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27 aprile 2011 3 27 /04 /aprile /2011 19:17

Inizia acartello radiazioni squarciarsi lentamente il velo di misteri sulle morti di militari e civili a causa dell'uranio impoverito in Sardegna. Dopo l'ex Colonello Tobia Santacroce, 66 anni, nel registro degli indagati sono finiti anche 2 esperti di una società la S.G.S. di Torino, del Gruppo Fiat(il cui consiglio di amministrazione è presieduto da Segio Marchionne ,Presidente anche della Fiat). L'accusa nei loro confronti è di falso ideologico. Secondo quanto riportato dal quotidiano L'Unione Sarda di qualche giorno fa, i 2 esperti erano stati nominati dalla NATO e dal Ministero della Difesa per svolgere dei controlli nella zona del Poligono di Quirra. Ma nella loro relazione finale da presentare anche ai sindaci della zona, e secondo quanto anche riscontrato da 2 veterinarie dell' ENEA Fiorella Carnevali e Marta Piscitelli, ci sarebbero delle gravi omissioni ed inesattezze. In pratica nella relazione a loro commissionata, i 2 tecnici al termine del lavoro di monitoraggio ambientale della zona del Poligono di Quirra, avrebbero scritto che la  presenza di metalli come piombo, alluminio, tungsteno, bario riscontrata nelle piante da loro esaminate, sarebbe derivante dalla natura stessa della terra di quella zona e non causata dalle esercitazioni militari che avvenivano nel Poligono. Inoltre , i 2 esperti, sempre secondo quanto riportato dall 'Unione Sarda, avrebbero anche omesso di evidenziare la presenza di particelle metalliche nei polmoni di pecore che avevano pascolato nella zona del Poligono. E questo perché il monitoraggio da loro effettuato ha seguito uno strano criterio:invece di mettere a confronto pecore della zona del Poligono con pecore che avevano pascolato in zone molto più lontane, i tecnici hanno posto a confronto pecore della stessa zona: ovvero tutte pecore della zona del Poligono di Quirra. Ci sarebbero inoltre anche altre società collegate al Poligono di Quirra, tra le quali la Otomelara del gruppo Finmeccanica, e presente anche nel consorzio Iveco-Fiat-Otomelara, nonchè la Vitrociset, a cui spetta il compito di controllare il radar del Poligono, e che fa parte del gruppo SELC, a sua volta controllato da Finmeccanica. Un intreccio di società tutto da chiarire. Intanto l'inchiesta va avanti e sicuramente non mancheranno altre sorprese. Ma intanto si stanno facendo passi importanti verso l'accertamento della verità. E le vittime da uranio impoverito, forse potranno finalmente avere giustizia dopo tanti anni.   

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26 aprile 2011 2 26 /04 /aprile /2011 18:18

