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28 luglio 2019 7 28 /07 /luglio /2019 17:49
Roma:Carabiniere scrive alla Prof:"Sono orgoglioso di essere un Carabiniere, chieda scusa e vada ai funerali di Mario"

Dopo le offese della professoressa di Novara su Facebook al Vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma("Uno di meno, e chiaramente  con uno sguardo poco intelligente , non ne sentiremo la mancanza), il Maggiore Marco Belladonna, le ha  scritto una lettera:

"Carissima Professoressa, chi le scrive é un Ufficiale Superiore dei Carabinieri, si documenti se vuole sul grado, e le gerarchie perché questo non é il punto. Sono un Carabiniere e sono orgoglioso di esserlo, sono una Medaglia di Bronzo al Valor Civile per aver fatto desistere nel 1998, un uomo da intenti suicidi. L'uomo era armato di fucile da caccia  e sono rimasto chiuso in casa sua per un'ora parlando con lui e alla fine lui é ancora in vita,  e io, per fortuna, pure dato che avevo il suo fucile carico puntato contro.

Durante la mia carriera ho avuto altre vicessitudini che non sto a elencare. Insomma, noi dallo sguardo poco intelligente  rischiamo la vita, come la rischiano tanti altri lavoratori nei confronti dei quali non ci si rivolge come lei ha fatto verso il collega morto ieri a Roma, l'ennesimo. Io non la giudico e non sono qui ad attaccarla perché comunque , Lei starà facendo i conti con la sua coscienza in questo momento.

Sono qui per suggerirle di comperare un biglietto per Somma Vesuviana per domani per poter partecipare ai funerali  del collega  cosicché possa chiedere scusa alla vedova, o in alternativa potrebbe andare a Roma al nostro Comando Generale e scusarsi con il nostro Comandante Generale per quanto lei ha scritto. Vede io, comunque, ho scelto di difenderLA, e di difendere anche chi pensa che noi siamo per strada per uno stipendio sicuro, per il posto fisso ed altre cose simili ed anche per Lei che magari é poco convinta che noi, Carabinieri abbiamo lo sguardo poco intelligente.

Un ultimo consiglio, quando é in auto, a piedi o in bici e vede delle persone in uniforme, si fermi e vada incontro ad esse,e le ringrazi, perché se lei va in giro tranquilla e serena é per merito loro che quando lei dorme loro vegliano su di Lei, che quando si diverte loro sono li a sorvegliare affinché possa divertirsi senza pensieri e cosi via. Nel suo profilo ho visto che Lei é madre di n bellissimo bimbo, bene gli racconti che sebbene noi abbiamo lo sguardo poco intelligente , lui potrà stare al sicuro finché ci siamo noi e che non dovrà mai aver paura di nulla quando vede un uomo in uniforme. Mi scusi se mi sono permesso".  

Errata Corrige: l'autore della lettera alla Prof.ssa é il Maggiore Marco Belladonna e non il Maggiore Massimo Ferrari, come erroneamente citato nell'articolo. Articolo che si é provveduto a correggere dopo avere ricevuto la precisazione da parte del Maggiore Belladonna che può davvero essere fiero di questa lettera. In qualità di amministratrice di questo blog chiedo scusa ai due ufficiali dell'Arma per l'errore e ai lettori.

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19 luglio 2019 5 19 /07 /luglio /2019 16:29
Iraq:il Generale Terzano ringrazia i militari italiani per il loro impegno in Operazione "Prima Parthica"
Iraq:il Generale Terzano ringrazia i militari italiani per il loro impegno in Operazione "Prima Parthica"

Passaggio di consegne l'altro giorno al comando del Contingente italiano nella missione in Iraq a Camp Singara. Il Generale di Brigata Paolo Attilio Fortezza é il nuovo Comandante del contingente italiano e subentra al suo parigrado Nicola Terzano anche nell'incarico di Direttore dell'Addestramento della Coalizione anti-Daesh. Il Generale di Brigata cedente, Nicola Terzano ha avuto parole di elogio per i militari italiani, e durante il suo discorso ha voluto ricordare il sacrificio  dei militari, dei civili sia della Coalizione e non che sono caduti nella lotta al Daesh, che purtroppo é ancora presente come forza insorgente che come ideologia distruttiva. Ha poi ringraziato le autorità presenti, i tanti presenti, i partners iracheni del Kurdstan, e anche ai colleghi della Coalizione per il loro impegno quotidiano nell'addestramento delle forze di sicurezza  con l'obiettivo di renderle  più abili nella lotta a Daesh.

