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6 giugno 2017 2 06 /06 /giugno /2017 16:52
Palermo:terroristi tra i migranti scoperti dalla Guardia di Finanza

Ormai è una certezza che tra i profughi che ogni giorno sbarcano sulle coste italiane ci potrebbero essere anche dei terroristi o aspiranti tali. Stamattina, come riportato da "liberoquotidiano.it", durante un'operazione della Guardia di Finanza, sono state fermate 15 persone "gli scafisti nordafricani portavano in Italia a bordo di super-gommoni gli immigrati e pacchetti di sigarette di contrabbando con cui pagavano l'organizzazione dei viaggi". La Procura di Palermo sospetta che tra questi migranti in un futuro non molto lontano, avrebbero viaggiato  anche degli aspiranti terroristi.

L'organizzazione criminale favoriva anche lo spostamento di ricercati da parte della polizia tunisina per aver commesso reati o per i loro legami con la jihad.  Infatti come è stato accertato, sulle coste di Trapani sono sbarcati anche dei soggetti pericolosi, uno di loro aveva paura di di essere sottoposto ad arresto per terrorismo da parte della Polizia tunisina e anche da parte della Polizia italiana.

L'inchiesta della magistratura ha appurato che gli scafisti in sole 3 ore e mezza con potenti gommoni  riuscivano a partire dalla Tunisia e ad arrivare a Marsala in poco tempo. "In prossimità delle spiagge e delle calette di approdo-secondo gli inquirenti-veniva fornto ai clandestini un vero e proprio servizio shuttle fino alle basi logistiche dell'organizzazione".

Varie le tariffe per i migranti che volevano approdare in Italia:in Tunisia dovevano sborsare 3.000 euro e passa "per un incasso totale  di circa 40 mila euro di cui allo scafista andavano 5.000 euro e al navigatore 3.000 . Parte de bottino restava in Italia per rifornire l'organizzazione criminale di liquidità". Questi 15 sono stati fermati, ma  in realtà quanti  terroristi o probabili tali, ogni giorno sbarcano indisturbati sulle coste italiane senza nessun controllo? Quanti di loro riescono a far perdere le loro tracce? Si dovrebbe porre davvero un freno definitivo a questi continui sbarchi in modo da cercare di prevenire gli atti terroristici. Anche se ormai i terroristi sono tra noi.

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6 giugno 2017 2 06 /06 /giugno /2017 15:44
Roma:Generale della Folgore a Boldrini:"Non abbiamo bisogno applauso politici,noi superiori a queste cose"

"La Folgore non ha bisogno degli applausi dei politici, si fa bastare quelli dei propri caduti", con queste le parole il  Generale Gianni Fantini, ex presidente dell'Associazione nazionale paracadutisti di'Italia ha risposto allo schiaffo della Boldrini alla Folgore. Il suo mancato applauso nei confronti dei parà della durante la parata del 2 giugno, non era passato certo inosservato, come anche quello del Presidente della Repubblica Mattarella. 

Più di tutto era rimasta impressa l'espressione contrita, schifata della Boldrini non si sa bene per quale motivo poi. Alla parata non c'è l'obbligo di applaudire"ma un segnale poteva essere dato, almeno per chi è più a rischio"ovvero per quei reparti impegnati nelle missioni più pericolose. 

In un'intervista al quotidiano "Il Tempo", "il Generale Fantini afferma che "non è obbligatorio applaudire al passaggio dei militari. Noi rispettiamo la carica dello Stato, qualunque essa sia, poi sulle persone possiamo avere qualche dubbio" e poi ancora:"Noi parà siamo superiori a queste cose. L'applauso non ce lo fa nè la Bodrini, nè Mattarella, nè Scalfaro, nè Cossiga. Le mani se lo meritiamo, ce le battono i nostri caduti" e conclude"Fossi io il Capo dello Stato non applaudirei a nessuno, perchè o batti le mani a tutti o a nessuno" (che è lo stesso pensiero ampiamente condiviso anche da questo blog.vedi l'articolo precedente a questo). 

