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3 febbraio 2016 3 03 /02 /febbraio /2016 18:07
Roma:marò liberi in cambio di informazioni su tangenti elicotteri a indiani?

La news è davvero di quelle bomba:i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati ingiustamente da quattro anni di avere ucciso due pescatori indiani, potrebbero essere liberati se Renzi fornisse al Premier indiano Modi, informazioni su"Sonia Ghandi, capo del Congresso indiano e la sua famiglia, relativamente alla truffa sugli elicotteri dell'Agusta Westland".La clamorosa rivelazione arriva oggi dal quotidiano on line"Qelsi"con dovizia di particolari.

Siamo nel settembre 2015, cinque mesi fa, all'Assemblea Generali delle Nazioni Unite ed è proprio in questa occasione che il Premier Modu avrebbe avuto un colloquio con Renzi per chiedergli questo scambio:delle informazioni sulla truffa degli elicotteri agli indiani, in cambio di un aiuto per risolvere il caso dei due fucilieri del S.Marco.(Nel 2013, come riporta"Qelsi""alcuni pm italiani avevano accusato alcuni dirigenti di Finmeccanica di pagare tangenti a funzionari indiani per ottenere preziosi appalti. Ma mentre in Italia il vcaso si è sgonfiato, in India la giustizia sta facendo il suo corso e diverse indagini sono state aperte a riguardo".)

Il quotidiano indiano"Telegraph"afferma che Christian Michel, un agente inglese, ha fornito questa versione dei fatti in una lettera inviata al Tribunale Internazionale del Diritto Marittimo di Amburgo e alla Corte permanente di Arbitrato dell'Aja, che vede Italia e India affrontarsi dal punto di vista legale per dirimere la controversia sui due militari italiani. "L'agente inglese ha saputo dell'incontro tra Modu e Renzi attraverso tre fonti di Finmeccanica" si legge sempre su "Qelsi". Cosa abbia risposto Renzi alla proposta dello scambio del Premier indiano Modu non è dato sapere. Sono passati cinque mesi ormai. Forse avrà fatto orecchie da mercante, dato che dopo quattro anni la triste e vergognosa vicenda dei due fucilieri del S.Marco, è proprio il caso di dire, è ancora in alto mare.

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1 febbraio 2016 1 01 /02 /febbraio /2016 19:12
Afghanistan:militari italiani formano primi"Air Tactical Controllers"

I militari italiani inquadrati nel "Train Advise Assist Command West"(TAAC W)nell'ambito della missione Resolute Support, hanno portato a termine la formazione dei primi "Air Tactical Controllers"afgani. I militari italiani infatti, hanno compiti di consulenza, assistenza ed addestramento alle forze afgane. L'addestramento è durato tre settimane ,il corso era denominato"Afghan Tactical Air Control-ATAC-Trainers Course". E' stato organizzato con l'obiettivo di formare gli ufficiali e sottufficiali dell'Esercito afgano(ANA)in previsione dell'assegnazione dei nuovi velivoli A-29 Super Tucano. Al corso hanno preso parte i militari della Brigata del 207°Corpo d'Armata afgano che hanno conseguito l'attestato di istruttori nella tecnica di controllo del fuoco aereo. Un altra importante missione addestrativa a favore dell'esercito afgano è stata così portata a termine dai militari italiani.

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24 gennaio 2016 7 24 /01 /gennaio /2016 19:23
Roma:allarme profughi in Italia:troppi e senza controllo

E' allarme profughi:sono in troppi e fuori controllo. Ogni giorno c'è qualche donna vittima di tentate o di molestie vere e proprie da parte dei tanti immigrati sul territorio italiano. Le forze dell'ordine stesse che intervengono a difesa delle vittime a loro volta attaccate dagli immigrati. Succede in tutta Italia. A Trento una pattuglia di Carabinieri ha fermato un ricercato magrebino per arrestarlo e sono stati aggrediti poi da un gruppo di 12 nord africani amici del magrebino che li ha aggrediti lanciando bottiglie e bicchieri rotti facilitando cosi la fuga dello spacciatore. A Mestre è stata danneggiata un auto della Polizia intervenuta per sedare un ressa in un locale. In Sardegna un nordafricano, uscito dal centro di accoglienza ha tentato di molestare una donna ma è stato fermato dai Carabinieri.

