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21 giugno 2015 7 21 /06 /giugno /2015 17:00
Roma:un Ammiraglio voleva salvare i marò ma qualcuno non ha voluto

I due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone avrebbero potuto essere salvati subito, prima che la situazione si complicasse sempre di più. Ma qualcuno non ha voluto. Per la prima volta, un Ammiraglio che ha proposto il suo aiuto e i suoi consigli agli alti vertici della Marina Militare e alle istituzioni, ne parla in un'intervista pubblicata sul quotidiano "Il Tempo"rivela alcuni retroscena. L'Ammiraglio in questione è Rinaldo Veri, Ammiraglio di Squadra, Comandante del Centro Alti Studi per la Difesa, di padre italiano e madre indiana, nato a Bombay: ci ha vissuto per ben 14 anni. E' un profondo conoscitore della realtà indiana, ha infatti una vasta rete di amicizie e conoscenze molto influenti, ha provato ad offrire il suo aiuto e i suoi consigli ed è stato ignorato con il silenzio. L'alto ufficiale nell'intervista, afferma di avere un rimpianto quello di"Non aver potuto mettere a frutto le sue origini e contribuire alla causa attraverso il vantaggio inconfutabile di conoscere la realtà sociale, culturale e relazionale indiana.Non mi è stato detto di no, semplicemente non ho ottenuto risposta." L'alto ufficiale avrebbe potuto di essere davvero di grande aiuto per liberare i due fucilieri del S.Marco, anche perché ha conoscenze influenti e avrebbe potuto cercare un dialogo con il premier indiano Modi. L'Ammiraglio non si è arreso, e aveva riproposto il suo aiuto e suoi consigli a novembre, che sono stati di nuovo ignorati con un silenzio. Un silenzio davvero strano, un silenzio che significa indifferenza per la sorte di due militari italiani innocenti che da tre anni aspettano giustizia. Un silenzio assordante quello degli alti vertici militari e delle istituzioni, davanti al quale resta una sola domanda:perchè?

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19 giugno 2015 5 19 /06 /giugno /2015 18:18

"Non potrò più tornare a combattere lì, l'unico posto in cui vorrei trovarmi ora.L'unico posto in cui mi trovo sicuro". Sono le parole di Nathan Harris, 25 anni, sergente dei Marines che nel 2009 e per sei mesi, è stato in missione speciale nel sud dell' Afghanistan al comando del secondo plotone della Compagnia Echo. Sei mesi passati in durissimi combattimenti per contrastare i talebani nelle loro roccaforti. Durante uno di questi combattimenti Nathan, viene gravemente ferito e deve fare rientro in patria. Qui dovrà combattere un'altra guerra: quella  contro le ferite nell'anima che la missione nel paese afgano gli ha inciso. E' una guerra drammatica anche questa, che ci fa vedere un ragazzo completamente a disagio, un disadattato incapace di riadattarsi alla vita normale di tutti i giorni, ma che paraddossalmente, vorrebbe ritornare in missione. La guerra in Afghanistan lo ha completamente devastato e traumatizzato ma in questa sua lotta per ritornare alla normalità verrà aiutato dalla moglie Ashley. E' andato in onda ieri su Sky TG 24 e sul canale 27 del digitale terrestre il documentario"Hell and back again". Il documentario che in realtà e' un vero e proprio film girato dal fotoreporter di guerra Danfun Dennis, è stato candidato agli oscar 2012, ha vinto il premio della giuria al "Sundance Film Festival" ed ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in tutto il mondo. E' stato interamente girato con una Reflex digitale in full HD.

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19 giugno 2015 5 19 /06 /giugno /2015 17:30
Milano:ai Parà della Folgore ordine di non portare il basco. Perchè?

