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13 aprile 2011 3 13 /04 /aprile /2011 16:51

cartello-radiazioni.jpgLa Sardegna, una delle isole più belle del Mediterraneo, meta di tanti vacanzieri durante l'estate, nasconde dei misteri. Dei misteri all'uranio impoverito. Ma cos'è esattamente l'uranio impoverito e a cosa serve? L'uranio impoverito, (in inglese Depleted Uranium)è uno dei materiali di scarto  della raffinazione dell'uranio naturale, impiegato per  fini militari all'interno di bombe nucleari o civili, di armi, viene anche usato come combustibile per alcuni tipi di reattori nucleari, è una miscela di 3 isotopi radioattivi. E' molto nocivo per la salute: basta pensare che un micro-grammo è sufficiente ad uccidere una persona.  I misteri dell'uranio impoverito in Sardegna sono davvero tanti. Come misteriose sono le morti dei tanti militari che hanno prestato servizio nel Poligono di Perdas De Fogu nel Salto di Quirra, ma anche dei itanti pastori che hanno portato le loro greggi a pascolare nella zona circostante al Poligono e poi si sono ammalati e morti. Sono morte anche le loro pecore. Oppure sono nati degli agnelli con 2 teste o con delle maformazioni. Ci sono le testimonianze, e sopratutto ci sono le tante richieste di risarcimento inoltrate al Ministero della Difesa, da parte di militari che hanno prestato servizio, per brevissimo tempo, anche presso la Base di Teulada e che poi si sono ammalati. Una diagnosi che non lascia scampo: linfoma di Hodgkin, che sarebbe causato proprio dalle particelle metalliche cancerogene derivanti dall'uranio impoverito. Queste stesse particelle che sono state riscontrate nei soldati reduci dalle missioni all'estero, soprattutto nei Balcani, soldati poi ammalatisi, molti i morti tra di loro. E' un mistero, perchè non solo i militari si ammalano e muoiono, ma anche i civili. E' in corso un'indagine condotta dal Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Le sue indagini proverebbero lo stretto legame esistente tra esercitazioni militari  effettuate nel Poligono e le loro conseguenze mortali su uomini ed animali. Sono stati ritrovati infatti, degli isotopi radioattivi anche nella carcassa di un agnello a 2 teste nato nel 2009, in un paesino confinante con il Poligono del Salto di Quirra. Questo ritrovamento, ieri ha provocato l'affermazione di Falco Accame, Presidente dell'Associazione Italiana Assistenza Vittime Ammalate nelle Forze Armate. Chiede che ci siano più controlli in modo da tutelare la salute  dei militari e della popolazione. "E' ora di fare finalmente chiarezza su quanto è veramente accaduto nei poligoni, e soprattutto sapere perchè un complesso militare-industriale ha potuto operare per moltissimi anni senza i dovuti controlli da parte delle ASL e dei Comandi Italiani". Il mese scorso, sempre nel Poligono di Perdas de Fogu di erano state ritrovate delle casse in un magazzino. Il contenuto delle casse era stato sottoposto ad analisi da parte dell'Università di Cagliari. Qualche giorno dopo era arrivata la rassicurazione da parte del Portavoce dell'Aeronautica Militare, del fatto che in quelle casse c'era del materiale che conteneva una ridottissima quantità di materiale radioattivo. Il mistero è che i tecnici incaricati dalla Procura di Lanusei di svolgere le analisi hanno riscontrato una radioattività 5 volte superiore alla norma. La Procura sta svolgendo delle indagini e ha scoperto che alcuni militari che erano stati in quel magazzino a contatto con quel materiale delle casse per motivi di servizio, in seguito si sarebbero ammalati di Linfoma di Hodgkin, una forma tumorale del sangue che non lascia alcuna via di scampo.  Altre scoperte rilevanti sono state fatte dalla Dottoressa Antonia Lorena Gatti. Durante il suo lavoro svolto per le Commissioni Parlamentari d'inchiesta sull'uranio impoverito dal 2003 al 2007, ha scoperto la stretto legame tra le malattie contratte dai militari  in missione all'estero e la presenza di nanoparticelle sia nei militari e civili ammalatisi  dopo avere prestato servizio presso i poligoni sardi e in un feto deformato di un agnello rinvenuto a Quirra. Sono troppi i casi di malati di tumore del sistema emolinfatico, e di bambini nati  con malformazioni. Molte le analogie con i militari ammalistisi di tumore di rientro dalle missioni nei Balcani, dove sono state utilizzate munizioni all'uranio impoverito. Le indagini si sono estese anche alla zona di Teulada. C'è poi un dossier, ricco di documenti. Documenti importanti. Il Dossier è stato consegnato alla Commissione Parlamentare d'Inchiesta sull'Uranio Impoverito, da Mariella Cao, portavoce del Comitato Antimilitarista Gettiamo le Basi. Il Dossier è composto da denunce, ci sono le storie di 31 persone malate di tumore che abitano a Teulada, vicino alla Base . Dieci i casi accertati di  linfomi.  Nel Dossier c'è anche altro, come affermato da Mariella Cao. I documenti parlano di esercitazioni a Teulada, esercitazioni con velivoli USA A10 Apache, gli stessi utilizzati in Kosovo, in Iraq, Somalia, Afghanistan. Velivoli che montano cannoni che usano munizioni all'uranio impoverito. A quanto pare, queste munizioni sarebbero state testate per la prima volta in Sardegna.  Cinque anni fa, alcuni Ricercatori della Marina, hanno perlustrato i fondali davanti al Poligono di Teulada, e si sono resi conto che per bonificare i fondali ci sarebbero voluti più di 80 anni! Tanti i misteri. La verità si saprà forse, quest'estate. Perchè è d'estate che si avranno i risultati  delle analisi effettuate sulle salme dei pastori morti di tumore, riesumati alcuni giorni fa nella zona di Quirra. Si saprà se sono venuti a contatto con l'uranio impoverito usato nelle armi per le esercitazioni nel Poligono. Le analisi saranno effettuate dal Professor Evandro Carlo Rizzini Fisico Nucleare dell'Università di Brescia E del CERN di Ginevra. Non ci resta che aspettare, e nel frattempo convivere con i tanti misteri sulla vicenda dell'uranio impoverito che si celano in una terra bellissima:la Sardegna.                 