Il Generale ha ringraziato i militari  italiani  per il loro impegno quotidiano e la loro professionalità e determinazione, che ha loro consentito di conseguire eccellenti risultati  riconosciuti sia dalle Autorità locali che dai colleghi della Coalizione. Il Generale ha anche voluto ringraziare le famiglie sottolineando il loro ruolo importante nel Contingente Italiano: é infatti grazie al loro supporto quotidiano  che i soldati italiani possono operare in modo sereno ed efficace nell'ambito della loro missione. Il Generale Terzano  si é detto orgoglioso dell'operato dei militari del contingente e per i traguardi che sono stati raggiunti insieme, ha affermato inoltre di di essere onorato di avere servito la Patria all'estero e infine augurato  al Generale Fortezza ogni fortuna per il prosieguo della missione.

Alla cerimonia del passaggio di consegne erano presenti l'Ambasciatore d'Italia S.E. Bruno Antonio Pasquino e il Comandante del Combined Joint Task Force-Operation Inherent Resolve, il Generale di Corpo d'Armata Paul Joseph LaCamera che si sono voluti complimentare con il Comandante italiano per l'ottimo lavoro svolto e d hanno ringraziato i militari italiani per la oro professionalità e i risultati conseguiti. 

Fino ad oggi sono 50.000 gli appartenenti alle Forze di Polizia e di Sicurezza irachene e della regione autonoma del Kurdistan addestrati  dai militari italiani sia con corsi basici che avanzati. Gli addestratori italiani sono inquadrati in unità multinazionali all'interno del Kurdistan Training Coordination Center, che si trova attualmente sotto il comando di un Colonnello dell'Esercito Italiano  e del Police Task Force-Iraq, unità a guida Arma dei Carabinieri. C'é anche l'Air Task Group  Griffon, formato da piloti, specialisti e militari dell'Aviazione dell'Esercito Italiano, che si occupa dell'elitrasporto del personale della Coalizione in tutto l'Iraq e il Comando del Supporto logistico al Contingente schierato in aerea di operazioni.

Ci sono Ufficiali e Sottufficiali della Difesa italiana che operano in vari settpri all'interno degli staff dei comandi della Coalizione. I militari italiani inquadrati nell'operazione "Prima Parthica", sono inseriti nell'ambito del Combined Joint Task Force-Operation Inherent Resolve, Coalizione multinazionale che combatte contro Daesh e attualmente vede impegnati 76 Paesi e 4 Organizzazioni internazionali. Il contingente é formato da circa 500 militari  di tutte le Forze Armate e ha come obiettivo principale quello di addestrare le forze dei Ministeri della Difesa e dell'Interno iracheni e della regione autonoma del Kurdistan. Uomini e donne che ogni giorno con la loro dedizione e il loro impegno sono  sempre in prima linea per combattere contro Daesh.

Iraq:il Generale Terzano ringrazia i militari italiani per il loro impegno in Operazione "Prima Parthica"
Iraq:il Generale Terzano ringrazia i militari italiani per il loro impegno in Operazione "Prima Parthica"
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16 luglio 2019 2 16 /07 /luglio /2019 16:51
Kuwait :gli Eurofighter italiani celebrano i primi 100 giorni della loro missione
Kuwait :gli Eurofighter italiani celebrano i primi 100 giorni della loro missione

500 ore di volo: questo il traguardo tagliato dagli Eurofighter italiani nella missione in Kuwait a supporto dell'operazione "Inherent Resolve" nel contrasto contro il Daesh.  Gli Eurofighter hanno sostituito gli AM-X dal 26 marzo scorso. In servizio presso l'Aeronautica Militare Italiana dal 2004, l'Eurofighter, é operativo ogni giorno al servizio  del Paese dalle basi di Trapani, Grosseto e Gioia del Colle e assicura senza soluzione di continuità la Difesa Aerea Nazionale. 

