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5 marzo 2011 6 05 /03 /marzo /2011 18:36

Le immberluskoni ke rideagini dello spot che sarebbero dovute andare in onda sulla Rai a partire da domani sono davvero scottanti. Nello spot che si può vedere su You Tube scorrono alcune immagini del Premier anche da giovane che si autolelogia, e poi c'è il fotogramma "incriminato" della durata di pochi secondi. Si vede una donna anziana ripresa durante un'intervista che dice:"Non troverete mai una foto di mio figlio che è in giro con le donne o altro..." La donna anziana è la madre del Premier, Rosa, deceduta nel 2008. Ecco, questo è il fotogramma "incriminato", da censurare immediatamente, non si sa bene il perchè. Eppure nello spot non compaiono le immagini delle ragazze dei festini di Arcore,nè ci sono accenni al Bunga Bunga o al Rubygate che allora sì sarebbe stato da censurar. L''Ufficio Legale della Rai ha deciso che lo spot non può andare in onda, affermando che sarebbero in corso degli approfondimenti in quanto"ci sono degli elementi che rendono questo trailer inopportuno". Più precisamente la Rai avrebbe avrebbe affermato che bisognerebbe apportare alcuni tagli, e il taglio netto della forbice andrebbe a finire proprio sul fotogramma di pochi secondi, quello in cui compare la madre del Premier. Ma perchè? Cosa ha di tanto sconvolgente questa immagine? La Rai afferma che"le immagini di una persona scomparsa non possono essere piegate a fini satirici". Ma in realtà più che l'immagine si vuole censurare la voce di mamma Rosa e la sua affermazione, che adesso in pieno Scandalo Ruby, e con i verbali delle intercettazioni delle ragazze dei festini su web e giornali, appare come una vera e propria testimonianza contro il Premier. Mai come in questo caso è proprio vero che le parole sono come pietre. Il film che è l'autobiografia non autorizzata del Premier, uscirà nelle sale il 25 marzo. La biografia è stata scritta dai  2 giornalisti Gian Antonio Stella e da Sergio Rizzo. I 2 giornalisti hanno affermato che lo scopo di questa autobiografia del Premier è di"raccontare la biografia non autorizzata di uno strepitoso personaggio da commedia dell'arte", di raccontare Berlusconi"attraverso quello che Silvio dice di sè". Dopo essere venuti a conoscenza della sospensione dello spot del film, i 2 non hanno rilasciato commenti, preferendo che sia la gente a commentare. Mostreranno il film durante una conferenza stampa che si terrà il 22 marzo, e durante la quale risponderanno alle tante domande. La regia di "Silvio Forever"è di Roberto Faenza e Filippo Macelloni.

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3 marzo 2011 4 03 /03 /marzo /2011 19:17

cappello di alpino funerali ranzaniSono stati celebrati oggi a Roma nella Basilica di S. Maria degli Angeli a Roma i funerali del Capitano degli Alpini Massimo Ranzani, ucciso lunedì in un attentato a Shindand in Afghanistan. Durante la cerimonia officiata dall'Arcivescovo ordinario militare per l'Italia Vincenzo Pelvi, sono stati anche ricordati gli altri 4 alpini rimasti feriti nell'esplosione del Lince che è costata la vita al Capitano Massimo Ranzani. Le loro condizioni migliorano e presto faranno rientro in Italia, mentre solo uno di loro per il momento resterà in Germania in quanto dovrà essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Ai funerali erano presenti in prima fila il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente della Camera Fini ed il Presidente del Senato Schifani. Solo la quarta fila per il Premier Berlusconi, arrivato a cerimonia già iniziata, a causa-si dice-di pressanti impegni di governo. L'Arcivescovo Pelvi durante l'omelia ha avuto parole di elogio per l'ufficiale "Massimo Ranzani era un Alpino dallo sguardo sorridente e dal gesto coraggioso, è stato colpito mentre rientrava da un'operazione di assistenza medica, dopo avere distribuito vestiti, coperte, sacarpe e cibo."Ed ha inoltre sottolineato che"queste sono operazioni che i nostri giovani svolgono quotidianamente perchè hanno scelto di investire nel povero la loro propria storia".  La cerimonia si è conclusa con la benedizione della bara mentre risuonava il canto degli Alpini"Signore delle Cime". Al termine della cerimonia la bara è stata portata fuori dalla chiesa a spalla dai commilitoni del 5° Reggimento Alpini di Vipiteno, la precedevano la corona d'alloro del Presidente della Repubblica, ed un alpino con in mano un cuscino rosso: sopra il berretto e la sciabola da Capitano. Fuori dalla Chiesa, sotto la pioggia, la folla ha tributato un lungo applauso al feretro. E forse tra folla commossa all'uscita dalla basilica, risuonavano ancora le parole ascoltate durante l'omelia dell'Arcivescovo Pelvi che riportava le parole dell'Alpino. Il Capitano Ranzani infatti amava ripetere ai suoi amici:"Per costruire la pace bisogna guardare negli occhi dei bambini, leggergli dentro il sogno, perchè non ci sono bambini italiani, afgani o di altri paesi. Ci sono solo bambini".

