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17 maggio 2011 2 17 /05 /maggio /2011 15:54

Ieri il Generale Petraeus, Comandante ISAF,afghanistan-16-maggio-2011.jpg ha visitato l'area che si trova sotto la responsabilità del contingente militare italiano. Durante la sua visita è stato accompagnato dal Generale Carmine Masiello, Comandante del Regional Command West. Il Generale Petraeus ha avuto parole di apprezzamento per il lavoro che i militari italiani, americani, e spagnoli, stanno svolgendo in cooperazione con le forze di sicurezza afgane.  Il contingente italiano infatti, sta estendendo il suo controllo  del territorio nelle basi avanzate di Quale-i Now e Bala Murghab:  le aree più sensibili del settore Ovest, dove si incontra ancora una robusta resistenza da parte degli"insurgents", e per questo zone considerate molto pericolose perchè a rischio di attentati. Gli"insurgents"infatti vogliono mantenere il controllo di questa zona da loro considerata strategica in quanto è una zona di transito molto importante per i collegamenti con il Nord del paese. Dal 4 aprile la Brigata Folgore è alla guida del Regional Command West, il Comando NATO responsabile per la regione occidentale dell'Afghanistan, che in tutto conta 8.000 militari dei quali 4.200 italiani, la metà dei quali sono parà. Negli ultimi anni il contingente italiano è sempre cresciuto costantemente, ed oggi conta 4350 militari delle 4 forze armate, accanto alle unità di manovra dell'Esercito, operano infatti, anche assetti di volo e di ricognizione dell'Aeronautica e della Marina Militare. L'Arma dei Carabinieri invece schiera nell'aerea di Herat delle unità di mentoring e di addestramento delle forze di polizia afgane. Un compito molto importante e pericoloso allo stesso tempo, in quanto è proprio grazie alla stretta collaborazione con le forze di sicurezza afgane, che il contingente militare italiano sta riuscendo ad estendere il suo controllo sul territorio dominato dagli "insurgents". Compito pericoloso  e insidioso questo,perchè gli "insurgents"si oppongono a questa che viene ritenuta un'intrusione nel loro territorio, riuscendo a volte ad infiltrare tra le fila dell'esercito afgano addestrato dai militari italiani, dei terroristi.  Terroristi che pochi mesi fa hanno causato anche la morte di alcuni militari.  Non è una novità infatti che in questo periodo si è assistito ad un incremento degli attentati da parte dei talebani, che ormai sono quasi quotidiani e colpiscono anche i civili.  

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16 maggio 2011 1 16 /05 /maggio /2011 17:04

Nella guerra in Libia ma anche in Afghanistan si utlizzano sempre di più Twitter e Facebook. In Libia ad esempio, la NATO si serve di Twitter per monitorare la situazione sul campo, mentre in Afghanistan i talebani hanno scoperto da poco l'utilizzo dei social network e di Twitter, e "seguono"oltre a tanti siti anche un ufficiale USA dell'esercito. La notizia è di qualche giorno fa. Le "twittate"(ovvero i brevi messaggi di 140 caratteri) talebane appaiono sotto il nome di @alewarahweb da Kabul, che è la voce ufficiale su Twitter di alemarah-iea-net, il sito ufficiale dell' Emirato Islamico dell'Afghanistan. In realtà questo stato non esiste, però i talebani vorrebbero fondarlo.2-talebani-in-afghanistan-2-copia-1.jpg I tweet sono scritti per la maggior parte nella lingua dei talebani ovvero il Pashtun, altri  in un inglese pieno di errori, e fanno propaganda ai vari siti jiadisti, contro gli inavsori USA-NATO, e le altre truppe infedeli. Gli utenti che "seguono" i talebani sono tremila. I talebani a loro volta seguono 12 accounts, tra i quali figurano l'agenzia di stampa afgana Pajhwork ed alcuni siti di news islamici radicali. I talebani seguono anche l'AfghanistanHeroesUK, un'organizzazione no-profit britannica che assiste le truppe in Afghanistan. Vengono seguiti anche i tweet di un ufficiale USA dell'esercito di stanza in Afghanistan, autore tra l'altro di un blog sulla guerra, descritta dal punto di vista di un militare. In questo modo i talebani potrebbero venire in possesso di informazioni e dati sensibili.

