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29 novembre 2015 7 29 /11 /novembre /2015 19:04
Libia:Folgore pronta ad entrare in azione

Il Ministro degli Esteri Gentiloni ha affermato che"L'Italia come in Iraq, come in Afghanistan, ma anche in Libia, si assumerà la sua responsabilità. Serve un accordo tra le parti libiche e un via libera delle Nazioni Unite. Nelle prossime settimane certamente l'Italia avrà un ruolo molto importante di coordinamento in Libia". Sono dunque pronti a partire per la Libia i parà della Folgore e gli incursori del COMFOSE,obiettivo: contrastare l'ISIS. Pronti a partire anche per garantire "le cornici di sicurezza che saranno necessarie al contingente logistico". La rivelazione arriva dal quotidiano on line"CongedatiFolgore". Questione di settimane, e la Folgore sarà pronta a dare il suo contributo per contrastare l'ISIS." Non è un segreto che da diversi mesi è in corso una pianificazione di un eventuale insediamento all'aeroporto di Tripoli o nella zona portuale. Per la sua natura interforze, sarà il COI a gestire il dispiegamento e il mantenimento. Diversi incontri operativi sono stati tenuti alla presenza del Ministro della Difesa,. Già dall'estate scorsa quando non era infrequente vedere cartelline con il titolo"LIBIA" sotto il braccio degli ufficiali convocati. Si tratterebbe di un ulterioredelicato incarico di coordinamento per gli uomini del Generale di Corpo d'Armata Marco Bertolini , Comandante del COI." In Libia la situazione resta molto insidiosa con le milizie che hanno campo libero e devono essere contrastate sul terreno. Mentre la Folgore aspetta l'ok per entrare in azione, c'è da risolvere il problema delle regole d'ingaggio definite come"inadeguate ai combattimenti "attivi" che sarebbero richiesti in Libia."

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25 novembre 2015 3 25 /11 /novembre /2015 19:10
Libano:militari italiani organizzano corso di italiano per i bambini

I militari del contingente italiano di UNIFIL della Task Force ITALBATT su base Brigata Alpina "Taurinense", hanno tenuto la prima lezione del corso di italiano dell'anno scolastico 2015/16 rivolta ai bambini della scuola del villaggio di Al-Qulaylah in coordinamento con il Direttore Mr. Mohamed Abu Khalil. Inoltre in alcune classi delle scuole intermedie, il personale sanitario di ITALBATT ha tenuto, su proposta del Direttore della scuola, una lezione di igiene dentale(dental awareness) agli studenti. Ad ogni bambino è stato consegnato un kit dentale(spazzolino, dentifricio, e filo interdentale)donati dall'Associazione Nazionale Dentisti della sezione di Varese. Il contingente UNIFIL oltre a supportare la popolazione locale, monitora la cessazione delle ostilità e supporta le Forze Armate Libanesi, come previsto dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

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20 novembre 2015 5 20 /11 /novembre /2015 15:29
Padova:scandalo dei poliziotti lasciati senza giubbotti antiproiettile

Anche l'Italia è nel mirino dei terroristi dopo gli attentati di Parigi. Il livello di allerta è stato innalzato e i controlli intensificati. il Ministro dell'Interno Alfano rassicura gli italiani, tutto o quasi sembra essere sotto controllo. Eppure le forze dell'ordine preposte alla sicurezza dei cittadini, restano senza giubbotto antiproiettile. La denuncia viene da parte da parte di Mirco Pesavento del SAP(il Sindacato di Polizia)di Padova . Durante i controlli le forze dell'ordine devono indossare il giubbotto antiproiettile ma"da tempo abbiamo una vertenza aperta con il nostro Dipartimento nazionale su questo tema e oggi sono intenzionato a parlarne nuovamente con il questore. Dei mille uomini in forza alla questura solo il Reparto Mobile e il Reparto Prevenzione Crimine hanno una dotazione sufficiente. Tutti gli altri(almeno un centinaio) no. Anzi le dico di più. Ci sono altri tipi di giubbotti. quelli denominati sotto camicia:in questura ne abbiamo 10. Molti agenti hanno speso 600 euro per comprarselo autonomamente. Guardi mi pare che vogliano fare le nozze con i fichi secchi. E siccome anche ai Carabinieri è stata data l'indicazione di metterli da oggi, voglio vedere se li hanno." Queste le parole di Pesavento al "Gazzettino della CISL" del Veneto. Oltre a questo fatto, a Padova dall'estate è stato attivato un Nucleo Speciale parimonio di capoluoghi con obiettivi sensibili:UOPI:sono le Unità di Pronto Intervento che devono entrare in azione in caso di attacchi di terroristi a cose e persone. Hanno in dotazione dei caschi particolari e un fucile mitragliatore A Padova sono dieci. "Il SAP ha criticato non la loro istituzione , ma il fatto che tutti i 26 mila poliziotti che operano quotidianamente dovrebbero essere formati. Non solo.La selezione è stata fatta prendendoli dai reparti operativi che dunque sono stati ulteriormente impoveriti. Del resto con 3 miliardi di tagli in tre anni ... Insomma certo che sono utili . Ma tutti gli altri?"