Anche i parà della Folgore vigilano sull'Expo di Milano.Sono i parà del 183°e del 186°Reggimento, operativi dal 30 aprile quando sono immediatamente arrivati sul posto su due pullman e 19 mezzi. Un paio di settimane fa, le tende nelle quali alloggiavano assieme ai militari dell'Esercito erano andate distrutte durante un nubifragio(vedi articolo su questo stesso blog alla sezione"Attualità") e così dopo un'interrogazione parlamentare e varie segnalazioni dai siti web, per una decina di giorni hanno alloggiato in delle palazzine. La cosa che colpisce è che-come-riportato dal sito"Congedatifolgore.it", sulle teste di questi parà non c'è il glorioso basco amaranto, ma il"jungle"in goretex che indossano anche tutti gli altri militari. Ai parà della Folgore è stato dato l'ordine di non indossare il loro basco. Qualcuno ha cercato di intervistare dei parà per scoprire la ragione di tale ordine, ma ovviamente i militari non hanno potuto rilasciare nessuna dichiarazione. Resta una sola domanda:perchè?

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17 giugno 2015 3 17 /06 /giugno /2015 18:43
Cagliari:emergenza profughi e organici polizia al collasso

Quella dei profughi che si riversano sulle coste italiane è una vera e propria emergenza. Un emergenza all'ordine del giorno che diventa sempre più difficile da gestire soprattutto per la polizia. Gli organici sono al collasso e diventa sempre più difficile fronteggiare la situazione. Dopo gli sbarchi al Porto Canale di Cagliari e a Carbonia nelle settimane scorse, è calato il silenzio. Ma la situazione, esposta nel Comunicato Stampa inviatomi dal Dott. Luca Agati, Segretario Provinciale del SAP di Cagliari, è davvero drammatica per uomini e donne che quotidianamente lavorano senza sosta con organici ridotti davvero al collasso. La situazione resta sempre di massima allerta, anche per l'estate sicuramente ci saranno altri sbarchi.

"La Polizia di Stato a Cagliari non riesce più a gestire la situazione legata ai migranti. Lo sbarco dei 900 migranti di sabato, il successivo arrivo del barcone a Teulada con 24 algerini, tra cui 11 minori e da ieri la protesta degli stranieri al porto di Cagliari hanno messo in ginocchio il sistema legato alla sicurezza, nonostante i poliziotti cagliaritani impiegati nelle delicate operazioni, stiano gestendo l'emergenza con altissima professionalità ed impegno. Avevamo espresso grande perplessità dinanzi all'operazione di sbarco in Sardegna che logisticamente non ha le possibilità per gestire una così massiccia presenza di stranieri.

Dal punto di vista tecnico i nostri uffici sono al collasso ed in primis l'ufficio immigrazione non riesce con l'organico attuale a sopperire alle incombenze. Non é pensabile poter e voler gestire queste emergenze con il poco personale a disposizione esponendo gli uomini a turni massacranti lontani da ogni logica professionale, distogliendo gli uomini da delicati servizi quali il controllo del territorio, le diverse attività di indagine e intelligence. Se siamo diventati il "parcheggio" dei migranti nel mediterraneo, il nostro Dipartimento deve per forza intervenire mandando qui rinforzi, altrimenti rischiamo di soccombere; con queste vistose lacune e con la "confusione dettata dall'imprevisto", non riusciamo ad amministrare il problema, divenuto di ordine e sicurezza pubblica. L'emergenza é una circostanza imprevista che richiede, in quanto tale, interventi eccezionali ed urgenti per essere gestita e riportata alla normalità; se questa avviene tre volte in una settimana, come si può ritenere ancora tale?"

Cagliari, 05 giugno 2015.

Segretario provinciale SAP Cagliari Luca Agati

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15 giugno 2015 1 15 /06 /giugno /2015 16:55
Libia:ucciso in raid USA l' "Imprendibile" leader di Al Quaeda

Il raid dell'aviazione USA pianificato dal Pentagono non gli ha lasciato scampo ed è rimasto ucciso.  I caccia americani hanno effettuato il raid in una zona vicina alla città di Ajdabya in Libia. Si chiamava Mokhtar Belkmokhtar il più importante tra i leaders di Al-Quaeda,  ed era soprannominato l' "Impredibile". Era  stato tra l'altro, il responsabile del sequestro di 800 stranieri e l'uccisione di 38 di essi, presso l'impianto di gas algerino a In Amenas nel 2013.Era uno dei principali leaders terroristi. Era un veterano della guerra in Afghanistan, aveva lasciato l'Algeria per unirsi alla jihad dei talebani, poi era tornato in Nord Africa e dopo la caduta di Gheddafi, era diventato uno dei trafficanti e dei terroristi più importanti dell'intera regione.

