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30 giugno 2011 4 30 /06 /giugno /2011 16:49

Ieri i militari italiani  del PRT(Provincial Reconstruction Team)hanno dstribuito 200 tonnellate di aiuti umanitari e alimentari alle famiglie più povere del distretto di Guzarahsoldato-cn-bambino-copia-2.jpg, ad una decina di chilometri da Herat. Gli aiuti sono stati disribuiti dopo la partecipazione dei militari ad una"shura":una riunione degli anziani dei villaggi di Guzarah, nel villaggio di Shiavashan. I militari hanno anche ascoltato le diverse richieste di aiuto e le esigenze della popolazione dei villaggi. Durante la "shura", infatti, sono molti i cittadini che hanno fatto richieste per un intervento sullo sviluppo di questa zone, in diversi setori:dall'agricoltura alla scuola, alla realizzazione di nuove infrastrutture, alla realizzazione di una nuova zona industriale. Dal Comando Regionale Ovest della Missione Isaf affermano che questo tipo di intervento:"Si inserisce nel processo di ricostruzione e sviluppo nel quale sono impegnati i militari del contingente che continuano a lavorare per supportare le autorità locali. Ciò che con più forza emerge dalla"shura" è la volontà del popolo afgano di guidare il processo di ricostruzione dell'area sostenendo e supportando i propri rappresentanti locali e le proprie forze di sicurezza nella convinzione che non ci sarà  prosperità senza pace."

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29 giugno 2011 3 29 /06 /giugno /2011 17:21

pattugliamento afghanistan-copia-2Nel distretto di Bakwa, regione che si trova nell' Ovest dell'Afghanistan, nel corso di un'importante operazione congiunta, i parà della Folgore assieme alle forze di sicurezza afgane  hanno rinvenuto in un edificio abbandonato nel villaggio di Chicha, 550 kg di nitrato di ammonio. Questa sostanza di solito viene utilizzata come fertilizzante in agricoltura, ma viene anche usata dagli"insurgents"per la fabbricazione di ordigni esplosivi. Per questo motivo infatti, è stata dichiarata sostanza illegale con un decreto del Presidente della repubblica islamica dell'Afghanistan del 12 febbraio 2010. Secondo quanto affermato dal portavoce del contingente italiano, il Maggiore Amoriello, della Folgore, nel corso dell'operazione sono stati arrestati 2 uomini che sarebbero responsabili dell'occultamento del materiale esplosivo destinato sicuramente a qualche attentato contro le truppe dell'ISAF."Questo rinvenimento, insieme a quelli degli scorsi giorni nella stessa area geografica, è il segnale dell'efficacia del lavoro svolto quotidianamente dalle forze di sicurezza afgane nello svolgimento delle operazioni  per il controllo del territorio" afferma l'ISAF, Regional Command West. I militari italiani operano nella regione Ovest, a loro è affidata la responsabilità di quest'area e il comando è detenuto dalla Folgore. Di certo  è una buona notizia, dato che in questi ultimi giorni di giugno e proprio in vista del processo di transizione, si sono moltiplicati gli attacchi degli "insurgents",  sono disposti a tutto pur di avere il controllo del territorio. L'altro giorno si sono serviti di una bambina come kamikaze, e ieri notte c'è stato un vero e proprio assalto all'Hotel Continental di Kabul, da sempre ritenuto un luogo sicuro, assalto che è terminato solo poche ore fa.

