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8 marzo 2019 5 08 /03 /marzo /2019 17:41
Afghanistan:il Generale Marchiò in visita ai militari del contingente italiano
Afghanistan:il Generale Marchiò in visita ai militari del contingente italiano
Afghanistan:il Generale Marchiò in visita ai militari del contingente italiano

Ha manifestato soddisfazione per il lavoro fin ad ora portato a termine dagli Advisors del TAAC-W il Generale Marchiò durante la sua visita al contingente italiano schierato in Afghanistan. Il Generale Marchiò , Comandante del NATO Joint Force Command di Brunssum, Generale di Brigata, è stato in visita al Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) di Herat ed anche al Quartier Generale della Missione Resolute Support a Kabul nei giorni scorsi.

Il Generale al suo arrivo, è stato ricevuto dal Comandante del TAAC-W, il Generale di Brigata Salvatore Annigliato. Presso la base di Camp Arena, sede del contingente italiano, è stato aggiornato dallo staff del TAAC-W sulla situazione operativa della regione Ovest del Paese, sulle operazioni future e anche sui risultati ottenuti durante le attività di addestramento, consulenza, ed assistenza svolte negli ultimi mesi a supporto delle Afghan National Defence Security Forces (ANDSF) . Il Generale Marchiò ha voluto evidenziare la notevole importanza della collaborazione esistente tra il Joint Force Command Headquarters di Brunssum  e le Forze della Coalizione RS schierate nel Paese, che ricevono dal predetto Comando Operativo le risorse necessarie per il training, logistica, e supporto finanziario. A Kabul ha inoltre incontrato l'ambasciatore USA John Bass, il Comandante della Missione RS, il Generale Austin S.Miller, il suo staff ed il Senior Civilian Representative della NATO in Afghanistan, l'Ambasciatore britannico Sir Nicholas Kay.

Il Generale Marchiò ed il Comandante Miller hanno inoltre fatto il punto della situazione sull'andamento della missione in questi ultimi mesi. Molta attenzione è rivolta al 20 luglio giorno delle elezioni presidenziali nonchè agli attuali colloqui di pace di Doha (Qatar) , nel corso dei quali l'inviato speciale USA per l'Affghanistan, Zalmay Khalilzad, ha incontrato gli esponenti del comitato politico politico dei talebani. Inoltre entrambi i Comandanti hanno discusso inoltre dei risultati conseguiti dalla Coalizione nell'ambito delle attività di Train Advise and Assist (TAAs) e anche dei progressi compiuti dalle ANDSFs nel loro processo di sviluppo e di trasformazione verso un modello di Forze autonome e bem equipaggiate, che siano in grado di assumersi in modo autonomo il compito di garantire la sicurezza del paese e dei propri cittadini. 

Al termine dell'incontro con il Comandante Miller, il Generale Marchiò si è recato  accompagnato dal Generale Camporeale, presso l'Italian National Support Element di Camp RS dove ha incontrato e salutato i militari del contingente italiano impegnati come staff ed advisors nell'ambito del Comando della Missione. La situazione per ciò che riguarda la sicurezza in Afghanistan è ancora complessa, soprattutto in alcune zone rurali dove l'insorgenza e gruppi di talebani e dell'ISIS-K sono ancora in grado di svolgere attività a carattere offensivo. Gli sforzi della Comunità  internazionale hanno come obiettivo quello di evitare  che il Paese diventi un'altra volta un luogo sicuro per il terrorismo internazionale.

E' per questo che i 41 Paesi della Coalizione RS ed il Comando del JFC di Brunssum, insieme al governo dell'Afghanistan, concentrano tutti i loro sforzi per attuare concretamente la "Road Map"pluriennale che è stata pianificata già da tempo, e che viene supportata dalla missione a guida NATO di"formazione, consulenza ed assistenza"delle istituzioni afghane e delle Forze di Sicurezza locali. L'obiettivo: creare più solide basi di sicurezza, essenziali per pianificare uno sviluppo economico e sociale dell'Afghanistan. Un obbiettivo al raggiungimento del quale danno quotidianamente  il loro prezioso ed importane contributo i militari del contingente italiano.

