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27 ottobre 2014 1 27 /10 /ottobre /2014 18:35

afghanistan-militari-usa-e-gb-si-ritirano-dpo-13-anni.jpgMissione compiuta per le truppe statunitensi e britanniche della missione ISAF.Dopo 13 anni hanno lasciato l'Afghanistan.Gli ultimi 1.000 militari si sono ritirati dalle basi di Camp Leatherneck e di Camp Bastion lasciandole alle forze di sicurezza afgane.Elicotteri ed aerei sono decollati in continuazione riportando a casa i militari.La base americana di Camp Leatherneck costruita dal nulla nel deserto afgano nei pressi della capitale provinciale Lashkar Gah,ha ospitato in questi 13 anni 40.000 militari stranieri. La base inglese di Camp Bastion è invece situata nell'Helmand, una delle zone più pericolose perchè spesso sotto il tiro degli"insurgents"è stata lasciata stamattina alle forze di sicurezza afgane.Un ritiro quello delle truppe statunitensi e britanniche davvero imponente.Ora bisognerà aspettare e vedere se l'esercito e le forze di sicurezza afgane saranno in grado di continuare a difendere queste basi dagli attacchi dei talebani.

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25 ottobre 2014 6 25 /10 /ottobre /2014 21:41

antonio-del-cin-amianto1.jpgAntonio dal Cin è un militare della Guardia di Finanza in congedo. Si è ammalato di asbestosi(malattia polmonare cronica causata dall'inalazione di fibre di amianto)dopo aver prestato servizio in Veneto, Friuli e Sabaudia come riportato dal quotidiano on line"Affaritaliani.it". Nessuno in tanti anni di servizio, ha ordinato o detto ad Antonio, che quando si lavora in ambienti dove c'è l'amianto bisogna proteggersi. Forse nessuno sapeva, o forse tutti sapevano e hanno taciuto sull'esistenza di amianto in quelle caserme dove ha prestato servizio Antonio.Una malattia la sua, che non lascia via di scampo.Ma ad Antonio, nonostante la sua grave malattia resta ancora la forza per combattere e per cercare di salvare le vite dei suoi colleghi che tutti i giorni continuano a lavorare in caserme o in altri luoghi dove c'è l'amianto killer.Per questo Antonio Ha scritto una lettera al Comandante della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo:

“Preg.mo Sig. Comandante Generale,sono il Sig. Antonio Dal Cin, nato a Crema il 25.09.1969, e residente in Via Zara n. 10, Sabaudia (LT), e sono un finanziere in congedo per riforma in seguito ad insorgenza di patologia asbesto correlata di origine professionale, avendo prestato servizio per lunghi anni in esposizione a polveri e fibre di amianto, in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale. Ho appreso dagli atti parlamentari, e in modo particolare dalla replica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma anche dalla mia quotidiana frequentazione, se non altro per via telematica e telefonica (le mie condizioni di salute non mi permettono altro perché avendo l’asbestosi debbo rimanere quasi tutta la giornata disteso sul letto per evitare tra l’altro che aumenti il ritmo del battito cardiaco, già oltre la soglia, e perché avverto dispnea, e soffocamento), che effettivamente anche grazie all’opera e all’impegno delle Superiori Gerarchie è in atto la bonifica delle caserme dalla presenza di amianto.

Certo molte debbono essere ancora bonificate ma almeno si è iniziato a farlo, in modo costante e deciso e di questo La ringrazio, in modo che quando lascerò questa vita, purtroppo assai presto, per quello che mi dicono i sanitari, almeno potrò dire che la mia morte potrà servire a qualche cosa. La lucida consapevolezza della mia fine, che come dicono i sanitari arriverà per arresto cardiocircolatorio (infatti l’asbestosi ha determinato seri problemi di funzionalità cardiaca, e non a caso l’art. 4 della l. 780/75, per i dipendenti privati sancisce la indennizzabilità anche delle patologie cardiocircolatorie per coloro che sono affetti da asbestosi), e la tragedia legata al fatto che ho tre figli, di cui gli ultimi due in tenera età, Anna di sette anni e Matteo di 17 mesi, che purtroppo rimarranno solo con la madre e cioè con mia moglie che peraltro è affetta da Sclerosi Multipla e Morbo di Basedow, non mi impedisce di mantenere quella saldezza e quella speranza, e anche quella forza che mi ha infuso il servizio, che ho prestato nella Guardia di Finanza per quasi un quarto di secolo.

