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22 dicembre 2015 2 22 /12 /dicembre /2015 19:45
Libano:Renzi visita il contingente italiano

"Siete soldati altamente professionali che con grande umanità svolgete il vostro prezioso lavoro al servizio delle istituzioni italiane e della pace lontano dalle vostre famiglie. Ci rendete orgogliosi di essere italiani" .Queste le parole del Presidente del Consiglio Renzi in visita oggi ai militari del contingente italiano dispiegati presso la base "Millevoi"di Shama, sede del Comando del Settore Ovest di UNIFIL. Era presente anche l'Head of Mission e Force Commander della Missione UNIFIL, Generale di Divisione, Luciano Portolano, unitamente al Comandante del contingente nazionale , il Generale di Brigata Franco Federici. Il contingente italiano, attualmente su base Brigata Alpina Taurinense, opera nel rispetto dei compiti assegnati dalla risoluzione ONU 1701 allo scopo di mantenere la cessazione delle ostilità nonché di supportare le forze armate libanesi e garanire sostegno alla popolazione. Prima di lasciare la base di Shama, Renzi si è voluto soffermare a parlare con i militari italiani anche per porgere loro gli auguri di buone feste da parte del governo.

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22 dicembre 2015 2 22 /12 /dicembre /2015 18:22
Roma:lo scandalo dei supplenti lasciati senza stipendio

Quest'anno non potranno comprare nemmeno un regalo di Natale, alcuni di loro per farlo sono stati costretti a richiedere un prestito per farlo. Sarà un Natale davvero amaro per le migliaia di supplenti precari della scuola italiana che sono stati lasciati senza stipendio. Eppure hanno portato ugualmente a termine il loro lavoro barcamenandosi tra mille difficoltà:spendendo di tasca di propria per la benzina per gli spostamenti in sedi disagiate o per il biglietto del treno, o per le fotocopie dei libri, e via dicendo. Tra di loro chi magari ha prestato servizio a settembre forse avrà qualche speranza di essere retribuito in questi giorni, tutti gli altri, compresi i supplenti che hanno svolto supplenze brevi dovranno aspettare il mese di gennaio o chissa' quando. Poco importa se ci sono scadenze da rispettare come affitto e bollette da pagare:non ci sono fondi, i soldi sono finiti. La responsabilità non è delle scuole a quanto pare, ma del Ministero della Pubblica Istruzione.

Quest'anno con l'introduzione della Riforma "la Buona Scuola"molti insegnanti sono stati di ruolo, si fa per dire(il famoso potenziamento dell'organico:ovvero insegnanti che hanno ottenuto il ruolo hanno lasciato la sede assegnatagli all'inizio dell'anno per essere assunti in pianta stabile:ma il il più delle volte si ritrovano in classe ad aiutare un altro insegnante oppure a restare a disposizione). Si sono cosi liberati molti posti per supplenze fino a giugno, una cosa mai successa prima. Tutte queste sedi vacanti sono ora occupate da supplenti che svolgono il loro lavoro ma non vengono pagati. Non è un forse un diritto del lavoratore, di qualunque lavoratore l'essere retribuito per il lavoro svolto? Per gli insegnanti precari pare proprio di no. Stanno lavorando gratis. La situazione sta diventando"esplosiva"in tutta Italia dove i sindacati della scuola raccolgono ogni giorno le proteste e le lamentele per questa ennesima vergogna, per questo scandalo italiano. Proteste fioccano anche sui vari siti  web della scuola.

Il mese scorso sul quotidiano"LaRepubblica"un supplente, Sergio Roedne,(si proprio quei supplenti che Renzi vuole eliminare)era stata pubblicata questa lettera che descrive bene la situazione:

"Nel lodevole intento di stroncare la"supplentite"di cui da tempo immemorabile soffre(ma grazie a cui sopravvive)la scuola italiana, il governo sta ingiustamente infierendo sui precari Non solo infatti, nonostante, titoli e anzianità siamo stati esclusi dal farraginoso piano di assunzioni della riforma e dal buono libri di 500 euro, ma i tempi di pagamento del nostro lavoro si sono allungati. Insieme a moltissimi altri, sto ancora aspettando l'accredito del mese di settembre, e vengo rimbalzato dal sito del ministero alla segreteria della mia scuola e viceversa. Ora c'è che dice che saremo pagati a metà novembre(ma siamo già oltre) e chi dice che non si sa perché non ci sono i soldi. "

E' poco ma sicuro che i soldi continuano a non esserci, e i supplenti che mandano avanti la scuola italiana continueranno a lavorare gratis.

