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8 settembre 2019 7 08 /09 /settembre /2019 16:18
Niger: il Comandante del COFS in visita alla Folgore in missione
Niger: il Comandante del COFS in visita alla Folgore in missione
Niger: il Comandante del COFS in visita alla Folgore in missione

Il Generale di Divisione Nicola Zanelli, Comandante del Comando Interforze per le Operazioni Speciali (COFS) ha visitato l'altro ieri il Quartier Generale della Missione Bilaterale di Supporto in Niger a Niamey. Nella sua visita il Generale é stato accompagnato dal Colonnello Carmine Vizzuso, Comandante del 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi (RAO) della "Folgore". Il Generale é stato ricevuto dal Comandante della missione, il Generale di Brigata Claudio Dei, e ha inoltre preso parte alla cerimonia di chiusura del corso di Tecniche di Intervento e di Sicurezza (GIS) della Guardia Nazionale del Niger (GNN)e portato a termine dal team di addestratori delle Forze Speciali dell'Esercito Italiano inquadrati nell'ambito della MISIN su base 185° Reggimento Paracadutisti  RAO "Folgore".

Il corso é durato 8 settimane durante il quale in più moduli, sono state impartite lezioni teorico-pratiche sulle fondamentali procedure tecnico-tattiche tipiche delle Forze Speciali impiegate in operazioni in ambiente urbano ed in particolare nella bonifica di ambienti ristretti, tipici dei complessi abitativi. Gli operatori  dei GIS della Guardia Nazionale, sono stati istruiti sulle tecniche di soccorso dei feriti in ambiente tattico e sul corretto maneggio ed utilizzo delle armi individuali in dotazione.

Il corso si é concluso con un'esercitazione presso l'area addestrativa della GNN, nella quale sono state  messe in atto le attività didattiche apprese durante le lezioni teorico-pratiche. Il personale della Guardia Nazionale si é classificato fra i primi 10 nel corso TIO precedente, ha partecipato al 2°corso per istruttori, al fine di consentire in futuro, la piena autonomia nella formazione del Gruppo di Intervento e Sicurezza della GNN.

Il Generale ha poi proseguito la sua visita presso l'Ambasciata d'Italia in Niger dove ha incontrato l'amnasciatore Marco Prencipe e il Comandante delle Operazioni Speciali delle Forze Armate del Niger, il Colonnello Maggiore Moussa Salaou Barmou.

La visita si é poi conclusa con la firma dell'Albo d'Onore della MISIN ovvero la Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger. Una missione quella del contingente italiano che ha come obiettivo quello di incrementare le capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, in modo da rafforzare le capacità di controllo del territorio da parte delle autorità nigerine  del Paesi  del G5 Sahel.

Niger: il Comandante del COFS in visita alla Folgore in missione
Niger: il Comandante del COFS in visita alla Folgore in missione

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4 agosto 2019 7 04 /08 /agosto /2019 18:26
Roma:il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia contro l'inno al Papeete:"Non avrei permesso mai una cosa del genere"

"Non entro nel merito del comportamento dei singoli politici, perché ognuno interpreta la politica come meglio crede. Ho sempre rispettato tutto e tutti, anche chi mi ha sparato il 2 luglio 1993. Posso dire cosa avrei fatto io. Non avrei permesso mai un cosa del genere. Da cittadino, da ex parlamentare e da uomo che si onora di indossare l'Uniforme, credo nei valori  e nelle parole scritte nell'Inno che non é la classica strofa che si canta prima di una partita di calcio". Questa la dichiarazione all'ADnKronos del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare, ferito nel 1993 durante la sua missione in Somalia riguardo alle polemiche che infuriano dopo che l'Inno nazionale é stato ballato come se fosse una qualunque tormentone estivo estivo da discoteca, al Papeete mentre il Ministro Salvini era alla consolle.