La imploro dunque di proseguire questa attività di bonifica e di decontaminazione delle Caserme ma Le chiedo pure di non lasciarsi soli, di non lasciare soli i ragazzi che rimarranno orfani per il fatto che non siamo stati avvertiti della presenza del minerale killer e del fatto che bastassero poche fibre per contrarre il tumore. Le dico solo che ho fatto servizio in caserme con presenza di amianto, che sono stato impiegato di servizio in luoghi dove giacevano, perché sequestrati, materiali di amianto, senza alcuna protezione. L’amianto era presente anche nelle camerate. La prego dunque lo faccia per tutti quei miei colleghi che ancora non si sono ammalati e disponga che il Corpo glorioso della Guardia di Finanza disponga qualche mezzo di assistenza per gli orfani, specialmente i minorenni per il tempo successivo alla morte dei loro cari, per via delle patologie asbesto correlate e di altre patologie professionali che abbiamo contratto nello svolgimento del nostro dovere. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che mi Vorrà dare, anche nel caso in cui ritenesse di non dover accogliere questa supplica, valga comunque con il segno della mia stima personale di tutti gli altri Colleghi malati di patologie asbesto correlate e dei familiari di quelli che sono deceduti, l’augurio di un buon lavoro."

Antonio dal Cin

E si spera davvero che con questa lettera Antonio possa aiutare gli altri suoi colleghi a salvarsi, che le bonifiche nelle caserme e in altri luoghi continuino, perchè qualcuno la deve fermare questa strage silenziosa.Le vittime devono avere giustizia.

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24 ottobre 2014 5 24 /10 /ottobre /2014 18:23

brigata-julia-iraq-2.jpgCi potrebbero essere anche i militari della Brigata Julia fra i 300 addestratori che il governo italiano si appresta ad inviare in Iraq per contrastare l'ISIS.La decisione verrà presa nella prossime settimane  da governo e vertici militari secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Messaggero Veneto"."L'Italia combatterà l'ISIS-nell'ambito di un contesto di forze internazionali che già si stanno adoperando in tal senso.Per il momento accanto ad uno sforzo umanitario di supporto alle popolazioni colpite, c'è stato l'invio di armi e munizioni ai combattenti che si oppongono allo stato islamico" ha affermato il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, alla cerimonia di presentazione del calendario dell'Esercito Italiano.La Julia con alle spalle già tre missioni in Afghanistan, è una delle brigate più prestigiose e addestrate, con una notevole esperienza in campo internazionale e quindi adatta ad essere dispiegata in un contesto come quello iracheno.In queste settimane i vertici militari pianificheranno la scelta dei militari italini che partiranno in Iraq.Al fianco dei militari italiani che dovranno addestrare i curdi e iracheni ci saranno anche  dei velivoli senza pilota"Predator" dei velivoli da rifornimento, uno dei quali è atterrato proprio l'altro giorno in Kuwait nonchè velivoli da ricognizione.

