Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
10 ottobre 2015 6 10 /10 /ottobre /2015 21:15
Roma:quei 3 blitz per liberare i marò andati a vuoto

Con tre blitz il governo italiano ha cercato di liberare i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dopo che le trattative diplomatiche erano in fase di stallo. Tre blitz che però sono falliti. L'indiscrezione viene riportata dal quotidiano"Libero.it". Il primo blitz avrebbe visto come protagonisti gli incursori della Marina, il secondo i servizi segreti e il terzo è rimasto sulla carta in un faldone segreto chiuso da qualche parte. L'ex Ministro della Difesa Mauro afferma di non sapere niente dei blitz. "Se durante il governo Monti ci sono state queste cose, io non glielo so dire, sono completamente all'oscuro(...)stiamo parlando di cose(blitz)che tutti gli Stati Maggiori avranno in un cassetto"e auspica l'istituzione di una commissione d'inchiesta se si vuole una ricostruzione autorevole di tutta quella vicenda"cosa che fino ad oggi non è stata fatta per non mettere in pericolo la vita dei due militari italiani. L'idea del blitz non dovrebbe venire accantonata del tutto, anche perché in India è rimasto solo Salvatore Girone, mentre il suo commilitone Massimiliano Latorre, si trova ancora in Italia per continuare la convalescenza dopo l'ischemia che lo aveva colpito(ma corre comunque il rischio di dover ritornare in India a fine convalescenza). Quindi c'è da liberare un solo militare. Il momento potrebbe esser quello propizio, prima che i nuovi rinvii di un processo rimandato per tre anni e le solite chiacchere diplomatiche facciano passare altro tempo prezioso. Salvate il fuciliere Salvatore Girone passando ai fatti, con un quarto blitz:quello definitivo.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Marò
scrivi un commento
6 ottobre 2015 2 06 /10 /ottobre /2015 18:19

I quattro Tornado italiani impegnati nella missione irachena sono stati inviati nella base aerea in Kuwait, e secondo quanto afferma il"Corriere della Sera"nelle prossime ore sono pronti ad entrare in azione contro l'ISIS. Cambiate le regole d'ingaggio i Tornado avranno l'ok per sganciare bombe sulle postazioni dell' ISIS, mentre fino ad ora il loro compito era quello di effettuare ricognizioni, illuminare gli obiettivi da colpire. Da oggi quegli obiettivi potranno colpirli. Oltre ai quattro Tornado dell'Aeronautica Militare Italiana, nella base aerea del Kuwait c'è anche un aereo cisterna e alcuni droni Predator non armati. Il Ministero della Difesa in una nota ha affermato che l'ok ai bombardamenti dovrà prima di tutto essere discusso in Parlamento. L'intervento dei Tornado italiani è stato richiesto dal governo di Baghdad e anche dal Comando USA che guida la coalizione anti-ISIS. Tutte le nazioni aderenti a questa coalizione sono impegnate nei bombardamenti. Mancavano solo l'Italia e la Germania. I tedeschi continueranno a non bombardare fino a quando anche per loro non verranno cambiate le regole d'ingaggio. Resta comunque il mistero su come la notizia dell'intervento italiano in Iraq con i Tornado pronti a bombardare, sia stata resa nota dal"Corriere della Sera" prima di un'approvazione dell'intervento militare da parte del Parlamento.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Iraq
scrivi un commento
2 ottobre 2015 5 02 /10 /ottobre /2015 18:41

La Brigata Sassari è di nuovo in prima linea per aiutare la popolazione di Olbia dopo l'alluvione. Ieri alle due del mattino i militari del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer sono entrati in azione nella Via Ogliastra in soccorso di una famiglia di otto persone che aveva lanciato l'allarme, a causa del drammatico innalzamento del livello delle acque del Rio Siligheddu e le ha tratte in salvo. Su richiesta della Prefettura i militari del 5° e del 152° Reggimento della Brigata Sassari sono ancora all'opera con più di 35 mezzi e attrezzature per liberare le strade dal fango e dai detriti e rendere ripristinabile la viabilità.

