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13 marzo 2018 2 13 /03 /marzo /2018 18:01
Afghanistan:militari italiani addestrano militari afgani al combattimento montano
Afghanistan:militari italiani addestrano militari afgani al combattimento montano

E' durato 3 settimane e si è concluso con un esame finale valido per il conseguimento dell'abilitazione al combattimento ad alta quota, il corso basico di combattimento in ambiente montano condotto dai militari italiani del TAAC-W e soprattutto  dagli istruttori  del Centro Addestramento Alpino di Aosta a favore di 10 militari afgani.

Imparare i nodi più importanti, le manovre di cordata, le tecniche di discesa in corda doppia e di risalita  di corda fissa, l'uso della teleferica per trasportare l'armamento di reparto:queste alcune delle nozioni che hanno imparato i militari afgani durante il corso "Mountain Warfare".

L'esame finale è stato a dir poco adrenalinico e spettacolare dato che si è svolto su di una falesia  naturale a circa 20 km dalla base  di Camp Arena. Gli istruttori del contingente italiano su base Brigata Sassari hanno espresso grande soddisfazione  sia per i risultati ottenut,i che per la prestazione dei militari afgani durante le attività pratiche del corso.

I militari afgani hanno inoltre ricevuto l'elogio  da parte del Comandante del TAAC-W, il quale li ha esortati a mostrare la stessa professionalità  durante le attività operative che dovranno affrontare per riuscire a garantire la sicurezza dell'Afghanistan. L'idea del corso e i questo tipo di addestramento, è nata dalle richieste di supporto del Comandante del 207°Corpo d'Armata  afgano in modo da ottenere un addestramento dei propri militari ancora più consono alla morfologia del territorio afgano che è prevalentemente montuoso.

Afghanistan:militari italiani addestrano militari afgani al combattimento montano
Afghanistan:militari italiani addestrano militari afgani al combattimento montano

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9 marzo 2018 5 09 /03 /marzo /2018 19:16
Crotone:il Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone contro chiusura aeroporto"Non accettiamo più scuse"

Un risultato importante l'hanno ottenuto:far riaprire l'aeroporto da giugno ad ottobre grazie ai voli di Ryanair, ma è una vittoria di Pirro, e i crotonesi  del Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone non si arrendono. Vogliono che il loro aeroporto resti aperto tutto l'anno e non solo per un paio di mesi. Cosi dalla loro pagina Facebook fanno sapere che andranno a protestare per i loro diritti a Roma, il 20 aprile alle 10  alla sede dell'Enac"Visto il continuo scaricabarile tra Ministero Enac Regione e Sacal".

"L'amarezza pervade il nostro cuore e spezza il naturale entusiasmo scaturito dalla messa in vendita dei biglietti Rayanair, quano invece, l'Enac rende pubblica una nuova nota riguardante l'operatività degli scali di Crotone e Reggio Calabria. La nota è in realtà un'escamotage che mette sia Enac che Sacal, legalmente al sicuro"si legge nel comunicato stampa del Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone del 9 marzo:"Enac ha assolto al suo compito di dare in convenzione le strutture alla Sacal che le ha prese in carico e le mantiene in vita con una gestione ordinaria. Dalla nota dell'Enac , pertanto si evince che non è certo colpa loro  se non c'è il decreto interministeriale, o meglio se il Ministero dell'Economia  e Finanze che non abbia assegnato ancora gli aeroporti, beni demaniali Enac, purtroppo ha dimenticato di essere la maggiore responsabile della situazione di stallo creatasi nella gestione degli aeroporti calabresi. Il bando giudicato nullo dal Tar della Calabria , in prima istanza, di certo non è stato emesso da altri e la giustizia italiana con i suoi tempi ha contribuito negativamente alla situazione creatasi"si legge sempre nel loro comunicato stampa, da qui la decisione di andare a protestare a Roma:"

(...)"Rivendicando un diritto costituzionale alla libertà di movimento il Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone andrà a Roma  per chiedere  ai responsabili  del nostro isolamento, spiegazioni! Il nostro territorio merita rispetto e ha tutte le potenzialità per decollare! Se la politica e la burocrazia  non sono capaci possono tranquillamente  farsi a parte perchè noi  non accettiamo più scuse" E come dargli torto.

