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28 luglio 2011 4 28 /07 /luglio /2011 21:14

L'altro giorno si svolti i funerali del 41°militare italiano morto in missione in Afghanistan, e nello stesso giorno il Senato ha approvato il decreto sul rifinanziamento della missione.militare italiano afghanistan3 Tra gli italiani è ancora vivo il dibattito su questa missione, e sono in molti a chiedere il ritiro del contingente italiano. Sono in molti a chiedersi se restare lì abbia ancora un senso, a interrogarsi su una una guerra che sta durando troppo. Invece si deve restare in Afghanistan. Perchè? "Lo sviluppo batterà i talebani, ecco perchè restiamo a Kabul". Queste le parole del Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani durante un'intervista a un quotidiano. In effetti in Afghanistan attualmente ci sono numerosi progetti in corso di realizzazione, non ultimo l'illuminazione dello stadio di Herat, che vede coinvolte nel progetto 2 grandi aziende italiane:Enel e Terna.  L'aeroporto di Herat deve essere ancora ampliato, acqua, luce, e scuole devono essere portati nei villaggi più remoti.  Tante scuole in effetti sono state ristrutturate o riaperte grazie al contingente militare italiano. C'è poi un'opera faraonica da portare assolutamente a termine:la costruzione di un'enorme gasdotto, per la realizzazione del quale è stato firmato un accordo tra Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India. Il progetto del gasdotto è uno dei progetti più importanti del governo afgano. Gasdotto che passerà anche nella zona di Bala Murghab:una delle zone più a rischio dell'Afghanistan, dove molti militari italiani hanno perso la vita. Oltre al gasdotto, sempre in questa zona verrà costruita anche una ferrovia che collegherà il Turkmenistan con Herat. Anche per questo motivo  i parà della  Folgore sono stati impegnati in operazioni allo scopo di allargare sempre di più la "bolla di sicurezza". Il Ministro Romani sostiene che "Senza strade,binari, collegamenti aerei è difficile che possa esserci lo sviluppo". Sono molte le aziende coinvolte nel progetto di costruzione di infrastrutture in Afghanistan:ENI,TERNA,ENEL,TREVI, oltra a società che si occupano della lavorazione del marmo, della refrigerazione, e società agroalimentari. D'altronde il Ministro Romani alcuni mesi fa aveva fatto un tour di esplorazione del paese,"L'Afghanistan è una specie di gigantesca miniera non ancora sfruttata. Stiamo parlando di risorse energetiche come petrolio o gas, ma pure oro, ferro, rame e litio. L'ovest sotto nostro controllo è un terreno vergine dove ci sarebbero molte risorse da verificare e da esplorare. I nostri soldati sono in prima linea e combattono un nemico, ma nell'Afghanistan occidentale anche grazie allo sviluppo stiamo già conquistando i cuori e le menti degli afgani". Sarà. Forse non tutte le menti e i cuori sono stati conquistati però. In questo difficile periodo di transizione gli attentati kamikaze degli"insurgents"sono incrementati notevolmente. "Aumenta la consapevolezza che è una guerra non fine a sè stessa, ma per raggiungere l'obiettivo della pace". E la costruzione della pace a quanto pare passa anche attraverso le tubature di un enorme  gasdotto che attraverserà Bala Murghab. "Dobbiamo tenere duro perchè laggiù difendiamo anche la nostra libertà e sicurezza colpendo il terrorismo dove è nato". E la guerra dovrà andare avanti per altri 3 anni perchè:"Su 29 milioni di afgani i talebani sono qualche decina di migliaia e quelli di Al-Quaeda pochissimi. E' un conflitto asimmetrico, che vinceremo quando garantiremo ad ogni villaggio la sicurezza nello sviluppo. con luce, acqua, scuole e governabilità". Il Ministro è ottimista. D'altronde i talebani sono davvero pochi, e non importa se hanno disseminato la maggior parte delle polverose strade dell'Afghanistan di micidiali"IED". Dobbiamo tenere duro.

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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