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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 20:22

Glicaccia-decollo-su-portaerei.jpg USA sono pronti ad intervenire militarmente per fermare la guerra civile in Libia. La decisione di Obama riguardo all'intervento bellico USA è sempre più imminente. Il Presidente Obama avverte Gheddafi che la Nato sta studiando la possibilità di un intervento. Infatti se gli attacchi contro i civili proseguiranno, gli USA non potranno restare restare con le mani in mano davanti a questo massacro. Questo in sintesi ciò che ha affermato Rasmussen, Segretario Generale della Nato. Contemporaneamente l'Onu sta mettendo a punto tutte le misure da adottare per dare assistenza ai 200 mila profughi che potrebbero fuggire in massa dalla Libia, sommandosi così agli altri che hanno già abbondonato il Paese. La conferma che Obama starebbe studiando nei dettagli un intervento militare degli USA, viene confermato direttamente dalle parole con le quali ha lanciato un avvertimento alle truppe e ai collaboratori rimasti fedeli a Gheddafi:"Voglio inviare un messaggio chiaro ai collaboratori del collonello Gheddafi:dovranno rispondere delle loro azioni, saranno ritenuti responsabili delle violenze che sono inaccettabili". Il Segretario della Difesa USA, Robert Gates, durante una conferenza stampa a Kabul, ha affermato però, che in ogni caso l'opzione dell'intervento militare dovrà essere sottoposta all'approvazione delle altre nazioni. Intanto le truppe rimaste fedeli a Gheddafi, sono avanzate ad Est di Ben Jawad, dirigendosi verso il porto petrolifero di Ras Lanuf. Un autista ha riferito che"Sono andato a Ben Jawad e circa 20 km prima ho visto un grande camion, veicoli militari ed un caccia avanzare lentamente in questa direzione." La portaerei americana che incrocia al largo della Libia conferma quanto detto da Obama. I venti di guerra spirano su queste acque.

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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 20:14

Si è conclusa positivamente la vicenda deglimilitar inglese SAS 8 uomini della SAS(Forze Speciali Inglesi), che erano stati catturati dai ribelli. Il team della SAS era atterrato in elicottero con la missione di scortare un diplomatico londinese in modo da avviare dei contatti ed iniziare un negoziato con l'opposizione libica, ma a causa di un malinteso erano stati catturati dai ribelli.

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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 19:22

Ha attraccato nel porto di Bengasi la nave della Marina Militare Italiana "Libra" con 25 tonnellate di aiuti umanitari della cooperazione per la popolazione di Bengasi: tende , coperte, generatori elettrici, unità di purificazione dell'acqua, kit medici,  accqua e cibo come riso, latte.nave militare, particolare

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6 marzo 2011 7 06 /03 /marzo /2011 20:04

Tra la folla di aerei che da Djerbamezzo ke scende daaaereo foto x blog evacuano la popolazione in fuga dalla Libia ci sono anche i C-130 dell Aeronautica Militare, uno dei quali ha trasferito al Cairo 90 egiziani fuggiti dalla Libia. E' scattata anche la missione umanitaria italiana che ha l'obiettivo di portare a Bengasi, diventata la roccaforte dei manifestatnti, cibo, coperte, acqua, ed inoltre portare aiuti anche al campo profughi che si trova al confine con la Tunisia. Qui dovrebbe sorgere la base operativa che dirigerà le operazioni di rimpatrio dei profughi. La base sarà formata da 4 tende, una tensostruttura ,una  sala logistica che consentirà di lavorare ai vari operatori delle agenzie internazionali, ci sarà anche uno spazio per i computer ed una sala riunioni. Ieri la delegazione italiana composta da personale della Difesa, Esteri, Interni e Protezione Civile ha individuato la zona dove sorgerà la base. Le attrezzature per il suo allestimento si trovavano ancora a Djerba, in attesa del nulla osta da parte della dogana tunisina.Alcuni C-130 della'Aeronautica Militare stanno facendo la spola tra l'Italia ed il nordafrica. E' entrato anche in azione il pattugliatore della Marina Militare "Libra", partito dal porto di Catania verso il Golfo della Sirte. La nave dovrebbe arrivare domani mattina a Bengasi con il suo carico di 25 tonnellate di aiuti:riso, latte,acqua, tende, coperte, kit medici e generatori elettrici forniti dalla cooperazione.

