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6 settembre 2018 4 06 /09 /settembre /2018 17:23

Mentre la magistratura continua le indagini per individuare i responsabili del crollo del Ponte Morandi nonchè le modalità con cui il crollo è avvenuto causando la morte di 43 persone, qualcuno ipotizza che il ponte Morandi potrebbe essere stato fatto saltare. Demolizione controllata? Attentato? E perchè poi?Sul web le ipotesi si sprecano, anche in ambito internazionale , dove qualche fonte ipotizza un attentato.

L'utente di youtube Rosario Marcianò analizzando minuziosamente i video delle riprese delle telecamere che erano posizionate sul ponte ha notato che prima del passaggio del camion verde della"Basko"(il camion che poco dopo sarebbe rimasto miracolosamente in bilico senza precipitare nel vuoto) si vede chiaramente un'esplosione con la conseguente nube dei detriti. Oltre a questa esplosione, l'utente Rosario Marcianò fa notare come ad un certo punto il video delle riprese sul ponte potrebbe essere stato rimaneggiato da qualcuno, dato che guardandolo bene, ad un certo punto un'autocisterna sparisce nel nulla come anche alcune macchine. Segue poi la dissolvenza, e il brusco cambio dell'angolazione della ripresa.

Ma si sa quel giorno pioveva tantissimo e non si vedeva niente, la pioggia torrenziale e il crollo del ponte hanno causato un black out delle telecamere sul ponte. Oltre a questo c'è il mistero dei lavori  eseguiti la notte precedente al crollo, un ragazzo con il suo smartphone ha immortalato uomini e mezzi febbrilmente al lavoro:perchè? Cosa stavano facendo? Gli inquirenti li hanno sentiti come testimoni?  C'è poi la testimonianza oculare di Paola Camillo Herrera, che afferma in un video sempre su youtube, di come il rumore del crollo del ponte Morandi a lei sia sembrata proprio un'esplosione.

Non sono pochi sul web ad affermare che il ponte Morandi sia stato fatto saltare, ma la ragione quale sarebbe? Forse il fatto che provvedere alla sua manutenzione sarebbe stato troppo  costoso e che forse sarebbe stato più"conveniente"farlo saltare, forse anche altre motivazioni. Motivazioni che non hanno tenuto conto delle vite umane, dei tanti italiani che su quel ponte ci passavano ogni giorno, confidando nel fatto che grazie alla pioggia torrenziale e alla scarsa visibilità forse la verità non si sarebbe mai venuta a sapere. Quella verità che i parenti delle 43 vittime hanno il diritto di sapere.

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4 settembre 2018 2 04 /09 /settembre /2018 18:00
Libia:militari italiani pronti ad entrare in azione?

Anche se il governo italiano ha ribadito che non ci sarà un intervento militare in Libia per il momento, l'evolversi degli eventi(scontri violentissimi a Tripoli, e numerosi morti tra i civili dopo i bombardamenti, come riferisce  l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati( UNCHR)) non fa sperare  che la situazione si possa risolvere con il solo dialogo e la diplomazia. 

Ma se l'Italia alla fine entrasse in guerra su quali forze potrebbe contare? I militari italiani, circa 754 si trovano già in Libia nell'ambito della missione"Operazione Ippocrate", una missione di assistenza sanitaria, l'ambasciata italiana è sotto la protezione  dei Carabinieri del Reggimento "Tuscania", ci sono anche i fanti  del Reggimento S.Marco, ad est di Tripoli  a Misurata, è operativo l'ospedale militare messo su dai militari della Task Force Ippocrate, con 150 militari a sua protezione e il personale medico e logistico. E' già operativo l'Aise, ovvero il servizio  segreto estero e delle forze paramilitari con l'obiettivo di tenere i contatti con le forze disposte sul terreno. Ci sono poi gli uomini ed i mezzi dell'operazione"Mare Sicuro" che combattono terroristi  e contrabbandieri  e  cercano di impedire in modo efficace le partenze dei barconi dei migranti, con 6 navi da guerra,5 aerei militari e anche unità del Reggimento S.Marco e del Comsubin.