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11 giugno 2015 4 11 /06 /giugno /2015 18:25
Roma:il marò Latorre:"Un militare italiano non può mollare"

Ieri Festa della Marina Militare Italiana, ancora una volta abbiamo dovuto sentire le solite vuote parole di circostanza dei politici:tutti ad esprimere la loro solidarietà e il loro affetto ai due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il tempo scorre veloce, luglio è ormai dietro l'angolo e se nessuno di questi politici tanto bravo con le parole, non passerà ai fatti, trattenendo Massimiliano Latorre in Italia, il militare sarà costretto a rientrare in India, dato che il suo periodo di convalescenza è terminato. Le sue condizioni di salute non sono certo ottime, e si ha l'amara sensazione che anche questa volta nessuno farà niente. Ieri proprio in occasione della Festa della Marina, in una telefonata con la Commissione della Difesa, Massimiliano Latorre ha espresso la speranza che che la triste, vergognosa assurda vicenda che vede coinvolti lui e il suo commilitone Salvatore Girone, (da tre anni sono accusati ingiustamente di aver ucciso due pescatori indiani ma le prove dimostrano la loro innocenza) possa finire al più presto."Latorre ha anche affermato che"la verità possa presto venire fuori, noi non abbiamo colpa".Ha poi concluso che:"un uomo, un militare, un italiano non può mollare".

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9 giugno 2015 2 09 /06 /giugno /2015 18:27
Cagliari:lettera di una supplente di terza fascia a Renzi

Ricevo e pubblico la lettera di un'insegnante di Cagliari, supplente di inglese alla scuole superiori, che ha scritto una lettera al Premier Renzi. Nella lettera l'insegnante racconta la sua drammatica situazione, comune a tanti insegnanti della terza delle gradauatorie d'istituto ,che a partire da settembre, se entrerà in vigore la Riforma "La Buona Scuola" si ritroveranno senza lavoro.

Caro Presidente Renzi,

mi chiamo Laura, ho 45 anni,di Cagliari sono laureata in lingue e letterature straniere e ho più di venti anni di servizio nelle scuole superiori nella provincia di Cagliari. Ho iniziato a insegnare quasi subito dopo la laurea. Mentre lavoravo ho studiato per cercare di abilitarmi ma non sono riuscita nell'impresa. Mi trovo così iscritta nella graduatoria di terza fascia:la peggiore di tutte. In questa graduatoria si trovano gli insegnanti che sono laureati ma che purtroppo, per un motivo o per l'altro non sono abilitati. Molti di noi hanno perso la speranza e si sono cercati o stanno cercando un altro lavoro. Ci chiamano per fare le supplenze. Supplenze che possono durare una settimana, oppure solo un paio di giorni o quando va bene anche un mese. E nel frattempo quando non si insegna si vive di lavoretti precari. Precaria è tutta la mia vita nonostante la veneranda età. Durante tutto l'anno mi devo tenere pronta per rispondere alle convocazioni.

Ci convocano tramite mail a gruppi di venti. Fino all'ultimo non so se la supplenza mi verrà assegnata perché dipende dal fatto se ci sono altri supplenti che mi precedono in graduatoria che potrebbero dare la loro disponibilità. Le sedi di servizio a volte sono distanti parecchi km da casa. Spesso mi sono capitate scuole con ragazzi problematici, il bullismo imperante, la violenza: il rispetto in classe una supplente se lo deve guadagnare sul campo, perché sei sempre l'ultima arrivata, l'ultima ruota del carro, quella che ha la data di scadenza. In tutti questi anni, ho svolto il mio lavoro di supplente precaria con dedizione, sacrificio, impegno e soprattutto passione.Si, passione, perché questo lavoro è stato sempre il mio sogno, quello che ho voluto fare. E la passione e il mio impegno sono stati sempre ripagati dallo splendido rapporto che ho instaurato con i ragazzi anche con quelli più difficili. Fare l'insegnante richiede passione, non è un lavoro come gli altri, ci vuole davvero la vocazione.

