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25 aprile 2011 1 25 /04 /aprile /2011 18:42

talebano in afghanistan 1Sembra la sequenza di un film: un folto gruppo di"insugents" che riesce ad evadere dal carcere di massima sicurezza di Kandahar in Afghanistan, dopo avere scavato un tunnel per la fuga  sotto i posti di blocco. Ma non è un film:è  quello che è successo realmente nel carcere di massima sicurezza della città di Kandahar nella zona meridionale dell' Afghanistan. Gli evasi sono 475 "insurgents" molti dei quali dei guerriglieri. Il Presidente Karzai ha espresso tutta la sua preoccupazione per il fatto avvenuto. Gli"insurgents"tramite internet, hanno fatto sapere che il tunnel è stato scavato in 5 mesi, i prigionieri sono stati avvertiti della fine dei lavori da 3 compagni che erano al corrente di tutto. Secondo quanto affermato dagli"insurgents"l'evasione è cominciata alle 23.00 del 24 aprile ed è terminata alle 3.30 del giorno dopo, senza che 4 ore dopo il personale di sorveglianza si fosse ancora accorto di nulla". Vicino al carcere c'erano anche dei kamikaze pronti ad entrare in azione facendosi esplodere, nel caso  in cui qualcosa nel piano di evasione fosse andato storto. Ma come ha affermato Qari Yousuf Ahmadi il Portavoce dei talebani:"il loro sacrificio non è stato necessario". L'evasione degli"insugents"ha provocato grande allarme tra la autorità politiche e militari di Kabul, l'Afghanistan infatti sta attraversando una fase molto delicata in quanto si trova a pochi mesi dall'inizio del piano di trasferimento  delle reponsabilità della sicurezza dalla Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza( cioè l' ISAF sotto il Comando NATO) all'esercito e alla polizia afgani. Non è la rima volta che si verifica un'evasione da questo carcere, era già successo il 13 giugno del 2008, quando un commando aveva attacato uomini della sicurezza afgani e forze della NATO, a fuggire erano stati in 1.100.

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25 aprile 2011 1 25 /04 /aprile /2011 17:37

Il Presidente della Camerafolgore1-jpg.jpg Gianfranco Fini si trova in visita al contingente militare italiano ad Herat in Afghanistan. Fini è arrivato stamattina alle ore 8.00 locali(5.30 ora italiana) per un visita ai circa 600 uomini e donne del contingente militare italiano presso la Base di Camp Arena. Il Presidente della Camera sta trascorrendo questa giornata del 25 aprile con le truppe. Il Comando del Regional Command è  affidato ai  Paracadutisti della Folgore, ma nella base di Camp Arena ci sono anche i Bersaglieri della Garibaldi, le unità cinofile di Grosseto e l'aviazione dell'Esercito alla guida dei Mangusta e dei CH47. Fini, che è accompagnato dal Deputato del FLI Gianfranco Paglia(ex parà della Folgore, Medaglia d'oro al Valor Militare) è stato accolto dal Generale di Brigata Carmine Masiello, che comanda la Folgore. Dopo essere arrivato nella Base di Camp Arena, si è recato al PRT(Provincial Reconstruction Team)situato nel centro di Herat, a circa 15 Km dalla base militare italiana, passando per il centro della città. Tragitto che è avvenuto nella massima sicurezza, essendo sorvegliato e scortato dalle Forze Armate Italiane. Come ha affermato il Comndante del PRT, il Colonello Paolo Pomella"vive a stretto contatto con la popolazione essendo qui da 6 anni nel centro della città". In una splendida giornata di sole nel piazzale della Base, Fini, ha tenuto un discorso sul 25 aprile Festa della Liberazione davanti alle truppe schierate nel piazzale:" Oggi ricorre la Festa della Liberazione, ognuno di voi dimostra che la lotta per la libertà non conosce confini" ha inoltre proseguito il suo discorso affermando"Spero che non suoni retorico dire che proprio che chi con il tricolore nel cuore e orgoglioso della storia patria è impegnato come voi per liberare il popolo afgano dalla miseria e dal degrado, è il miglior testimone di cosa significhi,  tanti anni dopo ricordare la Festa della Liberazione, credo che ognuno di voi e dei vostri commilitoni siano idealmente la dimostrazione di come la lotta per la libertà non conosca confini geografici e come nel nome della libertà occorra continuare il massimo dell'impegno". Il Presidente della Camera ha poi concluso il suo discorso con gli auguri di Pasqua:"A tutti voi i  più sinceri auguri per le festività pasquali. Viva l'Italia". Fini ha inoltre ricordato l'aspetto più bello e del quale spesso ci si dimentica, dell lavoro che stanno svolgendo Forze Armate: il loro impegno per la ricostruzione dell'Afghanistan, in modo diaconsentire a questo paese di riprendersi, e riacquistare una propria stabilità politica e sociale. Dopo Fini si è intrattenuto a parlare con i giornalisti, ed ha affermato che il 2014, potrebbe essere la data per il passaggio definitivo delle consegne dal continegente internazionale all'Afghanistan. Ma poi ha aggiunto che"Immagino che ci sarà uno slittamento ulteriore,il passaggio sarà possibile quando le autorità afgane saranno pronte a operare in modo esclusivo contro il terrorismo".

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23 aprile 2011 6 23 /04 /aprile /2011 17:54

E' previsto per mercoledì l'arrivo a Bengasi di un gruppo di istruttori militari italiani con l'obiettivo di addestrare l'esercito dei ribelli che sta combattendo contro il dittatore libico.gruppo-militari.jpg L'annuncio è stato fatto dal Ministro della Difesa La Russa. Gli istruttori militari italiani come quelli inglesi e francesi, avranno il compito di addestrare l'esercito piutosto mal organizzato dei ribelli, "Non saranno Carabinieri, ma semplici istruttori militari cioè persone che danno nozioni su come un soldato deve muoversi e deve usare gli strumenti che sono a sua disposizione"ha affermato La Russa. Avranno anche come obiettivo quello di riuscire a migliorare il coordinamento con le missioni svolte dai caccia della NATO, in modo da colpire più efficacemente il nemico. Gheddafi ha minacciato l'Italia per l'invio di militari sul suolo libico affernando che"le potenze neo-crociate come l'Italia, la Gran Bretagna, e la Francia, devono stare attente alle conseguenze di una simile decisione.Se la NATO arriva a Misurata o in qualunque altra città libica, scateneremo l'inferno. Le truppe alleate si troveranno di fronte ad una palla di fuoco e la situazione sarà 10 volte peggio che in Iraq." Intanto si fanno sempre più insistenti le voci della preparazione di un attacco di terra. E' infatti di oggi la notizia di un possibile utilizzo di circa 600 marines inglesi che nei prossimi giorni saranno dispiegati a Cipro. Inoltre sarà anche dispiegata una flottiglia della Marina Militare Britannica sempre a Cipro. Il loro imminente arrivo sull'isola non fa altro che incrementare le voci della preparazione di un attacco di terra in Libia, secondo quanto riferito proprio da fonti cipriote. Ma un portavoce del Ministro della Difesa Britannico, ha smentito immediatamente quest'eventualità. Infatti secondo quanto riferisce la Cyprus News Agency"Non c'è alcun intenzione di utilizzare questo contingente di uomini in Libia, cio è contrario alla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Rientra nell'ambito della capacità di questa unità il suo utilizzo in operazioni umanitarie e di evacuazioni di civili, così come è già stata utilizzata in passato in situazioni analoghe." Altre fonti, riferiscono che quindi il dispegamento di queste truppe di terra servirebbe ad evacuare più rapidamente cittadini britannici da paesi a rischio di stabilità, come ad esempio lo Yemen. E'importante ricordare che Cipro è pur sempre un 'importante punto strategico per la Gran Bretagna che sull'isola(alla quale concesse l'indipendenza nel 1960),dispone ancora di 5 basi militari nelle quali ci sono circa 4.500 soldati. Dispone inoltre di 2 centri di ascolto radar per il monitoraggio delle comunicazioni di tutto il Medio Oriente. Il dittatore libico Gheddafi, proprio nell'imminenza di un attacco di terra sta armando la popolazione civile con armi di ogni tipo, in modo da contrastare un eventuale attacco della NATO. Secondo quanto riferisce il portavoce ufficiale del Governo, Mussa Ibrahim"Molte città si sono organizzate con squadroni per combattere un 'eventuale invasione della NATO, l'intera popolazione ha fucili e armi leggere. Se la NATO arriva a Misurata o in qualunque altra città libica scateneremo l'inferno". Sempre drammatiche le notizie che arrivano dal fronte. I ribelli avrebero preso il controllo di uno dei principali valichi di frontiera tra Libia e Tunisia, il check point vicino a Wazzan e si parla anche di molti disertori tra le fila delle truppe di Gheddafi, dopo aspri combattimenti. Il controllo di questo check point da parte dei ribelli è molto importante perchè gli consetirebbe di approvigionare le forze anti- Gheddafi, e i ribelli avrebbero un punto di appoggio nella  Libia occidentale. Notizie drammatiche anche da  Misurata dove i bambini vengono colpiti alla testa dai cecchini, e si trovano sotto attacco anche gli ospedali.Chi può fugge, lo Ionian Spirit, mercoledì era riuscito a consegnare cibo e medicinali alla popolazione, la nave è poi ripartita alla volta di Bengasi con a bordo 100 sfollati e le salme di Tim Hetherington e Chris Hondros, i 2 fotoreporters freelance occidentali uccisi durante l'assedio della città. 

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20 aprile 2011 3 20 /04 /aprile /2011 15:41

generale-fantini-con-il-paraca-42-pg-26.jpg 

Lo scorso week-end a Bellaria Igea Marina e  a Rimini, si è svolta la 64a Assemblea Nazionale dell'A.N.P.d'.I .Hanno preso parte all'evento circa 200 paracadutisti dell'Associazione e le loro famiglie. Numerose persone hanno visitato i  tanti stands espositivi e le mostre su materiali del paracadutismo militare e civile,  e sulla storia della Folgore. L'evento si è concluso con l'emozionante esibizione di un gruppo di paracadutisti che hanno effettuato delle evoluzioni sui cieli del lungomare di Rimini .Durante l'Assemblea è stato presentato il PARACA 42, vino rosso pregiato, creato in onore della Brigata Folgore. Alcune bottiglie del pregiato PARACA 42 sono state date in omaggio alle più alte cariche militari presenti all'evento, tra i quali anche il Generale Fantini(nella foto, a destra). Ma qual'è la storia di questo vino? E'una storia di coraggio, di passione,grinta e di speranza. E' la storia di un paracadutista, Nicola D'Angelo, un caporalmaggiore che ha prestato servizio nella Folgore presso il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore. Ha militato nella Folgore dal 2001 al 2007. Nel 2005 durante un addestramento, Nicola ha un grave incidente. La sua vita cambia, può continuare a svolgere ogni tipo di attivtà ma si ritrova penalizzato rispetto ai suoi colleghi. Eppure affronta il lancio con il carico militare e una "spalla gravemente instabile". Poi viene operato d'urgenza, ma a causa della riabilitazione deve restare lontano da ogni tipo di attività per un anno intero. Nonostante tutto, non si dà per vinto e rientra riabilitato. Nicola riprende la sua vita da paradutista della Folgore, effettua lanci, addestramenti e si dedica anche al paracadutismo sportivo. Alla fine però è costretto a congedarsi nel 2007. La sua vita cambia radicalmente. Senza il paracadutismo, si sente perso, come precipitato in un baratro. Nel 2007 viene assunto in un'azienda, ma si trova completamente spaesato, in un ambiente che non è il suo, come dice Nicola si trova in"in mezzo a gente "mercenaria"pronta a tutto per i soldi, nessun ideale, nessuno spirito goliardico, nessun senso di squadra, nessuna amicizia vera".  Decide di fare il grande salto, perchè in fondo Nicola nell'animo, resta sempre un paracadutista sempre pronto a lanciarsi. Decide di dare una  svolta alla sua vita. .Si licenzia nel 2009 rinunciando ad uno stipendio sicuro. Torna nella sua città Benevento, e stando a contatto con la natura ritrova sè stesso. Ritrova una meta da raggiungere e  qualcosa in cui credere. Ha una casa di proprietà in campagna,  Benevento è ricca di terreni e famosa per la produzione vitivinicola. Così Nicola nel gennaio 2010 inizia la sua nuova attività. Gli inizi sono molti duri e difficili, si ritrova a lavorare come agente commerciale per trovarsi i clienti girando presso i vari centri e negozi enogastronomici. Con la sua grinta, e caparbietà Nicola riesce nell'impresa, ormai la clientela acquisita gli consente di matenersi con questa sua attività. E pensare che era partito con un budget di soli mille euro! Produce un vino rosso pregiato. Un vino che si può ordinare anche su Facebook alla pagina VINO PARACA 42. Tante sono le richieste anche di clienti stranieri. Il simbolo e il nome sull'etichetta del suo vino rappresentano la realizzazione del sogno di Nicola. Il nome del vino PARACA è l'abbreviazione della parola  paracadutista, a ricordargli la Folgore che  lui porterà per sempre nel cuore, e quella cifra 42,  ricorda la Battaglia di El Alamein. La Folgore è passata alla storia proprio per il comportamento eroico in quella Battaglia del 1942, durante la quale 3.500 parà resistettero all'attacco di 3 divisioni britanniche di 5.000 uomini senza mai alzare le mani in segno di resa. I paracadutisti si meritarono il rispetto, l'ammirazione anche dei nemici britannici nonchè l'onore delle armi. A conclusione della battaglia, Radio Londra trasmise il famoso comunicato:"I resti della Divsione Folgore hanno resistito oltre ogni limite delle possibilità umane".  La storia del paracadutista della Folgore Nicola e del suo vino PARACA 42 sono la dimostrazione  come aveva detto qualcuno, che  il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni, senza mollare e senza arrendersi mai.   

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19 aprile 2011 2 19 /04 /aprile /2011 18:38

La situazione in Libia, soprattutto a Misurata si aggrava ogni giorno sempre di piùaereo con pilota2. Le truppe di Gheddafi attaccano i centri abitati facendo molte vittime tra i civili.La situazione è drammatica come riferito da Emergency, una delle poche ONG internazionali ad essere rimaste a Misurata, roccaforte dei ribelli. Emergency chiede il cessate il fuoco su una città che ormai è una città fantasma. Mancano acqua cibo ed energia elettrica. L'altro giorno dei civili che stavano facendo la fila per il pane ,si sono trovati sotto l'attacco dell'esercito di Gheddafi. Pochi sono riusciti a mettersi in salvo. Aumentano i moriti e i feriti a causa degli incessanti bombardamenti. Rischia anche il personale sanitario. Gheddafi e le sue truppe hanno decisamente cambiato tattica. Ad essere sotto attacco costante sono i centri della città densamente abitati, che vengono colpiti con le micidiali bombe a grappolo e razzi terra- a- terra. Non sono armi ad altra precisione, eppure diventano pericolosissime quando vengono utilizzate nelle zone residenziali, abitate da molti civili. Il fatto che i combattimenti si siano spostati nei centri residenziali mettono la NATO in grande diffixoltà. Gheddafi utilizza armi vecchie, alcune di fabbricazione sovietica, ma non per questo meno efficaci. Le bombe a grappolo sono state utilizzate giovedì notte nel corso di un attacco, con colpi di mortaio da 180 millimetri, sono riusciti a disseminare i loro micidiali ordigni esplosivi. I resti delle granate esplose sono poi state sottoposte ad analisi, e si è scoperto che si tratta di proiettili da mortaio MAT-120, ognuno dei quali dissemina 21 sottomunizioni più piccole e può uccidere una persona penetrando anche nel suo giubbotto antiproiettile. Inoltre  analizzando i contrassegni, si è scoperto che i proiettili sono stati prodotti in Spagna nel 2001, prima che le bombe a grappolo venissero messe al bando eccetto che in Libia.  Le bombe a grappolo sono ordigni micidiali in quanto essendo imprecise, colpiscono soprattutto i civili. Oltre alle bombe a grappolo, Gheddafi sta utilizzando anche i razzi GRAD, di fabbricazione sovietica in grado di causare esplosioni multiple. I razzi vengono sparati da lanciarazzi montati su camion, che possono trasportare 40 razzi. Qundi ogni camion diventa una postazione mobile che può arrivare a coprire una zona vasta 12 miglia. Dei testimoni hanno riferito che uno solo di questi razzi ha ucciso 8 civili. La NATO dispone dispone di molte forze in campo: sono principalmente velivoli che hanno il compito di bombardare gli obiettivi nemici. L'Inghilterra ha 20 Tornado ed Eurofighter Typhoon, il Belgio dispone di 6 F-16 Falcon, il Canada di 6 F-18 Hornet, la Danimarca di 4 F-16, la Francia di 33 velivoli ed alcuni caccia Mirage 2000 e Rafale, la Norvegia di 6 F-16 AM, l'Italia di Tornado ECR. Inoltre tutti i membri hanno messo a disposizione della NATO anche delle unità navali per il pattugliamento  delle coste, e per il supporto delle forze aeree nell'attacco degli obiettivi strategici. Poi ci sono le Forze Speciali:gli Incursori Britannici(SAS, e SBS), i Francesi(Command de Montfort) e gli italiani(9°Reggimento Col Moschin e Comsubin della Marina militare), e gli spagnoli. I Commandos britannici e americani hanno il compito di addestrare l'esercito di ribelli, e soprattutto di individuare sul terreno i bersagli che verranno poi neutraizzati dagli aerei(Targeting). Inoltre a questi paesi, se ne  aggiungono altri, come il Qatar che stanno fornendo armi ai ribelli.Armi come missili anticarro Milan per distruggere i tank di Gheddafi. Nonostante questo grande dispiegamento di forze, la NATO ha il suo punto debole, e non sta riuscendo ad ottenere grandi risultati. Perchè? Per 2 motivi. Il primo è che in realtà i caccia effettivamente operativi sono 40 e non sono in grado di fornire una copertura aerea di 24 ore su 24 ai ribelli. Infatti i velivoli devono per forza stare a terra in certi periodi per via della manutenzione e della loro messa a punto, e non sono quindi disponibili. Il secondo motivo è che i caccia stanno esaurendo il loro munizionamento di precisione , che è ormai ai limiti, a causa dell'elevato numero dei raids quotidiani. Il problema si potrebbe si potrebbe risolvere utilizzando ordigni più economici, ma questi hanno 2 contro indicazioni: essendo meno precisi fanno più vittime tra i civili, per colpire con più precisione dovrebbero essere lanciati a bassa quota dai velivoli, che in questo modo però diventerebbero un bersaglio facilissimo da colpire da parte della contraerea di Gheddafi. E pensare che i missili sovietici SA-6 Gainful, la versione portatile Strela-2 (SA-7), e SA-8 Gecko, o i Crotale francesi sono tutte armi che i libici hanno comprato dai francesi negli anni'80. 

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18 aprile 2011 1 18 /04 /aprile /2011 21:04

Spunta il primo nome dell'indagato nell'inchiesta sull'uranio impoverito, che sarebbe stato utilizzato nel Poligono militare del Salto di Quirra.cartello radiazioni Si tratta del Generale Tobia Santacroce, 66 anni di Chieti. Oggi è in pensione, ma un tempo era al comando dell'Ufficio Inquadramento del Poligono nel 1997. Molte le accuse nei suoi confronti: disastro ambientale aggravato, omicidio plurimo, omissione d'uffcio e falso ideologico. Dalle indagini condotte dal Procuratore di Lanusei Domenco Fiordalisi, risulterebbe che in quegli anni sarebbe stato causato un vero e proprio diastro ambientale. Ma come è stato possibile? Attraverso la distruzione sistematica di munzioni e di bombe che provenivano da tutte le parti d'Italia, seppellendo poi tutti i rifiuti militari nel terreno. Rifiuti militari molto pericolosi come: apparecchiature elettroniche  con componenti in amiamto, parti di batterie e missili e pneumatici. Tutto questo avrebbe causato malattie e decessi di animali e persone che frequentavano il Poligono.  Morti gli allevatori che erano stati autorizzati dal Comando a far pascolare le loro greggi  proprio nei terreni dove avveniva la distruzione dei rifiuti militari speciali, morti i capi di bestiame, e l'ambiente è risultato totalmente inquinato. Le prove di questi fatti sono le testimonianze delle persone e un'intercettazione ambientale alla è stato sottoposto un ex militare. Grazie a prove e testimonianze si potrebbe affermare l'esistenza di un legame strettissimo tra i dati dei test effettuati nel Poligono militare, e le morti  le malattie contratte da militari e civili durante il loro periodo di permanenza nel Poligono. Sottoposte a sequestro anche le zone di Pranu Sa Triga, Accu Perda Maiori, e Perda Maiori: tutte zone queste, dove avveniva la distruzione delle bombe e delle munizioni. In questi giorni i consulenti nominati dalla Procura dovranno ispezionare anche i 380 ettari all'interno del Poligono. Le indagini vanno avanti grazie anche alla collaborazione di spontanea degli abitanti del luogo: ex militari, allevatori, e parenti delle vittime. Collaboraziione molto utile che servirà a scoprire la relazione tra malattie e decessi di tante persone e le esercitazioni che avvenivano all'interno della Base.  L'indagine è partita dall'analisi del contenuto di alcune casse che contenevano del materiale radioattivo(componenti di radar con uranio e trizio) che erano state custodite in un magazzino del Poligono senza il rispetto delle più elementari norme di sicurezza,  che avrebbero dovuto tutelare i lavoratori.  Erano stati alcuni ex militari , (poi ammalatisi di linfomi )che avevano prestato servizio presso le Basi di Perdas de Fogu e Capo S. Lorenzo a segnalare la presenza di questo materiale nelle casse. Tanti sono stati i cittadini che hanno messo a disposizione della Procura i loro reperti istologici prelevati durante la loro malattia, per verificare se ci fosse la presenza di sostanze cancerogene.  Inoltre da un'intercettazione ambientale si è scoperto che a Perdas de Fogu da tutta Italia, arrivavano camion carichi di ordigni da far brillare in Sardegna. Dopo le esplosioni di questi ordigni, dei testimoni riferiscono che si sollevava una nube bianca, e qualche tempo dopo uomini ed animali si ammalavano e poi morivano. Bisogna ancora aspettare i risultati delle analisi a cui sono state sottoposte le ossa di alcuni agnelli malformati, nei quali sarebbe stata riscontarta la presenza di uranio impoverito, e  le ananisi sulle salme dei pastori riesumate. Tutti pastori che tra il 1980 ed il 2011, avevano portato le loro greggi a pascolare nella zona del Poligono. Ma intanto con queste prime scoperte si è fatto già un primo importante passo verso la scoperta della verità.