Questi velivoli sono in prima linea per combattere il Daesh con il loro ruolo di ricognitore tattico in operazioni fuori dai confini nazionali, proprio nel teatro operativo dell'operazione"Inherent Resolve"gli Eurofughter italiani stanno dimostrando la loro versatilità tattica in quanto velivoli tecnologicamente avanzati in grado di portare a termine anche missioni nel settore ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) espandendo ancora di più le loro capacità di assetto multi-ruolo.

Task Group"Typhoon":questo il nome della Task Force che vede tra le sue fila personale che proviene da tutte le basi Eurofighter italiane, con il supporto di colleghi di altri Stormi ed Enti  anche interforze. Gli Eurofighter sono anche adatti a sfidare le condizioni climatiche più avverse con temperature che superano i 50° e durante i loro primi 100 giorni di missione hanno portato a termine 120 missioni, fotografato oltre 1700 punti di interesse. Le immagini dopo che svengono studiate ed interpretate dagli analisti dell'Integrated Italian Multisensor Exploration Cell (12 MEC), acquisiscono ulteriore  qualità informativa e cognitiva.

Ancora un volta gli Eurofighter ed i militari italiani sono espressione dell'eccellenza e della professionalità tricolore anche nei teatri operativi in  contesto internazionale.

Kuwait :gli Eurofighter italiani celebrano i primi 100 giorni della loro missione
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12 luglio 2019 5 12 /07 /luglio /2019 16:59

Sono 1148, sono poliziotti e hanno vinto un regolare concorso dopo tanto studio e tanti sacrifici ma non possono entrare in servizio. Perchè? Durante lo svolgimento del loro concorso qualcuno ha pensato bene di cambiare i requisiti richiesti per tale concorso: età non superiore ai 26 anni (loro hanno più di 27 anni) e inoltre scorrimento della sola  graduatoria dei civili che hanno partecipato al concorso, mentre coloro che sono già militari(come loro) vengono automaticamente esclusi. Il tutto potrebbe essere anche normale se questi nuovi requisiti richiesti fossero stati elementi  necessari per un altro concorso, ma non per certo per un concorso in svolgimento. Una vera e propria beffa. Ed é cosi che 1148 poliziotti si trovano impossibilitati ad entrare in servizio per questi motivi a dir poco ingiusti. Hanno fatto ricorso al TAR e protestato in vari modi. Ma a quanto pare non é servito a niente. Per lo Stato sono troppo "vecchi" e non fanno parte della graduatoria dei civili ma dei militari. Eppure loro non si arrendono. Hanno aperto una pagina Facebook dal titolo significativo:"Il VFP 1 dimenticato" dove si può leggere questo post: Il militare non è un lavoro semplice è un lavoro che va fatto con il cuore, il nostro amor di patria e il nostro amore per la divisa, ci ha portato ad indossarla volontariamente consapevoli dei sacrifici che ci avrebbe portato. 
Adesso lo stato ci abbandona, il ministero non ci tutela e noi dopo soldi spesi per addestrarci veniamo scartati.
Questo significa deridere la bandiera Italiana
La stessa sulla quale giurano militari e politici
ASCOLTATECI

CONDIVIDETE! 

Hanno condiviso un video che racconta la loro vicenda: la storia di un gruppo di poliziotti che si sono visti stracciare davanti agli occhi il sogno di una vita: indossare l'uniforme dell'agente di polizia. 

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9 luglio 2019 2 09 /07 /luglio /2019 21:03
Roma:marò colpevoli da sempre per gli indiani anche se la prova del proiettile dimostra il contrario

Si é svolta ieri l'ultima udienza al Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja sul caso marò, udienza nella quale le delegazioni di Italia e India hanno ribadito le loro posizioni. L'Italia rappresentata dall'ambasciatore Francesco Azzarello ha rivendicato la giurisdizione italiana. Ai due fucilieri del S.Marco  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, secondo l'Ambasciatore italiano deve essere riconosciuta l'immunità dalla giustizia straniera. I due militari erano infatti membri delle forze militari italiane in servizio ufficiale a bordo di una nave battente bandiera italiana in acque internazionali. Di parere opposto invece il rappresentante dell'India Balasubramanian che ritiene i due pescatori indiani uccisi vittime assieme all'India. 