 

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2 marzo 2011 3 02 /03 /marzo /2011 18:49

Mentre si parla ancora delle "Olgettina girls" e dei lussuosi appartamenti a loro intestati da Berlusconi, sembrano essersi spenti i riflettori sulla città dell'Aquila ed i suoi abitanti. A quasi 2 anni dal terremoto del 2009 nulla sembra essere cambiato. Secondo i dati di una ricerca svolta dall'Università di Firenze,dell'Aquila e delle Marche e condotta da David Alexander(uno tra gli esperti più importanti e qualificati in materia di grandi disastri),e coordinata dal Cespro e dall'Unione Europea, a L'Aquila, i lavori di ricotruzione post-terremoto hanno un andamento molto lento, talmente lento da essere superati dai lavoro di ricostruzione in Indonesia dove si procede a passo molto più spedito. I dati di questa ricerca parlano chiaro:alla fine del 2010, su un campione di 15 mila persone intervistate, il 71% ha affermato che"la vecchia comunità è morta assieme al terremoto". Il 68% degli intervistati ha dichiarato di voler abbandonare la sua abitazione. Il 43% invece ha foto terremoto l'aquilasofferto o soffre di stress dovuto anche all'aumento della disoccupazione, ed è aumentato il consumo di alcool e droghe. Il 35% degli intervistati si lamenta del malfunzionamento dei servizi igienici, e il 73% lamenta l'inesistenza di luoghi di aggregazione sociale. La maggioranza vorrebbe poter scappare via da quelle casette di legno sorte in mezzo al deserto. Secondo questa ricerca, i problemi attuali della popolazione de L'Aquila sarebbero stati causati dal modo di investire i soldi: i finanziamenti infatti sono stati tutti investiti negli alloggi provvisori invece di essere investiti s ricostruzione del centro storico o della città. Poi lo scandalo che ha investito la Protezione Civile di Bertolaso & C. ha aggravato ulteriormente la entro sono sfollati. C'è il business sorto intorno alla ricostruzione. Il grosso degli appalti  e subappalti sarebbe finito in mano a poche imprese e consorzi. L'Associazione Libera ha più volte denunciato sospette infiltrazioni mafiose negli appalti. Le varie imprese incaricate della ricostruzione hanno sede all'Aquila ma non sarebbero aquilane. I lavoratori nei pochi cantieri sono quasi tutti rumeni. Perchè? Inoltre c'è la questione dei terreni dei molti ettari di terreno che sono stati espropriati per la costruzione degli insediamenti del famoso progetto C.A.S.E., terreni che non sono stati utilizzati e che stranamente non vengono restituiti ai loro proprietari. 