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Afghanistan:il Generale Marchiò in visita ai militari del contingente italiano

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3 marzo 2019 7 03 /03 /marzo /2019 17:16
Iraq:i parà del 187° Reggimento della Folgore lasciano la diga di Mosul
Iraq:i parà del 187° Reggimento della Folgore lasciano la diga di Mosul
Iraq:i parà del 187° Reggimento della Folgore lasciano la diga di Mosul

Il Tenente Colonnello Vincenzo Leone, Comandante di Battaglione del 187°Reggimento Paracadutisti"Folgore"ha ceduto le consegne al Capitano Joseph A.Kinsey comandante della Batteria Charlie del 1°Battaglione del 161°Reggimento dell'Esercito degli Stati Uniti, con una forte di stretta di mano. Un gesto quest'ultimo, che ha suggellato il passaggio di consegne tra le Forze Armate Italiane e quelle USA al comando della Task Force Praesidium nell'ambito della missione in Iraq.

Alla cerimonia erano presenti l'Ambasciatore d'Italia in Iraq Bruno Antonio Pasquino ed il Generale di Brigata Nicola Terzano, Comandante del Contingente Nazionale e Direttore dell'addestramento della coalizione in Iraq. I militari italiani sono stati ringraziati per lo straordinario lavoro di integrazione con le forze di sicurezza irachene conseguendo risultati eccellenti per ciò che riguarda la sicurezza, la stabilizzazione dell'area e del supporto necessario al regolare sviluppo dei lavori di consolidamento della Diga di Mosul.

La diga di Mosul andava messa in sicurezza dopo che una ditta italiana si era aggiudicata l'incarico:il Governo in accordo con le autorità irachene, ha deciso di schierare una Task Force a protezione della diga e del personale della ditta. La diga di Mosul è infatti un'infrastruttura  di rilevo strategico per l'Iraq in quanto serve ad approvvigionare di acqua centinaia di migliaia di persone abitanti nelle regioni circostanti.

Un eventuale cedimento della diga avrebbe messo in grave  pericolo le vite di queste persone oltre a compromettere lo sviluppo e l'economia di tutta l'area e determinare un grave danno ambientale. La diga è davvero un elemento importante per lo sviluppo del territorio e punto strategico per la normalizzazione dell'Iraq, per questo deve essere protetta. Un lavoro che è stato svolto in modo impeccabile dai parà della Folgore, il cui lavoro adesso verrà portato avanti dai militari americani.

Iraq:i parà del 187° Reggimento della Folgore lasciano la diga di Mosul
Iraq:i parà del 187° Reggimento della Folgore lasciano la diga di Mosul

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27 febbraio 2019 3 27 /02 /febbraio /2019 18:37
Somalia:Carabinieri portano a termine prima fase addestramento polizia somala
Somalia:Carabinieri portano a termine prima fase addestramento polizia somala

Si è conclusa nei giorni scorsi la prima fase della formazione da parte degli Ufficiali Senior Advisors dell'Arma dei Carabinieri  rivolta a 40 ufficiali allievi della Polizia Somala (Somali Police Force). Un'iniziale istruzione formale, nozioni di etica e deontologia professionale, tutela dei diritti umani, fondamenti della leadership, sviluppo delle capacità comunicative dei discenti e principi di comunicazione efficace nei contesti organizzativi ed interpersonali, procedure disciplinari e corrispondenti sanzioni, circostanziate  allo specifico panorama istituzionale  ed amministrativo somalo: queste le materie della prima fase del corso che hanno consentito agli allievi di avere una preparazione ad ampio spettro. 

Contemporaneamente a questo tipo di formazione teorica è stata affiancata loro un'attività di ricondizionamento fisico nella quale sono stati forniti elementi di difesa personale specifici per i servizi di polizia e propedeutici per le successive lezioni sulle tecniche di intervento operativo. Inoltre gli allievi hanno avuto un primo importante approccio con nozioni  sulla minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati( C-IED Awareness), questo tipo di addestramento è davvero rilevante perchè gli Ufficiali somali si troveranno ad operare in un territorio dove la tipologia di ordigni analizzati è utilizzata in maniera diffusa, dato che questi ordigni sono economici e molto semplici da realizzare.

Infine durante il corso agli allievi sono stati forniti elementi basici di lingua e cultura italiana, con lo scopo di instaurare un rapporto interpersonale più stretto tra docenti e allievi, in modo da facilitarne l'apprendimento e allo stesso tempo porre le basi di un miglioramento sociale e civico che la polizia somala è chiamata poi ad espletare durante la propria attività in Patria. 

