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6 giugno 2016 1 06 /06 /giugno /2016 21:01
Roma:anche il "sergente" Argo è rientrato in Italia

Finalmente anche il "sergente"Argo è potuto rientrare in Italia dal suo padrone, il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone. Il Golden retriever che aveva fatto compagnia  al militare italiano per un anno, era infatti rimasto bloccato in India in attesa del disbrigo di alcune pratiche burocratiche per consentire il rientro in Italia. Il suo padrone era potuto partire dall'India il 28 maggio, dopo la decisione del Tribunale dell'Aja, ma senza il "sergente" Argo, come l'ha ribattezzato Girone. Mancavano infatti i documenti necessari al suo espatrio. Ieri finalmente, Argo è rientrato a Fiumicino alle 8.00 del mattino e ha trovato ad attenderlo tutta la famiglia Girone, una famiglia nella quale mancava solo lui, come ha detto all'Adnkronos, Vania la moglie di Girone:"Argo sta bene. Finalmente la famiglia è al completo. I nostri figli sono felicissimi, in particolare la piccola Martina.Il cane lo avevamo preso soprattutto per lei.Ora torniamo a casa, in Puglia,felici e tutti insieme". E speriamo davvero adesso che né Argo né il suo padrone vengano fatti ritornare in India.

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2 giugno 2016 4 02 /06 /giugno /2016 18:46
Iraq:soldatesse della Brigata Sassari addestrano donne curde

Anna, Claudia, Paola, Manuela: sono solo alcune delle soldatesse della Brigata Sassari che operano nell'ambito della missione"Prima Parthica"in Iraq. A loro è stato affidato un incarico importante:devono addestrare le soldatesse curde che combatteranno contro l'ISIS.Il corso dura quattro settimane e viene svolto da militari appartenenti all'Esercito a Erbil  e a Bghdad:è qui infatti che si svolge l'addestramento delle forze di sicurezza curde(Peshmerga) e irachene. Attualmente l'Italia ha circa 200 militari impegnati in questa missione, dei quali 120 sono istruttori. Formazione basica di fanteria, addestramento all'uso del sistema controcarro Folgore, addestramento all'uso dei mortai nonché dell'artiglieria, corso per tiratori scelti, (snipering),primo soccorso, counter IED(ordigni esplosivi)sono le nozioni che vengono impartite. Alla fine del corso queste soldatesse Zeravani(che fanno parte di un'unità militare delle forze di sicurezza curde che combattono contro l'ISIS) difenderanno le ambasciate, e le zone più sensibili a rischio di attacco dell' ISIS.

Obiettivo del corso quindi è:"fornire alle nostre colleghe le procedure e le conoscenze tecniche affinché il loro futuro lavoro di addette alla sicurezza presso ambasciate e consolati ed edifici governativi sia svolto con una preparazione adeguata"afferma all'"Adnkronos" Manuela, caporal maggiore scelto della Brigata Sassari con già alle spalle una missione in terra afgana. "Le donne militari curde sono molto motivate e delle vere"spugne"che assorbono ogni lezione e ogni procedura, si sentono parte attiva nella difesa del paese e nella lotta al Daesh, dice Paola, caporal maggiore scelto della Brigata Sassari"tra di noi si è instaurato un legame di fiducia e di reciproco rispetto, siamo qui per loro, per fare in modo che possano combattere e difendere la loro terra nel miglior modo possibile dalla minaccia terroristica".

"Le donne Zeravani lavorano e combattono insieme con i colleghi maschi"senza ostacoli"afferma Claudia, anche lei primo caporal maggiore della Brigata Sassari"tra le donne che abbiamo addestrato ce ne sono diverse che hanno combattuto fianco a fianco con i soldati peshmerga nella città di Sinjam. C'è un rispetto reciproco che si è consolidato sul campo di battaglia. "Anna primo caporal maggiore, afferma che"l'operazione "Prima Parthica"svolge esclusivamente attività di addestramento ai Peshmerga e agli Zeravani, non svolgiamo operazioni con le forze di sicurezza curde.La nostra missione consiste nell'assicurare un training il più completo possibile ai soldati curdi e trasmettere tutto ciò che di meglio in termini addestartivi l'Italia abbia da offrire. I questo modo quando sono sul fronte avranno con sé l'arma più importante che un soldato deve portarsi in battaglia, ovvero una formazione vasta e attagliata alla missione". Parola di sassarina.

