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24 settembre 2015 4 24 /09 /settembre /2015 17:49
Iraq:militari italiani addestrano l'esercito curdo contro ISIS

L'attività addestrativa di più di 1.500 uomini dell'esercito curdo è stata portata a termine nei giorni scorsi dai militari italiani della Task Force"Erbil" dispiegati in Iraq nella missione"Phartica". Gli addestratori italiani, diretti dal comando multinazionale"Kurdish Training Coordination Center"a guida italiana, hanno concluso l'addestramento che è durato sei settimane. Il KTCC è formato non solo da militari italiani, ma anche da tedeschi, olandesi, spagnoli, inglesi, norvegesi, finlandesi, e ungheresi. Accolta la richiesta dei rappresentanti del MOP(Ministry of Peshmerga) ha portato a termine questo corso di addestramento rivolto a due battaglioni di Peshmerga che sono schierati in tante zone di addestramento. Il corso è terminato con delle esercitazioni militari che hanno certificato l'acquisizione da parte dei militari curdi, della loro capacità operativa nonché dell'attività di pianificazione del livello di Comando di Battaglione e alla condotta di operazioni militari in diversi ambienti operativi. Il KTCC è composto da circa 600 uomini e donne di sette nazioni, e a partire dal gennaio 2015, ha addestrato già 4.200 militari delle forze di sicurezza curde, dei quali oltre 1.500 sono stati addestrati dai militari italiani. Parole di elogio sono state espresse dai rappresentanti delle istituzioni curde per il supporto avuto dagli addestratori militari della coalizione. A partire dai primi di ottobre è previsto l'inzio del 7°ciclo addestrativo. Adesso grazie all'addestramento ricevuto per questi militari sarà più facile combattere contro l'ISIS.

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22 settembre 2015 2 22 /09 /settembre /2015 19:00
Afghanistan:militari italiani organizzano corso di pallavolo per ragazze afgane

Si è concluso ieri a Herat, presso la base di Camp Arena, con la consegna degli attestati, il corso di pallavolo organizzato dai militari italiani(nell'ambito della missione"Resolute Support) per le ragazze afgane. Il corso"Volleyball Training Course" coordinato dalla Gender Advisor Maggiore Erika Monticone, è iniziato a giugno di quest'anno. Il Comandante del Train Advise Assist Command-West(TAAC-W)il Generale Mauro d'Ubaldi ha consegnato gli attestati di partecipazione al corso ad una delegazione delle ragazze afgane al termine di una breve cerimonia e di un breve discorso nel quale ha elogiato il coraggio di queste ragazze. Sì perché in un paese come l'Afghanistan i talebani da sempre non vedono di buon occhio che le ragazze possano andare a scuola e istruirsi nè tanto meno praticare uno sport. Quindi l'obiettivo di questo corso di istruire le ragazze afgane ad insegnare ad altre ragazze a giocare a pallavolo è stato pienamente raggiunto con successo. Adesso queste ragazze potranno insegnare a loro volta a giocare a pallavolo ad altre ragazze. Per loro lo sport è davvero un importante mezzo di emancipazione e di indipendenza.

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21 settembre 2015 1 21 /09 /settembre /2015 17:19
Roma:il marò Girone può avere ricaduta febbre Dengue

Il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone, da più di tre anni in India, potrebbe avere una ricaduta di febbre dengue, febbre dalla quale era stato colpito lo scorso agosto. Se da una parte il Ministero della Difesa aveva dato delle rassicurazioni circa lo stato di salute di Salvatore Girone, d'altra parte lo stesso Girone attraverso l'Ansa, aveva chiesto di poter essere curato in Italia, ma che la condizione detentiva illegale alla quale è sottoposto non consente cio'. L'On. Elio Vito, nei giorni scorsi, aveva elaborato  un'interrogazione parlamentare per avere notizie sulle reali condizioni di salute del militare italiano, sottolineando il fatto che"normalmente in caso di dengue,il Ministero della Difesa richiama in Italia i militari all'estero proprio perché una ricaduta che è sempre possibile nelle aree in cui la malattia si contrae, ha implicazioni potenzialmente gravi per la salute."  In pratica potrebbe esserci una ricaduta dovuta anche anche alla condizione di stress continuo nella quale si trova Girone. Ed ecco quale è stata la risposta del Governo italiano all'interrogazione dell'On.Elio Vito:

" Il fuciliere di Marina Salvatore Girone, durante la sua permanenza presso la sede dell'Addettanza Militare di New Delhi, ha contratto un'infezione da virus Dengue, malattia normalmente presente nel sub-continente indiano, soprattutto nella stagione dei monsoni tra giugno e novembre. Il paziente, dopo l'iniziale manifestazione della malattia, è stato ricoverato per 5 giorni (dal 27 al 31 agosto) presso un ospedale di Delhi, il Max Healthcare Hospital in questo primo periodo; il decorso della fase acuta è stato regolare, con una buona risposta ai trattamenti somministrati. A seguito della dimissione, dopo ulteriori 5 giorni di riposo e cure, assistito dai medici esperti in malattie tropicali inviati dal Ministro della difesa che ha seguito e segue quotidianamente la vicenda, in data 5 settembre è stata effettuata una visita di controllo finale presso lo stesso ospedale del ricovero, dove l’équipe sanitaria indiana ha considerato risolta la fase acuta della malattia. In particolare, a quella data, il decorso non ha registrato l'insorgenza di alcuna delle complicazioni che, in determinati casi, possono essere significative di una prognosi più grave rispetto a quella normale della patologia in esame.

Il fuciliere appare, al momento, in recupero e, sebbene alcuni parametri clinici abbiano registrato variazioni nella fase acuta e sub-acuta della malattia, essi risultano in via di normalizzazione. I medici italiani hanno raccomandato, comunque, che sia osservato un congruo periodo di riposo, al fine di un recupero completo dai postumi dell'infezione che continueranno a essere monitorati nel tempo; oltre al riposo, il paziente dovrà seguire norme dietetiche e di profilassi, da mettere in atto per evitare punture da zanzare (portatrici della stessa malattia). Appare anche in via di remissione la sintomatologia clinica simil-influenzale riferita al momento del ricovero.

Sono previste ulteriori indagini sulla fase di formazione di anticorpi che normalmente consegue alla prima infezione da parte del virus responsabile della malattia. La condizione medica del fuciliere continua, peraltro, a essere oggetto di attento monitoraggio, anche attraverso il coinvolgimento di istituti ospedalieri specializzati nella trattazione delle malattie tropicali. Così come prosegue l'approfondimento delle attività preventive da porre in essere per limitare il rischio di ulteriori forme di esposizione al virus responsabile della febbre Dengue e le complicazioni che potrebbero derivarne, certamente possibili, ma non probabili.

Gli aspetti sanitari subentrati a seguito dell'infezione Dengue accrescono le ragioni per le quali l'Italia continua e continuerà a contestare i vincoli imposti dall'India alla libertà di movimento del fuciliere, anche per assicurarne il pieno recupero nelle migliori condizioni ambientali. Infatti, come peraltro accennato dall'Onorevole interrogante, in conseguenza del rischio di una recidiva dell'infezione, la stessa potrebbe manifestarsi anche in una forma emorragica grave. Per tali ragioni, in passato e in casi analoghi, si è provveduto ad allontanare il personale dalle zone endemiche. Purtroppo, tale misura precauzionale, pure certamente opportuna e necessaria, alla luce della nota situazione giuridica dei due fucilieri, non si è, al momento, concretizzata. Più in generale, vale la pena ricordare che il Governo ha avviato, presso le opportune sedi internazionali, ogni consentita azione per una positiva soluzione della controversia e, coerentemente, rimane per noi prioritario non solo l'impegno per il pieno recupero fisico di Girone – come già nel caso di Latorre – ma anche il suo rientro in Italia. Come noto, il nostro Paese ha avviato in data 26 giugno 2015 una procedura internazionale prevista dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982, sottoponendo la disputa con l'India a un giudice internazionale che dovrà esprimersi sulla titolarità della giurisdizione penale sul caso. Il Tribunale di Amburgo si è pronunciato lo scorso agosto riconoscendo, dapprima, l'esistenza della competenza di un Tribunale internazionale e ordinando, conseguentemente, la sospensione immediata di tutte le procedure giudiziarie in India e in Italia a carico dei fucilieri.