Inizia adesso la seconda fase dell'addestramento che ha come obiettivo l'insegnamento della "tecnica professionale" con la descrizione delle attività istituzionali e le modalità di pianificazione, organizzazione ed esecuzione del servizio, collegate  alle finalità ed al risultato da perseguire. Al loro rientro in Patria gli Ufficiali allievi somali dovranno ricoprire incarichi  chiave nell'organizzazione della Somali Police Force. Saranno in grado di portare a termine i loro incarichi grazie all'eccellente preparazione che gli è stata impartita da parte degli Ufficiali Senior Advisors dell'Arma dei Carabinieri impegnati ogni giorno nella loro missione in Somalia. 

Somalia:Carabinieri portano a termine prima fase addestramento polizia somala
Somalia:Carabinieri portano a termine prima fase addestramento polizia somala

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20 febbraio 2019 3 20 /02 /febbraio /2019 17:38
Pisa:i parà della Folgore riprendono gli aviolanci dopo mesi di fermo tecnico
Pisa:i parà della Folgore riprendono gli aviolanci dopo mesi di fermo tecnico

I parà della Folgore hanno ripreso l'attività dei lanci vincolati dopo alcuni mesi di sospensione tecnica decisa dal loro Comandante. Secondo quanto riportato dal quotidiano "www.congedatifolgore.com" alcuni mesi fa "Il Generale di Brigata Rodolfo Sganga  informava i suoi paracadutisti  con una lettera indirizzata ai comandanti di Reggimento, da divulgare al personale, che aveva deciso di sospendere temporaneamente l'attività aviolancistica per approfondire le cause di un paio di "comportamenti anomali" della rete antimalfunzionamento delle vele in dotazione. Lo imponeva il principio di prudenza che deve guidare oggi Comandante se vi è il sospetto di un pregiudizio superfluo alla sicurezza del personale."

Il personale tecnico del Capar ha controllato più volte il paracadute in dotazione, il T10, e ha anche ripetuto le varie fasi del lancio con un manichino. Nel 2018 gli osservatori a terra  avevano notato qualcosa che" avrebbe potuto dare luogo, anche se questo poi rientra nella casisitica  aviolancistica  accettata come compatibile all'attività,  ad un malfunzionamento grave. Cosi  il paracadute T10 andrà presto in pensione: la Brigata Folgore ha infatti deciso di avere in dotazione dei nuovi paracadute di "matrice tecnica francese" che si possono abbinare all'attività di lancio da pallone frenato".

Tutto questo accadrà tra la fine del 2019 ed i primi mesi del 2020. Nel frattempo la mattina del 18 febbraio i parà della Folgore decollati da Pisa  su un C130J  hanno ripreso a lanciarsi ad Altopascio.  E' proprio il caso di dire che La Folgore è tornata di nuovo "alla porta".

Pisa:i parà della Folgore riprendono gli aviolanci dopo mesi di fermo tecnico
Pisa:i parà della Folgore riprendono gli aviolanci dopo mesi di fermo tecnico

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14 febbraio 2019 4 14 /02 /febbraio /2019 18:18
Libano:militari italiani donano materiali ortopedici e sanitari a ragazzi diversamente abili
Libano:militari italiani donano materiali ortopedici e sanitari a ragazzi diversamente abili

Materiali ortopedici e sanitari sono stati donati dai Caschi Blu Italiani di ITALBATT della missione in Libano, unità su base Reggimento Cavalleggeri "Guide"(19°) ai ragazzi del Mosan Centre di Tiro, struttura riabilitativa per giovani diversamente abili e che si rivolge a bambini e ragazzi con disabilità intellettive e con necessità di apprendimento speciali. L'Istituto è attivo dal 1993 e fornisce un'assistenza che comprende l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e dei servizi volti a stimolare la piena partecipazione ed integrazione nella società dei bambini, degli adolescenti e dei ragazzi ospitati. La Task Force a guida italiana ha inoltre donato capi di abbigliamento a favore delle municipalità di Ramadyah, in cooperazione con le Autorità della cittadina, Le Forze Armate Libanesi (LAF)  ed alcune Associazioni.

