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29 giugno 2015 1 29 /06 /giugno /2015 16:35
Roma:lo scandalo del governo che elimina la Polizia Provinciale

Sono circa 2.800 e ogni giorno vigilano sul territorio italiano a salvaguardia dell'ambiente, proteggono il patrimonio boschivo dagli incendi, fanno rispettare le leggi poste a tutela dell'ambiente. Sono gli agenti del corpo della Polizia Provinciale. Il governo con un decreto legge, ha deciso di "eliminarli". "Via le Polizie Provinciali, l'Ecomafia ringrazia"c'era scritto su uno dei loro striscioni, quando l'altro giorno sono scesi in Piazza Montecitorio a protestare per questa drammatica situazione. A questo proposito, posto il Comunicato Ufficiale dell'Associazione Proviciale Italiana Polizia Ambientale, inviatomi dal Consigliere Provinciale AIPA Gerardo Berardi, Assistente Polizia Provinciale, che illustra una situazione davvero drammatica, situazione della quale molti italiani non sanno nulla.

"Anno 1910 - 8 giugno Questa è la data in cui esce in Gazzetta Ufficiale la Legge 277_1910 , in materia di tutela del patrimonio forestale, che all’art. 7 dispone il graduale assorbimento delle Guardie Provinciali alle dipendenze dello Stato. Anno 2015 – 19 Giugno Il decreto legge Enti Locali dispone all’art. 5 il transito delle Polizie Provinciali nelle Polizie Municipali per lo svolgimento delle funzioni di Polizia Municipale, di fatto perdendo quelle di POLIZIA AMBIENTALE come sancito nel 1910. In questo periodo le leggi, i regolamenti e le disposizioni sulla protezione dell'ambiente e del territorio sono cambiate; ma non i soggetti preposti a garantire la loro osservanza! Legge contro gli Ecoreati , Expo 2015, Terra dei fuochi, Enciclica “Laudato Si” ... tutto porta ad un unico concetto: TUTELA AMBIENTALE. Ed il Governo come interviene? Chiudendo una forza di polizia che da sola accerta 1/3 dei reati ambientali (fonte SOSE 2010) , mettendo a repentaglio il patrimonio ambientale , fiore all’occhiello del nostro paese. Questa Associazione grida a gran voce il suo NO allo SMEMBRAMENTO di questi Corpi altamente specializzati e chiede che una volta per tutte il Parlamento svolga il suo compito di legislatore e rappresentante del popolo italiano. In sede di conversione questo testo deve essere modificato favorendo il mantenimento delle specificità e professionalità degli operatori di Polizia Provinciale all’interno del contenitore più adatto che non può di certo essere l’Amministrazione Comunale, già troppo oberata dallo Stato di compiti e doveri.

La Costituzione attribuisce allo Stato il compito di TUTELARE L’AMBIENTE e per questo il Governo deve farsi carico di ciò, tant’è che la stessa Unione Europea ha avviato una procedura di indagine ( prodromica ad una eventuale procedura di infrazione se l’ Italia non ottempera alle richieste) in merito alla gestione dei siti Natura 2000 – direttiva Habitat ( Procedura 6730/14/ENVI) laddove al punto 14 invita lo Stato Italiano a razionalizzare le forze in campo dedicate ai controlli ambientali tra cui gli Ex Guardia Caccia Provinciali. Se in Europa le Polizie Provinciali hanno un valore, perché in Italia esso non è considerato? Il 25 Giugno abbiamo manifestato in piazza Montecitorio al presidio organizzato da CGIL CISL UIL insieme a molti colleghi per dire NO questo scempio e confidiamo in un appoggio di tutti coloro che hanno a cuore la TUTELA AMBIENTALE".