Intanto i talebani hanno rivendicato l'uccisione di 2 soldati NATO avvenuta nella provincia meridionale  afgana dell'Helmand l'altro giorno. Era un agente infiltrato degli ex-studenti coranici, il poliziotto cha ha fatto fuoco in un campo di addestramento. Un portavoce dei talebani Yousuf Ahmadi, in un messaggio sostiene che l'infiltrato avrebbe ucciso non 2 militari ma 13. L'attentatore indossava una divisa d'ordinanza e ha sparato sui militari alleati mentre stavano per pranzare.

 

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16 maggio 2011 1 16 /05 /maggio /2011 14:43

Spesso ci si dimentica della missione del contingente militare in italiano in Afghanistan. Se ne parla solo  quando muore qualche soldato,ring-road-afghanistan-2.jpg e meno ancora quando ci sono vittime anche tra i civili, spesso bambini. Il Libro "Ring Road" scritto dal Maggiore Mario Renna, ufficiale addetto alla pubblica informazione della Brigata Taurinense presentato al Salone del Libro di Torino il 13 maggio, racconta 26 mesi di missione in Afghanistan dall'aprile al dicembre 2010. La Ring Road indica l'anello di asfalto che si snoda attraverso l'Afghanistan, ovvero tre mila Km che mettono in collegamento tra loro tutte le città e le regioni del paese. Il libro è un vero e proprio diario della missione, durata 6 mesi, che racconta la vita di tutti i giorni degli Alpini impegnati in missione. Un libro che aiuta a comprendere le ragioni del lavoro svolto dagli Alpini e anche la complessità della loro missione. Una missione che si occupa di diversi ambiti: dal campo della sicurezza, allo sviluppo sociale ed economico dell'Afghanistan. Si parla anche dei combattimenti contro gli"insurgents", dei  conbattimenti a bassa   intensità con armi leggere e mortai, dei progetti di costruzione di scuole ed ambulatori, dell'assistenza sanitaria e veterinaria alle comunià dei villaggi, del sostegno alle elezioni afgane, nonchè dell'addestramento delle forze di sicurezza di Kabul. Si parla anche delle emozioni dei militari durante le perlustrazioni e i pattugliamenti, della  concentrazione e del coraggio di questi uomini e donne che sono consapevoli del fatto che la morte potrebbe essere dietro l'angolo. Il libro mette in evidenza anche lo stile italiano del contingente nel suo approccio con la popolazione llocale, come afferma il Maggiore Mario Renna:"Molti eserciti stranieri ammirano il grado di empatia che spesso si verifica tra i nostri militari e le comunità afgane alla base della quale c'è rispetto e generosità. E'una terra difficile e complessa dal punto di vista culturale. Ma l'apertura che cerchiamo sempre di dimostrare è una costante del nostro operato, quasi un DNA". Il libro descrive senza retorica, ma con uno stile asciutto e rigoroso la quotidianità della missione in Afghanistan degli Alpini, e in generale quella dei militari italiani in missione in Afghanistan, aiutando i lettori a farsi un 'idea delle difficoltà, dei tanti pericoli ma anche delle tante piccole vittorie di ogni giorno: come quella di ridare il sorriso e la speranza in un futuro migliore ai bambini afgani con l'inaugurazione di una nuova scuola.

