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28 febbraio 2011 1 28 /02 /febbraio /2011 22:02

berluskoni-ke-ride.jpg"Berlusca fatti processare":questa la scritta sui cartelli gialli di alcuni manifestanti che si sono presentati di fronte all'Unione del Commercio di Milano. I contestatori erano circa una decina, il loro obiettivo è stato quello di dare vita ad una manifestazione di protesta nei confronti del Premier proprio nel giorno in cui inizia il processo che lo vede sotto accusa  per la questione della Mediaset, il primo dei 4 processi che lo riguardano. I manifestanti sono stati allontanati dalle forze dell'ordine. Tra di loro, anche Piero Ricca diventato"famoso"per gridato"Buffone"a Berlusconi quando si era presentato al Palazzo di giustizia di Milano per il processo SME.

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28 febbraio 2011 1 28 /02 /febbraio /2011 15:59

foto nibbio1Militari italiani in Afghanistan ancora sotto tiro. A pochi giorni di distanza dall'attentato in cui è rimasto ferito un militare, questa volta l'attentato è costato la vita al Tenente Massimo Ranzani,37 anni del 5 Reggimento degli Alpini. Altri 4 militari italiani sono in gravi condizioni. L'attentato è avvenuto alle 12.45 ora locale, nella zona di Shindand. Secondo la ricostruzionde dell'accaduto, una colonna formata da 13 blindati stava passando nei pressi di Shindand, ed era di ritorno da un'opeazione che prevedeva assistenza medica alla popolazione locale. All'improvviso uno IED(ordigno esplosivo improvvisato)ha colpito in pieno un Lince, che si trovava proprio all'inzio della colonna, centrandolo in pieno. Il Tenente Ranzani ha perso la vita, mentre altri 4 militari sono stati portati in salvo all'ospedale militare(Role2) della Base "Shaft"presso Shindand, sede del Comando della Task Force Centre. I 5 militari apartengono tutti al 5 Reggimento degli Alpini.

Con un messaggio sul web i talebani hanno rivendicato l'attentato.Il mondo politico ha espresso il suo cordoglio e solidarietà alla famiglia dell'Alpino, grande commozione anche da parte del Presidente della Repubblica Napolitano. Il Ministro La Russa ha affermato che la missione militare in Afghanistan proseguirà. Il leader dell'Idv Antonio di Pietro ha affermato che"questa è l'ennesima tragedia annunciata(...)e non ha più senso restare in Afghanistan perchè nel paese è in atto una vera e propria guerra civile, e quindi non portiamo avanti solo la lotta al terrorismo". Inoltre sempre Di Pietro, ha affermato che"la responsabilità politica di queste morti ricade sul governo e su tutti coloro che in Parlamento hanno votato per il proseguimento della missione". Durante la loro i missione i militari italiani hanno provveduto a portare luce, acqua (con la costruzione di pozzi), hanno aperto delle scuole, e costruito  nuove infrastrutture. Sono riusciti ad instaurare un ottimo rapporto con i capi dei villaggi e della popolazione locale, riuscendo a riportare sicurezza e stabilità in zone che si trovavano sotto il comando dei Talebani. E' evidente che la loro azione disturba gli "insurgents"che hanno intensificato i loro attacchi,  che secondo quanto previsto dal Generale Petraeus, Comandante della Missione Isaf, sono destinati ad intensificarsi con l'arrivo della primavera. La missione italiana in Afghanistan alla luce dell'ennesimo attentato di oggi ,ha ancora un senso oppure no? Il dibattito resta aperto.