La maggior parte degli abitanti dell'Aquila vive nelle casette colorate costruite in mezzo al deserto: non ci sono negozi o punti di aggregazione, molte famiglie sono state divise, tra loro una distanza anche di 30 km. Capita poi che ogni 2 mesi molte famiglie che magari avevano stretto amicizia con altri nuclei familiari, vengano trasferiti in un altro paese: precarietà dell' abitazione e anche dei legami affettivi. Ed è così che la maggior parte dei terremotati sono diventati dipendenti dalla macchina per spostarsi da un paese all'altro a causa della distanza eccessiva. E poi succede anche questo: persone con la casa assegnata dalla Protezione Civile costrette a traslocare perchè alcune abitazioni sarebbero troppo grandi. Così ecco arrivare l'ordine di sgombero e non importa se tra le persone che devono sgomberare ci sono persone di 80 anni. Mentre si leggono i verbali delle intercettazioni delle"Olgettina girls" che litigano tra di loro perchè vogliono un appartamento più grande, in una parte dell'Italia ci sono delle persone che una casa tutta loro forse non ce l'avranno mai  e dovranno vivere in una casettina di legno tutta colorata dove magari ci sono anche le infiltrazioni d'acqua.

 

 

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1 marzo 2011 2 01 /03 /marzo /2011 19:04

isaf-lince.jpg Giovedi si assisterà per l'ennesima volta ai funerali di stato di un militare morto in missione in Afghanistan. L'unica consolazione danvanti a quest'ennesima morte saranno le parole del militare che aveva confidato agli amici prima di partire le sue parole:"Non voglio sposarmi, perchè facendo questo lavoro non vorrei complicare la vita alla mia famiglia. La mia vita è la carriera militare, se mi sposassi, mi sentirei troppo legato alla famiglia. E' il mio lavoro, la mia passione. Voglio andarci". Intanto l'opinione pubblica,si interroga oltre alcuni politici, sul senso della missione dei militari italiani in Afganistan. Se il contingente militare deve restare in Afghanistan, non sarebbe forse giunta l'ora di dotarlo di mezzi di protezione più efficaci contro i micidiali IED(ordgni esplosivi improvvisati)? Per il momento si continua ad utilizzare il "Lince", ma S.Lince(come lo chiamano i militari)da un pezzo non sembra più in grado di offrire una protezione efficace al suo equipaggio. Il mezzo a quanto pare non sarebbe adatto ai terreni montagnosi dell'Afghanistan dove è   costretto a procedere ad un 'andatura molto ridotta a causa degli avvallamenti del terreno, la guida diventa molto difficile, e l'autiere non riesce a mantenere il controllo del mezzo come dovrebbe. Inoltre il "Lince" ha la tendenza a ribaltarsi molto facilmente soprattutto quando viaggia a velocità molto ridotta sia in salita che in discesa ed in curva. Certo come blindato, sopporta l'impatto di proiettili di calibro 12,7, ma è  molto vulnerabile agli attacchi di RPG e sopratutto degli IED, che causano esplosioni devastanti. Come se non bastasse, e questo è stato più volte detto da più parti, c'è il mitragliere in ralla che rimane con il busto all'esterno della torretta:in caso di esplosione difficilmente troverà una via di scampo. I "Lince" andrebbero sostituiti con i "Freccia", dei blindati più lenti ma che sono in grado di offrire una maggiore protezione. Già a luglio del 2010 il Ministro della Difesa La Russa aveva annunciato l'invio sul fronte afgano dei primi 17 esemplari di "Freccia", in modo da potenziare le misure di protezione e le condizioni di sicurezza per i militari. Il Tenente Massimo Ranzani ha trovato la morte proprio su un "Lince", e tutto il suo equipaggio ha rischiato davvero tanto. Che fine hanno fatto i "Freccia"?

(Foto:esercito italiano)

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1 marzo 2011 2 01 /03 /marzo /2011 18:49

alpino luca sanna ciampino E' previsto per domani il rientro in Italia della salma del Tenente Ranzani ucciso ieri un attentato in Afghanistan. I funerali si svolgeranno giovedì alle 10.00 nella Basilica di S.Maria degli Angeli a Roma. Ancora una volta il tricolore avvolgerà una bara, quella del 37esimo militare morto in missione in Afghanistan, e ancora una volta si sentiranno le solite parole di circostanza da parte degli esponenti del mondo politico. Mentre l'interrogativo da porsi  ed al quale al quale bisogna rispondere al più presto è: è giusto che il contingente italiano resti in Afghanistan nonostante la situazione stia diventando giorno dopo sempre più rischiosa? E poi:non sarebbe ora di fornire ai militari italiani dei mezzi più sicuri in grado di proteggerli dai micidiali IED(oridigni esplosivi improvvisati)? 

