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10 gennaio 2016 7 10 /01 /gennaio /2016 19:53
Afghanistan:missione segreta da incubo per militari USA circondati da talebani

Marja è una città afgana nella provincia dell'Helmand. Qualche giorno fa, è stata lo scenario di una missione segreta delle Forze Speciali USA. Una missione segreta che si è trasformata in un vero e proprio incubo per i Berretti Verdi. Una missione della quale non si conoscono bene i dettagli, perché era segreta.  E non si conoscono nemmeno i nomi dei militari che vi hanno preso parte, come riportato dal sito:"Difesaonline"nell'articolo di Franco Iacch. A Marja qualche giorno fa, un team delle Forze Speciali USA, sta dando il suo supporto ad unità afgana quando all'improvviso si ritrova circondata da una "marea di talebani".

Sono davvero tanti, troppi. Due elicotteri HH60 Pawe Hawk, vengono subito inviati sul posto dal Pentagono, per cercare di tirare fuori da una situazione drammatica i militari USA. Ma come nel film"Black Hawk Down"uno degli elicotteri non riesce nemmeno a toccare terra perché si ritrova sotto il fuoco dei talebani, il secondo elicottero invece, riesce ad atterrare ma poi non può ripartire perché attaccato dall'artiglieria del nemico. Le Forze Speciali USA si ritrovano cosi a dover combattere una battaglia che dura più di un'ora. Lasciano il campo solo all'arrivo di un AC-130, una cannoniera che dà loro copertura.

Il bilancio del combattimento è tragico:muore un militare delle Forze Speciali USA, altri due restano gravemente feriti, come molti militari afgani. Una notizia questa che non merita la prima pagina. Una notizia che parla una guerra ormai dimenticata. Anche se gli USA hanno ritirato ufficialmente le loro truppe dall'Helmand, restano le Forze Speciali che combattono ogni giorno, contro un nemico che pare invincibile.

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5 gennaio 2016 2 05 /01 /gennaio /2016 20:51
Libia:militari italiani al comando delle forze speciali

Il contingente formato da militari inglesi, francesi e americani che si prepara a fare la guerra contro l'ISIS , sarà sotto il comando degli italiani. I militari italiani avranno il compito di coordinare le truppe che opereranno sul campo. La notizia diffusa dal quotidiano britannico"Mirror"e poi ripresa dal"Giornale" parla di 6.000 militari che tra breve sbarcheranno in Libia. "Saranno truppe combattenti al fianco delle milizie lealiste, non svolgeranno compiti Rdi ricognizione(quel ruolo è già stato affidato allo Special econnaissance Regiment)" ha affermato Franco Iacch a"Difesaonline".

Il contingente comandato dagli italiani, sarà operativo sul terreno, tra di loro ci saranno anche gli uomini deli Navy Seals americani che avranno compiti di ricognizione, e delle SAS inglesi. Anche la Francia è pronta ad intervenire garantendo il suo appoggio con le tante basi sparse sul territorio africano e con le sue truppe militari addestrate a combattere la guerriglia. Anche tra i militari francesi ci saranno uomini delle Forze Speciali e due Compagnie della Legione Straniera. In tutto 7.000 militari. Un cacciatorpediniere della Royal Navy sta già per raggiungere le coste africane, mentre la RAF ha già programmato dei raid contro obiettivi dell'ISIS. Un contingente militare di prim'ordine comandato dai militari italiani (che non saranno dunque in prima linea),e che avrà come obiettivo principale quello di combattere le milizie dell'ISIS. L'Isis infatti dopo la Siria e L'Iraq sta dando filo da torcere anche in Libia: le milizie vogliono impossessarsi dei pozzi di Marsa Al Brega, il più grande giacimento petrolifero del Nord Africa. 5.000 miliziani pronti a tutto.

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2 gennaio 2016 6 02 /01 /gennaio /2016 20:02
Roma:lettera di un poliziotto deluso a Renzi

Un poliziotto ha scritto una lettera a Renzi. Nella lettera postata sul suo profilo Facebook,a novembre,(ma non risulta che da allora la situazione sia cambiata) Rocco Campochiaro, Assistente Capo, descrive la situazione nelle quale si trovano costrette a lavorare le forze dell'ordine.

"LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO "MATTEO RENZI"

Io non credo che fare il poliziotto oggi sia come averlo fatto ieri. Ogni giorno ed a tutte le ore, ho vissuto 23 anni del mio lavoro ascoltando gli stessi gruppi musicali sui canali criptati di una "radio portatile": quei complessi composti dai soliti vecchi e noti cantastorie con le "stelle" sulle mostrine, che sia in ricezione che in trasmissione, erano sempre pronti ad urlare gli stessi ripetitivi e stonati ritornelli. Ogni buona occasione era e rimane una valida opportunità per ricordarmi che un tempo era tutta un'altra cosa, che ogni dovere si costruiva con maggiore motivazione perché alla fine i diritti ti venivano riconosciuti per davvero. La gavetta c'è stata, e tutti (o quasi) l'abbiamo fatta a suon di sere e notti, pattuglie e O.P., missioni e fuori sede, ma a cosa è servito se un Presidente del Consiglio oggi continua a ripetere che il nostro è un paese sicuro?

Di quale sicurezza parla il giullare di Firenze quando dice che "le forze dell'ordine sono l'esempio della dignità lavorativa in un paese moderno, democratico e civile come il nostro, in cui la sicurezza rimane una necessità"? Abbi rispetto Matteo, abbi rispetto: se non per noi, oramai povere pedine arrugginite di una scacchiera logorata dai "tagli" del tempo, almeno per gli italiani a cui stai raccontando tutte queste bugie. Lavoriamo in abiti civili perché le vestizioni ordinarie relative alle divise sono insufficienti, appiedati perché senza parco auto evidentemente al collasso e con fotocopiatrici e computer "personali" troppo spesso acquistati coi nostri soldi. Effettivamente di quelli ne restano tanti a fine mese, così tanti da rinnovare il contenuto dei nostri sgabuzzini con i prodotti per le pulizie che quotidianamente facciamo ai nostri uffici!

Io non credo che fare il poliziotto oggi sia come averlo fatto ieri, ma credo di potermi sentire orgoglioso di rimanere a galla sopra questa melma d'indifferenza dentro cui navighiamo e a causa della quale spesso, troppo spesso, dobbiamo giustificare il nostro operato sulla strada addirittura penalmente, oltre che disciplinarmente. Caro Presidente del Consiglio: sono prima poliziotto e dopo dirigente sindacale. Fiero dei gradi da Assistente Capo che luccicano d'onore sulle spalline della mia divisa, ma deluso dall'indifferenza ordinaria di chi mi governa: state assecondando e impoverendo di motivazioni i preposti alla tutela della sicurezza, state chiedendo agli italiani di non credere più nei principi della legalità perché oggi non sono più una priorità! Ci avete ridotto come una gloriosa ma vecchia Alfa Giulia d'epoca da rottamare, con i lampeggianti fulminati e le sirene malandate, ma col giusto restauro possiamo ripartire, ancora e più veloci di prima, per raccontare al paese che amiamo il nostro lavoro...e sappiamo ancora farlo bene, molto bene: è tempo di crederlo per davvero...fino in fondo e tutti insieme!".

Rocco Campochiaro (Segretario Provinciale Vicario UGL Polizia di Stato - Torino)

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27 dicembre 2015 7 27 /12 /dicembre /2015 18:14
Roma:marò:Latorre dovrà rientrare in India il 16 gennaio

Mancano pochi giorni al 16 gennaio 2016, data nella quale scadrà il permesso per la convalescenza del fucilere del S.Marco Massimiliano Latorre. A meno che il governo italiano non riesca ad imporsi con gli indiani, il 16 gennaio, Latorre dovrà rientrare in India dopo si trova ancora il suo commilitone Salvatore Girone. Si ritonerà così al punto di partenza. I due militari italiani accusati ingiustamente dell'uccisione di due pescatori indiani si ritroveranno di nuovo, entrambi in India. E saranno passati quattro anni.  Dal governo le solite parole di circostanza, gli auguri per le festività natalizie. E poi basta. L'Italia continua a non fare niente di concreto  per riportare in Italia Salvatore Girone e non far ripartire Massimiliano Latorre.