(Foto:esercito italiano)

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27 febbraio 2011 7 27 /02 /febbraio /2011 16:53

skuola-a-pezzi-2.JPG"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori". Queste le parole pronunciate ieri dal Premier Berlusconi durante il suo intervento a Roma al Congresso dei Cristiano Riformatori. Parole dure, un vero e proprio atto di accusa nei confronti della scuola pubblica e soprattutto di un'intera categoria lavorativa:i professori. Ci pare di vederli questi insegnanti delle scuole statali ,così tanto disprezzati dal premier. Ci pare di verderli alzarsi ogni mattina presto per andare ad insegnare, nonostante tutto. Già nonostante tutto. Perchè in questa Italia del Bunga Bunga diventata lo zimbello di tutti e derisa all'estero,il lavoro dell'insegnante diventa sempre più difficile. Ardua diventa l'impresa di spiegare ai ragazzi che devono studiare, perchè lo studio, la cultura sono importantssimi nella vita, ed è con la cultura e l'istruzione che si va avanti nella vita. Gli studenti seguono con difficoltà questo discorso: i giornali, la tv, il web, propongono a ripetizione le immagini dello Scandalo Ruby. Ragazze bellissime griffate dalla testa ai piedi retribuite fino a 40 mila euro per una notte di sesso, e dove 800 euro sono davvero troppo pochi per un incontro hot(come riportato nei verbali delle intercettazioni). Ragazze che fanno carriera in politica solo per la loro bellezza, non certo per la loro cultura o per la loro preparazione. Il Premier attacca la scuola e la cultura che sono, anzi per l'Italia dovrebbero essere il pilastro della Nazione. Ci pare di vederli questi insegnanti così disprezzati e malpagati, andare ogni mattina ad insegnare magari nelle scuole di periferia. Edifici fatiscenti, spesso manca il gesso per scrivere, o le lavagne cadono a pezzi, le finestre hanno i vetri bucati e d'inverno le aule sono ghiacciate. Certo il Ministro Gelmini ha detto che presto arriveranno le lavagne elettroniche  a risolvere come per incanto tutti i problemi di degrado in cui versa la scuola pubblica. Ammesso che ce ne siano di problemi per il Ministro! Spesso sono gli stessi professori che provvedono di tasca propria alle fotocopie, a volte devono anche essere psicologi per aiutare ragazzi con storie difficili alle spalle, spesso devono fare lezione in aule con 30 alunni. Ci pare di vederli gli insegnanti che una cattedra invece non ce l'hanno più, eppure hanno tanti di servizio alle spalle e tanta dedizione alla scuola, ma una certa Riforma, dall'oggi al domani, ha deciso che non c'era più spazio per loro.

Anche domani mattina tanti insegnanti si sveglieranno presto per andare ad insegnare in una scuola pubblica, di un a grande città o di una periferia, prenderanno posto dietro la loro cattedra, e nonostante la rabbia e l'amarezza per le parole del Premier, faranno lezione. Faranno lezione con impegno e con passione ai loro studenti nonostante le mille difficoltà della loro professione disprezzata e malpagata. Gli insegnanti dietro le loro cattedre,ogni giorno come in trincea: sono loro gli eroi di questa Italia alla deriva.

(Foto:Alessandra C. copyright riservato)

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26 febbraio 2011 6 26 /02 /febbraio /2011 16:51

Situazione ad alta tensione per il contingente militare italiano in Afghanistan. Ieri un militare è rimasto ferito inseguito ad un'esplosione, come è stato riferito dal Ministro La Russa che ieri si trovava a Livorno per la cerimonia in vista della partenza della Brigata Folgore per l'Afghanistan.foto-militari-italiani-cn-mezzo-militare-foto-x-blog-afghan.jpg Il fatto è avvenuto ieri a Shindand, una pattuglia di militari italiani si è trovata sotto attacco da parte degli "insurgents", sono stati esplosi anche dei colpi d'arma fuoco. Poco dopo la mezzanotte c'è stata l'eplosione di uno IED(ordigno esplosivo improvvisato), che ha sbalzato il rallista(il militare posto sulla torretta del Lince) fuori dal blindato. Il militare avrebbe riportato una ferita al ginocchio e le sue condizioni non sarebbero preoccupanti. Il Lince, secondo quanto riferito dal Comando Regionale Ovest della Missione Militare Isaf, ha riportato"danni materiali sostanziali". I militari sotto attacco hanno reagito prontamente e sono riusciti a mettere in fuga gli assalitori che avevano attaccato la pattuglia. Subito dopo l'attentato la"quick reaction force"è partita dalla base "shaft", sede del Comando. Un team è riuscito a portare a termine l'operazione di recupero di tutti i militari della pattuglia nonchè del Lince coinvolti nell'esplosione. Alle operazioni di recupero hanno preso parte anche una "quick reaction air"americana ed un aereo UAV senza pilota.