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3 giugno 2017 6 03 /06 /giugno /2017 17:52
Roma:lo schiaffo della Boldrini alla Folgore:non applaude al passaggio dei Parà
Roma:lo schiaffo della Boldrini alla Folgore:non applaude al passaggio dei Parà

L'immagine e i diversi video su internet sono diventati subito virali. Ma è il fatto del giorno, della sfilata del 2 giugno 2017:passano in rassegna i diversi reparti, la Boldrini applaude persino mentre sfilano i militari della Brigata Sassari in un'uniforme d'epoca. Poi inspiegabilmente il suo comportamento e quello del Presidente della Repubblica Mattarella cambiano al passaggio dei parà della Folgore:la Boldrini s'irrigidisce fa una faccia schifata e di applaudire manco a parlarne, e cosi anche Mattarella.

Perchè quella faccia schifata poi? Se proprio non voleva assistere alla sfilata la Boldrini poteva non andarci. Inoltre perchè applaudire i militari della Brigata della Brigata Sassari e non i parà della Folgore?O si applaude tutti o non si applaude nessuno!  Domande che resteranno senza risposte forse, e forse il comportamento irrispettoso della Boldrini, non  sarà manco accompagnato dalle sue scuse.   Le scuse sarebbero più che dovute per un gesto che è stato davvero di pochissimo rispetto nei confronti dei parà della Folgore delle forze armate e anche degli italiani. Più di tutto poi resterà impressa la sua faccia così schifata.

Un vero e proprio schiaffo nei confronti della Folgore. La Brigata rappresenta l'orgoglio delle nostre forze armate, il suo ricordo è scolpito nella storia, quando dopo la battaglia di El Alamein nel 1942,  i parà vennero attaccati dagli inglesi e dopo asprissimi combattimenti nonostante tutto, riuscirono a resistere. Fu una battaglia disperata che i parà nonostante tutto, combatterono con onore fino alla fine, disperatamente. Una battaglia passata alla storia:"La Divisione Folgore ha resistito al di là di ogni possibile speranza.Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti esanimi nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno"annunciò la BBC l'8 novembre 1942.

I parà alla fine si dovettero arrendere, ma non alzarono mai bandiera bianca  e le mani ai nemici. Ottennero l'onore delle armi da parte degli inglesi."Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore"disse il Primo Ministro inglese dell'epoca William Churcill." E  ieri quei parà degni eredi di coloro che combatterono a El Alamein, quell'applauso se lo meritavano davvero tutto. E invece è arrivato lo schiaffo.

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30 maggio 2017 2 30 /05 /maggio /2017 16:35
Roma:Carabinieri e MAECI uniti per garantire sicurezza italiani all'estero
Roma:Carabinieri e MAECI uniti per garantire sicurezza italiani all'estero

"Laddove il terrorismo diventa tanto forte da conquistare territori e città, solo la forza legittima delle armi può contenerlo e combatterlo"così ha affermato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti nel suo intervento di apertura alla conferenza:"La collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l'Arma dei Carabinieri per rafforzare la sicurezza dei cittadini e promuovere gli interessi italiani all'estero"tenutasi stamattina alla Farnesina.

 

Erano presenti il Ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, l'Ambasciatore Brett McGurk,inviato speciale del Presidente degli USA per la lotta a Daesh, Kenneth Deane, Direttore della Civilian Planning and Conduct Capability del SEAE(Servizio Europeo di Azione Esterna), Aderemi Adeoye, Peace Support Operations Divison, Peace and Security Department della Commissione dell'Unione Africana, il Capo di Stato Maggiore della Difesa il Generale Claudio Graziano, ed il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale Tullio del Sette, il Segretario Generale del MAECI, Elisabetta Belloni. Obiettivo della conferenza è stato quello di valorizzare la sinergia  tra MAECI e Arma dei Carabinieri attraverso una serie di interventi sull'evoluzione, da un lato dell'impiego all'estero dell'Arma nell'ambito delle iniziative delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e NATO e dall'altro, sulla sicurezza del MAECI e delle sedi diplomatiche italiane.