Gli indiani avevano concesso a Latorre un permesso per potersi curare in Italia, dopo la grave ischemia che lo aveva colpito mentre si trovava in India. Le sue condizioni di salute sono ancora precarie e non certo ottimali per affrontare un viaggio in India chee questo aggraverebbe ulteriormente la situazione di stress psicologico alla quale è sottoposto da ormai quasi quattro anni. Come ha infatti affermato la compagna di Latorre, Paola Moschetti, in un'intervista a "LaRepubblica":"Massimiliano non sta per niente bene:dal punto di vista fisico continua ad avere i problemi che gli hanno causato l'ictus, problemi di memoria, di vista. Dal punto di vista morale non sta per niente bene". Una situazione di estremo disagio come afferma lo stesso militare :"Questo è il quarto Natale che si trascorre in queste condizioni e il fatto di essere in Italia non esime da privazioni e sofferenze. Non è facile anche se si è qui"aveva dichiarato all'"Ansa"."Auguro a tutti un sereno Natale, in particolar modo a tutti i colleghi che per lavoro, lo trascorreranno lontano da casa:so bene cosa vuol dire passare le festività lontano dalla propria famiglia e dai propri affetti. Un ringraziamento come sempre voglio rivolgerlo anche ai nostri sostenitori che dopo tanto tempo continuano ad essere vicini e partecipi"aveva detto.

Girone ha ricevuto la telefonata di auguri di Natale da parte del Presidente della Repubblica Mattarella e sempre a "LaRepubblica"ha dichiarato che:"Sono molto fiducioso che sia fatta giustizia e questo soprattutto con i criteri del buon senso e nel rispetto del diritto internazionale, affichè ci venga restituita la libertà mia e di Massimiliano Latorre, perché sono ormai quattro anni che vivo con la mia libertà soppressa."

Intanto, inesorabile, il conto alla rovescia verso il 16 gennaio è già iniziato.

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22 dicembre 2015 2 22 /12 /dicembre /2015 19:45
Libano:Renzi visita il contingente italiano

"Siete soldati altamente professionali che con grande umanità svolgete il vostro prezioso lavoro al servizio delle istituzioni italiane e della pace lontano dalle vostre famiglie. Ci rendete orgogliosi di essere italiani" .Queste le parole del Presidente del Consiglio Renzi in visita oggi ai militari del contingente italiano dispiegati presso la base "Millevoi"di Shama, sede del Comando del Settore Ovest di UNIFIL. Era presente anche l'Head of Mission e Force Commander della Missione UNIFIL, Generale di Divisione, Luciano Portolano, unitamente al Comandante del contingente nazionale , il Generale di Brigata Franco Federici. Il contingente italiano, attualmente su base Brigata Alpina Taurinense, opera nel rispetto dei compiti assegnati dalla risoluzione ONU 1701 allo scopo di mantenere la cessazione delle ostilità nonché di supportare le forze armate libanesi e garanire sostegno alla popolazione. Prima di lasciare la base di Shama, Renzi si è voluto soffermare a parlare con i militari italiani anche per porgere loro gli auguri di buone feste da parte del governo.

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22 dicembre 2015 2 22 /12 /dicembre /2015 18:22
Roma:lo scandalo dei supplenti lasciati senza stipendio

Quest'anno non potranno comprare nemmeno un regalo di Natale, alcuni di loro per farlo sono stati costretti a richiedere un prestito per farlo. Sarà un Natale davvero amaro per le migliaia di supplenti precari della scuola italiana che sono stati lasciati senza stipendio. Eppure hanno portato ugualmente a termine il loro lavoro barcamenandosi tra mille difficoltà:spendendo di tasca di propria per la benzina per gli spostamenti in sedi disagiate o per il biglietto del treno, o per le fotocopie dei libri, e via dicendo. Tra di loro chi magari ha prestato servizio a settembre forse avrà qualche speranza di essere retribuito in questi giorni, tutti gli altri, compresi i supplenti che hanno svolto supplenze brevi dovranno aspettare il mese di gennaio o chissa' quando. Poco importa se ci sono scadenze da rispettare come affitto e bollette da pagare:non ci sono fondi, i soldi sono finiti. La responsabilità non è delle scuole a quanto pare, ma del Ministero della Pubblica Istruzione.

Quest'anno con l'introduzione della Riforma "la Buona Scuola"molti insegnanti sono stati di ruolo, si fa per dire(il famoso potenziamento dell'organico:ovvero insegnanti che hanno ottenuto il ruolo hanno lasciato la sede assegnatagli all'inizio dell'anno per essere assunti in pianta stabile:ma il il più delle volte si ritrovano in classe ad aiutare un altro insegnante oppure a restare a disposizione). Si sono cosi liberati molti posti per supplenze fino a giugno, una cosa mai successa prima. Tutte queste sedi vacanti sono ora occupate da supplenti che svolgono il loro lavoro ma non vengono pagati. Non è un forse un diritto del lavoratore, di qualunque lavoratore l'essere retribuito per il lavoro svolto? Per gli insegnanti precari pare proprio di no. Stanno lavorando gratis. La situazione sta diventando"esplosiva"in tutta Italia dove i sindacati della scuola raccolgono ogni giorno le proteste e le lamentele per questa ennesima vergogna, per questo scandalo italiano. Proteste fioccano anche sui vari siti  web della scuola.