(Foto:esercito italiano)

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6 marzo 2011 7 06 /03 /marzo /2011 18:58

Amilitari inglesi SASrriva la conferma da parte del del Segretario della Difesa inglese Liam Fox della presenza di un piccolo team diplomatico inglese a Bengasi. "Siamo in contatto con loro"ha detto Fox, ma non ha voluto agiunggere  altri dettagli per non creare problemi di sicurezza e di incolumità agli uomini di questa squadra.  Ma i membri della squadra che fanno parte della SAS(British Special Air Service), le Forze Speciali Britanniche sono poi stati catturati da alcuni ribelli nella città di Bengasi.  ribelli hanno affermato che li stanno trattando bene, e sperano che la situazione possa essere risolta positivamente al più presto. Il "Sunday Times" riferisce che l'unità delle SAS è stata catturata al termine di una missione diplomatica segreta che aveva l'obiettivo di entrare in contatto con i leaders dell'opposizione sotto attacco. Ma qualcosa deve essere andato storto. Perchè la squadra della SAS è stata catturata dai ribelli? Alla base di tutto sembra essereci un malinteso. I ribelli infatti non hanno potuto accertare se gli inglesi fossero loro alleati oppure dei nemici. Gli insorti, stando a quanto dice uno di loro, sarebbero rimasti sconcertati circa le modalità con le quali la missione è stata portata avanti:"Se questa è una delegazione ufficiale, perchè sono venuti con gli elicotteri, perchè non hanno detto: stiamo arrivando, abbiamo l'autorizzazione ad atterrare?". "Ci sono delle regole da rispettare per queste cose", ha poi concluso.

Intanto la situazione in Libia resta sempre molto drammatica. A Misurata(a 20 km circa ad est di Tripoli) gli insorti sono riusciti a respingere l'attacco delle truppe di Gheddafi. Secondo la testimonianza di un abitante di Misurata, le truppe governative hanno dovuto fare ritorno alla base. Gli insorti hanno catturato 20 soldati e preso un carro armato. Dalla BBC arriva la conferma che le truppe di Gheddafi hanno abbandonato la città. Ci sarebero stati 10 morti, tra i quali un bambino di 2 anni molti sarebbero i soldati catturati. Un medico che lavora presso l'ospedale di Misurata ha riferito che almeno 18 persone sono morte nei combattimenti tra insorti e truppe governative, molti sono i feriti.Alcuni testimoni affermano che le forze fedeli al figlio di Gheddafi"stanno distruggendo tutto quello che incontrano". Fuoco e scontri anche nella città di Ras Lanuf, che si è ritrovata sotto i bombardamenti dell'aviazione, gli insorti affermano di essere riusciti ad abbattere un elicottero. Ma i ribelli sarebero a corto di carburante; un elicottero dell'esercito di Gheddafi ha sorvolato la città per verificare la quantità di uomini e mezzi a disposizione dei ribelli. Altri testimoni riferiscono di scudi umani utilizzati nella battaglia tuttora in corso a Ben Jawad, con l'obiettivo di avanzare in città. Le truppe governative prendono anche donne e bambini come scudi umani, secondo la testimonianza di un ragazzo.

