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6 febbraio 2017 1 06 /02 /febbraio /2017 18:58
Cagliari:poliziotti stremati scrivono al Prefetto:migranti pericolosi per la sicurezza,situazione scandalosa

La situazione a Cagliari per ciò che riguarda la gestione dei profughi è diventata insostenibile per non dire scandalosa, anche per le isnostenibili condizioni  nelle quali sono costretti ad operare gli agenti di Polizia. il Segretario del SAP di Cagliari,  Luca Agati ha scritto una lettera al Prefetto sollecitando un intervento concreto, intervento sollecitato già altre volte. Una richiesta rimasta però senza risposta.

"Illustrissimo Signor Prefetto,

esattamente un anno fa avveniva il nostro incontro, sollecitato in più occasioni, alla luce dei gravi episodi di disorganizzazione in occasione dei numerosi sbarchi cd Frontex e sulle coste del Sulcis. Il nostro intento, così come dichiarato apertamente in quella sede, era propedeutico all'organizzazione e pianificazione e pianificazione delle attività prima dell'avvento della bella stagione, per evitare appunto occasioni di disorganizzazione dell'apparato preposto alla gestione dei migranti.  Durante la riunione Lei aveva parlato in maniera esaustiva ed anche convincente , del progetto per la realizzazione di u Hub regionale di prima accoglienza, secondo i principi dettati nel decreto legislativo 18 Agosto 2015 n.142, per consentire una proficua interazione di tutti gli enti ed organismi chiamati a collaborare, quantificando in un biennio i tempi circa la realizzazione del disegno.

Aggiunse inoltre di aver interessato la Capitaneria di Porto per l'individuazione di un'area idonea alla realizzazione di una struttura adatta alle prime fasi dell'intervento, soccorso e gestione delle attività connesse ai migranti. Individuava, inoltre, in una struttura di Carbonia, un luogo ideoneo per la vigilanza temporanea di coloro che dovevano essere immediatamente trasferiti ai CIE della penisola.

A distanza di un anno le belle parole non hanno avuto alcun seguito, poichè la gestione degli stranieri appena sbarcati rimane frutto di un'organizzazione temporanea che non si avvale di nessuna struttura idonea per permettere agli operatori di Polizia di lavorare in sicurezza. Avrà letto le nostre denunce in merito, poichè i migliaia di nord africani che annualmente sbarcano in Sardegna, vengono gestiti all'interno della Caserma di Buon Cammino, creando difficoltà e soprattutto concreti pericoli alla sicurezza. 

Dopo un anno gli accordi presi sono rimasti disattesi, così come le progettualità decantate all'epoca come imminenti.  Restano però i problemi, visto che la tratta del Nord Africa è più che aperta  e crea molte preoccupazioni sia di immediata gestione dello sbarco, che di sicurezza ed ordine pubblico. 

Il flusso non conosce sosta, se non climatica, poichè permette a migliaia di giovani con zainetto in spalla, denaro contante e smartphone, di poter ottenere un foglio di espulsione che consente loro il via libera per poter raggiungere la penisola o rimanere in condizioni di clandestinità in Sardegna. Sarà di certo informata dell'aumento di crimini predatori messi in opera da queste persone nei giorni successivi allo sbarco (anche una violenza sessuale ai danni di una barista di Via Roma) e che dall'inizio del 2017 sono già arrivate 100 potenziali "minacce" che hanno tranquillamente potuto guardare, osservare fotografare le abitudini di una caserma operativa di Polizia.

Ci chiediamo perchè la sua presenza mediatica, Signor Prefetto, è avvenuta con regolarità durante gli sbarchi cd Frontex, mentre questo flusso rimane poco meritevole di attenzione, quando risulta invece risulta essere molto più preoccupante e degno della sua considerazione. 

Abbiamo denunciato con forza i limiti che affliggono i nostri uffici, la carenza di personale del Commissariato P.S. di Carbonia che nonostante esposto in prima linea agli sbarchi sulle coste del Sulcis,sembra essere un avamposto di Polizia pressochè dimenticato, siamo in attesa dell'imminente inizio dei lavori alla Caserma di Via Venturi, sede dell'Ufficio Immigrazione, ad oggi ancora in condizioni pietose ed ancora la Caserma Carlo Alberto, troppo spesso ridotta a centro di prima accoglienza ed i colleghi del Reparto Mobile costretti ad estenuanti vigilanze. Non ci risulta mai effettuata una Sua visita nelle nostre strutture per sincerarsi appunto delle condizioni;la speranza, ma non abbiamo dubbi  in merito. è che lei abbia letto i nostri documenti completi di denunce e fotografie.