Anche l'Italia si prepara a bombardare la Libia. La decisione è stata presa dal Premier Silvio Berlusconi, che l'ha confermata al Presidente degli U.S.A. Barack Obama. E' ufficiale: i velivoli italiani bombarderanno la Libia. L'Italia entra così' ufficialmente in guerra.caccia italiani 1 In una intervista a"Repubblica"il Ministro della Difesa La Russa ha tenuto a sottolineare che:"Finora anche i nostri aerei hanno partecipato alle missioni di attacco(...), solo che prima scortavano e proteggevano gli equipaggi alleati che andavano a colpire i nemici, facendo saltare i sistemi radar libici. Adesso colpiremo anche noi. Non Parteciperemo ad azioni contro bersagli situati all'interno di zone abitate. Non ci saranno missili italiani sulle città, ma solo su precisi ed individuati obiettivi militari, per evitare il rischio di colpire civili per sbaglio. Saranno missili con "seleceted target". Le missioni sono decise dalla NATO ma siamo noi a tenere il dito sul grilletto". I velivoli potrebbero essere già operativi 72 ore dopo la decisione di bombardare. In allerta le varie basi militari italiane, tra le quali anche la Base di Decimomannu, in prima linea. Qui le operazioni dei velivoli non si sono fermate nemmeno il giorno diPasqua. La situazione nella base potrebbe cambiare nelle prossime ore, se verranno rischierati velivoli dell'Aeronautica Militare per azioni con armamenti, ovvero razzi, missili e bombe. Fino ad ora i velivoli  stranieri della base facenti parte della Missione NATO"Unified Protector" avevano come obiettivo quello di controllare lo spazio aereo, ma non erano impegnati in operazioni contro obiettivi a terra. Pronti anche presso la Base di Foggia  gli AMX e i Predator telecomandati del 32° Stormo. Sono 3 le possibili tipologie di velivoli che l'Italia utilizzerà per i bombardamenti: il Tornado IDS, un velivolo da combattimento, bireattore, in dotazione al 6° Stormo di Ghedi. Ha un armamento di 2 cannoni cal 27 mm, fino a 9000 kg di carichi esterni(serbatoi ausiliari,POD da ricognizione e designazione bersagli,) missili aria-aria AIM-9L Sidewinder; l'AMX, noto anche come Ghibli, monoreattore sviluppato come cacciabombardiere e ricognitore monoposto e biposto, in dotazione al 32° Stormo di Amendola e al 51° Stormo di Istrana. Ha una velocità max di 940 km/h(0,86 Mach), con un armamento di 1 cannone cal 20 mm, fino a 3800 kg di carichi esterni(serbatoi esterni, POD da ricognizione), missili aria-aria AIM-9L Sidewinder. Infine l'AV-8B Plus, noto anche come Harrier II. Si tratta di un caccia monoposto subsonico a decollo verticale in uso alla Marina Militare usato come intercettore per la difesa aerea della flotta, con un ruolo secondario di attacco. E' imbarcato sulla Portaerei Garibaldi, una delle navi schierate per gli interventi in Libia. Ha un armamento di 1 cannone da 35 mm, a 5 canne rotanti, 9 punti di attacco subalari per 5000 kg di carico bellico, con 16 bombe Mk.82 o 12 bombe Mk.20, missili Maverick, Sidewinder, e Amraam, contenitori per i razzi da 70 mm, a guida laser. Intanto dalla città di Misurata ormai sotto bombardamento da mesi,  Emergency ha dovuto dare l'ordine evacuare i 7 membri del suo Team, perchè anche l'ospedale è sotto  bombardamento, il team  ora è in viaggio verso Malta in attesa di poter riprendere il suo  intervento di aiuto umanitario in Libia. La situazione pare essere senza controllo:civili e personale umanitario non hanno nessun tipo di protezione.

 

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25 aprile 2011 1 25 /04 /aprile /2011 18:42

talebano in afghanistan 1Sembra la sequenza di un film: un folto gruppo di"insugents" che riesce ad evadere dal carcere di massima sicurezza di Kandahar in Afghanistan, dopo avere scavato un tunnel per la fuga  sotto i posti di blocco. Ma non è un film:è  quello che è successo realmente nel carcere di massima sicurezza della città di Kandahar nella zona meridionale dell' Afghanistan. Gli evasi sono 475 "insurgents" molti dei quali dei guerriglieri. Il Presidente Karzai ha espresso tutta la sua preoccupazione per il fatto avvenuto. Gli"insurgents"tramite internet, hanno fatto sapere che il tunnel è stato scavato in 5 mesi, i prigionieri sono stati avvertiti della fine dei lavori da 3 compagni che erano al corrente di tutto. Secondo quanto affermato dagli"insurgents"l'evasione è cominciata alle 23.00 del 24 aprile ed è terminata alle 3.30 del giorno dopo, senza che 4 ore dopo il personale di sorveglianza si fosse ancora accorto di nulla". Vicino al carcere c'erano anche dei kamikaze pronti ad entrare in azione facendosi esplodere, nel caso  in cui qualcosa nel piano di evasione fosse andato storto. Ma come ha affermato Qari Yousuf Ahmadi il Portavoce dei talebani:"il loro sacrificio non è stato necessario". L'evasione degli"insugents"ha provocato grande allarme tra la autorità politiche e militari di Kabul, l'Afghanistan infatti sta attraversando una fase molto delicata in quanto si trova a pochi mesi dall'inizio del piano di trasferimento  delle reponsabilità della sicurezza dalla Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza( cioè l' ISAF sotto il Comando NATO) all'esercito e alla polizia afgani. Non è la rima volta che si verifica un'evasione da questo carcere, era già successo il 13 giugno del 2008, quando un commando aveva attacato uomini della sicurezza afgani e forze della NATO, a fuggire erano stati in 1.100.