"Italia e Arma dei Carabinieri sono fortemente impegnati per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. I recenti terribili attentati a Manchester, Jakarta, in Kenia, nelle Filippine e in Egitto, dei quali si è trattato anche al G7 di Taormina pongono ancora una volta in risalto il fatto che il terrorismo è la prima delle minacce, per tutto il mondo e per tutti i popoli che aspirano alla pace"ha continuato Pinotti nel suo intervento."lo scenario attuale impone di guardare al problema della nostra sicurezza, ed in particolare alla sicurezza delle nostre collettività, con un approccio a 360 gradi".

La Pinotti ha poi visitato una mostra sull'impegno dei militari dell'Arma in ambito internazionale. In Iraq ad esempio, gli istruttori italiani hanno formato il 25 per cento delle forze di sicurezza locali con l'obiettivo di costruire una pace duratura nelle città liberate dai terroristi. Le Ufficiali donne dei Carabinieri inoltre addestrano la polizia femminile irachena. Uomini e donne che ogni giorno con il loro lavoro  testimoniano un impegno sempre costante per il mantenimento della pace e della sicurezza.

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27 maggio 2017 6 27 /05 /maggio /2017 15:42
Afghanistan:militari italiani donano stoffe a carcere di Parwan
Afghanistan:militari italiani donano stoffe a carcere di Parwan

450 metri quadrati di stoffa per riniziare a sperare in un futuro migliore. Nei giorni scorsi i militari del contingente italiano, nell'ambito di alcuni progetti per la realizzazione di corsi di sartoria di livello basico per i detenuti, hanno donato del materiale tessile ai detenuti del carcere di Parwan, nell'Afghanistan orientale.

La donazione è avvenuta alla presenza dei rappresentanti del contingente nazionale e dele autorità militari afgane. Una  donazione che è stata davvero un gesto di notevole importanza perchè favorirà la formazione dei detenuti che potranno così apprendere le tecniche fondamentali per la realizzazione di capi di vestiario.

Grazie all'apprendimento di queste specifiche tecniche sartoriali infatti, i detenuti saranno in grado di potersi reinserire più facilmente nella società, anche dal punto di vista lavorativo.  Una semplice donazione di stoffa dei militari italiani, ha riacceso la speranza di questi uomini in una vita migliore.

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27 maggio 2017 6 27 /05 /maggio /2017 14:39
Cagliari:emergenza sbarchi migranti,i poliziotti:"Così non si può più andare avanti"

E' sempre più emergenza sbarchi di migranti in Sardegna, come segnalato più volte da Luca Agati, Segeretario Provinciale del SAP di Cagliari. Eppure queste segnalazioni continuano per il momento a cadere nel vuoto. Giovedì c'è stato un altro sbarco di algerini, ieri un altro, e oggi sono sbarcati altri "282 migranti salvati al largo della Libia, senza ancora avere smaltito le pratiche per il precedente. In campo sempre gli stessi poliziotti senza speranza di cambio e non è ancora finito il mese di maggio"fa sapere Agati in un nuovo comunicato stampa.

Quello che c'è da evidenziare è che"l'apparato della sicurezza non riesce a gestire un fenomeno così esteso" e afferma che  basta dare un'occhiata alle condizioni nelle quali si trovano i poliziotti che lavorano presso l'Ufficio Immigrazione condizioni che sono definite a dir poco"imbarazzanti".

Oltre questo, Agati segnala anche le volanti che sono  sempre di meno a presidiare un territorio dove c'è stato un incremento degli episodi di microcriminalità, soprattutto straniera. Inoltre  la polizia di frontiera si sta trovando in notevole difficoltà a dover gestire l'allarme terrorismo e a garantire la sicurezza dei turisti che sbarcano quasi ogni giorno dalle navi da crociera.

