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2 aprile 2011 6 02 /04 /aprile /2011 19:28

In Afghanistan dilaga la violenza,talebano-in-afghanistan-1.jpg come testimoniato dalla strage avvenuta a Kandhar costata la vita a 81 persone, e si contano 32 feriti. Putroppo il bilancio forse non è ancora definitivo. Una strage organizzata dai talebani il cui scopo è quello di fare regnare l'instabilità in questo paese. Si può dire che la causa della strage è stata la protesta per il rogo del Corano ad opera di un di un pastore americano, che non curante delle conseguenze nefaste del suo gesto, e anche della sicurezza delle forze ISAF impegnate in Afghanistan, ha pensato bene, il 21 marzo,  di bruciare una copia del Corano. E' cosi  la folla è scesa in piazza a manifestare contro questo fatto gravissimo per la religione islamica. Le proteste da Kandhar si sono poi spostate verso altri quartieri di questa città che si trova a Sud dell'Afghanistan, al grido di"Morte all'America", "Morte a Karzai".Macchine e pneumatici sono stati dati alle fiamme. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, la polizia ha anche sparato sulla folla. In questa situazione ad altissima tensione, c'è stato l'assalto alla sede dell 'ONU  nella città settentrionale di Mazar-i-Sharif: l'unica cittadina italiana presente nelle sede dell'ONU è rimasta illesa, mentre il bilancio è di 12 morti, alcuni dei quali sono stai decapitatiL'attacco è avvenuto venerdì al termine della giornata di preghiera, i dimostranti sono usciti dalla Moschea Blu, poi c'è stato l'assalto guidato dagli"insurgents" preceduto da una sparatoria e da un incendio. Questo attacco è davvero preoccupante, secondo quanto affermato dalle autorità afgane, perchè 10 giorni fa il Presidente Karzai aveva definito Mazar-i-Sharif tra le sette zone più sicure del paese. Non meno grave il fatto avvenuto oggi, a Kabul, quando altri "insurgents"che indossavano dei burka,con dei fucili  d'assalto e dei lanciagranate, hanno attaccato la base NATO, Camp Phoenix. A quanto pare gli aggressori erano dei kamikaze imbottiti d'esplosivo pronti a farsi saltare all'interno della base. Le forze della NATO hanno risposto al fuoco uccidendo gli aggressori. 3 i militari rimasti feriti durante l'attacco. Nonostante nei giorni scorsi fossero state riaperte le scuole ad Herat, è evidente che dopo questi fatti sanguinosi, la tensione resta comunque altissima. Gli"insurgents"sono davvero decisi a creare un clima sempre più violento, nonostante abbiano pochi mezzi a disposizione.E' bastato il rogo del Corano del 21 marzo in America, a causare una strage e a seminare nuovamente il germe del terrore tra popolazione.   

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31 marzo 2011 4 31 /03 /marzo /2011 21:43

