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8 settembre 2011 4 08 /09 /settembre /2011 19:02

afghanistan passaggio di consegne tra folgore e reggimentoIl passaggio di consegne tra la Brigata Folgore e il Reggimento S.Marco è imminente ed avverrà nei prossimi giorni. La bandiera di guerra del Reggimento S.Marco assieme agli utimi  36 dei 428 fucilieri  della Task Force "Leone"hanno ragiunto l'Afghanistan il 6 settembre.La bandiera di guerra è stata portata presso la Forward Operational Base"Lavaredo" sede della Task Force "South East"con un elicottero EH-101 della Marina Militare. In questi giorni ci sarà il passaggio di consegne tra il 186° Reggimento Paracadutisti"Folgore" e la Task Force "Leone", comandata dal Capitano di Vascello Giuseppe Panebianco, Comandante del Reggimento S.Marco. I fucilieri della Task Force"Leone" saranno dislocati a Farah, nelle zone del Gulistan e a Bakwa. Il Reggimento S.Marco è già schierato in Afghanistan e nella missione dell'ISAF ha diversi compiti:ad Herat opera con un team Escort/Driver, econ un team di fucilieri sugli elicotteri EH-101 della Task Force"Shark", a Farah con un Operational Mentoring and Liaison Team. 

 

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7 settembre 2011 3 07 /09 /settembre /2011 16:48

500 bambini dei paesi di Joy Garge, Joy Jan Dusti, Sarkholin, e Miranzai potranno finalmente andare a scuola. Una scuola che si trova a Bala Murghab è che è stata ristrutturata dai parà del 183°Reggimento Nembo di Pistoia. L'opera di ristrutturazione della scuola è stata portata a termine nonostante le tante difficoltà e gli ostacoli. Gli"insurgents"hanno infatti tentato di impedire il lavoro di ristrutturazione. I parà hanno dovuto tenere duro, con un'azione operativa si sono disposti a protezione dell'edificio impedendo le azioni di disturbo da parte dei talebani. La zona in cui si trova la scuola è Bala Murghab, una delle tante zone minate dell'Afghanistan(nazione che vanta il triste  primato di paese più minato del mondo)così si è resa necessaria una bonifica del terreno. Bonifica del terreno portata a termine dai Genieri della 24^cp Genio dell'8°Guastatori che hanno individuato e disinnescato alcuni micidiali IED. L'inaugurazione della scuola è stata davvero un momento emozionante: il Comandante del 183°Reggimento Nembo Colonnello Marco Tuzzolino, ha tagliato il nastro di inaugurazione, assieme ai colleghi dell'esercito afgano e al direttore della scuola. Il duro lavoro dei parà è stato ripagato dai sorrisi dei bambini entusiasti presenti all'evento. Si perchè in un paese come l'Afghanistan l'inaugurazione di una scuola è sempre un evento, se si pensa alla violenza dei talebani  e alle loro tante devastazioni e distruzioni di edifici scolastici. L'apertura di una scuola è la dimostrazione che anche tramite la cultura si può sconfiggere il terrorismo, è una piccola battaglia vinta dalle forze del bene contro il male. Un lavoro quello svolto dai parà della Folgore che sarà portato avanti dalla Brigata Sassari che la sostuirà. Alcuni parà del 186° e del 183° sono già rientrati dalla missione. Alla fine di settembre tutta la Brigata della Folgore sarà rientrata in Italia assieme al Comandante Masiello. Intanto è già partito da Cagliari in questi giorni il primo contingente della Brigata Sassari che sta iniziando a scambiarsi informazioni con i parà della Folgore in vista del passaggio di consegne.  afghanistan-para-del-183-rgt-nembo-inaugurano-sc-copia-2.jpg

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6 settembre 2011 2 06 /09 /settembre /2011 17:21