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17 dicembre 2015 4 17 /12 /dicembre /2015 18:16
Roma:il marò Latorre si ribella e protesta

Una foto completamente nera postata come foto del suo profilo su Facebook:questa la forma protesta e di ribellione del fuciliere del S.Marco, Massimiliano Latorre. Protesta e ribellione contro il governo che dopo tre anni e mezzo non ha fatto nulla per risolvere il caso dei due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone(innocenti), ancora in attesa di essere giudicati per l'uccisione di due pescatori indiani. Quella foto completamente nera del suo profilo FB simboleggia il buio, l'oscurità della dimenticanza che avviluppa la sorte dei due militari italiani. Un buio che dopo tre anni e mezzo diventa sempre più fitto e si contrappone alla luce, la luce del Natale al quale ormai manca una manciata di giorni. Un Natale che sarà amaro soprattutto per Salvatore Girone. Girone infatti, si trova ancora in India. Dai politici del governo italiano si sono sentite le solite parole di circostanza e c'è stata la richiesta al Tribunale dell'Aja per far rientrare il militare italiano in patria per Natale.

Ma per momento di concreto si sa solo che il Tribunale deve ancora esaminare la richiesta italiana. Chissà quanto tempo passerà ancora prima di ricevere una risposta. Latorre invece, si trova si trova in Italia ancora in convalescenza per i postumi di un'ischemia che lo aveva colpito mentre si trovava in India. Sul web era anche circolata la notizia della liberazione dei due fucilieri del S.Marco, poi rivelatasi una clamorosa bufala.

La realtà è che due militari italiani innocenti sono stati dimenticati e il buio assoluto della foto postata da Massimiliano Latorre non rappresenta solo l'oscurità, la tristezza la rabbia per essere stato tradito dallo stato al quale ha giurato fedeltà. Rappresenta anche il buio fitto che avvolge l'intera vicenda con prove a favore dei due militari italiani fatte sparire da una manina misteriosa, tracciati radar che ricostruivano l'esatta posizione delle imbarcazioni al momento del fatto, chiuse in un cassetto, il mistero di quelle importazioni di amianto dall'India all'Italia, solo per citarne qualcuna. Arrivati a questo punto ci vorrebbe davvero un miracolo per arrivare alla liberazione dei due fucilieri del S.Marco e alla risoluzione di questa triste e vergognosa vicenda. Si può solo sperare e augurarsi un miracolo di Natale, con la luce della speranza e della verità a sconfiggere il buio della dimenticanza e del mistero.

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13 dicembre 2015 7 13 /12 /dicembre /2015 19:16
Iraq:artiglieri italiani addestrano esercito curdo

E' durato 5 settimane il corso di addestramento dei militari italiani dell'Esercito alle Forze di Sicurezza curde. Molte le attività svolte durante il corso come la conoscenza delle procedure C-IED(contro ordigni esplosivi improvvisati), addestramento individuale al combattimento, il primo soccorso sanitario, l'utilizzo del mortaio da 60 mm, la pianificazione e la condotta di attività tattiche difensive ed offensive negli ambienti operativi più disparati e in situazioni particolari, come ad esempio nei centri abitati. L'addestramento, come riporatato dal quotidiano on line"CongedatiFolgore" è stato condotto dagli artiglieri dell'Esercito:gli istruttori del Team A&A(Advise and Assist)del contingente militare italiano dispegato a Erbil,  hanno portato a termine un corso rivolto a 13 artiglieri curdi, è durato una settimana e ha previsto diverse materie:osservazione del tiro di artiglieria, e conoscenza delle procedure C-IED. E'stato portato a termine anche un altro corso, a favore di 12 Zeravani riguardante l'uso delle armi portatili, e il tiro di precisione(corso sniper). Gli addestratori italiani coordinati e diretti dal Comando Multinazionale KTCC(Kurdish Training Coordination Center)dal 21 novembre stanno addestrando circa 220 Peshmerga, come richiesto dai rappresentatnti curdi del MOP(Ministry of Peshmerga).

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6 dicembre 2015 7 06 /12 /dicembre /2015 18:54
Roma:per il Giubileo poliziotti devono dormire in macchina

Martedì inizia il Giubileo a Roma, l'allerta per il pericolo terrorismo è al livello 4 e i poliziotti impegnati nei servizi di controllo devono dormire in macchina perché lasciati senza alloggio. Dopo lo scandalo dei giubbotti antiproiettile scaduti, un'altra situazione drammatica e inquietante viene denunciata da Fabio Conesta, del SAP dei poliziotti in un'intervista rilasciata al "Giornale".