caccia decollo su portaereiDa stamattina alle 8.00 di oggi la NATO ha assunto  il comando dell'operazione"Unified Protection", sostituendosi così  alla coalizione internazionale che era impegnata a dirigere le operazioni dal 19 marzo. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche del quartier generale dell'Alleanza di Bruxelles, d'ora in poi a dirigere i raid sarà il Centro di Comando della NATO a Napoli. Le operazioni saranno dirette dal Generale canadese Charles Bouchard. Intanto oggi i Tornado della RAF hanno bombardato dei carri armati ed una piattaforma missilistica vicino a Misurata, roccaforte dei ribelli che da giorni sono assediati dalle truppe di Gheddafi. I caccia britannici sono decollati dalla base italiana di Gioia del Colle, ehanno lanciato missili Pawerway IV e Brimstone contro le truppe del dittatore libico. Sono stati distrutti 3 tank, 2 veicoli armati e la postazione dalla quale venivano lanciati i missili contro i ribelli. I Tornado hanno ricevuto il supporto di alcuni aerei di ricognizione decollati dalle basi di Cipro e Trapani. E sono entrati in azione anche gli aerei A10 Warthog, che a quanto pare sparerebbero proiettili al'uranio impoverito con danni per la salute davvero letali. I proiettili utilizzati per fare fuoco sono molto resistenti e capaci di perforare anche la più spessa delle corazze: in pratica bucano letteralmente i mezzi corazzati, ma dopo si lasciano dietro una nuvola di particelle radiaottive che causa gravi danni per la salute e l'ambiente. Il fatto che siano entrati in azione gli A10, significa che la strategia della guerra in Libia è cambiata: ora si tratta di distruggere e neutralizzare veicoli blindati e mezzi armati, dato che i raid aerei hanno pressochè annientato le installazioni del regime. Purtroppo ogni proeittile utilizzato dagli A10 conterrebbe 300 grammi di uranio impoverito, ed ogni raffica diffonderebbe nell'aria circa 15 kg di uranio impoverito, anche  se il Pentagono sostiene che la radioattività di queste armi sia in realtà molto limitata. Ma basta pensare agli studi che sono stati condotti dopo la guerra del Golfo nel 1991: sarebbe stata dimostrata l'esistenza di un legame tra l'utilizzo delle munizioni e i tassi elevati di tumori tra i reduci di questa guerra. Ma chi dice la verità:il Pentagono o i risultati degli studi effettuati dopo la guerra del Golfo nel 1991?

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31 marzo 2011 4 31 /03 /marzo /2011 21:04

eurofighter2 giorni fa sono entrati in azione i caccia Tornado e gli Eurofighter, e per la prima volta sono decollati anche i velivoli AV8B dalla portaerei della Marina Militare "Garibaldi" nelle operazioni della guerra in Libia. Il loro obiettivo sarà quello di far ripettare l'embargo delle armi e la  no fly zone. Gli AV8B II Plus a decollo verticale della  Marina Militare, sono  decollati per  effettuare  2 missioni di pattugliamento per la difesa aerea del dispositivo navale.   Inoltre Lo Stato Maggiore della Difea ha reso noto che:"Sono stati utilizzati in missione di pattugliamento aereo anche 2 copie di caccia Eurofighter Typhoon dell'Aeronautica Militare del 4° Stormo di Grosseto e rischierati presso la base di Trapani Birgi."Sempre nell'ambito della missione Odyssey Dawn, si sono svolte altre 2 missioni con 2 coppie di Tornado ECR e relativi velivoli per il loro rifornimeno di carburante in volo.

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30 marzo 2011 3 30 /03 /marzo /2011 20:02