Crotone:il Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone contro chiusura aeroporto"Non accettiamo più scuse"

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6 marzo 2018 2 06 /03 /marzo /2018 18:32
Afghanistan:militari italiani addestrano forze sicurezza afgane per garantire sicurezza a seggi elettorali
Afghanistan:militari italiani addestrano forze sicurezza afgane per garantire sicurezza a seggi elettorali

Un assalto a due seggi elettorali, uno maschile e uno femminile con 2 elettori sequestrati con lo scopo di scoraggiare la popolazione ad andare a votare:questo è stato lo scenario dell'esercitazione ideata dai militari del contingente italiano per addestrare le forze di sicurezza afgane in modo da garantire la sicurezza durante le elezioni che si svolgeranno a breve a Herat. 

I militari locali e i poliziotti che hanno partecipato all'esercitazione sono stati circa 300 e sono stati assistiti dagli advisors italiani che hanno avuto modo di testare le capacità raggiunte dall'Operation Coordination Centre  Regional(OCCR)che gestirà tutte le forze sul campo. Infatti i militari ed i poliziotti afgani durante le elezioni dovranno garantire la sicurezza durante le votazioni e fare in modo che vengano applicate correttamente le procedure di Comando, Controllo e Comunicazione(C3).

Durante l'esercitazione, andata a buon fine, c'è stato l'intervento dell'Esercito, di due squadre delle forze speciali della polizia, e di un team EOD afgani che hanno potuto mostrare un elevato livello di professionalità da loro raggiunto nell'applicare tutte le procedure tecnico-tattiche di sicurezza dell'intera area, dell'irruzione negli edifici e della liberazione degli ostaggi.

L'esercitazione è stata ideata dai militari italiani e verrà portata a termine anche in tutte le regioni della regione ovest, obiettivo:rendere i centri di coordinamento provinciale competenti nell'applicazione delle procedure di comando e di controllo per garantire la sicurezza durante il voto afgano. L'addestramento impartito dai militari del contingente italiano impegnato nelle attività di Train Advise and Assist(TAA) ha avuto risultati davvero eccellenti e adesso le forze di sicurezza afgane della regione Ovest, sono all'altezza della situazione:possono pianificare e condurre azioni in autonomia e garantire un livello sicurezza elevato  in ogni ambito in cui dovranno essere operativi. Grazie all'addestramento dei militari italiani alle forze di sicurezza e ai poliziotti afgani le operazioni di voto afgane potranno avvenire in tutta sicurezza.

Afghanistan:militari italiani addestrano forze sicurezza afgane per garantire sicurezza a seggi elettorali
Afghanistan:militari italiani addestrano forze sicurezza afgane per garantire sicurezza a seggi elettorali

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4 marzo 2018 7 04 /03 /marzo /2018 19:11
Somalia:i militari italiani donano medicinali ai bambini e alle loro madri
Somalia:i militari italiani donano medicinali ai bambini e alle loro madri

Uno stock di medicinali per i bambini e le loro madri di una clinica situata nel distretto di Shangani, a Mogadiscio:questo il dono dei militari italiani del CIMIC(Cooperazione Civile e Militare)dell'Italian National Support Element(NSE)della missione European Union Training Mission Somalia(EUTM Somalia). L'EUTM ha come obiettivo quello di sviluppare il settore della sicurezza  in Somalia fornendo consulenza  e costruendo capacità nell'ambito del Ministro della Difesa e dello Stato Maggiore somali.

Attualmente in Somalia  sono dispiegati 123 militari e 20 mezzi terrestri che vengono utilizzati in diversi settori:dall'addestramento delle Forze Armate somale, alla sicurezza dei movimenti del contingente, al supporto logistico ed amministrativo a quello di staff del Comandante. 

La donazione è avvenuta nei giorni scorsi dopo l'attentato che c'è stato a Mogadiscio. Alla cerimonia di donazione dei medicinali erano presenti il Comandante del NSE, il Direttore della clinica,  alcuni rappresentanti  del Ministero della Sanità e la Vice sindaco di Mogadiscio delegata agli affari sociali. 

La vice sindaca ha voluto ringraziare i militari del contingente italiano per il loro aiuto ai cittadini, un aiuto che è sempre costante nel tempo, come anche quello del popolo italiano verso le fasce più deboli della popolazione.