Una situazione che ogni giorno diventa più preouccupante:"Troppi gli immigrati che, lungi del volersi integrare davvero sul nostro territorio, insistono a vivere secondo regole del tutto proprie che esulano completamente dalle convenzioni, dal modo di fare e dalle stesse leggi italiane. Questa non è affatto una questione di razzismo, è il frutto di un’osservazione pratica. E’ la presa d’atto, attraverso l’esperienza diretta sul campo, che certe culture, nelle manifestazioni dei comportamenti più lesivi e negativi, hanno davvero implicazioni estremamente violente dirette contro ogni autorità ed ogni suo simbolo: in altri termini contro gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine”queste le parole di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia.

La gamma degli episodi del genere è talmente vasta da aver trasformato ormai molte zone delle nostre città in una specie di ‘terra di nessuno’ ed aver abbassato ai minimi storici il livello di sicurezza percepito dalla gente, -afferma inoltre Maccari-, innalzando inoltre all’inverosimile i rischi per i colleghi in qualsiasi intervento, anche quelli che potrebbero apparire più banali. Il fenomeno non è affatto minimale o contenuto. Non trovarsi di fronte a questioni di mafia o terrorismo non significa che parliamo di cose di poco conto. Episodi come quelli in questione sono ‘terrorismo’ per i cittadini, non più padroni di vivere le proprie città o di svolgere le loro abituali attività senza imbattersi in continuazione in chi pensa di poter riprodurre in Italia contesti che non ci appartengono, nella convinzione di essere intoccabile e di poter sfuggire ad ogni conseguenza che l’inciviltà e la delinquenza portano con sé grazie alla violenza del branco”.

COMUNICATO STAMPA COISP

 

 

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18 gennaio 2016 1 18 /01 /gennaio /2016 20:15
Roma:Girone rientrera' in Italia?A marzo la decisione

Continua la lunga attesa per la sorte dei due fucilieri del S.Marco Massiliano Latorre e Salvatore Girone. Un primo risultato positivo, è stato il prolungamento del periodo di convalescenza per Massimiliano Latorre.  Potrà restare in Italia per curarsi fino al 30 aprile. E' di oggi invece la notizia che il 30 e il 31 marzo, ci sarà l'udienza al Tribunale dell'Aja che esaminerà la richiesta italiana di poter far rientrare in Italia Salvatore Girone, che si trova ancora in India. Una speranza che forse potrebbe diventare realtà, come ha affermato Massimiliano Latorre all'Ansa:"L'aspettativa più grande è che anche Salvatore possa attendere in Italia la decisione del Tribunale dell'Aja, in modo da poter riacquistare tutti un minimo di serenità".

Sono infatti passati ormai quasi quattro anni da quella notte del febbraio del 2012, quando i due fucilieri del S.Marco vennero accusati ingiustamente di avere ucciso due pescatori indiani avendoli scambiati per pirati, al largo delle coste del Kerala. Da allora è iniziata una interminabile attesa fatta di continui rinvii per un processo che pare non debba mai andare in porto. Quattro lunghissimi anni e siamo di nuovo al punto di partenza. Perché a parte il prolungamento del periodo di convalescenza per Latorre e le rassicurazioni del governo italiano, che afferma che sta facendo di tutto per risolvere al più presto il caso, è tutto in alto mare.

Adesso l'attesa è per il mese di marzo:solo allora il Tribunale dell'Aja esaminerà la richiesta italiana, che era stata inoltrata a dicembre. Davanti a questo lunghissimo periodo di tempo la soluzione più rapida ed efficace resta sempre quella di un blitz, o di un'operazione dell'intelligence con la quale si potrebbe far rientrare Girone in Italia. Con i fatti non di  certo con le parole si ottengono i risultati.

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17 gennaio 2016 7 17 /01 /gennaio /2016 19:38
Roma:il governo ha cancellato il Corpo Forestale

Alla fine è successo. Nonostante, le proteste, le manifestazioni, la petizione on-line, le lettere a Renzi. Il Corpo Forestale dello Stato, con 8.500 dipendenti è stato cancellato, non esiste più. Il 15 gennaio il governo ha varato il decreto. D'ora in poi uomini e donne della Forestale verranno accorpati ai Carabinieri dopo un corso di addestramento militare, alcuni di loro, 150, passeranno nelle file dei Vigili del Fuoco, 120, nei nella polizia di Stato e 30 nella Guardia di Finanza. Sono gli effetti della spending-review che impone tagli e risparmi. E non importa se si taglia anche sulla lotta ai reati delle ecomafie, che "saranno in festa", come ha scritto qualcuno sugli striscioni di protesta.