soldato-cn-bambino.jpgOggi per l'Afghanistan e soprattutto per Herat è una giornata molto importante: riaprono le scuole. La riapertura delle scuole in un paese davastato dalla guerra e sotto la costante minaccia dei talebani è il primo passo verso la riconquista della pace e della stabilità. Oltre i bambini delle scuole elementari, tornano sui banchi anche gli studenti universitari, che in tutto l'afghanistan sono circa 70 mila. Chi torna in aula, può davvero ritenersi fortunato come afferma una studentessa universitaria, intervistata da skytg24:"La mia famiglia non mi ostacola negli studi, mentre in alcuni casi altre famiglie non rispettano la volontà di studiare delle figlie". Faisal, invece afferma che: "il governo afgano non chiede soldi per studiare, e il diritto allo studio è previsto dalla Costituzione". In aula si sta rigidamente separati: maschi da una parte e femmine dall'altra. E c'è ancora da superare  la barriera di una mentalità all'antica: certe famiglie che  mandano le proprie figlie a scuola se l'insegnante è un uomo. Le scuole in Afghanistan si dividono in scuole statali che il Governo ha deciso di aprire per offrire un'alternativa alle scuole coraniche, il cui percorso formativo si basa essenzialmente sull'apprendimento dei fondamenti del'Islam. Queste scuole, in alcuni casi vengono finanziate dai paesi come l'Arabia Saudita e sono state utilizzate dai talebani per diffondere odio e violenza nei confronti degli"infedeli" tra i giovani. In questo modo hanno alimentato un clima che sicuramente incrementa il terrorismo. Il progetto di costruzione di scuole statali è stato avviato nel 2007, e prevede una scuola governativa in ognuna delle 34 province dell'Afghanistan. In queste scuole si insegnano le lingue straniere, l'informatica, cultura generale oltre naturalmente le materie religiose. Questo è molto importante, perchè da la possibilità ai giovani di trovare un impiego differente rispetto alle"madrasse"tradizionali, dove l'unico sbocco al termine degli studi è l'insegnamento della religione(mullah)  opure essere arruolati tra le fila dei talebani. I talebani hanno da sempre ostacolato la diffusione di queste scuole, che insegnano qualcosa di diverso dal fondamentalismo islamico: sono stati uccisi 230 operatori del settore educativo, professori e studenti sono stati feriti e sono state distrutte 98 scuole. Scuole che si trovavano magari in piccoli villaggi, distrutte dagli "insurgents" . Recentemente grazie alla Missione Isaf, del contigente militare italiano presente in Afghanistan, sono state riaperte, e nuovi edifici  scolastici sono stati costruiti. Gli Alpini del 7°Reggimento hanno provveduto a fornire oltre ad aiuti umanitari anche kit scolastici, per favorire il ritorno a scuola dei bambini. La loro opera verrà portata avanti dai paracadutisti del 186° Reggimento della Folgore a loro  subentrati .  Vedere questi bambini sorridenti andare verso la scuola, fa sperare in un futuro di pace, soprattutto nei piccoli villaggi dove le lezioni spesso si svolgono all'aperto sotto gli alberi. Certo resta ancora molto da fare, ma lo sguardo sorridente dei bambini è la dimostrazione che questo paese può sognare un futuro migliore. (Foto:esercito italiano)  

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29 marzo 2011 2 29 /03 /marzo /2011 18:53

Anche i militari italiani di stanza ad Herat a Camp Arena e presso la base di Shindand hanno festeggiato l'88°Anniversario dell'Aeronautica Militare Italiana.militari-italiani-scendono-da-chinook-copia-1.jpg L'Aeronautica Militare opera in Afghanistan con la Missione ISAF a Kabul, Regional Command West e presso il Centro Amministrativo di Intendenza Interforze ad Herat. Ad Herat, l'Aeronautica Militare, nella base logistica avanzata, ha il compito di assicurare il supporto operativo alle operazioni aeree nella zona Ovest dell'Afghanistan. La Joint Air Task Force è la componente aerea nazionale schierata in Afghanistan, ed ha in dotazione molti velivoli, alcuni dei quali Unmanned, ognuno dei quali ha dei compiti precisi. Ma quali sono i mezzi dell'Aeronautica Militare schierati in Afghanistan? I C-130, utilizzati soprattutto per gli aviolanci, servono a paracadutare il materiale che serve per le missioni, come è avvenuto ultimamente con la Folgore che proprio con i C-130 ha paracadutato il materiale che serviva agli Alpini che si trovavano presso Bala Murghab. L'aviolancio:un'operazione molto complessa, dato che il C-130 si trova ad operare tra le montagne afgane, tra vallate e spazi molti ristretti. Gli AMX, il gruppo dei Black Cats, importanti perchè hanno portato a termine molte missioni operative, sia di ricognizione che si supporto alle truppe. Gli AMX, svolgno attività di ricognizione che è essenziale nel teatro di guerra afgano, perchè può operare su grandi distanze, ed in missioni sia diurne che notturne. Ci sono poi i Chinook ovvero i CH-47, sono in dotazione al'aviazione del'esercito da una trentina d'anni, ma sono essenziali in missione, sono utlizzati soprattutto per il trasporto delle truppe, di solito si muovono in coppia, hanno 2 rotori e nei cieli dell'Afghanistan, danno il loro sostegno ad ogni operazione contro contro gli"insurgents". Poi ci sono i Mangusta, utilizzati in missione di scorta alle truppe di terra, hanno anche compiti di ricognizione dalla Valle del Murghab a Bala Baluk, da Farah al Gulistan, forniscono inoltre il loro supporto di fuoco quando le unità di terra si trovano sotto il fuoco nemico. Infine ci sono gli elicotteri d'assalto A129, utilizzati in Afghanistan dal 2007. L'A129, è molto versatile, facilmente manovrabile,ha una velocità massima di 159 nodi, ed ha apparati di visione standard e ad infrarosso. E' armato con un cannone da 20 mm a 3 canne rotanti manovrabile dal casco del pilota, di missili filoguidati aria-terra Tow e di razzi da 70 e 81 mm. Un nemico infido dal quale tutti questi mezzi devono difendersi è la sabbia, che in Afghanistan è sottilissima e si insinua dappertutto  e potrebbe quindi danneggiare i componenti di questi velivoli. Per questo la manutenzione dei mezzi è molto importante, perchè un mezzo reso inefficiente dalla sabbia può rendere ancora più pericolosa una missione. La manutezione di questi mezzi è affidata a del personale specializzato, tra questi c'è anche una donna: il Sergente Paola Nardon, appartenente al 5° Reggimento Rigel di Casarsa, in provincia di Pordenone, 31 anni alla sua quarta missione in Afghanistan,è tecnico meccanico di aeromobili specializzato in Mangusta. Ogni giorno, è lei che si occupa della riparazione dei guasti dei Mangusta, presso l'hangar dell'Aviation Battalion della Task Force Fenice di Herat, che raggruppa l'aviazione dell'esercito attualmente impegnata in Afghanistan. Il fatto che sia donna e che svolga un lavoro tipicamente maschile contrariaramente a quanto si pensa, non la rende soggetta a critiche: tutto il contingente italiano si trova d'accordo nell'affermare che "Lei è una dei migliori tecnici meccanici del contingente italiano".  (Foto:Esercito Italiano)