Le piattaforme petrolifere sono difese e protette  dai militari dei Corpi Speciali della Marina. "Se la situazione precipitasse diventando drammatica anche la nave anfibia San Giusto, ammiraglia della missione europea Sophia, potrebbe venire dirottata su Tripoli"rivela Fausto Biloslavo sul"Giornale.it" Una fonte militare ha rivelato sempre al "Giornale.it"che"piani di contingenza per evacuazioni o interventi sono sempre pronti, ma l'attivazione dipende solo dalle decisioni politiche  del governo". Inoltre sul campo riporta sempre il quotidiano"opera già Miasit, la Missione bilaterale di asssietnza  e supporto  al governo di Tripoli puramente militare, al suo comando c'è il Generale Ignazio Lax, di base nella capitale della Libia,  e scortatro dai Rangers degli Alpini paracadutisti."  Insomma, se la situazione libica dovesse precipitare ancora di più, i militari italiani sono già sul campo. Aspettano solo l'ok da parte del governo per entrare in azione.

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2 settembre 2018 7 02 /09 /settembre /2018 17:13
Afghanistan:militari italiani donano abbigliamento e materiale a Dipartimento sport di Herat
Afghanistan:militari italiani donano abbigliamento e materiale a Dipartimento sport di Herat

Materiale per diverse discipline sportive come scarpe, palloni, completini, racchette da tennis e da ping pong e badminton, tatatmi per arti mazrziali, kimono per karate taekwondo wushu e kungfu e relative protezioni, materiale per giocare a scacchi sono state donati dai militari del contingente italiano  del Train Advise and Assist Command West(TAAC-W)su base Brigata Pinerolo ad una delegazione del Dipartimento dello Sport di Herat.

Il materiale verrà poi consegnato dal Dipartimento alle organizzazioni ludico sportive della Provincia. La cerimonia di consegna si è svolta alla presenza del Direttore del Dipartimento dello Sport di Herat , il Sig. Kabir Hamidullah, che ha avuto parole di gratitudine e di stima nei confronti del popolo italiano che fornisce un aiuto concreto alla popolazione afgana. Il Direttore ha inoltre voluto sottolineare come il sostegno alle Federazioni Sportive nonchè ad altre realtà aggregative conduca al miglioramento della qualità di vita dei giovani e della popolazione  di tutta la provincia di Herat.

Supportare la popolazione e fornire addestramento e consulenza alle Forze di Sicurezza afgane in modo da migliorarne la loro capacità di autonomia:questo l'obiettivo principale degli Advisors italiani nell'ambito della missione Resolute Support(RS). Il supporto alla popolazione viene realizzato anche  con progetti condotti dal contingente nazionale sia con la distribuzione di aiuti umanitari che provengono da organizzazioni benefiche nazionali.

Afghanistan:militari italiani donano abbigliamento e materiale a Dipartimento sport di Herat
Afghanistan:militari italiani donano abbigliamento e materiale a Dipartimento sport di Herat
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29 agosto 2018 3 29 /08 /agosto /2018 17:28
Roma:i marò dimenticati dal nuovo governo?

"Quando ci sarà un nuovo governo(il quinto per la nostra causa)auspichiamo che tenga in considerazione tra le priorità anche il caso dei marò"aveva affermato in una intervista a Panorama il 27 marzo 2018 Vania Ardito, la moglie del fuciliere del S.Marco Salvatore Girone. Da allora sono passati 6 mesi eppure sul caso dei due marò accusati ingiustamenter di avere ucciso  due pescatori indiano al largo delle coste del Kerala il 15 febbraio del 2012, ma con prove ce dimostrano la loro innocenza, è calato il silenzio. 

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone tra alterne vicende dopo un lungo periodo in cui erano stati costretti a stare in India, hanno poi potuto fare rientro in Italia ma la loro vicenda non può considerarsi ancora conclusa. Vivono infatti nell'attesa del 22 ottobre giorno nel quale inizierà l'udienza davanti al Tribunale arbitrale che avrà il compito di decidere chi tra Italia e India abbia la giurisdizione per giudicare i due fucilieri del S.Marco. Un dibattimento che secondo alcune fonti-il quotidiano "La Stampa"  afferma in un'intervista a Francesco Azzarello, l'agente del governo  italiano per il caso dell'Enrica Lexie,"durerà due settimane e la sentenza è attesa per la primavera successiva". 