Un Inno che é di tutti gli italiani, che rappresenta la nostra nazione e che é stato svilito a hit estiva da ballare  in discoteca sulla spiaggia con annesse cubiste sculettanti. "Questo testo è pieno di simboli che ci rappresenta cosi come i rappresenta il Tricolore, credo la politica sia un pò lontana da certa realtà, ed é ultimamente lontana da certi valori in cui una parte degli italiani ancora si identifica. Ripeto, il mio é un semplice richiamo alla sobrietà e all'avvicinarsi ad un mondo, quello militare, in modo diverso. Quando si giura fedeltà alle istituzioni o si canta "siam pronti alla morte"non é  semplice esibizione , ma qualcosa di più profondo, ed é questo il motivo per cui  certe scene disturbano e dico che non l'avrei permesso perchè a differenza di alcuni, quel mondo io lo conosco da sempre"ha concluso cosi la sua dichiarazione all'AdnKronos.  

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31 luglio 2019 3 31 /07 /luglio /2019 21:20
Niger:parà della Folgore in missione addestrano  militari nigerini
Niger:parà della Folgore in missione addestrano  militari nigerini
Niger:parà della Folgore in missione addestrano  militari nigerini

Parà della Folgore in azione durante la loro missione bilaterale di supporto in Niger(MISIN): si è svolta infatti l'altro giorno un'esercitazione di aviolancio con il paracadute ad apertura automatica a favore del Battaglione Paracadutisti nigerino. Erano presenti all'esercitazione, il Capo Reparto Supporto Operativo del COI ( General di Divisione Aerea Roberto Boi, il Comandante della MISIN, il Generale di Brigata Claudio Dei ed il Vice Comandante della Brigata Folgore, il Generale di Brigata Beniamino Vergori.

L'esercitazione ha sancito la conclusione del 4° corso di paracadutismo condotto dal Mobile Training Team della Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN). Nei giorni scorsi  si sono conclusi anche i corsi di Tecniche Investigative e di intervento operativo a cura del Team addestrativo dei Carabinieri  a favore della Gendarmeria Nazionale del Niger e di tecniche di Polizia per Forze Speciali tenuto dal Gruppo Intervento Speciale (GIS) dei Carabinieri  a favore della Guardia Nazionale nigerina.

I parà della Folgore della MISIN hanno fornito supporto ai militari nigerini sia per ciò che riguarda le attività di definizione e validazione della Zona di Lancio, sia nell'assistenza e supporto per la pianificazione e l'organizzazione dell'attività addestrativa. L'attività aviolancistica si é svolta con il contributo dei parà della Folgore che hanno fornito l'assistenza tecnica all'aviolancio, i paracadute e tutto il materiale necessario allo svolgimento dell'esercitazione nonché dell'Aeronautica Militare, che ha fornito un velivolo C130-J.

Al termine dell'esercitazione c'è stata una cerimonia di scambio reciproco dei distintivi da paracadutista militare tra italiani e nigerini presso il Centro per l'Istruzione al Paracadutismo di Namey. I parà della Folgore assieme agli altri militari italiani della missione hanno portato l'eccellenza e la professionalità tricolore anche in questa remoto teatro operativo dell'Africa. 

Niger:parà della Folgore in missione addestrano  militari nigerini
Niger:parà della Folgore in missione addestrano  militari nigerini
Niger:parà della Folgore in missione addestrano  militari nigerini
Niger:parà della Folgore in missione addestrano  militari nigerini

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28 luglio 2019 7 28 /07 /luglio /2019 17:49
Roma:Carabiniere scrive alla Prof:"Sono orgoglioso di essere un Carabiniere, chieda scusa e vada ai funerali di Mario"

Dopo le offese della professoressa di Novara su Facebook al Vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma("Uno di meno, e chiaramente  con uno sguardo poco intelligente , non ne sentiremo la mancanza), il Maggiore Marco Belladonna, le ha  scritto una lettera:

"Carissima Professoressa, chi le scrive é un Ufficiale Superiore dei Carabinieri, si documenti se vuole sul grado, e le gerarchie perché questo non é il punto. Sono un Carabiniere e sono orgoglioso di esserlo, sono una Medaglia di Bronzo al Valor Civile per aver fatto desistere nel 1998, un uomo da intenti suicidi. L'uomo era armato di fucile da caccia  e sono rimasto chiuso in casa sua per un'ora parlando con lui e alla fine lui é ancora in vita,  e io, per fortuna, pure dato che avevo il suo fucile carico puntato contro.