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25 aprile 2011 1 25 /04 /aprile /2011 17:37

Il Presidente della Camerafolgore1-jpg.jpg Gianfranco Fini si trova in visita al contingente militare italiano ad Herat in Afghanistan. Fini è arrivato stamattina alle ore 8.00 locali(5.30 ora italiana) per un visita ai circa 600 uomini e donne del contingente militare italiano presso la Base di Camp Arena. Il Presidente della Camera sta trascorrendo questa giornata del 25 aprile con le truppe. Il Comando del Regional Command è  affidato ai  Paracadutisti della Folgore, ma nella base di Camp Arena ci sono anche i Bersaglieri della Garibaldi, le unità cinofile di Grosseto e l'aviazione dell'Esercito alla guida dei Mangusta e dei CH47. Fini, che è accompagnato dal Deputato del FLI Gianfranco Paglia(ex parà della Folgore, Medaglia d'oro al Valor Militare) è stato accolto dal Generale di Brigata Carmine Masiello, che comanda la Folgore. Dopo essere arrivato nella Base di Camp Arena, si è recato al PRT(Provincial Reconstruction Team)situato nel centro di Herat, a circa 15 Km dalla base militare italiana, passando per il centro della città. Tragitto che è avvenuto nella massima sicurezza, essendo sorvegliato e scortato dalle Forze Armate Italiane. Come ha affermato il Comndante del PRT, il Colonello Paolo Pomella"vive a stretto contatto con la popolazione essendo qui da 6 anni nel centro della città". In una splendida giornata di sole nel piazzale della Base, Fini, ha tenuto un discorso sul 25 aprile Festa della Liberazione davanti alle truppe schierate nel piazzale:" Oggi ricorre la Festa della Liberazione, ognuno di voi dimostra che la lotta per la libertà non conosce confini" ha inoltre proseguito il suo discorso affermando"Spero che non suoni retorico dire che proprio che chi con il tricolore nel cuore e orgoglioso della storia patria è impegnato come voi per liberare il popolo afgano dalla miseria e dal degrado, è il miglior testimone di cosa significhi,  tanti anni dopo ricordare la Festa della Liberazione, credo che ognuno di voi e dei vostri commilitoni siano idealmente la dimostrazione di come la lotta per la libertà non conosca confini geografici e come nel nome della libertà occorra continuare il massimo dell'impegno". Il Presidente della Camera ha poi concluso il suo discorso con gli auguri di Pasqua:"A tutti voi i  più sinceri auguri per le festività pasquali. Viva l'Italia". Fini ha inoltre ricordato l'aspetto più bello e del quale spesso ci si dimentica, dell lavoro che stanno svolgendo Forze Armate: il loro impegno per la ricostruzione dell'Afghanistan, in modo diaconsentire a questo paese di riprendersi, e riacquistare una propria stabilità politica e sociale. Dopo Fini si è intrattenuto a parlare con i giornalisti, ed ha affermato che il 2014, potrebbe essere la data per il passaggio definitivo delle consegne dal continegente internazionale all'Afghanistan. Ma poi ha aggiunto che"Immagino che ci sarà uno slittamento ulteriore,il passaggio sarà possibile quando le autorità afgane saranno pronte a operare in modo esclusivo contro il terrorismo".

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23 aprile 2011 6 23 /04 /aprile /2011 17:54

