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4 febbraio 2015 3 04 /02 /febbraio /2015 18:34

guerra-bosnia1-copia-1.jpgSta facendo il giro del web il video dal titolo "La guerra coma malattia" postato dal Maresciallo Domenico Leggiero dell'Osservatorio Militare, sulla pagina Facebook"Vittime dell'uranio impoverito". E' un video che riporta le testimonianze di alcuni militari italiani che sono sopravvissuti all'uranio impoverito, ma parla anche di quelli che non ci sono più.Francesco Stagni, padre del militare Giovanni dice"Io con mio figlio sono riuscito a fare delle cose, qualche cosa, sono riuscito perchè ho avuto la forza, perchè avevo il modo, il mezzo.Matutti gli altri che non c'hanno un cazzo che fanno?Muoiono.Questo è il punto, e li lasciano morire.Non si fa niente.Non è che finisce la cosa, si continua si persevera.Questo è quello che devo dire da papà".C'è la testimonianza di Giovanni Stagni, militare in Kosovo nel 2000 al quale hanno asportato il retto e il fegato.Parla poi il Capitano Amedeo D'Inverno militare in Bosnia nel 1997/1998, a lui hanno asportato la tiroide, anche lui si è ammalato di leucemia.Parla anche un ufficiale, il Tenente Colonnello Americo Laccetti, militare nella ex-Jugoslavia"Non si è mai e poi mai parlato dell'uranio impoverito perchè noi non eravamo a conoscenza di nulla.Io come ufficiale, obiettivamente, mi sento colpevole.C'era un maresciallo che è stato con me, che è morto, e io questa cosa me la porterò appresso per tutta la vita".Il maresciallo Domenico Leggiero racconta poi un episodio, c'era un suo collega, si chiamava Luca Sepe, che aveva fatto presente ai suo comandanti che i militari americani in zona di operazioni "si erano presentati imbardati, sembravano astronauti.La risposta del suo comandante fu:"Sono americani, sono fanatici".Risultato:Luca Sepe non c'è più".Ci sono poi le parole del Capitano Amedeo D'Inverno, militare in Bosnia nel 1997/98:"Lo Stato Italiano non ci ha avvertito dei pericolo che correvamo sull'uranio impoverito mandandoci allo sbaraglio, senza protezioni, toccando siti militari , mezzi militari etc. senza  alcun tipo di protezione.Praticamente un suicidio". Parole  che fanno davvero riflettere sulle tante vite che si sarebbero potute salvare  informando sui pericoli mortali del "metallo del disonore".Un suicidio che si poteva evitare.    

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Published by Alessandra C. - in Attualità
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commenti

Max 02/07/2015 01:05


Superficialità, negligenza, omertà, malafede e dolo, lo Stato merita di essere messo sotto accusa, più di suicidio parlerei di omicidio e le vittime devono essere risarcire! Ma sia chiaro che
nessun compenso monetario è mai adeguato al valore di una vita umana. E quei militari sono stati mandati in missione con l'assenso italiano, della Nato e generalmente dell'Onu. È
inaccettabile!