C'è chi sobbalza per lo scoppio di un petardo, c'è chi la notte non dorme, c'è chi ingrassa, c'è chi non riesce più a mettere piede in caserma perchè le uniformi gli ricordano il giorno dell'attentatogli-eroi-dimenticati-e-la-loro-dura-battaglia-contro-il-pts.jpg. La loro vita è divorata dall'ansia e dai terribili ricordi dell'attentato di Nassirya del 2003. Di questi eroi se ne parla poco, o non se ne parla niente. Come se lo Stato li avesse dimenticati. Non solo i Carabinieri sopravvissuti all'attentato, ma anche molti militari di ritorno da missioni in teatro operativo all'estero.  I sintomi descritti sopra sono solo alcuni dei sintomi del "Ptsd"(Post traumatic stress desorder). Un disturbo che fa molte vittime tra i militari dei contingenti stranieri. Secondo alcune fonti il tasso di militari affetti da da Ptsd è del 4/5% nei militari dei contingenti stranieri, con punte del 20,30% nei militari USA. Per ciò che riguarda l'italia invece, le statistiche sono rassicuranti solo in apparenza. Il Ptsd non esiste, anche se alcune testimonianze raccolte dal quotidiano "La Repubblica"affermano l'esatto contrario. Sono le testimonianze dei reduci di Nassirya. E' la storia di Piero Follesa che un giorno a casa sua ha aggredito il figlio perchè pensava fosse un nemico in teatro operativo. Oppure la storia di Pietro Sini, anche lui era presente quel giorno di novembre del 2003, è riuscito  a portare in salvo 5 dei suoi colleghi. Una volta rientrato a casa dopo l'attentato, non riusciva più a dormire ed era sempre nervoso. La psicologa Sabrina Bonino assieme allo pschiatra Daniele Moretti hanno curato dal 2004 fino ad oggi 5 reduci di Nassirya. Uomini che hanno vissuto un'esperienza devastante, hanno visto i corpi dei loro commilitoni dilaniati o carbonizzati, scene raccappriccianti impresse per sempre nella loro memoria."Giravamo per la base, dove vedevamo cani e mosche lì sapevamo che c'erano i resti dei nostri  compagni, li raccoglievamo a mani nude e buttavamo tutto in sacchi della mondezza, senza sapere se erano i resti di un Carabiniere o du un soldato" afferma uno dei sopravvissuti.  Ma perchè le statistiche sui dati dei militari italiani affetti da"Ptsd"sono sfalsati? L'ipotesi è che ammatterne l'esistenza sarebbe affermare che l'Italia all'estero non è impegnata in missione di pace, ma di guerra. Questo il pensiero di Sergio Dini Procuratore di Padova, che per molto tempo è stato anche Procuratore militare. Secondo l'Esercito, il Pstd non esiste o ci sono pochissimi casi. Le  parole del Generale Michele Gigantino, psicologo clinico e per 10 anni Capo Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche del Policlinico Militare il Celio, sono rassicuranti:"Il valore aggiunto del nostro esercito risiede in un aprofonda cultura psicologica della selezione che è a maglie molto strette:scegliamo i più adatti e lavoriamo affinchè le persone che non sono pronte per la missione non partano:se hanno un problema è un loro dovere dirlo al medico.E' importante il ruolo dei Comandanti:sono loro ad avere il polso della situazione e anche ad intercettare chi sminuisce un problema è più complicato che non il contrario, va detto che il personale di oggi è un'altra cosa:sono uomini davvero preparati." Già uomini e non macchine. 

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5 settembre 2011 1 05 /09 /settembre /2011 15:52