In ragione del riconoscimento formale della titolarità di un Tribunale diverso da quello indiano, l'Italia – che resta sempre più determinata alla tutela della posizione dei nostri due marò – solleverà tutte le questioni relative anche alla condizione personale del fuciliere Girone nella sede internazionale competente che può essere attivata anche in via cautelare. Nel medesimo contesto giudiziario internazionale saranno anche affrontate le questioni relative allo stato di illegittima privazione di libertà del fuciliere, oltre a quelle concernenti gli aspetti attinenti alla titolarità di determinati diritti che la Convenzione UNCLOS e il diritto internazionale consuetudinario riconoscono al nostro Paese." In poche parole:passerà ancora del tempo prima che che Salvatore Girone venga fatto rientrare in Italia.  Ma forse questa volta una speranza concreta che cio' avvenga esiste.

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15 settembre 2015 2 15 /09 /settembre /2015 20:36
Afghanistan:passaggio di consegne tra Brigata "Julia e "Aosta"

E' avvenuto oggi presso la base di "Camp Arena"a Herat il passaggio di consegne al TAAC-W,  tra la Brigata"Julia"che dopo sei mesi di missione di addestramento, assistenza, consulenza, e assistenza alle forze di sicurezza afgane viene sostituita dalla Brigata"Aosta". In questi sei mesi di missione gli"advisers" del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) della Brigata "Julia"nell'ambito della missione Resolute Support, hanno avuto come obiettivo principale quello di rendere le forze di sicurezza afgane più autonome nel gestire il personale con la formazione di nuovi istruttori(Train the Trainers), nonché di occuparsi dell'addestramento di specialisti nel campo dell'intelligence, di contrasto degli IED, di controllo dello spazio aereo, dell'impiego di mortai e artiglieria, il tutto attraverso corsi ma anche simposi e seminari.

Alla cerimonia di passaggio di consegne erano presenti il Generale di Brigata Michele Risi che ha ceduto il comando al suo parigrado Mauro Ubaldi, il Comandante del Comando Operativo Interforze(COI), il Generale Marco Bartolini, il Comandante della Missione Resolute Support, il Generale USA John F.Campbell, l'ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti e le massime autorità civili e militari afgane della provincia di Herat. Numerosi i progetti realizzati dal contingente militare italiano anche nell'ambito del Piano di Sviluppo Provinciale con la realizzazione di 20 progetti nell'agricoltura, con la costruzine di scuole e ospedali e dell'importante strada che collega Herat a Chest-i-Sharif. "Avete svolto il compito assegnato consapevoli di aver portato sulle spalle l'onore del nostro paese in questa terra afgana"queste le parole del Generale Bertolini ai militari schierati. Adesso il compito di portare avanti la missione spetta ai militari della Brigata "Aosta".

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15 settembre 2015 2 15 /09 /settembre /2015 16:42
La Spezia:un sommergibile museo per la città:progetto irrealizzabile?

C'è un architetto ligure, Marco Tarabugi, che da anni vuole realizzare un progetto che pare irrealizzabile:creare a La Spezia un sommergibile-museo. La città ligure ha dato nel passato un notevole contributo alla Marina Militare, dato che molti sommergibili sono stati costruiti proprio qui. Sommergibili che sono entrati in azione prendendo parte a innumerevoli gloriose azioni di guerra. Alcuni sono andati distrutti, altri sono stati dismessi. Quelli dismessi li si potrebbe benissimo utilizzare come musei, soprattutto nelle città di mare (magari anche a Cagliari) seguendo l'esempio di tante città europee come ad esempio, Brema, in Germania. A Brema infatti, l'ultimo U-Boot utilizzato dai nazisti è stato trasformato in un museo galleggiante e in Italia il Toti puo' essere ammirato al museo della Scienza a Milano.