Durante la mia carriera ho avuto altre vicessitudini che non sto a elencare. Insomma, noi dallo sguardo poco intelligente  rischiamo la vita, come la rischiano tanti altri lavoratori nei confronti dei quali non ci si rivolge come lei ha fatto verso il collega morto ieri a Roma, l'ennesimo. Io non la giudico e non sono qui ad attaccarla perché comunque , Lei starà facendo i conti con la sua coscienza in questo momento.

Sono qui per suggerirle di comperare un biglietto per Somma Vesuviana per domani per poter partecipare ai funerali  del collega  cosicché possa chiedere scusa alla vedova, o in alternativa potrebbe andare a Roma al nostro Comando Generale e scusarsi con il nostro Comandante Generale per quanto lei ha scritto. Vede io, comunque, ho scelto di difenderLA, e di difendere anche chi pensa che noi siamo per strada per uno stipendio sicuro, per il posto fisso ed altre cose simili ed anche per Lei che magari é poco convinta che noi, Carabinieri abbiamo lo sguardo poco intelligente.

Un ultimo consiglio, quando é in auto, a piedi o in bici e vede delle persone in uniforme, si fermi e vada incontro ad esse,e le ringrazi, perché se lei va in giro tranquilla e serena é per merito loro che quando lei dorme loro vegliano su di Lei, che quando si diverte loro sono li a sorvegliare affinché possa divertirsi senza pensieri e cosi via. Nel suo profilo ho visto che Lei é madre di n bellissimo bimbo, bene gli racconti che sebbene noi abbiamo lo sguardo poco intelligente , lui potrà stare al sicuro finché ci siamo noi e che non dovrà mai aver paura di nulla quando vede un uomo in uniforme. Mi scusi se mi sono permesso".  

Errata Corrige: l'autore della lettera alla Prof.ssa é il Maggiore Marco Belladonna e non il Maggiore Massimo Ferrari, come erroneamente citato nell'articolo. Articolo che si é provveduto a correggere dopo avere ricevuto la precisazione da parte del Maggiore Belladonna che può davvero essere fiero di questa lettera. In qualità di amministratrice di questo blog chiedo scusa ai due ufficiali dell'Arma per l'errore e ai lettori.

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19 luglio 2019 5 19 /07 /luglio /2019 16:29
Iraq:il Generale Terzano ringrazia i militari italiani per il loro impegno in Operazione "Prima Parthica"
Iraq:il Generale Terzano ringrazia i militari italiani per il loro impegno in Operazione "Prima Parthica"

Passaggio di consegne l'altro giorno al comando del Contingente italiano nella missione in Iraq a Camp Singara. Il Generale di Brigata Paolo Attilio Fortezza é il nuovo Comandante del contingente italiano e subentra al suo parigrado Nicola Terzano anche nell'incarico di Direttore dell'Addestramento della Coalizione anti-Daesh. Il Generale di Brigata cedente, Nicola Terzano ha avuto parole di elogio per i militari italiani, e durante il suo discorso ha voluto ricordare il sacrificio  dei militari, dei civili sia della Coalizione e non che sono caduti nella lotta al Daesh, che purtroppo é ancora presente come forza insorgente che come ideologia distruttiva. Ha poi ringraziato le autorità presenti, i tanti presenti, i partners iracheni del Kurdstan, e anche ai colleghi della Coalizione per il loro impegno quotidiano nell'addestramento delle forze di sicurezza  con l'obiettivo di renderle  più abili nella lotta a Daesh.

Il Generale ha ringraziato i militari  italiani  per il loro impegno quotidiano e la loro professionalità e determinazione, che ha loro consentito di conseguire eccellenti risultati  riconosciuti sia dalle Autorità locali che dai colleghi della Coalizione. Il Generale ha anche voluto ringraziare le famiglie sottolineando il loro ruolo importante nel Contingente Italiano: é infatti grazie al loro supporto quotidiano  che i soldati italiani possono operare in modo sereno ed efficace nell'ambito della loro missione. Il Generale Terzano  si é detto orgoglioso dell'operato dei militari del contingente e per i traguardi che sono stati raggiunti insieme, ha affermato inoltre di di essere onorato di avere servito la Patria all'estero e infine augurato  al Generale Fortezza ogni fortuna per il prosieguo della missione.

