Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
21 luglio 2011 4 21 /07 /luglio /2011 17:03

attentato libano militari unifil italiani 27 maggio 2011"Ho trovato migliorate di molto le condizioni del Capitano Gennaro Masino, per il quale mi hanno assicurato un recupero del 100%"ha affermato il Ministro della Difesa La Russa in visita oggi al Celio ai militari feriti nell'attentato di Herat in Afghanistan e in Libano. il Capitano Gennaro Masino, gravemente ferito in Afghanistan, sta continuando la riabilitazione e il Caporal Maggiore D'Avanzo che ha rischiato di perdere un occhio, sta migliorando ulteriormente. "Per fortuna ho recuperato sia l'occhio che la mascella"ha affermato il militare,"Voglio ringraziare chi non mi ha mai lasciato solo sia qui in ospedale sia da parte dello Stato, non vedo l'ora di essere richiamato in servizio e riprendere la missione ancora più di prima." La Russa poi ha avuto parole di elogio per i medici e ufficiali del Celio per la loro professionalità , umanità ed affetto con i quali sono stati curati e assisititi i feriti. Riguardo all'impegno militare italiano in Afghanistan, La Russa ha affermato che:" Non viene meno il pericolo in Afghanistan perchè maggiore è l'azione del contingente italiano di acquisire il controllo dei territori maggiore è la volontà di cercare di impedirla da parte dei terroristi. L'azione di contrasto fatta dai terroristi però non è tanto di tipo militare ma mira ad un effetto psicologico per indurre i paesi che partecipano alle missioni ad avere dubbi e cercare di fare interrompere il lavoro andato avanti fino ad ora. I risultati  positivi sono vistosi ed evidenti, prevediamo per il 2014 di restituire al leggittimo proprietario, ovvero al popolo afgano il controllo del territorio". Insomma il contingente italiano dovrà ancora stringere i denti per parecchio tempo.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
21 luglio 2011 4 21 /07 /luglio /2011 16:23

militari italiani lasciano herat ad afgani 21 luglio 2011In queste ore il Comando Regionale Italiano dell'ISAF, nell'Ovest dell'Afghanistan, sta effettuando il passaggio di consegne alle forze di sicurezza afgane nella municipalità di Herat.  A Herat il contingente italiano è composto da 4.200 militari. Il Comando Italiano ha il controllo sulle truppe di altri 11 paesi. Due cerimonie hanno reso ufficiale il passaggio di consegne, un momento questo cruciale che segna la prosecuzione del processo di transizione inziato il 17 luglio e che sta procendo a pieno regime. Le due cerimonie si sono svolte alla presenza delle massime autorità afgane sia civili che militari, del Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani. I militari dell'ISAF eran rappresentati dal Comandante della Regione Ovest, il Generale di Brigata Carmine Masiello. La prima delle due cerimonie si è svolta all'aeroporto di Herat:il progetto per la sua trasformazione in un hub internazionale era stato proprio uno dei primi  progetti scelti dallo stesso Governatore Saba, poi approvati dalle autorità centrali di Kabul. L'aeroporto diventa così il luogo simbolo della ripresa economica di questo paese, e della speranza in futuro migliore. L'aeroporto è anche simbolo dell'uscita dall'isolamento dell'Afghanistan. La seconda cerimonia invece, si è svolta presso la base di Camp Saphar, sede del 207/esimo Corpo d'Armata Afgano. Un altro luogo simbolo questo, che rappresenta il conseguimento degli importanti risultati nel campo della gestione della sicurezza raggiunta dall'esercito afgano. Come affermato dal portavoce del Comando Italiano ISAF:"Questo di oggi rappresenta un primo passo verso quel processo di crescita che porterà il paese verso la propria autonomia, e che dovrebbe concludersi entro la fine del 2014". 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
20 luglio 2011 3 20 /07 /luglio /2011 13:26