La Somalia, una nazione da sempre tormentata da conflitti, con questo gesto di solidarietà e di vicinanza al popolo somalo i militari italiani danno un grande aiuto a queste persone svantaggiate, soprattutto dopo il terribile attentato di Mogadiscio. Una solidarietà quella del contingente italiano, che non si ferma mai. Ogni giorno i militari sono impegnati per cercare di alleviare le sofferenze di questa gente, e anche un kit di medicinali può ridare una speranza a questi bambini e a queste donne. 

Somalia:i militari italiani donano medicinali ai bambini e alle loro madri
Somalia:i militari italiani donano medicinali ai bambini e alle loro madri

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28 febbraio 2018 3 28 /02 /febbraio /2018 19:35
Roma:"Uranio impoverito killer dei nostri soldati"il web si mobilita con iniziativa a favore dei militari ammalati

Oltre 7.000 si sono ammalati e in 354 sono morti:sono cifre che fanno rabbrividire, sono i militari che si sono ammalati e morti di tumore a causa dell'uranio impoverito. Perchè per molti militari la battaglia continua anche dopo la guerra, ma spesso ci si dimentica di loro. Uomini che hanno pagato con la vita la loro dedizione alla Patria e che per questo si sono ammalati gravemente. 

Tra i loro a combattere la sua battaglia, c'è anche il Generale Termentini, ha partecipato a numerose missioni in Iraq, in Kosovo, in Bosnia, kuwait,  ed in Iraq, per tanti anni si è occupato di attività addestrative e di bonifica del territorio ammalandosi anche lui.

In queste ore il web si sta mobilitando e aderendo in massa ad un importante iniziativa ideata dal Generale Termentini e creata Nicola Marenzi su Facebook ideatore dell'evento dal titolo:"Uranio impoverito e nano particelle i killers dei nostri soldati", che avrà luogo il 2 e il 3 marzo.

Si tratta di uno# tweetstorm e di uno #facebookstorm che avranno luogo il 2 e il 3 marzo su Facebook e Twitter dalle 18 di venerdi 2 marzo fino alla stessa ora il 3 marzo. Le istruzioni dettagliate si possono trovare sulla pagina Facebook di Nicola Marenzi. "Il Generale Termentini  che tutti conosciamo per il suo impegno in prima linea per la vicenda dei nostri 2 fucilieri di Marina del S.Marco, ci chiede di essere al suo fianco per un'altra battaglia, quella sull'uranio impoverito che lui sta combattendo contro l'omertà delle istituzioni e sia personalmente nella sofferenza della malattia" si legge nel post della pagina Facebook legata all'evento."nonostante le sentenze favorevoli ad oggi non ci sono stati i dovuti rimborsi da parte dello Stato. Invitiamo i nostri contatti a diffondere l'iniziativa ovunque.". Un 'iniziativa alla quale non costa nulla partecipare, per non dimenticare i tanti militari morti a causa dell'uranio impoverito e per supportare tutti coloro come anche il Generale Termentin chei si sentono abbandonati e dimenticati dallo Stato.

Roma:"Uranio impoverito killer dei nostri soldati"il web si mobilita con iniziativa a favore dei militari ammalati

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27 febbraio 2018 2 27 /02 /febbraio /2018 18:27
Crotone:lo scandalo della chiusura dell'aeroporto nell'indifferenza generale

Un aeroporto che chiude, il dramma di tanti lavoratori che perdono la loro occupazione, una città del sud come Crotone destinata a restare ancora più isolata:tutto accade nell'indifferenza generale. Con la campagna elettorale arrivata ormai all'ultima settimana e le stratosferiche promesse di tutti i politici ai cittadini, non uno di questi politici che si sia occupato di questo ennesimo scandalo tutto italiano.

Ma c'è un gruppo di cittadini che non si arrendono davanti alla chiusura dell'aeroporto e che continuano a combattere una battaglia disperata(nell'indifferenza generale, anche quella dei media), sono i cittadini"il Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone"ed è in prima linea con iniziative e manifestazioni dalla loro pagina Facebook, un unico obiettivo:fare riaprire l'aeroporto.

Già perchè senza aeroporto e con viabilità che lascia a desiderare, Crotone rischia davvero di restare isolata, tagliata fuori dal resto dell'Italia. "Con la chiusura dell'aeroporto di Crotone,la libertà di potersi muovere agevolmente è venuta meno e così anche la dignità di ciascun cittadino della fascia jonica è stata amaramente messa in discussione.La realtà non è quella dai politici ad ogni elezione ma la nostra realtà è ben diversa! Cittadini con cittadini ci siamo riuniti per lottare  insieme per non dimenticarei troppi errori commessi dalla classe politica locale che inevitabilmente penalizza la nostra vita quotidiana.