"Vi daremo tutte le informazioni durante le evoluzioni dei velivoli ,in modo che possiate apprezzare al meglio l'esibizione della PAN"dice lo speaker dello stabilimento balneare dell'Aeronautica Militare di Cagliari."Ma non c'è bisogno di informazioni basta stare con il naso all'insù e guardare il cielo"dice sorridendo una signora.cagliari-le-frecce-tricolori-incantano-il-poetto.jpg E così ieri pomeriggio, domenica 4 settembre 2011, tutta la folla è  con il naso  all'insù a seguire le acrobazie delle Frecce Tricolori sul lungomare del Poetto. Le note dell'Inno di Mameli risuonano ancora nell'aria. E' il segnale. Alle 17.30 il rombo assordante, ed ecco  le Frecce. Fanno la loro apparizione in un cielo grigio. Ha piovuto tutta la mattina e fino all'ultimo erano in molti a chiedersi se l'esibizione ci sarebbe stata o meno. Alcuni muniti di ombrello e ombrellone erano già in spiaggia fin dalla mattina, gli altri sono arrivati tutti dopo nel primo pomeriggio, quando per fortuna ha smesso anche di piovere. Punto principale di incontro lo stabilimento balneare dell'Aeronautica Militare, (nei pressi del quale è stato allestito un piccolo stand dove alcuni militari hanno distribuito vari poster delle Frecce, abbonamenti alla rivista "Aeronautica", dvd, e il capellino con il simbolo della PAN che sono letteralmente andati a ruba). Tutti con il fiato sospeso a seguire le evoluzioni dei 10 Aermacchi Mb-339. Molti gli applausi e le bandierine tricolori agitate dalla folla quando la pattuglia ha eseguito le sue figure più celebri come il cardioide,i tonneaux ,i loopings e le mirabolanti eacrobazie del solista:il volo pazzo e la scampanata, sullo sfondo suggestivo del mare e della Sella del Diavolo. Prima dell'esibizione delle Frecce, davvero attesa, dato che l'ultima era stata nel 2005, ci sono state delle simulazioni di operazioni di salvataggio con l'equipaggio di un elicottero S.A.R. dell'Aeronautica Militare(a destra nella foto) e l'esibizione di alcuni velivoli civili con dei voli radenti in prossimità della spiaggia del Poetto. Alla fine della manifestazione la folla dei centomila  porterà sempre con sè come ricordo il momento più emozionante di tutta l'esibizione:la scia tricolore lasciata dalla PAN sulle note"Di Nessun Dorma"della Turandot di Puccini. Uno dei momenti davvero più emozionanti, assieme alla parte iniziale dell'esibizione, in cui tutti si siamo sentiti per un momento orgogliosi di essere italiani. Il che di questi tempi così difficili non è da cosa da poco. salvataggio-S.A.R.-dell-A.M.-le-frecce-tricolori-incantano-.jpg

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2 settembre 2011 5 02 /09 /settembre /2011 17:09

afghanistan la brigata sassari di nuovo in prima linea2Zaino in spalla, tra i saluti commossi di mogli, e fidanzate, abbracci ai famigliari , in questi giorni i militari della Brigata Sassari  stanno partendo per la loro missione in Afghanistan. Danno il cambio ai parà della Folgore. La bandiera di guerra del 151° Reggimento di stanza presso la Caserma Monfenera a Cagliari, partirà il 1°ottobre dall'aeroporto di Cagliari- Elmas, e significherà che tutto il Reggimento sarà schierato in teatro. Per tutto il mese di ottobre  invece, a partire saranno gli uomini del 152°Reggimento  di stanza a Sassari, nonchè gli uomini del Comando Brigata. In tutto mille uomini e donne, professionisti con alle spalle molte missioni all'estero. Alcuni di loro sono stati in Kosovo,Bosnia, Albania, e per 5 mesi anche in Afghanistan, nel 2007.Ci sarà anche il 3° Bersaglieri, uno dei reparti più decorati d'Italia. La Brigata Sassari potrà contare sui rinforzi di 120 genieri del Reggimento Regio di Macomer. Un Reggimento altamente specializzato per ciò che riguarda la costruzione di infrastrutture come strade, ponti, linee elettriche, gasdotti. Uomini altamente specializzati nell'individuazione e nella bonifica del terreno afgano dai micidiali IED costati la vita a tanti militari del contingente italiano. Il loro compito principale sarà quello di bonificare le polverose strade afgane che saranno attraversate dai veicoli delle truppe ISAF. Prenderà parte alla missione anche un'unità della Brigata Aeromobile Friuli. Mentre sarà la Brigata Bersaglieri Garibaldi a dare il cambio tra 6 mesi ai militari della Sassari.La missione della Brigata Sassari durerà 6 mesi. I militari saranno impegnati in un'attività molto intensa. Dovranno infatti presidiare un territorio molto vasto, grande 2 volte la Sicilia, compreso tra Herat e Farah. Una tra le zone più rischiose. E' qui infatti che si nascondono gli"insurgents", al confine con le montagne con il Pakistan e da queste stesse vallate poi scendono per portare a termine i loro attacchi terroristici con kamikaze e IED. Dovranno procedere alla bonifica di un territorio insidioso, dovranno continuare l'addestramento dell'esercito afgano e della polizia locale. Dovranno cotruire un rapporto di fiducia con le popolazioni afgane che dovranno poi essere in grado di contrastare da sole la violenza degli"insurgents"una volta che sarà avvenuto il ritiro delle truppe ISAF. In questo compito la Brigata Sassari, come tutto il contingente italiano si è sempre distinto per la sua umanità e per la capacità di entrare subito in empatia con gli abitanti dei vilaggi afgani. Abitanti che da sempre dimostrano stima e affetto nei confronti del contingente italiano. Una missione davvero impegnativa quella della Sassari e ad alto rischio. Una missione non propriamente di pace nella quale hanno perso la vita già molti militari.   