Si prevedono di nuovo  tempi lunghi :l'udienza durerà fino al 20 luglio e solo dopo sei mesi ci sarà la sentenza. Una sentenza che forse porre fine a questa scandalosa vicenda che vede condannati ingiustamente i due fucilieri del S.Marco.  I due militari erano a bordo di una petroliera italiana, l'Enrica Lexie,  in missione, allo scopo di proteggere l'imbarcazione dai pirati. Fin dall'inizio vennero accusati dall'India di avere ucciso, scambiandoli per pirati due pescatori indiani al largo del Kerala il 15 febbraio 2012.

Per 8 anni i due militari sono stati privati della loro libertà, ci sono stati vari e strani ritardi nel corso di un processo interminabile che per l'India li ha visti colpevoli da subito. E questo nonostante ci sia la prova dell'innocenza dei due militari italiani, la prova regina :la perizia balistica (vedi articolo su questo stesso blog:i marò non hanno sparato lo dice la perizia) che dimostra come il proiettile rinvenuto nel cadavere di uno dei due pescatori indiani, sia un proiettile 7,62 x 54R di fabbricazione russa, sparato dalla mitragliatrice russa PK che è assolutamente differente dalla cartuccia 5,56 x 45 in dotazione ai marò e che si può utilizzare sia con i fucili Beretta AR 70/90 sia con le mitragliatrici FN Minimi i dotazione.

Per farla breve, il calibro del proiettile che ha ucciso i pescatori indiani non risulta essere quello delle armi italiane.  A sparare non sono stati i marò. Come anche affermato dall'Ingegnere Luigi  Di Stefano perito tecnico che ha lavorato in diversi tribunali italiani e anche al caso Ustica, che ha stilato un dettagliato rapporto  su quanto accaduto quel 15 febbraio del 2012.

Sarebbe bastato anche ispezionare le canne dei fucili Beretta e il processo si sarebbe potuto chiudere nel 2015 con l'innocenza dei due fucilieri del S.Marco. Ma cosi non é stato. Chissà perché gli indiani hanno continuato a ritenere da sempre i due militari italiani colpevoli, colpevoli solo di trovarsi al largo delle coste del Kerala a svolgere la loro missione a bordo della petroliera Enrica Lexie. 

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7 luglio 2019 7 07 /07 /luglio /2019 17:28
Sassari:Carabiniere eroe di Nassirya restituisce la medaglia al valore per protesta

Quel 12 novembre del 2003 La Base Maestrale di Nassirya dei Carabinieri in Iraq era appena stata sventrata dalla terribile esplosione (che causò 28 morti), ma lui senza pensarci un attimo rischiando la vita, si era addentrato tra le macerie traendo in salvo i suoi commilitoni. L'appuntato dei Carabinieri Pietro Sini, 55 anni  di Porto Torres é davvero un eroe per il coraggio dimostrato in quelle circostanze, e anche se é sopravvissuto all'attentato, quell'attentato ha segnato per sempre la sua vita  costringendolo al congedo a causa dello shock post traumatico.

Per il suo atto eroico l'appuntato sardo ha ricevuto la medaglia d'oro al valore, ma tempo fa ha preso la decisione di restituirla al Comando Generale dell'Arma per protestare contro lo Stato. Quello Stato che non gli ha voluto riconoscere il fatto che la sua invalidità determinata dallo shock post traumatico nel frattempo si era aggravata. Dopo un gesto cosi clamoroso come la restituzione della medaglia al valore é calato il silenzio, all'Ansa l'appuntato in congedo ha infatti detto che:"Dal giorno di quel gesto nessuno mi ha mai chiamato per parlarmi, per chiedere il motivo della mia decisione, in compenso hanno voluto la mia presenza alle cerimonie e alle commemorazioni, "la mia figura é importante per tutti mi dicevano".

Tante belle parole ma nessuno ha mai riconosciuto l'aggravamento della sua invalidità. Alla fine le telefonate gli sono arrivate si, ma per richiedergli la somma di ben 1.410 euro, la somma che é stata versata per il conio della medaglia d'oro poi restituita per protesta. Da buon sardo, l'Appuntato in congedo Sini non si é arrende, ha messo le carte in mano agli avvocati e ora aspetta anche una risposta dal Ministro dell'interno Salvini nonchè dal Ministro della Difesa Trenta. Con la speranza che uno dei due ponga fine a quest'ingiustizia. Pietro infatti  rischiando la sua ha salvato la vita ai commilitoni, pagando un prezzo molto alto a causa del terribile trauma: essere privato per sempre  della possibilità di svolgere il lavoro che amava tanto.