E' previsto per mercoledì l'arrivo a Bengasi di un gruppo di istruttori militari italiani con l'obiettivo di addestrare l'esercito dei ribelli che sta combattendo contro il dittatore libico.gruppo-militari.jpg L'annuncio è stato fatto dal Ministro della Difesa La Russa. Gli istruttori militari italiani come quelli inglesi e francesi, avranno il compito di addestrare l'esercito piutosto mal organizzato dei ribelli, "Non saranno Carabinieri, ma semplici istruttori militari cioè persone che danno nozioni su come un soldato deve muoversi e deve usare gli strumenti che sono a sua disposizione"ha affermato La Russa. Avranno anche come obiettivo quello di riuscire a migliorare il coordinamento con le missioni svolte dai caccia della NATO, in modo da colpire più efficacemente il nemico. Gheddafi ha minacciato l'Italia per l'invio di militari sul suolo libico affernando che"le potenze neo-crociate come l'Italia, la Gran Bretagna, e la Francia, devono stare attente alle conseguenze di una simile decisione.Se la NATO arriva a Misurata o in qualunque altra città libica, scateneremo l'inferno. Le truppe alleate si troveranno di fronte ad una palla di fuoco e la situazione sarà 10 volte peggio che in Iraq." Intanto si fanno sempre più insistenti le voci della preparazione di un attacco di terra. E' infatti di oggi la notizia di un possibile utilizzo di circa 600 marines inglesi che nei prossimi giorni saranno dispiegati a Cipro. Inoltre sarà anche dispiegata una flottiglia della Marina Militare Britannica sempre a Cipro. Il loro imminente arrivo sull'isola non fa altro che incrementare le voci della preparazione di un attacco di terra in Libia, secondo quanto riferito proprio da fonti cipriote. Ma un portavoce del Ministro della Difesa Britannico, ha smentito immediatamente quest'eventualità. Infatti secondo quanto riferisce la Cyprus News Agency"Non c'è alcun intenzione di utilizzare questo contingente di uomini in Libia, cio è contrario alla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Rientra nell'ambito della capacità di questa unità il suo utilizzo in operazioni umanitarie e di evacuazioni di civili, così come è già stata utilizzata in passato in situazioni analoghe." Altre fonti, riferiscono che quindi il dispegamento di queste truppe di terra servirebbe ad evacuare più rapidamente cittadini britannici da paesi a rischio di stabilità, come ad esempio lo Yemen. E'importante ricordare che Cipro è pur sempre un 'importante punto strategico per la Gran Bretagna che sull'isola(alla quale concesse l'indipendenza nel 1960),dispone ancora di 5 basi militari nelle quali ci sono circa 4.500 soldati. Dispone inoltre di 2 centri di ascolto radar per il monitoraggio delle comunicazioni di tutto il Medio Oriente. Il dittatore libico Gheddafi, proprio nell'imminenza di un attacco di terra sta armando la popolazione civile con armi di ogni tipo, in modo da contrastare un eventuale attacco della NATO. Secondo quanto riferisce il portavoce ufficiale del Governo, Mussa Ibrahim"Molte città si sono organizzate con squadroni per combattere un 'eventuale invasione della NATO, l'intera popolazione ha fucili e armi leggere. Se la NATO arriva a Misurata o in qualunque altra città libica scateneremo l'inferno". Sempre drammatiche le notizie che arrivano dal fronte. I ribelli avrebero preso il controllo di uno dei principali valichi di frontiera tra Libia e Tunisia, il check point vicino a Wazzan e si parla anche di molti disertori tra le fila delle truppe di Gheddafi, dopo aspri combattimenti. Il controllo di questo check point da parte dei ribelli è molto importante perchè gli consetirebbe di approvigionare le forze anti- Gheddafi, e i ribelli avrebbero un punto di appoggio nella  Libia occidentale. Notizie drammatiche anche da  Misurata dove i bambini vengono colpiti alla testa dai cecchini, e si trovano sotto attacco anche gli ospedali.Chi può fugge, lo Ionian Spirit, mercoledì era riuscito a consegnare cibo e medicinali alla popolazione, la nave è poi ripartita alla volta di Bengasi con a bordo 100 sfollati e le salme di Tim Hetherington e Chris Hondros, i 2 fotoreporters freelance occidentali uccisi durante l'assedio della città. 

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20 aprile 2011 3 20 /04 /aprile /2011 15:41