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1 settembre 2011 4 01 /09 /settembre /2011 16:10

afghanistan parà della folgore distribuiscono aiuti umanitGli abitanti del villaggio di Barghanà sono stati davvero felici durante la dsitribuzione degli aiuti umanitari da parte dei parà del 186°Reggimento della Folgore, avvenuta qualche giorno fa. E grande soddisfazione c'è  stata anche fra gli stessi parà. Il fatto di avere distribuito questi aiuti, significa che la popolazione ha fiducia nei militari italiani e nelle forze di sicurezza afgane. Un elemento essenziale, quello della fiducia degli abitanti della popolazione per riuscire a portare avanti il procersso di transizione. I generi alimentari e non, sono stati racolti dagli Alpini dell'Ana di Brescia, il cui Presidente è Davide Forlani. Aiuti che sono stati raccolti facendo appello anche ai cittadini bresciani che hanno risposto in tanti. La raccolta di aiuti umanitari  rientra all'interno dell'"Operazione Tridentina Avanti", istituita nel 2001, con la quale gli Alpini si erano già attivati per aiutare le popolazioni dei Balcani. Questa operazione fornisce un sostegno alle popolazioni bisognose. La raccolta di aiuti avviene periodicamente e si basa sulle esigenze che vengono segnalate dal 186°Reggimento Folgore e dal 5° Alpini. Il progetto di distribuzione di aiuti umanitari è iniziato nel mese di febbraio da quando il Reggimento Paracadutisti della Folgore  si trova alla guida  della Task Force South, nel distretto di Bakwa, ed è un progetto che si avvale della cooperazione del  personale militare, civile, delle autorità afgane e delle comunità locali. Sono stati distribuiti aiuti alimentari a 70 famiglie e 40 farm kit, ovvero dei kit contenenti utensili per la coltivazione del terreno, dato che l'agricoltura in Afghanistan è la principale fonte di sussistenza."Le persone che hanno ricevuto questi aiuti sono tra le più povere del villaggio e sono state selezionate in modo equo dalle autorità locali"così hanno affermato i parà in  missione". La distribuzione di aiuti  umanitari a queste popolazioni rappresenta per loro una piccola speranza di ritorno ad una vita normale. Una vita lontana dalla guerra. Quando gli abitanti di Barghanà, ma anche  tutto il popolo afgano potranno davvero ritornare a vivere una quotidianità all'insegna della tranquillità dove finalmente regna la pace, dove la guerra e gli attentati degli"insurgents"saranno solo un brutto ricordo?Ci si augura  davvero molto prima del 2024.

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30 agosto 2011 2 30 /08 /agosto /2011 16:25

I parà a bordo di un "Lince" stavano effettuando un'attività di ricognizione del territorio e di affiancamento ai colleghi del Reggimento S.Marco (che presto subentreranno alla Folgoreafghanistan-esplode-ied-feriti-2-para-italiani.jpg) nella zona occidentale del paese, nei pressi della Base "Snow". All'improvviso c'è stata l'esplosione di uno IED che ha  provocato il ferimento di 2 parà. I 2 stati feriti leggermente. Si trovano ricoverati presso l'ospedale militare di Farah, e hanno potuto chiamare i loro familiari per rassicurarli. Non sono in pericolo di vita.