Signor Prefetto, alla luce di quanto esposto, dobbiamo aspettare ancora molto per assistere a cambiamenti concreti che rendano la nostra quotidianità professionale più fluida e sicura o ci aspetta un altro anno, l'ennesimo, di"gestione dell'emergenza"

Durante l'anno non si è mai parlato ufficialmente del progetto HUB Regionale, se non da parte di qualche organo di stampa che individuava in maniera informale, un'area portuale da adibire a quello scopo;a dicembre infatti il Consigliere Regionale di Fratelli d'Italia Paolo Truzzu  denunciava appunto che l'argomento non era stato trattato in aula lamentando che la politica non stava interessando gli organi preposti nè tantomeno, dettaglio ancor più grave, i cittadini.

I poliziotti meritano rispetto e tutela per l'attività che svolgono. Rimane acceso l'allarme terroristico e con tutta franchezza ci pare illogico e  molto pericoloso, gestire persone sconociute provenienti da aree geografiche  poste sotto la lente d'ingrandimento, in maniera così grossolana permettendo di aggirare  sistemi di sicurezza nazionali che si proclamano così imponenti. 

Rimanendo in attesa di un Urgente riscontro, si coglie l'occasione per porgerLE distinti saluti."

 Cagliari, 05 Febbraio 2017  

Il Segretario Provinciale del SAP di Cagliari,

Luca Agati

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5 febbraio 2017 7 05 /02 /febbraio /2017 16:12
Afghanistan:ufficiale medico italiano salva 2 afgani feriti in attentato

Erano a bordo di un veicolo durante un'operazione di controllo contro gli"insurgents", quando all'improvviso c'è stata l'esplosione di uno IED(ordigno improvvisato).  Due militari afgani  dell'Afghan National Army(ANA), erano stati feriti gravemente nell'esplosione. Subito sono stati trasportati da Farah, durante un'attività di addestramento svolta dagli ufficiali medici del TAAC West di Herat all'ospedale militare di Camp Zafar.  

Le loro condizioni una volta  giunti all'ospedale militare con un elicottero delle forze armate afgane, sono apparse subito molto gravi. Uno dei due militari era già in arresto cardiaco e veniva sottoposto così ad un intervento chirurgico di urgenza.

Un ufficiale medico italiano, cardiochirurgo presso l'ospedale militare del Celio, appena ha ricevuto la notizia, ha guidato l'equipe chirurgica che ha operato il militare, Dopo un complicato intervento chirurgico, il militare è stato rianimato. "Eccezionale e provvidenziale, quasi un miracolo": così è stato definito dai colleghi afgani l'intervento dell'ufficiale medico italiano che ha slavato la vita ai due militari dell'esercito afgano.

"Role 2":questo il nome dell'ospedale da campo del Train Advise Assist Command West di Herat, che vanta un team di professionisti che provengono quasi tutti dal Policlinico Militare Celio di Roma. Di questo team fanno parte non solo medici, ma anche infermieri e tecnici che consentono alla struttura sanitaria di esprimere capacità di terapia intensiva e assistenza post-chirurgica in attesa di sgombero presso il livello sanitario superiore, chirurgia di urgenza ed emergenza per la stabilizzazione dei parametri vitali , degenza chirurgica e internistica, diagnostica clinica, banca del sangue, diagnostica per immagini,(radiologia, digitale, ed ecografia), servizi di odontoiatria, farmacia, medicina preventiva, e telemedicina. Di questa equipe fa parte anche l'ufficiale medico italiano che ha compiuto quasi un miracolo, salvando la vita ai due militari afgani gravemente feriti. 

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2 febbraio 2017 4 02 /02 /febbraio /2017 17:33
Cagliari: la Polizia ricorda 10° anniversario morte Ispettore Capo Filippo Raciti
Cagliari: la Polizia ricorda 10° anniversario morte Ispettore Capo Filippo Raciti

I poliziotti erano dovuti intervenire per riportare l'ordine durante la partita Catania-Palermo, c'erano stati infatti  degli scontri tra alcuni ultras e gli agenti. Tra di loro c'era anche Filippo Raciti Ispettore Capo che in quegli scontri ha trovato la morte. Era il 2 febbraio 2007. Sono passati dieci anni e oggi anche il SAP di Cagliari ha voluto ricordarlo.