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28 giugno 2011 2 28 /06 /giugno /2011 18:10

DC-9-strage-Ustica.jpg Il 27 giugno 1980 un DC-9 dell'Itavia con 81 passeggeri  sparisce all'improvviso dagli schermi radar inabissandosi nel Tirreno. Sono passati trentuno anni. Trentuno anni di misteri e di depistaggi, di documenti e  di testimoni utili alla ricerca della verità che spariscono nel nulla. Trentuno anni dopo c'è una nuova testimonianza che potrebbe definitivamente fare chiarezza su quanto accaduto quella sera. Il testimone oculare, è un imprenditore, ha deciso di parlare solo adesso perchè prima aveva paura, e gli era stato consigliato di non farlo. All'epoca aveva 30 anni e racconta cosa ha visto quella sera:"Era il 27 giugno del 1980, un venerdì  ne sono certo. Erano da poco passate da qualche minuto le 21.00 e quello che ho visto non l'ho mai dimenticato, nè raccontato ad un magistrato, nè tantomeno ad un giornalista. Mi fu consigliato di non parlare. Quel giorno io e mia moglie eravamo in Calabria, a Sellia Marina, precisamente alloggiavamo al Triton. Prima di andare a cena eravamo sul terrazzo. Guardavamo le montagne della Sila, erano circa le 21.05, massimo le 21.10. Guardavamo in direzione di Sezale e in lontananza, proprio verso la Sila, si vedevano come dei fuochi d'artificio. La cosa strana è che erano solamente orizzontali: raffiche velocissime che avevano lo stesso colore della luce emessa dalle lampadine a filamento, e quei bagliori sono durati almeno un  minuto. Ho guardato meglio, c'era ancora luce e ho visto, che c'erano degli aerei in salita verso Crotone: ho avuto la sensazione che uno rincorresse l'altro sparandogli. Dopo alcuni minuti, forse,5,ma anche meno,ne ho visti altri due, li ho sentiti arrivare alle mie spalle, potrebbero avere sorvolato Catanzaro, venivano da sud-sud-ovest. Volavano a bassissima quota, a pelo d'acqua, e paralleli in direzione di Capo Rizzuto. Sì sono sicuro, quelli sul mare erano dei caccia militari, colore verde mimetico, e sotto le ali non avevano coccarde. Negli anni successivi mi sono documentato, ho guardato, decine di foto, per me erano due F-16. Poi mi hanno detto che quel colore l'avevano solo gli israeliani.(Tra l'altro gli israeliani sono stati i primi ad avere in dotazione gli F-16 A/B Falcon)." Per ciò che riguarda invece gli aerei visti sulla Sila, il testimone afferma che Erano troppo lontani."Ma sono certo che tra loro c'è stato Un duello e in quello stesso contesto due F-16 hanno avuto un ruolo". Il testimone non parla del Mig 23 libico i cui rottami furono trovati sulla Sila. Ma è sicuro che mentre guardava verso la Sila, di avere visto il Mig mentre veniva inseguito. La sua testimonianza concorda con altre che sono agli atti dell'inchiesta, che affermano di avere visto il Mig inseguito da due F-16. Testimoni che non hanno parlato per paura. L'Aeronautica Militare ha sempre sostenuto che il Mig libico si schiantò sulla Sila il 18 luglio e non il 27 giugno. Il testimone poi afferma:"La mattina seguente, il 28, stavo rientrando in Toscana, sull'autostrada per Cosenza mi fermai a fare rifornimento di carburante e al bar lessi su un quotidiano che era precipitato un aereo civile vicino all'isola di Ustica." Il Mig precipitato sulla Sila aveva la carlinga forata dai colpi di un mitragliatore. Tra le tante ipotesi sulle cause della strage una è quella della violazione dello spazio aereo italiano da parte del Mig, mentre nel Mediterraneo era in corso un'esercitazione della Nato:"Natinad Demon Jam V". Tra i rottami del Mig precipitato sulla Sila venne ritrovato un biglietto bruciacchiato, scritto in arabo, biglietto poi sparito come tanti altri documenti. Un ufficiale dell'A.M. in congedo, nel 1997 parla con il giudice Priore che si occupa dell'inchiesta, afferma che sul biglietto  c'è una specie di dichiarazione:"Io sottoscritto pilota....colpevole dell'abbattimento e della morte di tanti...." firmato: Ezzedin Fadeh El Khalil. Cosa volevano dire quelle parole? Forse quel pilota esprimeva il suo desiderio di voler espiare una grave colpa per l'abbattimento di un aereo civile con un gesto suicida? Il testimone oculare ha deciso di parlare solo adesso, solo trentuno anni dopo la strage: perchè? Perchè venne a sapere che un suo amico, calabrese come lui, che aveva visto il cadavere del pilota libico del Mig abbattuto sulla Sila,affermò che la morte di quel pilota risaliva a 20 giorni e cioè al 27 giugno. Fu bastonato a sangue e costretto a cambiare versione, ad affermare che no, quel cadavere non era affatto in avanzato stato di decomposizione. Il testimone oculare che ha deciso di raccontare ciò che ha visto la sera del 27 giugno dopo trentuno anni, andrà da un magistrato a fare la sua deposizione. Forse finalmente si scoprirà la verità. Dopo trentuno anni sarebbe ora. 