Una classe politica regionale che brinda con successo all'approvazione del Piano Trasporti della Regione ella Calabria mentre la nostra provincia l'intero territorio, crotonese vive il suo peggior anno da questo punto di vista"si legge nel comunicato stampa del"Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone"Come se non bastasse, c'è stata anche la beffa di una falsa riapertura dello scalo il 30 novembre del 2017, "Noi abbiamo assistito alla falsa riapertura del nostro aeroporto con il primo volo del Crotone Calcio ed al tempo stesso ed al tempo stesso abbiamo constatato l'incapacità di Sacal di gestire più aeroporti, infatti la FlyServus lasciò a terra il Crotone  Calcio e solo dopo l'interessamentodella scoietà calcistica crotonese è atterrato nuovamenteun aereo!"si legge sempre nel loro cominicato stampa.

Poi l'aeroporto è stato chiuso definitivamente, e in un territorio con infrastrutture scadenti  questa è stata la condanna definitiva ad un ingiusto isolamento per  i cittadini di Crotone."Vari sono stati gli appelli alle maggiori cariche dello Stato, dal Presidente della Repubblica al Presidente del Senato, comprendendo anche il Presidente del consiglio,  dei Ministri il Presidente della Camera ed il ministro dei Trasporti,  tutti sono stati interpellati ma tutti sono rimasti indifferenti ed hanno giocato con le nostre vite e con i nostri diritti costituzionali!Nessuno ha risposto ai nostri appelli lasciandoci vivere in un'agonia senza fine..isolati mondo...dimenticati dal mondo... cittadini italiani figli di un dio minore. Il Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone da 17 mesi rivendica il diritto negato a tanti cittadini di potersi muovere liberamente nella propria nazione cercheremo fino in fondo allo stremo delle nostre forze di portare avanti questa lotta"affermano questi cittadini nella parte finale del comunicato stampa.

Intanto per fare chiarezza su come sia stato gestito in questi anni l'aeroporto i sindacati FILT-CGIL, come riportato su un sito "AeroportiCalabria.com",hanno inviato un esposto alle Procure della Repubblica di Roma, Catanzaro Lamezia Terme Reggio Calabria e Crotone anche "sulla grave situazione del sistema aeroportuale regionale regionale degli scali di Reggio Calabria e Crotone, in modo da disporre opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti, valutando gli eventuali profili di illiceità penale degli stessi, e nel caso, individuare i possibili responsabili al fine di procedere nei loro confronti"ci sarebbero infatti alcune cose che non quadrano"La FILT-CGIL ha presentato idonea documentazione allegata comprovante difformità delle attestazioni al momento delle gare(di appalto)rispetto a quanto poi Sacal(nella qualità di società aggiudicataria era obbligata a fare relativamente all'occupazione agli investimenti alle strutture organizzative degli scali, all'applicazione delle stringenti normative nazionali ed europee sulla sicurezza dei voli e egli scali"."

FIT-CGIL ha verificato che la gestione dgli scali di Reggio e Crotone stava avvenendo in maniera completamente difforme da quanto espressamente dichiarato in sede di partecipazione al bando di gara, al punto che le attestazioni presentate all'atto ella gara da parte della Sacal, risultano chiaramente alla luce dei fatti, non veritiere falsando in maniera rilevante la stessa gara per la gestione dei due scali".

Forse davvero l'ultima speranza  per i cittadini di Crotone è riposta nelle Procure di Roma, Catanzaro, Lamezia Terme e Reggio Calabria e Crotone, forse nella persona di un magistrato che metta mano alle carte dell'esposto della FIT-CGIL indaghi sulla situazione, individui gli eventuali responsabili ed agisca di conseguenza. Un magistrato che ridia le "ali" a questi cittadini. Un paio di ali per volare via dal loro ingiusto e scandaloso isolamento, per non essere più dimenticati dal resto del mondo.