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13 maggio 2011 5 13 /05 /maggio /2011 16:33

cartello radiazioniE' la prima volta che accade in Italia:un poligono militare viene posto sotto sequestro. Il poligono in questione è quello di Quirra, e la decisione è stata presa dal Procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi. C'è stata una svolta nell'inchiesta: l'uranio impoverito è stato utilizzato nel poligono e ha contaminato anche tutta la zona circostante. E' arrivato così anche l'ordine di sgombero per tutti i pastori e le persone che si dedicano alla pastorizia e all'agricoltura all'interno del poligono. Certo un duro colpo per tutte quelle famiglie che vivevano di queste attività. Il decreto preventivo firmato dal GIP parla chiaro:avventurarsi a cercare asparagi o funghi, o portare al pascolo gli animali in quelle zone , è pericoloso per la salute ed è vietato:"Si tratta di attività pericolose attualmente per la salute umana ed animale, se svolte nei terreni del poligono".  Prove scientifiche dimostrano che sono state utilizzate armi al'uranio impoverito. E' la conferma di quanto sostenuto da un ex ufficiale e riportata da un quotidiano:" Un razzo all'uranio impoverito è stato lanciato dai tedeschi a Quirra il 25 ottobre del 1988". Tracce di uranio impoverito sono state trovate anche nelle ossa di agnello nato con 2 teste che aveva pascolato nella zona del poligono. A finire sotto sequestro anche le sorgenti e i fiumi della zona del Salto di Quirra.  I corsi d'acqua infatti, sarebbero stati contaminati dai brillamenti delle armi che con camion provenienti da tutta l'Italia venivano trasportati in questa zona della Sardegna per essere smaltiti. L'aria e i terreni sarebbero inquinati inoltre, anche dalle esplosioni efettuate dal CSM(Centro Sviluppo Materiali) della società del Gruppo Finmeccanica. Le nano particelle cancerogene avrebbero infatti contaminato i fiumi e idi conseguenza anche l'acqua della rete idrica. Molti abitanti della zona si sarebbero ammalati e poi  morti bevendo l'acqua del rubinetto di casa. Finita sotto sequestro anche la zona di Is Pibiris dove sepolti a 5 metri sottoterra sono stati trovati pezzi di amianto, resti di apparecchiature elettroniche, e di pneumatici. Sequestrata anche la zona cosidetta dei "fornelli" dove venivano fatte esplodere le armi provenienti da tutta Italia. Dalle carte dell'inchiesta emergono altri paricolari inquietanti: la scoperta cioè che a Quirra, tra gli anni 80 e 90 sono stati fatti arrivare dei fusti di napalm con l'ordine di sotterarli perchè farli esplodere era troppo pericoloso. E' emerso inoltre che nel 1996 la Russia aveva chiesto all'Italia l'autorizazzione per lo smaltimento a Quirra di 12 bombe di tipo particolare. Il loro smaltimento è stato portato a termine? L'inchiesta sta cercando di scoprirlo. L'importante svolta avvenuta nell'inchiesta con il sequestro del poligono, è un ulteriore importante passo verso la verità e la giustizia per i familiari delle tante vittime civili e militari da uranio impoverito. 

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11 maggio 2011 3 11 /05 /maggio /2011 17:56

