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23 marzo 2017 4 23 /03 /marzo /2017 16:30
Roma:lo scandalo dei Carabinieri vincitori di concorso nel 2010 e ancora in attesa di entrare in servizio

Un gruppo di ragazzi nel 2010 affronta il concorso per arruolarsi nell'Arma,  superano le prove e sono idonei. Sono Carabinieri a tutti gli effetti, eppure ad oggi sono ancora in attesa di entrare in servizio. E siamo nel 2017. La loro storia ha davvero dell'incredibile, è l'ennesima storia di uno scandalo tutto italiano, di una gravissima ingiustizia e anche di una  mancanza di rispetto nei confronti di chi come loro ha studiato, si è preparato, ha superato il concorso e poi non viene assunto. E'  la storia di un gruppo di Carabinieri che ormai d 7 anni aspetta di poter svolgere il proprio lavoro, che aspetta venga fatta finalmente giustizia. In tempi come questi, di elevata allerta terrorismo anche in Italia, dopo l'attentato di Londra, questi Carabinieri che dovrebbero essere in prima linea a combattere il terrorismo, sono invece costretti da una colossale ingiustizia a starsene a casa. La loro storia è riassunta in questa lettera:

 

 "Siamo un gruppo di ragazzi risultati idonei del concorso per l'arruolamento di 1552 Carabinieri effettivi nel 2010, risultando idonei non vincitori di concorso.

Molti di noi avevano una pregressa esperienza lavorativa nel mondo militare, sia come VFP1 che come riservisti, sognando di arruolarci nell'Arma dei Carabinieri. Purtroppo nei nostri confronti non è stata applicato lo scorrimento delle graduatorie in primis con la legge denominata “D’alia 125/2013” che obbliga le amministrazioni ad attingere da graduatorie preesistenti, al riguardo ci siamo attivati con un formale ricorso in primi presso il TAR REGIONE LAZIO con esito negativo ed in secondo presso il CONSIGLIO DI STATO in attesa di giudizio.

Quando ormai avevamo perso ogni speranza l’attuale governo si è attivato per l'emergenza inerente al Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco per lo scorrimento delle graduatorie nei ruoli iniziali della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, per ciascuno degli anni 2015 e 2016, con decorrenza non anteriore al 1° ottobre 2015 e all’ottobre 2016, a valere rispettivamente sulle assunzioni del 2016 e 2017. Per le esigenze di soccorso pubblico al Giubileo è stata prevista l'assunzione straordinaria di 250 unità nel ruolo iniziale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a valere sulle facoltà assunzionali del 2016 previste a normativa vigente ed in data non anteriore all’ottobre 2015.
In particolare si è deciso per:

 

  • la Polizia di Stato, l'assunzione di 1.050 unità per l'anno 2015 e per l'anno 2016, attingendo prioritariamente alle graduatorie dei concorsi indetti negli anni 2010, 2011 e 2013 per i vincitori che stanno completando la ferma quadriennale e, per i posti residui, attraverso lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei non vincitori dei medesimi concorsi , nonché di quello indetto nel 2014

 

  • l'Arma dei carabinieri , l'assunzione di 1.050 unità per l'anno 2015 e per l'anno 2016, dei vincitori del concorso indetto nel 2011 che stanno completando la ferma quadriennale e lo scorrimento della graduatoria degli idonei non vincitori del medesimo concorso, nonché, per i posti residui, l'ampliamento dei posti dei concorsi banditi nel 2015 e nel 2016, assunzioni da effettuare con decorrenza non anteriore al 1° ottobre 2015

 

  • il Corpo della guardia di finanza , l'assunzione di 400 unità per l'anno 2015 e per l'anno 2016, attingendo prioritariamente alle graduatorie dei concorsi indetti negli anni 2010, 2011 e 2012 per i vincitori che stanno completando la ferma quadriennale e, per i posti residui, attraverso lo scorrimento delle graduatorie per gli idonei non vincitori dei medesimi concorsi.

