Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
9 giugno 2011 4 09 /06 /giugno /2011 16:54

militare-italiano-afghanistan3-copia-1.jpgI militari italiani in Afghanistan dovranno stringere i denti fino al 2014. Questo quanto affermato dal Ministro della Difesa La Russa, oggi durante un incontro con i giornalisti  a Bruxelles, al termine del Vertice NATO con i vari Ministri della Difesa dell'Alleanza. Era presente anche il Generale David Petraeus, Comandante del contingente ISAF. "In Afghanistan stringeremo i denti per arrivare entro la fine del 2014 a riconsegnare la sicurezza del paese agli afgani. Cambierà il nostro modo di essere presenti in quel paese, ma certo rimarremo lì in forma diversa, con una partnership nel campo della sicurezza e dell'addestramento. L'Italia ha la presenza massima di 4.200 uomini che entro l'anno cominceranno a diminuire."Il Ministro La Russa, ha poi continuato il suo intervento tracciando un quadro della situazione in Afghanistan:" I successi ottenuti in Afghanistan hanno messo in ginocchio gli insorti e Al-Quaeda(... ) bisogna ancora intensificare la presenza degli addestratori". La Russa ha inoltre affermato che:"Al momento sono 297 mila le forze di sicurezza afgane e che si tratta del 95% dell'obiettivo fissato dal Presidente Karzai. L'Italia dopo il 2014 avrà un ruolo in Afghanistan, certamente non con i numeri attuali che sono  di 4.200 soldati , ma in partnership con il governo afgano per la sicurezza."Infine La Russa ha confermato che "Herat è pronta per essere riconsegnata alle forze di sicurezza afgane, cosa che avverrà nelle prossime settimane". Un quadro della situazione in Afghanistan molto ottimistico quello tracciato dal Ministro della Difesa La Russa, se si pensa all'attentato del 30 maggio al PRT di Herat ai danni degli italiani sorgono tanti dubbi e tante domande. Inanzitutto: come stanno i feriti nell'attentato? Da giorni non si hanno più loro notizie.Ma davvero la città di Herat è pronta per essere riconsegnata agli afgani? Gli "insurgents"proprio con l'attentato di alcuni giorni fa hanno dimostrato il contrario:le loro sacche di resistenza non sono presenti solo nei luoghi desolati nei pressi dei villaggi sperduti, anzi ora gli "insurgents"hanno alzato il tiro colpendo una città abbastanza tranquilla come Herat. Inoltre è proprio di ieri la notizia del ritrovamento di armi ed esplosivi  degli "insurgents" in un nascondiglio nel corso dell'operazione "The lair of the wolf" condotta dai parà italiani con le forze di sicurezza dell'esercito afgano. Si può definire sicuro il territorio nel quale opera il contingente militare italiano? Si combatte una guerra quotidiana contro gli"IED" e contro gli"insurgents". I militari italiani saranno dotati di un equipaggiamento "migliore"e di ulteriori blindati in vista del loro impegno fino al 2014? Forse molte domande resteranno senza risposta. Putroppo l'unica certezza è quella che la guerra in Afghanistan sembra ormai essere entrata in una fase di stallo. Quanti morti civili e quante bare avvolte dal tricolore dovremo ancora vedere prima del 2014?   

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
8 giugno 2011 3 08 /06 /giugno /2011 17:34