Repost 0
Published by Alessandra C.
scrivi un commento
1 ottobre 2015 4 01 /10 /ottobre /2015 18:06
Roma:solo piloti "grassi"ai comandi dell' F-35

I piloti che lo hanno provato durante i tanti test per la sua messa a punto lo avevano detto:l'F-35 ha tanti difetti alcuni sono anche pericolosi. Le loro parole sono anche state messe nero su bianco in un dossier. L'F-35, il velivolo da combattimento più costoso della storia, ha tanti problemi, e anche in cabina di pilotaggio con una visuale limitata:"In combattimento-hanno riferito i piloti-rischiamo di essere presi a cannonate in qualunque momento, il seggiolino è troppo largo, impedisce la visibilità e la sopravvivenza durante le azioni contro bersagli a terra o negli scontri in cielo."Anche gli apparati di bordo hanno dei difetti non da poco:"Non permettono al pilota di sentirsi sicuro nell'affrontare missioni critiche". Il radar inoltre, non funziona come dovrebbe:"In una missione non ha mostrato i bersagli, in un'altra senza motivo, ha smesso di segnalare gli obiettivi, in un'altra ancora ci ha messo troppo tempo per individuare bersagli che si muovevano alla stessa velocità." E adesso, secondo quanto riporta sempre l"Espresso", ci sarebbe un ulteriore problema:solo i piloti"grassi"possono stare ai comandi di un F-35, quelli magri infatti rischiano la morte. Perché?"Quelli troppo magri rischiano la vita in caso di lancio con il paracadute". Sempre durante i test infatti"è emerso un levato grado di pericolo quando il sedile viene espulso durante i voli. Il sistema di razzi che orienta il lancio, in modo da evitare impatti con il velivolo e stabilizzare la caduta, prima di aprire automaticamente il paracadute, fa cilecca se il peso dell'ufficiale è lieve."Così mentre si aspetta che il problema al seggiolino eiettable venga risolto, i piloti che devono mettersi ai comandi dell'F-35, devono effettuare la prova-bilancia. Per il momento un solo ufficiale non l'ha superata e non era italiano, in quanto i piloti italiani non sono ancora operativi sul F-35. Solo chi pesa più di 62 kg potrà pilotare il velivolo da guerra più costoso di tutti i tempi.

Repost 0
Published by Alessandra C.
scrivi un commento
26 settembre 2015 6 26 /09 /settembre /2015 14:39
Roma:poliziotti costretti a comprarsi divise da "Decathlon"

Il post è apparso sulla pagina Facebook"Voci Uniformi"e parla di una vicenda incredibile e vergognosa:i poliziotti sono costretti a provvedere loro stessi all'abbigliamento tecnico comprandolo da "Decathlon". Ecco il post di un agente che descrive una situazione davvero inacettabile: "Anche quest'anno ennesima vestizione "fantasma". Per fortuna che "zia" decathlon ci permette di comprare vestiario tecnico per non sentire freddo a prezzi accettabili. Pensate che in parlamento c'è anche chi propone disegni di legge che prevedono quanto segue: " È vietato al personale in servizio di ordine pubblico portare con sé strumenti, INDUMENTI e mezzi di protezione non previsti o non autorizzati dai regolamenti di servizio. Per l’agente che viola il regolamento ed il superiore gerarchico che lo consenta, si rischia la reclusione da tre mesi a un anno." Con una legge del genere in vigore quindi uno doveva scegliere se morire dal freddo oppure rischiare una ipotetica condanna fino ad un anno."E  se non ci fosse "zia" Decathlon"?

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
24 settembre 2015 4 24 /09 /settembre /2015 17:49
Iraq:militari italiani addestrano l'esercito curdo contro ISIS

L'attività addestrativa di più di 1.500 uomini dell'esercito curdo è stata portata a termine nei giorni scorsi dai militari italiani della Task Force"Erbil" dispiegati in Iraq nella missione"Phartica". Gli addestratori italiani, diretti dal comando multinazionale"Kurdish Training Coordination Center"a guida italiana, hanno concluso l'addestramento che è durato sei settimane. Il KTCC è formato non solo da militari italiani, ma anche da tedeschi, olandesi, spagnoli, inglesi, norvegesi, finlandesi, e ungheresi. Accolta la richiesta dei rappresentanti del MOP(Ministry of Peshmerga) ha portato a termine questo corso di addestramento rivolto a due battaglioni di Peshmerga che sono schierati in tante zone di addestramento. Il corso è terminato con delle esercitazioni militari che hanno certificato l'acquisizione da parte dei militari curdi, della loro capacità operativa nonché dell'attività di pianificazione del livello di Comando di Battaglione e alla condotta di operazioni militari in diversi ambienti operativi. Il KTCC è composto da circa 600 uomini e donne di sette nazioni, e a partire dal gennaio 2015, ha addestrato già 4.200 militari delle forze di sicurezza curde, dei quali oltre 1.500 sono stati addestrati dai militari italiani. Parole di elogio sono state espresse dai rappresentanti delle istituzioni curde per il supporto avuto dagli addestratori militari della coalizione. A partire dai primi di ottobre è previsto l'inzio del 7°ciclo addestrativo. Adesso grazie all'addestramento ricevuto per questi militari sarà più facile combattere contro l'ISIS.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Iraq
scrivi un commento
22 settembre 2015 2 22 /09 /settembre /2015 19:00
Afghanistan:militari italiani organizzano corso di pallavolo per ragazze afgane