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12 aprile 2011 2 12 /04 /aprile /2011 16:00

Si stanno preparando gli ultimi dettaglipara-primpopiano.jpg per la nuova offensiva pianificata dal governo italiano, e che da maggio vedrà entrare in azione la Folgore assieme ai migliori reparti  italiani. Si può affermare senza ombra di dubbio, che la missione italiana non è cambiata, ma semmai è stata potenziata. Ci sono meno soldati nelle basi e più reparti mandati a riconquistare il territorio. Si era parlato di una riduzione del contingente, con il ritiro di 500 uomini, ritiro poi compensato poi dall'invio di nuovi rinforzi. L'Italia attualmente schiera 3900 militari con molti più uomini e mezzi da battaglia impegnati attualmente in azioni di Combat. Ci sono ben 4 Battle Groups con i cingolati Dardo, 9 Mangusta, le cosidette cannoniere volanti. Questo perchè, si devono affrontare combattimenti soprattutto al confine con le regioni meridionali, dove la resistenza da parte degli "insurgents"è ancora molto forte. Si prevede un inasprimento dei combattimenti a partire dal mese di maggio. La primavera infatti, è un momento davvero delicato per l'Afghanistan, in quanto il paese si avvia verso la transizione, e verrà il momento in cui le strutture locali, l'esercito e la polizia afgana, saranno chiamati a riprendere il controllo del paese. Questa fase di transizione è stata resa possibile dal'ottimo lavoro svolto dai militari italiani , che sono riusciti ad instaurare con le popolazioni locali e soprattutto con i capi dei villaggi degli ottimi rapporti. Negli ultimi anni infatti, si è assistito ad un 'integrazione sempre maggiore tra gli italiani e le popolazioni locali , è proprio grazie anche all'instaurazione di questo tipo di rapporto, che si spera di affrontare al meglio l'offensiva del mese di maggio. Infatti proprio a maggio assisteremo ad "Afghanistan Atto Terzo" con la Folgore già schierata sul terreno(i parà hanno stanno assumendo il controllo della zona di Herat e delle altre città ome Farah e Shindand e Bala Baluk). La missione è difficile e pericolosa, perchè i militari italiani, dovranno riuscire ad avere il controllo delle zone a sud, proprio vero quelle aree dove da tempo americani e inglesi tengono sotto pressione gli"insurgents". Gli "insurgnts": un miscuglio molto pericoloso di integralisti islamici vicini ad Al-Quaeda, talebani e banditi di strada le cui armi più pericolose ed insiodiose sono gli"IED"(ordigni esplosivi improvvisati). La primavera e soprattutto il mese di maggio saranno il momento in cui la tensione sarà altissima, come già avvenuto per le elezioni del 2009, e sarà proprio la Folgore a dover gestire l'inizio del passaggio alla piena autorità del governo afgano. Come afferma il Generale Carmine Masiello che guida i parà in missione"Li stiamo studiando già da tempo("gli insurgents")in base alle informazioni che arrivano dall'intelligence, perchè sarà compito nostro mettere in sicurezza la strada liberandola dagli insorti e supportare l'esercito e la polizia afgana e aiutare la popolazione". Nei piani della NATO, infatti sarà proprio il settore ad ovest, quello cioè affidato agli italiani a passare per primo sotto il controllo afgano. La costruzione di ottimi e solidi rapporti con le popolazioni locali, soprattutto con gli elder (gli anziani capi dei villaggi),sono un ulteriore strategia con la quale i militari italiani si preparano ad affrontare il momento più difficile della missione: il momento molto delicato in cui il governo afgano riprenderà il controllo del paese. Evento questo, che è un vero e proprio affronto nei confronti degli"insurgents"  da sempre in azione per cercare di impedire questa operazione, con attacchi anche mortali nei confronti del contingente italiano.