Ancora non si è scoperto chi si nasconda dietro il nickname "Spidertruman". Sino all'altro ieri gli italiani lo incitavano e lo incoraggiavano a svelare i privilegi  e le malefatte della Casta sulla sua pagina di Facebook.SpiderTruman--la-grande-bufala-su-Facebook-copia-1.jpg In lui gli italiani hanno visto il capopopolo della rivoluzione che dovrebbe portare al cambiamento definitivo e all'eliminazione della coruzione dall'Italia. All'inzio "Spidertruman"postava le foto dei documenti che testimoniavano le tariffe dei politici ultra scontate per telefonare ad esempio. Poi con il passare dei giorni ha iniziato a postare sempre meno link, e non si sono più viste foto di documenti o sentite le tanto promesse rivelazioni "scottanti".  Molti italiani si sono stufati delle tante parole e dei pochi fatti. Hanno scoperto che il personaggio nato su Facebook ha anche un lavoro, quindi tanto sfortunato non è. Si sono accorti che in fondo quello che diceva era già stato scritto in un libro, e che non veniva detto niente di nuovo. Cambiava solo il modo di comunicarle queste cose:attraverso Facebook. Migliaia di italiani  entusiasti, per un paio di giorni si sono riconosciuti in "Spidertruman". Tutti lì a digitare incazzati sulla tastiera per poi rendersi conto che forse una vera rivoluzione o un cambiamento non possono avvenire solo su Facebook. Che dalla tastiera del pc bisogna schiodarsi e darsi appuntamento nelle piazze. Forse Facebook serve a questo:creare falsi miti e mobilitare tante persone.  Dal suo blog "Spidertruman" incita a scendere tutti in piazza, ma  adirittura ad ottobre! Forse non si scoprirà mai chi si nasconde dietro il nickname "Spidertruman" e  poco importa. C'è una certezza "Spidertruman":non è un eroe. I veri eroi sono Falcone e Borsellino e la sua scorta, i disoccupati, i licenziati, i pensionati, i cassintegrati, gli operai che lavorano nelle fabbriche che stanno chudendo, i morti sul lavoro, i militari che muoiono in Afghanistan, i medici e gli infermieri che salvano vite, i precari. Come ha detto qualcuno"i veri eroi sono quelli che ogni giorno  si alzano dal letto ed affrontano la vita anche se  gli hanno rubato il futuro".       

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
20 luglio 2011 3 20 /07 /luglio /2011 10:45

leonida-maria-tucci-storia-di-un-precario-rovinato-dalla-ca.jpgNella foto insieme alla moglie Leonida Maria Tucci sorride. Ora quel sorriso non c'è più. E' stato spento. I giorni felici sono lontani. Erano i giorni nei quali Leonida lavorava come addetto stampa presso il gruppo parlamentare di AN. Aveva iniziato nel 1994 con un contratto Co.co.co. . Era bravo Leonida nel suo lavoro: ci davvero metteva tanto impegno e tanta passione, e i politici si rivolgevano sempre a lui, e grazie al suo lavoro ottenevano popolarità, facevano carriera e le loro tasche si riempivano sempre più di soldi. Per Leonida non esistevano vacanze e non c'era nemmeno il tempo per dedicarsi alla famiglia:"Lasciami seminare, un giorno raccoglierò i frutti del mio lavoro" amava ripetere alla moglie. Quei frutti non li ha mai potuti raccogliere. Nonostante tanta passione, impegno e fatica nel suo lavoro, il suo contratto co.co.co gli viene rinnovato per ben 16 volte, spera sempre di essere assunto come giornalista. L'assunzione in effetti c'è: il 1°aprile 2006 non come giornalista ma come impiegato di 4° livello. Il suo compito è quello di imbustare lettere e rispondere al telefono. Il suo successo nel lavoro e la sua onestà hanno dato fastidio a qualcuno, e così ad un certo punto viene accusato di molestare e addirittura picchiare alcune colleghe del suo ufficio: accusa poi rivelatasi totalmente falsa. Dopo 16 anni Leonida 41 anni, si ritrova in mezzo alla strada, distrutto psicologicamente(cade in una profonda depressione) e soprattutto senza lavoro. Ha 2 figli piccoli. "Siamo dovuti andare al Monte di Pietà ad impegnare le fedine di fidanzamento, le crocette che avevano regalato ai bambini per il battesimo. Le abbiamo perse perchè non abbiamo avuto i soldi per riscattarle. Spesso non so come mettere insieme il pranzo con la cena". La moglie Giulia Ruggeri ha creato una pagina su Facebook "Leonida Maria Tucci(il coraggio di denunciare)"dove conduce la sua battaglia contro la Casta che ha usato e sfruttato suo marito 16 anni  per poi buttarlo via: come se fosse un oggetto. Sfruttato da quegli stessi politici che poi compaiono in tv e si fanno belli parlando di valori come "famiglia" "onestà" e via dicendo. Sulla pagina di Facebook si fanno nomi e cognomi, senza bisogno di nascondersi dietro ad un nickname da fumetto.  La  storia di Leonida è la storia di tanti precari italiani giovani e meno giovani, "assunti" con contratti a Co.co.pro e che poi si rirovano senza lavoro dall'oggi al domani, senza un soldo in tasca, senza ammortizzatori sociali, e senza futuro. Precaria diventa  la salute, perchè di lavoro precario o di disoccupazione ci si ammala  e si può anche morire. Leonida adesso sta molto male, ma forse sapere che la moglie non è sola a combattere la sua battaglia contro la Casta, potrà aiutarlo a fare stare meglio. Forse vedere che ci sono tanti precari a combattere per la dignità e la giustizia potrà  riaccendere il suo sorriso.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
18 luglio 2011 1 18 /07 /luglio /2011 17:26