"Poliziotti che dormono in macchina davanti al commissariato al quale sono stati assegnati. Non ci sono alloggi di polizia per loro, non hanno avuto il tempo e soprattutto i soldi per trovare una stanza a Roma. Con uno stipendio di 1.300 euro senza nessun gettone arrotondamento di stipendio, per l'emergenza terrorismo, trovare una casa nella città con gli affitti più costosi d'Italia è praticamente impossibile. I nuovi trasferiti non sono stati affatto agevolati con i turni e qualcuno ci ha chiamato raccontando di avere passato la notte nella propria auto".

Alloggi sì ma solo per gli "aggregati", ovvero per quei poliziotti che prestano servizio a Roma per trenta giorni a rotazione. Gli altri dovranno arrangirasi e trovare una sistemazione presso le Guardie Forestali o Vigili del Fuoco. Situazione difficile anche per i poliziotti romani che l'alloggio temporaneo ce l'hanno sull'Aurelia, ma non ci sono navette e per raggiungere il commissariato dove prestano servizio. Devono usare il bus perdendo due ore buone per gli spostamenti. E che dire dei poliziotti impegnati a controllare S.Pietro? "Sono arrivati dieci agenti trasferiti e venti aggregati e la notte mancano sempre i graduati." Situazione inquietante anche a Napoli e a Caserta:anche qui  i poliziotti devono dormire in macchina. Hanno denunciato questa situazione in forma anonima per paura di essere denunciati dall'amministrazione. Infatti il questore ha aperto un'inchiesta interna sulle lamentele e proteste per la vicenda dei giubbotti antiproiettile scaduti. Viene da chiedersi cosa stia aspettando ancora il Ministero dell'Interno a risolvere questa drammatica situazione in piena allerta terrorismo.

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3 dicembre 2015 4 03 /12 /dicembre /2015 19:23
Iraq:passaggio di consegne al Comando contingente italiano

Ha avuto luogo questa mattina, l’avvicendamento al Comando del Contingente italiano dislocato a Erbil, nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”. Alla presenza del Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), e del Generale di Corpo d’Armata Marco Bertolini si è svolta la cerimonia. Il Generale Bertolini, nel suo discorso, ha avuto parole di elogio per l’addestramento di alto livello fornito ai Peshmerga curdi dai militari italiani, un addestramento che è stato davvero determinante, con i brillanti risultati ottenuti sul campo in diverse operazioni militari che hanno portato liberazione della città di Sinjar. Il contingente italiano, si trova dislocato nel Kurdistan iracheno. Dallo scorso gennaio circa 200 uomini e donne, hanno già addestrato oltre 2000 peshmerga su un totale di circa 5000 formati dai trainers della coalizione, costituita da 7 nazioni europee (Italia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Finlandia, Olanda e Ungheria). L’addestramento comprende tecniche di fanteria, procedure contro ordigni esplosivi improvvisati (counter IED), attività di primo soccorso sanitario, tiro con armi portatili, artiglierie e mortai.

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29 novembre 2015 7 29 /11 /novembre /2015 19:04
Libia:Folgore pronta ad entrare in azione

Il Ministro degli Esteri Gentiloni ha affermato che"L'Italia come in Iraq, come in Afghanistan, ma anche in Libia, si assumerà la sua responsabilità. Serve un accordo tra le parti libiche e un via libera delle Nazioni Unite. Nelle prossime settimane certamente l'Italia avrà un ruolo molto importante di coordinamento in Libia". Sono dunque pronti a partire per la Libia i parà della Folgore e gli incursori del COMFOSE,obiettivo: contrastare l'ISIS. Pronti a partire anche per garantire "le cornici di sicurezza che saranno necessarie al contingente logistico". La rivelazione arriva dal quotidiano on line"CongedatiFolgore". Questione di settimane, e la Folgore sarà pronta a dare il suo contributo per contrastare l'ISIS." Non è un segreto che da diversi mesi è in corso una pianificazione di un eventuale insediamento all'aeroporto di Tripoli o nella zona portuale. Per la sua natura interforze, sarà il COI a gestire il dispiegamento e il mantenimento. Diversi incontri operativi sono stati tenuti alla presenza del Ministro della Difesa,. Già dall'estate scorsa quando non era infrequente vedere cartelline con il titolo"LIBIA" sotto il braccio degli ufficiali convocati. Si tratterebbe di un ulterioredelicato incarico di coordinamento per gli uomini del Generale di Corpo d'Armata Marco Bertolini , Comandante del COI." In Libia la situazione resta molto insidiosa con le milizie che hanno campo libero e devono essere contrastate sul terreno. Mentre la Folgore aspetta l'ok per entrare in azione, c'è da risolvere il problema delle regole d'ingaggio definite come"inadeguate ai combattimenti "attivi" che sarebbero richiesti in Libia."