Alla cerimonia del passaggio di consegne erano presenti l'Ambasciatore d'Italia S.E. Bruno Antonio Pasquino e il Comandante del Combined Joint Task Force-Operation Inherent Resolve, il Generale di Corpo d'Armata Paul Joseph LaCamera che si sono voluti complimentare con il Comandante italiano per l'ottimo lavoro svolto e d hanno ringraziato i militari italiani per la oro professionalità e i risultati conseguiti. 

Fino ad oggi sono 50.000 gli appartenenti alle Forze di Polizia e di Sicurezza irachene e della regione autonoma del Kurdistan addestrati  dai militari italiani sia con corsi basici che avanzati. Gli addestratori italiani sono inquadrati in unità multinazionali all'interno del Kurdistan Training Coordination Center, che si trova attualmente sotto il comando di un Colonnello dell'Esercito Italiano  e del Police Task Force-Iraq, unità a guida Arma dei Carabinieri. C'é anche l'Air Task Group  Griffon, formato da piloti, specialisti e militari dell'Aviazione dell'Esercito Italiano, che si occupa dell'elitrasporto del personale della Coalizione in tutto l'Iraq e il Comando del Supporto logistico al Contingente schierato in aerea di operazioni.

Ci sono Ufficiali e Sottufficiali della Difesa italiana che operano in vari settpri all'interno degli staff dei comandi della Coalizione. I militari italiani inquadrati nell'operazione "Prima Parthica", sono inseriti nell'ambito del Combined Joint Task Force-Operation Inherent Resolve, Coalizione multinazionale che combatte contro Daesh e attualmente vede impegnati 76 Paesi e 4 Organizzazioni internazionali. Il contingente é formato da circa 500 militari  di tutte le Forze Armate e ha come obiettivo principale quello di addestrare le forze dei Ministeri della Difesa e dell'Interno iracheni e della regione autonoma del Kurdistan. Uomini e donne che ogni giorno con la loro dedizione e il loro impegno sono  sempre in prima linea per combattere contro Daesh.

Iraq:il Generale Terzano ringrazia i militari italiani per il loro impegno in Operazione "Prima Parthica"
Iraq:il Generale Terzano ringrazia i militari italiani per il loro impegno in Operazione "Prima Parthica"

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16 luglio 2019 2 16 /07 /luglio /2019 16:51
Kuwait :gli Eurofighter italiani celebrano i primi 100 giorni della loro missione
Kuwait :gli Eurofighter italiani celebrano i primi 100 giorni della loro missione

500 ore di volo: questo il traguardo tagliato dagli Eurofighter italiani nella missione in Kuwait a supporto dell'operazione "Inherent Resolve" nel contrasto contro il Daesh.  Gli Eurofighter hanno sostituito gli AM-X dal 26 marzo scorso. In servizio presso l'Aeronautica Militare Italiana dal 2004, l'Eurofighter, é operativo ogni giorno al servizio  del Paese dalle basi di Trapani, Grosseto e Gioia del Colle e assicura senza soluzione di continuità la Difesa Aerea Nazionale. 

Questi velivoli sono in prima linea per combattere il Daesh con il loro ruolo di ricognitore tattico in operazioni fuori dai confini nazionali, proprio nel teatro operativo dell'operazione"Inherent Resolve"gli Eurofughter italiani stanno dimostrando la loro versatilità tattica in quanto velivoli tecnologicamente avanzati in grado di portare a termine anche missioni nel settore ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) espandendo ancora di più le loro capacità di assetto multi-ruolo.

Task Group"Typhoon":questo il nome della Task Force che vede tra le sue fila personale che proviene da tutte le basi Eurofighter italiane, con il supporto di colleghi di altri Stormi ed Enti  anche interforze. Gli Eurofighter sono anche adatti a sfidare le condizioni climatiche più avverse con temperature che superano i 50° e durante i loro primi 100 giorni di missione hanno portato a termine 120 missioni, fotografato oltre 1700 punti di interesse. Le immagini dopo che svengono studiate ed interpretate dagli analisti dell'Integrated Italian Multisensor Exploration Cell (12 MEC), acquisiscono ulteriore  qualità informativa e cognitiva.

