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22 gennaio 2015 4 22 /01 /gennaio /2015 18:45

 


 I due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono innocenti.Se c'erano ancora dei dubbi a chiarirli è il settimanale "Gente"che pubblica sul numero di questa settimana un documento molto importante.Si tratta della mail del Comandante della nave Enrica Lexie, a bordo della quale prestavano servizio i due militari italiani.La mail sarebbe stata inviata alle 19.15 del 15 febbraio 2012, mentre l'armatore del peschereccio ha sempre affermato che i colpi che hanno ucciso i due pescatori indiani siano stati sparati verso le 21.30.La conclusione pratica è che ci sarebbero stati due diversi incidenti:prima l'attacco dei pirati o presunti tali all'imbracazione, attacco segnalato nella mail dal comandante italiano, poi la morte dei due pescatori.Morte che quindi non sarebbe collegata all'attacco da parte dei pirati.(Nel video qui postato, tratto dal TGcom del luglio del 2013 un'accurata ricostruzione della vicenda da parte di Tony Capuozzo).La mail è un'altra prova decisiva dell'innocenza dei due fucilieri del S.Marco come la perizia balistica, la testimonianza di Carlo Noviello, Comandante della Lexie che in un video postato su Yotube il 27 marzo del 2013, afferma che a sparare e ad uccidere i due pescatori indiani non furono i militari italiani.Le domanda fondamentali sono:come mai questa mail viene resa nota solo adesso dopo quasi tre anni e perchè il governo italiano con tutte queste prove che dimostrano l'iinocenza di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sta ancora lì senza fare niente per liberarli definitivamente? 

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Published by Alessandra C. - in Attualità
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commenti

Pietro 05/18/2015 23:37

Tutta questa faccenda è stata organizzata in modo confuso e superficiale, hanno messo sotto direzione del comandante della nave, bene; sono stati valutati tutti gli inconvenienti che i Marò avrebbero dovuto sostenere. Effettuando servizio in quei luoghi erano a conoscenza delle leggi che regolano eventuali incidenti tra cui quello che poi sono stati ingiustamente fermati, con il trappolone che gli hanno teso? Se fossi stato a conoscenza delle Leggi di quel paese, essendo fuori dalle acque territoriali, non avrei fatto salire nessuna forza di Polizia, se non adeguatamente scortati da almeno una squadra di polizia Militare, secondo non avrei mandato nessun militare di quel gruppo, perché poi una volta messo piede a terra in Kerala, addio alla possibilità di sottrarsi all'arresto, anche se i nostri Militari essendo sicuri delle loro azioni, non avevano nulla da preoccuparsi. Conosciamo le ambizioni dei politici, è in quel luogo, pur di riuscire ad emergere, non fanno sconti a nessuno. Tutta una faccenda che è nata male ed è andata a finire peggio, vediamo quanto poche possibilità hanno avuto i nostri esperiti, che dovevano fare le constatazioni a difesa dei nostri Marò, non li hanno tenuto in considerazione, molte prove evidenti sono state cancellate, vedasi i corpi bruciati, l'imbarcazione distrutti, tutte prove a discarico dei nostri Militari, non dimentichiamoci dei vari discorsi di circostanza. In India la Magistratura ha la prima è ultima parola in merito.? Personalmente, anche se questo avesse destato cattivi umori, una volta che i Marò erano rientrati entrambi in Italia, come Magistratura Militare li avrei tratto provvisoriamente in arresto con la stessa accusa effettuata dalla Magistratura Indiana; anche in Italia la nostra Magistratura è sovrana, con trattenimento dei Marò presso i loro reparti. avrei messo in moto un arbitrato internazionale, sfoderando tutte le prove che si avevano in mano, costringendo l'India ad accettare la controparte a difesa dei nostri Marò attraverso le prove che si sono viste ampiamente anche attraverso gli accertamenti che dovevano essere effettuati sia da parte della polizia Indiana, che dai nostri esperti Militari Italiani, in egual misura e peso tra Pubblico ministero Indiano e difesa degli investigatori Italiani. Intanto i nostri Marò avrebbero atteso qui in Italia con la sicurezza di non essere condannati come vorrebbe ro tanto questi Indiani, che fanno davvero gli "Indiani" in questa faccenda, con il grave pregiudizio che sovrasta i nostri Marò.

Max 01/24/2015 11:46


Mettiamo i nostri soldati su navi mercantili esponendoli alle decisioni del Comandante dell'imbarcazione e questo a me non torna, mi sembra un aspetto confusivo e rischioso. Ma i politici che
combinano queste fesserie com'è che non se ne rendono conto?? Un uomo che veste la divisa è forse carne da macello?? Un esempio: il caposcorta del presidente della Repubblica, giusto per guardare
al punto più alto, è autonomo, non prende ordini da colui che deve proteggere. Il comandante della nave Enrica Lexie è colui che ha obbedito alle richieste degli indiani e "consegnato" loro i due
marò e con questo voglio dire che in tutta la vicenda si sprecano gli errori commessi fino dal primo momento! La mail comparsa stranamente dopo ben 3 anni ne è una delle prove.