 

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27 giugno 2015 6 27 /06 /giugno /2015 16:09
Iraq:la Task Force 45 pronta ad entrare in azione

Sono trenta e partiranno la settimana prossima, destinazione:Iraq, Ramadi, roccaforte dell'Isis. La notizia arriva da fonti della Farnesina ed è stata riportata anche dal"Fatto Quotidiano" in un articolo di Daniele Raineri. Gli incursori del 9°Reggimento d'Assalto "Col Moschin"andranno ad unirsi alle forze speciali USA , in una base che è stata costruita a Taqaddum, situata tra Falluja e Ramadi. E' una delle zone più pericolose di tutto l'Iraq. Queste due città sono tutte e due sotto il controllo dello Stato islamico. Ma quale sarà l'obiettivo dei militari iitaliani? Sicuramente si troveranno ad operare al di fuori della base in collaborazione con le forze speciali americane con l'esercito iracheno, nonché con i sunniti per neutralizzare le forze dell'ISIS. Oltre alla Task Force 45, sono già operativi da febbraio gli uomini della Task Force 44 nella città di Baghdad. I militari italiani erano già stati in Iraq anni fa nell'ambito della missione"Antica Babilonia" ai tempi della guerra ed operavano nella zona di Nassiyria, una regione sciita che si trova a sud. Da febbraio invece sono impegnati sul fronte più a nord fornendo armi e addestrando i curdi.Ma adesso il loro intervento è richiesto nella zona più ad ovest verso Ramadi appunto. Il Presidente Obama ha chiesto che l'Italia si impegni in prima linea sul fronte iracheno. E questa volta la Task Force 45 è pronta ad entrare in azione.

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27 giugno 2015 6 27 /06 /giugno /2015 15:35
Torino:Carabiniera si commuove al giuramento e commuove Italia

Alla fine non c'è riuscita proprio a trattenerle, e quelle lacrime sono scese bagnando il suo viso. Il viso è quello dell'allieva Carabiniera Chiara Meseris, 25 anni. Si è commossa durante il giuramento avvenuto presso la Caserma Cernaia di Torino. L'emozione ha preso il sopravvento nel giorno in cui ha potuto finalmente realizzare il suo sogno."E' stata un'emozione grandissima"ha detto Chiara. Il padre Antonio Claudio, le ha asciugato le lacrime con un fazzoletto:un gesto immortalato in una foto che sta facendo il giro del web perché ha commosso l'Italia. "La sua commozione durante il giuramento è il simbolo di un'Italia che riconosce il valore delle istituzioni e l'emozione dell'appartenenza. Buon servizio di cuore a lei e a tutte le donne e gli uomini che quotidianamente si impegnano per il nostro paese"ha scritto il Premier Renzi su Facebook dopo avere parlato al telefono con lei.

 

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24 giugno 2015 3 24 /06 /giugno /2015 16:44
Roma:il Generale Termentini si ribella alle offese del sindaco Marino

Il Generale Ferdinando Termentini non ci stà e si ribella agli insulti rivolti alla destra dal sindaco di Roma, l'altro giorno nel corso della Festa dell'Unità nella capitale. Marino aveva infatti invitato la destra"a tornare nelle fogne" : "tornino nelle fogne da dove sono venuti invece di dare lezioni di democrazia e rigore a noi che siamo i naturali eredi"e aveva ribadito la sua volontà di restare saldamente incollato alla sua poltrona(nonostante gli scandali di "Mafia Capitale" e il degrado della città) :"Andremo avanti fino al 2023 e faremo lì il nostro bilancio".Così il Generale Termentini ha affidato ad una lettera la sua risposta alle offese del sindaco di Marino. Una lettera che in queste ore sta facendo il giro del web e sta ottenendo molti consensi favorevoli e un ampio dibattito sui diversi social networks.

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21 giugno 2015 7 21 /06 /giugno /2015 17:00
Roma:un Ammiraglio voleva salvare i marò ma qualcuno non ha voluto

I due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone avrebbero potuto essere salvati subito, prima che la situazione si complicasse sempre di più. Ma qualcuno non ha voluto. Per la prima volta, un Ammiraglio che ha proposto il suo aiuto e i suoi consigli agli alti vertici della Marina Militare e alle istituzioni, ne parla in un'intervista pubblicata sul quotidiano "Il Tempo"rivela alcuni retroscena. L'Ammiraglio in questione è Rinaldo Veri, Ammiraglio di Squadra, Comandante del Centro Alti Studi per la Difesa, di padre italiano e madre indiana, nato a Bombay: ci ha vissuto per ben 14 anni. E' un profondo conoscitore della realtà indiana, ha infatti una vasta rete di amicizie e conoscenze molto influenti, ha provato ad offrire il suo aiuto e i suoi consigli ed è stato ignorato con il silenzio. L'alto ufficiale nell'intervista, afferma di avere un rimpianto quello di"Non aver potuto mettere a frutto le sue origini e contribuire alla causa attraverso il vantaggio inconfutabile di conoscere la realtà sociale, culturale e relazionale indiana.Non mi è stato detto di no, semplicemente non ho ottenuto risposta." L'alto ufficiale avrebbe potuto di essere davvero di grande aiuto per liberare i due fucilieri del S.Marco, anche perché ha conoscenze influenti e avrebbe potuto cercare un dialogo con il premier indiano Modi. L'Ammiraglio non si è arreso, e aveva riproposto il suo aiuto e suoi consigli a novembre, che sono stati di nuovo ignorati con un silenzio. Un silenzio davvero strano, un silenzio che significa indifferenza per la sorte di due militari italiani innocenti che da tre anni aspettano giustizia. Un silenzio assordante quello degli alti vertici militari e delle istituzioni, davanti al quale resta una sola domanda:perchè?