Ancora un volta gli Eurofighter ed i militari italiani sono espressione dell'eccellenza e della professionalità tricolore anche nei teatri operativi in  contesto internazionale.

Kuwait :gli Eurofighter italiani celebrano i primi 100 giorni della loro missione

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12 luglio 2019 5 12 /07 /luglio /2019 16:59

Sono 1148, sono poliziotti e hanno vinto un regolare concorso dopo tanto studio e tanti sacrifici ma non possono entrare in servizio. Perchè? Durante lo svolgimento del loro concorso qualcuno ha pensato bene di cambiare i requisiti richiesti per tale concorso: età non superiore ai 26 anni (loro hanno più di 27 anni) e inoltre scorrimento della sola  graduatoria dei civili che hanno partecipato al concorso, mentre coloro che sono già militari(come loro) vengono automaticamente esclusi. Il tutto potrebbe essere anche normale se questi nuovi requisiti richiesti fossero stati elementi  necessari per un altro concorso, ma non per certo per un concorso in svolgimento. Una vera e propria beffa. Ed é cosi che 1148 poliziotti si trovano impossibilitati ad entrare in servizio per questi motivi a dir poco ingiusti. Hanno fatto ricorso al TAR e protestato in vari modi. Ma a quanto pare non é servito a niente. Per lo Stato sono troppo "vecchi" e non fanno parte della graduatoria dei civili ma dei militari. Eppure loro non si arrendono. Hanno aperto una pagina Facebook dal titolo significativo:"Il VFP 1 dimenticato" dove si può leggere questo post: Il militare non è un lavoro semplice è un lavoro che va fatto con il cuore, il nostro amor di patria e il nostro amore per la divisa, ci ha portato ad indossarla volontariamente consapevoli dei sacrifici che ci avrebbe portato. 
Adesso lo stato ci abbandona, il ministero non ci tutela e noi dopo soldi spesi per addestrarci veniamo scartati.
Questo significa deridere la bandiera Italiana
La stessa sulla quale giurano militari e politici
ASCOLTATECI

CONDIVIDETE! 

Hanno condiviso un video che racconta la loro vicenda: la storia di un gruppo di poliziotti che si sono visti stracciare davanti agli occhi il sogno di una vita: indossare l'uniforme dell'agente di polizia. 

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9 luglio 2019 2 09 /07 /luglio /2019 21:03
Roma:marò colpevoli da sempre per gli indiani anche se la prova del proiettile dimostra il contrario

Si é svolta ieri l'ultima udienza al Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja sul caso marò, udienza nella quale le delegazioni di Italia e India hanno ribadito le loro posizioni. L'Italia rappresentata dall'ambasciatore Francesco Azzarello ha rivendicato la giurisdizione italiana. Ai due fucilieri del S.Marco  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, secondo l'Ambasciatore italiano deve essere riconosciuta l'immunità dalla giustizia straniera. I due militari erano infatti membri delle forze militari italiane in servizio ufficiale a bordo di una nave battente bandiera italiana in acque internazionali. Di parere opposto invece il rappresentante dell'India Balasubramanian che ritiene i due pescatori indiani uccisi vittime assieme all'India. 

Si prevedono di nuovo  tempi lunghi :l'udienza durerà fino al 20 luglio e solo dopo sei mesi ci sarà la sentenza. Una sentenza che forse porre fine a questa scandalosa vicenda che vede condannati ingiustamente i due fucilieri del S.Marco.  I due militari erano a bordo di una petroliera italiana, l'Enrica Lexie,  in missione, allo scopo di proteggere l'imbarcazione dai pirati. Fin dall'inizio vennero accusati dall'India di avere ucciso, scambiandoli per pirati due pescatori indiani al largo del Kerala il 15 febbraio 2012.