Il nemico più insidioso che i militari italiani in missione in Afghanistan si trovano ad affrontare ogni giorni sono gli"IED"(Improvised explosive devices)ovvero ordigni artigianali improvvisati che vengono nascosti lungo le strade dagli"insurgents".foto militari italiani cn mezzo militare foto x blog afghan Il pericolo di imbattersi negli"IED" diventa maggiore soprattutto quando i militari devono spostarsi da una base all'altra per missioni di scorta a camion civili che devono portare rifornimenti alle basi italiane più avanzate. Molto spesso la colonna dei mezzi militari blndati "Lince" viene preceduta da un "Bufalo"uno strumento meccanico dotato di un braccio semovente che entra in azione ogni qualvolta i militari del Genio individuano uno "IED". Certo le uscite in missione sono guidate dai"warnings", gli avvertimenti di eventuali minacce lungo il tragitto da percorrerere, che in tal caso li costringe a modificare il percorso, ma il pericolo potrebbe essere nascosto sotto ad ogni pietra di queste strade polverose e accidentate. Dopo l'attentato al PRT di Herat del 30 maggio scorso, il livello di allerta è ulteriormente incrementato, e la "Route 515" che un tempo era ritenuta una tra le più sicure, adesso non lo è più perchè presa di mira dagli "insurgents"che potrebbero utilizzarla per piazzare i loro micidiali"IED". Forse il luogo più sicuro sono le basi, come la base di Farah, dove sono di stanza 500 militari italiani e americani. La vita non è per niente facile:la sabbia è una presenza quotidiana, un nemico in più perchè puoò penetrare nelle delicate componenti dei mezzi daneggiandoli: per questo devono essere sempre sottoposti ad un' accurata e minuziosa manutenzone. I militari dormono nelle tende, la temperatura in questi giorni sfiora i 45° gradi, ma le basi sono protette dal cemento armato in vista di possibili attacchi da parte degli"insurgents". Fino ad ora nessuno ha trovato il sistema per neutralizzare la minaccia degli "IED"e così i militari convivono ogni giorno con la paura che,come aveva scritto in una lettera  l'Alpino Matteo Miotto ucciso in Afghanistan qualche mese fa, "ogni metro di strada potrebbe essere l'ultimo, ma non ci pensi".

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
8 giugno 2011 3 08 /06 /giugno /2011 17:00

"Lair of the Wolf" (Tana del Lupo)è il nome in codice dell'operazione congiunta portata a termine dai parà del 187°Reggimento della Folgore di Livorno con l'esercito afgano a Bala Balouk, provincia di Farah. L'operazione è stata  sviluppata a 50 km a nord dalla base avanzata  del contingente militare italiano guidato dal Generale di Brigata Carmine Masiello. I parà della Folgore e i militari dell'esercito afgano hanno scovato una vera e propria "tana del lupo"ovvero un nascondiglio dove gli"insurgents"hanno nascosto armi di ogni tipo:munizioni, bombe da mortaio, armi portatili, mine, razzi, detonatori, fusti con del liquido esplosivo, materiale elettrico. L'operazione è stata resa possibile anche grazie all'auto delle popolazione locale che ha fornito ai parà italiani delle indicazioni utili, e alle informazioni in possesso degli stessi militari. Sono intervenuti i tecnici del Genio che in un primo momento hanno catalogato le armi rinvenute che poi sono state distrutte. Le armi ed il materiale rinvenuto e poi distrutto rappresentavano una minaccia per la sicurezza non solo dei civili ma anche degli stessi militari italiani, soprattutto da quando il livello di allerta è stato innalzato dopo l'attentato del 30 maggio al PRT di Herat da parte degli"insurgents".parà folgore in azione con fucile

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
6 giugno 2011 1 06 /06 /giugno /2011 16:40

E' giallo sulla morte del Ten. Col. Cristiano Congiu, ucciso in Afghanistan sabato scorso.cristiano congiu ucciso in afghanistan La versione ufficiale infatti dice che il militare sarebbe stato ucciso per aver difeso una donna americana che era stata aggredita da un gruppo di ragazzi afgani. La stampa afgana racconta una versione completamente diversa. Versione raccontata dal Mohtaudin,il ragazzo afgano di 24 anni ferito da un colpo di pistola dall'ufficiale dei Carabinieri. Il ragazzo è stato curato presso l'ospedale di Emergency nel Panshir ed è fuori pericolo. Questa la sua versione, riportata anche da tutti i media afgani:"Io ed un mio amico stavamo salendo dal bazar alla montagna con un asino carico di cibo. Il sentiero era stretto e dalla montagna al bazar stavano scendendo il carabiniere e una donna. Quando ci siamo incrociati ho urtato la donna. Ho tentato di spostare l'asino. Immediatamente l'italiano ha tirato fuori la pistola. Quando ho visto l'arma pensavo stesse scherzando....Invece mi ha sparato. Il mio compagno è scappato ed è andato al bazar ad avvisare gli abitanti dell'accaduto. Dopo un pò di tempo sono tornate altre persone che prima hanno picchiato con bastoni e pietre l'italiano,poi gli hanno sparato e se ne sono andati". Questa è la versione raccontata da tutta la stampa afgana. Intanto il ragazzo afgano che prima era piantonato all'ospedale, adesso è stato lasciato da solo perchè la polizia afgana ha ricostruito l'accaduto, e nei suoi confronti non è stata formulata nessuna accusa. Molti altri testimoni hanno raccontato che l'ufficiale dei carabinieri e la donna americana erano andati a visitare le miniere di smeraldi della zona di Khinch, nel Panshir. La miniera si trova a 5 ore da Kabul. Ma come sono andate realmente le cose sabato mattina in Afghanistan? Quale delle 2 versioni racconta la verità?