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11 aprile 2011 1 11 /04 /aprile /2011 15:50

afghanistan-1.jpg

In questi giorni i militari italiani sono in allarme più che mai. Devono infatti proteggere gli spostamenti blindati della delegazione italiana guidata dal Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani nel loro "tour"tra Herat e Kabul. Un tour di 3 giorni, per far partire la MSE, ovvero la Missione per lo Sviluppo in Afghanistan.  Durante la sua visita di tre giorni, iniziata l'altro giorno, il Ministro è accomapgnato da una foltissima delegazione di rappresentanti di Confindustria e di circa 30 aziende italiane, tra le quali Eni, Enel, Enea, e varie aziende che si occupano di infrastrutture, logistica, settore minerario e commerciale. Il Ministro Romani, visiterà anche il contingente militare italiano di stanza A Camp Arena, ad Herat. E' previsto un incontro anche con il Ministro Nazif Shathami che si occupa delle risorse  minerarie afgane, con il Presidente Karzai, e con il governatore di Herat, Daub Saba. Sono previsti incontri e tavole rotonde  su infrastrutture, energia, commercio internazioinale per gli imprenditori. Il Ministro Romani visiterà anche la sede Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, e ci sarà incontro con i rappresentanti delle ONG che operano in territorio afgano. La missione si concluderà il 12 aprile con la firma di  un importante accordo alla presenza del Ministro Karzai. Accordo che avvierà la collaborazione industriale e commerciale tra Italia e Afghanistan. Il Ministro Romani ha affermato che: "Facciamo la nostra parte per garantire la sciurezza dei più deboli e per creare le condizioni  di una nuova crescita.  Ringrazio davvero il Presidente Karzai e il su esecutivo, i nostri  Ministeri della Difesa, e degli Esteri, i soldati italiani che continuano a svolgere un ruolo fondamentale, e gli imprenditori che mi auguro possano occupare un ruolo centrale per costruire un nuovo Afghanistan". Dietro tanti bei discorsi, forse si nasconde il grande interesse che l'Italia ha per le immense ricchezze naturali di questo paese. Secondo alcuni geologi ed esperti americani infatti, l'Afghanistan è un paese ricco di risorse, di oro, litio, ferro, rame. Gli americani avrebbero affermato di aver trovato "l'Arabia Saudita dei minerali". L'anno scorso un articolo apparso sul New York Times del 14 giugno, citando fonti militari, stimava il valore dei giacimenti intorno al trilione di dollari. Siti di terre rare e niobio del valore di 90 miliardi di dollari e litio e rame del valore di 60 miliardi di dollari si trovano proprio nella zona di Herat, Ghaz, e Farah. Già molte le nazioni che hanno messo gli occhi sulle ricchezze del sottosuolo afgano:India, Turchia, Canada, Australia, e la Cina. Le zone da sfruttare si trovano in aree pericolose sotto l'attacco degli insurgents. Nonostante questo, i cinesi ad esempio, non hanno certo perso tempo iniziando a scavare il sottosuolo alla ricerca di minerali preziosi. Gli scavi però si sono dovuti fermare, davanti al rtrovamento di un'antica statua del Buddha e di un monastero risalente a 2.6000 anni fa. Viene da chiedersi come sia possibile pensare di avviare degli accordi economici con un paese nel quale la stabilità e la sicurezza non siano state ancora del tutto raggiunte, dove c'è il costante rischio di attacchi da parte dei talebani, dove il contingente italiano a partire dal mese di maggio, sarà impegnato a contrastare l'intensificarsi degli attacchi degli"insurgents", dove un popolo aspetta la pace e che la sua terra gli venga restituita. Ma gli interessi economici  si sa, riescono a guardare anche oltre queste problematiche. 