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22 ottobre 2014 3 22 /10 /ottobre /2014 17:49

roma-militari-italiani-pronti-a-partire-in-missione-in-iraq.jpgIn Kuwait è già atterrato un velivolo  rifornitore proveniente da Pratica Di Mare,  un Boeing KC-767 dell'Aeronautica Militare e sarà operativo già nei prossimi giorni. E nei prossimi giorni arriveranno anche due droni Predator  e altri aerei rifornitori. I militari italiani si preparano a partire in missione in Iraq, per aiutare i curdi e ciò che resta dell'esercito iracheno a combattere contro la violenza dilagante dell'ISIS.La loro base sarà a Nassirya,vicino all'aeroporto di Tallil, da dove gli americani erano andati via nel 2011. In questi giorni continuano  i raid americani allo scopo di contrastare gli islamistii ma si rende necessario anche l'intervento di altre nazioni come Spagna e Italia che sotto l'egida della NATO, aiuteranno i curdi a contrastare l'ISIS.I militari italiani si preparano così a ritornare in Iraq, da dove erano andati via nel 2006.Una missione quella, che resterà per sempre legata al ricordo del terribile attentato di Nassiriya, tanto più che il quartier generale dei militari italiani a quanto pare, sarà proprio in quella località.L'Italia invierà in Iraq circa 280 militari, obiettivo:addestrare i curdi a combattere contro l'ISIS. Di questi 280 militari, circa 80 saranno consiglieri per gli alti comandi delle forze irachene. Accanto ai militari italiani che non saranno operativi in combattimento, ci saranno anche miltari spagnoli,della Gran Bretagna, del Belgio e dell'Olanda. I parà italiani  avranno il compito di addestrare curdi e iracheni:gli insegneranno a raccogliere le informazioni sul campo in modo da dirigere gli attacchi da terra servendosi delle coordinate del Gps, avranno inoltre il compito di ricostruire l'esercito iracheno da zero.Così i militari italiani si preparano a ritornare in Iraq perchè"Di fronte ai massacri di gente inerme non abbiamo possibilità di voltarci dall'altra parte, dobbiamo avere un dovere morale di reagire ed una necessità razionale per farlo, l'ISIS va fermata lo richiedono anche i curdi"ha affermato il Ministro della Difesa Roberta Pinotti.

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20 ottobre 2014 1 20 /10 /ottobre /2014 17:35

afghanistan-predator-b-italiano-vola-per-piu-di-20-ore-cons.jpgE' accaduto nei giorni scorsi.Un Predator"B"(un velivolo a pilotaggio remoto)dell'Aeronautica Militare Italiana ha volato consecutivamente per oltre 20 ore durante una missione operativa.I Predator"B"provengono dal 28°gruppo di volo del 32°Stormo di Amendola(Fg)dell'Aeronautica Militare e dal 2007, sono schierati presso l'aeroporto di Herat con la Task Force Astore, sotto il comando della JATF.Il loro compito è quello di sorvegliare e di effettuare ricognizioni aeree  nonchè compiti di intelligence a favore della TAAC-W sia a suppoto delle truppe italiane che di quelle straniere nell'ambito della missione ISAF.Il distretto è quello di Shindand, la missione ha avuto inizio alle 11.32 con il decollo del Predator che ha dovuto garantire la sicurezza alle truppe  operative impegnate in un'operazione a terra. Ad un certo punto della missione, gli esperti di intelligence del TAAC-W(Train Advise and Assist Command West)su base Brigata Bersaglieri"Garibaldi",è stato richiesto l'intervento e la sorveglianza del Predator anche nell'area dell'aeroporto di Herat, dove si trova la sede del Comando Italiano.Terminata la missione, il Predator è atterrato alle 08.44 del giorno successivo dopo essere stato operativo per oltre 20 ore consecutive e dodici minuti.La missione è stata portata a termine brillantemente e inpeccabilmente superando le 20 ore consecutive di volo grazie  alla elevatissima professionalità del personale di terra:ovvero piloti, operatori dei sensori video, tecnici analisti, ed esperti di intelligence.Di fondamentale importanza l'apporto delle più avanzate e sofisticate tecnologie italiane.Un successo tutto italiano insomma.  

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18 ottobre 2014 6 18 /10 /ottobre /2014 18:48

foto-maro-bari-con-fiocco-giallo-partita-avellino-19-ottob.jpgDomani un'altra squadra scenderà in campo con un fiocco giallo sulla maglia. Dopo Lazio e Genoa,infatti i giocatori del Bari giocheranno la partita contro l'Avellino, portando un fiocco giallo simbolo di solidarietà per i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone."La squadra terrà un fiocco giallo sulla divisa di gioco fino a che i nostri soldati non torneranno in patria"queste la parole all'Ansa di Devis Mangiai, il loro allenatore.Forse sarà la volta buona che tutte le squadre di serie A e  anche della B scenderanno in campo con un fiocco giallo.In fondo non ci vuole tanto e non costa fatica.Sono invece rimasti sordi all'iniziativa organizzata da questo blog(vrdi articolo con lettera al Ct Conte su questo stesso blog alla sezione "attualità") per il fiocco giallo, i giocatori della Nazionale e il loro Ct Conte.Chissà che alla fine anche loro non prendano esempio da Lazio, Genoa, e Bari:un fiocco giallo anche piccolo, non ingombra ed è soprattutto un gesto di grande di vicinanza e di solidarietà per i due militari italiani.Non devono essere dimenticati.

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16 ottobre 2014 4 16 /10 /ottobre /2014 16:53

 

 

   
Con i suoi commilitoni, il marine che si vede in questo video (postato sul canale Youtube"Warleaks"), era impegnato in un'operazione congiunta con il supporto aereo di elicotteri, nel distretto di Now Zad nell'Helmand, una delle zone più pericolose dell'Afghanistan.Il marine e la sua squadra entrano in un tunnel quando si sente uno sparo.Il proiettile colpisce l'elmetto del marine che si salva, è proprio il caso di dirlo, per miracolo.Infatti il proiettile viene bloccato dal suo elmetto.Nessun danno neanche per i suoi commilitoni che possono tirare un sospiro di sollievo.Il video postato su Youtube sta facendo il giro del web ed è stato girato da un militare che portava una cam montata sul suo elmetto.  
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14 ottobre 2014 2 14 /10 /ottobre /2014 17:12

foto-maro-13-ottobre.jpgVolere è potere.Una soluzione al caso dei due fucilieri del S.Marco da due anni e mezzo bloccati in India(Massimiliano Latorre colpito da un ictus è stato fatto rientrare in Italia per quattro mesi per curarsi ma poi dovrà rientrare in India) con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati adesso c'è.Se solo il governo italiano e il Ministro della Difesa Pinotti dalle tante belle parole volessero passare(e sarebbe ora)ai fatti.Ci sono 18 marinai indiani all'Ucciardone, arrestati(come riportato dal quotidiano "24 newsitalia") perchè individuati su una nave (al largo delle coste palermitane) che trasportava un carico di hashish di quasi 70 tonnellate.L'accusa nei loro confronti è molto grave:traffico internazionale di stupefacenti e basterebbe per farli restare in galera per 20 anni.Loro si dichiarano innocenti affermando di trovarsi a bordo di quella nave senza sapere cosa stessero trasportando.L'ambasciatore indiano in Italia chiede la loro liberazione.Se solo volesse, il governo italiano e il Ministro della Difesa Pinotti invece delle solite belle parole di circostanza, potrebbero scambiare i 18 marinai indiani con i due fucilieri del S.Marco ponendo così la parola fine a questa triste e infinita vicenda dei due militari italiani. Militari italiani che sono innocenti(ci sono le prove, tra le quali la perizia balistica,(altre sono state fatte sparire) vedi articoli su questo stesso blog alla sezione"Attualità").Già, se solo il governo italiano volesse.Perchè tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, intanto il tempo passa e le belle parole continuano a prevalere sui fatti concreti.

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8 ottobre 2014 3 08 /10 /ottobre /2014 17:04

foto striscione maròGiacinto Carriero non si arrende.Il titolare del bar"Cipe" di Milano che aveva esposto uno striscione("Non siete in grado di garantire la sicurezza del nostro paese, figuriamoci se riuscirete a riportare casa i nostri marò") di solidarietà per i due fucilieri del S.marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, si rifiuta di pagare la multa di 412 euro. Multato per aver esposto lo striscione, ora si rivolgerà agli avvocati per combattere la sua battaglia.Una battaglia difficile quella di Giacinto, dato che rischia di dover chiudere la sua attività a causa delle minacce che ha ricevuto nonchè dei continui controlli di Digos, polizia annonaria, azienda sanitaria locale."Mi accusano di essere nazista perchè difendo  i marò"ha detto al Giornale.it.A giugno aveva esposto lo striscione, l'8 settembre la polizia municipale gli ha notificato una multa di 412 euro perchè quello striscione era abusivo.Inoltre come se non bastasse, qualcuno ha messo in giro la voce che il bar sia frequentato da estremisti di destra e che all'interno del locale erano esposti dei cimeli nazifascisti.Ma così non è.In realtà, nel bar di Giacinto ci sono esposti dei tricolori o delle bandiere nerazzurre a testimoniare la sua fede interista."I vigili hanno controllato e hanno trovato solo dei tricolori che purtroppo per tanta gente sono simboli del fascismo.Io mi sono rifiutato di pagare la multa  e di togliere lo striscione"ha detto Giacinto.L'Italia è anche questa,un paese di contraddizioni dove chi violenta una donna ottiene facilmente i domiciliari e chi espone uno striscione per i due fucilieri del S.Marco deve pagare una multa di 412 euro ed essere controllato a vista.Ma Giacinto non si arrende e tanti sono gli avvocati pronti a difenderlo, anche gratuitamente.

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7 ottobre 2014 2 07 /10 /ottobre /2014 11:46

afghanistan-missione-continua-per-militari-italiani2.jpgEra stato  previsto per la fine di quest'anno la fine dell'impegno militare italiano in Afghanistan.Ma a quanto pare così non sarà.Si vuole evitare l'errore commesso in Iraq, dove dopo il ritiro dei contingenti multinazionali il paese è piombato nel caos più totale. Il 1°ottobre è stato approvato il decreto relativo alle missioni internazionali, compresa la missione in Afghanistan.Si prevede che 9.800 militari americani resteranno in Afghanistan per altri dieci anni con il compito di addestrare e supportare le forze di sicurezza afgane.Forse 3.000 saranno i  militari di Germania, Turchia e Italia che resteranno in Affghanistan a continuare ad addestrare le truppe afgane e a supportarle.Niente più operazioni militari dunque.Il numero di militari da impiegare in questa nuova fase della missione non sono ancora del tutto certi però. Al momento sono 1.411 i militari italiani dispiegati nella base principale di Herat a Camp Arena, dopo la chiusura delle varie Fob nelle zone più a rischio."Si è confermato l'impegno italiano in tutte le missioni internazionali.Ovviamente adesso insieme ai nostri alleati e con la NATO, dovremo valutare quale impegno si rende necessario per supportare il lavoro di formazione delle forze di sicurezza afgane, e quindi in questo senso vediamo quali saranno i compiti  che aspetteranno all'Italia e come noi continueremo  a essere presenti in Afghanistan.Non più per ragioni militari ma ragioni di vero e proprio supporto più che di addestramento"ha affermato Nicola Latorre Presidente della Commisione Difesa del Senato al quotidiano"linkiesta""Io sono convinto che noi come comunità internazionale non possiamo abbandonare l'Afghanistan.I termini e la quantità delle forze impegnate sono ancora da discutere.Ma in linea di massima io penso che questo sia un ruolo al quale la comunità internazionale  non può sottrarsivisto anche il precedente dell'Iraq(...)"ha affermato sempre Latorre.In effetti in Afghanistan da quando è iniziato il ritiro delle truppe ISAF è di nuovo esplosa la violenza con gli attentati dei talebani.Forse, davvero questo paese non può essere lasciato privo di protezione militare.Resta il dilemma:ma se i talebani sparassero addosso ai militari italiani questi potrebbero difendersi dato che non è più una missione militare?

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