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
5 giugno 2011 7 05 /06 /giugno /2011 17:49

Ucciso per avere difeso una donna americana aggredita da un gruppo di afgani. E' morto così il Ten. Col. dei Carabinieri Cristiano Congiu, di origini sarde. Il fatto è accaduto ieri in una località della valle del Panjshir, dove l'ufficiale si trovava in compgnia di un amico afgano e di una donna americana.cristiano congiu ucciso in afghanistan I tre hanno trovato sulla loro strada un gruppo di ragazzi afgani, che secondo una prima ricostruzione avrebbero aggredito per motivi imprecisati la donna, sbattendola violentemente contro un muro. L'ufficiale ha sparato ferendo di striscio uno degli aggressori. Gli altri afgani nel frattempo sono scappati. Mentre l'ufficiale stava prestando le prime cure al ferito e lo stava caricando su un auto per trasportarlo all'ospedale, i ragazzi afgani sono ritornati sul posto in compagnia di alcuni uomini armati ,che hanno sparato 2 colpi di kalashnikov, uno dei quali è stato fatale per il militare. Colpito alla testa è morto sul colpo. Nel frattempo la donna americana con l'afgano si sono diretti verso il primo posto di polizia locale, dove hanno denunciato l'accaduto. In seguito le forze di sicurezza locali si sono recate sul posto e hanno recuperato il corpo dell'ufficiale. Il ragazzo afgano ferito, è stato arrestato, e con lui altri 5 afgani, tutti ritenuti colpevoli dell'assassinio.La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta su quanto accaduto. Alcuni Carabinieri dei ROS sono partiti per l'Afghanistan per effettuare degli accertamenti. L'ufficiale lavorava come consulente antidroga presso l'Ambasciata di Kabul dal 2007. Lascia la moglie e una figlia di 5 anni, che vivono a Pontecorvo in provincia di Frosinone.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
3 giugno 2011 5 03 /06 /giugno /2011 18:59

Durante la mattinata di oggifolgore-24-jpg.jpg nel corso di un'operazione congiunta con le forze di sicurezza afgane, i parà della Folgore della Task Force South East, hanno catturato sette "insurgents". Gli "insurgents"erano in possesso di armi ed attrezzature che vengono utilizzate per la preparazione degli IED(ordigni esplosivi improvvisati), nella zona di Bakwa. L'operazione ha visto entrare in azione una decina di uomini delle forze di sicurezza afgane che sono state affiancate dai parà della Folgore.L'obiettivo era quello di bloccare i movimenti degli"insurgents"in questa zona,  impedire la preparazione di nuovi attacchi contro le truppe dell'ISAF, e soprattutto assicurare la libertà di movimento lungo la strada 515 che mette in collegamento la città di Farah con Delaram. Nel corso della manovra, si è rivelato fondamentale  l'intervento dei nuclei di artificieri dell'8° Reggimento di Legnago per il rinvenimento e anche la rimozione di uno IED, che era stato posizionato lungo la strada. L'operazione congiunta di stamattina rappresenta un importante passo avanti  in una zona da sempre caratterizata dalla massiccia presenza di "insurgents" che proprio in questi giorni stanno facendo numerose vittime sia tra civili e che militari piazzando gli IED lungo le strade.  