generale-fantini-con-il-paraca-42-pg-26.jpg 

Lo scorso week-end a Bellaria Igea Marina e  a Rimini, si è svolta la 64a Assemblea Nazionale dell'A.N.P.d'.I .Hanno preso parte all'evento circa 200 paracadutisti dell'Associazione e le loro famiglie. Numerose persone hanno visitato i  tanti stands espositivi e le mostre su materiali del paracadutismo militare e civile,  e sulla storia della Folgore. L'evento si è concluso con l'emozionante esibizione di un gruppo di paracadutisti che hanno effettuato delle evoluzioni sui cieli del lungomare di Rimini .Durante l'Assemblea è stato presentato il PARACA 42, vino rosso pregiato, creato in onore della Brigata Folgore. Alcune bottiglie del pregiato PARACA 42 sono state date in omaggio alle più alte cariche militari presenti all'evento, tra i quali anche il Generale Fantini(nella foto, a destra). Ma qual'è la storia di questo vino? E'una storia di coraggio, di passione,grinta e di speranza. E' la storia di un paracadutista, Nicola D'Angelo, un caporalmaggiore che ha prestato servizio nella Folgore presso il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore. Ha militato nella Folgore dal 2001 al 2007. Nel 2005 durante un addestramento, Nicola ha un grave incidente. La sua vita cambia, può continuare a svolgere ogni tipo di attivtà ma si ritrova penalizzato rispetto ai suoi colleghi. Eppure affronta il lancio con il carico militare e una "spalla gravemente instabile". Poi viene operato d'urgenza, ma a causa della riabilitazione deve restare lontano da ogni tipo di attività per un anno intero. Nonostante tutto, non si dà per vinto e rientra riabilitato. Nicola riprende la sua vita da paradutista della Folgore, effettua lanci, addestramenti e si dedica anche al paracadutismo sportivo. Alla fine però è costretto a congedarsi nel 2007. La sua vita cambia radicalmente. Senza il paracadutismo, si sente perso, come precipitato in un baratro. Nel 2007 viene assunto in un'azienda, ma si trova completamente spaesato, in un ambiente che non è il suo, come dice Nicola si trova in"in mezzo a gente "mercenaria"pronta a tutto per i soldi, nessun ideale, nessuno spirito goliardico, nessun senso di squadra, nessuna amicizia vera".  Decide di fare il grande salto, perchè in fondo Nicola nell'animo, resta sempre un paracadutista sempre pronto a lanciarsi. Decide di dare una  svolta alla sua vita. .Si licenzia nel 2009 rinunciando ad uno stipendio sicuro. Torna nella sua città Benevento, e stando a contatto con la natura ritrova sè stesso. Ritrova una meta da raggiungere e  qualcosa in cui credere. Ha una casa di proprietà in campagna,  Benevento è ricca di terreni e famosa per la produzione vitivinicola. Così Nicola nel gennaio 2010 inizia la sua nuova attività. Gli inizi sono molti duri e difficili, si ritrova a lavorare come agente commerciale per trovarsi i clienti girando presso i vari centri e negozi enogastronomici. Con la sua grinta, e caparbietà Nicola riesce nell'impresa, ormai la clientela acquisita gli consente di matenersi con questa sua attività. E pensare che era partito con un budget di soli mille euro! Produce un vino rosso pregiato. Un vino che si può ordinare anche su Facebook alla pagina VINO PARACA 42. Tante sono le richieste anche di clienti stranieri. Il simbolo e il nome sull'etichetta del suo vino rappresentano la realizzazione del sogno di Nicola. Il nome del vino PARACA è l'abbreviazione della parola  paracadutista, a ricordargli la Folgore che  lui porterà per sempre nel cuore, e quella cifra 42,  ricorda la Battaglia di El Alamein. La Folgore è passata alla storia proprio per il comportamento eroico in quella Battaglia del 1942, durante la quale 3.500 parà resistettero all'attacco di 3 divisioni britanniche di 5.000 uomini senza mai alzare le mani in segno di resa. I paracadutisti si meritarono il rispetto, l'ammirazione anche dei nemici britannici nonchè l'onore delle armi. A conclusione della battaglia, Radio Londra trasmise il famoso comunicato:"I resti della Divsione Folgore hanno resistito oltre ogni limite delle possibilità umane".  La storia del paracadutista della Folgore Nicola e del suo vino PARACA 42 sono la dimostrazione  come aveva detto qualcuno, che  il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni, senza mollare e senza arrendersi mai.   

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19 aprile 2011 2 19 /04 /aprile /2011 18:38