 soldato cn bambinoA Kandahar la popolazione è ancora in preda al panico per gli attacchi dei talebani che hanno iniziato la loro offensiva di primavera. Tra le truppe del contingente militare italiano, come tra tutte le forze dell'ISAF il livello di allerta è altissimo. Le notizie riguardanti l'Afghanistan sono poche e frammentarie. Ci parlano di guerra e di morti . EppureC'è una nota di speranza in questo clima di guerra e ad alta tensione. L'altro giorno i militari del 132° Reggimento"Ariete" di Maniago, hanno inaugurato la 62a scuola nei pressi. Per l'esattezza a 75 km da Herat, nel distretto di Kushk Rabat e Sangi. La scuola è stata inaugurata il 7 maggio dal Provincial Reconstruction Team Italiano, su Base 132° Reggimento Artiglieria Corazzata "Ariete". Il villaggio di Karize Khuni si trova in una zona rurale, e può essere raggiunto solo attraverso una strada sterrata e polverosa che si snoda tra profonde vallate e colline. Una zona dell'Afghanistan, questa, dove la popolazione vive di allevamento e agricoltura. Alla cerimonia hanno partecipato le più alte autorità governative  della provincia di Herat e gli elders(gli anziani) del villaggio che  hanno anche partecipato ad una shura(una discussione aperta) con le autorità governative, per mettere in evidenza quali siano le esigenze del villaggio in modo poter realizzare le attività del governo per il progresso nella zona. Presente alla cerimonia anche il Comandante del PRT, il Colonello Paolo Pornella.Le autorità hanno ringraziato i militari ed il governo italiano per quanto è stato fatto per consentire lo sviluppo e soprattutto garantire la sicurezza della zona. La scuola costruita ospita 300 bambini e bambine del villaggio di Kariza Khuni, e rientra nell'ambito di altri 48 progetti, la cui realizzazione è prevista per il 2011. La costruzione di nuove scuole è un passo importante per il processo di transizione e lo sviluppo dell'Afghanistan. Perchè è anche attraverso l'istruzione che si costruisce la pace e la stabilità di una nazione. Il momento più toccante della cerimonia è stata la distribuzione di zainetti, penne, quaderni ai bamibini che si sono subito affollati verso questi piccoli oggetti del desiderio. Non sono molte infatti le alternative per i bambini di questi villaggi dell'Afghanistan:il lavoro oppure la guerra. Ma d'ora in poi le "armi"a  disposizione dei bambini di questo villaggio saranno quaderni e   penne  con i quali potranno costruirsi il loro futuro e anche il futuro di un' intera nazione. 

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8 maggio 2011 7 08 /05 /maggio /2011 19:16

Va avanti senza sosta l'inchiesta della Procura di Lanusei sull'uranio impoverito nel Poligono di Perdasdefogu e a Quirra. Pezzi di radar radioattivi sarebbero stati nascosti in un magazzino del poligono senza che si tenesse conto delle più basilari norme di sicurezza, secondo quanto riportato dal quotidiano l' "Unione Sarda", i pezzi dei radar avrebbero dovuto essere smaltiti da dieci anni. In quel magazzino hanno lavorato due militari che successivamente si sono ammalati li linfoma. Tracce di uranio impoverito sono state ritrovate anche nelle ossa di un agnello nato con due teste.cartello radiazioni L' Uranio impoverito ha causato malattie, decessi di militari  che hanno lavorato nel poligono o nei pressi della zona. Uranio che, stando a quanto riportato da un ex ufficiale al quotidiano "l'Unione Sarda", si troverebbe anche in fondo al mare nella testata radioattiva di un missile. Ci sono anche delle foto: foto che mostrano le esplosioni che avvenivano all'interno del poligono, perchè a quanto pare era nel poligono che anche sino a poche settimane fa si testavano i tubi per gli oleodotti, sempre secondo il quotidiano:" Due settimane fa i cinesi hanno testato i tubi da acquistare per i loro oleodotti". Le esplosioni fortissime che si sentivano nella zona avevano lo scopo di provare la resistenza delle tubature. Non solo i cinesi, ma in passato anche i russi avrebbero utilizzato questo sistema, e anche i generali di Gheddafi. A quanto pare infatti i generali del leader libico, hanno testato le armi della Otto Melara, e oggi sono proprio quelle qrmi che sparano contro i ribelli. Tutti questi test che venivano effettuati nel poligono sono finiti tra le carte dell'inchiesta della Procura di Lanusei.  C'è infatti il sospetto che questi test con le relative esplosioni abiano  causato danni gravissimi all'ambiente, malattie e decessi tra militari e civili, malformazioni tra le pecore portate a pascolare in questa zona. A quanto pare nel poligono venivano anche fatte brillare armi e munizioni. Ci sono dei documenti che lo proverebbero. In pratica il poligono a partire dagli anni 80 sarebbe stato utilizzato dallo Stato Maggiore delle Forze Armate come discarica per lo smaltimento di munizioni e ordigni. Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, un ex militare avrebbe affermato che:" Interi camion pieni di armi e munizioni venivano sotterrati e poi fatti esplodere". Ci sarebbero stati anche dei velivoli militari che venivano utilizzati per il trasporto in Sardegna del materiale da far brillare. Il brillamento avveniva in una zona del poligono che emetteva un enorme quantità di particelle metalliche cancerogene. Le indagini hanno scoperto che la CSM( Centro Sviluppo Materiali) del gruppo Finmeccanica era titolare del brevetto che serviva per realizzare le tubature per gli oleodotti  più all'avanguardia del mondo. Dopo le esplosioni che avvenivano per testare le tubature, si sarebbe sollevata una nube enorme, che poi il vento avrebbe contribuito a diffondere nell'ambiente sostanze cancerogene, come confermato anche dalla Dottoressa Maria Antonietta Gatti dell'Università di Modena:"Le esplosioni sono in grado di inquinare per lungo tempo:sono una fabbrica di nano particelle cancerogene." Queste particelle cancerogene avrebbero inquinato l'ambiente, avvelenato le acque, ed i terreni, causato malformazioni e tumori. Il vento avrebbe spinto le particelle cancerogene fino alla zona di Escalaplano e Quirra. Sono solo delle ipotesi. Intanto l'inchiesta va avanti.