Il mese scorso sul quotidiano"LaRepubblica"un supplente, Sergio Roedne,(si proprio quei supplenti che Renzi vuole eliminare)era stata pubblicata questa lettera che descrive bene la situazione:

"Nel lodevole intento di stroncare la"supplentite"di cui da tempo immemorabile soffre(ma grazie a cui sopravvive)la scuola italiana, il governo sta ingiustamente infierendo sui precari Non solo infatti, nonostante, titoli e anzianità siamo stati esclusi dal farraginoso piano di assunzioni della riforma e dal buono libri di 500 euro, ma i tempi di pagamento del nostro lavoro si sono allungati. Insieme a moltissimi altri, sto ancora aspettando l'accredito del mese di settembre, e vengo rimbalzato dal sito del ministero alla segreteria della mia scuola e viceversa. Ora c'è che dice che saremo pagati a metà novembre(ma siamo già oltre) e chi dice che non si sa perché non ci sono i soldi. "

E' poco ma sicuro che i soldi continuano a non esserci, e i supplenti che mandano avanti la scuola italiana continueranno a lavorare gratis.

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17 dicembre 2015 4 17 /12 /dicembre /2015 18:16
Roma:il marò Latorre si ribella e protesta

Una foto completamente nera postata come foto del suo profilo su Facebook:questa la forma protesta e di ribellione del fuciliere del S.Marco, Massimiliano Latorre. Protesta e ribellione contro il governo che dopo tre anni e mezzo non ha fatto nulla per risolvere il caso dei due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone(innocenti), ancora in attesa di essere giudicati per l'uccisione di due pescatori indiani. Quella foto completamente nera del suo profilo FB simboleggia il buio, l'oscurità della dimenticanza che avviluppa la sorte dei due militari italiani. Un buio che dopo tre anni e mezzo diventa sempre più fitto e si contrappone alla luce, la luce del Natale al quale ormai manca una manciata di giorni. Un Natale che sarà amaro soprattutto per Salvatore Girone. Girone infatti, si trova ancora in India. Dai politici del governo italiano si sono sentite le solite parole di circostanza e c'è stata la richiesta al Tribunale dell'Aja per far rientrare il militare italiano in patria per Natale.

Ma per momento di concreto si sa solo che il Tribunale deve ancora esaminare la richiesta italiana. Chissà quanto tempo passerà ancora prima di ricevere una risposta. Latorre invece, si trova si trova in Italia ancora in convalescenza per i postumi di un'ischemia che lo aveva colpito mentre si trovava in India. Sul web era anche circolata la notizia della liberazione dei due fucilieri del S.Marco, poi rivelatasi una clamorosa bufala.

La realtà è che due militari italiani innocenti sono stati dimenticati e il buio assoluto della foto postata da Massimiliano Latorre non rappresenta solo l'oscurità, la tristezza la rabbia per essere stato tradito dallo stato al quale ha giurato fedeltà. Rappresenta anche il buio fitto che avvolge l'intera vicenda con prove a favore dei due militari italiani fatte sparire da una manina misteriosa, tracciati radar che ricostruivano l'esatta posizione delle imbarcazioni al momento del fatto, chiuse in un cassetto, il mistero di quelle importazioni di amianto dall'India all'Italia, solo per citarne qualcuna. Arrivati a questo punto ci vorrebbe davvero un miracolo per arrivare alla liberazione dei due fucilieri del S.Marco e alla risoluzione di questa triste e vergognosa vicenda. Si può solo sperare e augurarsi un miracolo di Natale, con la luce della speranza e della verità a sconfiggere il buio della dimenticanza e del mistero.