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19 giugno 2015 5 19 /06 /giugno /2015 18:18

"Non potrò più tornare a combattere lì, l'unico posto in cui vorrei trovarmi ora.L'unico posto in cui mi trovo sicuro". Sono le parole di Nathan Harris, 25 anni, sergente dei Marines che nel 2009 e per sei mesi, è stato in missione speciale nel sud dell' Afghanistan al comando del secondo plotone della Compagnia Echo. Sei mesi passati in durissimi combattimenti per contrastare i talebani nelle loro roccaforti. Durante uno di questi combattimenti Nathan, viene gravemente ferito e deve fare rientro in patria. Qui dovrà combattere un'altra guerra: quella  contro le ferite nell'anima che la missione nel paese afgano gli ha inciso. E' una guerra drammatica anche questa, che ci fa vedere un ragazzo completamente a disagio, un disadattato incapace di riadattarsi alla vita normale di tutti i giorni, ma che paraddossalmente, vorrebbe ritornare in missione. La guerra in Afghanistan lo ha completamente devastato e traumatizzato ma in questa sua lotta per ritornare alla normalità verrà aiutato dalla moglie Ashley. E' andato in onda ieri su Sky TG 24 e sul canale 27 del digitale terrestre il documentario"Hell and back again". Il documentario che in realtà e' un vero e proprio film girato dal fotoreporter di guerra Danfun Dennis, è stato candidato agli oscar 2012, ha vinto il premio della giuria al "Sundance Film Festival" ed ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in tutto il mondo. E' stato interamente girato con una Reflex digitale in full HD.

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19 giugno 2015 5 19 /06 /giugno /2015 17:30
Milano:ai Parà della Folgore ordine di non portare il basco. Perchè?

Anche i parà della Folgore vigilano sull'Expo di Milano.Sono i parà del 183°e del 186°Reggimento, operativi dal 30 aprile quando sono immediatamente arrivati sul posto su due pullman e 19 mezzi. Un paio di settimane fa, le tende nelle quali alloggiavano assieme ai militari dell'Esercito erano andate distrutte durante un nubifragio(vedi articolo su questo stesso blog alla sezione"Attualità") e così dopo un'interrogazione parlamentare e varie segnalazioni dai siti web, per una decina di giorni hanno alloggiato in delle palazzine. La cosa che colpisce è che-come-riportato dal sito"Congedatifolgore.it", sulle teste di questi parà non c'è il glorioso basco amaranto, ma il"jungle"in goretex che indossano anche tutti gli altri militari. Ai parà della Folgore è stato dato l'ordine di non indossare il loro basco. Qualcuno ha cercato di intervistare dei parà per scoprire la ragione di tale ordine, ma ovviamente i militari non hanno potuto rilasciare nessuna dichiarazione. Resta una sola domanda:perchè?

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17 giugno 2015 3 17 /06 /giugno /2015 18:43
Cagliari:emergenza profughi e organici polizia al collasso

Quella dei profughi che si riversano sulle coste italiane è una vera e propria emergenza. Un emergenza all'ordine del giorno che diventa sempre più difficile da gestire soprattutto per la polizia. Gli organici sono al collasso e diventa sempre più difficile fronteggiare la situazione. Dopo gli sbarchi al Porto Canale di Cagliari e a Carbonia nelle settimane scorse, è calato il silenzio. Ma la situazione, esposta nel Comunicato Stampa inviatomi dal Dott. Luca Agati, Segretario Provinciale del SAP di Cagliari, è davvero drammatica per uomini e donne che quotidianamente lavorano senza sosta con organici ridotti davvero al collasso. La situazione resta sempre di massima allerta, anche per l'estate sicuramente ci saranno altri sbarchi.

"La Polizia di Stato a Cagliari non riesce più a gestire la situazione legata ai migranti. Lo sbarco dei 900 migranti di sabato, il successivo arrivo del barcone a Teulada con 24 algerini, tra cui 11 minori e da ieri la protesta degli stranieri al porto di Cagliari hanno messo in ginocchio il sistema legato alla sicurezza, nonostante i poliziotti cagliaritani impiegati nelle delicate operazioni, stiano gestendo l'emergenza con altissima professionalità ed impegno. Avevamo espresso grande perplessità dinanzi all'operazione di sbarco in Sardegna che logisticamente non ha le possibilità per gestire una così massiccia presenza di stranieri.

Dal punto di vista tecnico i nostri uffici sono al collasso ed in primis l'ufficio immigrazione non riesce con l'organico attuale a sopperire alle incombenze. Non é pensabile poter e voler gestire queste emergenze con il poco personale a disposizione esponendo gli uomini a turni massacranti lontani da ogni logica professionale, distogliendo gli uomini da delicati servizi quali il controllo del territorio, le diverse attività di indagine e intelligence. Se siamo diventati il "parcheggio" dei migranti nel mediterraneo, il nostro Dipartimento deve per forza intervenire mandando qui rinforzi, altrimenti rischiamo di soccombere; con queste vistose lacune e con la "confusione dettata dall'imprevisto", non riusciamo ad amministrare il problema, divenuto di ordine e sicurezza pubblica. L'emergenza é una circostanza imprevista che richiede, in quanto tale, interventi eccezionali ed urgenti per essere gestita e riportata alla normalità; se questa avviene tre volte in una settimana, come si può ritenere ancora tale?"

Cagliari, 05 giugno 2015.

Segretario provinciale SAP Cagliari Luca Agati

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15 giugno 2015 1 15 /06 /giugno /2015 16:55
Libia:ucciso in raid USA l' "Imprendibile" leader di Al Quaeda

Il raid dell'aviazione USA pianificato dal Pentagono non gli ha lasciato scampo ed è rimasto ucciso.  I caccia americani hanno effettuato il raid in una zona vicina alla città di Ajdabya in Libia. Si chiamava Mokhtar Belkmokhtar il più importante tra i leaders di Al-Quaeda,  ed era soprannominato l' "Impredibile". Era  stato tra l'altro, il responsabile del sequestro di 800 stranieri e l'uccisione di 38 di essi, presso l'impianto di gas algerino a In Amenas nel 2013.Era uno dei principali leaders terroristi. Era un veterano della guerra in Afghanistan, aveva lasciato l'Algeria per unirsi alla jihad dei talebani, poi era tornato in Nord Africa e dopo la caduta di Gheddafi, era diventato uno dei trafficanti e dei terroristi più importanti dell'intera regione.

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11 giugno 2015 4 11 /06 /giugno /2015 18:25
Roma:il marò Latorre:"Un militare italiano non può mollare"

Ieri Festa della Marina Militare Italiana, ancora una volta abbiamo dovuto sentire le solite vuote parole di circostanza dei politici:tutti ad esprimere la loro solidarietà e il loro affetto ai due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il tempo scorre veloce, luglio è ormai dietro l'angolo e se nessuno di questi politici tanto bravo con le parole, non passerà ai fatti, trattenendo Massimiliano Latorre in Italia, il militare sarà costretto a rientrare in India, dato che il suo periodo di convalescenza è terminato. Le sue condizioni di salute non sono certo ottime, e si ha l'amara sensazione che anche questa volta nessuno farà niente. Ieri proprio in occasione della Festa della Marina, in una telefonata con la Commissione della Difesa, Massimiliano Latorre ha espresso la speranza che che la triste, vergognosa assurda vicenda che vede coinvolti lui e il suo commilitone Salvatore Girone, (da tre anni sono accusati ingiustamente di aver ucciso due pescatori indiani ma le prove dimostrano la loro innocenza) possa finire al più presto."Latorre ha anche affermato che"la verità possa presto venire fuori, noi non abbiamo colpa".Ha poi concluso che:"un uomo, un militare, un italiano non può mollare".

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Published by Alessandra C. - in Marò
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