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19 febbraio 2014 3 19 /02 /febbraio /2014 18:29

afghanistan-brigata-sassari-prende-ufficialmente-comando-ts.jpgE alla fine del suo discorso il Generale Joseph Anderson dell'International Joint Command, ha voluto ricordare i caduti della missione ISAF, sia quelli tra le forze di sicurezza afgane che quelli della coalizione, oltre 3.000 dal 2001 in poi.Il Generale ha elogiato l'operato del Generale Michele Pellegrino che durante 6 mesi di missione al comando di suoi uomini"ha consentito alle forze afgane di asumere la piena responsabilità della sicurezza sviluppando una forza da combattimento capace ed indipendente in modo da condurre le operazioni con successo".Si è svolta ieri presso la base di Camp Arena di Herat, la cerimonia ufficiale del passaggio di consegne tra la"Brigata Aosta"e la Brigata Sassari che ha preso il comando del Rc-West. Il Generale di Brigata Michele Pellegrino, ha passato il suo testimone al suo parigrado Manlio Scopigno. La Brigata"Aosta"ha portato a termine con successo la missione, una missione durata sei mesi e che come previsto, ha visto ridursi gradualmente il numero dei militari del contingente italiano anche con la cessione delle basi di Shindand, Farah, Qal-ye-Naw, Bala Balouk, e Camp Stone agli afgani. Molte le opere portate a termine dai militari italiani a favore del popolazione grazie anche al PRT, con la costruzione di scuole,pozzi e centri per l'assistenza medica."Sono impressionato dai risultati raggiunti dalle forze afgane",ha affermato il Capo dello Stato Maggiore delle Difesa l'Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli  nel suo breve discorso ai militari della Brigata"Aosta". Alla cerimonia erano presenti le principali autorità civili e militari afgane,l'Ambasciatore italiano a Kabul e il Comandante del IJC,il Generale Joseph Anderson, Un lavoro davvero notevole quello svolto dai militari della Brigata"Aosta"anche per ciò che riguarda l'addestramento delle forze di sicurezza afgane nel riconoscere e neutralizzare i micidiali IED.

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17 febbraio 2014 1 17 /02 /febbraio /2014 19:47

afghanistan-para-britannico-muore-in-missione-la-madre-lo-.jpgSi chiamava Conrad, aveva 22 anni, era un paracadutista britannico ed era in missione in Afghanistan.Durante un'operazione militare nella provincia dell'Helmand è stato colpito mortalmente dal proiettile di un cecchino che non gli ha lasciato scampo. Come tanti suoi commilitoni, Conrad aveva adottato un cane, un bastardino che gli si era subito affezionato.Lo aveva chiamato Peg ed erano davvero inseparabili.Peg era diventato la mascotte del reggimento al quale era in forza Conrad.Ora Peg verrà trasferito in Inghilterra:la madre di Conrad ha deciso di occuparsi di lui."Anche se non posso badare più a mio figlio almeno posso accudire il suo cane"ha detto la madre di Conrad in un'intervista al "Telegraph".Peg con la sua vicinanza gli ricorderà il figlio e forse, in qualche modo, riuscirà in parte a lenire l'immenso dolore per la sua morte.

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16 febbraio 2014 7 16 /02 /febbraio /2014 19:41

afghanistan-brigata-sassari-assume-comando-tsu.jpgStamattina il Colonnello Nicola Piccolo del 152°Reggimento Fanteria della Brigata Sassari ha assunto il comando della Transition Support Unit presso la bse di Camp Arena ad Herat.La cerimonia ufficiale del passaggio di consegne tra la Brigata Sassari che subentra ai parà del "Nembo"si terrà il 18 febbraio.ed è già tempo di bilanci.In un'intervista rilasciata a"lapresse"il Colonnello Franco Merlino, comandante del 183°Reggimento parcadutisti"Nembo"ha espresso il suo giudizio positivo per la missione portata a termine con successo, una missione che però è stata bagnata dal sangue dei caduti:"Abbiamo lasciato qui due ragazzi che sono lo spirito e la colonna del nostro gruppo. Finora abbiamo perso tanti colleghi e amici,53 in totale che fanno di questa in Afghanistan l'operazione più sofferta e impegnativa delle forze armate italiane, e mi duole dirlo,ma purtroppo sono stati i nostri morti ad avvicinarci alla popolazione, che finalmente si è resa conto che facciamo un lavoro rischioso". Con le sue parole il Colonnello Merlino ha sottolineato che il sacrificio dei caduti non è stato vano.Il loro lavoro adesso verrà portato a termine dai militari della Brigata Sassari, il cui ultimi gruppo è partito proprio ieri da Alghero.

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13 febbraio 2014 4 13 /02 /febbraio /2014 18:39

afghanistan-i-para-del-nembo-rientreranno-a-pistoia-il-18-.jpgLa loro missione in Afghanistan era iniziata quest'estate nel distretto di Shindand. Sei mesi nei quali i paracadutisti del 183°"Nembo"al comando del Colonnello Francesco Merlino, hanno portato a termine con successo numerose operazioni militari e non solo. Hanno aiutato la popolazione afgana portando a termine più di 30 progetti di cooperazione civile militare nei settori dell'educazione, della sanità della sicurezza e del sociale.Hanno distribuito kit igienico sanitari ai bambini delle scuole elementari, hanno ristrutturato le scuole che erano state distrutte dai talebani e distribuito materiale scolastico alle scuole del distretto di Shindand, nonchè medicinali agli ospedali della zona. Hanno ristrutturato inoltre un vecchio stabile che è stato adibito all'allevamento del pollame e dei volatili e che dà lavoro agli abitanti della zona.All'attivo dei paracadutisti del 183°"Nembo"anche 350 attività operative con le quali hanno garantito la sicurezza delle aree di competenza e una cornice di sicurezza necessaria al ridispiegamento del contingente italiano che d'ora in poi sarà essenziamente schierato a Herat. Ora la loro missione è terminata e il 18 febbraio i parà rientreranno a Pistoia con la loro bandiera di guerra.Missione compiuta con successo.

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10 febbraio 2014 1 10 /02 /febbraio /2014 18:16

afghanistan-task-force-fenice-raggiunge-20.000-ore-di-volo7.jpgUn traguardo davvero importante è stato tagliato dalla Task Force"Fenice"nei giorni scorsi, presso la base di Camp Arena a Herat:20.000 ore di volo.La Task Force"Fenice" è l'unità che impiega gli elicotteri del Rc-West su base Brigata Meccanizzata "Aosta", al comando del Colonnello Antonio Giovanni Villani.Al momento impiega 21 elicotteri dell'AVES che sono suddivisi in 3 linee di volo:Ch-47 Chinook,Nh-90,e A 129 Mangusta su base 1°Reggimento "Antares" di stanza a Viterbo.Il contributo che la Task Force"Fenice"ha dato e sta dando dal 2006 ad oggi alla missione in Afganistan è davvero notevole:ha impegnato 60.000 militari, 5.500 tonnellate di materiali, uomini e mezzi che hanno evidenziato l'utilità ma anche l'estrema versatilità di questi assetti aerei nello svolgere diversi tipi di missione.Molte le missioni che hanno visto entrare in azione i Mangusta per dare supporto alle forze operative sul terreno sia quelle del contingente ISAF che delle forze di sicurezza afgane, missioni nelle quali sono state abbattute numerose postazioni di talebani. Notevole è stato anche il contributo per ciò che riguardava l'aviorifornimento alle Fob italiane nelle zone più remote e impervie del territorio afgano.L'importante traguardo delle 20.000 ore di volo, è stato tagliato anche grazie all'opera dei tanti tecnici che con la manutenzione dei velivoli hanno sempre consentito che tutte le operazioni fossero svolte nella più totale di sicurezza.Insomma un  grande lavoro di squadra che ha portato a raggiungere questo importante traguardo.

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8 febbraio 2014 6 08 /02 /febbraio /2014 19:23

afghanistan-la-brigata-sassari-parte-in-missione2.jpgSono partiti questo pomeriggio dall'aeroporto di Alghero, i primi militari della Brigata Sassari:destinazione l'Afghanistan, per quella che sarà la loro ultima missione.A loro spetterà il delicato compito di portare a termine la fase finale del processo di transizione, ovvero il passaggio di responsabilità e di poteri alle forze di sicurezza afgane.Assieme a loro è partita anche la bandiera del 152°Reggimento Fanteria.Con loro anche il Colonnello Nicola Piccolo, Comandante del 152°Reggimento. I militari hanno anche ricevuto il saluto di Papa Francesco mercoledì scorso, durante la tradizionale udienza.In Afghanistan i militari della Brigata Sassari troveranno un clima particolarmente rigido, infatti in questi giorni le temperarture si sono abbassate notevolmente, arrivando a toccare  anche a meno 20 gradi in certe zone. 

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7 febbraio 2014 5 07 /02 /febbraio /2014 15:41

 


 Di lui si erano perse le tracce qualche mese fa, disperso in azione dopo un combattimento nella provincia di Laghman a nord est di Kabul.Non è un soldato, bensì un cane soldato in forza al contingente ISAF britannico a quanto pare, anche se non è stato confermato ancora.E' un cane che i militari utilizzano per individuare droga, esplosivi e per soccorrere le persone sotto le macerie."Colonel" come è stato ribatezzato dai suoi rapitori, è stato rapito dai talebani, ed è comparso in un video assieme ai talebani suoi sequestratori. Il video era in un profilo Twitter riconducibile ai talebani.Appare un pò spaventato ma in buone condizioni, addosso ha l'equipaggiamento da combattimento:un giubbotto militare,una torcia e una pistola.Come ha affermato il portavoce dei talebani Zabiullah Mujahud, l'animale non è stato maltrattato.
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6 febbraio 2014 4 06 /02 /febbraio /2014 17:34

india-siamo-innocenti-parlano-i-2-maro.jpgSi trovano in India da ormai due anni con l'accusa di avere ucciso due pescatorin indiani, in attesa che il tribunale indiano tra continui estenuanti rinvii, decida della loro sorte.Oggi i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, hanno detto la loro  durante un incontro con la stampa a New Delhi."L'accusa di terrorismo ci fa molto male,non solo come militari, ma anche come genitori e uomini."Queste le parole di Massimiliano Latorre ai giornalisti, su una domanda relativa alla possibilità di poter applicare una legge antiterrorismo al loro caso."Come militare professionista italiano che combatte la pirateria questo mi rammarica molto.Ci dispiace per la perdita di due vite umane, ma non ci riteniamo assolutamente responsabili"ha affermato invece Salvatore Girone."E' un dispiacere umano, ma siamo innocenti".Siamo cresciuti in due città di mare e noi stessi siamo anche pescatori". Anche se la situazione nella quale si trovano i due fucilieri del S.Marco è davvero anche psicologicamente dura da sopportare, i due militari sanno di poter contare sul sostegno di tantissimi italiani"Il sostegno degli italiani c'è stato fin dall'inizio, ma ora è incontenibile"ha affermato Massimiliano Latorre, "Quando vogliamo sappiamo essere uniti"e ci sono state anche parole di ringraziamenti e apprezzamento per il Presidente Napolitano"E' una grande gioia avere il suo pensiero quotidiano e come militari ne siamo riconoscenti"Latorre ha voluto esprimere il suo ringraziamento anche al Ministro della Difesa Mauro"per il fatto che sottolinea costantemente la nostra innocenza".Queste le parole da militari, ma chissà se avessero potuto parlare liberamente da civili cosa avrebbero detto davvero Massimiliano e Salvatore, forse messa per un attimo da parte l'uniforme avrebbero condannato il comportamento del governo italiano che in questi due anni continua il tira e molla con gli indiani senza passare all'azione.Perchè al di là delle belle parole dei ministri e dei tanti pensieri, quello che  mancato fino ad ora è un'azione concreta, un piano per riportare i due fucilieri del S.Marco a casa. Pare che gli indiani abbiano definitivamente archiviato la possibilità di applicare la pena di morte nei confronti dei due fucilieri del S.Marco e ora la prossima decisione del tribunale indiano è attesa per lunedi prossimo.

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2 febbraio 2014 7 02 /02 /febbraio /2014 16:59

afghanistan-il-183-reggimento-para-folgore-ha-iniziato-rien.jpgErano partiti alle primi luci dell'alba del 31 gennaio da Shindand, il loro convoglio ha viaggiato per quella stessa zona nella quale i baschi amaranto hanno portato avanti la loro missione di sei mesi, supportando l'esercito afgano nel controllo del territorio. Ora gli 80 paracadutisti del 183°Reggimento"Nembo"di Pistoia con il Colonnello Franco Merlino ed il Sottufficiale di Corpo il primo Maresciallo Antonio Carito, si trovano ad Herat, e per loro è già iniziata la parte più bella di questo viaggio:il rientro in Italia. Durante il viaggio da Shindand ad Herat, tutto è filato liscio e non c'è stato nessun attacco da parte dei talebani:le operazioni di ripiegamento infatti sono una delle parti più delicate di una missione, durante la quale potrebbero verificarsi delle attività ostili da parte del nemico. Ma così non è stato, ed ora per i parà del 183° Reggimento "Nembo"si può davvero pronunciare la fatidica frase:"missione compiuta". Ora toccherà ai militari della Brigata Sassari che fino a metà febbraio completeranno le operazioni di dispiegamento in teatro afgano, portare avanti il lavoro iniziato dai loro colleghi.

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29 gennaio 2014 3 29 /01 /gennaio /2014 18:05

afghanistan-la-fob-la-marmora-ultimo-avamposto-italiano--ce.jpg28 gennaio 2014:resterà una data storica nella guerra combattuta in Afghanistan dai militari del contingente italiano:ieri infatti la Fob"La Marmora"ultimo avamposto italiano a Shindand, è stato ceduto alle forze di sicurezza afgane. D'ora in poi i militari italiani saranno dislocati nella base di Herat.Il passaggio delle consegne è avvenuto ieri mattina, con una breve cerimonia con la quale i paracadutisti del 183°Reggimento"Nembo"di Pistoia hanno lasciato la Fob al nuovo "padrone di casa"ovvero alle forze di sicurezza afgane.Da ieri la Fob sarà la sede della brigata aerea dell'aeronautica militare afgana. Sono 35 gli istruttori dell'Aeronautica Militare Italiana che stanno preparando e addestrando i piloti e i controllori di volo.Durante la cerimonia erano presenti il generale Mohammad Jahed comandante del 207°Corpo d'Armata afgano,il Generale di Brigata Michele Pellegrino, Comandante del Rc-West(su base Brigata Meccanizzata Aosta)il Colonnello Franco Merlino, ultimo comandante della Fob"La Marmora"nonchè del 183°Reggimento Paracadutisti"Nembo"di Pistoia, e molte autorità civili e militari. Il Generale Pellegrino ha voluto ricordare nel suo breve discorso, il sacrificio dei tanti militari italiani caduti grazie ai quali la transizione in Afghanistan ha potuto essere portata a termine ed evidenziando"il prezzo del processo di transizione  in termini di vite umane e l'orgoglio di lasciare nelle mani di una forza matura il controllo, la sicurezza, e lo sviluppo della loro madrepatria". Gli ultimi militari italiani ad operare in questo avamposto oltre ai parà del 183°Reggimento"Nembo",sono stati anche i Bersaglieri del 7°Reggimento"Altamura",una compagnia del 4°Reggimento Trasmissioni alpino di Bolzano nonchè un nucleo di Carabinieri.Il tricolore italiano è stato ammainato definitivamente, ora sul pennone della Fob"La Marmora"sventola la bandiera afgana.

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