In particolare siamo stati esclusi dallo scorrimento della graduatorie per soli 3 mesi, infatti la graduatoria è stata resa pubblica in data 17 settembre 2010, mentre sono state prese in considerazione solo le graduatorie dal 2011 in poi. Appare evidente che tale decisione presa dall'Arma dei Carabinieri sia suscettibile di una valutazione amministrativa per una disparità di trattamento tra i concorrenti per l'ammissione alle Forze di Polizia, nonostante i parametri fisici, morali e attitudinali siamo praticamente identici.

 

Per mesi abbiamo sperato, ci sono state fatte promesse che le graduatorie di tutte le forze di Polizia avrebbero attinto dalle graduatorie degli idonei non vincitori del quinquennio precedente, salvo poi vedere esultare i nostri colleghi della Polizia, Guardia di Finanza, mentre noi abbiamo dovuto morderci le mani, senza nemmeno avere una minima spiegazione sul motivo di una scelta tanto diversa, perdi più con la beffa di una graduatoria pubblicata a settembre 2010 e valevole per tutto il 2011.

Non possiamo credere che 3 mesi ci abbiano reso non idonei al servizio nell'Arma, tant'è che molti di noi hanno proseguito la carriera militare. Questa non è solo la storia di una promessa non mantenuta, ma soprattutto la storia di un diritto negato, scippato in maniera tanto inspiegabile.

Ci teniamo a sottolineare che siamo circa 70 ragazzi risultati idonei fuori graduatoria e che molti dati per motivi di privacy non riusciamo a reperirli in quanto sono in possesso del Comando Generale dell'Arma.

Ci battiamo per il nostro posto di lavoro, ma anche per un sogno chiamato essere Carabinieri".

Una lettera che non ha bisogno di commenti. Una lettera che si spera venga letta da chi di competenza, in modo che venga fatta giustizia. Questi ragazzi hanno aspettato anche troppo per poter  essere chiamati in servizio, per vedere finalmente realizzato il loro sogno:diventare Carabinieri.

 

 

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19 marzo 2017 7 19 /03 /marzo /2017 18:33

Oggi è la Festa del Papà, di tutti i papà, compresi i militari. Per festeggiare questa ricorrenza l'Esercito Italiano ha realizzato un video, per ricordare anche i papà militari  in missione, lontani da casa e dai figli. Il momento più emozionante è quello nel quale dopo tanti mesi di missione, padri e figli possono finalmente abbandonarsi ad un abbraccio senza fine.

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16 marzo 2017 4 16 /03 /marzo /2017 18:34
Roma:a 29 anni sono troppo"vecchi":gruppo di aspiranti poliziotti protesta contro riordino carriere militari

A 29 anni in Italia si è troppo avanti con gli anni per sperare di entrare in Polizia. Sembra un'affermazione paradossale, invece è la realtà. E' quanto afferma uno degli articoli all'interno decreto sul riordino delle carriere militari, approvato dal governo a febbraio di quest'anno e in attesa di un'approvazione definitiva a maggio.  Un decreto che per tanti motivi sta suscitando polemiche e malcontento tra i militari.

Nel famoso  decreto che riordina le carriere militari al punto b) si legge infatti che per potere diventare poliziotti serve un requisito non da poco:"Età non superiore a ventisei"(...) e inoltre"Diploma d'istruzione secondaria di secondo grado"(...). Questo riordino delle carriere militare rade al suolo i sogni di tanti ragazzi che di anni ne hanno più di 27 e che per questo, (sempre che il decreto venga definitivamente approvato a maggio) li costringerebbe a rinunciare per sempre al sogno di una vita.

Un gruppo di questi ragazzi che insegue il sogno di entrare in Polizia, non ci sta e ha deciso di manifestare la sua totale disapprovazione contro questa ingiustizia. Uno di loro, ha creato il gruppo Facebook"No all'abbassamento dei limiti di età in Polizia per civili e militari"in poche ore tantissime le adesioni di moltissimi ragazzi che non vogliono essere costretti da un'ingiustizia a dover riporre nel cassetto il sogno di indossare la divisa.