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10 aprile 2011 7 10 /04 /aprile /2011 15:27

manifetazione-precari1.jpg

"Il nostro tempo è adesso","No alla precarietà":questi alcuni degli slogan più significativi sugli striscioni  ieri,alla manifestazione dei precari e dei disoccupati a Roma e in tutte le piazze italiane. C'erano davvero tutti i precari, giovani e meno giovani, perchè  precariato e disocupazione non guardano in faccia nessuno. Ecco allora sfilare i precari dello spettacolo, dei call-center,archeologi precari, insegnanti precari e disoccupati, studenti senza il futuro perchè gli è stato rubato, e anche giornalisti freelance precari e disoccupati. Secondo gli ultimi dati, in Italia i lavoratori precari soprattutto al centro-sud, sono aumentati vertiginosamente del 4%. Aumentata anche la percentuale degli scoraggiati: di chi cioè il lavoro non lo cerca più, perchè stufo di inviare curriculum senza ricevere una risposta, stufo di presentarsi ai colloqui, dove la frase ricorrente è sempre quella:"Le faremo sapere". E allora quasi quasi l'unica occasione per guadagnarsi la fatidica pagnotta è fare il provino per il Grande Fratello, fuggire dall'Italia oppure restare a vivere a casa di mamma e di papà fino ai 40 anni suonati.  Perchè in Italia per chi resta senza lavoro o il lavoro ce l'ha ma precario, non ci sono amortizzatori sociali. Ieri alla manifestazione di Roma c'erano precari e disoccupati troppo sorridenti. Si sono visti tanti sorrisi, tanta rassegnazione, tanti slogan piuttosto vaghi. Non c'erano rivendicazioni precise nei confronti del Governo, che tanto potrebbe fare per risolvere il problema del precariato, abolendo la Legge Biagi dei contratti a tempo determinato(contratti "usa e getta":oggi mi servi e ti chiamo, lavori anche solo un mese, dopo non mi servi più e non ti chiamo più). Invece ieri si è vista tanta, troppa gente sorridente. Sarà stata la bella giornata di sole ed il caldo estivo, ma più che ad una manifestazione pareva di assistere ad una sfilata, o ad una gita in città. Tante facce di precari sorridenti, soprattutto a favore di telecamera. Ma perchè tanti sorrisi e tanta rassegnazione, quando invece la situazione in Italia è davvero tragica, e la disoccupazione ha ormai raggiunto livelli altissimi?  Semplice:perchè gli italiani non si incazzano davanti alle ingiustizie. Semplicemente per questo. Si rassegnano, fanno un sorriso e tirano aventi. Manca l'elemento principale che serve davvero a cambiare le cose:la rivendicazione dei propri diritti, e soprattutto la rabbia. Ma si sa, gli italiani sono un popolo ricco di contraddizioni. A volte sono davvero incomprensibili.

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9 aprile 2011 6 09 /04 /aprile /2011 16:53