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5 marzo 2011 6 05 /03 /marzo /2011 18:36

Le immberluskoni ke rideagini dello spot che sarebbero dovute andare in onda sulla Rai a partire da domani sono davvero scottanti. Nello spot che si può vedere su You Tube scorrono alcune immagini del Premier anche da giovane che si autolelogia, e poi c'è il fotogramma "incriminato" della durata di pochi secondi. Si vede una donna anziana ripresa durante un'intervista che dice:"Non troverete mai una foto di mio figlio che è in giro con le donne o altro..." La donna anziana è la madre del Premier, Rosa, deceduta nel 2008. Ecco, questo è il fotogramma "incriminato", da censurare immediatamente, non si sa bene il perchè. Eppure nello spot non compaiono le immagini delle ragazze dei festini di Arcore,nè ci sono accenni al Bunga Bunga o al Rubygate che allora sì sarebbe stato da censurar. L''Ufficio Legale della Rai ha deciso che lo spot non può andare in onda, affermando che sarebbero in corso degli approfondimenti in quanto"ci sono degli elementi che rendono questo trailer inopportuno". Più precisamente la Rai avrebbe avrebbe affermato che bisognerebbe apportare alcuni tagli, e il taglio netto della forbice andrebbe a finire proprio sul fotogramma di pochi secondi, quello in cui compare la madre del Premier. Ma perchè? Cosa ha di tanto sconvolgente questa immagine? La Rai afferma che"le immagini di una persona scomparsa non possono essere piegate a fini satirici". Ma in realtà più che l'immagine si vuole censurare la voce di mamma Rosa e la sua affermazione, che adesso in pieno Scandalo Ruby, e con i verbali delle intercettazioni delle ragazze dei festini su web e giornali, appare come una vera e propria testimonianza contro il Premier. Mai come in questo caso è proprio vero che le parole sono come pietre. Il film che è l'autobiografia non autorizzata del Premier, uscirà nelle sale il 25 marzo. La biografia è stata scritta dai  2 giornalisti Gian Antonio Stella e da Sergio Rizzo. I 2 giornalisti hanno affermato che lo scopo di questa autobiografia del Premier è di"raccontare la biografia non autorizzata di uno strepitoso personaggio da commedia dell'arte", di raccontare Berlusconi"attraverso quello che Silvio dice di sè". Dopo essere venuti a conoscenza della sospensione dello spot del film, i 2 non hanno rilasciato commenti, preferendo che sia la gente a commentare. Mostreranno il film durante una conferenza stampa che si terrà il 22 marzo, e durante la quale risponderanno alle tante domande. La regia di "Silvio Forever"è di Roberto Faenza e Filippo Macelloni.

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3 marzo 2011 4 03 /03 /marzo /2011 19:17

cappello di alpino funerali ranzaniSono stati celebrati oggi a Roma nella Basilica di S. Maria degli Angeli a Roma i funerali del Capitano degli Alpini Massimo Ranzani, ucciso lunedì in un attentato a Shindand in Afghanistan. Durante la cerimonia officiata dall'Arcivescovo ordinario militare per l'Italia Vincenzo Pelvi, sono stati anche ricordati gli altri 4 alpini rimasti feriti nell'esplosione del Lince che è costata la vita al Capitano Massimo Ranzani. Le loro condizioni migliorano e presto faranno rientro in Italia, mentre solo uno di loro per il momento resterà in Germania in quanto dovrà essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Ai funerali erano presenti in prima fila il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente della Camera Fini ed il Presidente del Senato Schifani. Solo la quarta fila per il Premier Berlusconi, arrivato a cerimonia già iniziata, a causa-si dice-di pressanti impegni di governo. L'Arcivescovo Pelvi durante l'omelia ha avuto parole di elogio per l'ufficiale "Massimo Ranzani era un Alpino dallo sguardo sorridente e dal gesto coraggioso, è stato colpito mentre rientrava da un'operazione di assistenza medica, dopo avere distribuito vestiti, coperte, sacarpe e cibo."Ed ha inoltre sottolineato che"queste sono operazioni che i nostri giovani svolgono quotidianamente perchè hanno scelto di investire nel povero la loro propria storia".  La cerimonia si è conclusa con la benedizione della bara mentre risuonava il canto degli Alpini"Signore delle Cime". Al termine della cerimonia la bara è stata portata fuori dalla chiesa a spalla dai commilitoni del 5° Reggimento Alpini di Vipiteno, la precedevano la corona d'alloro del Presidente della Repubblica, ed un alpino con in mano un cuscino rosso: sopra il berretto e la sciabola da Capitano. Fuori dalla Chiesa, sotto la pioggia, la folla ha tributato un lungo applauso al feretro. E forse tra folla commossa all'uscita dalla basilica, risuonavano ancora le parole ascoltate durante l'omelia dell'Arcivescovo Pelvi che riportava le parole dell'Alpino. Il Capitano Ranzani infatti amava ripetere ai suoi amici:"Per costruire la pace bisogna guardare negli occhi dei bambini, leggergli dentro il sogno, perchè non ci sono bambini italiani, afgani o di altri paesi. Ci sono solo bambini".