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29 agosto 2011 1 29 /08 /agosto /2011 15:10

A fianco dei  militari che combattono in Afghanistan e in altre nazioni ,ci sono altri  militari,  e poi magari anche gli stessi  partiti in missione, che poi al rientro devono combattere un'altra guerra. Una  guerra contro un nemico che si chiama uranio impoverito. Oppure ci sono militari che si ammalano mentre prestano servizio  in Italia "Salve, mi trovavocagliari-lettera-di-soldatessa-malata-di-cancro-da-copia-1.jpg per caso in questo sito(www.vittimeuranio.com)  dopo una serie di ricerche sulla mia malattia. Mi chiamo...., sono Caporal maggiore dell'Esercito Italiano. Ho 28 anni e da qualche mese ho scoperto di avere un linfoma di Hodgkin. Sono in cura presso l'Ospedale Oncologico di Cagliari. Per circa 2 aNni e mezzo ho prestato servizio al Poligono Interforze di Perdasdefogu(Quirra), e non nego che tutti i medici, alla scoperta della mia malattia, mi hanno chiesto se fossi stata in quella zona. Ho sparato anche io i "famosi"missili che non ho ancora capito se sono tossici o no. Ebbene sì sono statA anche a Teulada per delle esercitazioni visto il mio incarico di missilista controcarro. Alla luce di tutto questo ora vorrei delle risposte. Vorrei sapere se la mia malattia dipende dal lavoro che faccio e che ho fatto, lotto con tutte le mie forze per combattere questa malattia. Ma voglio la risposta. Mi sto curando di cancro a 28 anni . Adesso voglio la verità sul Poligono del Salto di Quirra e sulla mia malattia."  Questa la lettere di una soldatessa sarda ammalatasi di Linfoma di Hodgkin, la stessa malattia del Caporal maggiore Valery Melis scoperta al rientro dalle sue missioni dai Balcani. Alcune settimane fa i suoi familiari hanno vinto la causa contro il Ministero della Difesa ritenuto responsabile di non aver avvertito i militari di utilizzare le adeguate protezioni nel maneggiare le armi all'uranio impoverito. La soldatessa  sarda ora chiede la verità sul Poligono di Quirra. Le indagini  sul Poligono iniziate mesi fa, sono ancora in corso, e dopo la scoperta che la zona è contaminata, i pastori e il bestiame che un tempo avevavo libero accesso alla zona, sono stati fatti sgomberare non senza polemiche.  E'stato accertato, anche grazie alle testimonianze degli abitanti del posto, che sia personale militare che civile che ha prestato servizio in quel Poligono si è ammalato,e  alcuni sono morti.  Per svolgere ulteriori accertamenti sono state fatte riesumare le salme di persone decedute tempo fa. Tutte persone che in un modo o nell'altro, avevavo avuto a che fare con il Poligono di Quirra e che si erano ammalate.  Le cifre sono davvero impressionanti: i militari italiani che si sono ammalati a causa dell'utilizzo di armi di armi all'uranio impoverito sono 3 mila. Un anno fa il Ministro della Difesa La Russa rispondendo ad un'interrogazione, aveva parlato di 2.727 militari ammalitisi di cancro al 31 dicemmbre 2009. La domanda è: perchè nelle missioni all'estero e nei Poligoni si continuano ad utilizzare armamenti contenenti uranio impoverito? La soldatessa sarda vuole la verità. Come tutti gli italiani del resto. 

 

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27 agosto 2011 6 27 /08 /agosto /2011 15:03