 

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28 marzo 2011 1 28 /03 /marzo /2011 19:01

"Rivogliamo la nostra libertà e la nostra dignità"immigarto africano 1"Non vogliamo entrare in quarentena" queste alcune delle parole gridate con rabbia dagli abitanti di Lampedusa, che oggi hanno attuato un manifestazione di protesta contro l'emergenza profughi. A scendere in piazza soprattutto le donne, ma anche i pescatori impossesatisi di acuni barconi usati dai migranti li hanno disposti all'entrata del porto per impedire altri sbarchi. Alucuni manifestanti hanno rovesciato dei cassonetti per impedire la circolazione, poi sono stati rimossi su ordine del sindaco. La protesta di oggi è il segno che a Lampedusa la situazione causata dall'arrivo di circa 2000 profughi è diventata davvero insostenibile per gli abitanti, anche per via della situazione sanitaria che potrebbe portare a delle epidemie. Così il Governo cerca di correre ai ripari seppure tardivamente:per mercoledì è previsto l'arrivo di una nave che dovrebbe evacuare almeno 10 mila persone , e per l'OMS al momento non ci sarebbe il rischio di epidemie. Intanto un abitante ha già denunciato un furto in casa sua da parte di alcuni migranti. Segno che la situazione sta diventando davvero esplosiva. E la stessa cosa sta accadendo nella tendopoli di Manduria. Il piano aveva prevsito l'arivo di 700 migranti, invece si prevede che potrebbero essere il doppio.  Si stanno allestendo tende per 5.000 immigrati. Un centinaio sono già riusciti a scappare via. Dare una sistemazione a i profughi costerà 500 mila euro al mese, come calcolato dal direttore della Connecting People società che gestirà il campo per la sistemazione dei profughi.  Questa stessa società aveva gestito anche il CIE presso l'aeroporto militare di Elmas in Sardegna. L'edificio si trova nei pressi dell'aeroporto civile, e più di una volta nonostante i controlli da parte di militari e forze dell'ordine è capitato che alcuni clandestini  siano evasi dalla struttura arrivando fino alla pista dell'aeroporto mettendo a repentaglio la sicurezza dello scalo. Gli abitanti delle zone intorno a Brindisi dove sorgono tendopoli e campi profughi hanno paura per quello che potrebbe succedere e temono una situazione drammatica come a Lampedusa.