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5 luglio 2019 5 05 /07 /luglio /2019 16:33
Libano: i militari italiani celebrano i 40 anni della missione UNIFIL
Libano: i militari italiani celebrano i 40 anni della missione UNIFIL
Libano: i militari italiani celebrano i 40 anni della missione UNIFIL

Da 40 anni in volo per la pace per la missione UNIFIL in Libano: i militari italiani celebrano questo importante traguardo raggiunto. La Task Force(TF) ITALAIR, componente elicotteri schierata nella missione libanese ha infatti raggiunto il traguardo dei quarant'anni di presenza continuativa nella terra dei cedri.  Per celebrare l'evento dall'Italia sono arrivati 39 ufficaili e sottufficiali  oggi non più in servizio attivo ma che negli anni passati si sono avvicendati  nelle compagnie di ITALAIR. Un pensiero é stato rivolto anche ai caduti di questa missione durante un incidente di volo il 6 agosto 1997, un incidente nel quale persero la vita 3 membri dell'equipaggio  e 2 passeggeri. La cerimonia dell'anniversario si é svolta ieri presso le antiche rovine dell'ippodromo di Tiro. Erano presenti oltre le autorità locali, l'Ambasciatore d'Italia  in Libano Massimo Marotti, l'Head of Mission e Force Commander di UNIFIL il Generale di Divisione Stefano del Col e Comandante del contingente italiano in Libano. 

Costituita nel 1979,  Task Force"ITALAIR" supporta senza sosta le attività delle Nazioni Unite assicurando 24 ore su 24 le proprie prestazioni in tutta l'area di Operazioni. ITALAIR é un'unità interforze(Joint) che attualmente impiega elicotteri AB-212 dell'Aviazione dell'Esercito italiano su base 2°Reggimento AVES "Sirio" di stanza a Lamezia Terme ed equipaggi di volo e militari di supporto appartenenti principalmente  all'Esercito Italiano, con il concorso della Marina Militare e dell'Aeronautica Militare. E'L'unità operativa più longeva delle Forze Armate  Italiane nell'ambito delle missioni internazionali oltre ad essere l'unica  unità di volo interforze con equipaggi  joint schierata dall'Italia in un teatro operativo.  Sei elicotteri a doppia turbina AB 212 con una capacità di volo strumentale notturno e diurno,  sistema di autoprotezione integrato e stabilizzazione e con possibilità  di atterrare su ogni tipo di superficie dell'area di operazioni sono la struttura portante di questa Task Force. 

42.100 le ore volo compiute dall'ITALIAR dal 3 luglio 19079, con 171.000 passeggeri trasportati  e 1250 evacuazioni mediche effettuate per un totale di 48.400 missioni di volo portare a termine. Inizialmente questa Task Force era denominata"Squadrone Elicotteri ITALAIR"ed era dislocata dal 1979 nei pressi della città di Naqoura, nella zona sud del Libano, con l'obiettivo di adempiere alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In seguito l'UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) ha avuto il compito di ristabilire la pace e la sicurezza internazionale ed assistere il Governo del Libano nella ripresa della sua autorità sul territorio.  Nel 2006 in seguito all'inasprimento del conflitto  tra Libano ed Israele, con la risoluzione 1701 dello stesso anno, le competenze della missione UNIFIL sono state estese, obiettivo:tenere sotto controllo l'ostilità tra i due paesi, fornire assistenza alle Forze Armate Libanesi e dare supporto alla popolazione locale. 

E' cosi che dal 2006 la Task Force"ITALAIR" svolge missioni di volo di diverse tipologie nel teatro di operazioni, con diversi compiti che vanno dalle evacuazioni mediche (MEDEVAC) per le quali un assetto è sempre in prontezza operativa , all'anticendio delle aree boschive e rurali, ai trasporti logistici alle pattuglie aeree sulla Blue Line(linea di separazione tra Libano ed Israele lunga 120 km) al trasporto di autorità  che sono in visita nelle zone di competenza di UNIFIL, alla ricerca ed al supporto alla popolazione in caso di pubbliche calamità. Uomini e donne che ogni giorno con il loro impegno e la loro professionalità garantiscono la pace e la sicurezza nella terra dei cedri. 