Il Corpo Forestale da sempre ha combattuto non solo per la tutela e la sicurezza ambientale, ma anche contro i reati delle ecomafie, contro i crimini ambientali:"Spianata la strada agli ecoreati, che provvederà a combattere gli abusi edilizi, gli incendi boschivi? Ma soprattutto chi si occuperà della lotta e del contrasto contro i reati delle ecomafie?" E' quello che si chiede il Procuratore antimafia Franco Roberti, in un'intervista al "FattoQuotidiano":"Noi siamo contrarissimi alla soppressione del Coprpo Forestale dello Stato, perché sarebbe come togliere all'autorità giudiziaria l'unico organismo investigativo in materia ambientale che dispone della conoscenza, dell'esperienza, del know-how, e anche dei mezzi per poter snascherare i crimini ambientali. L'operazione potrebbe potrebbe rischiare di stemperare di molto il patrimonio di conoscenze ed esperienze e quindi la capacità investigativa di questo corpo".

Lo sciogliemento del Corpo Forestale rischia seriamente di mettere in diffioltà chi ogni giorno combatte contro la camorra nella Terra dei Fuochi, come Don Maurizio Patriciello, un prete in prima linea. A niente è servita la sua lettera a Renzi contro la soppressione del Corpo Forestale:"Perché togliercelo adesso significherebbe tagliarci le gambe"aveva detto al"FattoQuotidiano""Sarebbe una tragedia in questi anni nella Terra dei Fuochi, tutto quello che è stato possibile fare lo abbiamo fatto grazie alla Forestale". Ma di questo a Renzi e al Ministro Madia, mentre firmavano il loro decreto non ha importato nulla. Il Corpo Forestale dello Stato non esiste più. Le ecomafie ringraziano.

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10 gennaio 2016 7 10 /01 /gennaio /2016 19:53
Afghanistan:missione segreta da incubo per militari USA circondati da talebani

Marja è una città afgana nella provincia dell'Helmand. Qualche giorno fa, è stata lo scenario di una missione segreta delle Forze Speciali USA. Una missione segreta che si è trasformata in un vero e proprio incubo per i Berretti Verdi. Una missione della quale non si conoscono bene i dettagli, perché era segreta.  E non si conoscono nemmeno i nomi dei militari che vi hanno preso parte, come riportato dal sito:"Difesaonline"nell'articolo di Franco Iacch. A Marja qualche giorno fa, un team delle Forze Speciali USA, sta dando il suo supporto ad unità afgana quando all'improvviso si ritrova circondata da una "marea di talebani".

Sono davvero tanti, troppi. Due elicotteri HH60 Pawe Hawk, vengono subito inviati sul posto dal Pentagono, per cercare di tirare fuori da una situazione drammatica i militari USA. Ma come nel film"Black Hawk Down"uno degli elicotteri non riesce nemmeno a toccare terra perché si ritrova sotto il fuoco dei talebani, il secondo elicottero invece, riesce ad atterrare ma poi non può ripartire perché attaccato dall'artiglieria del nemico. Le Forze Speciali USA si ritrovano cosi a dover combattere una battaglia che dura più di un'ora. Lasciano il campo solo all'arrivo di un AC-130, una cannoniera che dà loro copertura.

Il bilancio del combattimento è tragico:muore un militare delle Forze Speciali USA, altri due restano gravemente feriti, come molti militari afgani. Una notizia questa che non merita la prima pagina. Una notizia che parla una guerra ormai dimenticata. Anche se gli USA hanno ritirato ufficialmente le loro truppe dall'Helmand, restano le Forze Speciali che combattono ogni giorno, contro un nemico che pare invincibile.

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5 gennaio 2016 2 05 /01 /gennaio /2016 20:51
Libia:militari italiani al comando delle forze speciali

Il contingente formato da militari inglesi, francesi e americani che si prepara a fare la guerra contro l'ISIS , sarà sotto il comando degli italiani. I militari italiani avranno il compito di coordinare le truppe che opereranno sul campo. La notizia diffusa dal quotidiano britannico"Mirror"e poi ripresa dal"Giornale" parla di 6.000 militari che tra breve sbarcheranno in Libia. "Saranno truppe combattenti al fianco delle milizie lealiste, non svolgeranno compiti Rdi ricognizione(quel ruolo è già stato affidato allo Special econnaissance Regiment)" ha affermato Franco Iacch a"Difesaonline".