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28 maggio 2016 6 28 /05 /maggio /2016 18:32

Il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone è rientrato in Italia. Nel video di "LaRepubblicaTV"le prime immagini di Girone atterrato con un volo militare poco prima delle 18.00, all'aeroporto militare di Ciampino. Il militare ha potuto riabbracciare i suoi familiari.

 

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28 maggio 2016 6 28 /05 /maggio /2016 15:47
Roma:caso marò:Girone rientra oggi in Italia dopo 4 anni

La Corte Suprema Indiana giovedì scorso ha dato l'ok per il rientro di Salvatore Girone in Italia. Su un volo dell'Aeronautica Militare il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone sta rientrando in Italia dopo 4 lunghi anni. L'atterraggio è previsto per le 18.00 di oggi a Ciampino, dove ad accoglierlo ci saranno il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il Ministro della Difesa Roberta Pinotti. Con il militare non ci sarà il suo fedele "sergente Argo"il cane, un Golden retriever che gli era stato regalato l'estate scorsa dalla sua famiglia per fargli compagnia. A causa del disbrigo di alcune formalità, Argo potrà rivedere il suo padrone tra alcuni giorni. Al momento si occupa di lui l'addetto militare.

Il rientro del fuciliere del S.Marco è una grande vittoria di tutti gli italiani che i questi 4 lunghi anni hanno sempre sostenuto il militare italiano e con tante iniziative sul web,vedi quelle organizzate dal gruppo"#iosonomarò"attivo su Twitter o da Nicola Marenzi, e come anche questo blog hanno sempre dimostrato affetto e solidarietà ai  due fucilieri del S.Marco.

Ma non tutti gli italiani a quanto pare sono felici per questo rientro in patria:come il Sig. Michele Serra che nel suo articolo in prima pagina sulla"Repubblica"di ieri, usa il termine quasi dispregiativo"il marinaio Girone"per parlare di chi non è un semplice marinaio, ma un fuciliere del S.Marco, una delle elite della Marina Militare Italiana. Nel suo articolo Serra inoltre sostiene che "non sono né reduci di guerra né eroi"ma lavoratori travolti da un destino sanguinoso, per giunta sanguinoso a carico di altri"(dei due pescatori indiani uccisi, ma non dai due fucilieri del S.Marco che sono innocenti dato che ci sono le prove).  Consiglierei al Sig. Michele Serra di passarci lui quattro anni in India essendo accusato ingiustamente di un crimine che non ha comesso e poi ne riparliamo. Ma a parte questo dissenso immotivato nonchè disprezzo nei confronti dei due militari italiani  da parte del   Sig. Michele Serra (e di qualche altro italiano che non si è informato bene sul caso"marò"), stasera gli italiani che saranno felici del rientro in patria del fuciliere del S.Marco Salvatore Girone saranno la maggioranza, e tra di questi ci sarò anche io:Bentornato in Italia Salvatore!

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23 maggio 2016 1 23 /05 /maggio /2016 12:40
Roma:caso marò:il 26 indiani decidono su rientro Girone in Italia

Il rientro del fuciliere del S.Marco Salvatore Girone sembrava cosa fatta. Tutti a esultare felici, sembrava dovesse rientrare da un giorno all'altro. Ma così non è stato. E chissà se il militare italiano, costretto da più di quattro anni a vivere in India, lontano dalla famiglia e dai suoi figli ancora piccoli, in libertà condizionata con obbligo di dimora presso la dependance dell'Ambasciata italiana a New Delhi davvero rientrare presto.

Già, perché ancora una volta la palla passa agli indiani, che giovedì 26 maggio dovranno pronunciarsi su questo rientro. E' di oggi la notizia che la Farnesina ha fatto la" voce grossa" con gli indiani presentando una richiesta di attuazione urgente della suddetta decisione. La Corte Permanente di Arbitrato aveva stabilito che Girone sarebbe dovuto rientrare in Italia per motivi umanitari. Mentre La Corte Suprema Indiana ha stabilito che indiani e italiani devono trovare un accordo su modalità e condizioni del rientro del militare italiano.