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
3 giugno 2011 5 03 /06 /giugno /2011 17:49

E quando si sente il rombo assordante delle frecce tricolori e si vede l'inconfondibile scia tricolore nel cielo romano è davvero un'emozione unica. Un'emozione provata dalla folla presente ieri nella capitale. Gente proveniente da tutta Italia, molti sono arrivati all'alba o il giorno prima per conquistarsi il fortunato posto in prima fila e potere assistere alla parata da vicino. La Festa della Repubblica quest'anno è stata davvero indimenticabile perchè è coincisa anche con l'anniversario del 150° dell'Unità d'Italia. La cerimonia è iniziata con l'Inno di Mameli, il primo sorvolo delle frecce tricolori e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che rende omaggio alla tomba del milite ignoto. La parata è stata aperta dai Granatieri di Sardegna con le uniformi storiche del 1786. E' stata articolata in 3 settori:il primo di carattere storico-rievocativo, con il racconto dello Stato Unitario, le Guerre d'Indipendenza,la Prima Guerra Mondiale,la Liberazione, il tutto rappresentato con le uniformi storiche dell'epoca di Esercito, Marina Militare, Aeronautica, nonchè di tutti i Corpi Armati e non dello Stato. Il secondo settore invece è stato dedicato alle Missioni Internazionali nelle varie parti del mondo alle quali partecipano le Forze Armate Italiane, il terzo settore invece ha fatto sfilare i Reparti d'Elite altamente specializzati e mezzi all'avanguardia. I più applauditi della parata i Bersaglieri, la Brigata Sassari, e la Folgore. La parata è stata conclusa dai reparti a cavallo e dal passaggio della pattuglia acrobatica nazionale. Misure di sicurezza davvero imponenti con cecchini piazzati sui tetti, data la presenza quest'anno di ben 80 delegazioni  internazionali tra cui:il vicepresidente USA Biden,forse tra i più entusiasti :ha applaudito più volte durante la parata delle truppe,il Segretario Generale della Lega Araba Amir Moussa, il Presidente afgano Hamid Karzai, il Presidente Russo Dmitry Medvedvev,il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki Moon,il Re di Spgana Juan Carlos,il Presidente tedesco Christian Wulf, il Presidente israeliano Simon Perez, il leader dell'ANP Abu Mazen, solo per citarne alcuni. Il Presidente Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Biagio Abrate ha voluto rocordare l'impegno dei militari italiani impegnati nelle missioni all'estero:"Oggi ricorre il 65° anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Stamane al sacello del milite ignoto, ho rivolto il mio commosso pensiero a tutti i militari frecce-tricolori-festa-repubblica-2-giugno-2011.jpgcaduti per la difesa della Patria, al servizio e per la salvaguardia delle sue libere istituzioni. Nell'anno i cui celebriamo il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia,il 2 giugno ci offre un'opportunità del tutto speciale per soffermarci a rflettere sulla storia del nostro Paese e sui grandi eventi che l'hanno segnata:dalle guerre risorgimentali ai 2 conflitti mondiali, tra i quali si collocarono gli anni bui della dittattura e del bellicismo fascista, e poi finalmente la Repubblica e la Costituzione, e con esse una nuova alba e la rinascita della Patria, illuminata dalla riconquista della libertà e dalla roostruzione della demorazia. Ai militari italiani di ogni grado, specialità e categoria vanno il plauso inondizionato dei concittadini, la riconoscenza delle popolazioni presso le quali ogni giorno essi prestano la propria opera di protezione e assistenza. Ad essi va egualmente il rispetto dei paesi alleati che di tale opera hanno ed apprezzano sul campo il,valore e l'efficacia. Viva le Forze Armate Italiane,Viva l'Italia."  E quando le frecce alla fine della parata, effettuano l'ultimo sorvolo si  prova di nuovo un'emozione fortissima:l'emozione e l'orgoglio di sentirsi italiani ,tutti uniti idealmente in unico grande abbraccio sotto un cielo tinto di tricolore. Come se per un momento le differenze tra nord e sud non esistessero più, almeno per un giorno.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
31 maggio 2011 2 31 /05 /maggio /2011 18:34