aereo-con-pilota2.jpg

"Forte rammarico per le vittime del fuoco amico",queste le parole del Segretario Generale della NATO Rasmussen, che ha parlato di "sfortunato incidente", in riferimento alle vittime civili di un raid aereo avvenuto ieri in Libia.  Rasmusmussen ha inoltre affermato, che si sta facendo il possibile per evitare le vittime tra i civili. Ma qualcosa deve essere andato storto se ad essere colpiti durante uno dei raid NATO sono stati anche gli stessi ribelli, e per ben 2 volte. Secondo quanto affermato dal Contrammiraglio Russel Hardag, Vice Comandante di "Unified Protector":"Sembra che 2 nostri attacchi aerei di ieri abbiano potuto provocare la morte di un certo numero di membri del CNT(il consiglio normale di transizione)che operavano con dei carri armati. Ma fino a ieri non eravamo stati informati che le forze del CNT facessero uso di carri a rmati". Inutile negarlo:la guerra in Libia sembra essere entrata in fase di stallo. Proseguono i iraid aerei della NATO che hanno il compito di proteggere i civili dagli attacchi delle truppe i Gheddafi, ma ci sono anche vittime tra i civili e i ribelli. Il dittatore Gheddafi non si arrende,(oggi è riapparso alla tv libica mentre vistiva una suola). Avrà anche poche armi ma sa come usarle: pick up scalcinati Toyota come quelli dei ribelli,( non mezzi militari )ma meglio armati. Certo le armi sono dei veri residuati bellici di antica fabbricazione sovietica: però fanno ancora bene il loro lavoro. Si spara, si colpisce, e poi ci si nasconde. La tattica di Gheddafi è cambiata: si serve di scudi umani posizionati proprio nei pressi dei depositi di armi, e nei centri abitati oppure nasconde le armi nei centri abitati. Per i piloti, secondo quanto affermato dall'agenzia Reuters, nonostante  dispongano di sofisticatissimi sistemi di precisione, centrare un target senza fare vittime tra i civili diventa un'impresa difficile, ed è chiaro che si trovano in difficoltà. I ntanto oggi c'è stata una fortissima eplosione nella Libia orientale, nlela città di Ajdabiya, avvenuta dopo un raid NATO, come affermato da alcuni  abitanti della città. Alcune ore prima, la città era sotto il tiro dell'artiglieria delle truppe di Gheddafi , che hanno costretto i ribelli ad arretrare di nuovo. Si trovano bloccati tra Ashadabia e Brega, in attesa che la NATO venga ad aiutarli. Brega:una città chiave, un punto strategico,  perchè sede di un terminal petrolifero. Avere il controllo di questa città significherebbe avere il controllo sul nemico. Ma da soli  i ribelli non ce la possono fare: non sanno dove sparare perchè non sanno dove si nascondano le truppe di Gheddafi, hanno poche armi a disposizione, anche se da poco hanno ricevuto armi dal Qatar, sono male organizzati e per niente addestrati. Intanto si muove anche la diplomazia per cercare di risolvere il conflitto. Per il 14 aprile è prevista una conferenza internazionale organizzata dalla Lega Araba, alla quale parteciperanno il segretario generale dell'ONU Banki Moon, il capo della diplomazia UE, Catherine Ashton, e il presidente della commissione dell'Unione Africana, Jean Ping. La UE è dsposta ad organizzare una missione militare di apoggio umanitario in Libia. La settimana scorsa infatti, sempre la UE ha lanciato la Missione EUFOR-Libia , per risolvere l'emergenza umanitaria. Emergenza umanitaria soprattutto nella città di Misurata, dove gli abitanti sono ormai allo stremo dopo ben 40 giorni di resistenza cotro le truppe di gheddafi:300 mila persone si trovano senza più acqua e cibo, molti sono i feriti e gli ospedali sono talmente pieni da non poter più fornire un'adeguata assistenza sanitaria. La EUFOR ha vari obiettivi: consentire un araida evacuazione degli sfollati, aiutare le organizzazioni umanitarie nel loro lavoro con il trasporto di aiuti umanitari, allestimento di ospedali da campo, lo sminamento e la messa in sicurezza delle aree. Tutta l'operazione si svolgerebbe con l'impiego di navi, velivoli  militari. Ma non è escluso anche l'utilizzo di soldati di terra.   

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7 aprile 2011 4 07 /04 /aprile /2011 17:58