La corruzione è uguale dappertutto in Italia come in Afghanistan. Tutto il mondo è paese.capitano-dei-carabinieri-rivola-afghanistan-luglio-copia-1.jpg A pensarla così è il Capitano dei Carabinieri Raffaele Rivola romagnolo, 34 anni lauree e master che dall'Italia a combattere ed arrestare i pezzi grossi della n'drangheta, è approdato in Afghanistan a combattere la corruzione e l'illegalità che dilagano anche da queste parti. Il Capitano è l'unico italiano facente parte della"Sharafiyat"(Trasparenza), la Combined Joint Interagency che ha sede a Kabul. "Non credo sia un caso se sono finito qui.L'esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata maturata in Calabria mi ha dato gli strumenti giusti per capire certe logiche mafiose. La corruzione non è un prodotto del regime talebano, nè faceva parte della tradizione afgana precedente. E' un fenomeno abbastanza recente, legato anche all'invio di fondi internazionali alla velocità di farsi strada dopo la caduta dei talebani", afferma il Capitano che poi illustra i metodi utilizzati per vincere la diffidenza della gente:"Cerchiamo di suscitare nella gente maggiore fiducia nella polizia, che durante il regime era uno strumento di controllo religioso e non di contrasto al crimine o di protezione della popolazione, mentre agli operatori delle forze dell'ordine trasmettiamo una percezione nuova del proprio ruolo e lo spirito di corpo, che comportano il controllo reciproco in caso di irregolarità e una maggiore credibilità all'estero". Insomma in Afghanistan la missione del Capitano e dei suoi uomini è quella di educare alla legalità proprio come faceva durante la sua esperienza lavorativa in Calabria. E da quello che racconta la Calabria (come l'Italia in generale) e l'Afghanistan non sono poi così tanto diversi.I nfatti la corruzione è dilagante: anche qui come in Italia vien particato il sistema della "bustarella" per poter togliere una contravvenzione indesiderata, si abusa di potere in modo da ottenere dei benefici personali, si fornisce un' adeguata mano d'aiuto a politici compiacenti, terroristi  e narcotrafficanti. Il pericolo maggiore è rappresentato dai"Criminal Patronal Networks"in pratica una specie di setta massonica che intreccia legami tra politica e potere"Che non solo mette in pericolo noi alleati, ma permette anche ai criminali di finanziarsi".E' questo il sistema che cerchiamo di intaccare: in vista della transizione le istituzioni e la giustizia devono funzionare."Parola del Capitano Rivola. 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
18 luglio 2011 1 18 /07 /luglio /2011 16:29