Per anni sulla mia utilitaria scassata senza il lusso della climatizzazione, usurata dagli inverni rigidissimi, e dalle estati roventi, ho percorso km su km di tasca mia, finendo a fare supplenze anche nei paesini più remoti della mia splendida terra. Insegnare non vuol dire solo fare le ore di lezione, ma essere presente anche ai collegi dei docenti e di classe, correggere compiti, preparare lezioni  avolte fare fotocopie e pagarle di tasca mia come comprare i pennarelli per la lavagna quando mancano. Ho rischiato grosso durante le supplenze ai corsi serali per via delle strade non molto sicure, scarsamente illuminate, e spesso con avverse condizioni del tempo. Ma sempre pronta ad andare, per svolgere con amore e passione il mio lavoro, trasmettere ai giovani l'amore per la lingua inglese, per la cultura, sapendo che i ragazzi sono il futuro di una nazione.

Caro Presidente io non so se leggerà la mia lettera, ma io spero davvero che Lei ci ripensi, e cambi la sua riforma della"Buona Scuola". Se cosi' non sarà, le graduatorie d'istituto verranno cancellate, e con esse migliaia e migliaia di supplenti come me da settembre si ritroveranno senza più un lavoro. Lei o forse qualcun altro ha definito i supplenti gli"agenti patogeni"della scuola che devono essere eliminati: forse con questa lettera se non a Lei avrò chiarito a molti italiani come i supplenti di terza fascia non siano affatto degli "agenti patogeni". Non siamo numeri di una graduatoria da eliminare da un giorno all'altro, ma insegnanti con anni di servizio alle spalle e sacrifici che meritano il rispetto di uno dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana:il lavoro. Perché senza lavoro non c'è dignità.

Laura

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8 giugno 2015 1 08 /06 /giugno /2015 19:07
Roma:lo scandalo dei militari che hanno fatto carriera sulla pelle dei marò

"Il segreto dei marò"è il libro di Toni Capuozzo edito da Mursia, che uscirà il 30 giugno(anche su"Amazon"a 15 euro). Un libro nel quale il giornalista, (che ha avuto modo di conoscere Massimiliano Latorre) , durante un suo reportage in Afghanistan nel 2006, svolge una dettagliata analisi del caso marò.  Marò che dopo tre anni sebbene siano innocenti, sono stati abbandonati dal governo italiano che niente fa per risolvere positivamente la loro triste e vergognosa vicenda. Nel libro Capuozzo osserva che sia gli indiani che italiani hanno agito con superficialità fin dall'inzio:gli indiani hanno ritenuto a priori i due fucilieri del S.Marco colpevoli della morte dei due pescatori indiani nonostante tutte le prove dimostrassero la loro innocenza, il nostro governo invece ha consentito che la Lexie facesse rotta verso il porto di Kochi e errore ancora più grave, ha acconsentito a far scendere a terra i due imlitari italiani. Nell'intervista a "Libero Quotidiano.it"Capuozzo sottolinea come gli indiani dopo tre anni non hanno istruito nessun processo contro Massimiliano Latorre e Salvatore Girone appunto per la mancanza di prove riguardo la loro presunta colpevolezza. Per non parlare del fatto davvero scandaloso di alcuni militari  che avrebbero fatto carriera sulla pelle dei due fucilieri del S.Marco:"E' vero che alcuni posti nella Marina Militare sono dei trampolini di lancio. Chi guida la Squadra Navale è chiaro che poi ha un incarico più importante, tutte persone che avevano carriere brillanti annunciate. Il sospetto è che queste carriere siano un omaggio ad un atteggiamento che ha accetato la supremazia della politica e dell'economia".