Il destino del fuciliere del S.Marco è di nuovo nelle mani degli indiani. L'altro fuciliere del S.Marco Massimiliano Latorre, in Italia con permesso di convalescenza, sul suo profilo Facebook ha tolto la foto postando un quadrato nero a significare metaforicamente un'oscurità che inghiotte tutto, la sorte di questi due servitori dello Stato accusati ingiustamente di avere ucciso due pescatori indiani durante il loro servizio di antipirateria, un buio che inghiotte anche la verità con alcune prove sparite e altre importanti ed evidenti come la perizia balistica, prova regina della loro innocenza, una prova che viene volutamente ignorata. Perché?

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22 maggio 2016 7 22 /05 /maggio /2016 18:23
Roma:Difesa condannata per morte caporal maggiore Salvatore Vacca

Salvatore Vacca aveva 23 anni, ed era partito in missione in Bosnia con la Brigata Sassari nel novembre 1998. Era conduttore di mezzi cingolati e trasportava munizioni e proiettili che erano stati sequestrati. Nessuno lo aveva avvertito che quelle munizioni e quei proiettili contenevano uranio impoverito. La sua missione è durata 150 giorni. E' rientrato dalla Bosnia nell'aprile del 1999 ma non era più quel ragazzo che era partito mesi prima. Salvatore stava male, "perdeva un chilo al giorno" come ha detto all"'Ansa" la madre, Giuseppina Vacca, ma i medici tuttavia dicevano che non era niente. Poi dicevano che si era ammalato in licenza.

La verità era un'altra: Salvatore si era ammalto in Bosnia stando a contatto con l'uranio impoverito. Non solo lui si è ammalato di leucemia,  ma anche tanti altri militari che erano partiti per quelle missioni. Salvatore non ce l'ha fatta, è morto a 23 anni l'8 settembre all'Ospedale oncologico di Cagliari. Per 17 anni, la madre Giuseppina ha combattuto per ottenere gisutizia e verità. C'è voluto molto tempo, ma adesso Giuseppina, madre-coraggio, ha ottenuto giustizia. La Difesa nei giorni scorsi è stata condannata con una sentenza del Tribunale di primo grado e ritenuta colpevole della morte del caporal maggiore della Brigata Sassari per non averlo informato dei pericoli mortali dell'uranio impoverito. La Farnesina dovrà pagare ai genitori di Salvatore un risarcimento di due milioni di euro.

E' una sentenza storica questa, che consentirà di avere giustizia e verità per i tanti militari che sono morti di leucemia a causa dell'uranio impoverito. Come ha anche affermato Domenico Leggiero, dell'Osservatorio Militare:"si tratta di una sentenza storica perché conferma la consapevolezza del ministero del pericolo a cui andavano incontro i militari in missione in quelle zone". Militari che partivano in missione e al rientro si ammalavano e morivano, militari che nessuno ha mai avvertito dei rischi mortali dell'esposizione da uranio impoverito.

Questa sentenza dà una speranza a loro e alle loro famiglie:adesso la Quarta Commissione Parlamentare che indaga sui casi di morti di militari legate all'uranio impoverito potrà ottenere giustizia per tanti altri casi. Salvatore oggi avrebbe compiuto 40 anni. Lui non ce l'ha fatta a sconfiggere la leucemia come gli altri 333 militari morti al rientro dalle missioni. Intanto altri 3.600 militari che si sono ammalati, ogni giorno continuano a combattere la loro battaglia.

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15 maggio 2016 7 15 /05 /maggio /2016 19:00
Iraq:Bersaglieri in partenza:proteggeranno diga di Mosul

I militari del 66°Reggimento Trieste si trovano già sul posto e nella base di Erbil stanno portando avanti l'addestramento dei peshmerga. I prossimi a partire, nei giorni seguenti, saranno i Bersaglieri del 6°Reggimento. Obiettivo:proteggere la diga di Mosul da attentati durante i lavori di ristrutturazione, il cui appalto è stato vinto dalla ditta italiana Trevi.

Sono 450 i Bersaglieri che saranno schierati a protezione della diga di Mosul, la loro missione durera' fino al mese di ottobre. "Inizio questo nuovo incarico con entusiasmo e tanta buona volontà.Nell'immediato, il compito che ci è stato assegnato, è quello di rendere sicura l'attività dei lavori alla diga di Mosul. Garantiremo la sicurezza dell'infrastruttura e delle attività lavorative."ha affermato il Colonnello Agostino Piccirillo che sarà al comando di questi militari. A fine maggio,i primi a partire saranno  i 100 Bersaglieri della Brigata Aosta. Faranno parte di un contingente che una volta completamente schierato sarà di 1.100 militari.

La missione italiana in Iraq non prevede attacchi sul terreno. I Predator e i Tornado infatti hanno solo compiti di ricognizione. Pronti ad entrare in azione anche gli elicotteri NH-90 che avranno compiti di "Personnel Recovery"ovvero di soccorso ai feriti, mentre i Mangusta A-129, elicotteri d'assalto, avranno il compito di proteggere gli altri mezzi del contingente tra i quali i Lince 4x4, i non mortai,sistemi controcarro, che sara' completamente dispiegato sul campo a ottobre. Ma cosa succederebbe se le milizie dell'Isis decidessero di attaccare il contingente italiano? Di certo i militari italiani non potrebbero restare immobili senza rispondere al fuoco del nemico.

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8 maggio 2016 7 08 /05 /maggio /2016 20:45
Afghanistan:medaglie al valore a 5 militari italiani

Ci sono italiani che ci rendono orgogliosi di esserlo.Cinque di questi sono i militari dell'esercito che si sono contraddistinti in operazioni pericolose durante la loro missione in Afghanistan. Per questo sono stati insigniti delle al valore dell'esercito,alcuni giorni fa in occasione del 155°Anniversario della costituzione dell'Esercito a Roma,presso l'ippodromo militare"Gen.Pietro Attanasio"di Tor di Quinto. Le storie di questi militari,sono storie di uomini che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con dedizione,passione e sprezzo del pericolo quando si tratta di proteggere e salvare vite umane,anche a costo della loro. Come il Capitano Fabio D'Andria(medaglia di bronzo),del Genio Guastatori"nel corso di un pattugliamento congiunto con un'unita'dei Bersaglieri, a seguito di un'imboscata,reagiva efficacemente coordinando il fuoco dei propri mezzi militari inibendo l'attacco diretto alle postazioni italiane.Con assoluto coraggio,disponeva o propri assetti a tergo della colonna,consentendo all'intero dispostivo di riorganizzarsi e procedere in sicurezza all'esfiltrazione dell'area".

Era il 5 gennaio del 2014 a Shindand,quando un Chinook fa sbarcare a terra un gruppo di incursori italiani ed afgani.Ma non fanno in tempo a mettere piede a terra che su di loro si scatena l'inferno. Vengono attaccati dagli "insurgents". Sembra la scena di un film di guerra ma e'la realta della guerra afgana. Il Capitano pilota Raffaele Aruanno(medaglia d'oro),del 186°Reggimento Paracadutisti Folgore"bersagliato dal violento fuoco nemico,con coraggio e lucidissima determinazione e a rischio della propria vita,si accertava in prima persona che nesduno dei militari sbarcati rimanesse sul terreno e manovrava il proprio elicottero,gravemente danneggiato,consentendo l'evacuazione dei feriti a bordo" . Intanto il Capitano pilota Paolo Giangregorio(medaglia d'oro)"con mirabile lucidita'e sangue freddo,manteneva il controllo dell'aeromobile ed avuta conferma del recupero d tutto il personale gia'a terra,sprezzante del pericolo, iniziava la manovra di decollo, consentendo con il proprio ardito operato l'immediata evacuazione dei feriti a bordo".

Il Sergente Alessio Carducci(medaglia d'argento),mitragliere di bordo di elicottero da trasporto, impiegato nell'operazione di infiltrazione delle Forze Speciali Italiane ed afgane,durante la fase di sbarco, "subiva un attacco con armi portatili che lo avevano appena lambito e di una copiosa e pericolosa perdita di olio idraulico che lo investiva in pieno sulla rampa,si esponeva a manifesto rischio della propria vita,trascinando fisicamente all'interno dell'elicottero i propri commilitoni". Il Caporale Maggiore Capo Scelto Antonio Garzia(medaglia d'argento)mitragliere di bordo di elicottero da trasporto, "impegnato nell'operazione di infiltrazione delle Forze Speciali Italiane ed afgane,nonostante l'aeromobile venisse bersagliato da pesante fuoco nemico,con coraggio e chiaro sprezzo del pericolo, forniva fuoco di copertura a protezione del lato sinistro del velivolo, mantenendo audacemente la posizione. Esperto militare che esponendosi con il proprio temerario operato a manifesto rischio della propria vita, assicurava il reimbarco del personale dispiegato sul terreno,dimostrando altissima professionalita',ardimento'e profondo attaccamento al dovere".