 

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2 marzo 2011 3 02 /03 /marzo /2011 18:49

Mentre si parla ancora delle "Olgettina girls" e dei lussuosi appartamenti a loro intestati da Berlusconi, sembrano essersi spenti i riflettori sulla città dell'Aquila ed i suoi abitanti. A quasi 2 anni dal terremoto del 2009 nulla sembra essere cambiato. Secondo i dati di una ricerca svolta dall'Università di Firenze,dell'Aquila e delle Marche e condotta da David Alexander(uno tra gli esperti più importanti e qualificati in materia di grandi disastri),e coordinata dal Cespro e dall'Unione Europea, a L'Aquila, i lavori di ricotruzione post-terremoto hanno un andamento molto lento, talmente lento da essere superati dai lavoro di ricostruzione in Indonesia dove si procede a passo molto più spedito. I dati di questa ricerca parlano chiaro:alla fine del 2010, su un campione di 15 mila persone intervistate, il 71% ha affermato che"la vecchia comunità è morta assieme al terremoto". Il 68% degli intervistati ha dichiarato di voler abbandonare la sua abitazione. Il 43% invece ha foto terremoto l'aquilasofferto o soffre di stress dovuto anche all'aumento della disoccupazione, ed è aumentato il consumo di alcool e droghe. Il 35% degli intervistati si lamenta del malfunzionamento dei servizi igienici, e il 73% lamenta l'inesistenza di luoghi di aggregazione sociale. La maggioranza vorrebbe poter scappare via da quelle casette di legno sorte in mezzo al deserto. Secondo questa ricerca, i problemi attuali della popolazione de L'Aquila sarebbero stati causati dal modo di investire i soldi: i finanziamenti infatti sono stati tutti investiti negli alloggi provvisori invece di essere investiti s ricostruzione del centro storico o della città. Poi lo scandalo che ha investito la Protezione Civile di Bertolaso & C. ha aggravato ulteriormente la entro sono sfollati. C'è il business sorto intorno alla ricostruzione. Il grosso degli appalti  e subappalti sarebbe finito in mano a poche imprese e consorzi. L'Associazione Libera ha più volte denunciato sospette infiltrazioni mafiose negli appalti. Le varie imprese incaricate della ricostruzione hanno sede all'Aquila ma non sarebbero aquilane. I lavoratori nei pochi cantieri sono quasi tutti rumeni. Perchè? Inoltre c'è la questione dei terreni dei molti ettari di terreno che sono stati espropriati per la costruzione degli insediamenti del famoso progetto C.A.S.E., terreni che non sono stati utilizzati e che stranamente non vengono restituiti ai loro proprietari. 

La maggior parte degli abitanti dell'Aquila vive nelle casette colorate costruite in mezzo al deserto: non ci sono negozi o punti di aggregazione, molte famiglie sono state divise, tra loro una distanza anche di 30 km. Capita poi che ogni 2 mesi molte famiglie che magari avevano stretto amicizia con altri nuclei familiari, vengano trasferiti in un altro paese: precarietà dell' abitazione e anche dei legami affettivi. Ed è così che la maggior parte dei terremotati sono diventati dipendenti dalla macchina per spostarsi da un paese all'altro a causa della distanza eccessiva. E poi succede anche questo: persone con la casa assegnata dalla Protezione Civile costrette a traslocare perchè alcune abitazioni sarebbero troppo grandi. Così ecco arrivare l'ordine di sgombero e non importa se tra le persone che devono sgomberare ci sono persone di 80 anni. Mentre si leggono i verbali delle intercettazioni delle"Olgettina girls" che litigano tra di loro perchè vogliono un appartamento più grande, in una parte dell'Italia ci sono delle persone che una casa tutta loro forse non ce l'avranno mai  e dovranno vivere in una casettina di legno tutta colorata dove magari ci sono anche le infiltrazioni d'acqua.