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3 giugno 2015 3 03 /06 /giugno /2015 21:37
Roma:lettera della mamma di un para'della Folgore caduto in missione a Renzi

Annarita Lo Mastro è la madre del parà della Folgore David Tobini, caduto a Bala Murghab in un attacco degli insorti. Era il 2011 e David era in missione in Afghanistan, aveva 28 anni. Annarita ha scritto una lettera al Premier Renzi. Una lettera pubblicata dal "Giornale"e che in un giorno ha fatto il giro del web. Una lettera diretta, senza nessuna retorica, che spiega il significato e l'importanza di indossare una divisa.

"Caro Presidente! Mi permetta tale confidenza perché oggi in questo periodo di celebrazioni e ricorrenze, leggo del suo viaggio particolare. Leggo che a distanza di anni, fatalità, oggi ricorda l’Afghanistan e i suoi caduti. Lei che trasmette forza a chi come noi e loro hanno subito tante umiliazioni e tante trascuratezze. Sono Annarita, Presidente, quella madre che non ha mai voluto incontrare, preferendola a una squadra di pallavoliste. Quella madre di cui non ebbe mai una parola di sconforto e conforto. Sono quella madre, Presidente, che l’anno scorso era davanti al suo palco per guardarla da lontano perché solo da lontano potevo guardarla in quella parata militare del 2 giugno che presidio da sempre … fin dai tempi “verdi”. Perché solo oggi, Lei porge questi Onori? Presidente, quel “sangue” meritava e merita più rispetto, come rispetto meritano le forze dell’ordine e chi è sopravvissuto perdendoli. Il rispetto alle Forze Armate va tutti i giorni, perché loro sfilano tutti i sacrosanti giorni, rischiando la vita in cambio di noncuranza. Mi sembra che ci stiamo lavando la coscienza laddove possiamo trarne vantaggio. La mimetica non è un gioco. Non la si può indossare se non la si sa portare. Tutto ciò glielo dice una madre che ha perso un figlio per un dovere dettato dalle Istituzioni italiane e non permetterà che tali Istituzioni traggano profitto – se pur soltanto in termini di visibilità mediatica - da quel Sangue, perché i nostri figli Vivi o Morti non sono un baratto politico".

Annarita Lo Mastro

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1 giugno 2015 1 01 /06 /giugno /2015 18:40

Nel suo discorso ai soldati italiani rimasti in Afghanistan nell'ambito della missione"Resolute Support", non una parola è stata spesa dal Premier Renzi per ricordare altri due militari. Anche loro sono soldati, sono italiani, sono fucilieri del S.Marco e nella notte di febbraio di tre anni fa, stavano svolgendo il loro lavoro per proteggere un mercantile dall'assalto dei pirati. Sono stati accusati ingiustamente della morte di due pescatori indiani nonostante e tutte le prove dimostrino la loro innocenza. Aspettano ancora, dopo tre anni, che venga fatta giustizia e vengano liberati. Mentre Renzi in mimetica si fa i selfies, ride e scherza con i militari a Herat, la situazione per Massiliano Latorre e Salvatore Girone si fa sempre più angosciante con la prospettiva a luglio, del ritorno di India di Latorre a meno che il nostro governo non agisca concretamente. E domani è il 2 giugno Festa della Repubblica. Ma non potrà essere una vera festa senza vedere sfilare alla parata tra gli altri militari anche i due fucilieri del S.Marco. Non accadrà, non li vedremo sfilare con gli altri. Ancora una volta se verranno ricordati, si dovranno sentire le solite vuote parole di circostanza. Nessun atto concreto da parte di tutto il governo e dal Premier Renzi per porre fine a questa vergognosa vicenda. Nessuno avrà mai il coraggio di ordinare un blitz o un'operazione di qualsiasi tipo per liberare Salvatore Girone che si trova ancora in India, ed evitare di far ripartire Massimiliano Latorre, tra l'altro ancora convalescente. E domani 2 giugno non ci sarà proprio niente da festeggiare. Ci sarà da meditare su un grande tradimento:quello del governo italiano nei confronti di due militari innocenti che hanno giurato fedeltà alla Repubblica.

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