Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
18 aprile 2011 1 18 /04 /aprile /2011 21:04

Spunta il primo nome dell'indagato nell'inchiesta sull'uranio impoverito, che sarebbe stato utilizzato nel Poligono militare del Salto di Quirra.cartello radiazioni Si tratta del Generale Tobia Santacroce, 66 anni di Chieti. Oggi è in pensione, ma un tempo era al comando dell'Ufficio Inquadramento del Poligono nel 1997. Molte le accuse nei suoi confronti: disastro ambientale aggravato, omicidio plurimo, omissione d'uffcio e falso ideologico. Dalle indagini condotte dal Procuratore di Lanusei Domenco Fiordalisi, risulterebbe che in quegli anni sarebbe stato causato un vero e proprio diastro ambientale. Ma come è stato possibile? Attraverso la distruzione sistematica di munzioni e di bombe che provenivano da tutte le parti d'Italia, seppellendo poi tutti i rifiuti militari nel terreno. Rifiuti militari molto pericolosi come: apparecchiature elettroniche  con componenti in amiamto, parti di batterie e missili e pneumatici. Tutto questo avrebbe causato malattie e decessi di animali e persone che frequentavano il Poligono.  Morti gli allevatori che erano stati autorizzati dal Comando a far pascolare le loro greggi  proprio nei terreni dove avveniva la distruzione dei rifiuti militari speciali, morti i capi di bestiame, e l'ambiente è risultato totalmente inquinato. Le prove di questi fatti sono le testimonianze delle persone e un'intercettazione ambientale alla è stato sottoposto un ex militare. Grazie a prove e testimonianze si potrebbe affermare l'esistenza di un legame strettissimo tra i dati dei test effettuati nel Poligono militare, e le morti  le malattie contratte da militari e civili durante il loro periodo di permanenza nel Poligono. Sottoposte a sequestro anche le zone di Pranu Sa Triga, Accu Perda Maiori, e Perda Maiori: tutte zone queste, dove avveniva la distruzione delle bombe e delle munizioni. In questi giorni i consulenti nominati dalla Procura dovranno ispezionare anche i 380 ettari all'interno del Poligono. Le indagini vanno avanti grazie anche alla collaborazione di spontanea degli abitanti del luogo: ex militari, allevatori, e parenti delle vittime. Collaboraziione molto utile che servirà a scoprire la relazione tra malattie e decessi di tante persone e le esercitazioni che avvenivano all'interno della Base.  L'indagine è partita dall'analisi del contenuto di alcune casse che contenevano del materiale radioattivo(componenti di radar con uranio e trizio) che erano state custodite in un magazzino del Poligono senza il rispetto delle più elementari norme di sicurezza,  che avrebbero dovuto tutelare i lavoratori.  Erano stati alcuni ex militari , (poi ammalatisi di linfomi )che avevano prestato servizio presso le Basi di Perdas de Fogu e Capo S. Lorenzo a segnalare la presenza di questo materiale nelle casse. Tanti sono stati i cittadini che hanno messo a disposizione della Procura i loro reperti istologici prelevati durante la loro malattia, per verificare se ci fosse la presenza di sostanze cancerogene.  Inoltre da un'intercettazione ambientale si è scoperto che a Perdas de Fogu da tutta Italia, arrivavano camion carichi di ordigni da far brillare in Sardegna. Dopo le esplosioni di questi ordigni, dei testimoni riferiscono che si sollevava una nube bianca, e qualche tempo dopo uomini ed animali si ammalavano e poi morivano. Bisogna ancora aspettare i risultati delle analisi a cui sono state sottoposte le ossa di alcuni agnelli malformati, nei quali sarebbe stata riscontarta la presenza di uranio impoverito, e  le ananisi sulle salme dei pastori riesumate. Tutti pastori che tra il 1980 ed il 2011, avevano portato le loro greggi a pascolare nella zona del Poligono. Ma intanto con queste prime scoperte si è fatto già un primo importante passo verso la scoperta della verità.

Condividi post
Repost0

commenti