barcone-naufragio-lampedusa.jpg

Il barcone carico di 350 profughi  e della loro speranza in un futuro migliore proveniente dalla Libia, è affondato ieri al largo di Lampedusa.  I dispersi in mare sarebbero 250, come anche testimoniato dai superstiti portati in salvo.  Il naufragio, come raccontato da i sopravissuti è stato davvero drammatico . Sul barcone non c'erano solamente cittadini provenienti dalla Libia, ma anche somali, nigeriani, eritrei, cittadini del Bangladesh, della Costa d'Avorio, del Ciad e del Sudan., tra i quali 40 donne e molti minori.  Fonti della Guardia Costiera di Lampedusa, affermano che "Le ricerche vanno avanti e l'impegno è massimo perchè la nostra speranza è di salvare altre vite". Nelle ricerche dei dispersi del naufragio, avvenuto a 40 miglia da Lampedusa, sono impegnate motovedette, un motopesca, e anche velivoli provenienti dall'Italia e da Malta.  Venti i cadaveri avvistati, tra di loro donne e bambini. Le ricerche sono rese difficoltose a causa delle pessime condizioni metereologiche con un mare a forza 6. Tra tanto dolore e tanta disperazione per quanto avvenuto, la speranza: Aysha, una ragazza di 21 anni incinta, è stata portata in salvo con suo marito e sottoposta a visita medica:il suo bambino si salverà. Intanto a Lampedusa, la situazione migliora: la"collina della vergogna"dove nei giorni scorsi avevano alloggiato i profughi nelle tende, è stata ripulita, le vie del centro sono state lavate e disnfettate, e sono entrati anche in azione i mezzi subacquei e nautici che stanno ripulendo il mare dai rifiuti che erano stati gettati in mareIl 26 aprile è previsto un vertice Italia-Francia, con Berlusconi e Sarkozy che affronterà il problema dell'emergenza immigrazione, e della crisi libica.  

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7 aprile 2011 4 07 /04 /aprile /2011 16:17

immigarto africano 1

"Preparatevi, entro 48 ore una nave vi porterà 700 migranti da Lampedusa" questo l'ultimatum arrivato da Roma al Prefetto di Cagliari Giovanni Balsamo, l'altro giorno. E così dopo Lampedusa e Manduria, l'allarme profughi è scattato anche a Cagliari, insieme a tante polemiche e misteri. L'allarme è scattato con lo sbarco dei profughi dal traghetto Catania nel porto canale di Cagliari, durante il loro trasferimento in un ex caserma dell'Aeronautica Militare, rimessa in sesto in  fretta e furia. Durante il trasferimento in pullman, approfittando di un rallentamento del mezzo, uno dei migranti ha azionato la leva di emergenza agevolando la fuga di 6 profughi, poi rintraciati dalla Polizia durante la notte e portati nella ex caserma adibita a centro di accoglienza. Tra i profughi c'è stato anche un arresto, dato che uno di essi è un trafficante di droga. Tante le polemiche: tra gli abitanti del capoluogo sardo che si chiedono come mai si  sia deciso di far venire proprio in Sardegna i profughi dato che lavoro non ce n'è già per i sardi e di certo non si può pretendere di tenere chiusi in un centro di accoglienza i migranti, perchè prima o poi ci sarebbero delle fughe. Il territorio sardo è molto vasto, e i profughi possono scappare molto iù facilmente. Gli abitanti temono un' escalation di furti e di violenze, dovuto anche ad altri sbarchi che potrebbero avvenire in questi giorni con l'arrivo della bella stagione. Un fenomeno quello degli sbarchi dei profughi e dei clandestini, avvenuto già in passato sulle coste di Teulada,  sbarchi che di solito avvengono d'estate. Ora con la guerra libica la situazione potrebbe  diventare ancora più drammatica, gli sbarchi non autorizzati dei clandestini potrebbero moltiplicarsi. Polemiche tra le forze dell'ordine, dovute alla carenza di organico per fronteggiare l'emergenza profughi, come sottolineato dal Segretario Nazionale del Siap, Massimo Zucconi"Servono non meno di 100 uomini di rinforzo". Polemiche perchè la gestione dei migranti è stata lasciata interamente alla responsabilità delle città del sud: la Questura di Cagliari è stata praticamente abbandonata a sè stessa. Non mancano poi i misteri che aleggiano sul trasferimento dei profughi a CagliariPare infatti che il traghetto Catania della Grimaldi sia attraccato a Cagliari dopo un lungo viaggio-odissea, con i viveri a bordo che iniziavano a scareggiare. Il traghetto infatti sarebbe dovuto sbarcare a Civitavecchia, ma poi in seguito alla telefonata di un politico molto importante, sarebbe stato dirottato verso la Francia. In pratica non sarebbe potuto attraccare a Civitavecchia in quanto a meggio è prevista la beatificazione di Karol Wojtyla. Dalla Francia è arrivato l'ennesimo rifuto, e poi l'attracco definitivo dei 700 migranti a Cagliari. Intanto ieri sera , davanti all'ex caserma dove stati ospitati i migranti, un gruppo antirazzista ha manifestato, esprimendo la sua solidarietà ai profughi che sono stati definiti"deportati".  