La pattuglia coinvolta nell'esplosione stava svolgendo le attività previste dal "Bear 5":un'operazione portata avanti dagli Alpini del 5 Reggimento e dalla polizia afgana nella zona di Shindand. Questa operazione, come ha affermato il Maggiore Igor Piani, portavoce del Contingente Militare Italiano, negli ultimi giorni aveva ottenuto dei risultati importanti, portando all'arresto del Mullah Basir, un "insurgent" della zona che aveva partecipato a diversi attentati terroristici riuscendo sempre a sfuggire alla cattura. Sempre durante questa operazione sono stati arrestati altri 8 sospettati e poste sotto sequestro molte armi e munizioni.

(Foto:esercito.italiano)

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25 febbraio 2011 5 25 /02 /febbraio /2011 22:28

gheddafi foto di blitzI rivoltosi uccisi a migliaia in Libia in questi giorni, sono sterminati dall'esercito e dai mercenari di Gheddafi che a quanto pare utilizza armi di fabbricazione italiana. Una notizia davvero agghiacciante, ripresa da più siti del web e diffusa dalla Rete Italiana per il Disarmo e la Tavola della Pace, che hanno le prove. Le prove di un traffico d'armi italiane che nel 2009 sono finite nelle mani del dittatore libico. Secondo quanto affermato dalla Rete Italiana per il Disarmo i dati sono sconvolgenti:79 milioni di euro di armi leggere per uso militare, armi appartenenenti alla categoria ML1, con un calibro inferiore ai 20 mm, altre armi invece sono armi automatiche di calibro 12,7mm ad anima liscia fabbricate dalla Beretta. E' con queste armi che l'esercito di Gheddafi in questi giorni sta sparando e uccidendo i rivoltosi libici. Ma come hanno fatto queste armi ad arrivare fino in Libia, e come mai nessuno ha mai parlato di questa faccenda? Dai dati ufficiali dell'Istat infatti non emerge nessua statistica relativa ad un'esportazione di armi verso la Libia nel 2009. Eppure le armi sono giunte a destinazione ugualmente e senza intoppi. Sempre secondo quanto affermato da Flavio Lotti coordinatore del Tavolo della Pace, si ipotizza che una ditta italiana avrebbe esportato le armi senza alcuna autorizzazione da parte del governo italiano. Oppure altra ipotesi, le armi sono state esportate grazie all'autorizzazione di qualche ufficio governativo italiano, che però poi non avrebbe certificato l'avvenuta consegna delle armi. Le armi sarebbero state fornite dalla fabbrica di armi Beretta in provincia di Brescia, che al momento non rilascia nessuna dichiarazione sulla questione. Questo non sarebbe l'unico traffico di armi con destinazione la Libia, infatti sempre secondo quanto sostiene e documenta un'inchiesta di Altraeconomia, la magistratura italiana sempre nel 2009, indagava su un traffico di Kalashnikov prodotti in Cina che alcuni trafficanti d'armi italiani volevano vendere all'esercito di Gheddafi. Sempre di oggi la notizia che tra i mercenari del dittatore libico ci sarebbero quattro o cinque italiani, ma la notizia deve essere ancora confermata.

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24 febbraio 2011 4 24 /02 /febbraio /2011 19:12