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23 febbraio 2018 5 23 /02 /febbraio /2018 18:22
Iraq:elicotteri italiani superano mille ore di volo operativo in operazione"Inherent Resolve"
Iraq:elicotteri italiani superano mille ore di volo operativo in operazione"Inherent Resolve"

Hanno raggiunto un importantissimo traguardo nei giorni scorsi superando le 1.000 ore di volo operativo nell'operazione"Inherent Resolve"(operazione che ha l'obiettivo di contrastare il terrorismo internazionale , garantire la sicurezza della Diga di Mosul nochè addestrare le forze di Sicurezza  irachene e curde(Pesmerga):sono gli elicotteri italiani ovvero gli NH-90A dell'Airmobile Task Group(ATG)Griffon dispiegati in Iraq.

Il Task Group Griffon è un'unità aeromobile altamente specializzata che fino a dicembre assicurava il recupero del personale rimasto isolato sul terreno(Personnel Recovery)nel quadrante nord del teatro iracheno. Una capacità eccellente conseguita anche con la sinergia  di procedure ed addestramento dell'Esercito Italiano, tra componente ad ala rotante (elicottero da trasporto tattico NH90A e da esplorazione e scorta AH129D) e la fanteria aeromobile del 66°Reggimento Fanteria Aeromobile "Trieste".

Dietro questo traguardo delle oltre mille ore di volo operativo raggiunte da questi elicotteri ci sono l'impegno, la passione, il sacrificio e la dedizione degli uomini e delle donne delle Forze Armate Italiane, che ogni giorno rappresentano l'orgoglio e l'eccellenza italiana anche nei teatri operativi internazionali. 

Iraq:elicotteri italiani superano mille ore di volo operativo in operazione"Inherent Resolve"
Iraq:elicotteri italiani superano mille ore di volo operativo in operazione"Inherent Resolve"

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20 febbraio 2018 2 20 /02 /febbraio /2018 18:59
Iraq: la Brigata Sassari é al comando della Task Force Praesidium dell'Operazione"Prima Parthica"
Iraq: la Brigata Sassari é al comando della Task Force Praesidium dell'Operazione"Prima Parthica"

"L'Italia ha saputo rappresentare qui alla Diga il meglio delle sue eccellenze riconosciute a livello internazionale  e il lavoro  fatto dal 3°Alpini è stato motivo di orgoglio"queste le parole dell'Ambasciatore Italiano in Iraq, Bruno Antonio Pasquino durante il passaggio di consegne tra il 3°Reggimento Alpini e il 151°Reggimento Fanteria Brigata Sassari di Cagliari. Adesso i militari   il 151°Reggimento Fanteria della"Brigata Sassari sono al comando dell'operazione"Prima Parthica",   essendo subentrati  al 3°Reggimento Alpini.

Il passaggio di consegne tra il Colonnello Nicola Piasente e il Colonnello Maurizio Settesoldi(subentrante)è avvenuto qualche giorno fa presso il compound della Diga di Mosul, dove si è tenuta la cerimonia. Era presente il Comandante del contingente nazionale in Iraq il Generale B.Roberto Vannacci, i vertici militari e civili italiani iracheni  della Coalizione. Nello schieramento erano presenti anche unità del Counter Terrorism Service, dell'Esercito e della Polizia irachena.

La missione di sei mesi  dei militari del  3°Reggimento Alpini è stata delicata e difficile al tempo stesso"la Praesidium ha saputo lavorare di concerto con le forze irachene, conseguendo risultati inaspettati sotto il prpfilo della sicurezza, della stabilizzazione dell'area e del supporto necessario al regolare sviluppo dei lavori "ha affermato il Generale Roberto Vannacci Comandante del contingente italiano in Iraq. Gli Alpini durante la loro missione sono riusciti ad integrarsi  con le forze di sicurezza irachene, e questo ha consentito di aumentare i livelli di sicurezza nonchè di avviare un processo di stabilizzazione che ha reso possibile il rientro in questa zona delle varie organizzazioni umanitarie.Organizzazioni umanitarie che hanno come obiettivo il piano di ricostruzione dell'area. Ora il delicato e difficile lavoro degli Alpini del 3°Reggimento verrà portato avanti dai militari della Brigata Sassari.

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18 febbraio 2018 7 18 /02 /febbraio /2018 18:15
Afghanistan:militari italiani addestrano 9 istruttrici per lotta contro ordigni esplosivi
Afghanistan:militari italiani addestrano 9 istruttrici per lotta contro ordigni esplosivi

E' durato 2 settimane e si è concluso il 14 febbraio il corso di formazione"Counter Improvised Explosive Device"(CIED) svolto dai militari del contingente italiano a favore di 5 poliziotte e 4 militari donne delle forze di sicurezza afgane."Istruttore"è la qualifica che queste donne hanno conseguito:adesso possono svolgere  attività addestrative  a favore dei loro commilitoni, obiettivo:lotta e contrasto agli IED(ordigni esplosivi improvvisati.