Eppure i poliziotti nonostante questa situazione così al limite, continuano a svolgere ogni giorno il loro dovere tra mille carenze. Una cosa è certa:così non si può più andare avanti. E questo è l'ennesimo segnale d'allarme lanciato dai poliziotti del SAP, come afferma Luca Agati:"(...)avvengono regolarmente tagli allo straordinario ed ancora di più grave è il mancato pagamento del premio produzione a causa di poco credibili guasti tecnici. La sicurezza non è il tema di una barzelletta sulla quale scherzare, così non si può certo andare avanti".

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22 maggio 2017 1 22 /05 /maggio /2017 16:00
Cagliari:sbarco di altri 651 migranti,i poliziotti:situazione esplosiva e drammatica,a rischio la sicurezza

A distanza di un mese da quel 18 aprile che ha visto sbarcare a Cagliari 810 migranti, un mese dopo la storia si ripete:a sbarcare questa volta sono 650 migranti algerini. Sbarchi che adesso con l'arrivo dell' estate continuano in massa ogni giorno. 

Le drammatiche condizioni nelle quali sono costretti a lavorare gli agenti di polizia preposti all'accoglienza dei migranti, non sono cambiate di un millimetro.  Solo un  cambiamento c'è stato, al vertice della Prefettura, il nuovo Prefetto è la Dottoressa Costantino subentrata alla Perrotta.

Una cosa è certa: non si può continuare ad accogliere in massa i migranti, perchè poi si rischia di non potere fornire un valido aiuto a tutte queste persone, mettendo a rischio anche la sicurezza, per non parlare di un incremento di episodi di criminalità.

Una situazione, drammatica ed esplosiva al tempo stesso, segnalata più volte dai poliziotti, che a causa di gravi carenze di organico, devono lavorare in condizioni che definire disastrose è poco, come segnalato da Luca Agati, Segretario Provinciale del SAP di Cagliari:"Dopo esattamente un mese affrontiamo un altro sbarco così numericamente impegnativo, sperando che non ci siano altri arrivi di Algerini, ormai all'ordine del giorno. A questo punto chiediamo al nuovo Prefetto, la Dottoressa Costantino, se la sua politica sarà quella del Prefetto Perrotta o se si preoccuperà di capire e di risolvere quali sono i reali problemi dell'isola." 

La situazione nella quale si trovano i poliziotti da incubo:"Siamo ben disponibili a farle(al nuovo Prefetto)il punto della situazione, partendo dagli organici di Polizia sotto del 30%senza speranza di nuovi innesti, del mancato pagamento del fondo produttività e degli straordinari eccedenti non liquidati ai polizotti da Aprile 2016, per non parlare della grave situazione legata alla sicurezza, diventata a dir poco esplosiva." Basti pensare alla rissa scoppiata ieri nel  centro di prima accoglienza a Villanovaforru. "Accogliere in maniera sconsiderata può essere molto pericoloso  e noi non vogliamo certo diventare complici di questo scempio nato da una fallimentare politica legata all'immigrazione. Bisogna invece investire nella sicurezza, a far finta che tutto vada bene in attesa degli eventi".

C'è da chiedersi se si deve aspettare che ci scappi il morto o che debba succedere qualcosa di grave, affinchè chi di competenza tenga presente le segnalazioni del SAP circa questa drammatica situazione.  Per il momento di sicuro c'è che i poliziotti impegnati ogni giorno in prima linea negli sbarchi, devono continuare a lavorare in condizioni disastrose in attesa che qualcuno dia loro una risposta, in attesa che finalmente si possa porre la parola fine a quest'incubo.

 

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19 maggio 2017 5 19 /05 /maggio /2017 17:38
Libano:militari italiani sulla blue line con il mine action support group
Libano:militari italiani sulla blue line con il mine action support group

Ogni giorno i militari italiani  dell'8°Reggimento"Lancieri di Montebello" dispiegati presso la base avanzata "UN-P 1 - 31" , sono impegnati in un lavoro di pattugliamento e monitoraggio della Blue Line(la Blue Line è la linea di confine stabilita dall'ONU nel 200). Con il loro lavoro garantiscono la sicurezza alle unità del contingente internazionale UNIFIL che ha il compito di sminare l'area di confine secondo la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza  delle Nazioni Unite n.1701 del 2006.