Per 8 anni i due militari sono stati privati della loro libertà, ci sono stati vari e strani ritardi nel corso di un processo interminabile che per l'India li ha visti colpevoli da subito. E questo nonostante ci sia la prova dell'innocenza dei due militari italiani, la prova regina :la perizia balistica (vedi articolo su questo stesso blog:i marò non hanno sparato lo dice la perizia) che dimostra come il proiettile rinvenuto nel cadavere di uno dei due pescatori indiani, sia un proiettile 7,62 x 54R di fabbricazione russa, sparato dalla mitragliatrice russa PK che è assolutamente differente dalla cartuccia 5,56 x 45 in dotazione ai marò e che si può utilizzare sia con i fucili Beretta AR 70/90 sia con le mitragliatrici FN Minimi i dotazione.

Per farla breve, il calibro del proiettile che ha ucciso i pescatori indiani non risulta essere quello delle armi italiane.  A sparare non sono stati i marò. Come anche affermato dall'Ingegnere Luigi  Di Stefano perito tecnico che ha lavorato in diversi tribunali italiani e anche al caso Ustica, che ha stilato un dettagliato rapporto  su quanto accaduto quel 15 febbraio del 2012.

Sarebbe bastato anche ispezionare le canne dei fucili Beretta e il processo si sarebbe potuto chiudere nel 2015 con l'innocenza dei due fucilieri del S.Marco. Ma cosi non é stato. Chissà perché gli indiani hanno continuato a ritenere da sempre i due militari italiani colpevoli, colpevoli solo di trovarsi al largo delle coste del Kerala a svolgere la loro missione a bordo della petroliera Enrica Lexie. 

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7 luglio 2019 7 07 /07 /luglio /2019 17:28
Sassari:Carabiniere eroe di Nassirya restituisce la medaglia al valore per protesta

Quel 12 novembre del 2003 La Base Maestrale di Nassirya dei Carabinieri in Iraq era appena stata sventrata dalla terribile esplosione (che causò 28 morti), ma lui senza pensarci un attimo rischiando la vita, si era addentrato tra le macerie traendo in salvo i suoi commilitoni. L'appuntato dei Carabinieri Pietro Sini, 55 anni  di Porto Torres é davvero un eroe per il coraggio dimostrato in quelle circostanze, e anche se é sopravvissuto all'attentato, quell'attentato ha segnato per sempre la sua vita  costringendolo al congedo a causa dello shock post traumatico.

Per il suo atto eroico l'appuntato sardo ha ricevuto la medaglia d'oro al valore, ma tempo fa ha preso la decisione di restituirla al Comando Generale dell'Arma per protestare contro lo Stato. Quello Stato che non gli ha voluto riconoscere il fatto che la sua invalidità determinata dallo shock post traumatico nel frattempo si era aggravata. Dopo un gesto cosi clamoroso come la restituzione della medaglia al valore é calato il silenzio, all'Ansa l'appuntato in congedo ha infatti detto che:"Dal giorno di quel gesto nessuno mi ha mai chiamato per parlarmi, per chiedere il motivo della mia decisione, in compenso hanno voluto la mia presenza alle cerimonie e alle commemorazioni, "la mia figura é importante per tutti mi dicevano".

Tante belle parole ma nessuno ha mai riconosciuto l'aggravamento della sua invalidità. Alla fine le telefonate gli sono arrivate si, ma per richiedergli la somma di ben 1.410 euro, la somma che é stata versata per il conio della medaglia d'oro poi restituita per protesta. Da buon sardo, l'Appuntato in congedo Sini non si é arrende, ha messo le carte in mano agli avvocati e ora aspetta anche una risposta dal Ministro dell'interno Salvini nonchè dal Ministro della Difesa Trenta. Con la speranza che uno dei due ponga fine a quest'ingiustizia. Pietro infatti  rischiando la sua ha salvato la vita ai commilitoni, pagando un prezzo molto alto a causa del terribile trauma: essere privato per sempre  della possibilità di svolgere il lavoro che amava tanto.