A dieci anni dalla morte dell'Ispettore Capo Filippo Raciti, una delegazione del SAP di Cagliari ha voluto onorarne la memoria, deponendo una corona di fiori alla lapide in ricordo dei caduti della Polizia di Stato presso la Caserma Carlo Alberto, sede del XIII Mobile Sardegna. Luca Agati, Segretario Provinciale del SAP di Cagliari ha voluto dedicare un pensiero al suo collega:" Il lavoro degli operatori del Reparto Mobile nel gestire le delicate situazioni legate all'ordine pubblico è spesso difficile, gravoso, esposto a quello che è un sempre più diffuso odio per le divise, i poliziotti sono sempre più spesso oggetto di violenza gratuita messa in opera da professionisti del disordine, da coloro che formano il partito dell'AntiPolizia. E' triste pensare che un collega, un marito, un padre sia uscito di casa con lo scopo di garantire la sicurezza altrui  e non sia mai tornato, caduto nell'ambito di una manifestazione sportiva, quella che doveva essere una giornata di sport trasformata in un attimo in un'assurda tragedia. E questo pensiero nonostante gli anni trascorsi, fa sempre molto male. Il nostro abbraccio va alla vedova, al figlio ed ai cari dell'Ispettore Raciti, consapevoli che il suo sacrificio non sarà mai vano, ed alimentato dalla nostra memoria, saprà renderci tutti più forti e determinati".

Cagliari: la Polizia ricorda 10° anniversario morte Ispettore Capo Filippo Raciti
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31 gennaio 2017 2 31 /01 /gennaio /2017 18:18
Afghanistan:il Generale Castellano ha assunto incarico di Vice Comandante missione"Resolute Support"
Afghanistan:il Generale Castellano ha assunto incarico di Vice Comandante missione"Resolute Support"

Il Generale di Divisione Rosario Castellano ha assunto l'incarico di Vice Comandante della missione"Resolute Support". Il passaggio di consegne tra il cedente Generale di Corpo d'Armata del Regno Unito Alexander Storrie e il Generale di Divisione Castellano, è avvenuto oggi a Kabul, presso il Quartier Generale della missione NATO"Resolute Support".

Alla cerimonia erano presenti le rappresentanze del Comando NATO. Durante il suo discorso il Generale Castellano ha sottolineato come il ruolo dell'Italia ,"Sia sempre più centrale nel delicato scacchiere afgano, dove il contingente italiano, che costituisce attualmente, per numero, il secondo Paese contributore, partecipa con gli altri membri della coalizione al processo di stabilizzazione dell'area".

L'Italia fin dal 2001 contribuisce all'impegno internazionale in Afghanistan, prima con la missione ISAF e adesso con la"Resolute Support":il contingente italiano è operativo nella zona Ovest del Paese presso il Train Advise Assist Command(TAAC)West con sede ad Herat, di cui ha il comando e anche incarichi di staff presso il Comando RS di Kabul.

aImportanti i risultati che sono stati raggiunti nell'incarico precedente  di Vice Comandante della missione"Resolute Support" per ciò che riguarda la parte civile(Civil Outreach)mandato con l'obiettivo di acquisire e consolidare quei contatti con le componenti afgane(Ministri, Governatori e rappresentanti della società)e con i diplomatici e le Organizzazioni Governative sul territorio. In questo modo è stato rafforzato il legame tra la missione NATO e il sistema governativo afgano nonchè di "mettere in sistema"la componente militare con quella civile, per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla comunità internazionale.

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24 gennaio 2017 2 24 /01 /gennaio /2017 18:55
Cagliari:poliziotti pronti a scendere in piazza contro nuova"emergenza immigrazione"

Prevenire una terza estate di"emergenza immigrazione":si può e si deve farlo, e adesso che gli sbarchi sono ridotti a causa del maltempo. E' un problema che non può assolutamente essere rimandato. Se chi di competenza non metterà in atto misure concrete per prevenire un'estate all'insegna dell'"emergenza immigrazione", i poliziotti sono pronti a scendere in piazza. Questo il pensiero di Luca Agati, Segretario del SAP di Cagliari, affidato ad una lettera qui riportata integralmente:"In questo periodo di pausa per gli sbarchi per le condizioni di maltempo, ci piace pensare che qualcuno stia lavorando per risolvere i problemi in vista della terza estate consecutiva di"emergenza immigrazione". Il virgolettato è chiaramente provocatorio  poichè già dal primo anno eravamo consapevoli che di emergenziale non c'era nulla, ma ci stavamo solo affacciando ad una nuova e sconosciuta attività, molto più complessa e molto più impegnativa. Lo stesso appello lo avevamo lanciato anche l'anno scorso quando un centinaio di nordafricani sbarcarono inaspettatamente sulle coste del Sulcis e furono stipati a dormire in terra  nella nostra Caserma Carlo Aberto in Viale Buon Cammino, proprio perchè nessuno si aspettava un arrivo cosi consistente.