La situazione in Libia, soprattutto a Misurata si aggrava ogni giorno sempre di piùaereo con pilota2. Le truppe di Gheddafi attaccano i centri abitati facendo molte vittime tra i civili.La situazione è drammatica come riferito da Emergency, una delle poche ONG internazionali ad essere rimaste a Misurata, roccaforte dei ribelli. Emergency chiede il cessate il fuoco su una città che ormai è una città fantasma. Mancano acqua cibo ed energia elettrica. L'altro giorno dei civili che stavano facendo la fila per il pane ,si sono trovati sotto l'attacco dell'esercito di Gheddafi. Pochi sono riusciti a mettersi in salvo. Aumentano i moriti e i feriti a causa degli incessanti bombardamenti. Rischia anche il personale sanitario. Gheddafi e le sue truppe hanno decisamente cambiato tattica. Ad essere sotto attacco costante sono i centri della città densamente abitati, che vengono colpiti con le micidiali bombe a grappolo e razzi terra- a- terra. Non sono armi ad altra precisione, eppure diventano pericolosissime quando vengono utilizzate nelle zone residenziali, abitate da molti civili. Il fatto che i combattimenti si siano spostati nei centri residenziali mettono la NATO in grande diffixoltà. Gheddafi utilizza armi vecchie, alcune di fabbricazione sovietica, ma non per questo meno efficaci. Le bombe a grappolo sono state utilizzate giovedì notte nel corso di un attacco, con colpi di mortaio da 180 millimetri, sono riusciti a disseminare i loro micidiali ordigni esplosivi. I resti delle granate esplose sono poi state sottoposte ad analisi, e si è scoperto che si tratta di proiettili da mortaio MAT-120, ognuno dei quali dissemina 21 sottomunizioni più piccole e può uccidere una persona penetrando anche nel suo giubbotto antiproiettile. Inoltre  analizzando i contrassegni, si è scoperto che i proiettili sono stati prodotti in Spagna nel 2001, prima che le bombe a grappolo venissero messe al bando eccetto che in Libia.  Le bombe a grappolo sono ordigni micidiali in quanto essendo imprecise, colpiscono soprattutto i civili. Oltre alle bombe a grappolo, Gheddafi sta utilizzando anche i razzi GRAD, di fabbricazione sovietica in grado di causare esplosioni multiple. I razzi vengono sparati da lanciarazzi montati su camion, che possono trasportare 40 razzi. Qundi ogni camion diventa una postazione mobile che può arrivare a coprire una zona vasta 12 miglia. Dei testimoni hanno riferito che uno solo di questi razzi ha ucciso 8 civili. La NATO dispone dispone di molte forze in campo: sono principalmente velivoli che hanno il compito di bombardare gli obiettivi nemici. L'Inghilterra ha 20 Tornado ed Eurofighter Typhoon, il Belgio dispone di 6 F-16 Falcon, il Canada di 6 F-18 Hornet, la Danimarca di 4 F-16, la Francia di 33 velivoli ed alcuni caccia Mirage 2000 e Rafale, la Norvegia di 6 F-16 AM, l'Italia di Tornado ECR. Inoltre tutti i membri hanno messo a disposizione della NATO anche delle unità navali per il pattugliamento  delle coste, e per il supporto delle forze aeree nell'attacco degli obiettivi strategici. Poi ci sono le Forze Speciali:gli Incursori Britannici(SAS, e SBS), i Francesi(Command de Montfort) e gli italiani(9°Reggimento Col Moschin e Comsubin della Marina militare), e gli spagnoli. I Commandos britannici e americani hanno il compito di addestrare l'esercito di ribelli, e soprattutto di individuare sul terreno i bersagli che verranno poi neutraizzati dagli aerei(Targeting). Inoltre a questi paesi, se ne  aggiungono altri, come il Qatar che stanno fornendo armi ai ribelli.Armi come missili anticarro Milan per distruggere i tank di Gheddafi. Nonostante questo grande dispiegamento di forze, la NATO ha il suo punto debole, e non sta riuscendo ad ottenere grandi risultati. Perchè? Per 2 motivi. Il primo è che in realtà i caccia effettivamente operativi sono 40 e non sono in grado di fornire una copertura aerea di 24 ore su 24 ai ribelli. Infatti i velivoli devono per forza stare a terra in certi periodi per via della manutenzione e della loro messa a punto, e non sono quindi disponibili. Il secondo motivo è che i caccia stanno esaurendo il loro munizionamento di precisione , che è ormai ai limiti, a causa dell'elevato numero dei raids quotidiani. Il problema si potrebbe si potrebbe risolvere utilizzando ordigni più economici, ma questi hanno 2 contro indicazioni: essendo meno precisi fanno più vittime tra i civili, per colpire con più precisione dovrebbero essere lanciati a bassa quota dai velivoli, che in questo modo però diventerebbero un bersaglio facilissimo da colpire da parte della contraerea di Gheddafi. E pensare che i missili sovietici SA-6 Gainful, la versione portatile Strela-2 (SA-7), e SA-8 Gecko, o i Crotale francesi sono tutte armi che i libici hanno comprato dai francesi negli anni'80. 