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28 marzo 2011 1 28 /03 /marzo /2011 17:43

attacco-da-terra-libia2.jpgLa guerra in Libia ormai dura da una settimana e ormai si inizia a dubitare che sia una guerra lampo. Se si fosse trattato di una guerra lampo, ormai i raid aerei dovrebbero essere già terminati, ed  il dittatore Gheddafi si dovrebbe essere arreso da un pezzo. Ma così non è. I raid aerei continuano, soprattutto di notte. E' di oggi la notizia che nella Base Nato di Decimomannu sono atterrati 6 caccia F-16 Desert Falcon e 6 Mirage 2000 del'aeronautica Militare degli Emirati Arabi Uniti. E' prevista anche l'entrata in azione 2 squadroni di F16 Falcon dell'aeronautica olandeseI raid si sono ulteriormente inaspriti ed i loro bersagli sono l'artiglieria ed i mezzi blindati delle truppe di Gheddafi: il target principale ora sono le truppe nemiche di terra. Bisogna proteggere la popolazione civile e per fare questo bisogna assolutamente eliminare l'esercito di Gheddafi. Grazie ai raid aerei  i ribelli oggi possono continuare la la loro avanzata, hanno preso il controllo della città petrolifera di Ras Lanuf, riconquistato Ajdabiya   ed il porto petrolifero di Brega.Ma c'è chi parla già della pianificazione dell'attacco da terra. Si parla anche  di operazione"armi ai ribelli" che è la nuova strategia di Obama:ovvero impedire che la no fly zone possa durare in eterno mentre il dittatore libico mantiene il controllo della maggior parte del paese, e soprattutto ha un esercito specializzato negli attacchi da terra. Insomma, gli USA pensano di rifornire di armi, e anche di fornire assistenza sia di tipo civile che di tipo militare ai ribelli, in modo da accelerare la fine di "Odyssey Dawn". C'è infatti la conferma che i ribelli hanno richiesto sia forniture di armi che un addestramento militare. Uno studioso americano infatti ritiene che i raid aerei della NATO sia insufficienti perchè le truppe di Gheddafi agiscono soprattutto all'interno delle città, dove colpire gli obiettivi è più rischioso e difficile, in quanto si rischia di fare stragi di civili. Anche se per gli USA con gli attacchi da terra il rischio maggiore è quello di fare la guerra  alle tribù locali ed ai vari clan. Inoltre il fatto di fornire armi ai ribelli costituirebbe una violazione dell'embargo ONU e soprattutto c'è la prospettiva non proprio esaltante che le armi poi finiscano in mano dei fondamentalisti islamici.  All'interno dell'ONU ci sono già i primi dissidi: il Portogallo che gestisce il comitato per l'applicazione delle sanzioni alla Libia, ritiene la fornitura di armi ai ribelli una violazione dell'embargo del 26 febbraio che impone il divieto di forniture militari. La Francia è favorevole, mentre Cina e Russia sono contrarie in quanto per loro fornire armi ai ribelli significa schierarsi apertamente con una parte , in una guerra civile. Intanto si fanno sempre più insistenti le voci di una pianificazione di un attacco da terra. Gruppi delle SAS inglesi si trovano già in Libia a sostenere i ribelli, la Francia starebbe già addestrando militarmente gli insorti  anche con armi. Gli USA stanno prendendo in considerazione l'ipotesi di utilizzare elicotteri d'attacco, droni, aerei muniti di mitragliatrici adatti alle battaglie sul terreno. Intanto il Comando di tutte le operazioni militari in Libia passa alla NATO, come  annunciato ieri dal segretario generale dell'Alleanza Atlantica Rasmussen al termine della riunione del Consiglio Atlantico. Il quartier generale della missione avrà sede a Napoli ed il Generale Bouchard avrà il comando di tutte le operazioni della coalizione internazionale in Libia. Il Generale Bouchard è stato nominato ieri Comandante della Task Force Multiforze Combinata per l'Operazione "Unified Protector".