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28 febbraio 2011 1 28 /02 /febbraio /2011 22:02

berluskoni-ke-ride.jpg"Berlusca fatti processare":questa la scritta sui cartelli gialli di alcuni manifestanti che si sono presentati di fronte all'Unione del Commercio di Milano. I contestatori erano circa una decina, il loro obiettivo è stato quello di dare vita ad una manifestazione di protesta nei confronti del Premier proprio nel giorno in cui inizia il processo che lo vede sotto accusa  per la questione della Mediaset, il primo dei 4 processi che lo riguardano. I manifestanti sono stati allontanati dalle forze dell'ordine. Tra di loro, anche Piero Ricca diventato"famoso"per gridato"Buffone"a Berlusconi quando si era presentato al Palazzo di giustizia di Milano per il processo SME.

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28 febbraio 2011 1 28 /02 /febbraio /2011 15:59

foto nibbio1Militari italiani in Afghanistan ancora sotto tiro. A pochi giorni di distanza dall'attentato in cui è rimasto ferito un militare, questa volta l'attentato è costato la vita al Tenente Massimo Ranzani,37 anni del 5 Reggimento degli Alpini. Altri 4 militari italiani sono in gravi condizioni. L'attentato è avvenuto alle 12.45 ora locale, nella zona di Shindand. Secondo la ricostruzionde dell'accaduto, una colonna formata da 13 blindati stava passando nei pressi di Shindand, ed era di ritorno da un'opeazione che prevedeva assistenza medica alla popolazione locale. All'improvviso uno IED(ordigno esplosivo improvvisato)ha colpito in pieno un Lince, che si trovava proprio all'inzio della colonna, centrandolo in pieno. Il Tenente Ranzani ha perso la vita, mentre altri 4 militari sono stati portati in salvo all'ospedale militare(Role2) della Base "Shaft"presso Shindand, sede del Comando della Task Force Centre. I 5 militari apartengono tutti al 5 Reggimento degli Alpini.

Con un messaggio sul web i talebani hanno rivendicato l'attentato.Il mondo politico ha espresso il suo cordoglio e solidarietà alla famiglia dell'Alpino, grande commozione anche da parte del Presidente della Repubblica Napolitano. Il Ministro La Russa ha affermato che la missione militare in Afghanistan proseguirà. Il leader dell'Idv Antonio di Pietro ha affermato che"questa è l'ennesima tragedia annunciata(...)e non ha più senso restare in Afghanistan perchè nel paese è in atto una vera e propria guerra civile, e quindi non portiamo avanti solo la lotta al terrorismo". Inoltre sempre Di Pietro, ha affermato che"la responsabilità politica di queste morti ricade sul governo e su tutti coloro che in Parlamento hanno votato per il proseguimento della missione". Durante la loro i missione i militari italiani hanno provveduto a portare luce, acqua (con la costruzione di pozzi), hanno aperto delle scuole, e costruito  nuove infrastrutture. Sono riusciti ad instaurare un ottimo rapporto con i capi dei villaggi e della popolazione locale, riuscendo a riportare sicurezza e stabilità in zone che si trovavano sotto il comando dei Talebani. E' evidente che la loro azione disturba gli "insurgents"che hanno intensificato i loro attacchi,  che secondo quanto previsto dal Generale Petraeus, Comandante della Missione Isaf, sono destinati ad intensificarsi con l'arrivo della primavera. La missione italiana in Afghanistan alla luce dell'ennesimo attentato di oggi ,ha ancora un senso oppure no? Il dibattito resta aperto.