Il contingente comandato dagli italiani, sarà operativo sul terreno, tra di loro ci saranno anche gli uomini deli Navy Seals americani che avranno compiti di ricognizione, e delle SAS inglesi. Anche la Francia è pronta ad intervenire garantendo il suo appoggio con le tante basi sparse sul territorio africano e con le sue truppe militari addestrate a combattere la guerriglia. Anche tra i militari francesi ci saranno uomini delle Forze Speciali e due Compagnie della Legione Straniera. In tutto 7.000 militari. Un cacciatorpediniere della Royal Navy sta già per raggiungere le coste africane, mentre la RAF ha già programmato dei raid contro obiettivi dell'ISIS. Un contingente militare di prim'ordine comandato dai militari italiani (che non saranno dunque in prima linea),e che avrà come obiettivo principale quello di combattere le milizie dell'ISIS. L'Isis infatti dopo la Siria e L'Iraq sta dando filo da torcere anche in Libia: le milizie vogliono impossessarsi dei pozzi di Marsa Al Brega, il più grande giacimento petrolifero del Nord Africa. 5.000 miliziani pronti a tutto.

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2 gennaio 2016 6 02 /01 /gennaio /2016 20:02
Roma:lettera di un poliziotto deluso a Renzi

Un poliziotto ha scritto una lettera a Renzi. Nella lettera postata sul suo profilo Facebook,a novembre,(ma non risulta che da allora la situazione sia cambiata) Rocco Campochiaro, Assistente Capo, descrive la situazione nelle quale si trovano costrette a lavorare le forze dell'ordine.

"LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO "MATTEO RENZI"

Io non credo che fare il poliziotto oggi sia come averlo fatto ieri. Ogni giorno ed a tutte le ore, ho vissuto 23 anni del mio lavoro ascoltando gli stessi gruppi musicali sui canali criptati di una "radio portatile": quei complessi composti dai soliti vecchi e noti cantastorie con le "stelle" sulle mostrine, che sia in ricezione che in trasmissione, erano sempre pronti ad urlare gli stessi ripetitivi e stonati ritornelli. Ogni buona occasione era e rimane una valida opportunità per ricordarmi che un tempo era tutta un'altra cosa, che ogni dovere si costruiva con maggiore motivazione perché alla fine i diritti ti venivano riconosciuti per davvero. La gavetta c'è stata, e tutti (o quasi) l'abbiamo fatta a suon di sere e notti, pattuglie e O.P., missioni e fuori sede, ma a cosa è servito se un Presidente del Consiglio oggi continua a ripetere che il nostro è un paese sicuro?

Di quale sicurezza parla il giullare di Firenze quando dice che "le forze dell'ordine sono l'esempio della dignità lavorativa in un paese moderno, democratico e civile come il nostro, in cui la sicurezza rimane una necessità"? Abbi rispetto Matteo, abbi rispetto: se non per noi, oramai povere pedine arrugginite di una scacchiera logorata dai "tagli" del tempo, almeno per gli italiani a cui stai raccontando tutte queste bugie. Lavoriamo in abiti civili perché le vestizioni ordinarie relative alle divise sono insufficienti, appiedati perché senza parco auto evidentemente al collasso e con fotocopiatrici e computer "personali" troppo spesso acquistati coi nostri soldi. Effettivamente di quelli ne restano tanti a fine mese, così tanti da rinnovare il contenuto dei nostri sgabuzzini con i prodotti per le pulizie che quotidianamente facciamo ai nostri uffici!

Io non credo che fare il poliziotto oggi sia come averlo fatto ieri, ma credo di potermi sentire orgoglioso di rimanere a galla sopra questa melma d'indifferenza dentro cui navighiamo e a causa della quale spesso, troppo spesso, dobbiamo giustificare il nostro operato sulla strada addirittura penalmente, oltre che disciplinarmente. Caro Presidente del Consiglio: sono prima poliziotto e dopo dirigente sindacale. Fiero dei gradi da Assistente Capo che luccicano d'onore sulle spalline della mia divisa, ma deluso dall'indifferenza ordinaria di chi mi governa: state assecondando e impoverendo di motivazioni i preposti alla tutela della sicurezza, state chiedendo agli italiani di non credere più nei principi della legalità perché oggi non sono più una priorità! Ci avete ridotto come una gloriosa ma vecchia Alfa Giulia d'epoca da rottamare, con i lampeggianti fulminati e le sirene malandate, ma col giusto restauro possiamo ripartire, ancora e più veloci di prima, per raccontare al paese che amiamo il nostro lavoro...e sappiamo ancora farlo bene, molto bene: è tempo di crederlo per davvero...fino in fondo e tutti insieme!".