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8 maggio 2011 7 08 /05 /maggio /2011 16:07

Chi l'avrebbe mai immaginato che Facebook e Twitter i due più importanti social netwiork del pianeta avrebbero avuto un ruolo da protagonistitwitter-guerra-libia-1.jpg nella guerra in Libia? Potrebbe sembrare strano invece è proprio così. La NATO utilizza Facebook e Twitter per controllare il territorio libico che è molto vasto. Lo ha spiegato nei dettagli un alto ufficiale della NATO in un'intervista rilasciata ad un quotidiano:"Un territorio operativo come quello libico deve essere tenuto sotto controllo in ogni modo. Per fare ciò alcuni dei nostri uomini più preparati hanno il compito di  monitorare costantemente i messaggi inviati sui social network come Facebook e Twitter. Per noi sarebbe impossibile sapere in ogni momento cosa succede, dove e perchè. Analizzando invece la massa di informazioni pubblicate sui social network, in particolar modo Twitter, possiamo avere un'idea molto più precisa di cosa accade e dove, ma altrettanto ovviamente non possiamo essere presenti ovunque. L'alto ufficiale infatti afferma che:"Per questo motivo alcuni dei nostri militari che parlano arabo sono incaricati  anche di tenere costantemente d'occhio ciò che si dice sul web. Faccio un esempio:nel momento in cui parliamo, sia Bengasi che Ajdabia sono relativamente tranquille  e questo lo possiamo sapere soprattutto grazie a questi social network che ci forniscono costantemente la radiografia della situazione. Ogni informazione relativa sia al teatro operativo che alla sicurezza dei singoli stati aderenti alla coalizione militare operativa in Libia, viene raccolta e condivisa  con le agenzie di intelligence dei singoli stati". In questo periodo, per ciò che riguarda la Libia, la quantità di informazioni è notevole, e l'ufficiale afferma:" Senza dubbio il lavoro più complicato e delicato da portare avanti è quello di discernere quali siano le informazioni veramente significative da quelle meno importanti. Un lavoro questo di grande responsabilità, svolto nell'ombra dal personale della NATO e dall'intelligence di ogni paese." Il lavoro viene diviso in 2 fasi, infatti continua l'ufficiale:" In un primo momento si procede a raccogliere le notizie, che vengono selezionate accuratamente e poi si procede alla verifica delle informazioni che possono sembrare più utili. Questo significa che anche le agenzie dei singoli paesi condividono con i nostri comandi le notizie in loro possesso e che possono essere ritenute interessanti anche dalla nostra prospettiva." Insomma una vera e propria funzione di intelligence svolta dai due famosi social network Facebook e Twitter. Già qualche mese fa , d'altronde un radioamatore olandese aveva intercettato le conversazioni dei piloti NATO durante le loro missioni in Libia e aveva pensato bene di renderle pubbliche "twittandole" su Twitter in modo che tutto il mondo sapesse. A dimostrazione di come a volte le "twittate"  e gli aggiornamenti di stato su Facebook, nel caso della guerra in Libia, non siano poi  così banali come sembrano.