Marco Tarabugi nel 2010 aveva fatto parte del Comitato Istituzionale, che avrebbe dovuto realizzare il progetto di un sommergibile-museo per la Spezia. Ma poi non se n'è fatto nulla. Lui non si è arreso. Ha creato un gruppo Facebook"Un sommergibile per La Spezia"e lo vuole realizzare questo sogno, come dice lui stesso:" Dopo Venezia, Milano e Genova anche la Spezia credo che “meriti”, per tutto quello che ha dato e sta dando alla Marina Militare, un sommergibile! Ricordiamo che proprio nella nostra città venne costruito nel 1889, su progetto dell 'ing. Giacinto Pullino, il primo sottomarino italiano, il Delfino. Il seguente gruppo propone la musealizzazione del Sommergibile "Leonardo da Vinci” S-520", attualmente ormeggiato nella nostra città dopo essere stato utilizzato come unità addestrativa . Si parla tanto di turismo, abbiamo un “tesoro” in casa, composto anche dal patrimonio navale dismesso della Marina Militare che sarebbe da utilizzare a nostro vantaggio. Trasformare unità navali dismesse in musei, per il loro valore storico e tecnico offrirebbero enormi potenzialità turistiche ed economiche. E' dimostrato che il pubblico è molto attento a questo ramo della cultura, come testimoniano gli esempi di Milano e Genova. Anzi sarebbe interessante musealizzare parte delle aree dismesse dell'Arsenale, andando a costituire il piu' grande Museo del Mare del mondo! Questa è Spezia, la nostra città" Un progetto innovativo e interessante quello di Marco Tarabugi. Sarà cosi difficile da realizzare?Speriamo davvero di no. Speriamo che il sommergibile non si areni tra le solite carte della burocrazia italiana. E auguriamo a Marco di riuscire nell'impresa.

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9 settembre 2015 3 09 /09 /settembre /2015 17:43
Roma:mistero sulla salute del marò Girone

E' mistero sulle reali condizioni di salute del fuciliere del S.Marco Salvatore Girone. Da una parte ci sono le rassicurazioni del Ministero della Difesa, con i due medici militari che lo avevano curato e che poi sono rientrati in Italia,  ma qualche giorno dopo, è stato lo stesso militare tramite l'"Ansa"ad affermare esattamente il contrario:affermando che in realtà era ancora malato e che avrebbe bisogno di essere curato in Italia. Ma tutto ciò non gli è consentito, in quanto sottoposto ad una detenzione illegale. L'appello di Salvatore Girone non è caduto nel vuoto, perché l'On.Elio Vito, (anche se non è più a capo della Commissione Difesa) ha preso a cuore la sorte del militare italiano, e ha deciso che vuole vederci chiaro. Quali sono le reali condizioni di salute di Girone dopo essere stato colpito dalla febbre dengue?

Oggi durante la riunione della Commissione Difesa l'On.Elio Vito, ha chiesto di poter acquisire informazioni sulle condizioni di salute del militare italiano e di poter parlare con i due medici italiani che lo hanno curato dalla febbre dengue. Per il 17 settembre è prevista un' altra convocazione della Commissione Difesa, durante la quale l'On.Elio Vito avrà un colloquio con i ministri Paolo Gentiloni e Roberta Pinotti e con i due medici militari italiani che hanno curato Girone. Chiederà inoltre di poter visionare i certificati medici e soprattutto, farà in modo che il Parlamento venga messo a conoscenza delle reali condizioni di salute del militare italiano in modo che il governo possa intervenire e mettere in atto tutto le misure necessarie. Forse sarà la volta buona che grazie al'intervento dell'On.Elio Vito(l'unico politico del nostro governo che si sta dando da fare per risolvere il caso dei due fucilieri del S.Marco innocent e ingiustamente ritenuti colpevoli della morte di due pescatori indiani)Salvatore Girone potrà essere liberato dalle grinfie degli indiani(anche perché il caso non è più sotto la giurisdizione indiana dopo la decisione del Tribunale di Amburgo) e finalmente riportato in Italia.

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6 settembre 2015 7 06 /09 /settembre /2015 17:12
Iraq:I Parà della Folgore in prima linea contro l'ISIS

Da gennaio si trovano si trovano schierati nella base di Erbil:sono i paracadutisti del 187°Reggimento "Folgore". Sono 200 istruttori e nell'ambito della missione"Phartica" hanno un obiettivo:addestrare le reclute dei Peshmerga a contrastare l'avanzata dell'ISIS. Come racconta il reporter Fausto Biloslavo dalla pagine del"Giornale,"la giornata dei parà della Folgore inzia ancora prima dell'alba, quando lasciano le tende e si dirigono verso le zone addestrative del Kurdistan iracheno. I parà addestrano i curdi su un fronte vastissimo che si estende per 1.000 km da Kurkuk a Mosul fino al confine con la Siria. Sono 200 gli istruttori della Folgore(tutti con il volto coperto per non essere riconosciuti, qualcuno di loro è già stato minacciato dai terroristi) schierati a nord dell'Iraq impegnati nell'addestramento di questi uomini. I peshmerga si dimostrano orgogliosi di essere addestrati dai parà della Folgore e al termine di uno di questi addestramenti il loro grido di battaglia è diventato:"W il Kurdistan, W l'Italia!".

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6 settembre 2015 7 06 /09 /settembre /2015 16:16
Roma:il marò Girone:"sono ancora malato avrei bisogno di essere curato in Italia"

Qualche giorno fa i principali quotidiani e media nazionali sostenevano che il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone, si fosse completamente rimesso dalla febbre dengue. Ma oggi da una sua dichiarazione all'agenzia"Ansa"scopriamo che non è assolutamente così, mentre i due medici militari inviati dal Ministero della Difesa per curarlo, hanno già lasciato New Delhi. "Ad oggi sono ancora ammalato. I valori del mio sangue non sono ancora perfetti come lo erano prima di contrarre la dengue. Avrei bisogno di cure e di convalescenza e di riposo psicologico nella mia casa natale, così come spetterebbe ad ogni dipendente statale militare. Ma io non posso visto il mio stato detentivo illegale". Queste le parole del militare italiano, parole che fanno davvero riflettere sulla sua situazione di grande disagio fisico e psicologico, di militare innocente in attesa di un processo, una situazione invariata dopo tre anni e mezzo. Anche dopo la decisione del Tribunale di Amburgo si è assistito all'ennesimo rinvio. Le parole di Salvatore Girone sono quasi un appello al governo italiano affinché faccia qualcosa di concreto e finalmente agisca per riportarlo in Italia, una volta per tutte. Ma il nostro governo continua con la sua linea del silenzio o delle belle e vuote parole di circostanza mentre molti italiani si chiedono:perchè?

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4 settembre 2015 5 04 /09 /settembre /2015 17:34

Dietro l'invasione continua e inarrestabile dei profughi verso l'Europa ci sarebbe la mano degli USA. La rivelazione arriva dal quotidiano on line"Morasta". Secondo quanto riferito dall'articolo di Francesco Meneguzzo, un giornale austriaco"Infodirekt", sarebbe venuto a conoscenza di informazioni dei Servizi d'Intelligence militari di Vienna. Le informazioni rivelate da una fonte (che resta anonim), parlano di"organizzazioni non governative statunitensi finanzierebbero il traffico di immigrati illegali verso l'Europa, con specifico riferimento alla via del Mediterraneo centrale che parte dalle coste libiche all'Italia meridionale". Sempre secondo"Infodirekt", "I servizi segreti austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto di più di 3 mila dollari di euro di cui parlano i media. I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa. Il rapporto dei servizi segreti autriaci parla di cifre che vanno dai 7 mila ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzazioni di trafficanti, mentre gli aspiranti immigranti sono per lo piu' troppo poveri per poter pagare simili cifre". Inoltre si afferma che la polizia austriaca conosce questi fatti da tempo "ma che nessuno è disposto a parlare e a fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato". Si parla anche di organizzazioni USA come"Human Rights Watch"di George Soros, che"contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti".Alla fine dell'articolo si legge un appello a polizia, intelligence, e giornalisti "affinché partecipino attivamente alla ricerca dei dati a sostegno delle accuse qui espresse".