Incontrammo il Prefetto, dopo pressanti insistenze, che ci rassicurò raccontandoci una serie di fantasie rimaste purtroppo tali. Oggi ancora facciamo i conti con i nord africani appena arrivati stipati in caserma liberi di osservare, fotografare, memorizzare dettagli di vita operativa delle nostre strutture, mediatori che fungono da controllori di migranti in attesa di fotosegnalamento in una struttura assolutamente inidonea a questo tipo di attività, un ufficio immigrazione in condizioni ancora precarie. Ad onor del vero dopo le nostre rumorose denunce, sono stati assegnati nuovi uomini, le sedie allo sportello sono state sostituite, le penne per scrivere le abbiamo regalate noi ed entro la prima metà di febbraio, inizieranno i lavori di adeguamento della sala di attesa, archivio ed uffici. Manca però un centro funzionale per il trattenimento degli stranieri irregolari che con ogni probabilità placherebbe quantomeno le partenze dal nord Africa, molto numerose vista la carenza che permette ai giovani rigorosamente muniti di zainetto in spalla, di ricevere l'espulsione e potersi dirigersi in ogni parte d'Italia.

Anche Cagliari ha purtroppo risentito molto di questa falla sia per ragioni di gestione delle pratiche legate all'immigrazione, sia per questioni di microcriminalità visto che i giovani stranieri non risparmiano azioni criminali per guadagnarsi piccole cifre per il proprio sostentamento o più semplicemente per pagarsi il biglietto del traghetto. La speranza, come detto, è che qualcuno oggi stia lavorando per arginare quanto scritto anche se ormai siamo abituati ad una gestione dell'ultimo minuto, senza alcuna preventiva pianificazione. Questo e' il momento di scegliere, di agire, non cadere dalle nuvole con l'avvento della bella stagione affermando che l'immigrazione è un'emergenza e come tale deve essere trattata. Speriamo che questo scritto non rimanga un'utopia, anche perchè, in caso di mancanze, saremo pronti a scendere in piazza proprio per evitare il terzo anno di"emergenza immigrazione".

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22 gennaio 2017 7 22 /01 /gennaio /2017 19:11
Onori al Comandante dello schieramento

Onori al Comandante dello schieramento

Onori alla bandiera

Onori alla bandiera

Dopo 7 mesi la loro missione in Afghanistan è terminata:loro sono i militari della Brigata"Pinerolo"e nei giorni scorsi a Bari, presso la Caserma"Briescese"si è svolta la cerimonia di saluto per il loro rientro. Davanti alla bandiera di guerra del 7°Reggimento erano presenti il Comandante del Comando delle Forze Operative Sud, Generale di Corpo d'Armata Luigi Francesco De Leverano, e il Comandante della Divsione"Acqui" il Generale di Divisione  Antonio Vitiglio e numerose autorità civili militari e religiose della Puglia. La "Pinerolo"unica grande unità dell'Esercito italiano già digitalizzata e dotata dell'innovativo automezzo"Freccia"in Afghanistan ha guidato il Train Assist Command West (TAAC-W), il Comando NATO con base a Herat. Il TAAC- esprime un nuovo concetto operativo non più incentrato sulla funzione da combattimento ma basato essenzialmente sul supporto e l'addestramento delle Forze Armate Afgane.

Il Comandante del Comando delle Forze Operative Sud, Generale di Corpo d'Armata Luigi Francesco de Leverano, ha espresso grande soddisfazione per l'impegno e gli eccellenti risultati conseguiti dalla Brigata"Pinerolo"sul territorio afgano in un periodo davvero molto delicato per la stabilizzazione dell'intera area asiatica e per l'impegno nell'ambito della cooperazione civile-militare per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale. 