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7 maggio 2011 6 07 /05 /maggio /2011 17:41

Al-Quaeda conferma l'avvenuta uccisione  di Osama Bin Laden. L'ha fatto con un messaggio, al quale dovrebbe seguire un video, registrato da Osama stesso una settimana prima di essere ucciso in Pakistan. "Il sangue del santo guerriero, lo sceicco Osama Bin Laden, che Allah lo benedica è prezioso per noi e a tutti i musulmani, e non sarà sprecato. Lo sceicco non ha costruito un 'organizzazione che sarebbe scomparsa con lui. La morte di Osama Bin Laden è una maledizione che presto si abbatterà sugli americani, e sui loro collaboratori, in patria e all'estero. Osama è un eroe, lui è un martire della Jihad". Ciò che si teme adesso è l'escalation di attentati da parte dei terroristi non solo contro gli USA, ma anche in Europa e nei confronti delle truppe impegnate nella guerra in Afghanistan.talebani 4 jpg Gli appunti e i pc ritrovati nella fortezza di Abbotabad in Pakistan, sottopposti ad un primo esame sommario, non lascerebbero dubbi sul fatto che Osama Bin Laden stesse pianificando una serie di attentati nelle metropoli americane in vista dell'anniversario dell' 11 settembre. Intanto sono molte le manifestazioni che si stanno svolgendo sia in Pakistan,ma anche Egitto, Turchia, Indonesia: in tanti hanno manifestato al termine della giornata di preghiera del venerdì. Proteste e slogans contro gli USA ma anche contro il Pakistan stesso, reo di essersi asservito agli USA, gli estremisti islamici hanno gridato vendetta per l'uccisione del leader di Al-Quaeda. Sono stati sparati anche dei colpi d'arma da fuoco in aria, ma per fortuna non si sono registrati feriti. Su uno degli striscioni dei manifestanti si poteva leggere in inglese la scritta:"L'assassinio di Osama in futuro darà vita a molti Osama". La fortezza di Osama ad Abottabad è meta di tanti curiosi, in molti si chiedono come sia stato possibile che Osama abbia potuto vivere lì senza che nessuno, compresi i vicini si accorgessero della sua presenza. Si dice che presto la fortezza di Abbotabad verrà fatta saltare in aria per evitare che diventi un luogo di culto del "mito" di Osama. E forse il mito attecchirà più rapidamente grazie al fatto che nessuna foto del corpo di Bin Laden ucciso(anche solo una foto delle tante disponibili, quella meno cruenta)verrà mostrata al mondo intero, che avrebbe tutto il diritto di vederla. E non è curiosità morbosa o sete di dettagli macabri. Ma la volontà di vedere la prova reale che Osama Bin Laden è davvero morto. Forse non basta la conferma di Al-Quaeda? Non mostrando almeno una foto le dicerie, le voci, i dubbi sulla  presunta morte del leader di Al-Quaeda cresceranno di giorno in giorno, producendo "l'effetto mito". 

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4 maggio 2011 3 04 /05 /maggio /2011 17:56