Libano: i militari italiani celebrano i 40 anni della missione UNIFIL
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25 giugno 2019 2 25 /06 /giugno /2019 15:14
Romania: i parà della Folgore protagonisti della "Swift Response"
Romania: i parà della Folgore protagonisti della "Swift Response"
Romania: i parà della Folgore protagonisti della "Swift Response"
Romania: i parà della Folgore protagonisti della "Swift Response"

I paracadutisti della Folgore sono stati i protagonisti principali dell'importante esercitazione NATO"Swift Response"che si é conclusa ieri. Un'esercitazione complessa e anche  molto rischiosa: nei giorni scorsi infatti un militare canadese é morto durante un lancio con il paracadute. La Brigata Folgore e un C130J dell'Aeronautica Militare, appartenente alla 46a Brigata Aerea di Pisa sono entrate in azione dal 11 al 24 giugno. L'esercitazione si é svolta in Bulgaria, Croazia e Romania con l'obiettivo di accrescere l'efficacia e l'affidabilità dello U.S Eurpean Command, di testare le capacità operative delle unità aviotrasportate alleate nell'ambito della airborne community. Per la prima volta nel corso di questa esercitazione un velivolo C-130 dell'Aeronautica Militare, rischierato sulla base aerea di Ramstein(Germania) ha partecipato ad una missione di aviolancio notturno  in formazione utilizzando visori NVG (Nigt Visual Goggles). La "Swift Response"ha visto la partecipazione dei militari di sette  paesi membri della NATO:Canada, Germania, Francia, Olanda, Spagna,Regno Unito, e USA. Tra di loro i parà della Folgore si sono distinti per la loro elevatissima professionalità nelle varie azioni.  

Perchè i parà della Folgore hanno avuto un ruolo di primo piano nella"Swift Response"lo spiega il Generale Rodolfo Sganga, Comandante della Folgore, intervistato in esclusiva dal giornalista del"Corriere della Sera" Guido Olimpo: "Da tempo il Pentagono ha deciso di affidare agli esploratori paracadutisti italiani un compito importante. Sono loro ad infiltrarsi, in piccoli gruppi, in un settore preciso per poi preparare l'arrivo del "grosso", il contingente alleato. (...) per gli USA i nostri militari offrono caratteristiche specifiche di esperienza che li hanno trasformati in una prima scelta."

I parà della Folgore agiscono in condizioni difficili se non impossibili, riuscendo inoltre ad operare in perfetta sinergia con i militari USA:"La Folgore si é lanciata da un C130 italiano ma anche da un C17 statunitense"  e questo rappresenta un altro aspetto importante della "Swift Response" come affermato dal Comandante della Folgore , il Generale Rodolfo Sganga nella sua intervista""Abbiamo 3 fasi:la formazione, l'addestramento, e l'esercitazione. Miriamo ad accrescere l'interazione con altri partner, studiamo, scambiandoci informazioni in modo diretto. Vogliamo stabilire procedure comuni, cosi come uno standard efficace. Tutto questo serve a rendere più agile il dispositivo dell'Alleanza."

I parà della Folgore oltre che essere esperti nella guerra tecnologica sono anche in grado di fare a meno della tecnologia e durante l'esercitazione "un  paio di parà hanno preparato un primo report meteo accovacciati tra gli arbusti, ricorrendo a strumenti semplici, non elettronici. Misurazioni riportate su fogli prestampati, righe tirate con penne a più colori."  Dunque  notevoli capacità di adattamento e ad operare nelle condizioni più estreme se non impossibili e imprevedibili fanno dei parà della Folgore l'eccellenza dell'Esercito Italiano. E lo hanno dimostrato anche durante questa importante esercitazione.

Romania: i parà della Folgore protagonisti della "Swift Response"
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23 giugno 2019 7 23 /06 /giugno /2019 16:29
Bergamo:Badar é il primo Carabiniere musulmano

Ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana ieri presso la Caserma Cernaia a Torino dove per 6 mesi ha frequentato il corso per indossare l'uniforme dell'Arma. Ieri il suo sogno si é realizzato,  e questo ragazzo passerà alla storia dato che Badar, 23 anni di Chiuduno, di famiglia di origine marocchina, é il primo Carabiniere musulmano.