I militari italiani proseguono anche con la loro attività nell'ambito del progetto di educazione infantile tenuto in tutte le scuole pubbliche primarie dell'area di responsabilità, con il ciclo di lezioni  concepito per suggerire comportamenti corretti circa la cura della persona. Sono già più di mille i bambini che hanno seguito il corso e altrettanti i pazienti visitati ad oggi, nelle varie attività di medical care fornite dal personale sanitario dell'unità.

Il Comando del Sector West invece, ha donato 15 computer per l'allestimento della sala informatica, adibiti all'insegnamento didattico presso la scuola pubblica di Al Masaken della città di Tiro. La donazione è avvenuta alla presenza del Comandante della "LEONTE XXV", il Generale di Brigata Diodato Abagnara e del Sindaco, Hassan Dbouk. Sempre a Tiro, nel sito archeologico di Al Mina, sono stati invece ultimati i lavori di implementazione dell'impianto di illuminazione, inoltre nella stessa città, nell' ambito della campagna di sensibilizzazione all'educazione ed alla sicurezza stradale promossa dal SW, i Carabinieri della Military Police della JTFL, hanno incontrato circa 300 ragazzi  tra gli 8 ed i 14 anni, della Tyros School e della TCS School. In collaborazione con con l'International Military Police tanzaniana del Comando UNIFIL ed i docenti della scuola, i militari hanno spiegato ai giovani le norme cardine dell'educazione stradale, fornendo loro una brochure riepilogativa della segnaletica di riferimento, sia eseguito alcune manovre, in sicurezza con le autovetture di servizio e sia simulato un posto  di controllo, utilizzando i piazzali antistanti le scuole. L'expertise dell'Arma dei Carabinieri, nel delicato compito della sicurezza stradale, e la dimostrazione pratica di un checkpoint hanno suscitato nei giovani e nei docenti attenzione e curiosità.

Infine presso l'area sportiva della Municipalità di Burj Qallawiyah, cittadina nella parte  nord orientale del settore, si è tenuta la cerimonia inaugurale del progetto relativo alla fornitura di macchinari ed attrezzature per la palestra della cittadina. Salgono cosi a quota 11 i progetti inaugurati dagli specialisti di branca del Contingente UNIFIL ed effettivi in Patria al Multinational CIMIC Group di Motta di Livenza (TV) 

Libano:militari italiani donano materiali ortopedici e sanitari a ragazzi diversamente abili
Libano:militari italiani donano materiali ortopedici e sanitari a ragazzi diversamente abili
Libano:militari italiani donano materiali ortopedici e sanitari a ragazzi diversamente abili

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8 febbraio 2019 5 08 /02 /febbraio /2019 18:33
Bari:i militari della Brigata Pinerolo sono rientrati dalla missione in Afghanistan
Bari:i militari della Brigata Pinerolo sono rientrati dalla missione in Afghanistan
Bari:i militari della Brigata Pinerolo sono rientrati dalla missione in Afghanistan

La loro missione in Afghanistan si è conclusa dopo 6 mesi e hanno fatto ritorno in Italia, ma alcuni di loro sono già pronti a ripartire: destinazione i varo teatri operativi all'estero dove saranno operativi durante il 2019. Loro sono i militari della Brigata "Pinerolo" e oggi presso la Caserma "Briescese" a Bari, si è svolta la cerimonia per salutare il loro rientro ma anche la partenza.

Erano schierate le pluridecorate Bandiere di Guerra del 9°Reggimento Fanteria"BARI", del 7°Reggimento Bersaglieri e dell'82° Reggimento Fanteria "Torino"alla presenza del Comandante del Comando delle Forze Operative Sud, il Generale di Corpo d'Armata Rosario Castellano, e di numerose autorità civili, religiose e militari della Puglia. Il Generale Castellano, Comandante del Comando delle Forze Opertaive Sud, ha espresso grande soddisfazione per l'impegno  e gli eccellenti risultati conseguiti dalla Brigata"Pinerolo"e dalle sue Unità fuori dai confini nazionali in un periodo  molto sensibile per la stabilizzazione delle aree di crsi dove hanno operato e per l'impegno profuso nel campo della cooperazione civile-militare per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale civile.