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5 aprile 2011 2 05 /04 /aprile /2011 20:21

Il Pentagono ha annunciato che gli USA hanno ritirato tutti i loro velivoli da combattimento dal teatro delle operazioni in Libia.pilota-caccia-libia-1.jpg Gli USA avevano già intenzione di ritirare  i loro caccia armati di missili Tomahawk già dal fine settimana, ma poi dietro richiesta della NATO, che ha assunto il comando dell'operazione"Unified Protector", ha dato il suo o.k. per continuare i raid aerei sulla Libia in modo da recuperare il tempo perso a causa delle cattive condizioni metereologiche. Il Pentagono ha inoltre sottolineato che i velivoli americani saranno sempre pronti ad intervenire nel caso in cui la NATO ne richieda l'utilizzo. I velivoli quindi saranno utilizzati solo per effettuare rifornimenti di carburante in volo e per operazioni di pattugliamento. E' di oggi la notizia che la NATO ha effettuato un raid aereo contro le truppe di Gheddafi ad una trentina di chilometri ad est del terminal petrolifero di Marsa El Brega, dove da giorni ormai infuria una violentissima battaglia er il controllo della città. Tuttavia nonostante i raid aerei dell'Alleanza, i ribelli hanno perso il controllo delle postazioni avanzate e sono stati costretti ad arretrare davanti alle truppe di Gheddafi. Se gli USA hanno ritirato i loro caccia, per i militari italiani l'operazione"Unified Protector"continua. Come riferito dallo Stato Maggiore della Difesa, nelle ultime 24 ore i piloti italiani hanno effettuato complessivamente 8 missioni. La prima, la terza e la quinta sono state condotte da 2 Eurofighter 2000 con funzione di sorveglianza aerea, la seconda, la quarta e la sesta da una coppia di Tornado con compiti di ricognizione. La settima e l'ottava da 2 AV8 Plus con compiti di difesa aerea e di ricognizione. I Tornado e gli Eurofighter 2000 sono in organico all'Aeronautica Militare, mentre gli AV8 sono in dotazione alla Marina Militare. I velivoli dell'Aeronautica Militare, durante queste missioni, sono stati riforniti in volo da un Kc-130 e da Tornado aventi funzione di tanker. Intanto le navi della Marina Militare continuano il loro lavoro di pattugliamento dell'aerea di competenza in modo da garantire il rispetto dell'embargo navale.  

 

 

 

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5 aprile 2011 2 05 /04 /aprile /2011 18:33

Al-Qaeda è entrata in possesso di armi libiche.2-talebani-in-afghanistan-2.jpg Lo ha riferito al "Daily Telegraph" un funzionario algerino che afferma di aver visto 8 furgoni Toyota lasciare la Libia er raggiungere i campi di Al-Qaeda nel nord del Mali. Secondo fonti dell' Intelligence, i furgoni trasportano missili anti-carro di fabbricazione russa, mitragliatrici e fucili kalashnikov, oltre a munizioni ed esplosivi. "Un convoglio di 8 Toyota pieni di armi pochi giorni fa ha attraversato il Ciad e il Niger ed è arrivato al nord del Mali" ha detto il funzionario. Questo è il primo convoglio, e in seguito ce ne saranno altri. Il fatto che Al-Queda sia venuta in possesso di armi libiche è stato reso possibile dal fatto che durante la guerra, in questi giorni, molte caserme militari, arsenali e depositi di armi sono stati saccheggiati nella zona est della Libia da parte di elementi di Al-Quaeda presenti sul posto. Hanno aproffitato della situazione. Al momento non si sa se siano anche in possesso di armi chimiche. La scorsa settimana, il Comandante della NATO, l'Ammiraglio James Stavridis, ha riferito di infiltrazioni terroristiche in Libia, che sono tenute sotto sorveglianza dall'Alleanza. Sarà. Intanto viene da chiedersi come mai nessuno intervenga per bloccare questo flusso di armi libiche verso Al-Quaeda, che sta traendo davvero un grande vantaggio dalla guerra, arrivando ad acquistare armi anche molto sofisticate. Intanto i ribelli a Tobruk,  sono in attesa di un tank di petrolio da 120 milioni di dollari proveniente dall'Europa. il guadagno derivante dalla vendita di questo petrolio consentirà ai ribelli di acquistare armi e mezzi militari per continuare la loro lotta. Dal canto suo il governo libico, ha annunciato di essere pronto ad avviare delle riforme in modo da porre fine al conflitto che ormai dura da più di un mese, e che divide il paese.  Il portavoce del governo ha affermato che è pronto a negoziare sia per le elezioni come pure per un referendum. "Se i rivoltosi manifesteranno buona volontà e se riconosceranno che  Gheddafi è necessario per garantire la sicurezza nel paese e per mantenere unito il popolo e i clan tribali," in pratica ci saranno buone possibilità di porre fine al conflitto. Sempre il portavoce ha affermato che"riteniamo che la presenza del Colonnello sia importante per qualsiasi transizione o per un modello democratico trasparente". Ma il guaio è che forse i ribelli non la pensano proprio come il portavoce del governo libico.