L'attentato avvenuto ieri al PRT di Herat avrebbe potuto essere una strage. Una strage che è stata evitata grazie alle misure di sicurezza.attentato-base-herat.jpg Nel corso di un'informativa alla Camera, il Ministro della Difesa la Russa ha raccontato nei dettagli la dinamica esatta dell'attacco degli"insugents". Le forze di sicurezza afgane sono state "distratte" prima dall'esplosione di una motobomba ad un km di distanza, e poi da altre quattro esplosioni in luoghi vicino alla Base. L'attacco è avvenuto in un secondo momento quando"un piccolo autocarro carico di cemento si è presentato all'accesso principale al Campo Vianini, sede del PRT, nella città di Herat, per essere controllato da parte del personale di sicurezZa afgano addetto alla vigilanza esterna dell'area ed al controllo delle vie di accesso alla Base. In questa fase è avvenuta un'altra azione diversiva condotta da due motociclisti che hanno distratto il personale di vigilanza afgano, consentendo all'automezzo di riprendere il movimento lungo la serpentina d'ingresso per tentare di sfondare il portone principale del  Compound. Il camioncino è andato a sbattere esplodendo contro il muro esterno della Base". I militari italiani, sempre secodo quanto riferito dal Ministro La Russa, sono stati feriti a causa del crollo di parti dell'edificio. Il Capitano Gennaro Masino, 30 anni, appartenente al 132° Reggimento Ariete di Maniaco(Friuli)è stato ferito gravemente all'addome e putroppo le sue condizioni durante la notte, sono peggiorate. Stabili invece gli altri quattro feriti. Dopo l'esplosione, alcuni terroristi sono scesi da un SUV che si trovava dietro il camion e avevano come obiettivo quello di entrare nel Compound. Il loro piano è fallito. Sono entrati  allora in una palazzina che si trova difronte alla Base e da lì hanno aperto il fuoco. E'iniziato così un vero e proprio attacco degli"insurgents" che hanno fatto fuoco con armi portatili, razzi RPG, e bombe a mano. Durante l'attacco che è stata una vera e propria battaglia, durata aalcune ore, il Comando del Regional Command West, ha ordinato l'intervento degli elicotteri  A129 Mangusta per il supporto di fuoco, dei velivoli AMX per la ricognizione, di uomini di rinforzo su veicoli"Lince" nonchè di elicotteri multiruolo per l'evacuazione dei feriti. Sono state anche allertate le forze di sicurezza afgane che ingaggiato le sorgenti di fuoco avversario. 

 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
30 maggio 2011 1 30 /05 /maggio /2011 18:15