 

 

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1 marzo 2011 2 01 /03 /marzo /2011 19:04

isaf-lince.jpg Giovedi si assisterà per l'ennesima volta ai funerali di stato di un militare morto in missione in Afghanistan. L'unica consolazione danvanti a quest'ennesima morte saranno le parole del militare che aveva confidato agli amici prima di partire le sue parole:"Non voglio sposarmi, perchè facendo questo lavoro non vorrei complicare la vita alla mia famiglia. La mia vita è la carriera militare, se mi sposassi, mi sentirei troppo legato alla famiglia. E' il mio lavoro, la mia passione. Voglio andarci". Intanto l'opinione pubblica,si interroga oltre alcuni politici, sul senso della missione dei militari italiani in Afganistan. Se il contingente militare deve restare in Afghanistan, non sarebbe forse giunta l'ora di dotarlo di mezzi di protezione più efficaci contro i micidiali IED(ordgni esplosivi improvvisati)? Per il momento si continua ad utilizzare il "Lince", ma S.Lince(come lo chiamano i militari)da un pezzo non sembra più in grado di offrire una protezione efficace al suo equipaggio. Il mezzo a quanto pare non sarebbe adatto ai terreni montagnosi dell'Afghanistan dove è   costretto a procedere ad un 'andatura molto ridotta a causa degli avvallamenti del terreno, la guida diventa molto difficile, e l'autiere non riesce a mantenere il controllo del mezzo come dovrebbe. Inoltre il "Lince" ha la tendenza a ribaltarsi molto facilmente soprattutto quando viaggia a velocità molto ridotta sia in salita che in discesa ed in curva. Certo come blindato, sopporta l'impatto di proiettili di calibro 12,7, ma è  molto vulnerabile agli attacchi di RPG e sopratutto degli IED, che causano esplosioni devastanti. Come se non bastasse, e questo è stato più volte detto da più parti, c'è il mitragliere in ralla che rimane con il busto all'esterno della torretta:in caso di esplosione difficilmente troverà una via di scampo. I "Lince" andrebbero sostituiti con i "Freccia", dei blindati più lenti ma che sono in grado di offrire una maggiore protezione. Già a luglio del 2010 il Ministro della Difesa La Russa aveva annunciato l'invio sul fronte afgano dei primi 17 esemplari di "Freccia", in modo da potenziare le misure di protezione e le condizioni di sicurezza per i militari. Il Tenente Massimo Ranzani ha trovato la morte proprio su un "Lince", e tutto il suo equipaggio ha rischiato davvero tanto. Che fine hanno fatto i "Freccia"?

(Foto:esercito italiano)

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1 marzo 2011 2 01 /03 /marzo /2011 18:49

alpino luca sanna ciampino E' previsto per domani il rientro in Italia della salma del Tenente Ranzani ucciso ieri un attentato in Afghanistan. I funerali si svolgeranno giovedì alle 10.00 nella Basilica di S.Maria degli Angeli a Roma. Ancora una volta il tricolore avvolgerà una bara, quella del 37esimo militare morto in missione in Afghanistan, e ancora una volta si sentiranno le solite parole di circostanza da parte degli esponenti del mondo politico. Mentre l'interrogativo da porsi  ed al quale al quale bisogna rispondere al più presto è: è giusto che il contingente italiano resti in Afghanistan nonostante la situazione stia diventando giorno dopo sempre più rischiosa? E poi:non sarebbe ora di fornire ai militari italiani dei mezzi più sicuri in grado di proteggerli dai micidiali IED(oridigni esplosivi improvvisati)? 

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