di transizione)che operavano con dei carri armati. Ma fino a ieri non eravamo stati informati che le forze del CNT facessero uso di carri a rmati". Inutile negarlo:la guerra in Libia sembra essere entrata in fase di stallo. Proseguono i iraid aerei della NATO che hanno il compito di proteggere i civili dagli attacchi delle truppe i Gheddafi, ma ci sono anche vittime tra i civili e i ribelli. Il dittatore Gheddafi non si arrende,(oggi è riapparso alla tv libica mentre vistiva una suola). Avrà anche poche armi ma sa come usarle: pick up scalcinati Toyota come quelli dei ribelli,( non mezzi militari )ma meglio armati. Certo le armi sono dei veri residuati bellici di antica fabbricazione sovietica: però fanno ancora bene il loro lavoro. Si spara, si colpisce, e poi ci si nasconde. La tattica di Gheddafi è cambiata: si serve di scudi umani posizionati proprio nei pressi dei depositi di armi, e nei centri abitati oppure nasconde le armi nei centri abitati. Per i piloti, secondo quanto affermato dall'agenzia Reuters, nonostante  dispongano di sofisticatissimi sistemi di precisione, centrare un target senza fare vittime tra i civili diventa un'impresa difficile, ed è chiaro che si trovano in difficoltà. I ntanto oggi c'è stata una fortissima eplosione nella Libia orientale, nlela città di Ajdabiya, avvenuta dopo un raid NATO, come affermato da alcuni  abitanti della città. Alcune ore prima, la città era sotto il tiro dell'artiglieria delle truppe di Gheddafi , che hanno costretto i ribelli ad arretrare di nuovo. Si trovano bloccati tra Ashadabia e Brega, in attesa che la NATO venga ad aiutarli. Brega:una città chiave, un punto strategico,  perchè sede di un terminal petrolifero. Avere il controllo di questa città significherebbe avere il controllo sul nemico. Ma da soli  i ribelli non ce la possono fare: non sanno dove sparare perchè non sanno dove si nascondano le truppe di Gheddafi, hanno poche armi a disposizione, anche se da poco hanno ricevuto armi dal Qatar, sono male organizzati e per niente addestrati. Intanto si muove anche la diplomazia per cercare di risolvere il conflitto. Per il 14 aprile è prevista una conferenza internazionale organizzata dalla Lega Araba, alla quale parteciperanno il segretario generale dell'ONU Banki Moon, il capo della diplomazia UE, Catherine Ashton, e il presidente della commissione dell'Unione Africana, Jean Ping. La UE è dsposta ad organizzare una missione militare di apoggio umanitario in Libia. La settimana scorsa infatti, sempre la UE ha lanciato la Missione EUFOR-Libia , per risolvere l'emergenza umanitaria. Emergenza umanitaria soprattutto nella città di Misurata, dove gli abitanti sono ormai allo stremo dopo ben 40 giorni di resistenza cotro le truppe di gheddafi:300 mila persone si trovano senza più acqua e cibo, molti sono i feriti e gli ospedali sono talmente pieni da non poter più fornire un'adeguata assistenza sanitaria. La EUFOR ha vari obiettivi: consentire un araida evacuazione degli sfollati, aiutare le organizzazioni umanitarie nel loro lavoro con il trasporto di aiuti umanitari, allestimento di ospedali da campo, lo sminamento e la messa in sicurezza delle aree. Tutta l'operazione si svolgerebbe con l'impiego di navi, velivoli  militari. Ma non è escluso anche l'utilizzo di soldati di terra.   

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