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18 aprile 2011 1 18 /04 /aprile /2011 21:04

Spunta il primo nome dell'indagato nell'inchiesta sull'uranio impoverito, che sarebbe stato utilizzato nel Poligono militare del Salto di Quirra.cartello radiazioni Si tratta del Generale Tobia Santacroce, 66 anni di Chieti. Oggi è in pensione, ma un tempo era al comando dell'Ufficio Inquadramento del Poligono nel 1997. Molte le accuse nei suoi confronti: disastro ambientale aggravato, omicidio plurimo, omissione d'uffcio e falso ideologico. Dalle indagini condotte dal Procuratore di Lanusei Domenco Fiordalisi, risulterebbe che in quegli anni sarebbe stato causato un vero e proprio diastro ambientale. Ma come è stato possibile? Attraverso la distruzione sistematica di munzioni e di bombe che provenivano da tutte le parti d'Italia, seppellendo poi tutti i rifiuti militari nel terreno. Rifiuti militari molto pericolosi come: apparecchiature elettroniche  con componenti in amiamto, parti di batterie e missili e pneumatici. Tutto questo avrebbe causato malattie e decessi di animali e persone che frequentavano il Poligono.  Morti gli allevatori che erano stati autorizzati dal Comando a far pascolare le loro greggi  proprio nei terreni dove avveniva la distruzione dei rifiuti militari speciali, morti i capi di bestiame, e l'ambiente è risultato totalmente inquinato. Le prove di questi fatti sono le testimonianze delle persone e un'intercettazione ambientale alla è stato sottoposto un ex militare. Grazie a prove e testimonianze si potrebbe affermare l'esistenza di un legame strettissimo tra i dati dei test effettuati nel Poligono militare, e le morti  le malattie contratte da militari e civili durante il loro periodo di permanenza nel Poligono. Sottoposte a sequestro anche le zone di Pranu Sa Triga, Accu Perda Maiori, e Perda Maiori: tutte zone queste, dove avveniva la distruzione delle bombe e delle munizioni. In questi giorni i consulenti nominati dalla Procura dovranno ispezionare anche i 380 ettari all'interno del Poligono. Le indagini vanno avanti grazie anche alla collaborazione di spontanea degli abitanti del luogo: ex militari, allevatori, e parenti delle vittime. Collaboraziione molto utile che servirà a scoprire la relazione tra malattie e decessi di tante persone e le esercitazioni che avvenivano all'interno della Base.  L'indagine è partita dall'analisi del contenuto di alcune casse che contenevano del materiale radioattivo(componenti di radar con uranio e trizio) che erano state custodite in un magazzino del Poligono senza il rispetto delle più elementari norme di sicurezza,  che avrebbero dovuto tutelare i lavoratori.  Erano stati alcuni ex militari , (poi ammalatisi di linfomi )che avevano prestato servizio presso le Basi di Perdas de Fogu e Capo S. Lorenzo a segnalare la presenza di questo materiale nelle casse. Tanti sono stati i cittadini che hanno messo a disposizione della Procura i loro reperti istologici prelevati durante la loro malattia, per verificare se ci fosse la presenza di sostanze cancerogene.  Inoltre da un'intercettazione ambientale si è scoperto che a Perdas de Fogu da tutta Italia, arrivavano camion carichi di ordigni da far brillare in Sardegna. Dopo le esplosioni di questi ordigni, dei testimoni riferiscono che si sollevava una nube bianca, e qualche tempo dopo uomini ed animali si ammalavano e poi morivano. Bisogna ancora aspettare i risultati delle analisi a cui sono state sottoposte le ossa di alcuni agnelli malformati, nei quali sarebbe stata riscontarta la presenza di uranio impoverito, e  le ananisi sulle salme dei pastori riesumate. Tutti pastori che tra il 1980 ed il 2011, avevano portato le loro greggi a pascolare nella zona del Poligono. Ma intanto con queste prime scoperte si è fatto già un primo importante passo verso la scoperta della verità.