E' iniziato ufficialmente oggi il processo di transizione in Afghanistan con il passaggio di consegne tra ISAF e forze di sicurezza afgane nella zona di Bayman.afghanistan bayman iniziata la transizione 18 luglio 2011 Una cerimonia volutamente semplice per evitare di attirare troppo l'attenzione degli"insurgents"che in questi giorni  stanno portando a termine vari attentati nelle altre zone del paese. Da oggi le forze di sicurezza afgane avranno il compito di garantire la stabilità e la sicurezza della zona di Bayman. Erano presenti alla cerimonia la governatrice di Bayman Habiba Sarabi, il Ministro della Difesa Abdul Rahim Wardack, il Ministro dell'Interno Bismallah Muhamidi, alcuni dirigenti afgani e ufficiali della NATO."Le forze di sicurezza afgane sono pienamente in grado di assumere la responsabilità di garantire la sicurezza sul territorio, anche se un limite c'è ancora: le forze di sicurezza afgane necessitano di un maggiore equipaggiamento"ha affermato la Governatrice di Bayman. Una zona questa di cui si parlò tanto nel 2001 quando i talebani bombardarono le statue che raffiguravano Buddha, e tuttavia oggi una delle più tranquille dell'Afghanistan. Si parla di passaggio di consegne, ma i 200 militari neozelandesi di stanza in questa zona non andranno via subito. Le truppe della NATO presidieranno ancora il territorio fianco a fianco dell'esercito afgano, fino a quando questo non sarà definitivamente pronto per la prima linea. I militari NATO schierati in Afghanistan sono 130 mila, dei quali un terzo appartengono al contingente USA. Circa 33 mila militari verranno ritirati entro settembre del 2012, il resto del contingente sarà definitivamente ritirato nel 2014. Due giorni fa hanno fatto rientro in USA 650 militari della Guardia Nazionale dell'IOWA, Primo Squadrone 115/Reggimento di Cavalleria che erano di stanza a Barwana a nord est dell'Afghanistan.  Bayman è la prima delle 7 province che saranno interessate dal processo di transizione, dopo toccherà alla provincia di Kabul, Herat( dove è di stanza il contingente italiano), Al Pansjir, Lashkar Gah(capoluogo della provincia di Helmand, una delle zone più rischiose dell'Afghanistan),Mazar-i-Sharif(capoluogo di Balk)e poi Mehtarlam(capoluogo di Laghman a est del paese). Il processo di transizione terminerà definitivamente nel 2014. Una data questa che appare lontanissima, e che porta con sè l' interrogativo: quanti morti ancora tra i civili e militari prima che si arrivi alla fine di questa transizione?  

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
16 luglio 2011 6 16 /07 /luglio /2011 19:09