Il Primo Maresciallo luogotenente,Davide Macrelli in forza al Col Moschin,a Shindand"il 22 settembre 2013, "guido'un'operazione con conflitto a fuoco, di Incursori italiani delle Forze speciali e militari afgani per bonificare alcune abitazioni di un villaggio dove si erano nascosti dei ribelli, catturandoli". Le storie di cinque militari italiani in azione durante la loro missione in Afghanistan, sono storie di coraggio e di sacrificio che oggi piu'che mai, ci rendono davvero fieri e orgogliosi di essere italiani.

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2 maggio 2016 1 02 /05 /maggio /2016 13:16
Roma:caso marò:Girone può rientrare in Italia

E' di oggi la notizia nella quale ormai non ci sperava più nessuno:dopo 4 anni il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone potrà rientrare in India in attesa dell'arbitrato . La decisione è del Tribunale dell'Aja che ha accolto la richiesta italiana. Saranno le parti a concordare i dettagli del rientro in Italia del fuciliere che avverrà nei prossimi giorni. Domani l'ordinanza verrà resa pubblica, anche se ormai non ci sono dubbi, ed è la Farnesina con una nota del Ministero degli Esteri a confermare il rientro in patria di Salvatore Girone. "Il governo italiano conta su un atteggiamento costruttivo dell'India anche nelle fasi successive e di merito della controversia". "Se la notizia è vera sono strafelice. E' una notizia meravigliosa. Adesso devo sentire mio figlio e mia nuora per accertare se è vera"ha dichiarato all'ANSA alcune ore fa il padre di Girone appena appresa la notizia.

.Adesso il governo italiano non dovrà ripetere lo stesso errore di alcuni fa, quando rispedì in India i due fucilieri del S.Marco nonostante fosse stato loro concesso di rientrare in Italia. Viene da pensare come ci siano voluti quattro lunghi per ottenere questo risultato e guarda caso proprio in periodo di campagna elettorale. Ma quello che conta davvero adesso, è che il fuciliere del S.Marco potrà riabbracciare la sua famiglia in attesa di un processo che dovrà fialmente stabilre che i due fucilieri del S.Marco sono innocenti.

 

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30 aprile 2016 6 30 /04 /aprile /2016 18:11
Libia:forze speciali italiane sotto attacco ISIS:è giallo

Il 27 aprile, un convoglio di militari delle forze speciali italiane , britanniche e libiche che dalla città di Misurata si stava dirigendo verso la roccaforte dell'ISIS, Sirte, sarebbe stato attaccato dai miliziani dell'ISIS. Un autobomba sarebbe stata fatta esplodere al passaggio del convoglio poi le milizie sul terreno avrebbero attaccato i militari dell'autocolonna.

Durante il combattimento i militari avrebbero resistito e risposto al fuoco nemico essendo supportati anche da velivoli ed elicotteri d'attacco francesi e italiani. Ma ci  state lo stesso vittime e feriti tra i militari italiani. Alcuni militari che non sono stati identificati inoltre, sarebbero stati fatti prigionieri dai miliziani dell'ISIS. Il condizionale è d'obbligo.

La notizia dell'imboscata infatti, è stata riportata dal sito dell'intelligence israeliana"Debka", ed è apparsa anche su alcuni siti di informazione straniera. Ma è stata smentita dal Ministero della Difesa italiano al quotidiano on line "Askanews"come"una notizia priva di fondamento". Ed è subito giallo. Sempre sul sito "Debka" viene spiegato che funzionari del Ministero della Difesa Italiana e britannico avrebbero imposto il silenzio ai media. Perché allora la notizia con la descrizione esatta della dinamica dell'accaduto sarebbe comparsa lo stesso sul sito dell'intelligenca israeliano nonchè anche su altri siti di informazione straniera? Perchè non si doveva sapere niente? Forse perché era un'operazione che doveva restare segreta?

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