raffineria libica I politici  di turno si affrettano a sdrammatizzare le conseguenze della crisi libica sui rifornimenti di carburante e gas verso l'Italia. Ma la situazione non è cosi sotto controllo come sembrerebbe. Se infatti la Libia decidesse di annullare i rifornimenti di gas e carburante, l' Italia dovrebbe provvedere da sola. E qui inizierebbe il dramma, perchè le "scorte" durerebbero solo alcuni mesi. Come fanno sapere i vertici dell' ENI, per oggi non c'è problema, perchè se il gasdotto Greenstream libico da martedì ha chiuso i rubinetti, quel gas è già stato sostituito da altre forniture. Ma situazione potrebbe precipitare se chiudesse il Transmed, il gasdotto algerino dal quale dipende la maggior parte del fabbisogno italiano. In questo caso l'Italia dovrebbe ricorrere alle sue riserve sotterranee che basterebbero fino all'inverno prossimo, magari sperando anche in aiuto da parte di Putin. Situazione un pò meno drammatica per il petrolio, perchè c'è molta abbondanza del prezioso oro nero, e poi se non dalla Libia il petrolio si può sempre comprare in Russia o prenderlo dalla Nigeria, dopo avere esaurito le proprie risorse dai giacimenti che si trovano in Basilicata e nella Val Padana. Però anche qui le scorte non durerebbero più di tre mesi,  ed il governo potrebbeallora intervenire per ridurre i consumi ad esempio abbassando i gradi del riscaldamento di casa: meno 2 gradi e un risparmio notevole sulla bolletta. Ma come dicono i politici italiani la situazione è tutta sotto controllo, non c'è da preoccuparsi.

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23 febbraio 2011 3 23 /02 /febbraio /2011 19:25

18dalla fogore impeto imagini x blog-copia-1Tre unità della Marina Militare Italiana sono partite verso la Libia, mentre le basi italiani sono in allerta. In un intervista telefonica rilascita da un Generale dell'esercito ad un giornalista del quotidiano "La Repubblica",l'alto ufficiale ha affermato che il pericolo più insidioso in questo momento è costituito dal flusso di immigrati clandestini che si riverseranno sulle coste nel Sud d'Italia. Per questo motivo, alcuni elicotteri della Marina e dell'Aeronautica sono stati spostati proprio sulle coste del Sud come supporto alla Guardia Costiera ed alla Guardia di Finanza. Intanto  le tre unità della Marina Militare sono partite verso la Libia.Le tre unità sono navi d guerra,

la Mimbelli, che avrà il compito di coordinare la piccola flotta, tenere i contatti con Roma, e con i caccia dell'Aeronautica Militare, che a loro volta forniranno la loro copertura. La San Marco e la San Giorgio hanno invece in dotazione elicotteri, mezzi da sbarco,  sale operatorie,ed i fanti del Battaglione S.Marco, nonchè gli incursori del Comsubin. Queste unità navali sono state inviate in Libia perchè ci saranno sicuramente problemi e notevoli difficoltà ad evacuare i cittadini italiani e stranieri che si trovano ancora là dove la situazione si fa sempre più drammatica. Ma anche in caso di minacce da parte della Libia nei confronti del nostro paese le unità della Marina sono pronte ad intervenire tempestivamente. Le basi militari italiane sono in allerta, per l'Aeronautica il problema principale potrebbe essere rappresentato dal fatto che altri piloti libici potrebbero "ammutinarsi" chiedendo asilo all'Italia come già successo nel caso di Malta. Le basi allertate sono quelle di Trapani e di Gioia del Colle, anche se gli Eurofighter per il momento resterenno al loro posto. Si spera davvero che non ci sia bisogno di utilizzarli.

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23 febbraio 2011 3 23 /02 /febbraio /2011 16:46

Nella Piazza di Tobruk sventola orgoglioso il tricolore con il simbolo della mezzaluna: il simbolo dell'indipendenza che ha sostituito la bandiera verde del dittatore libico Gheddafi. Tobruk è diventata la città simbolo della ribellione contro il tiranno, che ieri in un discorso alla tv ha cercato invano di incitare il popolo per portarlo dalla sua parte. Parole al vento. Niente ha fermato e riuscirà a fermare la rabbia che guida la rivolta di giovani ma anche di donne ed anziani.gheddafi foto di blitz In questa città della Libia si festeggia la liberazione, gruppi di volontari armati secondo quanto riportato anche da Sky TG 24, si stanno dirigendo verso le zone occidentali della Libia ancora sotto il potere del dittatore, per dare man forte ad altri ribelli. L'esercito si è schierato dalla parte dei rivoltosi, che portano avanti la loro protesta pagando un prezzo altissimo. I morti accerati sono mille e l'orrore non ha fine.I cadaveri ammassati vengono seppelliti in fosse comuni, e lungo le spiagge, i medici parlano di corpi irriconoscibili. Infatti i rivoltosi sono stati bombardati dagli aerei inviati dal dittatore. Questa rivolta, anzi forse meglio definirla rivoluzione, passerà alla storia. Un avvenimento storico che per il momento viene documentato attraverso poche immagini, fatto questo forse dovuto alla difficoltà dei giornalisti di raggiungere la Libia. Una rivoluzione che ha avuto inzio anche grazie ad internet che la dittatura ha tentato invano di far tacere. E' stato  anche attraverso la rete, con i blog, che la popolazione ha potuto far sentire il proprio grido di ribellione e ha potuto dare inzio alla sua lotta per l'indipendenza. Tobruk con la bandiera tricolore e il simbolo della mezzaluna sono lì a testimoniare l'ingresso di questa città nella storia di in popolo e della sua lotta per la conquista della libertà.