 Nel corso della cerimonia è stato salutato anche il 1°Battaglione"Bezzecca" del 7°Reggimento Bersaglieri che nei prossimi giorni sarà impiegato  nella missione bilaterale di Assistenza e Supporto "Ippocrate" in Libia. I militari  garantiranno la sicurezza  della base e dell'ospedale da campo italiano. Durante i sei mesi di missione in Afghanistan i militari della "Pinerolo"al comando del Generale di Brigata Francesco Bruno, hanno portato a termine numerose attività di addestramento, assistenza e consulenza a favore dei colleghi delle forze di sicurezza afgane ottenendo importanti risultati e anche riconoscimenti in ambito internazionale.

Il 2018 infatti ha visto il comando della Brigata "Pinerolo", unica grande Unità dell'Esercito Italiano già completamente digitalizzata e dotata dell'innovativo automezzo" Freccia" , in Afghanistan dove ha guidato il Train Advise Assist Command West (TAAC-W), il Comando NATO con base a Herat.  Il TAAC-W all'interno del quale ha operato il 9°Reggimento  che ha costituito la" Task Force Arena"ossia la forza di manovra , esprime un nuovo concetto  operativo non più incentrato sulla funzione da combattimento ma basato essenzialmente sul supporto e sull'addestramento delle Forze Armata afgane.

Nello stesso anno il 7°Reggimento Bersaglieri è stato schierato nel contesto dell'operazione NATO in Lettonia denominata" Baltic Guardian", contestualmente l'82°Reggimento, rinforzato con una componente al alta connotazione specialistica dell'11°Reggimento Genio Guastatori, ha guidato la Task Force "Praesidium" a Mosul in Iraq dove hanno garantito la sicurezza della diga,un'infrastruttura  di notevole importanza strategica per l'Iraq, che serve ad approvvigionare di acqua centinaia di migliaia di persone che abitano nelle regioni circostanti. Missione compiuta dunque  per i militari della "Pinerolo", anche se un'altra missione sta per avere inizio, destinazione: Libia.

Bari:i militari della Brigata Pinerolo sono rientrati dalla missione in Afghanistan
Bari:i militari della Brigata Pinerolo sono rientrati dalla missione in Afghanistan
Bari:i militari della Brigata Pinerolo sono rientrati dalla missione in Afghanistan

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3 febbraio 2019 7 03 /02 /febbraio /2019 15:52
Libano:militari italiani portano a termine Combinex e Training di mantenimento
Libano:militari italiani portano a termine Combinex e Training di mantenimento

"Si è soldati perchè un giorno, più o meno lontano, abbiamo sentito la chiamata della Patria, e si è peacekeepers per due ordini di motivi: perchè il nostro cuore è generoso ma anche perchè siamo addestrati a farlo. Ecco, per aiutare gli altri, dobbiamo mantenerci altruisti  nell'animo e soldati nella formazione e non essere l'uno o l'altro,  ma dimostrarci capaci di includere entrambi gli aspetti in una persona sola" queste le parole del Generale di Brigata Diodato Abagnara, Comandante della missione "Leonte  XXV" in Libano. Il Comndante Bagnara ha inoltre voluto confermare la determinazione della Task Force di continuare a perseguire gli obiettivi della missione ovvero le attività di training che hanno come scopo il mantenimento di elevati standard di effiocenza operativa.

Nei giorni scorsi infatti, la Joint Task Force Lebanon (JTF-L) -Sector West (SW), attualmente su base Brigata Bersaglieri"Garibaldi", ha portato a termine in poco più di 3 mesi  21 giornate di poligono e 27 giornate COMBINEX (Combined Exercise) che hanno coinvolto oltre 500 unità. In un teatro operativo come quello libanese ci sono diversi fattori da considerare: l'adattamento dei militari a scenari comunque già resi noti nella fase di addestramento pre-immissione, l'interazione con nuovi contingenti che spesso hanno procedure molto diverse da quelle applicate dal personale italiano.

Il settore Ovest della missione UNIFIL infatti comprende oltre all'Italia 12 nazioni: Croazia, Brunei, Armenia, Ghana, Irlanda, Repubblica di Macedonia, Malesia, Malta, Repubblica di Corea, Tanzania, Serbia e Slovenia. Con l'obiettivo di recepire pienamente il mandato conferito dalla Risoluzione 1701/2006, il Comando UNIFIL, sin da subito, ha emanato una serie di procedure denominate Standard Tactical Immediate Reaction (STIR) che prevedono reazioni pianificate ad eventi che potrebbero occorrere sul terreno come, ad esempio, lancio di assi e/o atteggiamento ostile verso pattuglie dei Contingenti, richiesta di aiuto da parte di civili o presenza di armi illegali nell'area di responsabilità. 