Una vicenda intricata quella che vede come protagonisti due fucilieri del S.marco che il 15 febbraio del 2012 erano imbarcati  sulla petroliera italiana Enrica Lexie in missione di protezione dalla pirateria. L'Enrica Lexie incrocia  un'imbracazione il St. Anthony, secondo le tante riscostruzioni i due militari italiani credendo si trattasse di pirati avrebbero sparato dei colpi di di avvertimento. I colpi sparati avrebbero ucciso due pescatori indiani a bordo dell'altra nave. I due fucilieri vengono arrestati con l'accusa di omicidio e trattenuti in India.

Ingiustamente. Perchè le prove dimostrano che a sparare non furono i due fucilieri del S.Marco(vedi articolo su questo stesso blog alla sezione:"marò:India :i 2 marò non hanno sparato lo dice la perizia), tra le prove la perizia balistica che dimostra  l'innocenza dei due militari in quando il calibro dei proiettili in dotazione alle Forze NATO di cui fanno parte i marò era diverso da quello rinvenuto nei cadaveri dei due pescatori. Una vicenda drammatica quella dei due fucilieri del S.Marco sulla quale sembra essere calato di nuovo il silenzio.

Il nuovo governo infatti non pare interessato minimanente alla loro vicenda non si sa per quali motivi poi. E così a parte la solidarietà del web da parte di tanti italiani che continuano a fare sentire la loro voce per avere giustizia e verità per i due militari italiani, e per far sentire la loro vicinanza a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ancora una volta per i due marò la parola d'ordine sembra essere una sola:aspettare.

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28 agosto 2018 2 28 /08 /agosto /2018 18:40
Berlino:la bersagliera Monica Contraffatto conquista l'argento agli europei di atletica paralimpica

Ha conquistato l'argento agli Europei di Atletica Paralimpica a Berlino:lei è Monica Contraffatto, Caporal Maggiore Scelto dei Bersaglieri, ha ricevuto i complimenti e le congratulazioni del Capo di Stato di Maggiore della Difesa, il Generale Claudio Graziano.

Dietro la conquista di questo argento c'è una storia, è la storia di una ragazza che non si è arresa mai e che con la sua forza di volontà, grinta e passione ci insegna che nella vita non bisogna arrendersi. Mai.  Nemmeno nei più difficili e drammatici.

Momenti terribili che lei ha vissuto in prima persona, quando si trovava in missione in Afghanistan nel 1°Reggimento dei Bersaglieri. nel 2014, all'improvviso la base(FOB) dove lei si trovava dispiegata nel Gulistan, nella provincia di Farah, venne attaccata dagli insurgents a colpi di mortaio. Durante l'attentato perse la vita il sergente Michele Silvestri, Monica nonostante fosse gravemente ferita pensò prima di tutta a portare in salvo gli altri suoi commilitoni. Per questo suo atto di eroismo fu insignita della medaglia d'oro al valor militare, prima donna soldato a ricevere questa prestigiosa onorificenza, anche se lei ha sempre sostenuto di avere fatto solo il suo dovere e basta. La sua vita da allora cambiò radicalmente.

Le venne amputata una gamba. Ma Monica non si è mai arresa. Nonostante le sofferenze terribili, ha stretto i denti, non ha mollato,  si è fatta mettere la protesi, ha fatto la riabilitazione  e ce l'ha messa tutta per realizzare un altro sogno dopo quello di vestire la divisa dei Bersaglieri e cioè:correre. Lo sport è stata la sua rinascita e la sua salvezza. E quell'argento conquistato a Berlino assieme alle altre medaglie negli anni scorsi, ha il sapore di una bellissima rivincita, una rivincita contro la sorte che la voleva privare dei suoi sogni inchiodandola per sempre su una sedia a rotelle. Quell'argento conquistato con grinta, impegno, sacrificio e passione, resta il più bell'insegnamento di sempre:mai arrendersi, nemmeno quando la vita e le sue circostanze fanno di tutto per impedirti di rialzarti. 