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28 marzo 2011 1 28 /03 /marzo /2011 16:17

L'attentato kamikaze è avvenuto stamattina in Afghanistanelicotteri-USA.jpg ed è stato rivendicato dai talebani. Tre kamikaze hanno attaccato una ditta di costruzioni che si trova nella provincia di Paktika, confinante con il Pakistan. 20 morti e 50 i feriti il bilancio dell'attentato. Secondo fonti del ministero dell'interno, gli attentatori(3) sono riusciti ad entrare all'interno dell'edificio con un camion imbottito di esplosivo e successivamente si sono fatti saltare. Con questo attentato gli "insurgents"proseguono la loro offensiva contro il governo di Kabul e le forze dell'ISAF. L'attentato è stato rivendicato da Zabihullah Mujad, portavoce ufficialedei talebani:diversa la sua versione dei fatti. Secondo le sue  affermazioni l'attacco sarebbe avvenuto all'interno di una base militare provocando la morte di 49 militari dell' esercito nazionale e di quello straniero.Ma questo è un fatto del tutto normale, i talebani infatti sono soliti aumentare le cifre di morti e di feriti in attentati. Gli attacchi contro il governo di Kabul si sono intensificati a partire dall'anno scorso e questo perchè il governo di Kabul assumerà il controllo della sicurezza nazionale a partire al 2014. Senza dubbio è stato nel 2010 che siè registrato il maggiore numero di morti tra i civili: propriol'altro giorno  alcuni civili hanno trovato   la morte a causa di un errore,durante   unraid da parte delle forze Nato,nella zona di Hellmand.

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27 marzo 2011 7 27 /03 /marzo /2011 18:22

Il fattraid-nato-afghanistan.jpgo é accaduto venerdì scorso,nella provincia meridionale di Hellmand, una delle zone più a rischio dell'Afghanistan. urante un raid aereo della NATO contro i talebani, sono morti 7 civili, 3 dei quali erano dei bambini. I piloti del'International Security Assistance Force(ISAF)avevano ricevuto l'ordine di colpire 2 mezzi sui quali si pensava viaggiassero un comandante talebano edi i suoi uomini. Invece ad essere colpito è stato il secondo mezzo sul quale si trovava una famiglia di civili, mentre i talebani si trovavano sul primo mezzo. Non si riusciti a scoprire se poi i talebani siano stati colpiti o meno. Ma come  può essere accaduto errore del genere? L'incidente è accaduto perchè le autorità locali non sapevano dell'attacco che ci sarebbe stato da parte della NATO, in quanto i talebani i giorni precedenti avevano provveduto a  neutralizzare le comunicazioni di telefonia mobile. L'intera zona così si è trovata nella  confusione più totale dovuta  anche dalla carenza di linee fisse. Si riaccendono così le polemiche sulle morti dei civili in Afghanistan a causa di errori. Questo    fatto sembra accrescere la tensione tra le forze internazionali ed il Presidente Hamid Karzai. Lo stesso Karzai,ha infatti  affermato  che questo  problema deve essere  risolto al più presto prima dell'estate. Infatti sarà proprio d'estate,che le forze afgane riprenderanno il controllo su alcune zone che le forze ISAF hanno sottratto al controllo degli "insurgents", e la sicurezza dei civili deve essere assolutamente garantita.

 

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26 marzo 2011 6 26 /03 /marzo /2011 19:09