Il lavoro di informativo puo' davvero essere utile in un momento molto difficile per l'Europa alla ricerca di sistemi efficaci per cercare di contenere l'invasione continua di migranti. Il business che ruota intorno ai migranti  non esisterebbe solo in Italia, ma anche in Austria"a tutto vantaggio di società riconducibili alla Barclays Bank, potentissima multinazionale finanziaria nota anche come "la corazzata dei Rotschild". Dietro l'invasione dei migranti ci sarebbero gli USA: secondo quanto afferma l'intellettuale francese Thierry Meyssan"la migrazione di massa verso la UE non è la conseguenza accidentale dei conflitti del medio-oriente allargati all'Africa, ma un obiettivo degli USA che mira a gettare nel caos l'UE con l'invasione dei profughi." Se ci pensiamo il caos c'è già. Così poi alla fine si sarà costretti a chiedere aiuto agli USA."Le recenti decisioni della Ue non mirano a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia e non per risolverlo". Sono informazioni vere queste citate nell'articolo oppure sono false? Al momento non ci è dato di sapere. Anche se è di oggi l'annuncio-profezia del Pentagono che ha affermato che l'emergenza profughi durerà per ben 20 anni.  Ma forse è solo preveggenza.

(Nel video de"La7"l'intervista ad un direttore di un carcere libico)

 

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2 settembre 2015 3 02 /09 /settembre /2015 17:20
Roma:la lettera di "Ultimo" ai suoi uomini:"continuate a lottare"

In Italia chi fa il suo dovere, non verrà mai premiato, anzi avrà problemi e in alcuni casi verrà messo alla porta. Succede un po' in tutti i campi lavorativi. E' successo alcune settimane fa anche al famoso Capitano"Ultimo"(ora Colonnello, e che si chiama Sergio de Caprio) che non diventerà mai Generale, forse, perché ha indagato troppo. Si è dato troppo da fare conseguendo importanti risultati:dall'arresto di Totò Riina alle indagini sul gruppo Finmeccanica che hanno portato all'arresto di Giuseppe Orsi suo Amministratore Delegato e di Bruno Spagnolini di Agusta, indagato per una tangente da 51 milioni di euro pagata ai politici indiani per una commessa di dodici elicotteri. "Ultimo"era a capo del NOE(Nucleo Operativo Ambientale dei Carabinieri). Lui e la squadra dei suoi uomini erano a capo di importanti indagini contro i crimini ambientali, combattevano contro i giri di soldi e di appalti, tra i quali anche gli appalti per la ricostruzioni dell'Aquila dopo il terremoto. Adesso "Ultimo"da un paio di giorni non può più indagare e combattere contro questi crimini. E' stato rimosso dal suo incarico.Non potrà più svolgere funzioni di polizia giudiziaria, non avrà più compiti operativi. Non ha potuto fare altro che rispettare un ordine anche se quest'ordine non lo condivide, come riportato sul"FattoQuotidiano". Ha scritto una lettera di ringraziamento e di esortazione ai suoi uomini:

"Ho il dovere di ringraziarvi per come avete lottato contro una criminalità complessa, contro le lobby e i poteri forti che la sostengono, senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo di fronte a loro e senza mai nulla chiedere per voi stessi. Da Ultimo, vi saluto nella certezza che senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo e senza mai chiedere nulla per voi stessi, continuerete la lotta contro quella stessa criminalità, le lobby e i poteri forti che le sostengono e contro quei servi sciocchi che, abusando delle attribuzioni che gli sono state conferite, prevaricano e calpestano le persone che avrebbero il dovere di aiutare e sostenere. Onore a tutti i Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente."

 

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