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17 aprile 2011 7 17 /04 /aprile /2011 16:39

E' successo di nuovotalebano in afghanistan 1. Ieri nella zona est dell'Afghanistan un talebano kamikaze che indossava un  uniforme,  si è fatto eplodere davanti ad una base militare, la base militare Gambari dove è di stanza l'esercito afgano e la forza internazionale di assistenza alla sicurezza. 9 i morti, tra i quai 4 soldati afgani e 5 militari  della NATO. Feriti 8 militari. L'esplosione è stata improvvisa e violentissima. L'opinione pubblica si trova ancora sotto schock , in quanto poche ore prima era stato ucciso Khan Mohaammad Mojaid, Comandante dellla poilizia di Kandahar. L'attentato di ieri, è stato rivendicato dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, il quale ha affermato che l'attacco è stato perpretato da Mujaheddin Abdul Ghani, che già da un mese si era infiltrato nell'esercito afgano arruolandosi tra le sue fila. Cresce l'allarme tra i vertici militari per l'escalation degli attentati kamikaze in Afghanistan. La domanda che ci si fa è: quanti ono i talebani che sono infiltrati tra le forze di sicurezza agli ordini del Mullah Omar? Ormai in questi ultimi giorni, gli attentati terroristici con l'utilizzo dei micidiali IED si stanno intensificando sempre più  e in tante zone diverse del paese. E' l' inizio dell'offensiva talebana di primavera, la risposta al controllo delle zone a sud di Hellmand e Kandahar da parte delle forze del contingente ISAF. Il 2011 infatti è un anno decisivo e importante: a luglio dovrebbe iniziare il ritiro del contingente militare ISAF e NATO. E per gli "insurgents"questo fatto è una vera e propria vittoria, in quanto non aspettano altro che il ritiro del contingente per riprendere il controllo di quelle zone. E' per questo motivo, che durante il Vertice NATO di Berlino giorni fa, il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton ha suggerito di"Non affrettare il tempo di ritiro dall'Afghanistan". Forse il contingente USA potrebbe addirittura essere rafforzato con l'invio di nuove truppe , fino ad arrivare a 10.000 uomini in più proprio per contrastare gli attacchi degli"insurgents" e il controllo delle varie province afgane. Nonostante questa escalation di attentati kamikaze, ieri per l'Afghanistan è stata comunque una giornata importante, è stato conseguito infatti un importante successo politico. A Kabul, durante la visita del Presidente pakistano Yousuf Raza Gilani, è stata annunciata la costituzione di una Commissione di Pace Integrata dai vertici politici e militari e dall'intelligence dei 2 paesi. Al termine della visita, il Presidente Karzai  ha sottolineato come i rapporti di amicizia e di alleanza tra i due paesi si siano rafforzati. 

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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14 aprile 2011 4 14 /04 /aprile /2011 18:43

E' di stamattina la notizia di un nuovo attacco kamikaze dei taebani a Kundar nella zona a nord dell'Afghanistan. I morti sono almeno 10, tra i quali anche alcuni anziani che partecipavano ad una riuonione locale di capi dei villaggi. Tra i morti anche Malik Zamin capo tribù e membro influente del governo locale, ucciso assieme ai suoi responsabili. Sono rimaste ferite altre 7 persone, per ora l'attentato kamikaze non ha avuto nessuna rivendicazione. In Afghanistan la guerra continua senza sosta, con l'inasprirsi della guerriglia locale ai danni degli anziano capi villaggio che hanno un ruolo importante: la loro collaborazione con il contingente ISAF è davvero preziosa, perchè forniscono notizie sugli spostamenti degli"insurgents"aiutando l'ISAF nella loro localizzazione. Aumentano VM90 bis thumbgli attacchi terroristici contro il governo locale e contro la missione ISAF. Quello avvevnuto oggi, è stato un attacco kamikaze in piena regola: l'attentatore suicida si è fatto espodere con il suo giubbotto carico di esplosiv nei pressi dell'edificio adibito all'addestramento  delle forze di sicurezza locali, sono rimasti feriti 2 agenti mentre altri tre sono morti. Proprio oggi da Berlino, dove è in corso l'incontro dei Ministri degli Esteri dell'Alleanza, il Segretario Generale della NATO in Afghanistan, Rasmussen ha affermato che:"La missione NATO in Afghanistan sta entrando in una nuova fase. In questo momento stiamo procedendo al passaggio di consegne delle principali responsabilità di sicurezza dall'ISAF alle forze di sicurezza afgane in sette province e distretti , questo segna una nuova fase nel cammino dell'Afghanistan verso la stabilità e la sicurezza, così come il nostro impegno nel Paese". Certo ci sarà da lavorare ancora molto per poter riportare la pace e la stabilità in questa terra dove gli attentati sono ormai all'ordine del giorno.

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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