immigarto-africano-1.jpgLampedusa ed i suoi abitanti alle prese con una situazione sempre più drammatica, culminata ieri con   una vera e propria rivolta dei profughi anche per i ritardi nella consegna dei pasti e della mancanza di acqua. Ma d'altronde la cucina é attrezzata per la preparazione di 500 pasti non certo di più di 4.0000 che è il numero attuale dei profughi presenti a Lampedusa. Oggi si è cercato di risolvere il problema numero uno: quello del sovraffollamento. La nave della Marina Militare S.Marco é partita alla volta di Taranto con abordo 500 profughi, che dovrebbero essere trasferiti in una tendopoli in fase di allestimento a Manduria. Durante la notte é inoltre arrivata una nave cisterna con 4 mila metri cubi d'acqua per risolvere l'emergenza idrica sull'isola. Per domani é previsto invece l'arrivo di una traghetto che dovrebbe imbarcare circa 1000 profughi. Scoppia intanto la polemica su un eventuale rimborso di 1.700 a persona, per quei profughi che rimpatrieranno di loro spontanea volontà. L'idea è venuta al Ministro degli Esteri Frattini, il quale ha affermato che i soldi verrebbero anticipati dallo Stato e poi rimborsati dall'UE. Ma la domanda che tutti gli italiani si fanno è: in questo tempo di crisi economica il Governo dove li troverà tutti questi soldi? Potrebbe elargirli magari  anche tutti gli italiani disoccupati che non trovano lavoro  o ai precari o ai pensionati, e agli italiani disposti ad espatriare dal loro paese. Alla fine si scopre che i veri profughi qui sono gli italiani! I profughi dovrebbero essere sistemati in 13 centri di accoglienza sparsi qua e là per il Paese fatta eccezione per l'Abruzzo. Una prima parte troverà sistemazione nella tendopoli situata tra Taranto e Brindisi, nell'aerea dismessa dell 'aeroporto militare, e dovrebbe essere un vero e proprio CIE(Centro di Identificazione ed Espulsione), dove troverebbero una sistemazione provvisoria prima del loro rimpatrio. I 13 siti sono stati messi a disposizione dal Ministro della Difesa La Russa, individuati tra terreni che venivano usati come poligoni di tiro, depositi di armi, ex caserme sui quali sorgeranno tante tendopoli. E sarebbe già iniziata la corsa al business dei profughi, tanti affari e tanti soldi. Sarà infati una ditta emiliana, la "Pizzarotti S.P.A"di Parma, secondo quanto riportato da un quotidiano, che affitterà il suo villaggio della solidarietà ai profughi. Si tratta del Residence degli Aranci di Mineo(Catania), residence che un tempo ospitava le famiglie dei soldati USA di stanza nella base di Sigonella. La Marina Militare USA lo aveva preso in affitto dalla "Pizzarotti", che adesso si frega le mani in vista di questo nuovo affare. La cosa strana é che all'inzio il sito di Mineo non figurava nell' elenco dei 13 sedici siti per l'accoglienza dei migranti. Chissà perchè alla fine, la scelta è ricaduta anche su questo sito. Il residence si estende per 25 ettari sulla pianura di Catania, ha 404 alloggi con una capienza complessiva di ben 2 mila persone, ma il governo a quanto pare vuole riuscirne e  metterne ben 7 mila di profughi nel residence. Ci sono uffici, un supermarcato, dei campi e un parco su 12 ettari. Il presidente della "Pizzarotti S.P.A." gestisce anche le infrastrutture oltre al Residence, ha lavorato all'estero, negli anni 90 la sua società era uscita indenne da Tangentopoli con l'assoluzione per una storia di tangenti ENEL ed un patteggiamento per Malpensa 2000.Poi c'era stata una storia di estorsioni della camorra, come riportato da un quotidiano, con le parole del pentito Galasso che aveva definito il presidente della "Pizzarotti S.P.A." una vittima del racket. La scocietà é riuscita ad aprire un poligono per testate nucleari a Comiso, e ad estendere la Base di Aviano, nonchè quella della Maddalena. Dopo l'avvenuto ritiro degli americani, il villaggio di volta in volta si è riconvertito, ed è stato utilizzato come centro di detenzione per madri recluse, come comunità per tossicodipendenti e polo universitario con l'aiuto di Berlusconi e del Piano Casa e 2,6 milioni di euro. Adesso il business è di nuovo servito: se si calcola che per ogni giorno di permanenza di profugo nel centro costa tra i 40 ed i 50 euro al giorno. I profughi ospitati nel villaggio sarebbero 7 mila, il tutto verrebbe a costare tra i 41 e 47 milioni di euro all'anno. 2 senatori democratici, Francesco Ferrante e Roberto della Seta, hanno presentato un' interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno Maroni, firmatario dell'accordo con la società emiliana che accoglierà i profughi.  Sarà davvero interessante sentire quale sarà la risposta a questa interrogazione parlamentare.                 

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