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27 giugno 2011 1 27 /06 /giugno /2011 18:37

Succede anche in questo in un conflitto che ormai pare senza via d'uscita.nave-militare--particolare-copia-2.jpg Una storia incredibile, quella di oltre 100 militari della Marina Militare Italiana in missione nella guerra libica, in mare da ormai più di tre mesi continuativi. Svolgono le loro attività operative sotto il Comando di Onu e NATO, senza potere rimettere piede a terra e vengono pagati 3. Tra di loro ci sono anche oltre 1000 marinai di Taranto. Una situazione difficile, insostenibile anche per il fatto che fino ad ora non è stato emanato nessun decreto legge per il finanziamento della Missione Internazionale in Libia. Per tre mesi di navigazione senza interruzione verrano pagati 3 euro l'ora, per le ore di servizio in più svolte. Di certo è che la vita di  un militare della Marina Militare a bordo è molto dura e se la prospettiva è quella di essere pagati 3 euro l'ora lo diventa ancora di più. A bordo in pratica non esiste riposo:si dorme per 4 o 5 ore al giorno, le difficoltà aumentano inoltre quando il mare è forza otto o quando sono previste le esercitazioni. Antonio Ciavarelli, delegato del CO.CE.R, afferma che:"Le indennità a chi opera nei teatri operativi, sono dei riconoscimenti per le spese che la famiglia sostiene nel privarsi di un membro della famiglia per mesi, ma sono anche il riconoscere simbolicamente  una condizione di particolare rischio e le conseguenze di questa. Le Forze Armate fanno il bene della nazione e della comunità anche all'estero, ma ciò che le contraddistingue è quello di essere e di rimanere una Forza che serve ad opporsi alla violenza e ciò comporta seri rischi e sacrifici al limite". Il COCER Marina  ha affermato di"fare quadrato con il suo Capo di Stato Maggiore, che senza dubbio sta spendendo le sue energie per i giusti riconoscimenti rispetto ai sacrifici dei suoi equipaggi". Ciavarelli afferma che:"Non si tratta di rivendicare un trattamento economico che pare distinguere i militari dagli altri cittadini. Viceversa si chiede con forza il riconoscimento per la situazione professionale limite, in cui si trovano i nostri marinai ed i sacrifici anche economici che sono a carico delle famiglie. Se non, fosse per la ferma convinzione da parte degli equipaggi di svolgere un servizio alla Nazione e alla Pace tra i popoli, sarebbe quasi impossibile ottenere grandi risultati, che in una situazione così difficile, silenziosamente si stanno conseguendo". La risposta del Capo di Stato Maggiore della Marina al CO.CE.R,non si è fatta attendere e ha affermato che:"Ha avviato presso le autorità competenti le oppotune azioni affinchè per l'Operazione Unified Protector", possa essere riconosciuto il medesimo trattamento economico previsto per le missioni internazionali". Il caso è approdato anche in Parlamento, con un'interrogazione che ha reso nota la situazione, però nessun parlamentare si è interessato al caso. Insomma il personale della Marina Militare Italiana sta svolgendo un servizio alla Nazione e alla pace tra i popoli, un lavoro di cui possono andare fieri e orgogliosi. Ma il governo a quanto pare è indifferente a tutto questo, dato che non risolve il problema. A furia di tagliare a destra e a manca, di questi tempi, come tante altre categorie lavorative, i militari della Marina presto saranno costretti a provvedere di tasca propria alla loro esigenze, forse dovranno pagarsi pure la branda e i pasti. E di certo la loro non è una vacanza in crociera.

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24 giugno 2011 5 24 /06 /giugno /2011 18:26

E' successo a Bakwa un paio di giorni fa.para-folgore-in-azione-con-fucile-copia-3.jpg I paracadutisti del 186°Reggimento della Folgore durante un'operazione congiunta(avvenuta durante la notte) con le forze di sicurezza afgane, hanno sequestrato un ingente quantitativo di droga(oltre 200 kg di oppio grezzo per un valore di mezzo milione di dollari).La droga è stata rinvenuta in un 'abitazione del villaggio di Pasau, nascosta dietro delle finte pareti:un sistema questo che viene utilizzato spesso dagli"insurgents" per occultare schede, documenti importanti, armi e cellulari. E' davvero un grande risultato quello ottenuto al termine di questa operazione, in quanto è la dimostrazione che ormai le forze di sicurezza afgane come anche l'esercito, sono in grado di agire autonomamente,in vista della transizione che avverrà a luglio. Ogni giorno il 186°Reggimento della Folgore è impegnato nella sua opera di supporto alle forze afgane,in una delle zone più a rischio dell'Afghanistan, il Gulistan. L'instabilità  in questa zona infatti è determinata principalmentedagli"insurgents"che fuggono verso l'Helmand,e dal traffico di armi e di oppio. Tutti fattori questi, che mettono a rischio la vita sia della popolazione che dei parà. Il 186°Reggimento Folgore è guidato dal Colonnello D'Addario, è schierato anche in diverse FOB. L'attività dei parà consiste soprattutto  in uscite diurne e notturne in appoggio all'esercito ed alla polizia afgana, in modo che qesti ultimi riescano a presidiare il territorio e mantentenersi in contatto con la popolazione, per indviduare quali siano le sue necessità. Vengono svolti dei pattugliamnenti frequenti anche con delle ambulanze e del personale medico, in modo da fornire assistenza sanitaria alla popolazione dei villaggi più sperduti. Infatti non bisogna dimenticare, che anche una piccola infezione potrebbe trasformarsi in qualcosa di più grave a causa delle scarse condizioni igieniche, e potrebbe diventare un pericolo per la salute di bambini ed anziani. "La popolazione più matura appare sempre dignitosa a volte, potrebbe sembrare distante, ma non è così:è nel loro modo di fare. Quella più giovane si avvicina con più facilità ai nostri ragazzi, stabilendo rapporti anche di simpatia"così afferma un maresciallo che parte da Herat per fare rientro alla Base Ice. Un'arma strategica importante per allearsi con la popolazione è quella di partecipare alle"shure"(riunioni, assemblee)degli"elders"(anziani)dei villaggi.  In ogni villaggio vengono presi dei contatti con il consiglio degli"elders", si ascoltano le loro esigenze, e il loro racconto della situazione in quella zona, e poi si decide come intervenire. E' questo tipo di approccio molto amichevole, tipicamente italiano, che ha permesso ai militari del contingente italiano di abbattere quel muro di diffidenza e di sospetto e fare in modo che la popolazione collabori e si apra al dialogo, fornendo informazioni  importanti ai militari nella lotta contro gli"insurgents". Una capacità questa, tutta italiana di approcciare la popolazione, che viene apprezzata ed ammirata anche dai militari di tutti altri contingenti.

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22 giugno 2011 3 22 /06 /giugno /2011 17:52

Sembra strano che tra le montagne dell'Afghanistan sia schierata anche la Marina Militare Italiana, eppure è proprio così.EH-101-marina-militare-in-afghanistan.jpg Il Comandante del contingente della Marina Militare, che supporta la Missione ISAF schierata a Herat ,è il Capitano di Fregata Paolo Bindi. In tutto i militari della Marina sono 67, la maggior parte dei quali appartiene al 1°Gruppo di elicotteri di Luni, e comprende:piloti, operatori di volo, addetti allamanuntezione, staff di supporto operativo logistico ed amministrativo, più 8 fucilieri del Reggimento S. Marco. Il gruppo di volo della Marina Militare, è il Task Group Shark, ed è inquadrato nella Task Force che è formata da Aeronautica e Marina, ovvero la Joint Air Task Force. I mezzi in dotazione: 3 elicotteri EH-101. L' EH-101 è uno degli elicotteri più moderni nella categoria mediopesante della Marina, con diversi compiti operativi tra i quali anche l'eliassalto. Naturalmente gli EH-101 sono stati opportunamente modificati in modo da adeguarli al particolare contesto operativo afgano. E' stata infatti potenziata la corazzatura in modo da garantire la sicurezza degli equipaggi, è stata aggiunta inoltre una mitragliatrice ed è stato migliorato il sistema automantico di autoprotezione. Gli elicotteri sono stati trasportati  con i C-17 dell'US Air Force. Ma quali sono i compiti della Marina in Afghanistan? Principalmente l'effettuazione di missioni di sorveglianza con gli EH- 101, il trasporto di personale e di materiale. Inoltre questi elicotteri possono essere configurati per il MEDEVAC, l'Aeromedical  Evacauation, con la possibilità di imbarcare 8 barelle e controllare costantemente i feriti mentre vengono trasportati alla base. L'EH-101 ha la caratteristica di passare velocemente da una configurazione all'altra, elemento questo tipico della Marina che durante il volo sul mare deve essere sempre pronta ad adattarsi velocemente alle varie esigenze. In genere per modificare la sua configurazione basta mezz'ora. E' un mezzo moderno dotato anche di NGV(Night Vision Goggles). I piloti di questi elicotteri sono già addestrati al volo sia a bassa che ad alta quota. L'addestramento è stato effettuato in Toscana e in Sardegna, delle regioni che hanno una confuìigurazione del terreno molto simile  a quello dell'Afghanistan. L'anno scorso i piloti hanno partecipato alla AZOR 2010, un'esercitazione nella quale sono state riprodotte esattamente le condizioni di volo dell'Afghanistan. Ma c'è concorrenza tra Aeronautica e Militare? A quanto pare no. Infatti come afferma il Capitano di Fregata Paolo Bindi:"Più che di una sana competizione parlerei di sana collaborazione, si fa tesoro delle esperienze di ognuno, e si condivide tutto".

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21 giugno 2011 2 21 /06 /giugno /2011 17:10

memorial-paolo-ciaramella-giugno-2011-pkasa.jpgIn questo mese di giugno, a Caserta  si sta svolgendo il torneo di calcetto "Primo Memorial Paolo Ciaramella" i ricordo di un ragazzo morto in seguito ad un incidente stradale.  Il torneo al quale partecipa la squadra "Paraca 42", si articola in 3 gironi di 5 squadre per un totale di 15 squadre, alle fasi successive accedono le prime 2 classificate per ogni girone più le terze migliori squadre."Paraca 42" è il nome del vino creato in onore della Folgore dall' ex Caporalmaggiore della Folgore Nicola D'Angelo. Venuto a conoscenza di questo torneo, decide di partecipare all'evento per onorare la memoria di Paolo Ciaramella. Con i fondi ottenuti dalla vendita delle prime bottiglie di "Paraca 42",riesce a sponsorizzare una squadra. Squadra che viene composta da un suo amico di vecchia data, Michele Sacco che ne è anche il Capitano. Nicola D'angelo  chiede all'amico di costruire una squadra che sia composta da ottimi elementi, gli spiega che la maglia con il marchio"Paraca 42" che dovranno indossare i giocatori, dovrà essere per loro come indossare una divisa. Infatti questo  marchio  è sempre legato indissolubilmente alla Brigata Folgore.  "Paraca 42" è' il nome di un vino rosso, creato  in onore della celebre Brigata, rosso come il sangue versato dai paracadutisti  della Folgore durante la loro eroica impresa a El Alamein nel 1942. Anche i giocatori in panchina indosseranno  orgogliosi le maglie con il marchio"Paraca 42". In meno di una settimana il Capitano Michele Sacco(un esperto giocatore di calcio)  mette su una squadra di dieci ottimi elementi: Michele Pastore, Michele Sacco, Enzo Capasso, Luigi dell'Aquila, Fabio Viscardi, Saverio Santonastaso, Antimo Fiorillo, Massimo Carnevale, Francesco Portone, Arturo di Bernardo e Vincenzo Capone dello staff della panchina. Il Mister della squadra è l'ex parà della Folgore Nicola D'Angelo. La squadra "Paraca 42"si sta rivelando un vero e proprio squadrone a tutti gli effetti:ha infatti giocato 4 partite fino ad ora e le ha vinte tutte e 4. Nella squadra c'è un giocatore(Francesco Portone) classificatosi come migliore capocannoniere con 21 goal all'attivo contro i 15 del 2° classificato,e uno candidato a migliore portiere. La squadra si è resa protagonista di vere e proprie imprese eroiche. La prima partita l'ha vinta per 9 a 3,una partita nella quale il Capitano Michele Sacco ha segnato il primo goal con una rovesciata davvero spettacolare. La seconda partita è stata vinta per 9 a 4, nonostante l'assenza di 2 titolari:il Capitano Michele Sacco ed il difensore Fabio Viscardi. Nonostante le difficoltà, la squadra "Paraca 42" ha tenuto alto l'onore e l'immagine del marchio indossato. La squadra è stata protagonista di azioni e assist spettacolari, grazie alle dritte del vice Capitano Francesco Portone.  La terza partita ha visto la squadra protagonista di una vittoria strepitosa per 7 a 2, anche il portiere Michele Pastore è andato a segno con un lungo rilancio ingannando il portiere avversario. La squadra è stata onorata dalla presenza di Massimo Carnevale, giocatore con esperienza pluriennale nel calcio professionistico e con esperienze in serie B di calcio italiano. Ha preso in mano le redini della partita andando addirittura ia segno con un goal fatto da notevole distanza:una bordata al volo mettendo la palla alle spalle del portiere. Bisogna sottolineare che gli avversari erano stati giudicati favoriti al titolo. La quarta partita è stata vinta per 14 a 0:una vera e propria goleada del vice Capitano della squadra Francesco Portone. Da sottolineare la presenza sul campo del Mister Nicola d'Angelo, una presenza eroica la sua, nonostante avesse la febbre a 39°. Erano presenti anche la madre ed un fratello del defunto. A fine partita essi non hanno potuto fare a meno di complimentarsi con i componenti della squadra "Paraca 42"per la loro prestazione in campo, ma sopratutto per la disciplina. In una breve intervista on line ho chiesto a Mister D'Angelo:"Mister D'Angelo cosa ne pensa di questa di questa squadra?"la sua risposta è stata:"Questi ragazzi mi hanno fatto venire in mente i paracadutisti,massicci e incazzati, ma soprattutto disciplinati, ricevo complimenti ogni volta che finisce un incontro, ma chi mi conosce sa che quando ci sono da ricevere complimenti  questi sono per tutti i componenti della squadra, quando invece ci sono da prendere fischi e critiche o altro sono io il primo ad assumermene la responsabilità". Mister D'Angelo è rimasto meravigliato da tutti i gioatori, per le loro caratteristiche di gioco,cioè di Enzo Capasso, Savero Santonastaso, Luigi dell'Aquila, e addirittura di Antimo Fiorillo. Infatti Fiorillo doveva essere un rincalzo, ma quando è stato chiamato in causa, ha ben mostrato il suo impegno.Di certo questa squadra di fischi non ne ha preso nemmeno uno. La "Paraca 42" si è classificata come migliore squadra prima del suo girone. Le vittorie sono dovute anche alla "linea dura" imposta da Mister D'Angelo, che ha saputo imporre una ferrea disciplina ai suoi ragazzi, come un vero e proprio "sergente di ferro", memore del suo passato nella Folgore, ha sempre chiesto a loro massimo impegno, grinta e determinazione. E le soddisfazioni non sono tardate ad arrivare.La squadra"Paraca 42"è ora candidata al premio Fairplay per la disciplina tenuta in campo. Motivati dalle sue parole , massicci e incazzati proprio come dei veri parà, i ragazzi non hanno deluso le aspettative del loro Mister. Ora la squadra "Paraca 42"vola verso la vetta. 