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5 luglio 2019 5 05 /07 /luglio /2019 16:33
Libano: i militari italiani celebrano i 40 anni della missione UNIFIL
Libano: i militari italiani celebrano i 40 anni della missione UNIFIL
Libano: i militari italiani celebrano i 40 anni della missione UNIFIL

Da 40 anni in volo per la pace per la missione UNIFIL in Libano: i militari italiani celebrano questo importante traguardo raggiunto. La Task Force(TF) ITALAIR, componente elicotteri schierata nella missione libanese ha infatti raggiunto il traguardo dei quarant'anni di presenza continuativa nella terra dei cedri.  Per celebrare l'evento dall'Italia sono arrivati 39 ufficaili e sottufficiali  oggi non più in servizio attivo ma che negli anni passati si sono avvicendati  nelle compagnie di ITALAIR. Un pensiero é stato rivolto anche ai caduti di questa missione durante un incidente di volo il 6 agosto 1997, un incidente nel quale persero la vita 3 membri dell'equipaggio  e 2 passeggeri. La cerimonia dell'anniversario si é svolta ieri presso le antiche rovine dell'ippodromo di Tiro. Erano presenti oltre le autorità locali, l'Ambasciatore d'Italia  in Libano Massimo Marotti, l'Head of Mission e Force Commander di UNIFIL il Generale di Divisione Stefano del Col e Comandante del contingente italiano in Libano. 

Costituita nel 1979,  Task Force"ITALAIR" supporta senza sosta le attività delle Nazioni Unite assicurando 24 ore su 24 le proprie prestazioni in tutta l'area di Operazioni. ITALAIR é un'unità interforze(Joint) che attualmente impiega elicotteri AB-212 dell'Aviazione dell'Esercito italiano su base 2°Reggimento AVES "Sirio" di stanza a Lamezia Terme ed equipaggi di volo e militari di supporto appartenenti principalmente  all'Esercito Italiano, con il concorso della Marina Militare e dell'Aeronautica Militare. E'L'unità operativa più longeva delle Forze Armate  Italiane nell'ambito delle missioni internazionali oltre ad essere l'unica  unità di volo interforze con equipaggi  joint schierata dall'Italia in un teatro operativo.  Sei elicotteri a doppia turbina AB 212 con una capacità di volo strumentale notturno e diurno,  sistema di autoprotezione integrato e stabilizzazione e con possibilità  di atterrare su ogni tipo di superficie dell'area di operazioni sono la struttura portante di questa Task Force. 

42.100 le ore volo compiute dall'ITALIAR dal 3 luglio 19079, con 171.000 passeggeri trasportati  e 1250 evacuazioni mediche effettuate per un totale di 48.400 missioni di volo portare a termine. Inizialmente questa Task Force era denominata"Squadrone Elicotteri ITALAIR"ed era dislocata dal 1979 nei pressi della città di Naqoura, nella zona sud del Libano, con l'obiettivo di adempiere alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In seguito l'UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) ha avuto il compito di ristabilire la pace e la sicurezza internazionale ed assistere il Governo del Libano nella ripresa della sua autorità sul territorio.  Nel 2006 in seguito all'inasprimento del conflitto  tra Libano ed Israele, con la risoluzione 1701 dello stesso anno, le competenze della missione UNIFIL sono state estese, obiettivo:tenere sotto controllo l'ostilità tra i due paesi, fornire assistenza alle Forze Armate Libanesi e dare supporto alla popolazione locale. 

E' cosi che dal 2006 la Task Force"ITALAIR" svolge missioni di volo di diverse tipologie nel teatro di operazioni, con diversi compiti che vanno dalle evacuazioni mediche (MEDEVAC) per le quali un assetto è sempre in prontezza operativa , all'anticendio delle aree boschive e rurali, ai trasporti logistici alle pattuglie aeree sulla Blue Line(linea di separazione tra Libano ed Israele lunga 120 km) al trasporto di autorità  che sono in visita nelle zone di competenza di UNIFIL, alla ricerca ed al supporto alla popolazione in caso di pubbliche calamità. Uomini e donne che ogni giorno con il loro impegno e la loro professionalità garantiscono la pace e la sicurezza nella terra dei cedri. 

Libano: i militari italiani celebrano i 40 anni della missione UNIFIL

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