I militari italiani impegnati nell'operazione"Leonte XXII" attualmente su base Brigata"Granatieri di Sardegna", hanno in questo portato a termine da poco, una serie di attività  informative a favore della popolazione locale con lo scopo di accrescere  la consapevolezza del pericolo presente in alcune aree  e dei comportamenti e precauzioni da adottare in caso di rinvenimento di una mina. L'attività degli sminatori è davvero un lavoro di notevole importanza, come testimoniato anche dalla visita, avvenuta quache giorno fa, presso la base italiana delle Nazioni Unite di Shama, della delegazione del Mine Action Support Grouop(MASG), , guidata dall'Abasciatore Inigo Albertini, Vice Raprresentante della missione permanente  dell'Italia presso le Nazioni Unite in New York.

Ma qual'è l'obiettivo del MASG? Quello di coordinare i programmi nazionali volti a promuovere le attività di sminamento e prevenzione alla minaccia degli ordigni, mediante il suporto finaniziario e informativo. La presidenza di quest'organo, che si rinnova ogni due anni è italiana dal gennaio 2016.

Nei due giorni di visita, la delegazione mediante un briefing informativo  a cura del Comandante della Joint Task Force -Lebanon, il Generale B.Francesco Olla,  ha potuto conoscere le attività svolte quotidianamente dai militari del contingente italiano che hanno l'obiettivo di sminare vaste aree nel Libano del Sud. Uomini e donne che con estremo sacrificio ogni giorno lavorano per garantire la sicurezza della popolazione messa a rischio dalle mine.

Libano:militari italiani sulla blue line con il mine action support group
Libano:militari italiani sulla blue line con il mine action support group
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15 maggio 2017 1 15 /05 /maggio /2017 17:06
Afghanistan:militari italiani celebrano 10°anniversario fondazione"Task Force Fenice"
Afghanistan:militari italiani celebrano 10°anniversario fondazione"Task Force Fenice"

Gli elicotteri hanno volato nei cieli afgani per 25mila ore, 12mila ore sono state effettuate dai "Mangusta"gli elicotteri da esplorazione e scorta:ore di volo totalizzate durante i dieci anni della"Task Force Fenice". Nei giorni scorsi infatti, presso Camp Arena, ci sono state le celebrazioni per  il decimo anniversario  della fondazione della"Task Force Fenice"(oggi al comando del Ten. Col.Fabio Canteri) e del il 66°anniversario della costituzione dell'Aviazione dell'Esercito. Era presente il Comandante del TAAC-W(Train Advise Assist Command-West).

Nel 2007 la Task Group Ercole con l'ingresso nel teatro operativo afgano del "Mangusta", l'elicottero d'attacco si è riconfigurato nel Task Group "Fenice", con al comando l'allora Ten.Col.Roberto Minini, presente in base per celebrare l'importante ricorrenza. Durante la cerimonia c'è stata anche la commemorazione dei caduti in missione, poi presso gli hangar la cerimonia è proseguita, con il Generale di Brigata Claudio Minghetti, Comandante del TAAC-W, che ha voluto ringraziare uomini e donne dell'aviazione dell'Esercito per  il grande impegno profuso nella missione afgana.

Il Colonnello Roberto Minini, ha voluto ricordare  i dieci di anni di attività dei piloti , rievocando  anche i reggimenti dell'aviazione dell'Esercito con i loro stendardi che dal 2007 ad oggi si sono avvicendati nel teatro operativo afgano, ovvero:il 5°Reggimento AVES Rigel con sede in Casarsa della Delizia,il 7°Reggimento AVES Vega con sede a Rimini ed il 1°Reggimento Antares con sede a Viterbo.Oggi le unità AVES della rigata Aeromobile "Friuli"si alternano nella Task Group "Fenice"Aviation Battalion con un plotone del 66°Reggimento Fanteria Aeromobile con capacità combat, personnel recovery e unità di pronto impiego.

Iin teatro operativo La Task Force Fenice oltre allo svolgimento di attività per il mantenimento delle capacità operative, ha anche svolto missioni di Air Assault e di trasporto a supporto della missione di "Train Assist Advise"del TAAC-West al di fuori della normale area operativa. I militari della Task Force Fenice nell'agosto scorso, con un'operazione di "personnel recovery" avevano recuperato e messo in salvo 11 turisti inglesi rimasti isolati e sotto minaccia a 50 miglia dalla zona  di Herat . Le missioni operative e le ore complessive  di volo effettuate dai velivoli della Task Force Fenice "sono la testimonianza dell'impegno degli uomini e delle donne che lo hanno reso possibile"queste le parole del Colonnello Minini nell'elogiare il difficile impegno quotidiano dei militari italiani impegnati con la Task Force Fenice nella delicata missione afgana.

Afghanistan:militari italiani celebrano 10°anniversario fondazione"Task Force Fenice"
Afghanistan:militari italiani celebrano 10°anniversario fondazione"Task Force Fenice"
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9 maggio 2017 2 09 /05 /maggio /2017 15:46
Cagliari:iniziata l'esercitazione NATO"Mare Aperto 2017"

Le 23 navi da guerra ormeggiate domenica al Porto di Cagliari e al Porto Canale hanno attirato l'attenzione di molti. La presenza delle navi non é una presenza casuale:le unità navali infatti in questi giorni, sono impegnate nell'esercitazione"Mare Aperto".  

L'esercitazione NATO"Mare Aperto" ha preso il via ieri, è la prima esercitazione addestrativa dell'anno della Marina Militare Italiana condotta dal Comandante in Capo della Squadra Navale nel Mediterraneo Centrale. All'esercitazione partecipano anche assetti dell'Esercito e dell'Aeronautica Militare e unità navali  dei due gruppi permanenti della NATO e della Forza Marittima Europea.

L'esercitazione durerà fino al 20 maggio e interessa anche le coste della Sardegna, e ciò comporterà anche alcuni divieti, come si legge nel comunicato emesso dalla Capitaneria del Porto di Cagliari:"Dalle ore 00.01 del 5 maggio alle ore 23.59 del 20 maggio saranno interdette alla navigazione al transito a qualsiasi sosta e all'ancoraggio di qualsiasi unità navale, comprese quelle da diporto, nonchè alla pesca, alla balneazione e a qualsiasi attività subacquea nelle aree di mare nella zona Alfa Bravo Charlie ovvero nelle coste tra Pula, Chia, Cagliari, Quartu, Quartucciu, Villasimius, Muravera e Villaputzu".

Saranno dieci giorni di intenso addestramento non solo per le unità navali italiane con la Portaerei Cavour con gli AV8B a bordo e la Brigata Marina S.Marco, il Reggimento Lagunari, navi, sommergibili della Marina Militare più altre 11 unità navali di Turchia, Polonia, Portogallo, Spagna, Canada, Francia. Entreranno in azione anche i velivoli Tornado, AMX, CAEW, il Predator, KC 767 e gli elicotteri AW-129, dell'Aeronautica Militare, nonchè un posto comando di artiglieria terrestre ed un posto comando di artglieria anitiaerea dell'Esercito Italiano.

I militari che partecipano all'esercitazione si addestreranno alle principali forme di lotta sul mare come la difesa delle navi nella lotta antiaerea, antisommergibile e antinave, il contrasto alle attività illegali sul mare, la gestione di situazioni di crisi in ambienti con presenza di minaccia convenzionale e la proiezione di una forza anfibia dal mare sulla terra.

L'obiettivo della"Mare Aperto"è quello dell'addestramento complesso della Marina Militare e delle Forze Armate in modo da poter garantire standard elevati di interoperabilità ed integrazione delle forse nazionali e della NATO, per la sicurezza marittima di Italia Europa, e Alleanza Atlantica. Un'esercitazione quella di "Mare Aperto"nella quale la Sardegna farà da scenario con le sue coste e il suo mare.

Cagliari:iniziata l'esercitazione NATO"Mare Aperto 2017"
Cagliari:iniziata l'esercitazione NATO"Mare Aperto 2017"
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