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13 dicembre 2015 7 13 /12 /dicembre /2015 19:16
Iraq:artiglieri italiani addestrano esercito curdo

E' durato 5 settimane il corso di addestramento dei militari italiani dell'Esercito alle Forze di Sicurezza curde. Molte le attività svolte durante il corso come la conoscenza delle procedure C-IED(contro ordigni esplosivi improvvisati), addestramento individuale al combattimento, il primo soccorso sanitario, l'utilizzo del mortaio da 60 mm, la pianificazione e la condotta di attività tattiche difensive ed offensive negli ambienti operativi più disparati e in situazioni particolari, come ad esempio nei centri abitati. L'addestramento, come riporatato dal quotidiano on line"CongedatiFolgore" è stato condotto dagli artiglieri dell'Esercito:gli istruttori del Team A&A(Advise and Assist)del contingente militare italiano dispegato a Erbil,  hanno portato a termine un corso rivolto a 13 artiglieri curdi, è durato una settimana e ha previsto diverse materie:osservazione del tiro di artiglieria, e conoscenza delle procedure C-IED. E'stato portato a termine anche un altro corso, a favore di 12 Zeravani riguardante l'uso delle armi portatili, e il tiro di precisione(corso sniper). Gli addestratori italiani coordinati e diretti dal Comando Multinazionale KTCC(Kurdish Training Coordination Center)dal 21 novembre stanno addestrando circa 220 Peshmerga, come richiesto dai rappresentatnti curdi del MOP(Ministry of Peshmerga).

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6 dicembre 2015 7 06 /12 /dicembre /2015 18:54
Roma:per il Giubileo poliziotti devono dormire in macchina

Martedì inizia il Giubileo a Roma, l'allerta per il pericolo terrorismo è al livello 4 e i poliziotti impegnati nei servizi di controllo devono dormire in macchina perché lasciati senza alloggio. Dopo lo scandalo dei giubbotti antiproiettile scaduti, un'altra situazione drammatica e inquietante viene denunciata da Fabio Conesta, del SAP dei poliziotti in un'intervista rilasciata al "Giornale".

"Poliziotti che dormono in macchina davanti al commissariato al quale sono stati assegnati. Non ci sono alloggi di polizia per loro, non hanno avuto il tempo e soprattutto i soldi per trovare una stanza a Roma. Con uno stipendio di 1.300 euro senza nessun gettone arrotondamento di stipendio, per l'emergenza terrorismo, trovare una casa nella città con gli affitti più costosi d'Italia è praticamente impossibile. I nuovi trasferiti non sono stati affatto agevolati con i turni e qualcuno ci ha chiamato raccontando di avere passato la notte nella propria auto".

Alloggi sì ma solo per gli "aggregati", ovvero per quei poliziotti che prestano servizio a Roma per trenta giorni a rotazione. Gli altri dovranno arrangirasi e trovare una sistemazione presso le Guardie Forestali o Vigili del Fuoco. Situazione difficile anche per i poliziotti romani che l'alloggio temporaneo ce l'hanno sull'Aurelia, ma non ci sono navette e per raggiungere il commissariato dove prestano servizio. Devono usare il bus perdendo due ore buone per gli spostamenti. E che dire dei poliziotti impegnati a controllare S.Pietro? "Sono arrivati dieci agenti trasferiti e venti aggregati e la notte mancano sempre i graduati." Situazione inquietante anche a Napoli e a Caserta:anche qui  i poliziotti devono dormire in macchina. Hanno denunciato questa situazione in forma anonima per paura di essere denunciati dall'amministrazione. Infatti il questore ha aperto un'inchiesta interna sulle lamentele e proteste per la vicenda dei giubbotti antiproiettile scaduti. Viene da chiedersi cosa stia aspettando ancora il Ministero dell'Interno a risolvere questa drammatica situazione in piena allerta terrorismo.

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3 dicembre 2015 4 03 /12 /dicembre /2015 19:23
Iraq:passaggio di consegne al Comando contingente italiano

Ha avuto luogo questa mattina, l’avvicendamento al Comando del Contingente italiano dislocato a Erbil, nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”. Alla presenza del Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), e del Generale di Corpo d’Armata Marco Bertolini si è svolta la cerimonia. Il Generale Bertolini, nel suo discorso, ha avuto parole di elogio per l’addestramento di alto livello fornito ai Peshmerga curdi dai militari italiani, un addestramento che è stato davvero determinante, con i brillanti risultati ottenuti sul campo in diverse operazioni militari che hanno portato liberazione della città di Sinjar. Il contingente italiano, si trova dislocato nel Kurdistan iracheno. Dallo scorso gennaio circa 200 uomini e donne, hanno già addestrato oltre 2000 peshmerga su un totale di circa 5000 formati dai trainers della coalizione, costituita da 7 nazioni europee (Italia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Finlandia, Olanda e Ungheria). L’addestramento comprende tecniche di fanteria, procedure contro ordigni esplosivi improvvisati (counter IED), attività di primo soccorso sanitario, tiro con armi portatili, artiglierie e mortai.

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