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20 giugno 2011 1 20 /06 /giugno /2011 19:09

L'Afghanistan è un paese molto povero, ci sono zone desertichemilitari-italiani-e-afgani.jpg, villaggi isolati , nelle zone più remote manca anche l'elettricità. L'unico mezzo per entrare in conatto con il mondo è rappresentato dalla radio. Per questo i militari del contingente italiano ISAF assieme alla Cooperazione Italiana, hanno distribuito migliaia di radioline che si possono ricaricare a manovella, nei vari villaggi. Sono molte le radio che trasmettono sul territorio afgano. A Herat, a Camp Arena, Base del cotingente italiano si trova la sede dela radio più importante del paese:radio"Bayan"(parlare in lingua dari)West". Questa è la sede regionale dell'emittente della Missione Isaf che ha il suo quartiere generale a Kabul. La radio trasmette in due lingue, dari e pashtu, ed è affidata a 3 giornalisti afgani, mentre la gestione è affidata al 28°Reggimento di Pavia."Diamo notizie locali, ma anche nazionali ed estere, abbiamo diverse rubriche dedicate alle donne e agli adolescenti vhe qui spesso sono sposati. Cerchiamo di dare spazio alle good news su scuole, agricoltura,salute.La radio in Afghanistan è in molti casi l'unico modo per informarsi su ciò che avviene nel paese, e in questo senso fa da collante per la popolazione"afferma il Tenente Fenesia Calluso, giornalista, riservista dell'esercito e responsabile editoriale dell'emittente, che continua:"E'come se(gli afgani) fossero in bilico tra 2 epoche e 2 visioni del mondo, hanno visto i talebani, guardano al futuro, il passato però li tiene imbrigliati. (...)Sono su Facebook tramite internet conoscono il mondo occidentale, ma non dicono ad un altro uomo il nome della proprra moglie e non la fanno andare al mercato da sola. Riconoscono comunquel il ruolo della radio nel progresso del loro paese e ci lavorano con entusiasmo". Nonostante i progressi nella lotta contro gli"insurgents" che hanno distrutto molte scuole poi ricostruite dai militari italiani, l'Afghanistan rimane un paese culturalmente arretrato. Pochissimi bambini sanno leggere e scrivere, per le bambine e le ragazze studiare resta molto spesso un sogno. Le migliaia di radioline a manovella distribuite dai militari italiani e dlla Cooperazione italiana, rappresentano un modo efficace di diffusione della cultura e la speranza per questo popolo in un futuro migliore.