Il corso con lezioni teoriche e pratiche, si è svolto presso la base di Camp Arena di Herat e rientra nell'ambito del programma formativo svolto dal Military Advising Team(MAT). Durante la prima fase del corso, quella teorica, le frequentatrici del corso scelte dal Comando della missione NATO"Resolute Support", hanno studiato le principali tecniche utilizzate dagli insurgents per realizzare e  posizionare i micidiali ordigni improvvisati.

Nella fase pratica invece, hanno appreso le procedure per individuare gli IED, per mettere in sicurezza un'area sospetta,  e per richiedere l'intervento degli artificieri. Ora queste istruttrici avranno il compito di addestrare a loro volta i commilitoni e di organizzare e portare avanti  delle campagne informative rivolte alla popolazione civile, soprattutto a donne e bambini. Gli IED infatti ancora oggi rappresentano una terribile minaccia per la popolazione afgana ma anche per le forze di sicurezza afgane.

gente che ogni giorno si deve spostare lungo le strade dell'Afghanistan che collegano i vari villaggi troppo spesso rimane uccisa dall'esplosione di questi ordigni che vengono nascosti dai talebani nel terreno, lungo i bordi delle strade. Molto spesso le vittime di queste esplosioni sono bambini. Adesso grazie all'addestramento ricevuto dai militari italiani, queste poliziotte e militari potranno essere di grande aiuto sia ai loro commilitoni che ai civili nella lotta contro gli IED.

Afghanistan:militari italiani addestrano 9 istruttrici per lotta contro ordigni esplosivi
Afghanistan:militari italiani addestrano 9 istruttrici per lotta contro ordigni esplosivi

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14 febbraio 2018 3 14 /02 /febbraio /2018 19:39
Cagliari:dopo omicidio Capoterra è allarme sicurezza,la denuncia del SAP:"servono più poliziotti a Cagliari"

Capoterra non è più una cittadina tranquilla, un uomo di 56 anni è stato ucciso a calci e pugni per uno spinello nei pressi del parco, con i passanti che hanno assistito in diretta al brutale omicidio, avvenuto verso le 17. Anche a Cagliari la situazione per ciò che riguarda la sicurezza non è tra l migliori. Soprattutto nei pressi della zona del porto  e nel quartiere della Marina, ad una certa ora  è meglio non avventurarsi da soli soprattutto se si è donne. Furti, scippi e rapine ad opera di migranti soprattutto algerini sono stati denunciati più volte dai negozianti nel mese di ottobre.

La Polizia interviene, fa quello che può,  perchè ormai da anni mancano  gli uomini per fronteggiare l'emergenza criminalità."E'allarme sicurezza", come denuncia Luca Agati,  Segretario Provinciale del SAP di Cagliari: "L’omicidio di Capoterra riaccende le luci sull’allarme sicurezza a Cagliari. Il problema alla base sta nella carenza degli organici delle forze dell’ordine, lo ripetiamo da tempo, devono essere mandati più poliziotti a Cagliari e provincia poiché c’è un concreto mutamento delle dinamiche legate alla sicurezza. Siamo in periodo di campagna elettorale ed è ora che le forze politiche guardino con interesse e concretezza questa delicata tematica. Abbiamo uffici in grave deficienza ed un apparato che fatica a contrastare una criminalità sempre più violenta e spregiudicata, basti pensare al 30% di organico in meno di quanto previsto e la perdita di 120 poliziotti in sei anni, ci sono tratti di provincia completamente sguarniti dalla presenza di forze dell’ordine in virtù dei tagli lineari che hanno decapitato il sistema. Questi episodi di violenza non possono rimanere celati dietro una cortina di silenzio e trattati come fatti di cronaca a sé stanti, il problema c’è e va affrontato con competenza e serietà, Cagliari non è più quella città serena e tranquilla di un tempo.

E' l'ennesima denuncia di una situazione che diventa ogni giorno sempre più insostenibile, scandalosa, e drammatica, mentre chi di competenza non si decide ad affrontarla una volta per tutte. Una sola domanda:"perchè"?

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