Rocco Campochiaro (Segretario Provinciale Vicario UGL Polizia di Stato - Torino)

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27 dicembre 2015 7 27 /12 /dicembre /2015 18:14
Roma:marò:Latorre dovrà rientrare in India il 16 gennaio

Mancano pochi giorni al 16 gennaio 2016, data nella quale scadrà il permesso per la convalescenza del fucilere del S.Marco Massimiliano Latorre. A meno che il governo italiano non riesca ad imporsi con gli indiani, il 16 gennaio, Latorre dovrà rientrare in India dopo si trova ancora il suo commilitone Salvatore Girone. Si ritonerà così al punto di partenza. I due militari italiani accusati ingiustamente dell'uccisione di due pescatori indiani si ritroveranno di nuovo, entrambi in India. E saranno passati quattro anni.  Dal governo le solite parole di circostanza, gli auguri per le festività natalizie. E poi basta. L'Italia continua a non fare niente di concreto  per riportare in Italia Salvatore Girone e non far ripartire Massimiliano Latorre.

Gli indiani avevano concesso a Latorre un permesso per potersi curare in Italia, dopo la grave ischemia che lo aveva colpito mentre si trovava in India. Le sue condizioni di salute sono ancora precarie e non certo ottimali per affrontare un viaggio in India chee questo aggraverebbe ulteriormente la situazione di stress psicologico alla quale è sottoposto da ormai quasi quattro anni. Come ha infatti affermato la compagna di Latorre, Paola Moschetti, in un'intervista a "LaRepubblica":"Massimiliano non sta per niente bene:dal punto di vista fisico continua ad avere i problemi che gli hanno causato l'ictus, problemi di memoria, di vista. Dal punto di vista morale non sta per niente bene". Una situazione di estremo disagio come afferma lo stesso militare :"Questo è il quarto Natale che si trascorre in queste condizioni e il fatto di essere in Italia non esime da privazioni e sofferenze. Non è facile anche se si è qui"aveva dichiarato all'"Ansa"."Auguro a tutti un sereno Natale, in particolar modo a tutti i colleghi che per lavoro, lo trascorreranno lontano da casa:so bene cosa vuol dire passare le festività lontano dalla propria famiglia e dai propri affetti. Un ringraziamento come sempre voglio rivolgerlo anche ai nostri sostenitori che dopo tanto tempo continuano ad essere vicini e partecipi"aveva detto.

Girone ha ricevuto la telefonata di auguri di Natale da parte del Presidente della Repubblica Mattarella e sempre a "LaRepubblica"ha dichiarato che:"Sono molto fiducioso che sia fatta giustizia e questo soprattutto con i criteri del buon senso e nel rispetto del diritto internazionale, affichè ci venga restituita la libertà mia e di Massimiliano Latorre, perché sono ormai quattro anni che vivo con la mia libertà soppressa."

Intanto, inesorabile, il conto alla rovescia verso il 16 gennaio è già iniziato.

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22 dicembre 2015 2 22 /12 /dicembre /2015 19:45
Libano:Renzi visita il contingente italiano

"Siete soldati altamente professionali che con grande umanità svolgete il vostro prezioso lavoro al servizio delle istituzioni italiane e della pace lontano dalle vostre famiglie. Ci rendete orgogliosi di essere italiani" .Queste le parole del Presidente del Consiglio Renzi in visita oggi ai militari del contingente italiano dispiegati presso la base "Millevoi"di Shama, sede del Comando del Settore Ovest di UNIFIL. Era presente anche l'Head of Mission e Force Commander della Missione UNIFIL, Generale di Divisione, Luciano Portolano, unitamente al Comandante del contingente nazionale , il Generale di Brigata Franco Federici. Il contingente italiano, attualmente su base Brigata Alpina Taurinense, opera nel rispetto dei compiti assegnati dalla risoluzione ONU 1701 allo scopo di mantenere la cessazione delle ostilità nonché di supportare le forze armate libanesi e garanire sostegno alla popolazione. Prima di lasciare la base di Shama, Renzi si è voluto soffermare a parlare con i militari italiani anche per porgere loro gli auguri di buone feste da parte del governo.

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