Fausto Fanelli del COISP invece segnala un altro fatto inquietante "Quando a Roma ci hanno presentato l'iniziativa dovevamo tenere il più alto riserbo. Dopo due giorni in televisione dissero pure gli orari di impiego dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20. E se i terroristi colpiscono più tardi? C'è la reperibilità Bella idea sbandierarlo e mi domando ancora: bastano dieci persone per Padova , per di più preparate con un corso di 3-4 settimane quando un terrorista passa un anno intero a sparare in un campo militare? Tutto questo quando a Padova facciamo fatica a mettere insieme due volanti per turno notturno e i poliziotti vanno a sparare 30 colpi tre volte all'anno. Secondo me a parte la professionalità che ci mettono i colleghi, per il resto è stata un'operazione di facciata

"Leggi inadeguate, scarso equipaggiamento, infrastrutture e dotazioni non sufficenti. da troppo tempo denunciamo le mancanze. La nostra proposta non è solo creare unità antiterrorismo ma formare operatori di polizia di elevato standard di reazione. Ma la vera prevenzione si fa nei momenti di calma , eppure in Italia quando non c'è un vero allarme terroristico la sicurezza sparisce dalle agende dei governi assistiamo a continui tagli di risorse"afferma invece Luca Capalbo del sindacato UGL.

Il Giubileo di Roma è ormai alle porte e anche oggi in Italia è stata una giornata di falsi allarmi:le nostre forze dell'ordine sono davvero in grado di contrastare i terroristi con i mezzi che hanno a disposizione? Perché il Ministro dell'Interno non provvede a risolvere questa drammatica sitauzione denunciata dai sindacati di Polizia prima che sia troppo tardi?

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16 novembre 2015 1 16 /11 /novembre /2015 18:14
Genova:Allerta terrorismo ma zero pattuglie polizia al confine

L'Italia è in stato di allerta dopo la strage di Parigi. La situazione è a dir poco drammatica dato che al confine con la Francia non ci sono pattuglie della polizia a contrastare i terroristi. E' quello che affermano gli stessi poliziotti in un comunicato stampa che posto:

"Alla cortese attenzione degli organi di stampa e delle testate giornalistiche.