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4 aprile 2011 1 04 /04 /aprile /2011 17:36

L'inconfondibile grido"Folgore"è risuonato stamattina a Herat,durante la cerimonia del passaggio di consegne fra gli Alpini della Julia e la Brigata della Folgore. "Mille graziefolgore-e-aereo-2.jpg per l'ottimo lavoro svolto" ha detto nel suo perfetto italiano il Generale David Petraeus, Comandante Generale della Missione ISAF della  NATO in Afghanistan. Ha avuto parole di stima e di elogio per l'operato svolto fino ad oggi dai militari del contingente italiano. Da adesso in poi toccherà ai parà della Folgore garantire la sicurezza nella zona Ovest del paese. Una missione lunga 6 mesi che come ha detto Petraeus"Non sarà per niente facile. Non nascondiamo i rischi. Ci saranno ancora difficoltà nel futuro, i talebani non sono sconfitti, ma le truppe ISAF sapranno fare fronte a questi rischi e a queste difficoltà". Il Generale, ha poi elogiato il lavoro svolto dalla Brigata Julia"La Brigata uscente, ha fatto un ottimo lavoro e voglio riconoscere l'eccezionale leadership del suo Comandante il Generale Marcello Bellacicco. Sono orgoglioso di poterlo decorare con 2 medaglie:una americana e una della NATO. Due decorazioni che riconoscono non solo il lavoro del Generale Bellacicco ma anche e soprattutto l'operato di questo contingente ISAF che negli ultimi mesi ha svolto davvero un ottimo lavoro nel settore di competenza. E uno dei risultati di questo grande sforzo profuso nell'ovest dell'Afghanistan è l'inclusione di Herat tra le sette municipalità che dal mese di luglio verranno formalmente consegnate alle autorità afgane. Mille grazie al popolo italiano, alle famiglie dei soldati che li hanno supportati, ma soprattutto ai militari impegnati sul campo che hanno svolto serenamente un grandissimo lavoro". Alla cerimonia era presente anche il Ministro della Difesa La Russa, il quale ha parlato di  un possibile ritiro del contingente italiano a partire dal 2014:"E' realistico ipotizzare il ritiro delle nostre truppe dall'Afghanistan nel 2014. C'è ancora molto da fare, ma fin ad ora il lavoro è stato ben fatto, e si avvicina il momento in cui potremo consegnare l'intero Afghanistan alle autorità locali. Il contingente internazionale dovrà mantenere la capacità di addestramento delle forze armate e della polizia afgana. Se si continua con i successi finora conseguiti il 2014 è realistico". Il Ministro della Difesa ha poi affermato che anche dopo tale data però, la presenza di militari italiani in Afghanstan sarà sempre necessaria, anche se con compiti differenti rispetto a quelli attuali. Dovranno continuare ad occuparsi dell'addestramento della polizia afgana e dell'esercito afgano, anche se "Non saranno più impegnati nel territorio fuori dai luoghi di addestramento". Ha avuto poi parole di elogio per l'opera svolta dagli Alpini. Grazie a loro le scuole ad Herat hanno potuto riaprire, e  molte scuole ne sono state edificate anche nei villaggi più sperduti, scuole che magari erano state distrutte dai talebani, gli Alpini hanno costruito pozzi, fornito assistenza sanitaria e permesso alle popolazioni di poter ritornare alla vita normale senza più il terrore degli attacchi da parte degli"insurgents". Ma non bisogna dimenticare che nonostante tutto questo, gli "insugents"stanno fomentando un clima di odio e di violenza soprattutto nella zona a sud dell'Afghanistan. E forse la pace in questo paese potrà davvero regnare quando finalmente questa terra sarà restituita al suo popolo. 

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Published by Alessandra C. - in Afghanistan
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