osama-foto-falsa-2.pngMentre sul web compaiono foto di Bin Laden ucciso che poi si rivelano grossolani fotomontaggi, come l'ultimo, realizzato su una sequenza del film"Black Hawk Down",(foto a sinistra) e si rincorrono le voci e i dubbi sul fatto se il capo di Al Qaeda sia stato ucciso, la CIA ha preso finalmente una decisione:pubblicherà la foto di Bin Laden ucciso. Il numero della CIA Leon Panetta in un'intervista rilasciata alla NBC ha affermato:" Siamo stati in grado di trovarlo,credo sia importante dimostrare al resto del mondo la nostra capacità di averlo trovato ed ucciso". Parole che contrastano con quanto affermato dal Segretario di Stato Hillary Clinton e dal Segretario della Difesa, Robert Gates, contrari alle pubblicazione delle foto in quanto potrebbero causare rivolte nel mondo arabo. Intanto si moltiplicano le voci discordanti su come sia avvenuto il blitz che ha portato all'uccisione di Osama Bin Laden: secondo la figlia dodicenne Osama sarebbe stato prima catturato e poi ucciso a sangue freddo. Ma perchè le foto di Bin laden ucciso non sono state ancora mostrate? Perchè sarebbero delle foto raccapriccianti. In una foto si vedrebbe il viso di Bin Laden con un profondo squarcio e la fuoriuscita di materia cerebrale dalla ferita. Per questo motivo, la foto che verrà mostrata sarà quella del corpo ricomposto prima della sepoltura in mare. In questa foto si vedrebbe il viso di Bin Laden con un foro di proiettile all'altezza dell'occhio sinistro. Poi ci sarebbero altre foto scattate nell'hangar in una base militare USA in Afghanistan, che mostrerebbero il leader di Al Quaeda con la testa squarciata dalla ferita. Altre foto, mostrano i momenti del blitz e della sepoltura in mare di Bin Laden. Certo è che più la CIA rimanderà la pubblicazione di una foto o delle foto di Bin Laden ucciso, più si diffonderenno i dubbi e le voci sulla sua presunta morte, alcuni pensano che in realtà Osama sia morto tempo fa, altri che non sia morto affatto. Quindi un vero e proprio effetto boomerang per la CIA e per Il Presidente Obama che deve mostrare al più presto la prova fotografica della morte di Osama. In caso contrario i dubbi sulla morte del capo di Al Quaeda saranno destinati ad alimentarsi sempre più, creando  proprio quell'effetto "mito" o "leggenda" di Bin Laden che Il Presidente Barack Obama voleva evitare. Pochi minuti fa(ore 19.15)Sky Tg 24 ha adato la notizia che il Presidente Obama non diffonderà alcuna foto di Bin Laden.   

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3 maggio 2011 2 03 /05 /maggio /2011 17:16

L'avevano annunciato il 1°maggio in un comunicato ufficialetalebani-4-jpg.jpg:"Il Consiglio del Governo dell'Emirato Islamico d'Afghanistan desidera annunciare il lancio delle sue operazioni militari denominate"Badar", contro l'invasore americano, i suoi alleati stranieri ed i loro sostenitori interni. Le operazioni di "Badar" in tutto l'Afghanistan avranno inzio il 1° maggio. Come già accaduto in passato le operazioni di "Badar" si concentreranno sulle basi militari, i luoghi di assembramento, i convogli militari logistici ed il materiale bellico dell'invasore straniero in tutto il paese". Putroppo i talebani hanno mantenuto la loro promessa ed il bilancio della loro prima offensiva è tragico: 11 morti e 33 feriti, in un attentato avvenuto nella zona di Paktika a sud est dell'Afghanistan, dove un ragazzino di 12 imbottito di esplosivo, si è fatto esplodere nel bazaar di Ashkin. Altre 3 persone sono morte nella loro abitazione, che è stata colpita da un razzo nella zona di Logar, un poliziotto  ed un soldato sono stati uccisi invece nella provincia di Kandahar, mentre ad Herat un ordigno ha provocato la morte di 2 agenti. Nel mirino dei talebani ci sono anche le forze straniere, i responsabili civili e militari del governo di Kabul, nonchè società estere e civili afgani che lavorano per le truppe del contingente ISAF.  Infatti l'allerta tra le truppe del contigente ISAF è alto e ci si prepara ad affrontare i possibili attacchi dei talebani. Il nome "Badar" dato all'oerazione non è stato scelto a caso, infatti indica una delle più grandi vittorie che siano mai state conseguite dal profeta Maometto e dai musulmani  contro "le forze del male". Le vittime degli attentati di oggi dimostrano come la promessa fatta dai talebani, tramite il loro portavoce, ufficiale Zabihullah Mujahid alla Missione di Assistenza  delle Nazioni Unite(UNAMA) di non coinvolgere civili negli attentati, non sia stata rispettata. 

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