COMUNICATO STAMPA DEL 16 NOVEMBRE 2015

Oggetto: Terrorismo, Italia in stato di allerta 2 ed Alfano annuncia maggiori controlli alle frontiere, il Coisp: “Ma in Liguria ai valici con la Francia fino a ieri neppure una pattuglia italiana. Com’è possibile?” “Dopo l’ennesimo dramma in Francia, l’Italia è in stato di allerta 2. Quello, per intenderci, che precede l’allerta massima. E di fronte alla minaccia terroristica si è prontamente deciso di aumentare i controlli alle frontiere. Così, ai valici della Liguria, fino a ieri, c’era il cospicuo numero di pattuglie italiane delle Forze dell’Ordine pari a… ‘ZERO’! Non sappiamo bene cosa passi per la testa ai vertici del Ministero e del Dipartimento, ma una cosa è certa: prima di annunciare le cose bisognerebbe farle! Non è più tempo di proclami a vuoto o di pubblicità ingannevole, è tempo di fare sul serio: è della vita dei cittadini che si sta parlando”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le notizie giunte dalla Liguria dove fino a ieri, a due giorni dai gravissimi attentati terroristici avvenuti a Parigi, e dopo che il Ministro Alfano ha annunciato che “il Comitato ha assunto la decisione di rafforzare i controlli sul territorio e i controlli alle frontiere, in particolare quella con la Francia, per evitare, in stretta collaborazione con le autorità francesi, transiti che possano danneggiare le delicate indagini in corso”, ancora, ai valici di frontiera non c’era alcuna pattuglia italiana di Forze di Polizia o dell’Esercito né in entrata né in uscita dal territorio nazionale, mentre erano già in corso serrati controlli della Polizia francese in entrambi i sensi. E tutto ciò, oltre tutto, dopo che lo stesso Questore di Imperia, all’indomani dei tragici eventi di Parigi ed in ottemperanza a disposizioni ministeriali, ha disposto, tra l’altro, “un maggior impulso ai controlli di sicurezza e di frontiera con particolare riferimento alle attività di respingimento degli stranieri”. E soprattutto anche dopo che, ancor prima, la Francia aveva comunicato all'Italia la decisione di sospendere l'Accordo di Schengen con i suoi Paesi confinanti (in occasione dell'evento COP 21 da svolgersi a Parigi) proprio dal 13 novembre per un mese. Una cosa che per l’Italia avrebbe dovuto avere l’ovvia conseguenza del forte aumento dei respingimenti degli stranieri irregolari diretti proprio in Francia. “Ci sembrano premesse che avrebbero richiesto l’ovvia ed immediata destinazione di sostanziosi rinforzi ai valici in Liguria - insiste Maccari -. Com’è possibile invece che fino a ieri, ed a fronte della massiccia presenza su quella frontiera delle Forze dell’Ordine francesi, dei nostri non c’era neppure l’ombra? Ieri la polizia francese di Menton ha iniziato ad effettuare i respingimenti degli stranieri irregolari provenienti in treno o su strada dall’Italia ed, incredibilmente, non c'erano pattuglie italiane alla frontiera per le verifiche del caso. Com’è possibile tutto questo? Sarebbe ora di fare un po’ di chiarezza e di prendere reali e concreti provvedimenti”.

E speriamo davvero che questi provvedimenti vengano presi al più presto.

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13 novembre 2015 5 13 /11 /novembre /2015 19:10
Verona:Caporal Maggiore degli Alpini salva 5 inglesi.Il Generale USA lo ringrazia

E' il pomeriggio dell'11 ottobre 2015 a Kabul, e nei containers dove ci sono gli uffici del quartier Generale della missione NATO, è una giornata di lavoro come tante altre. Un elicottero Puma inglese sta per atterrare quando all'improvviso avviene lo schianto. Tra i tanti militari del contigente multinazionale in servizio, c'è anche un italiano, è il Caporal Maggiore Andrea Agnelli,di Arezzo, soccorritore militare, effettivo al Reggimento Alpini Paracadutisti di Montorio Veronese(VR).

Non perde nenache un attimo di tempo, si precipita subito sul posto, e nonostante il pericolo rappresentato dal carburante fuoriuscito dall'elicottero che potrebbe esplodere da un momento all'altro, trae in salvo i cinque militari inglesi rimasti imprigionati tra i rottami. Continua la sua opera di soccorso anche presso l'infermeria del campo stabilizzando i feriti. Al termine del suo intervento lo stesso Caporal Maggiore deve ricorrere alle cure dei sanitari a causa di disturbi che gli sono stati causati dall'inalazione del carburante dell'elicottero.

Il Comandante USA della missione NATO in Afghanistan, il Generale John F.Campbell, ha inviato al militare italiano una lettera di compiacimento ringraziandolo per il suo atto di eroismo con parole di elogio e apprezzamento per "la sua dedizione e lo spirito di servizio che hanno conferito prestigio a lui e alla sua Nazione". Cinque militari inglesi sono morti nel terribile schianto, ma altri cinque sono vivi grazie al coraggio del Caporal Maggiore degli Alpini, Andrea Agnelli. Una missione quella in Afghanistan che continua, a volte costellata da atti di eroismo come questo, che raramente si meritano una prima pagina sui giornali.

