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28 aprile 2014 1 28 /04 /aprile /2014 16:47

 

 


Hanno tagliato il traguardo delle 9.000 ore di volo i quattro caccia Amx dell'Aeronautica Militare Italiana operativi nella missione ISAF in Afghanistan.Dal novembre 2009 hanno effettuato oltre 3.000 sortite e il record battuto delle 9.000 ore è un record vero e proprio, che non veniva battuto dalla fine della seconda guerra mondiale  da velivoli operativi in una missione all'estero. I quattro caccia Amx(provenienti dal 51°stormo di Istrana e dal 32°stormo di Amendola) protagonisti di un'impresa tutta italiana, fanno parte dei"Black Cats"e sono inquadrati nella JATF(Joint Air Task Force)al comando del Colonnello Pilota Francesco Saverio Agosti.I militari dei "Black Cats"(visibili nel video del Ministero della Difesa)sono al comando del Maggiore Pilota Alberto Faccini.L'importante traguardo è stato possibile tagliarlo  grazie alla elevatissima professionalità di tutto il personale, compreso il personale tecnico che si occupa della manutenzione degli aeromobili. Già perchè la manutenzione dei velivoli nella missione afgana non è certo cosa da poco, considerato anche il fatto che la sottilissima sabbia afgana, leggera come polvere, potrebbe infiltrarsi nelle parti più delicate dei velivoli danneggiandoli. Quindi il lavoro che svolgono i tecnici è davvero notevole."L'impiego di questi velivoli costituisce una risorsa di fondamentale importanza nell'ambito della già efficace operatvità del contingente multinazionale a guida italiana,particolarmente strategico nelle missioni di supporto tattico ravvicinato alle forze terrestri"ha affermato il Generale Manlio Scopigno, Comandante del Rc-West su base Brigata Sassari.Ma quali son i compiti dei caccia Amx nell'ambito della missione afgana?Svolgono soprattutto compiti di intelligence, di ricognizione delle aree e di sorveglianza per  il Rc-West che è responsabile del settore occidentale dell'Afghanistan.Il record battuto dai quattro caccia Amx dei "Black Cats"è il trionfo di un attento e minuzioso lavoro di squadra e il trionfo dell'eccellenza italiana.
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27 aprile 2014 7 27 /04 /aprile /2014 16:01

afghanistan-elicottero-inglese.jpgE' costato la vita a 5 militari inglesi lo schianto dell'elicottero sul quale stavano effettuando un normale volo di routine, ieri nella regione di Kandahar.Il ministero della difesa britannico ha subito parlato di "tragico incidente",mentre l'ISAF si sta dando da fare per cercare di capire cosa possa essere accaduto. "Oggi i mujahedeen hanno colpito un elicottero delle forze straniere con un razzo e 12 soldati che erano a bordo sono stati uccisi"queste le parole scritte, con le quali uno dei portavoce dei talebani, Qari Yousef Ahmadi, ha voluto rivendicare quello che pare essere un attentato, piuttosto che un"tragico incidente". C'è anche da dire che di solito i talebani nelle loro rivendicazioni sono soliti esagerare il nuemero delle vittime coinvolte nei loro attentati. Ma forse la verità potrebbe essere proprio questa:l'elicottero dell'ISAF è infatti precipitato al confine della zona con il Pakistan dove l'attività degli"insurgents"è notevole e forse ad abbatterlo potrebbe essere stato proprio un razzo dei talebani.

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22 aprile 2014 2 22 /04 /aprile /2014 17:23

foto-maro-x-link-fb.jpg"Se non li liberano andremo a riprenderli.Tutti insieme,parlamentari in prima fila.Senza governo perchè se ne frega"ha twittato l'utente Marco Sala,"usiamo l'esercito per riportare a casa i nostri marò, non per accogliere i clandestini"è il tweet di periucs,Marco Rota invece digita che"E' una vergogna durata fin troppo tempo!""Boicottate l'India.Non andateci in vacanza,non comprate i loro prodotti,non mangiate nei loro ristoranti"twitta invece Ema,"Ci sono 2 ragazzi innocenti prigionieri in India.Due ragazzi che vogliamo vedere tornare a casa ora"è il pensiero di Tatiana,"Nel giorno in cui nacque Roma si leva un grido:nessuno resta indietro!"twitta Hartmann. Questi sono solo alcuni dei tweet di milioni di italiani, che a partire dalle 21.00 di ieri hanno letteralmente fatto tremare il web con un'ondata di tweet per sollecitare la liberazione dei due fucilieri del S.Marco, Massimiliano LaTorre e Salvatore Girone ormai da tre anni prigionieri in India con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani.Tra continui rinvii il tempo è passato e continua a passare:la Corte indiana tra un pò si prende le vacanze e il processo slitterà a fine giugno.E le prove dell'innocenza dei due militari ci sono, alcune, (come ad esempio dei tracciati radar, vedi articolo su questo stesso blog)chissà perchè restano chiuse nel cassetto. L'iniziativa di Michele Lecchini ha contribuito a riaccendere i riflettori sulla drammatica vicenda dei due militari italiani bloccati in India ormai da 3 anni. Intervistato in esclusiva per il blog Lasottilelinearossa Michele ha affermato che questo tweet storm è nato perchè"ogni tweet storm eccita la coscienza,vi partecipa gente di ogni estrazione politica e i giornali scrivono, le agenzie lanciano la notizia e se ne parla.Credo che ogni volta che si parla dei ragazzi sia fondamentale per tenere alta la tensione se su di loro dovesse cadere l'oblio sarebbe finita".Non sono mancati i colpi di scena, quando per alcune ore, misteriosamente, l'account Twiitter di Michele Lecchini è stato bloccato temporaneamente per poi ricomparire.Il tweet storm da lui organizzato ha avuto un grande successo, che ha richiamato come previsto, l'attenzione della stampa italiana. Ma soprattutto ha fatto sentire la vicinanza  e l'affetto degli italiani ai due fucilieri del S.Marco."Vorrei ringraziarVi uno ad uno per i vostri tweet di solidarietà.Grazie davvero"ha twittato Massimiliano LaTorre.Tweet storm poratato a termine con successo si può dire.Ora si tratta di vedere se chi di competenza deciderà di passare ai fatti concreti:liberare i due fucilieri del S.Marco e farli tornare in Italia, magari anche a costo di far intervenire le Forze Speciali per un blitz.Perchè il tempo delle chiacchere e la pazienza si sono esauriti da un pezzo.E sarebbe bello allora in quel caso poter dire"missione compiuta,Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono stati liberati".

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21 aprile 2014 1 21 /04 /aprile /2014 17:17

afghanistan-l-ordinario-militare-in-visita-al-contingente-i.jpgAnche i militari italiani in missione in Afghanistan, hanno celebrato i riti della Santa Pasqua e hanno ricevuto la visita dell'ordinario militare,  Monsignor Santo Marcianò."Voglio condividere l'esperienza di stare nella precarietà della missione vivere la logica della solidarietà che p capace di portare con sè i dolori e le sofferenze di coloro che ci stanno accanto, le difficoltà, le paure, le ansie, e desideri"queste alcune delle parole del discorso della sua omelia, davanti alle truppe schierate a Herat presso la base di Camp Arena. Ai riti della settimana Santa, hanno partecipato anche l'Ambasciatore d'Italia in Afghanistan, Luciano Pezzotti e il Generale Manlio Scopigno, Comandante del Rc-West."Sono qui tra voi come amico, come fratello come padre. Amico che condivide la vostra storia, il vostro cammino e che vuole prendervi per mano come fratello, perchè il senso della vita va cercato e trovato nella relazione con l'altro, superando ogni egoismo, vivendo in un clima di fraternità che è il punto di forza di tutti noi e del nostro paese"con queste parole  Monsignor Marcianò, ha voluto spiegare il senso della sua visita ai soldati italiani in missione."Il Signore-ha proseguito-ci chiama  a dire che con il dono della nostra stessa vita una risposta d'amore, di cura, di difesa dalla vita è sempre possibile, soprattutto in risposta alla violenza e questo i militari lo comprendono bene perchè lo vivono quotidianamente". Monsignor Marcianò è stato accompagnato nella sua visita dai cappellani militari della base, Padre Mariano Asunis, e da Padre Antonio Vargas del contingente spagnoloAlcuni militari sono stati cresimati.Il momento più emozionante del rito pasquale è stato quello della Via Crucis, alla quale hanno partecipato  anche i militari. Le 14 stazioni sono state allestite presso la base di Camp Arena, alla dodicesima stazione c'è stato un momento di silenzio e raccoglimento per commemorare i 53 militari italiani caduti durante questa missione.Per ricordare chi con il proprio sacrificio, ha contribuito a costruire la speranza in un futuro migliore per il popolo afgano.

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16 aprile 2014 3 16 /04 /aprile /2014 16:39

afghanistan-passaggio-di-consegne-al-vertice-del-police-adv.jpgSi è svolta l'altro giorno presso la base Camp Arena a Herat, la cerimonia del passaggio di consegne al vertice del Police Advisory Team, tra il Maggiore Massimiliano Balis e il Tenente Colonnello Patrizio La Spada. Il Police Advisory Team(PAT)è quell'unità del contingente italiano ISAF, che ha come obiettivo quello di formare le forze di polizia afgane nell'ambito del processo di transizione che terminerà definitivamente alla fine del 2014. Il PAT è costituito  dai Carabinieri del 1°Reggimento Paracadutisti "Tuscania" di Livorno, dal 7°Reggimento Trentino-Alto Adige di Laives(Bz), e dal 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia di Gorizia.Tra le varie attività di consulenza effettuate dal PAT a favore delle forze di sicurezza afgane ci sono lezioni di "primo soccorso", utili a gestire situazioni di emergenza operativa, corsi di "controllo della folla" nonchè convegni di diritto di polizia.Le forze di sicurezza afgane e la polizia afgana, grazie a questi corsi del PAT sono stati in grado di garantire la sicurezza durante le elezioni afgane nei più dei 900 seggi nell'area sotto la responsabilità del contingente italiano. Grande soddisfazione e parole di elogio sono state espresse dal viceministro dell'Interno afgano Eisramuddin Yawar,  al Comandante del contingente italiano su base Brigata Sassari, il Generale Manlio Scopigno, per l'ottimo risultato di un corso specifico(Polling Sites Security Course) svolto da personale femminile dell'Arma dei Carabinieri ad un centinaio di poliziotte afgane che durante le elezioni hanno perquisito le tante donne afgane che il 5 aprile si sono recate a votare.

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16 aprile 2014 3 16 /04 /aprile /2014 16:07

    foto-libano2.jpgRicevo e pubblico volentieri un articolo con relative foto di Alessio Tricani, relative alla missione UNIFIL del contingente italiano in Libano.

Libano: la guerra del centimetro, determinata la posa in un altro pilastro blu 

Distiamo 200 metri dalla technical fence israeliana, la pattuglia dell’Israel Defence Force (IDF) assiste attraverso la rete metallica  i lavori preparatori per la posa del blue pillar. Siamo sopra la Blue Line a cavallo fra Libano e Israele, superare il filo spinato che delimita il corridoio, vuol dire entrare in uno dei rispettivi paesi e forse causare una segnalazione per il prossimo tripartito che stabilirà il punto su cui saranno costruiti gli altri marcatori chiamati, blue pillars.

I militari del Plotone Minex e del Plotone Supporto allo Schieramento della Compagnia Genio su base del 6° Reggimento Pionieri di Roma comandata dal Cap.no V. Tornatore preparano la base su cui sarà posato il blue pillar. È la prima volta che l'Italia è chiamata a svolgere questi lavori.

 

 Mentre gli operatori appianano il cemento dei pioli di acciaio opportunamente verniciati e misurati con dei GPS centesimali, figurano le ore di fatica a trovare accordi in sede tripartitica «in questo caso» spiega il Ten. Luigi Pizzi vice comandante della compagnia genio ENG COY «il picchetto di colore blu rappresenta la misurazione ONU, il giallo IDF, rosso invece le LAF (Lebanese Armed Force), la loro disposizione forma i vertici di un triangolo e sul baricentro si costruisce il blue pillar» conclude il Ten. L. Pizzi

 

Sarebbero serviti 50 centimetri di scostamento per mandare a monte ore di dispute ma in questa circostanza  il punto misurato da ONU e IDF coincideva mentre quello delle LAF era scostato di qualche centimetro e il blue pillar sarà posto al centro tra il picchetto giallo-blu e quello rosso.

 

Una guerra che si combatte dunque centimetro dopo centimetro, con lo scopo di raggiungere costantemente il dominio psicologico sull’altro. Libano e Israele, infatti, al contrario dalle opinioni comuni, sono formalmente ancora in guerra e la linea blue delimita il confine armistiziale da non superare.

 

Libano- Alessio Tricani

 

 

 

 

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13 aprile 2014 7 13 /04 /aprile /2014 15:34

 


 Si è svolta l'altro giorno, presso la caserma"Scianna"a Palermo, la cerimonia per il rientro dei militari della Brigata Aosta dalla loro missione in Afghanistan."Voglio manifestare personalmente e la profonda gratitudine per il lavoro svolto dai nostri militari nei sei mesi di permanenza nella provincia di Herat.La Brigata Aosta rappresenta certamente una punta di diamante del nostro esercito nelle missioni di pace". Queste le parole del presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone.Alla cerimonia erano presenti numerose autorità civili e militari,familiari dei militari e alcuni bambini che sventolavano delle bandierine tricolori.Il Generale di Corpo d'Armata , Roberto Bernardini,ha voluto esprimere"il suo plauso per la professionalità degli uomini e delle donne del contingente, complimentarsi per avere dato prova di grande attenzione e sensibilità nel rapportarsi con la popolazione e le autorità militari e civili afgane".Nel video di "TMNEWS" alcuni militari hanno parlato della loro esperienza in missione.
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7 aprile 2014 1 07 /04 /aprile /2014 16:46

afghanistan-militari-italiani-hanno-vigilato-su-operazioni-.jpgSi sono concluse le operazioni di voto in Afghanistan.Oltre sette milioni di afgani hanno votato, tra i quali molte donne, sfidando sia le condizioni metereologiche avverse sia l'ondata degli attentati scatenati dai talebani(minori del previsto).Ci sono stati 140 attacchi in 24 ore, a Ghazni in uno scontro tra forze di sicurezza afgane e i talebani, 45 "insurgents"sono rimasti uccisi mentre ci sono stati altri 15 feriti.Nei giorni scorsi ci sono state esplosioni nei pressi dei seggi di Kabul e nelle province di Bamyan, Baghlan, e Parwan.Nonostante tutto questo, le schede elettorali per il voto sono state portate nei seggi delle zone più remote grazie anche a degli asinelli.Gli esiti di queste votazioni cruciali per il paese, che decideranno chi sarà il successore di Karzai, verranno resi noti non prima del 24 aprile ma quasi sicuramente si andrà al ballotaggio il cui esito si conoscerà il 28 maggio.Le operazioni di spoglio infatti, proseguono con molta lentezza con lo spettro di brogli:i talebani avrebbero comprato molte schede elettorali e ci sono state parecchie denunce di brogli elettorali.Se il popolo afgano ha potuto recarsi ai seggi e votare, è merito anche dei militari italiani del contingente ISAF che hanno vigilato sulle operazioni di voto.Quella delle votazioni"è stata una giornata intensa dove le forze di sicurezza afgane hanno svolto il loro ruolo di protagonista e noi abbiamo volato sulle loro stazioni di voto e gli abbiamo garantito quella" confidence"che gli ha consentito di votare tranquillamente.Gli eventi significativi ci hanno visto impegnati partendo da nord nell'area di Murghab, dove ci sono stati alcuni scontri vicino ad alcuni centri di voto, che però sono stati  gestiti dalle forze afgane. Vicino al confine con il Turkumenistan nella zona di  Thor-e-Gundi dove le forze afgane anche con il supporto dei nostri elicotteri  hanno gestito la situazione.Anche nelle zone di Shindand ,abbiamo avuto alte attività cinetiche dove le forze afgane  hanno tranquillamente gestito anche con il supporto delle forze di RcWest, e infine nella zona sud di Bala Balouk, dove abbiamo avuti alcuni problemi dovuti agli"insurgents"presenti nell'area anche questi gestiti grazie anche all'intervento di aerei, che hanno mostrato solamente la loro presenza, ma anche questo è sufficiente per far desistere i nemici dell'Afghanistan.Purtroppo si segnalano due caduti delle truppe afgane e circa 5 feriti che hanno risposto a questa minaccia". Questo il racconto del Colonnello Angelo del Lungo, Responsabile delle Operazioni del Rc-West, in un'intervista rilasciata al giornalista Ettore Guastalla per RaiNews24. 

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4 aprile 2014 5 04 /04 /aprile /2014 17:56

fotografa-tedesca.jpgIl soldato italiano della Brigata Sassari con la mano sull'elmetto davanti alle macerie della base dopo l'attentato di Nassirya:la foto simbolo della disperazione.Una foto che ha fatto il giro del mondo,uno scatto che resterà per sempre impresso nella memoria collettiva.Quella foto era stata scattata da Anja Niedringaus il 12 novembre del 2003. Anjia era una fotografa di guerra che si trovava lì sul posto a documentare quella strage.E si trovava in Afghanistan in questi giorni a documentare quanto succede in questi giorni. Lei e una sua collega sono state assalite a Khost, nella provincia orientale dell'Afghanistan, da un talebano che indossava l'uniforme di un poliziotto.Ha sparato uccidendola sul colpo, è rimasta gravemente ferita invece la sua collega canadese Kathy Gannon.Anya aveva iniziato giovanissima la sua professione e durante la sua lunga carriera era stata insignita di premi importanti come il premio Pulitzer per le fotografie Breaking News durante la guerra in Iraq e sempre nello stesso anno le era stato assegnato il premio "Coraggio nel giornalismo"della fondazione internazionale dei media per le donne.L'ennesimo attaco di oggi dei talebani, costato la vita alla fotografa tedesca, rientra nella strategia del terrore dei talebani decisi ad impedire con ogni mezzo le elezioni che si svolgeranno domani. Questa volta a pagare il prezzo più alto una fotografa che come tanti giornalisti e altri foto reporter  e blogger documentano ogni giorno una guerra infinita e dimenticata, oppure relegata in fondo ad un telegiornale.

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1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 18:17

afghanistan-caporale-inglese-uccide-6-talebani-con-un-solo-.jpgLa zona è quella di Kakaran nel sud dell'Afghanistan.Alcuni militari inglesi sono impegnati in un duro comabttimento che li vede fronteggiare circa venti talebani.Tra i militari inglesi, c'è un caporale di 20 anni(come riportato dal "Daily Telegraph"), che individua nel gruppo di talebani un uomo completamente coperto con uno scialle.L'uomo si sta avvicinando ai militari inglesi.850 metri è la distanza che separa il caporale inglese dal talebano,il caporale mira e fa fuoco. Il talebano salta in aria, nell'esplosione muoiono altri 5 talebani.Quel talebano avvolto nello scialle era un kamikaze, pronto a farsi esplodere, accanto al suo corpo sono stati individuati altri 20 kg di esplosivo.Il fatto è accaduto a dicembre dell'anno scorso, ed è stato reso noto solo ora.

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