Un sogno quello di diventare Carabiniere, che Badar ha coltivato fin da piccolo come ha affermato in un'intervista rilasciata all'"Eco di Bergamo", dove ha raccontato di aver vissuto per un certo periodo in un quartiere difficile in provincia di Caserta e di avere sempre  ammirato i Carabinieri che aiutavano la gente:" "Già quando ero in Campania seguivo regolarmente le attività delle associazioni d'Arma, il mio sogno é  sempre stato quello di poter dare  una mano ai cittadini".

Prima di diventare Carabiniere, Badar era arruolato nell'Esercito e alle sua spalle ha un'esperienza nell'Operazione"Strade Sicure"a Roma, proprio durante quest'esperienza nel 2017, ha capito quanto fosse importante la conoscenza dell'arabo:"Eravamo in servizio di controllo alla stazione di Trastevere e ad un certo punto un tale ha gridato "Allah Akbar"generando il panico più totale. Comprendendo l'arabo, ci ho parlato e siamo cosi riusciti a ridimensionare la situazione e a risolvere il caso".

Forse qualcuno si chiede se essere musulmano praticante possa essere un problema all'interno dell'Arma soprattutto durante il periodo del Ramadam, ma cosi non è, come ribadisce lo stesso Badar :"Durante il corso mi hanno concesso senza problemi i vari permessi perché potessi seguire al meglio il Ramadam. Dopo essere diventato un Carabiniere a tutti gli effetti Badar vorrebbe realizzare gli altri suoi sogni :combattere il terrorismo e diventare Maresciallo. Per il momento il primo sogno l'ha realizzato in  pieno.

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19 giugno 2019 3 19 /06 /giugno /2019 17:25
Romania:in corso l'importante esercitazione NATO"Swift Response"con la Folgore in prima linea
Romania:in corso l'importante esercitazione NATO"Swift Response"con la Folgore in prima linea

Anche unità operative e logistiche della Brigata Paracadutisti"Folgore" sono schierate nell'importante esercitazione multinazionale"Swift Response". Nel corso della giornata di ieri, come riportato dal quotidiano"Congedatifolgore.it" i parà della Folgore"dopo un lancio notturno a Bopo in Romania, stanno conducendo l'esercitazione "Swift Response"assieme ai parà della 137a airborne di Vicenza." I parà della Folgore portano a termine imboscate ed assalti "e la scorsa settimana hanno conquistato un aeroporto con il nemico  rappresentato dale Forze degli USA. Il Capitano Valentino Luciano, ha spiegato che gli italiani hanno effettuato una manovra di assalto in cui il plotone fornisce fuoco di copertura, mentre l'altro entra in posizione. Nei giorni successivi hanno fortificato l'aeroporto e difeso la posizione dai contattacchi."  

L'esercitazione multinazionale NATO ha preso il via il 13 giugno e si concluderà il 25 giugno, interessando diverse località della Bulgaria, Croazia, e Romania. Sono presenti anche assetti e personale dell'Esercito Italiano e dell'Aeronautica Militare. Obiettivo dell'esercitazione é quello di consolidare le capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenenti a diverse specialità e nazioni con lo scopo di rafforzare ed integrare l'interoperabilità delle unità di pronto impiego (short notice to move) in modo da rispondere a situazioni di crisi internazional,i e vede impegnati circa 5600 militari provenienti da 8 nazioni partner NATO (Canada, Francia, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito USA e Spagna).

L'Aeronautica Militare partecipa con la 46a Brigata Aerea di Pisa :il C130J é un veicolo impiegato per il trasporto tattico adatto ad atterrare su piste particolarmente corte e superficie non asfaltata(semiprepratata), contribuendo allo schieramento di uomini e mezzi. Per la prima volta nel corso di questa importante esercitazione, il C130 dell'Aeronautica Militare, partecipa ad una missione di aviolancio notturno in formazione, utilizzando visori NVG (Night Visual Goggle). Il velivolo da trarporto farà parte di una formazione di 12 velivoli (C130 e C17)di diverse nazioni.

Purtroppo é di ieri la notizia che durante l'esercitazione nel corso di un lancio notturno,  é morto un militare (artigliere paracadutista) canadese, mentre due militari USA e un altro canadese sono rimasti feriti.

Romania:in corso l'importante esercitazione NATO"Swift Response"con la Folgore in prima linea
Romania:in corso l'importante esercitazione NATO"Swift Response"con la Folgore in prima linea
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