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10 novembre 2015 2 10 /11 /novembre /2015 20:16
Torino:la mostra che oltraggia i marò:infuria la polemica

Succede anche questo. A Torino Esposizioni c'è stata l'undicesima edizione di ""Paratissima, durante la quale sono state esposte alcune opere di artisti all'avanguardia. Uno di questi artisti, Javier Scordato, argentino, ha pensato bene di dedicare un dipinto ai due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Si vedono i due militari italiani rappresentati come due Madonne e sullo sfondo dei ritagli di giornali indiani. E si legge pure una didascalia:"MARO'nna della Torre pendente, della giustizia e MARO'nna del VII°Girone infernale. Sul sito web della mostra si legge inoltre:"Invecchiano, si ammalano e piangono sangue lontano dalla loro patria, dai loro altari, e dall'abbraccio dei loro immorali fedeli".  Un insulto insomma a tutti gli italiani che dimostrano solidarietà ai  due militariL'opera è un vero e proprio oltraggio nei confronti dei due fucilieri del S.Marco che innocenti, dopo tre anni e mezzo sono ancora in attesa di giustizia. Ma forse questo il grande artista argentino autore di quest'opera se lo è proprio SCORDATO. Infuria la polemica contro il sindaco di Torino Piero Fassino:come ha potuto autorizzare l'esposizione di un'opera simile? Pronta la sua risposta:"("Il dipinto)non corrisponde al sentimento della città di Torino, che in più occasioni ha espresso vicinanza ai nostri marò, auspicando una soluzione che permettesse di riportarli a casa il prima possibile". Vada a spiegarlo ai due fucilieri del S.Marco che se non fossero militari e costretti al rispetto delle regole quel dipinto all' artista argentino nonchè al sindaco Fassino gliel'avrebbero tirato in testa.

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9 novembre 2015 1 09 /11 /novembre /2015 19:04
Roma:caso Scieri:approvata una commissione d'inchiesta

Emanuele Scieri aveva 26 anni, si era appena laureato in giurisprudenza, e nell'agosto del 1999 stava svolgendo il servizio militare(ai tempi obbligatorio) come aspirante paracadutista della Folgore presso la Caserma Gamerra di Pisa. Emanuele non potrà portare a termine il servizio militare. Viene trovato morto il 13 agosto, ai piedi di una torre di asciugatura per i paracadute. Il corpo viene ritrovato dopo tre giorni. Emanuele è Morto dopo un volo di venti metri. La sua morte viene presto archiviata come"incidente" nonostante alcune inchieste poi archiviate.

Eppure da subito ci si rende conto che quella morte non può essere un semplice incidente.  Emanuele aveva gli anfibi slacciati, fratture multiple ma anche strane ferite alle mani e ai piedi. Ferite alle mani che sarebbero state causate dalla pressione di uno scarpone di una persona. Come riportato da un articolo di "Repubblica"del 30 marzo 2000, nell'ambito di una delle tante inchieste che poi venne archiviata, venne sentito un testimome, Mario Ciancarella, ufficiale pilota dell'Aeronautica fino al 1983 poi congedatosi dalle Forze Armate. Un teste ritenuto inaffidabile, che affermò che quella notte i "nonni"cioè i militari più anziani, avrebbero costretto Emanuele a salire sulla torre di asciugatura dei paracadute e mentre lui si trovava appeso alla scala, uno di loro gli avrebbe schiacciato una mano con un piede, facendolo precipitare a terra. Sempre secondo questa testimonianza, Emanuele non sarebbe morto subito, nonostante la brutta caduta. I"nonni"si sarebbero rivolti ad un sottufficiale di giornata, un ufficiale di ispezione per avere un consiglio sul da farsi. E il suo consiglio sarebbe stato terribile:per non essere scoperti avrebbero dovuto vegliare Emanuele durante la notte fino alla sua morte. Questo l'unico modo per non far scoprire la verità sull'accaduto. E i"nonni"fecero proprio così.