 Ma chi sono questi ragazzi che protestano e cosa vogliono esattamente?"Siamo un gruppo di aspiranti poliziotti, per la maggior parte over 26 e in alcuni casi con la licenza media" afferma uno di loro, in esclusiva per la"sottilelinearossa""Vogliamo che vengano mantenuti i vecchi requisiti per civili e militari della legge n.2 335 del 24 aprile 1982,cioè:30 anni e terza media, "ci stiamo muovendo a  scrivere interpellando i parlamentari. In futuro se non ci saranno riscontri positivi sicuramente si andrà avanti, facendo sentire fisicamente la nostra presenza contro questo riordino".

L'Italia è un paese di anziani per anziani, dove si uccidono i sogni dei giovani:perchè in Italia se hai 29 anni sei davvero troppo"vecchio"per poter entrare in Polizia.

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14 marzo 2017 2 14 /03 /marzo /2017 17:43
Mogadiscio:militari italiani costruiscono ospedale che fornirà assistenza medica anche a sfollati
Mogadiscio:militari italiani costruiscono ospedale che fornirà assistenza medica anche a sfollati

L'hanno costruita in pochi mesi e d'ora in poi questa  clinica sarà il punto di riferimento per l'assistenza medica dell'area di Garasbaleey, uno dei 18 distretti di Mogadiscio, quello più popolato e privo di un presidio sanitario.

I militari italiani del contingente hanno potuto portare a termine il progetto di costruzione della clinica grazie ai fondi assegnati al CIMIC(Cooperazione Civile Militare)dell'Italian National Support Element(IT-NSE), e ieri presso l'International Campus di Mogadiscio-sede del Quartier Generale di EUTM-Somalia  e della componente nazionale(IT-NSE)che supporta la missione di addestramento  dell' Unione Europea, si è svolta la cerimonia di chiusura di questo importante progetto.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Mogadiscio e il Governatore della regione di Banadir, Yusuf Hussein Jim'Ale e il Commissario distrettuale di Garabaleey, Abdirahman Ahmed Alì, che hanno volto esprimere tutta la loro riconoscenza alle autorità militari italiane e diplomatiche presenti, e cioè al Tenente Colonnello Giuseppe Fabri Comandante  dell'Italian National Support Element(IT-NSE)e al Colonnello Carlo Emiliani, Addetto Militare  presso l'AAmbsciata d'Italia in Somalia. 

La clinica infatti diventerà il principale punto di riferimento per l'assistenza medica non solo per gli abitanti di Garasbaleey, ma anche per i tantissimi sfollati che in questi giorni dalle zone interne si stanno spostando verso Mogadiscio a causa  della siccità e della carestia, alla ricerca di cibo e acqua. Ora grazie ai militari italiani molte persone potranno essere curate e molte vite potranno essere salvate.

Mogadiscio:militari italiani costruiscono ospedale che fornirà assistenza medica anche a sfollati

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9 marzo 2017 4 09 /03 /marzo /2017 17:53
Salerno:Antonio militare in missione in Afghanistan combatte battaglia contro uranio impoverito e istituzioni

Era partito in missione in Afghanistan, la "Enduring Freedom",era in  forza ai rangers degli Alpini Paracadutisti, non avrebbe mai immaginato come dopo il suo rientro nel 2004, la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Ha raccontato la sua storia al"Mattino".

La sua è la storia di un militare che si trova a combattere due battaglie:una contro la contaminazione da uranio impoverito, e l'altra quella contro il Ministero della Difesa per avere assistenza. Da quando si è ammalato infatti è stato lasciato solo. Antonio Attianese di Sant'Egidio Monte Albino ,38 anni, sposato, due figli, ranger in congedo del 4°Reggimento Alpini al rientro da quella missione, aveva iniziato a stare male. Gli erano state riscontrate tracce di sangue nelle urine, e la diagnosi definitiva non lasciava nessuna via di scampo:"tumore alla vescica causato da un' esposizione a un inquinamento ambientale contenente polveri di acciaio e tungsteno". Il tungsteno è il metallo presente nelle munizioni. Antonio si è dovuto sottoporre a più di 35 interventi chirurgici e a circa 100 ricoveri in ospedale.

Dopo il primo intervento, gli viene asportata la vescica ed un rene che lo costringono ad utilizzare una sacca per contenere le urine. Le spese per le cure e per i ricoveri ospedalieri sono tutte a carico di Antonio, che nel 2005 scopre l'esistenza di una circolare dello Stato Maggiore dell'Esercito, la 65/84 che"prevede il monitoraggio del personale delle forze armate affetto da grave patologia, l'assistenza in campo sanitario, amministrativo, spirituale, psicologico morale e materiale a favore dei militare e dei loro familiari".

Il militare chiede che questa circolare venga applicata. Ma la risposta dell'amministrazione del suo reparto è negativa. Come se non bastasse, Antonio viene chiamato a rapporto da tre dei suoi superiori, si teme infatti che l'immagine del reparto possa venire screditata  a causa delle sue richieste e del collegamento tra il carcinoma, l'uranio impoverito e le missioni militari. Antonio non si arrende, e nonostante venga abbandonato dalle istituzioni militari, come riporta"Il Mattino", riesce ad ottenere la causa di servizio dal Tribunale militare di Roma, una causa in attesa da ben 13 anni. Ma da buon Alpino Antonio non si arrende. E riuscirà sicuramente a vincere la sua battaglia contro chi doveva proteggerlo e invece l'ha lasciato solo. 

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8 marzo 2017 3 08 /03 /marzo /2017 17:26

"Abbi cura di mamma e papa' "queste le parole di un'infermiera ad un parente dall'interno dell'ospedale militare di Kabul sotto attacco di un commando di talebani stamattina. Poi la comunicazione telefonica si interrompe.

Stamattina un commando di 4 o 5 kamikaze che indossavano camici di medici hanno attaccato l'ospedale militare di Kabul.Il primo kamikaze si è fatto saltare in aria all'ingresso della struttura mentre gli altri si sono fatti strada a colpi di armi di automatiche e granate. Secondo alcune fonti, durante l'assalto dei talebani alcuni pazienti hanno cercato disperatamente una via di fuga fuggendo dalle finestre.

L'attacco è durato tutta la mattina ed è terminato con l'intervento delle forze speciali afgane che si sono fatte calare da un elicottero sul tetto dell'ospedale per poi ingaggiare uno scontro a fuoco con i kamikaze che sono stati uccisi."Un attacco terroristico in n ospedale calpesta tutti i valori umani, in tutte le religioni un ospedale è considerato un sito intoccabile"ha detto il Presidente Ashraf Ghani durante un discorso per la festa internazionale della donna. Il bilancio dell'attacco è tragico, secondo il Ministero della Difesa sarebbero più di 30 i morti, molti dei quali medici e infermieri, e più di 50 i feriti che sono stati evacuati dall'ospedale in elicottero. L'ISIS ha rivendicato la strage affermando che i morti sarebbero più di 100. 

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6 marzo 2017 1 06 /03 /marzo /2017 18:57
Afghanistan:militari italiani che avevano creato"Radio Bayan" la cedono alla polizia afgana

"Radio Bayan"questo il nome della stazione radio creata dai militari italiani nell'ambito della missione ISAF e "Resolute Support", che nei giorni scorsi è stata ceduta a titolo gratuito alla polizia afgana, presso la sede del Provincial Headquarters dell'Afghan National Police di Herat. Erano presenti il Comandante del TAAC-W, il Generale Claudio Minghetti, e il Comandante della polizia afgana, il Brig. Gen. Mohammad Ayoub Ansari.

Il Comandante del TAAC-W ha inaugurato in modo simbolico l'emittente radiofonica creata dai militari italiani, il cui nome è stato cambiato in"Radio National Police in Herat", con un messaggio in diretta, sottolineando il fatto che la radio sarà uno strumento davvero utile per la popolazione afgana e ha voluto evidenziare l'impegno dei militari italiani del TAAC-W, con la loro missione di Train Advise and Assist nei confronti delle ANDSF per un Afghanistan libero e sicuro.

La radio è senza dubbio un mezzo di comunicazione davvero importante per l'Afghanistan:serve infatti a raccontare al popolo afgano il difficile e delicato lavoro delle Forze Armate e di Polizia nel tutelare l'ordine e la sicurezza in contesti difficili come le  grandi città come ad esempio Herat.

Mentre il Generale Minghetti ha tenuto a sottolineare proprio questo aspetto importante della radio, il Generale Ansari durante la sua visita ha ringraziato i militari del Contingente Italiano per il supporto fornito alle Forze di Sicurezza Afgane e ha voluto visitare i locali adibiti alle trasmissioni radiofoniche. Il Generale afgano ha invece evidenziato l'importanza della radio come mezzo per diffondere messaggi socialmente utili alla popolazione. Perchè anche la creazione di un'emittente radiofonica  può contribuire alla costruzione di un futuro migliore per il popolo afgano.

Afghanistan:militari italiani che avevano creato"Radio Bayan" la cedono alla polizia afgana

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2 marzo 2017 4 02 /03 /marzo /2017 18:14
Un momento della cerimonia.

Un momento della cerimonia.

Schieramento del 31°Carri durante la cerimonia.

Schieramento del 31°Carri durante la cerimonia.

Si è svolta qualche giorno fa presso la caserma "Nacci"sede del 31°Reggimento Carri, durante la cerimonia dell'Alza Bandiera, il passaggio del 31°Reggimento Carri dalla Scuola di Cavalleria alle dipendenze della Brigata Pinerolo. Alla cerimonia erano presenti il Comandante della Scuola di Cavalleria e Ispettore dell'Arma di Cavalleria, Generale dì Brigata, Fulvio Poli, e il Comandante della Brigata Pinerolo, il Generale di Brigata Gianpaolo Mirra. La riconfigurazione del reggimento rientra nell'ambito del progetto di riordino della Forza Armata che prevede una configurazione pluriarma delle Grandi Unità elementari. Il 31°Reggimento Carri, già alle dipendenze della Brigata Pinerolo, dal 2 ottobre 1997 sino al 1 gennaio 2011, nel recente passato è stato prevalentemente impegnato nella sperimentazione dei nuovi materiali e sistemi d'arma acquisiti nell'ambito del programma Forza NEC(Network Enabled Capability).

Il programma, ormai già in gran parte operativo, vede i militari della “Pinerolo” operare utilizzando nuovi automezzi, materiali ed equipaggiamenti in grado di assicurare il collegamento diretto e immediato del singolo militare con un centro decisionale condividendo informazioni e dati. Tale programma, ambizioso e innovativo, costituisce la punta di diamante dell’intero sistema di modernizzazione della componente terrestre della Difesa.

Il riordino del 31 °Reggimento Carri, oltre a completare l’organico delle Brigata “Pinerolo”, porterà anche ad un graduale incremento della capacità operativa del Reggimento e rappresenterà un importante valore aggiunto per le future attività della Pinerolo.

Il 31°Carri schierato durante la cerimonia.

Il 31°Carri schierato durante la cerimonia.

Il Comandante del 31°Carri e della Brigata Pinerolo.

Il Comandante del 31°Carri e della Brigata Pinerolo.

Allocuzione del Generale Mirra.

Allocuzione del Generale Mirra.

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2 marzo 2017 4 02 /03 /marzo /2017 17:26
Cagliari:i poliziotti protestano:costretti a lavorare in condizioni disastrose.Ma nessuno interviene

Nonostante le tante segnalazioni per il disagio nel quale si trovano ad operare gli agenti di polizia dell'ufficio immigrazione, i lavori restano purtroppo fermi al palo a casa di questioni burocratiche.  Problemi burocratici non dipendenti dalla Questura. I lavori avrebbero dovuto essere stati portati a termine durante l'inverno, in un periodo di relativa calma per ciò che riguarda gli sbarchi di migranti. Niente in confronto alle ondate di nuovi sbarchi che si prevedono con l'inizio della bella stagione e che continueranno per tutta l'estate. Sarà di nuovo emergenza sbarchi purtroppo ed  emergenza all'ufficio immigrazione di.

Come sottolinea Luca Agati, Segretario provinciale del SAP di Cagliari:"Era fondamentale che avvenissero(i lavori n.d.r)nel periodo invernale(...)invece rischiamo che il tutto avvenga d'estate, proprio ciò che volevamo evitare per non creare ulteriori disagi  ai colleghi, già costretti a lavorare in condizioni precarie.". Ma vediamo quali sono queste condizioni precarie:"L'archivio scoppia con fascicoli in terra per sfruttare tutto lo spazio possibile, lo sportello non garantisce standard di efficienza per esiguità di spazio costringendo i colleghi a ricevere gli stranieri ad una finestra sfruttata come sportello, muri ammuffiti".

Nell'ufficio è un via vai continuo di persone e l'ufficio è lo stesso dove si trovano le strutture operative come le Volanti, gli artificieri, i tiratori scelti, senza le dovute divisioni di sicurezza. La situazione non è migliore al Commissariato P.S. di Quartu S.Elena:anche qui ci si trova davanti ad "una struttura non idonea ad ospitare un ufficio di Polizia. Spazi angusti, uffici che ricevono il pubblico che non garantiscono alcuna privacy"sottolinea Agati.  Ma anche in questo caso il trasferimento in un edificio più consono è in alto mare a causa dei soliti problemi burocratici. Questo crea non pochi disagi ai poliziotti costretti a svolgere il loro lavoro in condizioni davvero al limite, e cosa più grave senza poter rispettare le regole base della sicurezza sul lavoro. Oltre a questo problema si aggiunge quello della"scarsità del personale che non permette più di garantire auto sul territorio, una lenta agonia che sta portando il Commissariato di Quartu ad una morte già scritta." Dei politici gli unici ad interessarsi a questa drammatica situazione sono i "Fratelli d'Italia". Per il resto nessuno sembra interessato a porre rimedio a questa situazione a dir poco scandalosa.

Cagliari:i poliziotti protestano:costretti a lavorare in condizioni disastrose.Ma nessuno interviene

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21 febbraio 2017 2 21 /02 /febbraio /2017 19:10
Cagliari:caso nave Tirrenia devastata da migranti:a quando soluzione definitiva che interrompa sbarchi?

Il caso è finito su quasi tutti i giornali:è il caso del traghetto della Tirrenia in servizio sulla rotta Cagliari-Napoli devastato da 50 migranti  non scortati dalla polizia. I migranti  forse non molto contenti del decreto di espulsione, hanno pensato di andare all'assalto delle cabine:quelle aperte sono state devastate, ci sono stati furti e molestie ai danni dei passeggeri che hanno avuto la sfortuna di ritrovarsi sul quel traghetto."Se qualcuno si meraviglia di quanto accaduto sul traghetto Tirrenia, non ha ben chiaro il problema degli sbarchi dal Nord Africa", afferma Luca Agati, Segretario del SAP."La verità è che giungono poco di buono, giovani aitanti che con zainetto in spalla sono convinti di poter fare ciò che vogliono una volta ottenuto il foglio di espulsione, che nulla è che un lasciapassare  che garantisce loro la libertà di delinquere in Italia."

Quello del traghetto Tirrenia" è solo un altro episodio di violenza che si aggiunge a tanti altri, prosegue, Agati :"Abbiamo assistito al furto di massa al supermercato Lidl di Viale Marconi, scippi, rapine, addirittura una violenza sessuale.Eppure il silenzio delle istituzioni continua inesorabile tollerando il fatto che dei delinquenti continuino a minacciare la serenità dei cittadini. Cosa deve accadere per far comprendere che va trovata una soluzione definitiva che ponga fine agli arrivi?"Si chiede Luca Agati e se lo chiedono tutti. Per ora gli sbarchi continuano indisturbati, complici le belle giornate di sole. Ieri altra ondata di arrivi sulle coste del Sulcis. 

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