(Foto:esercito italiano)

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27 febbraio 2011 7 27 /02 /febbraio /2011 16:53

skuola-a-pezzi-2.JPG"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori". Queste le parole pronunciate ieri dal Premier Berlusconi durante il suo intervento a Roma al Congresso dei Cristiano Riformatori. Parole dure, un vero e proprio atto di accusa nei confronti della scuola pubblica e soprattutto di un'intera categoria lavorativa:i professori. Ci pare di vederli questi insegnanti delle scuole statali ,così tanto disprezzati dal premier. Ci pare di verderli alzarsi ogni mattina presto per andare ad insegnare, nonostante tutto. Già nonostante tutto. Perchè in questa Italia del Bunga Bunga diventata lo zimbello di tutti e derisa all'estero,il lavoro dell'insegnante diventa sempre più difficile. Ardua diventa l'impresa di spiegare ai ragazzi che devono studiare, perchè lo studio, la cultura sono importantssimi nella vita, ed è con la cultura e l'istruzione che si va avanti nella vita. Gli studenti seguono con difficoltà questo discorso: i giornali, la tv, il web, propongono a ripetizione le immagini dello Scandalo Ruby. Ragazze bellissime griffate dalla testa ai piedi retribuite fino a 40 mila euro per una notte di sesso, e dove 800 euro sono davvero troppo pochi per un incontro hot(come riportato nei verbali delle intercettazioni). Ragazze che fanno carriera in politica solo per la loro bellezza, non certo per la loro cultura o per la loro preparazione. Il Premier attacca la scuola e la cultura che sono, anzi per l'Italia dovrebbero essere il pilastro della Nazione. Ci pare di vederli questi insegnanti così disprezzati e malpagati, andare ogni mattina ad insegnare magari nelle scuole di periferia. Edifici fatiscenti, spesso manca il gesso per scrivere, o le lavagne cadono a pezzi, le finestre hanno i vetri bucati e d'inverno le aule sono ghiacciate. Certo il Ministro Gelmini ha detto che presto arriveranno le lavagne elettroniche  a risolvere come per incanto tutti i problemi di degrado in cui versa la scuola pubblica. Ammesso che ce ne siano di problemi per il Ministro! Spesso sono gli stessi professori che provvedono di tasca propria alle fotocopie, a volte devono anche essere psicologi per aiutare ragazzi con storie difficili alle spalle, spesso devono fare lezione in aule con 30 alunni. Ci pare di vederli gli insegnanti che una cattedra invece non ce l'hanno più, eppure hanno tanti di servizio alle spalle e tanta dedizione alla scuola, ma una certa Riforma, dall'oggi al domani, ha deciso che non c'era più spazio per loro.

Anche domani mattina tanti insegnanti si sveglieranno presto per andare ad insegnare in una scuola pubblica, di un a grande città o di una periferia, prenderanno posto dietro la loro cattedra, e nonostante la rabbia e l'amarezza per le parole del Premier, faranno lezione. Faranno lezione con impegno e con passione ai loro studenti nonostante le mille difficoltà della loro professione disprezzata e malpagata. Gli insegnanti dietro le loro cattedre,ogni giorno come in trincea: sono loro gli eroi di questa Italia alla deriva.

(Foto:Alessandra C. copyright riservato)

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26 febbraio 2011 6 26 /02 /febbraio /2011 16:51