Durante i 7 mesi di missione i militari della"Pinerolo"agli ordini del Generale di Brigata Giampaolo Mirra, hanno condotto numerose attività di addestramento, assistenza e consulenza a favore dei colleghi delle Forze di Sicurezza Afgane ottenendo importanti risultati e riconoscimenti anche in ambito internazionale. Tra le numerose attività  svolte di particolare rilevanza  è stata l'attività di pianificazione per la realizzazione del Progetto Expeditionary Advisor Team (EAT) che prevede l'invio periodico  a domicilio di team di Advisor per l'addestramento e la formazione delle Brigate dell'Afghan National Army e dei comandi provinciali della polizia dislocati in tutta l'area di responsabilità del TAAC-W.

Adesso per i militaria della"Pinerolo"dopo 7 mesi si può davvero dire:missione compiuta e con grande successo.

Rassegna

Rassegna

Bandiera di Guerra del 7°Rgt

Bandiera di Guerra del 7°Rgt

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17 gennaio 2017 2 17 /01 /gennaio /2017 16:51
Bersaglieri rientrano da Farah

Bersaglieri rientrano da Farah

Sono rientrati a Herat, presso la base di Camp Arena i militari italiani che hanno portato a termine la prima attività esterna di"Train Advise e Assist"(TAA)a favore della 2°Brigata del 207° Corpo d'Armata dell'Esercito Afgano, di stanza a Farah. Dal 6 gennaio, un nucleo di militari italiani del TAAC-W, circa 70 tra Bersaglieri e Carabinieri del PAT(Police Advisory Team) insieme ai militari USA(USFOR-United States Force- Afghanistan), era stato inviato a svolgere attività e di assistenza, nell'ambito della propria area di responsabilità a favore della 2a Brigata del 207°Corpo d'Armata presso la ex FOB"Dimonios"a Farah.

L'attività di addestramento è stata disposta dal Comandante della Missione NATO Resolute Support(RS), Generale John Nicholson, nasce dalla specifica richiesta delle autorità afgane mirata all'incremento delle conoscenze professionali e delle capacità operative dei militari afgani anche a livelli inferiori a quello di Corpo d'Armata. L'obiettivo della missione  "Resolute Support"è quello di migliorare l'efficacia del proprio operato e infatti le attività addestrative saranno estese.

Pianificazione di operazioni complesse e modalità organizzative di comando e di controllo:questi gli ambiti principali sui quali si sono concentrate le attività. Queste attività addestrative a"domicilio"si sono rivelate una formula davvero vincente e hanno riscosso risultati eccellenti grazie alla notevole professionalità dei militari italiani impegnati.

 

Afghanistan:Bersaglieri e Carabinieri portano a termine addestramento 2a Brigata 207°Corpo d'Armata Afgano
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11 gennaio 2017 3 11 /01 /gennaio /2017 17:25
i Genieri in soccorso della popolazione per lo spargimento di sale

i Genieri in soccorso della popolazione per lo spargimento di sale

I Genieri dell'Esercito Italiano dell'11°Genio Guastatori di Foggia(unità specializzata alle dipendenze della Brigata" Pinerolo")sono entrati in azione contro l'emergenza neve che si è abbattuta in questi giorni in Puglia.  Già dalle prime ore del 7 gennaio su attivazione della Sala Operativa del Comando Forze Operative Sud(COMFOP SUD) e delle Prefetture di Bari, Matera Taranto,e Lecce, gli uomini e le donne dell'Esercito sono operativi nei Comuni di Santerano in Colle, Matera Altamura e Laterza, e hanno reso percorribili le strade di maggiore traffico dell'area liberando diverse masserie ed aziende del territorio.

Tra i numerosi interventi, sono stati resi percorribili tratti della SS96, della SP18, e un tratto della SS7 da Laterza fino alla SS15. Grazie a questo intervento è stato possibile fare accedere il personale preposto alla manutenzione dell'acquedotto pugliese per evitare malfunzionamenti della rete idrica causati da neve e ghiaccio.

I reparti di del Genio e dell'Esercito grazie all'esperienza maturata nei teatri operativi e alla elevata connotazione in"dual-use"operano a favore delle popolazioni in caso di pubbliche calamità. Il personale dell'Esercito inoltre, durante l'attività di rimozione della neve dalle strade, ha soccorso alcuni mezzi in panne, rimuovendo quelli che bloccavano le carreggiate ed ha provveduto a fornire assistenza agli automobilisti in difficoltà sulle strade bloccate a causa della neve.

 

Soccorso ad ambulanza civile

Soccorso ad ambulanza civile

Militare soccorre auto in panne

Militare soccorre auto in panne

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11 gennaio 2017 3 11 /01 /gennaio /2017 15:45
Afghanistan:i Bersaglieri di nuovo schierati a Farah

I Bersaglieri ritornano a Farah. Nel 2012 c'era stato il ritiro ufficiale dei contingenti della missione ISAF, anche se nella realtà militari italiani e americani sono rimasti al fianco delle forze di sicurezza afghane e della polizia per fornire loro supporto e addestramento anche dopo il ritiro.

E' di ieri la notizia di 3 attentati da parte degli insorti talebani a Lashkargah, nell'Helmand, a Kabul e Kandahar con un bilancio di almeno 30 morti e 70 feriti. Negli ultimi mesi pare che gli"insurgents"abbiano ripreso proprio il controllo di quelle province che fino al 2012 erano sotto il controllo dei militari USA e italiani. Ora militari USA e italiani(Bersaglieri di un'unità meccanizzata di Fanteria)vengono schierati di nuovo in due delle province più rischiose dell'Afghanistan:Helmand e Farah. La decisione è stata presa dal Generale USA John Nicholson, al comando della missione NATO"Resolute Support", su richiesta del Governatore della Provincia di Farah,"a causa della crescente insicurezza provocata dagli attacchi degli insurgents"i militari resteranno schierati in quelle province"fino a quando l'attività degli insurgents continueranno".

Negli ultimi due giorni secondo quanto riferito dal portavoce del Governatore di Farah, Mohammed Naser Meri, "circa 200 uomini della coalizione ,perlopiù italiani e americani, sono arrivati negli ultimi due giorni a Farah per rafforzare le forze afgane impegnate contro i talebani che di recente hanno preso il controllo dei due distretti." La missione di questi militari dunque, sarà quella di addestrare e  supportare l'esercito afgano e la polizia afgana. Ma se per caso gli"insurgents"facessero fuoco contro i militari italiani? Di sicuro non resteranno fermi a guardare.

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4 gennaio 2017 3 04 /01 /gennaio /2017 18:54
Cagliari:altri sbarchi di algerini,il SAP:"Nessuno interviene, sicurezza a rischio"

Città sempre più blindate e militarizzate, allerta terrorismo elevato e continui sbarchi di algerini  soprattutto a Cagliari. Come piu' volte segnalato anche dalle pagine di questo blog, la situazione diventa sempre più insostenibile eppure chi di competenza non agisce per modificare la situazione bloccando queste ondate continui di sbarchi. Le forze dell'ordine sono ormai allo stremo nel dover fronteggiare una situazione con gravi carenze di organico.

 A Cagliari sono sbarcati altri 46 algerini, e altri continueranno a sbarcare. Alcuni di quelli che vengono dirottati nei vari centri di accoglienza poi riescono anche a  fuggire indisturbati diventando fantasmi senza documenti e poi magari compiendo reati. Non tutti certo sono individui pericolosi, ma basta pensare a quello che è successo a Berlino, alla strage dei mercatini di natale, e al terrorista bloccato e ucciso dalle forze dell'ordine a Milano. Anis Amri tunisino, anche lui era sbarcato tra i profughi a Lampedusa, qualche anno fa, nel 2011 dichiarando di essere un minore non accompagnato.  Era stato condannato per avere creato disordini nel centro di accoglienza. Poi di lui si erano perse le tracce. Si può solo rabbrividire al pensiero che tra questi algerini possa nascondersi un altro Amri, killer dell'ISIS.

La drammatica situazione degli sbarchi di algerini a Cagliari non cambia nemmeno con l'inizio dell'anno nuovo, afferma Luca Agati della Segreteria del SAP di Cagliari:" Anno nuovo storia vecchia. La Sardegna continua ad essere meta di sbarchi di aitanti giovani algerini che nulla hanno a che vedere con le dinamiche della guerra. Nessuno interviene per bloccare questo flusso, nonostante gli allarmi terroristici sempre più accesi. Che serve proteggere le piazze con piloni di cemento e riempire le strade di militari se poi tolleriamo un flusso di persone che entrano con la massima facilità nel nostro paese? Dopo i fatti di Milano non si può sopportare in silenzio una situazione del genere frutto di una mala gestione delle politiche legate all'immigrazione che si trascina ormai da anni. Servono manovre urgenti per distruggere un ponte diretto che rischia di riempire la Sardegna ed il resto dell'Italia di persone che una volta ottenuto il foglio di espulsione,saranno pronte a delinquere creando concreti e preoccupanti problemi di sicurezza." E c'è da augurarsi davvero che questa ennesima segnalazione non cada nel vuoto e che chi di competenza faccia qualcosa per fermare questi sbarchi incontrollati. 

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