il-mistero-dei-3-ex-para-italiani-rapiti-in-Libia.jpgImprigionati nelle carceri di Abu Salim a Tripoli in celle strettissime e sottoposti a violenze, per poi essere liberati dai ribelli  assieme a tutti gli altri prigionieri durante la loro avanzata verso la città. E' quanto emerge dal racconto dei 3 italiani ex parà (secondo il quotidiano www.ligurianotizie.it  Antonio Cataldi di 27 anni di Chiusano di S.Domenico(Avellino),Luca Boero, 42 anni di di Genova, e Vittorio Carella di Peschiera Borromeo(Milano)che ora si trovano all'Hotel Corintya in attesa di imbarcarsi per l'Italia). I 3 hanno raccontato di essere partiti per la Libia passando per la Tunisia, ma durante il viaggio sono stati fermati ad un checkpoint controllato dall'esercito di Gheddafi, sono stati catturati e quindi imprigionati. Tuttavia nel loro racconto troppo cose non quadrano:hanno affermato di trovarsi in Libia per fare da scorta ad autorità libiche che andavano in Tunisia. Si suppone che si trovassero in Libia per svolgere il loro lavoro di "Contractors". Ma se lavoravano per un'agenzia di"Contractors" come mai  nessuna agenzia di "Contractors"li conosce?Come mai i 3 sono spariti nel nulla senza che neppure i loro familiari avessero avvertito della loro scomparsa? Se erano appena stati liberari dal carcere, perchè nell'albergo dove si trovano  avevano con sè degli zaini militari? Intanto il Ministero degli Esteri ha smentito che i 3 siano agenti di sicurezza. Secondo quanto riportato dal quotidiano www.ligurianotizie.it)it  :"In Italia fonti autorevoli dei media nazionali ora parlano di veri e propri agenti militari dei servizi del Ministero della Difesa".  Ma intanto  restano tanti dubbi  e un alone di mistero sull'intera vicenda. Solo quando i 3 rientreranno in Italia forse la verità verrà a galla. 

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25 agosto 2011 4 25 /08 /agosto /2011 14:49

"Alcune nazioni partner(dell'Alleanza Atlantica)sono presenti sul terreno"queste le parole del portavoce dell'Operazione"Unified Protector"della NATO, il Colonnello  canadese Roland Lavoie. E' la conferma ufficiale dopo tante smentite, che le forze speciali britanniche, francesi e del Qatar sono entrate in azione sul suolo libico. Anche le Forze Speciali Italiane? Ad aprile erano stati inviati 10 istruttori militari con il compito di addestrare l'esercito dei ribelli. Non se ne hanno più notizie. Che fine hanno fatto? E' probabile che forse anche forze speciali italiane stiano operando sul terreno libico ma che la loro operazione sia tenuta segreta per evitare possibili ritorsioni da parte delle truppe fedeli a Gheddafi.forze-speciali-in-azione-in-libia2.jpg Le Forze Speciali britanniche della SAS, francesi e del Qatar sono entrate in azione sabato notte. L'azione(coordinata dal Pentagono) è iniziata quando alcuni Tornado GR4 della RAF decollati da una base italiana, hanno iniziato a bombardare con bombe di precisione Paveway1  un centro di telecomunicazioni e altri obiettivi principali nella città di Tripoli. Secondo quanto affermato da un sottuficiale della NATO, i Commandos stanno combattendo con i ribelli a Tripoli, e sarebbero entrati per primi nel bunker di Gheddafi per portare via computer e documenti con informazioni su Gheddafi. I Commandos della SAS hanno avuto un ruolo fondamentale nella battaglia a Tripoli. L'attacco è stato preparato nei minimi dettagli a Bengasi dall'M6(il Servizio Segreto Britannico)con i suoi agenti infiltrati  a Tripoli in modo da coordinare i raid aerei. Ha fornito armi ai ribelli, e ha organizzato una serie di apparecchiature di telecomunicazione attorno alla città. Secondo alcune fonti gli uomini dei Commandos britannici sarebbero 500, mentre i francesi un centinaio. Le forze speciali francesi sbarcano in Libia dagli elicotteri che sono imbarcati sulla "Tonnerre"nave d'assalto anfibia. Infiltrati tra i libici anche i Commandos del Qatar, molto facilitati in questo grazie alla conoscenza della lingua ed al loro aspetto fiisico, si mimetizzano facilmente tra i ribelli. Il Qatar ha anche il compito di fornire armi ai ribelli:un aereo che trasportava un grosso carico di armi è stato visto a Misurata. Intanto proseguono i raid aerei della NATO con il compito di agevolare l'avanzata dei ribelli. E ci sono buone notizie:sono stati liberati i giornalisti stranieri prigionieri da giorni nell'Hotel Rixos controllato dall'esercito di Gheddafi, e liberi sono anche i 4 giornalisti italiani che erano stati rapiti ieri. 

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