(Foto:blitz.it)

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21 febbraio 2011 1 21 /02 /febbraio /2011 16:34

ruby.jpgE' vero che Ruby ha raccontato fin dall'inizio molte verità, spesso si è contraddetta come nell' intervista rilasciata a Signorini a Kalispera, e anche quando è stata interrogata dai magistrati. Ma lei stessa ha ammesso che molte volte le bugie che raccontava le servivano per crearsi una vita parallela. Ruby ha rilasciato un'intervista ad un giornalista del quotidiano tedesco "Bild", nella quale sostiene che quando ha conosciuto Berlusconi era incinta di un uomo che lavorava come gigolò, ma poi ha deciso di abortire. Il giornalista le chiede se Berlusconi fosse a conoscenza del fatto e Ruby ha risposto affermativamente. Ruby sostiene inoltre di avere abortito proprio con i soldi che le sono stati dati dal premier. Ruby stavolta dice la verità o ha mentito sull'aborto, giusto per raccontare un'altra storia per arricchire la sua vita parallela? Dell'intervista ne ha dato notizia solo il TG 7 di Mentana, mentre i media non hanno riportato il fatto. Eppure l'intervista integrale a Ruby si può trovare sul sito stesso del settimanale tedesco. Dal canto suo Berlusconi ha colto l'occasione per ribadire che lui non hai mai indotto ragazze alla prostituzione, che le sue cospicue elargizioni di denaro servivano proprio per aiutare le ragazze, ad evitare che si prostituissero. Nel caso di Ruby i settemila euro le sarebbero serviti per avviare un centro estetico e a gestire così una propria attività. Con la disoccupazione, la crisi, il precariato dilagante in tutta Italia, fa davvero rabbia sentire parlare di un questi infiniti giri di soldi, e poi c'è davvero da rimanere stupiti alla scoperta che avevamo un Premier benefattore e non ce n'eravamo accorti.

Alessandra C.

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20 febbraio 2011 7 20 /02 /febbraio /2011 20:11

Il contingente militare italiano resterà in Afghanistan. Il 15 febbraiofoto-nibbio-2-copia-1.jpg infatti, nel silenzio più assoluto è stato votata la mozione per il ritiro del contingente militare italiano dall'Afghanistan, mozione che è stata respinta. Il Pd ha votato contro, mentre l'Idv ha presentato una mozione esponendo un quadro dettagliato della situazione in quelle zone dove attualmente operano i nostri militari. Dalla documentazione emerge che la situazione è sempre più ad alto rischio, da missione di pace, la missione si è trasformata in missione di guerra, ma nessuno ha il coraggio di chiamarla così. La missione è stata rifinanziata in Parlamento lo scorso 24 gennaio. Si era parlato di un graduale ritiro delle truppe a partire dall'autunno, ma a quanto pare non sarà cosi. D'altronde in questi giorni si sta ultimando la partenza della Brigata Folgore, e ad ottobre partirà per l' Afghanistan anche la Brigata Sassari. Ci si chiede se i nostri militari possono davvero operare in condizioni di sicurezza in una situazione dove è previsto un intensificarsi degli attacchi dei talebani, e dove la minaccia più insidiosa è rappresentata dai terroristi che si infiltrano tra le fila dell'esercito afgano addestrato dai militari italiani.

Alessandra C.

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