Situazione ad alta tensione per il contingente militare italiano in Afghanistan. Ieri un militare è rimasto ferito inseguito ad un'esplosione, come è stato riferito dal Ministro La Russa che ieri si trovava a Livorno per la cerimonia in vista della partenza della Brigata Folgore per l'Afghanistan.foto-militari-italiani-cn-mezzo-militare-foto-x-blog-afghan.jpg Il fatto è avvenuto ieri a Shindand, una pattuglia di militari italiani si è trovata sotto attacco da parte degli "insurgents", sono stati esplosi anche dei colpi d'arma fuoco. Poco dopo la mezzanotte c'è stata l'eplosione di uno IED(ordigno esplosivo improvvisato), che ha sbalzato il rallista(il militare posto sulla torretta del Lince) fuori dal blindato. Il militare avrebbe riportato una ferita al ginocchio e le sue condizioni non sarebbero preoccupanti. Il Lince, secondo quanto riferito dal Comando Regionale Ovest della Missione Militare Isaf, ha riportato"danni materiali sostanziali". I militari sotto attacco hanno reagito prontamente e sono riusciti a mettere in fuga gli assalitori che avevano attaccato la pattuglia. Subito dopo l'attentato la"quick reaction force"è partita dalla base "shaft", sede del Comando. Un team è riuscito a portare a termine l'operazione di recupero di tutti i militari della pattuglia nonchè del Lince coinvolti nell'esplosione. Alle operazioni di recupero hanno preso parte anche una "quick reaction air"americana ed un aereo UAV senza pilota.

La pattuglia coinvolta nell'esplosione stava svolgendo le attività previste dal "Bear 5":un'operazione portata avanti dagli Alpini del 5 Reggimento e dalla polizia afgana nella zona di Shindand. Questa operazione, come ha affermato il Maggiore Igor Piani, portavoce del Contingente Militare Italiano, negli ultimi giorni aveva ottenuto dei risultati importanti, portando all'arresto del Mullah Basir, un "insurgent" della zona che aveva partecipato a diversi attentati terroristici riuscendo sempre a sfuggire alla cattura. Sempre durante questa operazione sono stati arrestati altri 8 sospettati e poste sotto sequestro molte armi e munizioni.

(Foto:esercito.italiano)

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25 febbraio 2011 5 25 /02 /febbraio /2011 22:28

gheddafi foto di blitzI rivoltosi uccisi a migliaia in Libia in questi giorni, sono sterminati dall'esercito e dai mercenari di Gheddafi che a quanto pare utilizza armi di fabbricazione italiana. Una notizia davvero agghiacciante, ripresa da più siti del web e diffusa dalla Rete Italiana per il Disarmo e la Tavola della Pace, che hanno le prove. Le prove di un traffico d'armi italiane che nel 2009 sono finite nelle mani del dittatore libico. Secondo quanto affermato dalla Rete Italiana per il Disarmo i dati sono sconvolgenti:79 milioni di euro di armi leggere per uso militare, armi appartenenenti alla categoria ML1, con un calibro inferiore ai 20 mm, altre armi invece sono armi automatiche di calibro 12,7mm ad anima liscia fabbricate dalla Beretta. E' con queste armi che l'esercito di Gheddafi in questi giorni sta sparando e uccidendo i rivoltosi libici. Ma come hanno fatto queste armi ad arrivare fino in Libia, e come mai nessuno ha mai parlato di questa faccenda? Dai dati ufficiali dell'Istat infatti non emerge nessua statistica relativa ad un'esportazione di armi verso la Libia nel 2009. Eppure le armi sono giunte a destinazione ugualmente e senza intoppi. Sempre secondo quanto affermato da Flavio Lotti coordinatore del Tavolo della Pace, si ipotizza che una ditta italiana avrebbe esportato le armi senza alcuna autorizzazione da parte del governo italiano. Oppure altra ipotesi, le armi sono state esportate grazie all'autorizzazione di qualche ufficio governativo italiano, che però poi non avrebbe certificato l'avvenuta consegna delle armi. Le armi sarebbero state fornite dalla fabbrica di armi Beretta in provincia di Brescia, che al momento non rilascia nessuna dichiarazione sulla questione. Questo non sarebbe l'unico traffico di armi con destinazione la Libia, infatti sempre secondo quanto sostiene e documenta un'inchiesta di Altraeconomia, la magistratura italiana sempre nel 2009, indagava su un traffico di Kalashnikov prodotti in Cina che alcuni trafficanti d'armi italiani volevano vendere all'esercito di Gheddafi. Sempre di oggi la notizia che tra i mercenari del dittatore libico ci sarebbero quattro o cinque italiani, ma la notizia deve essere ancora confermata.

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Published by Alessandra C. - in Libia
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