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2 gennaio 2015 5 02 /01 /gennaio /2015 21:54
foto-poliziotti-e-profughi1.jpgUn poliziotto scrive le sue riflessioni su un giorno come tanti altri passati in servizio.Ma è  una giornata particolare, perchè era il primo dell'anno. Nella sua breve ma intensa lettera, postata sulla pagina Facebook"Voci Uniformi", ci descrive le sue emozioni e i pensieri, mentre si occupa dei profughi scappati da una terra lontana.Sono uomini e donne ma anche bambini.
"E poi ripensi a chi ti chiama fascista, servo del potere, burattino drogato, senza cervello né sentimenti. Ci pensi mentre sei lì, impegnato a consolare dei bambini siriani, profughi sbarcati da qualche giorno assieme alla madre ed in attesa di normalizzare la propria situazione presso l'ufficio stranieri, per poter poi raggiungere i parenti all'interno della Comunità Europea. I bimbi non parla...no inglese perciò provi con ogni lingua: italiano, inglese, qualcuno azzarda il napoletano. Niente. Finisci a comunicare con gesti e disegni. Cerchi di tranquillizzarli offrendo loro merendine e bevande: i nostri generi di conforto. All'inizio appaiono diffidenti ma piano piano cedono e riesci a conquistare la loro fiducia.
Purtroppo il comportamento per nulla collaborativo della mamma fa perdere tanto tempo a tutti e innervosisce i piccoli che non capiscono.. E che forse, vista la situazione in cui versa il paese dal quale sono appena scappati, non sono abituati a vedere in una divisa la persona che ti può aiutare. Ma dopo un bel po' di tempo, tanta pazienza e nostra testardaggine riusciamo finalmente a far capire loro per quale motivo ci troviamo li, ed è allora che iniziano a farci vedere pupazzetti, giochi e finalmente dei sorrisi. Ecco un primo gennaio passato in un servizio un po' diverso dal solito. Ma non raccontatelo a certi antagonisti.. Non ci crederebbero!"Una giornata di servizio come tante altre, nella quale il regalo il più bello per questo poliziotto è stato il sorriso di quel bambino.Non conosciamo il nome di questo poliziotto, ma la sua testimonianza
ci ricorda l'importanza del lavoro di questi uomini e donne in divisa al servizio degli altri.Anche se è il primo di gennaio. 

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Published by Alessandra C. - in Attualità
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commenti

Max 01/05/2015 15:59


É un luogo comune stupido e superficiale, appartenente soprattutto a una certa area politica quasi estinta, quella che vede in chi ha una divisa addosso, un fascista e un servo del potere. Ho un
amico del CFS, due che invece lavorano in Polizia e conosco abbastanza bene un maresciallo dei CC, sono tutte persone intelligenti e molto sensibili, in nulla peggiori di me. Detesto la stupidità
e la demagogia ideologica mi da il vomito.