militari-italiani-afghanistan.jpgMilitari italiani sotto tiro in Afghanistan. Stamattina c'è stato un vero e proprio assedio al PRT(Team di Ricostruzione Provinciale) di Herat, dove operano sia civili che militari. L'attacco è durato diverse ore, il Ministro della Difesa La Russa durante una conferenza stampa a Palazzo Madama, ha spiegato la dinamica dell'attentato:"Il PRT di Herat ha subito un attacco molto complesso con un mezzo carico di esplosivo lanciato contro il muro di cinta, colpi di arma da fuoco anche da postazioni al di fuori e dall'alto dei tetti di case vicine che hanno prodotto danni seri. Si tratta di un attentato da mettere probabilmente in relazione con la conferenza regionale e provinciale afgane che si tiene in questi giorni. C'è ovviamente il tentativo di ostacolare la normalizazzione dell'area e provocare terrore nella popolazione. Infatti non hanno attaccato una base militare vera e propria, ma un centro di ricostruzione, a riprova che l'obiettivo è quello di sferrare attacchi ai luoghi e alle città vicine alla normalizzazione sociale".  Dopo un balletto di notizie tragiche che parlavano di caduti tra i nostri militari, di smentite e di conferme, forse c'è la certezza che il bilancio è di 5 feriti, dei quali uno grave, ma le cui condizioni starebbero migliorando, si tratterebbe di un Capitano colpito all'addome. Inoltre ci sarebbe un numero imprecisato di feriti e contusi. Secondo quanto riferito dal Ministro della Difesa La Russa, i feriti apparterrebbero al 132° Reggimento Artiglieria dela Brigata Ariete e "Sono ricoverati tutti a Camp Arena, nell'ospedale militare spagnolo Role 2.Al momento non li vorrei considerare tutti fuori pericolo,anche se le notizie sono incoraggianti, ma almeno per il Capitano credo che sia corretto parlare di prognosi riservata. E in questo caso la prudenza va estesa anche agli altri feriti, che pure mi si dice non versano in pericolo di vita." Alcuni "insurgents"hanno anche sparato dalle finestre e dai tetti delle case verso la base, ma sono stati prontamente neutralizzati dai tiratori scelti italiani. Un testimone dice di avere udito delle esplosioni e di avere visto a terra molti corpi di soldati con uniformi straniere, del fumo uscire dall'interno della base. Un altro testimone invece riferisce che un vero e proprio commando di "insurgents" che è penetrato all'interno di un edificio a sette piani nei pressi del PRT e da lì ha inziato a fare fuoco contro la base. I morti sarebbero tra le forze della polizia afgana. Drammatiche e cruente le immagini del video dell'attentato diffuse dal sito www.rainews24.it, a differenza di quelle "ufficiali"diffuse da una tv afgana.  Il PRT è una  struttura su base del 132° Reggimento Artiglieria Terrestre della Brigata Ariete, che ha sede a Maniago, Pordenone. Il PRT è sotto il comando del Colonnello Paolo Pomella, che ha il compito di realizzare e mandare avanti il processo di ricostruzione e di sviluppo anche con l'aiuto dei civili.  Civili e militari cooperano assieme proprio per favorire la ricostruzione del paese, con la realizzazione di infrastrutture:ponti, strade, scuole, incentivare l'occupazione locale e lo sviluppo economico, incrementare la fiducia della popolazione verso le istituzioni politiche del posto e collaborare con gli anziani dei vilaggi. E' evidente che la realizzazione di tutti questi progetti rappresenta una vera e propria azione di disturbo per gli "insurgents"sempre pronti a reagire. La domanda a questo punto è una sola: quando finirà tutto questo e se mai ci sarà una fine dato che la Missione del contingente militare italiano in Afghanistan, nonostante tutto deve continuare.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
27 maggio 2011 5 27 /05 /maggio /2011 18:57

 attentato-libano-militari-unifil-italiani-27-maggio-2011.jpgUn ordigno è esploso al passaggio di un convoglio di militari italiani dell'Unifil in Libano. In sei sono rimasti feriti, dei quali uno è gravissimo. Viene smentita definitivamente la notizia di un caduto tra i militari, diffusa in un primo momento. Come già accaduto  troppe volte per la missione del contingente italiano in Afghanistan, quando si tratta di dare la notizia di un attentato è un tragico rincorrersi di notizie, e anche in questo caso la smentita del militare morto è arrivata verso le 18.00 parecchie ore dopo l'attentato. Sul web si potevano leggere addirittura le notizie riguardanti le parole di cordoglio dei politici italiani per la morte del militare italiano in Libano. Poi la smentita del Ministro della Difesa La Russa:"Sono sei i soldati italiani rimasti feriti, due dei quali in modo grave, nell'attentato che ha colpito il convoglio Unifil in Libano. Dei due feriti gravi, uno rischia di perdere un occhio, mentre l'altro ha una lacerazione alla carotide ed è già stato operato." Perchè si è dovuto aspettare fino alle 18.00 per avere la smentita ufficiale della notizia del caduto? L'attentato è avvenuto nei pressi della città di Sidone a circa 40 km a sud di Beirut. L'ordigno che ha provocato la deflagrazione e colpito l'ultimo mezzo della colonna, era stato piazzato dietro un guardrail di cemento ai bordi  della strada. Strada utilizzata abitualmente dai militari italiani. Nell'attentato sono rimasti feriti anche dei civili libanesi. Secondo quanto affermato dal portavoce ufficiale della Missione Unifil in Libano, Andrea Tenenti all'Ansa:"Non sono in pericolo di vita i sei soldati italiani di Unifil feriti oggi,il ferito più grave è stato operato e a quanto ci risulta è fuori pericolo. Gli altri sono stati feriti in modo lieve". Intanto sono state diffuse le prime immagini del mezzo colpito dall'esplosione: si tratta di un VM 90"Torpedo" aperto e non blindato.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento