Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 15:50

afghanistan-1.jpg

In questi giorni i militari italiani sono in allarme più che mai. Devono infatti proteggere gli spostamenti blindati della delegazione italiana guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani nel loro "tour"tra Herat e Kabul. Un tour di 3 giorni, per far partire la MSE, ovvero la Missione per lo Sviluppo in Afghanistan.  Durante la sua visita di tre giorni, iniziata l'altro giorno, il Ministro è accomapgnato da una foltissima delegazione di rappresentanti di Confindustria e di circa 30 aziende italiane, tra le quali Eni, Enel, Enea, e varie aziende che si occupano di infrastrutture, logistica, settore minerario e commerciale. Il Ministro Romani, visiterà anche il contingente militare italiano di stanza A Camp Arena, ad Herat. E' previsto un incontro anche con il Ministro Nazif Shathami che si occupa delle risorse  minerarie afgane, con il Presidente Karzai, e con il governatore di Herat, Daub Saba. Sono previsti incontri e tavole rotonde  su infrastrutture, energia, commercio internazioinale per gli imprenditori. Il Ministro Romani visiterà anche la sede Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, e ci sarà incontro con i rappresentanti delle ONG che operano in territorio afgano. La missione si concluderà il 12 aprile con la firma di  un importante accordo alla presenza del Ministro Karzai. Accordo che avvierà la collaborazione industriale e commerciale tra Italia e Afghanistan. Il Ministro Romani ha affermato che: "Facciamo la nostra parte per garantire la sciurezza dei più deboli e per creare le condizioni  di una nuova crescita.  Ringrazio davvero il Presidente Karzai e il su esecutivo, i nostri  Ministeri della Difesa, e degli Esteri, i soldati italiani che continuano a svolgere un ruolo fondamentale, e gli imprenditori che mi auguro possano occupare un ruolo centrale per costruire un nuovo Afghanistan". Dietro tanti bei discorsi, forse si nasconde il grande interesse che l'Italia ha per le immense ricchezze naturali di questo paese. Secondo alcuni geologi ed esperti americani infatti, l'Afghanistan è un paese ricco di risorse, di oro, litio, ferro, rame. Gli americani avrebbero affermato di aver trovato "l'Arabia Saudita dei minerali". L'anno scorso un articolo apparso sul New York Times del 14 giugno, citando fonti militari, stimava il valore dei giacimenti intorno al trilione di dollari. Siti di terre rare e niobio del valore di 90 miliardi di dollari e litio e rame del valore di 60 miliardi di dollari si trovano proprio nella zona di Herat, Ghaz, e Farah. Già molte le nazioni che hanno messo gli occhi sulle ricchezze del sottosuolo afgano:India, Turchia, Canada, Australia, e la Cina. Le zone da sfruttare si trovano in aree pericolose sotto l'attacco degli insurgents. Nonostante questo, i cinesi ad esempio, non hanno certo perso tempo iniziando a scavare il sottosuolo alla ricerca di minerali preziosi. Gli scavi però si sono dovuti fermare, davanti al rtrovamento di un'antica statua del Buddha e di un monastero risalente a 2.6000 anni fa. Viene da chiedersi come sia possibile pensare di avviare degli accordi economici con un paese nel quale la stabilità e la sicurezza non siano state ancora del tutto raggiunte, dove c'è il costante rischio di attacchi da parte dei talebani, dove il contingente italiano a partire dal mese di maggio, sarà impegnato a contrastare l'intensificarsi degli attacchi degli"insurgents", dove un popolo aspetta la pace e che la sua terra gli venga restituita. Ma gli interessi economici  si sa, riescono a guardare anche oltre queste problematiche. 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
10 aprile 2011 7 10 /04 /aprile /2011 15:27

manifetazione-precari1.jpg

"Il nostro tempo è adesso","No alla precarietà":questi alcuni degli slogan più significativi sugli striscioni  ieri,alla manifestazione dei precari e dei disoccupati a Roma e in tutte le piazze italiane. C'erano davvero tutti i precari, giovani e meno giovani, perchè  precariato e disocupazione non guardano in faccia nessuno. Ecco allora sfilare i precari dello spettacolo, dei call-center,archeologi precari, insegnanti precari e disoccupati, studenti senza il futuro perchè gli è stato rubato, e anche giornalisti freelance precari e disoccupati. Secondo gli ultimi dati, in Italia i lavoratori precari soprattutto al centro-sud, sono aumentati vertiginosamente del 4%. Aumentata anche la percentuale degli scoraggiati: di chi cioè il lavoro non lo cerca più, perchè stufo di inviare curriculum senza ricevere una risposta, stufo di presentarsi ai colloqui, dove la frase ricorrente è sempre quella:"Le faremo sapere". E allora quasi quasi l'unica occasione per guadagnarsi la fatidica pagnotta è fare il provino per il Grande Fratello, fuggire dall'Italia oppure restare a vivere a casa di mamma e di papà fino ai 40 anni suonati.  Perchè in Italia per chi resta senza lavoro o il lavoro ce l'ha ma precario, non ci sono amortizzatori sociali. Ieri alla manifestazione di Roma c'erano precari e disoccupati troppo sorridenti. Si sono visti tanti sorrisi, tanta rassegnazione, tanti slogan piuttosto vaghi. Non c'erano rivendicazioni precise nei confronti del Governo, che tanto potrebbe fare per risolvere il problema del precariato, abolendo la Legge Biagi dei contratti a tempo determinato(contratti "usa e getta":oggi mi servi e ti chiamo, lavori anche solo un mese, dopo non mi servi più e non ti chiamo più). Invece ieri si è vista tanta, troppa gente sorridente. Sarà stata la bella giornata di sole ed il caldo estivo, ma più che ad una manifestazione pareva di assistere ad una sfilata, o ad una gita in città. Tante facce di precari sorridenti, soprattutto a favore di telecamera. Ma perchè tanti sorrisi e tanta rassegnazione, quando invece la situazione in Italia è davvero tragica, e la disoccupazione ha ormai raggiunto livelli altissimi?  Semplice:perchè gli italiani non si incazzano davanti alle ingiustizie. Semplicemente per questo. Si rassegnano, fanno un sorriso e tirano aventi. Manca l'elemento principale che serve davvero a cambiare le cose:la rivendicazione dei propri diritti, e soprattutto la rabbia. Ma si sa, gli italiani sono un popolo ricco di contraddizioni. A volte sono davvero incomprensibili.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
9 aprile 2011 6 09 /04 /aprile /2011 16:53

aereo-con-pilota2.jpg

"Forte rammarico per le vittime del fuoco amico",queste le parole del Segretario Generale della NATO Rasmussen, che ha parlato di "sfortunato incidente", in riferimento alle vittime civili di un raid aereo avvenuto ieri in Libia.  Rasmusmussen ha inoltre affermato, che si sta facendo il possibile per evitare le vittime tra i civili. Ma qualcosa deve essere andato storto se ad essere colpiti durante uno dei raid NATO sono stati anche gli stessi ribelli, e per ben 2 volte. Secondo quanto affermato dal Contrammiraglio Russel Hardag, Vice Comandante di "Unified Protector":"Sembra che 2 nostri attacchi aerei di ieri abbiano potuto provocare la morte di un certo numero di membri del CNT(il consiglio normale di transizione)che operavano con dei carri armati. Ma fino a ieri non eravamo stati informati che le forze del CNT facessero uso di carri a rmati". Inutile negarlo:la guerra in Libia sembra essere entrata in fase di stallo. Proseguono i iraid aerei della NATO che hanno il compito di proteggere i civili dagli attacchi delle truppe i Gheddafi, ma ci sono anche vittime tra i civili e i ribelli. Il dittatore Gheddafi non si arrende,(oggi è riapparso alla tv libica mentre vistiva una suola). Avrà anche poche armi ma sa come usarle: pick up scalcinati Toyota come quelli dei ribelli,( non mezzi militari )ma meglio armati. Certo le armi sono dei veri residuati bellici di antica fabbricazione sovietica: però fanno ancora bene il loro lavoro. Si spara, si colpisce, e poi ci si nasconde. La tattica di Gheddafi è cambiata: si serve di scudi umani posizionati proprio nei pressi dei depositi di armi, e nei centri abitati oppure nasconde le armi nei centri abitati. Per i piloti, secondo quanto affermato dall'agenzia Reuters, nonostante  dispongano di sofisticatissimi sistemi di precisione, centrare un target senza fare vittime tra i civili diventa un'impresa difficile, ed è chiaro che si trovano in difficoltà. I ntanto oggi c'è stata una fortissima eplosione nella Libia orientale, nlela città di Ajdabiya, avvenuta dopo un raid NATO, come affermato da alcuni  abitanti della città. Alcune ore prima, la città era sotto il tiro dell'artiglieria delle truppe di Gheddafi , che hanno costretto i ribelli ad arretrare di nuovo. Si trovano bloccati tra Ashadabia e Brega, in attesa che la NATO venga ad aiutarli. Brega:una città chiave, un punto strategico,  perchè sede di un terminal petrolifero. Avere il controllo di questa città significherebbe avere il controllo sul nemico. Ma da soli  i ribelli non ce la possono fare: non sanno dove sparare perchè non sanno dove si nascondano le truppe di Gheddafi, hanno poche armi a disposizione, anche se da poco hanno ricevuto armi dal Qatar, sono male organizzati e per niente addestrati. Intanto si muove anche la diplomazia per cercare di risolvere il conflitto. Per il 14 aprile è prevista una conferenza internazionale organizzata dalla Lega Araba, alla quale parteciperanno il segretario generale dell'ONU Banki Moon, il capo della diplomazia UE, Catherine Ashton, e il presidente della commissione dell'Unione Africana, Jean Ping. La UE è dsposta ad organizzare una missione militare di apoggio umanitario in Libia. La settimana scorsa infatti, sempre la UE ha lanciato la Missione EUFOR-Libia , per risolvere l'emergenza umanitaria. Emergenza umanitaria soprattutto nella città di Misurata, dove gli abitanti sono ormai allo stremo dopo ben 40 giorni di resistenza cotro le truppe di gheddafi:300 mila persone si trovano senza più acqua e cibo, molti sono i feriti e gli ospedali sono talmente pieni da non poter più fornire un'adeguata assistenza sanitaria. La EUFOR ha vari obiettivi: consentire un araida evacuazione degli sfollati, aiutare le organizzazioni umanitarie nel loro lavoro con il trasporto di aiuti umanitari, allestimento di ospedali da campo, lo sminamento e la messa in sicurezza delle aree. Tutta l'operazione si svolgerebbe con l'impiego di navi, velivoli  militari. Ma non è escluso anche l'utilizzo di soldati di terra.   

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Libia
scrivi un commento
7 aprile 2011 4 07 /04 /aprile /2011 17:58

barcone-naufragio-lampedusa.jpg

Il barcone carico di 350 profughi  e della loro speranza in un futuro migliore proveniente dalla Libia, è affondato ieri al largo di Lampedusa.  I dispersi in mare sarebbero 250, come anche testimoniato dai superstiti portati in salvo.  Il naufragio, come raccontato da i sopravissuti è stato davvero drammatico . Sul barcone non c'erano solamente cittadini provenienti dalla Libia, ma anche somali, nigeriani, eritrei, cittadini del Bangladesh, della Costa d'Avorio, del Ciad e del Sudan., tra i quali 40 donne e molti minori.  Fonti della Guardia Costiera di Lampedusa, affermano che "Le ricerche vanno avanti e l'impegno è massimo perchè la nostra speranza è di salvare altre vite". Nelle ricerche dei dispersi del naufragio, avvenuto a 40 miglia da Lampedusa, sono impegnate motovedette, un motopesca, e anche velivoli provenienti dall'Italia e da Malta.  Venti i cadaveri avvistati, tra di loro donne e bambini. Le ricerche sono rese difficoltose a causa delle pessime condizioni metereologiche con un mare a forza 6. Tra tanto dolore e tanta disperazione per quanto avvenuto, la speranza: Aysha, una ragazza di 21 anni incinta, è stata portata in salvo con suo marito e sottoposta a visita medica:il suo bambino si salverà. Intanto a Lampedusa, la situazione migliora: la"collina della vergogna"dove nei giorni scorsi avevano alloggiato i profughi nelle tende, è stata ripulita, le vie del centro sono state lavate e disnfettate, e sono entrati anche in azione i mezzi subacquei e nautici che stanno ripulendo il mare dai rifiuti che erano stati gettati in mareIl 26 aprile è previsto un vertice Italia-Francia, con Berlusconi e Sarkozy che affronterà il problema dell'emergenza immigrazione, e della crisi libica.  

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
7 aprile 2011 4 07 /04 /aprile /2011 16:17

immigarto africano 1

"Preparatevi, entro 48 ore una nave vi porterà 700 migranti da Lampedusa" questo l'ultimatum arrivato da Roma al Prefetto di Cagliari Giovanni Balsamo, l'altro giorno. E così dopo Lampedusa e Manduria, l'allarme profughi è scattato anche a Cagliari, insieme a tante polemiche e misteri. L'allarme è scattato con lo sbarco dei profughi dal traghetto Catania nel porto canale di Cagliari, durante il loro trasferimento in un ex caserma dell'Aeronautica Militare, rimessa in sesto in  fretta e furia. Durante il trasferimento in pullman, approfittando di un rallentamento del mezzo, uno dei migranti ha azionato la leva di emergenza agevolando la fuga di 6 profughi, poi rintraciati dalla Polizia durante la notte e portati nella ex caserma adibita a centro di accoglienza. Tra i profughi c'è stato anche un arresto, dato che uno di essi è un trafficante di droga. Tante le polemiche: tra gli abitanti del capoluogo sardo che si chiedono come mai si  sia deciso di far venire proprio in Sardegna i profughi dato che lavoro non ce n'è già per i sardi e di certo non si può pretendere di tenere chiusi in un centro di accoglienza i migranti, perchè prima o poi ci sarebbero delle fughe. Il territorio sardo è molto vasto, e i profughi possono scappare molto iù facilmente. Gli abitanti temono un' escalation di furti e di violenze, dovuto anche ad altri sbarchi che potrebbero avvenire in questi giorni con l'arrivo della bella stagione. Un fenomeno quello degli sbarchi dei profughi e dei clandestini, avvenuto già in passato sulle coste di Teulada,  sbarchi che di solito avvengono d'estate. Ora con la guerra libica la situazione potrebbe  diventare ancora più drammatica, gli sbarchi non autorizzati dei clandestini potrebbero moltiplicarsi. Polemiche tra le forze dell'ordine, dovute alla carenza di organico per fronteggiare l'emergenza profughi, come sottolineato dal Segretario Nazionale del Siap, Massimo Zucconi"Servono non meno di 100 uomini di rinforzo". Polemiche perchè la gestione dei migranti è stata lasciata interamente alla responsabilità delle città del sud: la Questura di Cagliari è stata praticamente abbandonata a sè stessa. Non mancano poi i misteri che aleggiano sul trasferimento dei profughi a CagliariPare infatti che il traghetto Catania della Grimaldi sia attraccato a Cagliari dopo un lungo viaggio-odissea, con i viveri a bordo che iniziavano a scareggiare. Il traghetto infatti sarebbe dovuto sbarcare a Civitavecchia, ma poi in seguito alla telefonata di un politico molto importante, sarebbe stato dirottato verso la Francia. In pratica non sarebbe potuto attraccare a Civitavecchia in quanto a meggio è prevista la beatificazione di Karol Wojtyla. Dalla Francia è arrivato l'ennesimo rifuto, e poi l'attracco definitivo dei 700 migranti a Cagliari. Intanto ieri sera , davanti all'ex caserma dove stati ospitati i migranti, un gruppo antirazzista ha manifestato, esprimendo la sua solidarietà ai profughi che sono stati definiti"deportati".  

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
5 aprile 2011 2 05 /04 /aprile /2011 20:21

Il Pentagono ha annunciato che gli USA hanno ritirato tutti i loro velivoli da combattimento dal teatro delle operazioni in Libia.pilota-caccia-libia-1.jpg Gli USA avevano già intenzione di ritirare  i loro caccia armati di missili Tomahawk già dal fine settimana, ma poi dietro richiesta della NATO, che ha assunto il comando dell'operazione"Unified Protector", ha dato il suo o.k. per continuare i raid aerei sulla Libia in modo da recuperare il tempo perso a causa delle cattive condizioni metereologiche. Il Pentagono ha inoltre sottolineato che i velivoli americani saranno sempre pronti ad intervenire nel caso in cui la NATO ne richieda l'utilizzo. I velivoli quindi saranno utilizzati solo per effettuare rifornimenti di carburante in volo e per operazioni di pattugliamento. E' di oggi la notizia che la NATO ha effettuato un raid aereo contro le truppe di Gheddafi ad una trentina di chilometri ad est del terminal petrolifero di Marsa El Brega, dove da giorni ormai infuria una violentissima battaglia er il controllo della città. Tuttavia nonostante i raid aerei dell'Alleanza, i ribelli hanno perso il controllo delle postazioni avanzate e sono stati costretti ad arretrare davanti alle truppe di Gheddafi. Se gli USA hanno ritirato i loro caccia, per i militari italiani l'operazione"Unified Protector"continua. Come riferito dallo Stato Maggiore della Difesa, nelle ultime 24 ore i piloti italiani hanno effettuato complessivamente 8 missioni. La prima, la terza e la quinta sono state condotte da 2 Eurofighter 2000 con funzione di sorveglianza aerea, la seconda, la quarta e la sesta da una coppia di Tornado con compiti di ricognizione. La settima e l'ottava da 2 AV8 Plus con compiti di difesa aerea e di ricognizione. I Tornado e gli Eurofighter 2000 sono in organico all'Aeronautica Militare, mentre gli AV8 sono in dotazione alla Marina Militare. I velivoli dell'Aeronautica Militare, durante queste missioni, sono stati riforniti in volo da un Kc-130 e da Tornado aventi funzione di tanker. Intanto le navi della Marina Militare continuano il loro lavoro di pattugliamento dell'aerea di competenza in modo da garantire il rispetto dell'embargo navale.  

 

 

 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Libia
scrivi un commento
5 aprile 2011 2 05 /04 /aprile /2011 18:33

Al-Qaeda è entrata in possesso di armi libiche.2-talebani-in-afghanistan-2.jpg Lo ha riferito al "Daily Telegraph" un funzionario algerino che afferma di aver visto 8 furgoni Toyota lasciare la Libia er raggiungere i campi di Al-Qaeda nel nord del Mali. Secondo fonti dell' Intelligence, i furgoni trasportano missili anti-carro di fabbricazione russa, mitragliatrici e fucili kalashnikov, oltre a munizioni ed esplosivi. "Un convoglio di 8 Toyota pieni di armi pochi giorni fa ha attraversato il Ciad e il Niger ed è arrivato al nord del Mali" ha detto il funzionario. Questo è il primo convoglio, e in seguito ce ne saranno altri. Il fatto che Al-Queda sia venuta in possesso di armi libiche è stato reso possibile dal fatto che durante la guerra, in questi giorni, molte caserme militari, arsenali e depositi di armi sono stati saccheggiati nella zona est della Libia da parte di elementi di Al-Quaeda presenti sul posto. Hanno aproffitato della situazione. Al momento non si sa se siano anche in possesso di armi chimiche. La scorsa settimana, il Comandante della NATO, l'Ammiraglio James Stavridis, ha riferito di infiltrazioni terroristiche in Libia, che sono tenute sotto sorveglianza dall'Alleanza. Sarà. Intanto viene da chiedersi come mai nessuno intervenga per bloccare questo flusso di armi libiche verso Al-Quaeda, che sta traendo davvero un grande vantaggio dalla guerra, arrivando ad acquistare armi anche molto sofisticate. Intanto i ribelli a Tobruk,  sono in attesa di un tank di petrolio da 120 milioni di dollari proveniente dall'Europa. il guadagno derivante dalla vendita di questo petrolio consentirà ai ribelli di acquistare armi e mezzi militari per continuare la loro lotta. Dal canto suo il governo libico, ha annunciato di essere pronto ad avviare delle riforme in modo da porre fine al conflitto che ormai dura da più di un mese, e che divide il paese.  Il portavoce del governo ha affermato che è pronto a negoziare sia per le elezioni come pure per un referendum. "Se i rivoltosi manifesteranno buona volontà e se riconosceranno che  Gheddafi è necessario per garantire la sicurezza nel paese e per mantenere unito il popolo e i clan tribali," in pratica ci saranno buone possibilità di porre fine al conflitto. Sempre il portavoce ha affermato che"riteniamo che la presenza del Colonnello sia importante per qualsiasi transizione o per un modello democratico trasparente". Ma il guaio è che forse i ribelli non la pensano proprio come il portavoce del governo libico.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Libia
scrivi un commento
4 aprile 2011 1 04 /04 /aprile /2011 17:36

L'inconfondibile grido"Folgore"è risuonato stamattina a Herat,durante la cerimonia del passaggio di consegne fra gli Alpini della Julia e la Brigata della Folgore. "Mille graziefolgore-e-aereo-2.jpg per l'ottimo lavoro svolto" ha detto nel suo perfetto italiano il Generale David Petraeus, Comandante Generale della Missione ISAF della  NATO in Afghanistan. Ha avuto parole di stima e di elogio per l'operato svolto fino ad oggi dai militari del contingente italiano. Da adesso in poi toccherà ai parà della Folgore garantire la sicurezza nella zona Ovest del paese. Una missione lunga 6 mesi che come ha detto Petraeus"Non sarà per niente facile. Non nascondiamo i rischi. Ci saranno ancora difficoltà nel futuro, i talebani non sono sconfitti, ma le truppe ISAF sapranno fare fronte a questi rischi e a queste difficoltà". Il Generale, ha poi elogiato il lavoro svolto dalla Brigata Julia"La Brigata uscente, ha fatto un ottimo lavoro e voglio riconoscere l'eccezionale leadership del suo Comandante il Generale Marcello Bellacicco. Sono orgoglioso di poterlo decorare con 2 medaglie:una americana e una della NATO. Due decorazioni che riconoscono non solo il lavoro del Generale Bellacicco ma anche e soprattutto l'operato di questo contingente ISAF che negli ultimi mesi ha svolto davvero un ottimo lavoro nel settore di competenza. E uno dei risultati di questo grande sforzo profuso nell'ovest dell'Afghanistan è l'inclusione di Herat tra le sette municipalità che dal mese di luglio verranno formalmente consegnate alle autorità afgane. Mille grazie al popolo italiano, alle famiglie dei soldati che li hanno supportati, ma soprattutto ai militari impegnati sul campo che hanno svolto serenamente un grandissimo lavoro". Alla cerimonia era presente anche il Ministro della Difesa La Russa, il quale ha parlato di  un possibile ritiro del contingente italiano a partire dal 2014:"E' realistico ipotizzare il ritiro delle nostre truppe dall'Afghanistan nel 2014. C'è ancora molto da fare, ma fin ad ora il lavoro è stato ben fatto, e si avvicina il momento in cui potremo consegnare l'intero Afghanistan alle autorità locali. Il contingente internazionale dovrà mantenere la capacità di addestramento delle forze armate e della polizia afgana. Se si continua con i successi finora conseguiti il 2014 è realistico". Il Ministro della Difesa ha poi affermato che anche dopo tale data però, la presenza di militari italiani in Afghanstan sarà sempre necessaria, anche se con compiti differenti rispetto a quelli attuali. Dovranno continuare ad occuparsi dell'addestramento della polizia afgana e dell'esercito afgano, anche se "Non saranno più impegnati nel territorio fuori dai luoghi di addestramento". Ha avuto poi parole di elogio per l'opera svolta dagli Alpini. Grazie a loro le scuole ad Herat hanno potuto riaprire, e  molte scuole ne sono state edificate anche nei villaggi più sperduti, scuole che magari erano state distrutte dai talebani, gli Alpini hanno costruito pozzi, fornito assistenza sanitaria e permesso alle popolazioni di poter ritornare alla vita normale senza più il terrore degli attacchi da parte degli"insurgents". Ma non bisogna dimenticare che nonostante tutto questo, gli "insugents"stanno fomentando un clima di odio e di violenza soprattutto nella zona a sud dell'Afghanistan. E forse la pace in questo paese potrà davvero regnare quando finalmente questa terra sarà restituita al suo popolo. 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
2 aprile 2011 6 02 /04 /aprile /2011 19:28

In Afghanistan dilaga la violenza,talebano-in-afghanistan-1.jpg come testimoniato dalla strage avvenuta a Kandhar costata la vita a 81 persone, e si contano 32 feriti. Putroppo il bilancio forse non è ancora definitivo. Una strage organizzata dai talebani il cui scopo è quello di fare regnare l'instabilità in questo paese. Si può dire che la causa della strage è stata la protesta per il rogo del Corano ad opera di un di un pastore americano, che non curante delle conseguenze nefaste del suo gesto, e anche della sicurezza delle forze ISAF impegnate in Afghanistan, ha pensato bene, il 21 marzo,  di bruciare una copia del Corano. E' cosi  la folla è scesa in piazza a manifestare contro questo fatto gravissimo per la religione islamica. Le proteste da Kandhar si sono poi spostate verso altri quartieri di questa città che si trova a Sud dell'Afghanistan, al grido di"Morte all'America", "Morte a Karzai".Macchine e pneumatici sono stati dati alle fiamme. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, la polizia ha anche sparato sulla folla. In questa situazione ad altissima tensione, c'è stato l'assalto alla sede dell 'ONU  nella città settentrionale di Mazar-i-Sharif: l'unica cittadina italiana presente nelle sede dell'ONU è rimasta illesa, mentre il bilancio è di 12 morti, alcuni dei quali sono stai decapitatiL'attacco è avvenuto venerdì al termine della giornata di preghiera, i dimostranti sono usciti dalla Moschea Blu, poi c'è stato l'assalto guidato dagli"insurgents" preceduto da una sparatoria e da un incendio. Questo attacco è davvero preoccupante, secondo quanto affermato dalle autorità afgane, perchè 10 giorni fa il Presidente Karzai aveva definito Mazar-i-Sharif tra le sette zone più sicure del paese. Non meno grave il fatto avvenuto oggi, a Kabul, quando altri "insurgents"che indossavano dei burka,con dei fucili  d'assalto e dei lanciagranate, hanno attaccato la base NATO, Camp Phoenix. A quanto pare gli aggressori erano dei kamikaze imbottiti d'esplosivo pronti a farsi saltare all'interno della base. Le forze della NATO hanno risposto al fuoco uccidendo gli aggressori. 3 i militari rimasti feriti durante l'attacco. Nonostante nei giorni scorsi fossero state riaperte le scuole ad Herat, è evidente che dopo questi fatti sanguinosi, la tensione resta comunque altissima. Gli"insurgents"sono davvero decisi a creare un clima sempre più violento, nonostante abbiano pochi mezzi a disposizione.E' bastato il rogo del Corano del 21 marzo in America, a causare una strage e a seminare nuovamente il germe del terrore tra popolazione.   

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
31 marzo 2011 4 31 /03 /marzo /2011 21:43

caccia decollo su portaereiDa stamattina alle 8.00 di oggi la NATO ha assunto  il comando dell'operazione"Unified Protection", sostituendosi così  alla coalizione internazionale che era impegnata a dirigere le operazioni dal 19 marzo. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche del quartier generale dell'Alleanza di Bruxelles, d'ora in poi a dirigere i raid sarà il Centro di Comando della NATO a Napoli. Le operazioni saranno dirette dal Generale canadese Charles Bouchard. Intanto oggi i Tornado della RAF hanno bombardato dei carri armati ed una piattaforma missilistica vicino a Misurata, roccaforte dei ribelli che da giorni sono assediati dalle truppe di Gheddafi. I caccia britannici sono decollati dalla base italiana di Gioia del Colle, ehanno lanciato missili Pawerway IV e Brimstone contro le truppe del dittatore libico. Sono stati distrutti 3 tank, 2 veicoli armati e la postazione dalla quale venivano lanciati i missili contro i ribelli. I Tornado hanno ricevuto il supporto di alcuni aerei di ricognizione decollati dalle basi di Cipro e Trapani. E sono entrati in azione anche gli aerei A10 Warthog, che a quanto pare sparerebbero proiettili al'uranio impoverito con danni per la salute davvero letali. I proiettili utilizzati per fare fuoco sono molto resistenti e capaci di perforare anche la più spessa delle corazze: in pratica bucano letteralmente i mezzi corazzati, ma dopo si lasciano dietro una nuvola di particelle radiaottive che causa gravi danni per la salute e l'ambiente. Il fatto che siano entrati in azione gli A10, significa che la strategia della guerra in Libia è cambiata: ora si tratta di distruggere e neutralizzare veicoli blindati e mezzi armati, dato che i raid aerei hanno pressochè annientato le installazioni del regime. Purtroppo ogni proeittile utilizzato dagli A10 conterrebbe 300 grammi di uranio impoverito, ed ogni raffica diffonderebbe nell'aria circa 15 kg di uranio impoverito, anche  se il Pentagono sostiene che la radioattività di queste armi sia in realtà molto limitata. Ma basta pensare agli studi che sono stati condotti dopo la guerra del Golfo nel 1991: sarebbe stata dimostrata l'esistenza di un legame tra l'utilizzo delle munizioni e i tassi elevati di tumori tra i reduci di questa guerra. Ma chi dice la verità:il Pentagono o i risultati degli studi effettuati dopo la guerra del Golfo nel 1991?

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Libia
scrivi un commento