Ma i genitori di Emanuele non si sono mai arresi in tutti questi anni e adesso finalmente la verità a galla. La verità su quello che pare proprio un episodio di nonnismo. Il 4 novembre infatti dopo anni di dure battaglie(su Twitter è presente anche il gruppo"#giustizia per Lele), la Camera ha approvato l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri. E' davvero una grande vittoria. Perché finalmente il velo di silenzio e di omertà caduto su questa morte verrà alzato, e si spera che i colpevoli pagheranno per l'omicidio commesso. L'omicidio di un ragazzo che sarebbe diventato un parà della Folgore.

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9 novembre 2015 1 09 /11 /novembre /2015 17:56
Redipuglia:inaugurata la Piazza delle Pietre d'Italia in ricordo Prima Guerra Mondiale

Ricevo da parte del Capitano Igor Piani (Ufficiale addetto alla Sezione Pubblica Informazione del Ministro della Difesa), il seguente Comunicato Stampa che posto per segnalare questo importante evento.

Se le pietre potessero parlare, da oggi, a Redipuglia si esprimerebbero con i dialetti di tutta Italia. Assemblate in un mosaico di chiaro-scuri, sono 8.047 - una per ogni comune – le pietre che formano il ‘tappeto lapideo’, realizzato dalla Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell'area adiacente la Casa della Terza Armata, in occasione del Centenario del primo conflitto mondiale. “La piazza delle Pietre d'Italia”, che simboleggia l’unità del Paese nel comune sacrifico prestato durante la grande guerra, sarà inaugurata lunedì 9 Novembre a Redipuglia con l’accensione ufficiale.

Il Sottosegretario di Stato, Luca Lotti, ha chiesto a Mina di essere parte di questo evento. La risposta della grande artista non si è fatta attendere attraverso un suo inedito omaggio audio e video, che si fa portavoce di un importante messaggio di pace. L'istallazione segna l’avvio della stagione dei restauri conservativi e di valorizzazione dei Sacrari Militari, e sarà presentata in conferenza stampa dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dal Sottosegretario di Stato, Luca Lotti, e dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Seguiranno la deposizione della corona ai piedi della tomba del Duca d'Aosta e l’inizio della cerimonia con l'ascolto della canzone 'Il testamento del Capitano' interpretata magistralmente da Mina con la tecnica della ‘sovraincisione che ne moltiplica la voce e la dipana in un riverbero di suoni fino a sedici volte, per riprodurre lo stile del coro degli alpini.

Subito dopo, il saluto delle autorità e la proiezione di un video inedito in cui Mina recita un passo struggente tratto dall’opera antologica di Carlo Emilio Gadda "Giornale di guerra e di prigionia", su filmati e immagini d’epoca messi a disposizione da: Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa e Uffici Storici delle Forze Armate e dei Comandi Generali, Rai Direzione Teche, Istituto per la Storia del Risorgimento di Roma, Fondo Monelli - Biblioteca statale Antonio Baldini, Roma. Lo stralcio scelto dalla grande cantante per ricordare l'enorme tragedia di un secolo fa evoca le difficili condizioni dei soldati, la loro fatica immane e abbrutente; ma vi si percepisce anche la dimensione più umana, partecipe, in un commovente sentire, fatto di condivisione, fratellanza, rispetto reciproco. E l'intensità con la quale Mina interpreta il lascito di Gadda rende ancora più toccante il ricordo dei tanti caduti di guerra e attuale il messaggio sotteso: la necessità di guardare con determinazione e fiducia a un futuro di pace.

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7 novembre 2015 6 07 /11 /novembre /2015 19:15

Anche i militari della Brigata Sassari e i Paracadutisti del 187°Reggimento "Folgore"(protagonisti anche di un lancio:nel video al minuto 00.50)nonchè i Bersaglieri, hanno preso parte alla"Trident Juncture"quella che è stata definita la più la grande esercitazione NATO dai tempi della Guerra Fredda.

Iniziata il 26 ottobre e terminata il 6 novembre, la Trident ha visto entrare in azione 36.000 militari in Italia, Spagna, Portogallo, Mediterraneo e Atlantico, 200 tra velivoli spia e velivoli da trasporto nonché circa 60 unità di superficie e sommergibili. Trentatré le nazioni 28 membri NATO e 5 partners internazionali, i militari si sono addestrati anche in Sardegna, presso la base di Capo Teulada, suscitando le dure proteste e manifestazioni dei pacifisti contro le servitù militari in Sardegna. Anche la Brigata Sassari ha preso parte all'addestramento sotto il comando del Generale Arturo Nitti Comandante della Brigata, dal quale dipendevano circa 1.000 militari italiani oltre il 500 delle Forze Armate di Albania, Ungheria, USA, Spagna e Germania. Sul terreno l'Esercito ha schierato la Brigata Sassari il 3°Reggimento Bersaglieri, il Battaglione del 5°Reggimento Genio Guastatori, era presente anche l'Aviazione dell'Esercito con 5 elicotteri dei quali tre Mangusta del 5° Reggimento Rigel del 7°Reggimento Vega e una batteria di Artiglieria semovente del Comando Artiglieri, mentre le trasmissioni, sono state assicurate dagli specialisti del 7°Reggimento di Sacile. La "Trident Juncture" ha avuto come obiettivo quello di addestrare e verificare la capacità dei vari dispositivi terrestri, navali, aerei, nonché delle Forze Speciali della NATO addestrandole ad agire e reagire in tempi brevissimi anche ricorrendo ad una tecnologia di altissimo livello. Per questo motivo si sono svolte delle esercitazioni alla guerra asimmetrica e anche allal cyberguerra

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3 novembre 2015 2 03 /11 /novembre /2015 17:49
Roma:i marò dimenticati e quelle importazioni di amianto dall'India

Nei giorni scorsi, tanti sono stati gli articoli apparsi sui principali quotidiani nazionali dedicati al caso dei due fucilieri del S.Marco innocenti e ancora in attesa di giustizia dopo tre anni e mezzo. Articoli che hanno messo in evidenza come ci siano le prove dell'innocenza dei due militari italiani(prove delle quali questo blog aveva scritto già da tempo, vedi anche l'articolo nella categoria"Marò":"Roma:i marò non hanno sparato lo dice la perizia"), e di come alcuni dati siano stati manipolati appositamente per fare risultare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone colpevoli della morte dei due pescatori indiani. Viene da chiedersi:se ci sono le prove della loro innocenza cosa si sta aspettando a liberare Salvatore Girone rimasto in India, e ad avere giustizia per i due militari italiani? Il nostro governo tace come sempre anche davanti all'evidenza e soprattutto, cosa molto più scandalosa, non muove un dito per liberarli e per giungere ad una risoluzione positiva del caso dopo ben tre anni e mezzo. Perché?

Il governo italiano sembra totalmente succube degli indiani, forse per via di interessi economici? Tempo fa alcuni importanti quotidiani nazionali avevano riportato l'inquietante notizia dell'importazione di grandi quantitativi di amianto proprio dall'India. "Nonostante i divieti vigenti dal 1992, l'Italia ha importato nel 2012 ingenti quantit di amianto dall'India, addirittura come maggiore importatore con 1040 tonnellate. E' tutto scritto in documenti ufficiali. Il dato è stato è stato confermato anche dall'Agenzia delle Dogane"queste le parole del PM Raffaele Guariniello alla"Stampa", che su questo caso dell'amianto importato dall'India, ha aperto un'inchiesta "per chiarire eventuali responsabilità nella gestione dei canali di importazione di amianto e nell'impiego del materiale." L'importazione dell'amianto e di prodotti contenenti amianto è vietata dal 1992 dalla legge 257 del 27 marzo 1992. Ma le importazioni di questo materiale killer sono continuate anche nel 2014., materiale che poi sarebbe finito anche in freni e frizioni di auto. In India l'amianto è molto utilizzato. Forse queste importazioni di amianto c'entrano qualcosa con il fatto che il governo italiano non faccia nulla di concreto per avere giustizia per i due fucilieri del S.Marco? Al momento non possiamo saperlo. Sappiamo solo che domani 4 Novembre, Festa delle Forze Armate, forse non sentiremo nemmeno una parola per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. O forse sentiremo le solite vuote retoriche frasi nei confronti di due militari che allo Stato hanno giurato fedeltà ,e che dallo Stato sono stati abbandonati.

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