Berlino:la bersagliera Monica Contraffatto conquista l'argento agli europei di atletica paralimpica
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26 agosto 2018 7 26 /08 /agosto /2018 17:45
Iraq:onorificenza al Generale Vannacci Comandante Contingente Italiano per la sconfitta di ISIS

"Legion of Merit":questa la prestigiosa onirificenza tributata al Comandante del Contingente Italiano in Iraq, il Generale  B. Roberto Vannacci, da parte del Comandante del Combined Joint Task Force Lieutenant General Paul Frank.L'onirificenza è stata tributata nei giorni scorsi presso la base di Union III, sede del Comando della Coalizione multinazionale.

Per dodici mesi il Generale Vannacci ha svolto l'incarico di Deputy Commanding General e Director of Training un ruolo di grande rilievo nella sconfitta dell'ISIS,  e per la stabilizzazione dell'Iraq, ha conseguito risultati davvero eccellenti sia per il merito notevole dimostrato  nell'ambito della coalizione anti-ISIS durante le fasi più violente della lotta a Daesh.

 Il Generale Paul Funk ha avuto parole di elogio ed ha espresso la sua soddisfazione  per i risultati conseguiti dalla Coalizione ed in particolar modo dai militari del Contingente Italiano che guidato dal Generale Vannacci  ha avuto un ruolo di primo piano nell'addestramento delle Forze di Sicurezza irachene(il contingente italiano dispiegato in Iraq è composto da circa 700 militari dell'Esercito Italiano e da 100 Carabinieri che operano nel settore dell'addestramento e per garantire la sicurezza della Diga di Mosul).  

Grazie all'addestramento a loro impartito il popolo iracheno avrà una pace durevole dopo avere passato un periodo di di atrocità e violenze ad opera dell'ISIS. Inoltre il Generale Frank ha elogiato l'eccellente competenza del Generale Vannacci di aver dato un impulso positivo nelle relazioni con gli iracheni, elemento questo che ha portato in pochissimo tempo all'annuncio della sconfitta dell'ISIS. Il Generale Vannacci e i militari italiani hanno avuto un ruolo di primo piano anche nell'addestramento delle Forze Armate Irachene che dopo le numerose perdite di uomini nel sanguinoso conflitto contro l'ISIS, necessitavano di una riconfigurazione rapida in modo da assicurare un controllo efficace e rapido del territorio e sono così diventati i garanti di un ritorno alla normalità.

Un'onorificenza quella tributata al Generale Vannacci che dimostra ancora una volta il ruolo di primo piano svolto dai militari italiani nella sconfitta dell'ISIS e nell'assicurare la pace in Iraq.

 

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8 agosto 2018 3 08 /08 /agosto /2018 17:54
Libano:il Generale Graziano:"I nostri militari sono tra i migliori soldati al mondo"
Libano:il Generale Graziano:"I nostri militari sono tra i migliori soldati al mondo"

"Le donne e gli uomini italiani, i nostri militari, sono tra i migliori soldati al mondo ed hanno la capacità di interpretare il ruolo di soldati  della pace, soldati della sicurezza in un modo impeccabile perchè sanno, se necessario, impugnare le armi ma sempre per la difesa dei deboli e sempre dando protezione e sicurezza a chi ne ha bisogno" queste le parole di elogio  del Generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa alla cerimonia del Cambio al Comando della Missione UNIFIL in Libano. Adesso sarà un Generale italiano ad essere il Force Commander e capo missione:il Generale di Divisione Stefano del Col.

Il Capo di Stato di Maggiore della Difesa assieme al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ha salutato il personale italiano della missione UNIFIL in Libano. "UNIFIL-ha affermato il Generale Graziano nel suo discorso ai militari italiani-sta svolgendo il suo delicato compito con equidistanze e con fermezza. Sicuramente un ruolo fondamentale è giocato dalle Foze Armate Libanesi LAF che come dice la 1701, sono i veri protagonisti nel mantenimento della stabilità dell'area. Il compito di UNIFIL è quello di supportare le LAF nel creare un ambiente sicuro ed in questi contenuti le Forze Armate Italiane forniscono un apporto decisivo anche attraverso l'addestramento che assicurano alle forze locali attraverso la missione bilaterale MIBIL". "Siate orgogliosi di ciò che siete e di ciò che fate come io da Comandante sono orgoglioso di voi"ha poi detto il Generale Graziano rivolgendosi ai militari italiani.

Il Generale ha inoltre voluto sottolineare come"Questa è un'area del mondo che è sempre sotto l'attenzione internazionale ed è un luogo in cui s'incrociano molte tensioni, quindi il ruolo di UNIFIL ed in particolare dell'Italia, è fondamentale per continuare a garantire la cessazione delle ostilità fra le parti". "    Cessazione delle ostilità che viene assicurata dal lavoro e dall'impegno quotidiano dei militari italiani in missione nella terra dei cedri.

Libano:il Generale Graziano:"I nostri militari sono tra i migliori soldati al mondo"
Libano:il Generale Graziano:"I nostri militari sono tra i migliori soldati al mondo"
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5 agosto 2018 7 05 /08 /agosto /2018 18:30
Libano:militari italiani organizzano un corso sulla pubblica informazione per Forze Armate Libanesi
Libano:militari italiani organizzano un corso sulla pubblica informazione per Forze Armate Libanesi

Il significato di "Pubblica Informazione", le differenze tra i media e come rapportarsi con loro, come realizzare delle rassegne stampa, la composizione di un comunicato stampa:questi alcuni degli argomenti affrontati dal personale italiano  della cellula PI di "Leonte XXIV" durante il corso per le Forze Armate Libanesi.(LAF).

Il corso rientra nell'ambito delle attività congiunte operative ed addestrative con le Forze Armate Libanesi LAF, il Comando Sector West di UNIFIL, che ha organizzato il corso  sulla Pubblica Informazione dal titolo"Public Information Basic Skill Course"a favore di 18 militari delle LAF.

Queste attività come il corso sono importanti,  perchè necessarie ad attuare la risoluzione  1701 e sono uno strumento davvero efficace per migliorare la comprensione reciproca,  la conoscenza comune, la coesione tra le truppe italiane  e le LAF nonchè la fiducia.  Il corso è durato due giorni(il 30 e il 31 luglio) e si è tenuto presso la base di Shama, durante il corso gli allievi hanno anche avuto la possibilità di esercitarsi nelle prove pratiche di fotografia

Libano:militari italiani organizzano un corso sulla pubblica informazione per Forze Armate Libanesi
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25 luglio 2018 3 25 /07 /luglio /2018 14:42
Iraq:i "Dimonios"del 151° Reggimento Brigata Sassari portano a termine la loro missione
Iraq:i "Dimonios"del 151° Reggimento Brigata Sassari portano a termine la loro missione

Si è conclusa dopo sei mesi la missione dei militari della Brigata Sassari in terra irachena. Sei mesi di attività operativa durante i quali i "Dimonios" della Task Force "Praesidium"hanno supportato assieme alle Forze di Sicurezza locali, gli operai e i tecnici della ditta italiana TREVI e lo United States Army Corps of Engineers(USACE), sei mesi durante i quali i militari della Sassari hanno contribuito a fare dell'Iraq un Paese più stabile. Questa appena conclusa è stata la seconda missione in Iraq per i Dimonios del 151°Reggimento Fanteria della Brigata Sassari.  Adesso il loro lavoro verrà proseguito da fanti del 82°Reggimento"Torino", a loro i "Dimonios"hanno affidato la protezione della Diga di Mosul.

La cerimonia di avvicendamento si è svolta presso la base di Mosul Dam, il Colonnello Maurizio Settesoldi ha ceduto il comando della Task Force Praesidium al Tenente Colonnello Luca Carbonetti. La cerimonia è stata presieduta dal Generale di Brigata Roberto Vannacci , Comandante del Contingente Nazionale in Iraq e Director of Training  dell'Operazione Inherent Resolve, erano presenti l'Ambasciatore d'Italia in Iraq, S.E. Bruno Antonio Pasquino, il Vice Comandante dell'Inherent Resolve, Major General Walter E. Piatt, il Vice Comandante del Ninewa Operation Center, Maj. Gen. Mohammed Khalifa nonchè le autorità civili e militari dell'Iraq.

Davanti alle autorità era schierata una formazione dei Dimonios del 151° e dei Fanti dell'82° Torino, accanto ai due reparti dell'Esercito Italiano  si sono schierati le Forze Controterrorismo irachene del Counter Terrorism Service e una rappresentanza dell'Iraqi Power Police con cui i Dimonios hanno collaborato per gestire il sistema difensivo integrato dell'area della Diga un'infrastruttura davvero strategica per l'Iraq. L'Ambasciatore ha voluto ringraziare i Dimonios della Task Force "Praesidium" ed i membri delle dell Forze di Sicurezza locali per il lavoro volto, mentre il Generale Platt, dopo i ringraziamenti al Colonnello Settesoldi e dopo avere dato il benvenuto al Ten. Col.  Carbonetti, ha evidenziato come il popolo iracheno dopo le tante sofferenze durante la guerra  contro l'ISIS conta sul supporto della Task Force"Praesidium"per un futuro di pace di pace, speranza, e prosperità.

Il Generale Vannacci nel suo discorso ha avuto parole di elogio e di apprezzamento per il lavoro svolto dai Dimonios del 151°Reggimento della Brigata Sassari che hanno reso la Diga più sicura, addestrato le Local Security Forces e stabilizzato l'area. "Missione Compiuta"(e con successo), ha affermato poi il Generale rivolgendosi ai militari della Brigata Sassari, "In bocca al lupo"ha augurato ai militari dell'82°Reggimento Torino:davanti a loro sei mesi di missione per proseguire l'ottimo lavoro iniziato dai Dimonios.  

Iraq:i "Dimonios"del 151° Reggimento Brigata Sassari portano a termine la loro missione
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22 luglio 2018 7 22 /07 /luglio /2018 18:03
Kosovo:militari italiani donano capi di vestiario ai ragazzi orfani di una casa famiglia
Kosovo:militari italiani donano capi di vestiario ai ragazzi orfani di una casa famiglia

Capi di vestiario  alla Croce Rossa  della municipalità di Pec/Peja e della casa famiglia di Leskoc/Leskovac, un istituto patrocinato  dalla Caritas umbra  che da tanti anni si occupa di fornire supporto  ai ragazzi e alle ragazze minorenni orfani  o con situazioni familiari disagiati, sono stati donati dai militari italiani del Multinational Battle Group West la scorsa settimana.

Capi d vestiario ed equipaggiamenti sono stati donati anche ai Vigili del Fuoco  di Istok/Istog nonchè delle guardie penitenziarie in servizio presso il carcere di Dubrava(uno degli istituti carcerari più importanti del Kosovo).Gli equipaggiamenti ed i capi di vestiario sono stati messi a disposizione da alcune istituzioni italiane mediante l''ISTRID(Istituto Ricerche Studi Informazioni Difesa).

Le attività CIMIC(Civilian Military Cooperatyion-Cooperazione Civilie militare)rivestono un ruolo davvero molto importante nell'ambito della missione portata avanti dai militari italiani, è infatti grazie a queste attività che possono aiutare le organizzazioni  internazionali e le istituzioni locali nell'adempiere il proprio mandato, e questo consente un incremento davvero positivo della qualità della vita in una zona che ancora risente degli scontri avvenuti alla fine degli anni 90.

I ragazzi e le ragazze della casa famiglia grazie alla donazione dei militari italiani, hanno potuto ritrovare il sorriso e la speranza in un futuro migliore. Perchè le devastazioni di una guerra si possono sconfiggere anche con armi semplici, semplici come quella di un dono inaspettato.

Kosovo:militari italiani donano capi di vestiario ai ragazzi orfani di una casa famiglia
Kosovo:militari italiani donano capi di vestiario ai ragazzi orfani di una casa famiglia
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