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19 giugno 2011 7 19 /06 /giugno /2011 19:10

Suribelli-libici2.jpgccede a Misurata. Decine di volontari in questi giorni stanno mettendo su un vero e proprio arsenale per i ribelli che stanno combattendo contro il dittatore libico. Le armi vengono costruite in un laboratorio di una città della Libia che è in mano ai ribelli. Qui vengono rimessi in sesto gli armamenti che un tempo erano di Gheddafi e al tempo stesso, si costruiscono mortai e razzi. Ma chi sono i volontari che costruiscono le armi da destinare ai ribelli? Appartengono alle categorie sociali più diverse, il direttore del laboratorio, è l'unico esperto, in quanto è un ingegnere e ha lavorato presso un'acciaieria a Misurata. Nel team di volontari ci sono anche un camionista, una donna che ha un negozio di abbigliamento. Gente comune che non ha esperienza in campo militare, ma che nonostante tutte le difficoltà, danno come possono una mano d'aiuto ai ribelli, arrivando a costruire anche 100 razzi al giorno. Intanto continuano i bombardamenti dei velivoli della NATO su Tripoli. I bombardamenti si sono ulteriormente intensificati. Ieri Tripoli è stata bombardata in pieno giorno,in questo modo la NATO incrementa la pressione sulla resistenza del regime di Gheddafi che pare non volere arrendersi. Quella che doveva essere una "guerra lampo"si è trasformata giorno dopo giorno in una guerra a tempo intederminato o forse è entrata semplicemente in fase di stallo.

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18 giugno 2011 6 18 /06 /giugno /2011 21:42

Un basco rosso amaranto simbolo della Brigata Folgore:questo l'omaggio del Colonello Marco Tuzzolino, Comandante della Task Force Nordfolgore1 jpg al Presidente del Senato Renato Schifani. Oggi, per la prima volta  in assoluto, una delle più alte cariche istituzionali dello stato ha fatto visita al contingente militare italiano a Herat e Bala Murghab, trovandosi così in prima linea con gli stessi militari. Ad Herat c'era ad accoglierlo il Generale Carmine Masiello, responsabile del"Regional Command West". A questo Comando NATO che attualmente è guidato dalla Folgore, fa capo l'intera regione occidentale dell'Afghanistan,nella quale in  tutto sono schierati 8.000 militari, di 10 nazioni, tra cui 4.200 sono italiani. Il Presidente del Senato Schifani ha prima visitato Camp Arena, sede del Comando della regione sotto responsabilità italiana. Qui ha assistito all'alzabandiera, e  in un breve discorso davanti ai militari dei reparti interforze, ha  ricordato loro che"l'Italia vede in voi la manifestazione della coesione nazionale attorno al valore dell'unità della patria, che tante vite è costata". Dopo Camp Arena, Schifani si è spostato in elicottero nell'avamposto di Bala Murghab, a nord di Herat. Qui ha incontrato i militari del del 183°Reggimento Nembo della Folgore, e accompagnato dal Colonello Marco Tuzzolino, ha visitato l'avamposto. Un fortino che si trova in una zona desertica e isolata, tra le montagne. Questo di Bala Murghab è l'avamposto più importante nella guerra contro gli "insurgents". Qui il Presidente del Senato dopo avere ricevuto gli onori militari, ha tenuto un discorso davanti ai militari schierati all'interno del fortino, discorso nel quale ha affermato che:"L'Italia è fiera e orgogliosa della vostra lotta per la democrazia e la sicurezza in Afghanistan";i soldati italiani rappresentano un esempio di professionalità e di serenità a cui si dovrebbe ispirare anche la politica italiana."Ha inoltre ricordato ai militari:"Il paese è qui con voi". Schifani ha poi parlato con i militari, si è intrattenuto con loro per informarsi della loro situazione sul campo, e sull' andamento della missione. Ha poi indossato un basco rosso amaranto dei parà e ha srotolato uno striscione assieme ad alcuni militari tifosi del Palermo. Durante la visita si è fermato anche alla mensa, e poi ha proseguito nella visita dell'avamposto, mentre il Colonnello Tuzzolini gli illustrava le caratteristiche del campo. Al termine della visita, dopo avere ricevuto dal Colonello, il basco rosso amaranto della Folgore, il Presidente del Senato si è recato a rendere omaggio al cippo che ricorda il Caporalmaggiore Luca Sanna, ucciso dai talebani proprio in questo avamposto.

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