Per questo motivo ed anche per assolvere al meglio al compito assegnato, vengono condotte anche per armonizzare le diverse regole di ingaggio dei paesi che partecipano alla missione UNIFIL,  attività addestrative di amalgama tra le cinque Task Force di manovra del Settore (ITALBATT, GHANBATT, IRISHBATT, ROKBATT, e MALBATT). Non si fa solo addestramento congiunto con le Lebanese Armed Forces (LAF) o di programmi di familiarizzazione( Familiarization Deployment- FAMDEP) con le forze di intervento rapido ma anche di training tra Task Force, come le Combined Exercise (COMBINEX) , svolte per affinare le STIR, o incrementare il livello di conoscenza di procedure standardizzate (Standard Operating Procedures- SOPs) oltre che esercitazioni interne e/o a fuoco (Firing Exercise-FIREX) volte al mantenimento degli standard prefissati. Perchè i militari italiani e non solo, devono essere sempre pronti ad intervenire per far rispettare il cessate il fuoco ed il rispetto della Blue Line.

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29 gennaio 2019 2 29 /01 /gennaio /2019 17:25
Afghanistan:Generale Bertolini su ritiro contingente italiano:"In Italia questioni riguardanti i militari si affrontano sempre in  modo superficiale"

Fa discutere l'annuncio del Ministro della Difesa Trenta sul ritiro del contingente italiano dall'Afghanistan, soprattutto per il fatto che il Ministro degli Esteri non ne sia stato informato. Organizzare il ritiro di un contingente dal teatro operativo non è certo una cosa semplice ma che pone anche parecchi problemi di tipo organizzativo e di sicurezza.

Il Generale Marco Bertolini, ex Folgore, ex Capo di Stato Maggiore della missione ISAF, unico italiano ad aver ricevuto questo incarico, (Comandante della Folgore e delle Forze Speciali, Comandante del contingente italiano durante la missione"Enduring freedom", Comandante del COI ovvero il Comando Operativo Interforze a capo di tutte le missioni all'estero) in un'intervista rilasciata a Paolo Padoin del quotidiano"Firenzepost", esprime le sue perplessità dal punto di visto prettamente militare, su questo ritiro dall'Afghanistan:"Il ritiro di un contingente non è solo una questione politico-logistica ma soprattutto tattica e di sicurezza. Per ritirare il personale bisogna mantenere sempre una componente di sicurezza e, addirittura, potrebbe essere necessario aumentare il personale presente per garantire alla logistica di fare un passo indietro. In questo momento ci sono minacce significative e dunque bisogna mantenere un dispoistivo di deterrenza importante".

Il Generale critica l'approccio superficiale sulla questione e soprattutto i modi utilizzati dal ministro della difesa per comunicare la notizia:"se una pensa di chiudere una missione per risparmiare ha un approccio superficiale ad un  problema che va invece approfondito in tutti gli aspetti. Perchè il ritiro potrebbe costare anche più che mantenere il contingente" e sottolinea inoltre il ruolo importante che dovrebbero avere le Forze Armate nella politica estera:"Le Forze Armate sono anche uno strumento di politica estera, non servono certo a tappare le buche. E il fatto che non sapesse della decisione del ministro titolare della politica estera è un problema serio. Anche perchè siamo andati in Afghanistan per volontà politica e ancora oggi siamo uno dei paesi più importanti della coalizione. Molto meglio quindi, se ci fosse una riflessione che coinvolgesse tutti, un dibattito parlamentare per capire cosa davvero conviene al paese"  e sottolinea come "in Italia  le questioni che riguardano i militari si affrontano sempre in maniera superficiale": parola di Generale.

Afghanistan:Generale Bertolini su ritiro contingente italiano:"In Italia questioni riguardanti i militari si affrontano sempre in  modo superficiale"

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25 gennaio 2019 5 25 /01 /gennaio /2019 18:03
Roma:Carabinieri incazzati:vincono il concorso 9 anni fa ma non li fanno ancora entrare in servizio

La loro storia meriterebbe le prime pagine dei giornali, perchè è la storia di una scandalosa ingiustizia che dura ormai da 9 anni ma anche di tanta rabbia. Una storia che dimostra ancora una volta come l'impegno, il coraggio, il sacrificio, il merito, non contano niente se sei italiano.  Ma nessuno ne parla.