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17 aprile 2011 7 17 /04 /aprile /2011 16:39

E' successo di nuovotalebano in afghanistan 1. Ieri nella zona est dell'Afghanistan un talebano kamikaze che indossava un  uniforme,  si è fatto eplodere davanti ad una base militare, la base militare Gambari dove è di stanza l'esercito afgano e la forza internazionale di assistenza alla sicurezza. 9 i morti, tra i quai 4 soldati afgani e 5 militari  della NATO. Feriti 8 militari. L'esplosione è stata improvvisa e violentissima. L'opinione pubblica si trova ancora sotto schock , in quanto poche ore prima era stato ucciso Khan Mohaammad Mojaid, Comandante dellla poilizia di Kandahar. L'attentato di ieri, è stato rivendicato dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, il quale ha affermato che l'attacco è stato perpretato da Mujaheddin Abdul Ghani, che già da un mese si era infiltrato nell'esercito afgano arruolandosi tra le sue fila. Cresce l'allarme tra i vertici militari per l'escalation degli attentati kamikaze in Afghanistan. La domanda che ci si fa è: quanti ono i talebani che sono infiltrati tra le forze di sicurezza agli ordini del Mullah Omar? Ormai in questi ultimi giorni, gli attentati terroristici con l'utilizzo dei micidiali IED si stanno intensificando sempre più  e in tante zone diverse del paese. E' l' inizio dell'offensiva talebana di primavera, la risposta al controllo delle zone a sud di Hellmand e Kandahar da parte delle forze del contingente ISAF. Il 2011 infatti è un anno decisivo e importante: a luglio dovrebbe iniziare il ritiro del contingente militare ISAF e NATO. E per gli "insurgents"questo fatto è una vera e propria vittoria, in quanto non aspettano altro che il ritiro del contingente per riprendere il controllo di quelle zone. E' per questo motivo, che durante il Vertice NATO di Berlino giorni fa, il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton ha suggerito di"Non affrettare il tempo di ritiro dall'Afghanistan". Forse il contingente USA potrebbe addirittura essere rafforzato con l'invio di nuove truppe , fino ad arrivare a 10.000 uomini in più proprio per contrastare gli attacchi degli"insurgents" e il controllo delle varie province afgane. Nonostante questa escalation di attentati kamikaze, ieri per l'Afghanistan è stata comunque una giornata importante, è stato conseguito infatti un importante successo politico. A Kabul, durante la visita del Presidente pakistano Yousuf Raza Gilani, è stata annunciata la costituzione di una Commissione di Pace Integrata dai vertici politici e militari e dall'intelligence dei 2 paesi. Al termine della visita, il Presidente Karzai  ha sottolineato come i rapporti di amicizia e di alleanza tra i due paesi si siano rafforzati. 

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14 aprile 2011 4 14 /04 /aprile /2011 18:43

E' di stamattina la notizia di un nuovo attacco kamikaze dei taebani a Kundar nella zona a nord dell'Afghanistan. I morti sono almeno 10, tra i quali anche alcuni anziani che partecipavano ad una riuonione locale di capi dei villaggi. Tra i morti anche Malik Zamin capo tribù e membro influente del governo locale, ucciso assieme ai suoi responsabili. Sono rimaste ferite altre 7 persone, per ora l'attentato kamikaze non ha avuto nessuna rivendicazione. In Afghanistan la guerra continua senza sosta, con l'inasprirsi della guerriglia locale ai danni degli anziano capi villaggio che hanno un ruolo importante: la loro collaborazione con il contingente ISAF è davvero preziosa, perchè forniscono notizie sugli spostamenti degli"insurgents"aiutando l'ISAF nella loro localizzazione. Aumentano VM90 bis thumbgli attacchi terroristici contro il governo locale e contro la missione ISAF. Quello avvevnuto oggi, è stato un attacco kamikaze in piena regola: l'attentatore suicida si è fatto espodere con il suo giubbotto carico di esplosiv nei pressi dell'edificio adibito all'addestramento  delle forze di sicurezza locali, sono rimasti feriti 2 agenti mentre altri tre sono morti. Proprio oggi da Berlino, dove è in corso l'incontro dei Ministri degli Esteri dell'Alleanza, il Segretario Generale della NATO in Afghanistan, Rasmussen ha affermato che:"La missione NATO in Afghanistan sta entrando in una nuova fase. In questo momento stiamo procedendo al passaggio di consegne delle principali responsabilità di sicurezza dall'ISAF alle forze di sicurezza afgane in sette province e distretti , questo segna una nuova fase nel cammino dell'Afghanistan verso la stabilità e la sicurezza, così come il nostro impegno nel Paese". Certo ci sarà da lavorare ancora molto per poter riportare la pace e la stabilità in questa terra dove gli attentati sono ormai all'ordine del giorno.

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13 aprile 2011 3 13 /04 /aprile /2011 16:51

cartello-radiazioni.jpgLa Sardegna, una delle isole più belle del Mediterraneo, meta di tanti vacanzieri durante l'estate, nasconde dei misteri. Dei misteri all'uranio impoverito. Ma cos'è esattamente l'uranio impoverito e a cosa serve? L'uranio impoverito, (in inglese Depleted Uranium)è uno dei materiali di scarto  della raffinazione dell'uranio naturale, impiegato per  fini militari all'interno di bombe nucleari o civili, di armi, viene anche usato come combustibile per alcuni tipi di reattori nucleari, è una miscela di 3 isotopi radioattivi. E' molto nocivo per la salute: basta pensare che un micro-grammo è sufficiente ad uccidere una persona.  I misteri dell'uranio impoverito in Sardegna sono davvero tanti. Come misteriose sono le morti dei tanti militari che hanno prestato servizio nel Poligono di Perdas De Fogu nel Salto di Quirra, ma anche dei itanti pastori che hanno portato le loro greggi a pascolare nella zona circostante al Poligono e poi si sono ammalati e morti. Sono morte anche le loro pecore. Oppure sono nati degli agnelli con 2 teste o con delle maformazioni. Ci sono le testimonianze, e sopratutto ci sono le tante richieste di risarcimento inoltrate al Ministero della Difesa, da parte di militari che hanno prestato servizio, per brevissimo tempo, anche presso la Base di Teulada e che poi si sono ammalati. Una diagnosi che non lascia scampo: linfoma di Hodgkin, che sarebbe causato proprio dalle particelle metalliche cancerogene derivanti dall'uranio impoverito. Queste stesse particelle che sono state riscontrate nei soldati reduci dalle missioni all'estero, soprattutto nei Balcani, soldati poi ammalatisi, molti i morti tra di loro. E' un mistero, perchè non solo i militari si ammalano e muoiono, ma anche i civili. E' in corso un'indagine condotta dal Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Le sue indagini proverebbero lo stretto legame esistente tra esercitazioni militari  effettuate nel Poligono e le loro conseguenze mortali su uomini ed animali. Sono stati ritrovati infatti, degli isotopi radioattivi anche nella carcassa di un agnello a 2 teste nato nel 2009, in un paesino confinante con il Poligono del Salto di Quirra. Questo ritrovamento, ieri ha provocato l'affermazione di Falco Accame, Presidente dell'Associazione Italiana Assistenza Vittime Ammalate nelle Forze Armate. Chiede che ci siano più controlli in modo da tutelare la salute  dei militari e della popolazione. "E' ora di fare finalmente chiarezza su quanto è veramente accaduto nei poligoni, e soprattutto sapere perchè un complesso militare-industriale ha potuto operare per moltissimi anni senza i dovuti controlli da parte delle ASL e dei Comandi Italiani". Il mese scorso, sempre nel Poligono di Perdas de Fogu di erano state ritrovate delle casse in un magazzino. Il contenuto delle casse era stato sottoposto ad analisi da parte dell'Università di Cagliari. Qualche giorno dopo era arrivata la rassicurazione da parte del Portavoce dell'Aeronautica Militare, del fatto che in quelle casse c'era del materiale che conteneva una ridottissima quantità di materiale radioattivo. Il mistero è che i tecnici incaricati dalla Procura di Lanusei di svolgere le analisi hanno riscontrato una radioattività 5 volte superiore alla norma. La Procura sta svolgendo delle indagini e ha scoperto che alcuni militari che erano stati in quel magazzino a contatto con quel materiale delle casse per motivi di servizio, in seguito si sarebbero ammalati di Linfoma di Hodgkin, una forma tumorale del sangue che non lascia alcuna via di scampo.  Altre scoperte rilevanti sono state fatte dalla Dottoressa Antonia Lorena Gatti. Durante il suo lavoro svolto per le Commissioni Parlamentari d'inchiesta sull'uranio impoverito dal 2003 al 2007, ha scoperto la stretto legame tra le malattie contratte dai militari  in missione all'estero e la presenza di nanoparticelle sia nei militari e civili ammalatisi  dopo avere prestato servizio presso i poligoni sardi e in un feto deformato di un agnello rinvenuto a Quirra. Sono troppi i casi di malati di tumore del sistema emolinfatico, e di bambini nati  con malformazioni. Molte le analogie con i militari ammalistisi di tumore di rientro dalle missioni nei Balcani, dove sono state utilizzate munizioni all'uranio impoverito. Le indagini si sono estese anche alla zona di Teulada. C'è poi un dossier, ricco di documenti. Documenti importanti. Il Dossier è stato consegnato alla Commissione Parlamentare d'Inchiesta sull'Uranio Impoverito, da Mariella Cao, portavoce del Comitato Antimilitarista Gettiamo le Basi. Il Dossier è composto da denunce, ci sono le storie di 31 persone malate di tumore che abitano a Teulada, vicino alla Base . Dieci i casi accertati di  linfomi.  Nel Dossier c'è anche altro, come affermato da Mariella Cao. I documenti parlano di esercitazioni a Teulada, esercitazioni con velivoli USA A10 Apache, gli stessi utilizzati in Kosovo, in Iraq, Somalia, Afghanistan. Velivoli che montano cannoni che usano munizioni all'uranio impoverito. A quanto pare, queste munizioni sarebbero state testate per la prima volta in Sardegna.  Cinque anni fa, alcuni Ricercatori della Marina, hanno perlustrato i fondali davanti al Poligono di Teulada, e si sono resi conto che per bonificare i fondali ci sarebbero voluti più di 80 anni! Tanti i misteri. La verità si saprà forse, quest'estate. Perchè è d'estate che si avranno i risultati  delle analisi effettuate sulle salme dei pastori morti di tumore, riesumati alcuni giorni fa nella zona di Quirra. Si saprà se sono venuti a contatto con l'uranio impoverito usato nelle armi per le esercitazioni nel Poligono. Le analisi saranno effettuate dal Professor Evandro Carlo Rizzini Fisico Nucleare dell'Università di Brescia E del CERN di Ginevra. Non ci resta che aspettare, e nel frattempo convivere con i tanti misteri sulla vicenda dell'uranio impoverito che si celano in una terra bellissima:la Sardegna.                 

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Published by Alessandra C. - in Inchieste
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12 aprile 2011 2 12 /04 /aprile /2011 16:00

Si stanno preparando gli ultimi dettaglipara-primpopiano.jpg per la nuova offensiva pianificata dal governo italiano, e che da maggio vedrà entrare in azione la Folgore assieme ai migliori reparti  italiani. Si può affermare senza ombra di dubbio, che la missione italiana non è cambiata, ma semmai è stata potenziata. Ci sono meno soldati nelle basi e più reparti mandati a riconquistare il territorio. Si era parlato di una riduzione del contingente, con il ritiro di 500 uomini, ritiro poi compensato poi dall'invio di nuovi rinforzi. L'Italia attualmente schiera 3900 militari con molti più uomini e mezzi da battaglia impegnati attualmente in azioni di Combat. Ci sono ben 4 Battle Groups con i cingolati Dardo, 9 Mangusta, le cosidette cannoniere volanti. Questo perchè, si devono affrontare combattimenti soprattutto al confine con le regioni meridionali, dove la resistenza da parte degli "insurgents"è ancora molto forte. Si prevede un inasprimento dei combattimenti a partire dal mese di maggio. La primavera infatti, è un momento davvero delicato per l'Afghanistan, in quanto il paese si avvia verso la transizione, e verrà il momento in cui le strutture locali, l'esercito e la polizia afgana, saranno chiamati a riprendere il controllo del paese. Questa fase di transizione è stata resa possibile dal'ottimo lavoro svolto dai militari italiani , che sono riusciti ad instaurare con le popolazioni locali e soprattutto con i capi dei villaggi degli ottimi rapporti. Negli ultimi anni infatti, si è assistito ad un 'integrazione sempre maggiore tra gli italiani e le popolazioni locali , è proprio grazie anche all'instaurazione di questo tipo di rapporto, che si spera di affrontare al meglio l'offensiva del mese di maggio. Infatti proprio a maggio assisteremo ad "Afghanistan Atto Terzo" con la Folgore già schierata sul terreno(i parà hanno stanno assumendo il controllo della zona di Herat e delle altre città ome Farah e Shindand e Bala Baluk). La missione è difficile e pericolosa, perchè i militari italiani, dovranno riuscire ad avere il controllo delle zone a sud, proprio vero quelle aree dove da tempo americani e inglesi tengono sotto pressione gli"insurgents". Gli "insurgnts": un miscuglio molto pericoloso di integralisti islamici vicini ad Al-Quaeda, talebani e banditi di strada le cui armi più pericolose ed insiodiose sono gli"IED"(ordigni esplosivi improvvisati). La primavera e soprattutto il mese di maggio saranno il momento in cui la tensione sarà altissima, come già avvenuto per le elezioni del 2009, e sarà proprio la Folgore a dover gestire l'inizio del passaggio alla piena autorità del governo afgano. Come afferma il Generale Carmine Masiello che guida i parà in missione"Li stiamo studiando già da tempo("gli insurgents")in base alle informazioni che arrivano dall'intelligence, perchè sarà compito nostro mettere in sicurezza la strada liberandola dagli insorti e supportare l'esercito e la polizia afgana e aiutare la popolazione". Nei piani della NATO, infatti sarà proprio il settore ad ovest, quello cioè affidato agli italiani a passare per primo sotto il controllo afgano. La costruzione di ottimi e solidi rapporti con le popolazioni locali, soprattutto con gli elder (gli anziani capi dei villaggi),sono un ulteriore strategia con la quale i militari italiani si preparano ad affrontare il momento più difficile della missione: il momento molto delicato in cui il governo afgano riprenderà il controllo del paese. Evento questo, che è un vero e proprio affronto nei confronti degli"insurgents"  da sempre in azione per cercare di impedire questa operazione, con attacchi anche mortali nei confronti del contingente italiano.

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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