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25 novembre 2015 3 25 /11 /novembre /2015 19:10
Libano:militari italiani organizzano corso di italiano per i bambini

I militari del contingente italiano di UNIFIL della Task Force ITALBATT su base Brigata Alpina "Taurinense", hanno tenuto la prima lezione del corso di italiano dell'anno scolastico 2015/16 rivolta ai bambini della scuola del villaggio di Al-Qulaylah in coordinamento con il Direttore Mr. Mohamed Abu Khalil. Inoltre in alcune classi delle scuole intermedie, il personale sanitario di ITALBATT ha tenuto, su proposta del Direttore della scuola, una lezione di igiene dentale(dental awareness) agli studenti. Ad ogni bambino è stato consegnato un kit dentale(spazzolino, dentifricio, e filo interdentale)donati dall'Associazione Nazionale Dentisti della sezione di Varese. Il contingente UNIFIL oltre a supportare la popolazione locale, monitora la cessazione delle ostilità e supporta le Forze Armate Libanesi, come previsto dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

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20 novembre 2015 5 20 /11 /novembre /2015 15:29
Padova:scandalo dei poliziotti lasciati senza giubbotti antiproiettile

Anche l'Italia è nel mirino dei terroristi dopo gli attentati di Parigi. Il livello di allerta è stato innalzato e i controlli intensificati. il Ministro dell'Interno Alfano rassicura gli italiani, tutto o quasi sembra essere sotto controllo. Eppure le forze dell'ordine preposte alla sicurezza dei cittadini, restano senza giubbotto antiproiettile. La denuncia viene da parte da parte di Mirco Pesavento del SAP(il Sindacato di Polizia)di Padova . Durante i controlli le forze dell'ordine devono indossare il giubbotto antiproiettile ma"da tempo abbiamo una vertenza aperta con il nostro Dipartimento nazionale su questo tema e oggi sono intenzionato a parlarne nuovamente con il questore. Dei mille uomini in forza alla questura solo il Reparto Mobile e il Reparto Prevenzione Crimine hanno una dotazione sufficiente. Tutti gli altri(almeno un centinaio) no. Anzi le dico di più. Ci sono altri tipi di giubbotti. quelli denominati sotto camicia:in questura ne abbiamo 10. Molti agenti hanno speso 600 euro per comprarselo autonomamente. Guardi mi pare che vogliano fare le nozze con i fichi secchi. E siccome anche ai Carabinieri è stata data l'indicazione di metterli da oggi, voglio vedere se li hanno." Queste le parole di Pesavento al "Gazzettino della CISL" del Veneto. Oltre a questo fatto, a Padova dall'estate è stato attivato un Nucleo Speciale parimonio di capoluoghi con obiettivi sensibili:UOPI:sono le Unità di Pronto Intervento che devono entrare in azione in caso di attacchi di terroristi a cose e persone. Hanno in dotazione dei caschi particolari e un fucile mitragliatore A Padova sono dieci. "Il SAP ha criticato non la loro istituzione , ma il fatto che tutti i 26 mila poliziotti che operano quotidianamente dovrebbero essere formati. Non solo.La selezione è stata fatta prendendoli dai reparti operativi che dunque sono stati ulteriormente impoveriti. Del resto con 3 miliardi di tagli in tre anni ... Insomma certo che sono utili . Ma tutti gli altri?"

Fausto Fanelli del COISP invece segnala un altro fatto inquietante "Quando a Roma ci hanno presentato l'iniziativa dovevamo tenere il più alto riserbo. Dopo due giorni in televisione dissero pure gli orari di impiego dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20. E se i terroristi colpiscono più tardi? C'è la reperibilità Bella idea sbandierarlo e mi domando ancora: bastano dieci persone per Padova , per di più preparate con un corso di 3-4 settimane quando un terrorista passa un anno intero a sparare in un campo militare? Tutto questo quando a Padova facciamo fatica a mettere insieme due volanti per turno notturno e i poliziotti vanno a sparare 30 colpi tre volte all'anno. Secondo me a parte la professionalità che ci mettono i colleghi, per il resto è stata un'operazione di facciata

"Leggi inadeguate, scarso equipaggiamento, infrastrutture e dotazioni non sufficenti. da troppo tempo denunciamo le mancanze. La nostra proposta non è solo creare unità antiterrorismo ma formare operatori di polizia di elevato standard di reazione. Ma la vera prevenzione si fa nei momenti di calma , eppure in Italia quando non c'è un vero allarme terroristico la sicurezza sparisce dalle agende dei governi assistiamo a continui tagli di risorse"afferma invece Luca Capalbo del sindacato UGL.