montecitorio i segreti spidertruman i segreti luglio 2011Lui è un eroe dei nostri tempi,un precario, che per amore della verità ha deciso di rivelare i privilegi della Casta su Facebook, la sua pagina, creata poche ore fa "I segreti  della Casta di Montecitorio" ha già raggiunto quasi i 7.000 utenti. Tantissimi gli italiani ch e in queste ore gli stanno esprimendo la loro solidarietà, ma soprattutto lo sdegno e la rabbia per i lussi della Casta. Certo, che i politici italiani vivessero nel lusso e avessero dei privilegi non è una novità, ma fa un certo effetto vedere i documenti che li provano."Spidertruman" questo è il nickname del precario che ha lavorato per 15 anni a Montecitorio, dopo il licenziamento ha deciso di mettere nero su bianco tutto ciò che ha visto in questi anni. Insomma un reporter d'eccezione che per 15 anni è stato testimone di tanti fatti e misfatti  curiosi all'interno del Palazzo. Sulla sua pagina di Facebook ecco pubblicati i documenti che testimoniano tariffe super vantaggiose per i  nostri politici per telefonare con il cellulare di un noto gestore telefonico. Si passa poi allo scandalo per farsi assegnare facilmente le auto blu e relativo capo scorta. Auto blu a sirene spiegate per le vie della capitale, che a bordo non hanno nessun politico ma semmai la moglie che viene accompagnata a fare delle commissioni o i figli a scuola. E ci parla del disagio delle forze dell'ordine del servizio scorte del Viminale con i quali  aveva modo di parlare:"In tanti esprimevano un forte senso di frustazione nel dover svolgere mansioni mortficanti. Esemplare il caso di  di un caposcorta finito ad accompagnare  la moglie del deputato a fare la spesa tutte le mattine, mentre la sera gli toccava portare il deputato a casa dell'amante o ai festini in giro per le ville dei Parioli".C'è poi lo scandalo dei barbieri di Montecitorio:secondo quanto riferito da Spidertruman:"9 barbieri che lavorano nella barberia di Montecitorio guadagnano 11.000 euro al mese sudati tagliando in media 2 o 3 cape gloriose al giorno,come mai parlano tutti lo stesso accento?E come mai è lo stesso accento dell' allora Presidente della Camera che li assunse attraverso un bel concorso pubblico trasparente come i suoi capelli?" Spidertruman ci parla anche di un'agenzia di viaggi dentro Montecitorio che fa viaggiare gratis non solo tutti i deputati ma anche i loro amici e parenti. Le rivelazioni non si fermano qui, e nei prossimi giorni si arricchiranno di ulteriori clamorosi particolari raccontate da un eroe dei nostri tempi: il precario Spidertruman che fa tremare il Palazzo già pericolante.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
16 luglio 2011 6 16 /07 /luglio /2011 15:12

Militari dell'8/vo Reggimento di Legnago(Vr) con alle spalle missioni in Afghanistan, Iraq, e Somalia, costretti a fare la guardia nei pressi del Duomo di Milano(da maggio fino alla fine di agosto) o a proteggere il Console americano senza nemmeno sapere che faccia abbia perchè non gli è mai stato fatto vedere nemmeno in foto.operazione-strade-sicure--milano-2011.jpg Ma non solo: costretti a vivere in alloggi provvisti di 8 docce delle quali 6 sono fuori uso per 170 militari di truppa. Poi ci sono soffitti che mostrano tutti i segni del tempo e bagni che fanno paura. I militari che hanno necessità di recarsi all'Ospedale militare che si trova a 2 km devono arrangiarsi per il trasporto e pagare i mezzi pubblici di tasca propria. Inoltre nessun superiore ha mai chiarito loro gli obiettivi di questa missione"Operazione Strade Pulite"a Milano, voluta dal Ministro della Difesa La Russa. Per loro nessun briefing nè prima nè dopo il turno. Per non parlare poi dell'equipaggiamento, inadatto (e per fortuna) in città:un fucile mitragliatore con gittata da 1,5 km, e un giubbotto antiproiettile da 12 kg. Mezzi insicuri come le jeep, con un Maresciallo che deve mettere in guardia i suoi sottoposti durante il primo giorno di missione:"Ragazzi, mi raccomando,fate attenzione perchè questo mezzo non frena". Roba da strade insicure più che da strade sicure, sia per i civili che per i militari. E come se non bastasse è vietato utilizzare il bagno durante i turni di guardia. Davvero troppo per 30 militari, che hanno deciso di dire basta e si sono ribellati a questa situazione insostenibile. Hanno presentato una denuncia presso lo studio di un avvocato milanese specializzato in diritto penale militare, anche per quei loro 150 colleghi che pur trovandosi nella stesse condizioni hanno preferito non rivolgersi ad un avvocato. Fatto piuttosto raro che dei militari si ribellino:ma in questo caso la situazione è davvero insopportabile..

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
15 luglio 2011 5 15 /07 /luglio /2011 21:26

Ci si chiede quante altre volte ancora dovremmo vedere la bara di un militare morto in missione in Afghanistan  avvolta nel tricolore.Quante altre volte dovremmo sentire le solite parole di cordoglio da parte dei politici.folgore1 jpg Quante volte  ancora vedere lo strazio di una famiglia disrtutta dal dolore. Domande  queste, che restano senza una risposta. Si sono celebrati ieri a Roma nella Basilica di S. Maria degli Angeli ,i funerali di stato del Caporal Maggiore della Folgore Roberto Marchini. La chiesa era gremita di gente, presenti anche alcuni politici. La commozione e il dolore erano visibili sui volti di tutti: della famiglia, ma anche dei commilitoni del Caporal Maggiore,  quanta fatica per trattenere le lacrime in un momento così doloroso. Roberto Marchini"Aveva scelto la professione militare per dedicarsi ai più deboli, a coloro che non hanno un valore agli occhi del mondo, coloro che non valgono niente, che non sono niente, o molto semplicemente  coloro che agli occhi degli altri non esistono per nessuno. Roberto amava quella terra e ci vedeva l'aurora della speranza di un nuovo giorno."Con queste parole Monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare ha voluto ricordare il Caporal Maggiore ucciso in un attentato in Afghanistan E anche alla base di Herat, nonostante fosse un giorno lavorativo, qualche suo collega ha cercato di seguire la cerimonia funebre in diretta alla tv. "A Kabul confidava agli amici, rimaneva senza fiato quando attraversando il territorio con la divisa militare suscito ovunque simpatia"ha continuato nell'omelia Monsignor Pelvi "Roberto era un messaggero di pace, discepolo di quella civiltà dell'amore, che rende possibile ciò che è giusto. L'Amore lo ha chiamato in un deserto." Un deserto che lo ha tradito, nel suo utimo giorno di missione. 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
13 luglio 2011 3 13 /07 /luglio /2011 20:56

L'Italia è in lutto per la morte per la morte del Caporal Maggiore della Folgore Roberto Marchini.italia-in-lutto.jpg Anche se ormai la notizia di un militare morto in Afghanstan viene re relegata all'ultimo posto nei TG e nei giornali, in queste ore sul web infuria  la polemica sulla guerra. E' giusto che il contingente italiano resti  a combattere una guerra contro un nemico infido e insidioso come gli"IED"(ordigni esplosivi improvvisati)? Il dibattito è aperto. Intanto   è previsto per domani mattina alle 11.00 il rientro della salma del Caporal Maggiore della Folgore Roberto Marchini su un volo militare che atterrerà a Ciampino. Ad accoglierla ci sarà la famiglia. Nel pomeriggio, nella Basilica di S. Maria degli Angeli a Roma, si svolgeranno i funerali di stato. Poi il feretro partirà per Caprarola dove alle 21.30 sarà allestita la camera ardente nella Chiesa di S. Maria della Consolazione. Venerd' alle 18.00 nella stessa Chiesa si svolgeranno i funerali in forma privata. La salma del Caporal Maggio verrà tumulata nel cimitero di Caprarola. La famiglia del militare, tramite la sorella e i genitori ha voluto ringraziare gli italiani "Ringraziamo tutti i nostri concittadini e tutti gli italiani per il grande affetto e la vicinanza che ci hanno dimostrato". "Il padre Francesco, la mamma Pina e la sorella Elisa sono profondamente addolorati, ma nel loro immane dolore hanno trovato conforto nella solidarietà che i compaesani e l'intera popolazione viterbese e italiana hanno dimostrato nei loro confronti e soprattutto verso Roberto".Queste le parole del sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi. Solidarietà e affetto che in queste ore gli italiani  continuano ad esprimere alla famiglia e al Caporal Maggiore Roberto Marchetti anche sul web e su Facebook. In pochissime ore la pagina creata su Facebook"Onore al Caporal Maggiore Roberto Marchetti" ha raggiunto 3.200 utenti che continuano ad aumentare sempre più. Tantissimi gli italiani che hanno postato dei messaggi, anche un semplice:"Grazie Roberto". 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento