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24 novembre 2013 7 24 /11 /novembre /2013 17:00

Per loro si può davvero dire "missione compiuta"nel vero senso della parola:sono infatti rientrati  in Italia stamattina, più 400 militari italiani.  Sono i militari del 6°Reggimento Bersaglieri di Trapani guidati dal Colonnello Mauro Sindoni. Con loro in Italia è rientrata anche la bandiera di guerra. I militari italiani hanno lasciato le Fob di Bala Balouk e di Farah alla 2a Brigata  del 207°Corpo d'Armata Afgano dell'esercito afgano, che ora ha la responsabilità di questa zona. La fase di ripiegamennto(retrograde) che è molto delicata, è stata pianificata mei minimi dettagli dal Rc-West su base Brigata Meccanizzata "Aosta" con il ritiro da Farah e da bala Balouk anche di mezzi e convogli. Un'operazione davvero complessa. A rientrare in Italia non solo i militari ma anche  2.2445 tonnellate di materiali divisi su 23 convogli per un totale di quasi 2.000 metri lineari di carico, con 131 mezzi mobili  e 109 veicoli tattici. Il lavoro svolto dalla TSU-S dal mese di agosto in queste zone, è stato davvero notevole con 187 pattuglie di sicurezza e di ricognizione della zona di responsabilità, nonchè numerose esercitazioni mediche con l'utilizzo di  elicotteri italiani e USA  allo scopo di addestrare al soccorso e alle evacuazioni mediche i militari dell'esercito afgano. Parole di elogio sono state espresse dal Generale Michele Pellegrino, Comandante del Rc-West al Comandante della TSU-S, il Colonnello Mauro Sindoni per l'ottimo lavoro svolto e per"lo straordinario sforzo sostenuto nella conduzione di un'articolata e vasta attività  a favore della popolazione afgana, svolta sul fronte della sicurezza e della ricostruzione che è stata sinceramente riconoscente per quanto fatto a suo favore dalla TSU-S". La fase di ripiegamento del contingente italiano continuerà sino alla fine del 2014, data nella quale si concluderà la missione ISAF.afghanistan-missione-compiuta-altri-400-militari-rientrano-.jpg

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23 novembre 2013 6 23 /11 /novembre /2013 22:11

roma marcia marò 23 novembre2Hanno sfidato il freddo e la pioggia con i loro tricolori, tricolori anche listati a lutto (per ricordare le vittime dell'alluvione in Sardegna) e gli striscioni"Liberi subito".Erano migliaia le persone che oggi hanno partecipato alla marcia di solidarietà "Tutti insieme per i Marò"a sostegno dei due fucilieri del S.Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da più di un anno in India con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani, nonostante ci siano le prove della loro innocenza(Vedi altri articoli sul caso dei marò, alla sezione:attualità sempre su questo stesso blog e anche su http://inostrileoni.altervista.org/blog).  Hanno sfidato soprattutto il silenzio davvero assordante dei media italiani, che chissà per quale motivo hanno deciso di far calare il silenzio su questa drammatica vicenda. Molte le persone che non sapevano niente della marcia se non fosse stato per i post e il comunicato stampa relativo all'evento, orgnizzato dai familiari dei due militari, post che giravano sul web in questi giorni. Dai Tg e dai giornali un silenzio assordante e incomprensibile. Alla marcia partita da Piazza Bocca della Verità erano presenti anche i famigliari dei due fucilieri"Se non tornano a Natale li andiamo a riprendere noi"parola di Vania la moglie di Salvatore Girone. "Salvo è sereno e forte, siamo pronti a supportare e a trasmettergli forza"ha affermato sempre Vania."E' bellissimo vedere quanta gente gremisce questa piazza, abbiamo impiegato tanta energia giorni e notti e insonni davanti al pc o a fogli bianchi per organizzarla(la marcia).Non possiamo dimenticare Massimiliano e Salvatore" ha detto invece la fidanzata di Massimiliano Latorre, Paola. I due fucilieri del S.Marco hanno potuto seguire la marcia in collegamento assieme all'inviato del governo italiano Staffan de Mistura, Salvatore Girone ha fatto pervenire un messaggio tramite la moglie:"Ogni giorno che passa sento sempre più il dovere di mantenere alto l'onore di un soldato italiano e della nazione. Nella nostra situazione qualunque soldato e qualsiasi paese lotterebbe per far sì che vengano riconosciuti i diritti propri e internazionali e nel nostro caso anche la propria innocenza". Parole misurate, composte come si addicono ai soldati, soldati che devono obbedire agli ordini, che non possono protestare. Soldati traditi da un governo che poco sta facendo per arrivare ad una rapida risoluzione del caso. Soldati abbandonati nel silenzio dei media, ma stretti dal  caloroso abbraccio e sostenuti dalle migliaia di italiani presenti oggi  in piazza.

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22 novembre 2013 5 22 /11 /novembre /2013 18:56

Tra i militari schierati in Afghanistan, ci sono anche i Carabinieri del PAT(Police Advisor Team)con tre team di Carabinieri del 1°Reggimento Carabinieri Parà del "Tuscania", del 7°Reggimento"Trentino Alto Adige"e del 13°Reggimento Friuli Venezia Giulia.

Nell'ambito della missione afgana, hanno un compito estremamente importante e delicato:svolgono attività di advising per il Comando Regionale e Provinciale dell'Afghan Uniform Police di Farah. I Carabinieri del PAT in questa fase della transizione, devono verificare quanto appreso dagli uomini della polizia afgana durante l'addestramento ed inoltre continuano ad occuparsi della formazione degli istruttori afgani.

E' per questo che vengono svolti molti corsi di "close protection", "bodyguard", "map reading", "check point" e altri vari corsi di aggiornamento. Nei giorni scorsi i Carabinieri del PAT hanno portato a termine lo svolgimento di tre corsi sempre a favore della polizia afgana. Tutti i corsi hanno avuto una parte pratica ed una parte teorica.  Al termine dei corsi è stato rilassciato un certficato di frequenza.Tra le materie insegnate anche "map reading", "C-IED"(Counter-Impaired Explosive Device) e "C.L.S".(Combat Life Saver).

 Il primo dei 3 corsi, ha fornito ai militari afgani la capacità di acquisire il controllo e la richiesta di supporti tattici, nonchè la localizzazione sul territorio di obiettivi e del personale operativo. Il secondo corso invece, ha insegnato loro a mettere in partica le "TTP"(Tecniche, Tattiche e Procedure)in modo da individuare  e localizzare le minacce  causate dai vari tipi di IED  e la richiesta di supporto delle EOD(  Explosive Ordenance Disposal ,unità di supporto specializzate ). Il terzo corso ha trattato materie medico-sanitarie come come trattare e stabilizzare lesioni e ferite riporate in attività operative sul terreno ad esempio:ferite causate da esplosioni, amputazioni, ferite al torace e ancheafghanistan Carabinieri del PAT svolgono 3 corsi per la pol tecniche di evacuazione da ambienti ostili.

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21 novembre 2013 4 21 /11 /novembre /2013 17:47

La soluzione della vicenda dei due fucilieri del S.Marco detenuti in India, con l'accusa dell'uccisione di due pescatori indiani, appare sempre più lontana.Ma sono sempre tante le iniziative dei tanti gruppi Facebook che li sostengono e dei loro familiari.Proprio i familiari dei due marò hanno organizzato per sabato 23 novembre a Roma, una marcia pacifica a sostegno dei due militari detenuti in India. "Tutti insieme ai Marò"così è stata intitolata questa iniziativa per non far calare il silenzio su questa drammatica vicenda."Una marcia di solidarietà per richiamare e mantenere sempre alta l'attenzione sulla vicenda dei 2 marò-i fucilieri della Brigata Marina S.Marco della Marina Militare Capo 1a classe Latorre Massimiliano e 2°Capo Girone Salvatore di fatto trattenuti in India da ormai 22 mesi in virtù della nota vicenda per cui sarebbe loro attribuita la responsabilità di un incidente avvenuto il 15 febbraio 2012 al largo della costa indiana.Non è chiaramente una marcia su Roma, è semplicemente una marcia per le vie di Roma-marcia ribadisco di solidarietà, quindi assolutamente pacifica e ci tengo a sottolineare a-politica e a-partitica. Non a caso le Famiglie hanno deciso di intitolare la marcia"Tutti insieme per i marò" e non a caso si è scelta come location Roma. Non ci interessano bandiere-ad eccezione chiaramente del tricolore- stemmi di qualsivoglia connotazione/orientamento politico. Il tema è troppo delicato perchè si possa lasciare spazio ad eventuali speculazioni di sorta. Questa è la marcia per i marò. Quindi l'obiettivo della marcia che è solo una delle iniziative in cantiere ad opera dei familiari dei due marò è esclusivamente di richiamare l'attenzione e di sensibilizzare i cittadini affinchè si faccia chiarezza sugli sviluppi della vicenda, consentendo realmente un definitivo rientro in patria dei nostri marò. La marcia ha anche lo scopo di fare sentire ai fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone la vicinanza di tutti gli italiani in quello che è probabilmente uno dei momenti più difficili della  loro vita, del resto i due marò si sono trovati coinvolti in una drammatica vicenda proprio nel momento in cui stavano svolgendo un regolare servizio in quanto militari italiani impegnati a garantire l'incolumità di una  nave  italiana(la petroliera Enrica Lexie) che navigava in acque internazionali in una delle zone  definite ad alto rischio di pirateria. Forse inutile  sottolineare  come il sopraggiungere delle festività natalizie sia per le famiglia Latorre e Girone motivo ulteriore di mestizia sapendo di non poterlo trascorrere in ambito domestico, nella propria città e sopratutto con il solito clima festoso serenamente con i propri cari."Si legge nel Comunicato Stampa relativo alla marcia. Una marcia alla quale parteciperanno anche varie associazioni e clubs non solo militari, ci sarà l'Associazione Nazionale Bersaglieri, l'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, l'Associazione Nazionale dei Paracdutisti, il GRuppo nazionale dei Leoni del S.Marco. Partiranno da tutte le città d'Italia tanti pullman in modo da assicurare la partecipazione del maggiore numero di persone.L'appuntamento è per sabato 23 novembre a Roma alle ore 15.00. Lroma-il-23-marcia-su-roma-per-i-2-maro.pnga marcia partirà da Piazza Bocca della Verità, poi il corteo si snoderà per Via Ptroselli, Via Teatro Marcello, Piazza Aracoeli, Piazza Venezia, Via Cesare Battisti per giungere alle ore 17.00 circa in Piazza Santi Apostoli. Quindi sabato 23 novembre tutti in marcia per dimostrare ai 2 marò che il popolo italiano non li ha dimenticati.

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19 novembre 2013 2 19 /11 /novembre /2013 18:14
 Il ciclone "Cleopatra"ha devastato la Sardegna:il bilancio è di 16 morti tra i quali 4 bambini e 1 disperso, evacuate più di duemila persone.Ponti distrutti, strade e campi allagati,collegamenti telefonici e internet interrotti o a singhiozzo. Il nubifragio non ha fatto solo danni nel nord della Sardegna ma anche nella zona a sud(come si può vedere anche nel video di Repubblica Tv):a Cagliari la spiaggia del Poetto è scomparsa sott'acqua, molte le vie allagate.Una tragedia annunciata dalle previsioni meteo dei giorni scorsi e forse sottovalutata:forse quei 18 morti si sarebbero potuti salvare e forse si sarebbero potuti evitare anche i dispersi. Fino a ieri sera sul tardi nessun Tg parlava o mostrava immagini di quello che stava succedendo nell'isola,isola della quale ci si ricorda solo quando c'è da parlare di vacanze e di Costa Smeralda che altrimenti non fa notizia. Sul web le news si rincorrevano parlavano di  pioggia incessante che continuava a cadere, di raffiche di vento fortissime, di persone aggrappate agli alberi in cerca di scampo, di black out improvvisi che rendevano i cellulari inutilizzabili e di conseguenza molte zone restavano isolate.I Tg nazionali hanno preferito aprire con le news riguardanti il caso"Cancellieri"e le solite beghe politiche, mentre in Sardegna si moriva nel fango e nell'acqua. Solo a tarda notte il Tg di rai 3 parlava della tragedia avvenuta dell'isola e mostrava le prime immagini. Ci sono voluti 18 morti perchè si parlasse dei danni del nubifragio che ha messo un'isola in ginocchio. Dei morti che forse avrebbero potuto essere salvati, se solo i soccorsi fossero intervenuti tempestivamente.Si ha come l'impressione che come al solito la Sardegna sia stata abbandonata a sè stessa, a Uras gli abitanti si sono dovuti rimboccare le maniche e mettersi a spalare da soli il fango, solo per fare un esempio.Intanto sul web si possono trovare tutte le informazioni utili:sulle loro pagine Facebook molti utenti hanno messo annunci  gli sfollati per ospitare nelle proprie case, negli alberghi e nei bed&breakfast, molti danno consigli utili su come aprire le reti wi-fi per agevolare le comunicazioni che restano difficoltose, anche se per farlo è consigliabile affidarsi ad egli esperti.Adesso per giorni in Tv si assisterà alla solita passerella di poilitici e si dovranno sentire le solite parole di circostanza.La tragedia si sarebbe potuta evitare non cementificando intere zone o coprendo l'alveo dei fiumi e dei corsi d'acqua, perchè la natura prima o poi si ribella e si riprende il territorio.Ancora una volta i sardi dovranno contare sulle proprie forze per rialzarsi da questa tragedia,ma ormai ci sono abituati.
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18 novembre 2013 1 18 /11 /novembre /2013 18:20

 I afghanistan militari italiani realizzano progetti a Shindanmilitari italiani continuano il loro lavoro  a favore della popolazione e dello sviluppo dell'Afghanistan. L'ultimo di questi progetti a favore della popolazione degli abitanti del villaggio di Mogholan-e-now, nella zona di Shindand è stato realizzato grazie al Prt italiano di Herat. E' stato infatti inaugurato un allevamento di polli nel distretto di Shindand, un evento importante questo, perchè garantirà il lavoro a 30 delle 300 famiglie di questo villaggio sperduto. Il termine dei lavori della struttura è stato seguito dal Capitano Turolla del 183°Reggimento Paracdutisti"Nembo". Fino ad oggi sono notevoli i progressi del popolo afgano verso il raggiungimento dello sviluppo economico nelle aree dove ha operato e sta operando il contingente dei militari italiani. Un esempio è dato da quello delle scuole:oggi sono migliaia i bambini e le bambine che possono andare a scuola, le scuole sono 14 mila, mentre nel 2001 erano solo meno di 100 e per le bambine e le ragazze sedere tra i banchi era un sogno irrealizzabile a causa del regime dei talebani.A Kabul ci sono anche delle classi miste, cosa davvero impensanbile fino a poco tempo fa. Oggi le donne a Kabul possono camminare per strada coperte dal velo e il velo lascia scoperto il viso e anche parte dei capelli, inoltre il 28% di loro siede nei seggi in Parlamento. Sempre grazie all'operato del contingente ISAF e quindi dei militari italiani, sono state costruite strade per 22 km e ferrovie per 75 km, ferrovie che durante il regime dei talebani erano proibite.Oggi la popolazione può usufruire dell'energia elettrica anche 24 ore di seguito  come nella zona di Kabul.Inoltre continua l'addestramento dell'esercito afgano che terminerà nel 2014 con la fine della missione ISAF. Tutti i progetti realizzati a favore della popolazione afgana vogliono dimostrare a questo popolo che viene protetto e difeso dai militari italiani come ha detto il  Generale Battisti, Capo di Stato Maggiore della Missione ISAF:"Un passo obbligato, per una missione che dall'inizio godeva solo della leggittimità internazionale, ovvero del mandato ONU. Era necessario invece che la società riconoscesse la bontà della nostra presenza attiva, non solo a combattere i talebani, ma anche a proteggere gli afgani". E pare proprio che questo obiettivo sia stato raggiunto, anche se resta ancora da fare. 

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15 novembre 2013 5 15 /11 /novembre /2013 18:38

Geniere-del-4-reggimento-controlla-litinerario-300x168Era l'alba, gli ultimi 138 militari italiani e l'ultimo convoglio di 32 mezzi militari e 14 veicoli adibiti al trasporto dei materiali con lascorta dei Mangusta A129 da combattimento e della Task Force "Fenice" hanno lasciato la Fob"Tobruk"di Bala Balouk per tornare a casa. Dopo la Fob"Dimonios"di Farah anche la Fob"Tobruk" è stata ceduta dai militari italiani all'esercito afgano. E' l'ultimo avamposto della TSU-S, l'unità che ha portato avanti e concluso il processo di transizione in questa parte dell'Afghanistan. In questa Fob hanno operato i Bersaglieri del 6°Reggimento di Trapani, i Genieri del 4° Reggimento Guastatori di Palermo e la Compagnia del Genio del 5°Reggimento Guastatori di Macomer(Nu),un plotone di trasmettitori del 2°Reggimento Trasmissioni Alpine di Bolzano ,che hanno garantito le trasmissioni per il comando ed il controllo di tutta la zona e anche con l'Italia. Sono stati i Bersaglieri del 6°Reggimento di Trapani  operativi in questo avamposto per quasi sette anni, a chiudere la Fob"Tobruk"e a  cedere la base al Colonnello Nazar Mohammad Qaleqi in rappresentanza dell'esercito afgano. D'ora in poi la base ospiterà la sede del 6°Kandak della seconda Brigata del 207°Corpo dell'esercito afgano. La delicata fase di ripiegamento dei militari italiani dalla Fob"Tobruk"è avvenuta sotto il controllo del Rc-West su base Brigata Meccanizzata Aosta. Tornano così a casa altri 400 militari italiani. Ora il continegente italiano si trova concentrato nella zona dell'aeroporto di Herat e di Shindand dove ci sono le ultime 2 basi italiane:qui ci sono 3mila militari italiani che resterano fino al dicembre 2014, data ufficiale della conclusione della missione ISAF. Dopo questa data, a restare per 3 anni saranno circa 800 militari che avranno compiti di addestramento e di supporto all'esercito afgano. Per oggi, con la chiusura della Fob "Tobruk"si può dire:"missione compiuta" e pensare anche ai tanti caduti italiani di questa missione, alcuni dei quali proprio in questi avamposti di Bala Balouk e Farah.

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13 novembre 2013 3 13 /11 /novembre /2013 17:22

afghanistan commemoraziona strage nassirya a kabul"Oggi è una data dolorosa che ricorda nel suo decimo anniversario i nostri connazionali caduti in terra irachena. E' doveroso ricordare loro e anche tutti gli altri caduti che le forze armate italiane hanno avuto negli anni nelle varie missioni internazionali. Noi tutti dobbiamo rammentare che indossando la divisa siamo chiamati ad onorare il nome dell'Italia nel mondo anche a costo della nostra vita. Dobbiamo stringerci in un grande abbraccio alle famiglie di questi morti:mogli,madri, padri,fratelli e figli che sono stati privati dell'affetto e del sostegno dei propri cari.Queste persone sono dei veri e oropri eroi con la dignità del loro comportamento sono un esempio per tutti noi". Con queste parole il Generale di Corpo d'Armata Giorgio Battisti, Capo di Stato Maggiore della Forza Internazionale e Italian Senior Representative, si è rivolto ai militari italiani schierati presso il Comando ISAF a Kabul ieri, durante la breve cerimonia di commemorazione dei caduti nell'attentato di Nassiriya il 12 novembre 2003.In seguito all'esplosione di un camion imbottito di esplosivo morirono 19 militari italiani tra Carabinieri e militari dell'Esercito, anche dei civili e ci furono 58 feriti. 

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13 novembre 2013 3 13 /11 /novembre /2013 16:24

marò-copia-1Si è concluso l'altro giorno l'interrogatorio in video conferenza ai 4 fucilieri del S.Marco che si trovavano a bordo della Lexie con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, la sera dell'uccisione dei due pescatori indiani."Ci abbiamo messo dei mesi per arrivare a questa audizione a distanza.Adesso il processo dovrebbe passare alla Corte Speciale,pensiamo di chiudere presto l'incidente e di rilanciare i nostri rapporti commerciali con l'India, un paese che non possiamo perdere"con queste parole il Ministro degli Esteri Emma Bonino ha commentato in un forum con dei giornalisti del Corriere della Sera, l'interrogatorio in videoconferenza da parte della Nia, l'agenzia investigativa indiana ai 4 militari italiani.Intanto durante l'audizione al Senato, l'inviato del governo italiano Staffan de Mistura, ha affermato che bisogna chiarire il fatto della diversità dei proiettili:infatti la perizia balistica degli indiani nonchè l'autopsia effettuata sui corpi dei pescatori dagli indiani, dimostra che il calibro dei proiettili non coincide con quello dei proiettili sparati dai due marò, ma coincidrebbe con i fucili in dotazione ad altri due membri del team a bordo della Lexie quella sera.Inoltre de mistura ha sottolineato la nebulosità delle indagini indiane e che proprio questo fatto "servirà nel processo".  

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11 novembre 2013 1 11 /11 /novembre /2013 15:51

maro-copia-1.jpgSi sta svolgendo in queste ore a Roma, presso l'Ambasciata indiana l'interrogatorio in videoconferenza ai quattro fucilieri del S.Marco che erano a bordo della Lexie assieme a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. I quattro fucilieri sono accompagnati dall'inviato del governo italiano Staffan de Mistura. I militari vengono sono sotto interrogatorio sempre nell'ambito delle indagini sul caso dei marò, accusati dell'uccisione di due pescatori indiani e detenuti in India per questo motivo da più di un anno.

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