Il Giubileo di Roma è ormai alle porte e anche oggi in Italia è stata una giornata di falsi allarmi:le nostre forze dell'ordine sono davvero in grado di contrastare i terroristi con i mezzi che hanno a disposizione? Perché il Ministro dell'Interno non provvede a risolvere questa drammatica sitauzione denunciata dai sindacati di Polizia prima che sia troppo tardi?

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16 novembre 2015 1 16 /11 /novembre /2015 18:14
Genova:Allerta terrorismo ma zero pattuglie polizia al confine

L'Italia è in stato di allerta dopo la strage di Parigi. La situazione è a dir poco drammatica dato che al confine con la Francia non ci sono pattuglie della polizia a contrastare i terroristi. E' quello che affermano gli stessi poliziotti in un comunicato stampa che posto:

"Alla cortese attenzione degli organi di stampa e delle testate giornalistiche.

COMUNICATO STAMPA DEL 16 NOVEMBRE 2015

Oggetto: Terrorismo, Italia in stato di allerta 2 ed Alfano annuncia maggiori controlli alle frontiere, il Coisp: “Ma in Liguria ai valici con la Francia fino a ieri neppure una pattuglia italiana. Com’è possibile?” “Dopo l’ennesimo dramma in Francia, l’Italia è in stato di allerta 2. Quello, per intenderci, che precede l’allerta massima. E di fronte alla minaccia terroristica si è prontamente deciso di aumentare i controlli alle frontiere. Così, ai valici della Liguria, fino a ieri, c’era il cospicuo numero di pattuglie italiane delle Forze dell’Ordine pari a… ‘ZERO’! Non sappiamo bene cosa passi per la testa ai vertici del Ministero e del Dipartimento, ma una cosa è certa: prima di annunciare le cose bisognerebbe farle! Non è più tempo di proclami a vuoto o di pubblicità ingannevole, è tempo di fare sul serio: è della vita dei cittadini che si sta parlando”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le notizie giunte dalla Liguria dove fino a ieri, a due giorni dai gravissimi attentati terroristici avvenuti a Parigi, e dopo che il Ministro Alfano ha annunciato che “il Comitato ha assunto la decisione di rafforzare i controlli sul territorio e i controlli alle frontiere, in particolare quella con la Francia, per evitare, in stretta collaborazione con le autorità francesi, transiti che possano danneggiare le delicate indagini in corso”, ancora, ai valici di frontiera non c’era alcuna pattuglia italiana di Forze di Polizia o dell’Esercito né in entrata né in uscita dal territorio nazionale, mentre erano già in corso serrati controlli della Polizia francese in entrambi i sensi. E tutto ciò, oltre tutto, dopo che lo stesso Questore di Imperia, all’indomani dei tragici eventi di Parigi ed in ottemperanza a disposizioni ministeriali, ha disposto, tra l’altro, “un maggior impulso ai controlli di sicurezza e di frontiera con particolare riferimento alle attività di respingimento degli stranieri”. E soprattutto anche dopo che, ancor prima, la Francia aveva comunicato all'Italia la decisione di sospendere l'Accordo di Schengen con i suoi Paesi confinanti (in occasione dell'evento COP 21 da svolgersi a Parigi) proprio dal 13 novembre per un mese. Una cosa che per l’Italia avrebbe dovuto avere l’ovvia conseguenza del forte aumento dei respingimenti degli stranieri irregolari diretti proprio in Francia. “Ci sembrano premesse che avrebbero richiesto l’ovvia ed immediata destinazione di sostanziosi rinforzi ai valici in Liguria - insiste Maccari -. Com’è possibile invece che fino a ieri, ed a fronte della massiccia presenza su quella frontiera delle Forze dell’Ordine francesi, dei nostri non c’era neppure l’ombra? Ieri la polizia francese di Menton ha iniziato ad effettuare i respingimenti degli stranieri irregolari provenienti in treno o su strada dall’Italia ed, incredibilmente, non c'erano pattuglie italiane alla frontiera per le verifiche del caso. Com’è possibile tutto questo? Sarebbe ora di fare un po’ di chiarezza e di prendere reali e concreti provvedimenti”.

E speriamo davvero che questi provvedimenti vengano presi al più presto.

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