E' la storia di 70 ragazzi che che hanno vinto il concorso per entrare nell'Arma ben 9 anni fa. Dopo tanto impegno e sacrificio finalmente il sogno di indossare la divisa era stato raggiunto. Cosi sembrava. I  70 ragazzi sono Carabinieri a tutti gli effetti eppure da 9 anni sono costretti a stare a casa: non li fanno entrare in servizio perchè non c'è uno scorrimento della loro graduatoria.

Sono incazzati e ne hanno davvero tutti i motivi. Infatti sono stati esclusi ingiustamente dallo scorrimento della graduatorie per soli 3 mesi: la loro graduatoria era stata pubblicata il 17 settembre 2010 ma ed essere prese in considerazione sono state solo le graduatorie dal 2011 in poi. Una scandalosa ingiustizia tutta all'italiana (vedi altro articolo alla sezione Attualità ) perchè c'è una legge, la Legge D'Alia 125/2013 che obbliga le amministrazioni ad attingere da graduatorie preesistenti. Perchè allora le amministrazioni non attingono dalla loro graduatoria?

Inoltre il cosi tanto strombazzato governo del "cambiamento"non ha fatto nulla per cercare di risolvere la situazione di questi Carabinieri ingiustamente condannati a restare a casa: o per meglio dire qualcosa aveva anche fatto: aveva inserito un'apposita postilla per far scorrere le graduatorie del comparto Difesa e Sicurezza ma poi la postilla "puff!" è sparita nel nulla.

Il tempo passa e questi Carabinieri dimenticati dallo Stato non vengono fatti entrare in servizio. Dimenticati anche da quello che doveva essere il governo del"cambiamento". Devono restare a casa, eppure hanno tanto studiato, si sono tanto impegnati con coraggio e con passione per svolgere il loro lavoro al servizio dello Stato: uno Stato che li ha  dimenticati in una graduatoria.  

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21 gennaio 2019 1 21 /01 /gennaio /2019 17:40
Libano:militari italiani portano a termine più di 30 corsi di addestramento per forze sicurezza libanesi

Sono più di 30 i corsi di addestramento portati a termine dai Caschi Blu Italiani  della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) del Sector  West (SW) dall'assunzione del comando del Settore assegnato della Missione UNIFIL avvenuta lo scorso 19 ottobre.

I corsi di addestramento sono stati portati a termine congiuntamente con le Forze Armate libanesi  (LAF), le Interbal Security Forces (ISF) e le Lebanese State Security (LST). Sono state ad oggi oltre 100 le giornate di addestramento svolte con circa 500 soldati libanesi formati. Questo ottimo risultato ha favorito un incremento delle operazioni congiunte  sul terreno che vengono portate a termine ogni giorno:  le giornate addestrative dal 12% sono passate al 23% : il numero più alto che sia mai stato conseguito dall'avvio dell'Operazione Leonte. 

L'obiettivo dei militari italiani è quello di garantire alle LAF la full operational capability e la loro legittimazione nel sostenere l'azione delle Autorità di Governo, specialmente nel Libano del sud, nonchè il loro ruolo di tutori della sicurezza soprattutto nel contrasto al terrorismo. Oltre ai corsi conclusi al momento ce ne sono 3 in fase di svolgimento e più di 10 quelli pianificati per febbraio. La programmazione dei cicli di addestramento avviene su base mensile con una riunione congiunta tra i rappresentanti del SW e del Quartier Generale libanese del South Litani Sectori (SLS), in cui viene presentata un'offerta formativa alle LAF, e tramite incontri organizzati con i vertici delle ISF e delle LST.

Ma la missione UNIFIL che vede impegnati i militari italiani non si ferma all'addestramento delle Forze Armate libanesi include anche il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele ed il supporto alla popolazione locale. Tutte queste attività hanno un unico obiettivo: consentire l'auspicabile raggiungimento di un cessate il fuoco permanente tra le parti, rafforzare la capacità delle Forze libanesi di garantire la sicurezza del proprio territorio e creare le condizioni di crescita sociale  ed economica in modo da favorire il benessere della comunità locale. Un obiettivo che viene raggiunto giorno dopo giorno grazie all'impegno quotidiano dei Caschi Blu Italiani.

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