Si è concluso ieri a Herat, presso la base di Camp Arena, con la consegna degli attestati, il corso di pallavolo organizzato dai militari italiani(nell'ambito della missione"Resolute Support) per le ragazze afgane. Il corso"Volleyball Training Course" coordinato dalla Gender Advisor Maggiore Erika Monticone, è iniziato a giugno di quest'anno. Il Comandante del Train Advise Assist Command-West(TAAC-W)il Generale Mauro d'Ubaldi ha consegnato gli attestati di partecipazione al corso ad una delegazione delle ragazze afgane al termine di una breve cerimonia e di un breve discorso nel quale ha elogiato il coraggio di queste ragazze. Sì perché in un paese come l'Afghanistan i talebani da sempre non vedono di buon occhio che le ragazze possano andare a scuola e istruirsi nè tanto meno praticare uno sport. Quindi l'obiettivo di questo corso di istruire le ragazze afgane ad insegnare ad altre ragazze a giocare a pallavolo è stato pienamente raggiunto con successo. Adesso queste ragazze potranno insegnare a loro volta a giocare a pallavolo ad altre ragazze. Per loro lo sport è davvero un importante mezzo di emancipazione e di indipendenza.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
21 settembre 2015 1 21 /09 /settembre /2015 17:19
Roma:il marò Girone può avere ricaduta febbre Dengue

Il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone, da più di tre anni in India, potrebbe avere una ricaduta di febbre dengue, febbre dalla quale era stato colpito lo scorso agosto. Se da una parte il Ministero della Difesa aveva dato delle rassicurazioni circa lo stato di salute di Salvatore Girone, d'altra parte lo stesso Girone attraverso l'Ansa, aveva chiesto di poter essere curato in Italia, ma che la condizione detentiva illegale alla quale è sottoposto non consente cio'. L'On. Elio Vito, nei giorni scorsi, aveva elaborato  un'interrogazione parlamentare per avere notizie sulle reali condizioni di salute del militare italiano, sottolineando il fatto che"normalmente in caso di dengue,il Ministero della Difesa richiama in Italia i militari all'estero proprio perché una ricaduta che è sempre possibile nelle aree in cui la malattia si contrae, ha implicazioni potenzialmente gravi per la salute."  In pratica potrebbe esserci una ricaduta dovuta anche anche alla condizione di stress continuo nella quale si trova Girone. Ed ecco quale è stata la risposta del Governo italiano all'interrogazione dell'On.Elio Vito:

" Il fuciliere di Marina Salvatore Girone, durante la sua permanenza presso la sede dell'Addettanza Militare di New Delhi, ha contratto un'infezione da virus Dengue, malattia normalmente presente nel sub-continente indiano, soprattutto nella stagione dei monsoni tra giugno e novembre. Il paziente, dopo l'iniziale manifestazione della malattia, è stato ricoverato per 5 giorni (dal 27 al 31 agosto) presso un ospedale di Delhi, il Max Healthcare Hospital in questo primo periodo; il decorso della fase acuta è stato regolare, con una buona risposta ai trattamenti somministrati. A seguito della dimissione, dopo ulteriori 5 giorni di riposo e cure, assistito dai medici esperti in malattie tropicali inviati dal Ministro della difesa che ha seguito e segue quotidianamente la vicenda, in data 5 settembre è stata effettuata una visita di controllo finale presso lo stesso ospedale del ricovero, dove l’équipe sanitaria indiana ha considerato risolta la fase acuta della malattia. In particolare, a quella data, il decorso non ha registrato l'insorgenza di alcuna delle complicazioni che, in determinati casi, possono essere significative di una prognosi più grave rispetto a quella normale della patologia in esame.

Il fuciliere appare, al momento, in recupero e, sebbene alcuni parametri clinici abbiano registrato variazioni nella fase acuta e sub-acuta della malattia, essi risultano in via di normalizzazione. I medici italiani hanno raccomandato, comunque, che sia osservato un congruo periodo di riposo, al fine di un recupero completo dai postumi dell'infezione che continueranno a essere monitorati nel tempo; oltre al riposo, il paziente dovrà seguire norme dietetiche e di profilassi, da mettere in atto per evitare punture da zanzare (portatrici della stessa malattia). Appare anche in via di remissione la sintomatologia clinica simil-influenzale riferita al momento del ricovero.

Sono previste ulteriori indagini sulla fase di formazione di anticorpi che normalmente consegue alla prima infezione da parte del virus responsabile della malattia. La condizione medica del fuciliere continua, peraltro, a essere oggetto di attento monitoraggio, anche attraverso il coinvolgimento di istituti ospedalieri specializzati nella trattazione delle malattie tropicali. Così come prosegue l'approfondimento delle attività preventive da porre in essere per limitare il rischio di ulteriori forme di esposizione al virus responsabile della febbre Dengue e le complicazioni che potrebbero derivarne, certamente possibili, ma non probabili.

Gli aspetti sanitari subentrati a seguito dell'infezione Dengue accrescono le ragioni per le quali l'Italia continua e continuerà a contestare i vincoli imposti dall'India alla libertà di movimento del fuciliere, anche per assicurarne il pieno recupero nelle migliori condizioni ambientali. Infatti, come peraltro accennato dall'Onorevole interrogante, in conseguenza del rischio di una recidiva dell'infezione, la stessa potrebbe manifestarsi anche in una forma emorragica grave. Per tali ragioni, in passato e in casi analoghi, si è provveduto ad allontanare il personale dalle zone endemiche. Purtroppo, tale misura precauzionale, pure certamente opportuna e necessaria, alla luce della nota situazione giuridica dei due fucilieri, non si è, al momento, concretizzata. Più in generale, vale la pena ricordare che il Governo ha avviato, presso le opportune sedi internazionali, ogni consentita azione per una positiva soluzione della controversia e, coerentemente, rimane per noi prioritario non solo l'impegno per il pieno recupero fisico di Girone – come già nel caso di Latorre – ma anche il suo rientro in Italia. Come noto, il nostro Paese ha avviato in data 26 giugno 2015 una procedura internazionale prevista dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982, sottoponendo la disputa con l'India a un giudice internazionale che dovrà esprimersi sulla titolarità della giurisdizione penale sul caso. Il Tribunale di Amburgo si è pronunciato lo scorso agosto riconoscendo, dapprima, l'esistenza della competenza di un Tribunale internazionale e ordinando, conseguentemente, la sospensione immediata di tutte le procedure giudiziarie in India e in Italia a carico dei fucilieri.

In ragione del riconoscimento formale della titolarità di un Tribunale diverso da quello indiano, l'Italia – che resta sempre più determinata alla tutela della posizione dei nostri due marò – solleverà tutte le questioni relative anche alla condizione personale del fuciliere Girone nella sede internazionale competente che può essere attivata anche in via cautelare. Nel medesimo contesto giudiziario internazionale saranno anche affrontate le questioni relative allo stato di illegittima privazione di libertà del fuciliere, oltre a quelle concernenti gli aspetti attinenti alla titolarità di determinati diritti che la Convenzione UNCLOS e il diritto internazionale consuetudinario riconoscono al nostro Paese." In poche parole:passerà ancora del tempo prima che che Salvatore Girone venga fatto rientrare in Italia.  Ma forse questa volta una speranza concreta che cio' avvenga esiste.

Repost 0
Published by Alessandra C.
scrivi un commento
15 settembre 2015 2 15 /09 /settembre /2015 20:36
Afghanistan:passaggio di consegne tra Brigata "Julia e "Aosta"

E' avvenuto oggi presso la base di "Camp Arena"a Herat il passaggio di consegne al TAAC-W,  tra la Brigata"Julia"che dopo sei mesi di missione di addestramento, assistenza, consulenza, e assistenza alle forze di sicurezza afgane viene sostituita dalla Brigata"Aosta". In questi sei mesi di missione gli"advisers" del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) della Brigata "Julia"nell'ambito della missione Resolute Support, hanno avuto come obiettivo principale quello di rendere le forze di sicurezza afgane più autonome nel gestire il personale con la formazione di nuovi istruttori(Train the Trainers), nonché di occuparsi dell'addestramento di specialisti nel campo dell'intelligence, di contrasto degli IED, di controllo dello spazio aereo, dell'impiego di mortai e artiglieria, il tutto attraverso corsi ma anche simposi e seminari.

Alla cerimonia di passaggio di consegne erano presenti il Generale di Brigata Michele Risi che ha ceduto il comando al suo parigrado Mauro Ubaldi, il Comandante del Comando Operativo Interforze(COI), il Generale Marco Bartolini, il Comandante della Missione Resolute Support, il Generale USA John F.Campbell, l'ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti e le massime autorità civili e militari afgane della provincia di Herat. Numerosi i progetti realizzati dal contingente militare italiano anche nell'ambito del Piano di Sviluppo Provinciale con la realizzazione di 20 progetti nell'agricoltura, con la costruzine di scuole e ospedali e dell'importante strada che collega Herat a Chest-i-Sharif. "Avete svolto il compito assegnato consapevoli di aver portato sulle spalle l'onore del nostro paese in questa terra afgana"queste le parole del Generale Bertolini ai militari schierati. Adesso il compito di portare avanti la missione spetta ai militari della Brigata "Aosta".

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
15 settembre 2015 2 15 /09 /settembre /2015 16:42
La Spezia:un sommergibile museo per la città:progetto irrealizzabile?

C'è un architetto ligure, Marco Tarabugi, che da anni vuole realizzare un progetto che pare irrealizzabile:creare a La Spezia un sommergibile-museo. La città ligure ha dato nel passato un notevole contributo alla Marina Militare, dato che molti sommergibili sono stati costruiti proprio qui. Sommergibili che sono entrati in azione prendendo parte a innumerevoli gloriose azioni di guerra. Alcuni sono andati distrutti, altri sono stati dismessi. Quelli dismessi li si potrebbe benissimo utilizzare come musei, soprattutto nelle città di mare (magari anche a Cagliari) seguendo l'esempio di tante città europee come ad esempio, Brema, in Germania. A Brema infatti, l'ultimo U-Boot utilizzato dai nazisti è stato trasformato in un museo galleggiante e in Italia il Toti puo' essere ammirato al museo della Scienza a Milano.

Marco Tarabugi nel 2010 aveva fatto parte del Comitato Istituzionale, che avrebbe dovuto realizzare il progetto di un sommergibile-museo per la Spezia. Ma poi non se n'è fatto nulla. Lui non si è arreso. Ha creato un gruppo Facebook"Un sommergibile per La Spezia"e lo vuole realizzare questo sogno, come dice lui stesso:" Dopo Venezia, Milano e Genova anche la Spezia credo che “meriti”, per tutto quello che ha dato e sta dando alla Marina Militare, un sommergibile! Ricordiamo che proprio nella nostra città venne costruito nel 1889, su progetto dell 'ing. Giacinto Pullino, il primo sottomarino italiano, il Delfino. Il seguente gruppo propone la musealizzazione del Sommergibile "Leonardo da Vinci” S-520", attualmente ormeggiato nella nostra città dopo essere stato utilizzato come unità addestrativa . Si parla tanto di turismo, abbiamo un “tesoro” in casa, composto anche dal patrimonio navale dismesso della Marina Militare che sarebbe da utilizzare a nostro vantaggio. Trasformare unità navali dismesse in musei, per il loro valore storico e tecnico offrirebbero enormi potenzialità turistiche ed economiche. E' dimostrato che il pubblico è molto attento a questo ramo della cultura, come testimoniano gli esempi di Milano e Genova. Anzi sarebbe interessante musealizzare parte delle aree dismesse dell'Arsenale, andando a costituire il piu' grande Museo del Mare del mondo! Questa è Spezia, la nostra città" Un progetto innovativo e interessante quello di Marco Tarabugi. Sarà cosi difficile da realizzare?Speriamo davvero di no. Speriamo che il sommergibile non si areni tra le solite carte della burocrazia italiana. E auguriamo a Marco di riuscire nell'impresa.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento