Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
18 dicembre 2013 3 18 /12 /dicembre /2013 13:29

torino-lettera-bufala-del-poliziotto-sanzionato-per-avere-t.jpgGira da un paio di giorni sul web, la lettera di un presunto poliziotto che afferma di essere stato sanzionato dal punto di vista disciplinare per essersi levato il casco durante le manifestazioni del 9 dicembre. La lettera è in realtà una bufala, un falso clamoroso. A fare la scoperta è stato Roberto Maccione, segretario provinciale ADP(Autonomi di polizia)di Genova, dopo alcune indagini, e  mi ha inviato questo questo breve comunicato."Nei giorni scorsi alcuni disinformatori hanno fatto girare su internet una lettera in cui, il presunto autore, racconta di essere uno dei poliziotti che a Torino si sono tolti il casco il 9 dicembre, durante la manifestazioni dei cosiddetti forconi. In questa lettera veniva riportato che la questura del capoluogo piemontese stava studiando come punire i poliziotti autori di questo gesto che , come già ampiamente spiegato da noi , in realtà non è che una normali prassi operativa.Per scoprire la verità ho preso contatti con colleghi che lavorano insieme a quelli in servizio quel giorno.Ho scoperto che ovviamente nessun procedimento disciplinare è previsto o ipotizzato nei loro confronti. Inoltre chi ha ideato quella falsa lettera non conosce il regolamento della Polizia di Stato, infatti. Lo speciale sistema sanzionatorio, previsto dall’art. 12 del D.P.R. 25 ottobre 1981, n. 737 per gli appartenenti alla Polizia di Stato, sebbene non preveda che la contestazione disciplinare all’operatore di polizia debba avvenire in un termine perentorio (T.A.R. Piemonte, sez I, 27 maggio 2005, n. 564), nondimeno, per espresso rinvio normativo, trova applicazione, in tali evenienze, l’art. 103 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, in forza del quale la contestazione degli addebiti deve avvenire “subito”. Ci auguriamo quindi di non doverci più imbattere in informazioni false, diffuse al sol scopo di screditare una delle più importanti amministrazioni dello stato.".

Ecco quindi come stanno realmente le cose. Davvero un grazie di cuore a Roberto Maccione segretario provinciale ADP di Genova, per  avere scoperto la verità e averne messo al corrente gli italiani.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
17 dicembre 2013 2 17 /12 /dicembre /2013 18:38

afghanistan-caporal-maggiore-scelto-monica-contraffatto-gul.jpg"La mattina ci hanno attaccato con bombe da mortaio fuori dalla base,noi eravamo come se fosse un primo intervento on call, si chiama QRF, eravamo stati attivati. Siamo usciti fuori a fare una pattuglia anti mortaio per vedere da dove provenisse la minaccia.A fine giornata nel pomeriggio siamo rientrati , il tempo di arrivare in tenda sperare di cambiarmi per andare a fare una doccia, e invece è caduta la prima bomba dentro la base.Sono uscita fuori, ho visto più o meno cosa stava succedendo sono tornata di nuovo nella tenda a prendere il mio equipaggiamento e sono andata verso i mezzi perchè così dovevo fare, invece in quel momento la seconda bomba è caduta vicino a me, e mi sono fatta un pò male."A parlare così è il caporal maggiore scelto dei Bersaglieri, Monica Contraffatto, 32 anni di Cosenza. Era il 24 marzo 2012, e Monica si trovava in missione in Afghanistan, nel Gulistan. Quella data  Monica non la dimenticherà mai, perchè anche se nell'intervista rilasciata a Rai Uno, sdrammatizza dice che il giorno si è fatta un pò male, in realtà Monica in quel terribile attentato ha perso una gamba. Colpita da tre schegge all'arteria femorale e all'intestino è stata subito soccorsa dai suoi compagni. Poi il trasferimento in Germania dove è stata operata e poi il rientro in Italia,e la presa di coscienza della mancanza di una gamba."Io l'ho saputo fin da subito che mi mancava una gamba(...)ma della mia mancanza di una parte del corpo ho fatto la mia forza, fondamentalmente sono riuscita a trasformare la debolezza in forza". Non si arrende mai il Caporal maggiore scelto Monica, e così dopo un lungo percorso di riabilitazione e la protesi, ora si allena presso il centro  olimpico sportivo dell'esercito:palestra, nuoto e pista di atletica.Ha un obiettivo:partecipare alle paralimpiadi dell'esercito nel 2016 e poter correre i 100 metri come Oscar Pistorius. E per realizzare questo sogno Monica si allena duramente ogni giorno. E alla domanda "Se potesse ritornare in Afghanistan ci ritornerebbe?"Monica risponde:" Subito a costo di perdere anche l'altra gamba.Perchè è la mia passione, quello facevo prima era la mia passione, a me non mi hanno tolto la gamba, ma la mia passione". Ma ora Monica  corre e si allena per relaizzare il suo sogno di partecipare alle paralimpiadi dell'esercitoPerchè il caporal maggiore scelto Monica non si arrende.Mai.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
16 dicembre 2013 1 16 /12 /dicembre /2013 19:11

afghanistan visita graziano militari italiani-copia-2Erano tutti schierati nel piazza d'armi della base Camp Arena di Herat, i militari italiani a sentire le parole di elogio e di ringraziamento per il lavoro svolto fino ad ora e per quello svolgeranno, da parte del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito,il Generale di Corpo d'Armata Claudio Graziano. Un lavoro "Che continuano a svolgere con la fierezza la determinazione e l'umanità che da sempre contraddistinguono il soldato italiano". Il Generale Graziano inoltre nel suo discorso voluto rivolgere i suoi auguri di natale sia ai militari che alle loro famiglie. Ad accogliere ad  Herat il Generale Graziano c'era il suo omonimo Michele Pellegrino Comandante del Rc-west. La sua visita è proseguita alla Fob a Shindand dove sono operativi i Paracadutisti del 183°Reggimento"Nembo"di Pistoia, facenti parte della TSU-C. Anche a Shindand il Generale davanti ai bersaglieri, ai parà, ai trasmettitori e ai genieri ha voluto esprimere in un suo breve discorso tutto il suo apprezzamennto per l'operato di questi militari  che con il loro lavoro hanno agevolato la fase di transizione.Il Generale ha poi assisitito ad una dimostrazione della Task Force Genio,su base 4°Reggimento Genio Guastatori di Palermo, presso il comando di Camp Arena.Questi militari hanno un compito delicatissimo e importante:il controllo e la bonifica degli itinerari sui quali ogni giorno si muovono i convogli della coalizione dai micidiali IED. Il Generale si è poi fermato ad incontrare il personale dell'0CC-R, l'organizzazione interforze  che ha il coordinamento delle attività del contingente multinazionale NATO, e le forze di sicurezza afgane. Ha poi asistito ad una presentazione del MAT(Military Advisory Team)il team di militari del contingente italiano con il compito di addestrare e assistere l'esercito afgano nel suo processo di raggiungimento della sua piena autonomia operativa. La visita del Generale Graziano è durata due giorni e si è conclusa ieri.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
14 dicembre 2013 6 14 /12 /dicembre /2013 18:55

brigata_sassari__1-copia-1.jpg  E' ufficiale:la Brigata Sassari partirà a febbraio per l'Afghanistan e sarà la sua ultima misione in terra afgana. Lo ha annunciato il Comandante Generale Manlio Scopigno stamattina, durante la conferenza stampa alla presentazione del libro che racconta le altre missioni afgane"Sotto il cielo di Herat"di Luigi Piredda ed Elisabetta Loi.Sarà senza dubbio una missione delicata e importante perchè coincide con la fase del ripeigamento.Una missione che per ciò che riguarda l'aspetto logistico è la più imponente dai tempi della seconda guerra mondiale.Il ripigamento, ovvero il ritiro delle truppe dall'Afghanistan, sarà un'operazione complessa:ci sono infatti 1100 metri lineari di materiali da mettere a posto e da portare via, il tutto prima del 31 dicembre 2014:data della fine della missione ISAF. Ma senza dubbio anche questa volta i sassarini riuscirano a portare a termine brillantemente la loro missione.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
13 dicembre 2013 5 13 /12 /dicembre /2013 15:27
foto-rivoluzione-roma-celerini.JPG 

Ricevo e pubblico un interessante articolo di Monica Palermo:

11-12-13, Piazza Montecitorio, si attende il voto di fiducia del Parlamento. Doveva essere il giorno della grande rivoluzione, quella che avrebbe cambiato l’Italia. Forse è solo l’inizio. A manifestare erano presenti alcune centinaia di persone. Le piazze intorno alla Camera e al Senato erano blindate. Ogni tanto qualche rappresentante del M5S si affacciava tra i manifestanti per aggiornarli di ciò che stava accadendo all’interno della Camera. Ogni tanto qualche manifestante, in modo assolutamente pacifico, esprimeva la sua opinione. La maggior parte, come da consiglio che girava in questi giorni sui social network, era seduta per terra per non dar adito a nulla che potesse essere malinterpretato. A separare i manifestanti dalla piazza un cordone di Celerini, gli uomini dei Reparti Mobili della Polizia di Stato, che come da prassi erano rigorosamente senza caschi, non ce ne stava il motivo. Ho assistito alla manifestazione per parecchie ore e la mia attenzione è andata proprio agli uomini in blu, oggetto di più controversie nei giorni passati. Ho avuto modo di osservare il loro lavoro, la loro professionalità, il loro modo di porsi, come trattavano con le persone, il loro modo di essere super partes, sia che erano politici a parlare che manifestanti, e così è giusto che sia. Sono uomini, esseri umani, hanno idee e ideali anche loro, malcontenti o meno, ma ciò non intacca il rispetto per la divisa che indossano. Spesse volte gli si manca di rispetto anche semplicemente nel chiedere un’informazione, senza far precedere la richiesta da un buongiorno, buonasera, allo stesso modo di chi entra in un bar esordendo con “un caffe” senza un saluto e un perfavore. I Celerini tutelano l’ordine pubblico, tutelano la nostra incolumità, ma non si fermano li, vanno oltre. Sanno ascoltare con comprensione chi si avvicina a loro espondendo un problema, sono attenti osservatori, stanno a riposo senza abbassare mai la guardia, sono bravi psicologi, e tutto cio senza farsi coinvolgere e sempre con un alto livello di attenzione. Devono essere pronti a tutto, fa parte del loro lavoro.

di Monica Palermo

 
 
 
           
                 
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
12 dicembre 2013 4 12 /12 /dicembre /2013 18:28

afghanistan-ilaria-grosso-maggiore-bala-balouk.pngHa alle spalle 4 missioni all'estero due in Libano e due in AfghanistanLei è Ilaria Grosso di Genova,ufficiale medico riservista(con il grado di Maggiore) dell'Esercito Italiano,  che quando non parte in missione è chirurgo all'Istituto Tumori di Milano. Durante la sua ultima missione,  ha curato i militari feriti sia quelli italiani che afgani  e i civili. Militari e civili feriti a causa delle esplosioni di ordigni oppure dai colpi di arma da fuoco. E li ha dovuti curare in condizioni difficili, con i pochi mezzi a disposizione che di certo non solo quelli di un grande ospedale  di Milano. Molti feriti  li ha curati nel pronto soccorso allestito pressola Fob"Tobruk",avamposto sperduto nel deserto afgano di Bala Balouk, avamposto che di volta in volta ha ospitato centinaia di militari. Un avamposto che molto spesso si è trovato sotto il fuoco nemico dei talebani e dove ha trovato la morte il sergente Michele Silvestri e dove altri cinque militari italiani erano rimasti feriti in un attacco nel 2012. Lei la dottoressa con le stellette, era presente, e in un'intervista rilasciata tempo fa in tv ha affermato che di certo è stata un'esperienza terribile,  c'è stata paura, un'esperienza che ti lascia un segno, ma che ti sprona anche a combattere per ottenere un futuro migliore per questo popolo e per far si che la guerra finisca. Il fatto di operare quotidianamente a stretto contatto con i militari l'ha fatta sentire parte di una squadra, e di questa esperienza afgana ricoderà per sempre il senso di unione e di fratellanza che si viene a creare durante una missione"Noi siamo quelli di Bala Balouk, Bala Balouk ci ha lasciato un'unione particolare." ha detto in un'altra intervista rilasciata al Tg di Rai 2. "Sono orgogliosa di avere partecipato alla vita di questo pezzetto d'Italia che è stato trasferito qui, e che sicuramente è un'Italia che mi appassione".Parola di  medico con le stellette che è stato in missione in uno dei posti più rischiosi del mondo. 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento
10 dicembre 2013 2 10 /12 /dicembre /2013 17:28

foto poliziotti-copia-1 Ieri alle manifestazioni della Rivoluzione del 9 dicembre in varie città italiane, e soprattutto a Torino, molti poliziotti si sono il levati il casco tra gli applausi della gente. Quel gesto in molti lo hanno interpretato come il fatto che i poliziotti stavano passando dalla parte dei manifestanti e che erano solidali al popolo. Ma subito sono arrivate le smentite dai vari sindacati di Polizia. Intervistato in esclusiva per il blog lasottilelinearossa,Roberto Maccione, Segretario Provinciale ADP(Autonomi di Polizia di Genova) ha spiegato il significato di quel gesto:" Il gesto del togliere il casco è una prassi delle manifestazioni tranquille.Non so chi e perchè abbia interesse a strumentalizzare certe cose, spero sia fatto in buona fede e non ci siano dietro altre tematiche politiche o simili .Ovviamente al giorno d'oggi anche chi indossa una divisa ha le sue difficoltà, non viviamo fuori dalla realtà. Io so di essere fortunato ad avere un lavoro, che amo e svolgo sempre con dedizione. Però ad esempio vedo le problematiche delle persone comuni, mia moglie e mia sorella sono disoccupate. I miei genitori vivono con una pensione tutt'altro che d'oro.Non siamo fuori dalla realtà. Ovviamente non vediamo nulla di male quando i nostri vertici affermano che il gesto di togliersi il casco è una prassi, perché come detto prima lo è veramente.Se qualcuno ci vede altro forse non sa di cosa sta parlando.Non si può strumentalizzare a convenienza. Neanche se sei sindacalista". E di strumentalizzazione forse si può davvero parlare a proposito di una foto(poi postata sulla pagina Fb"Movimento poliziotti") che gira sul web, dove si vedono un gruppo di poliziotti e uno di loro sembra reggere il cartello con la scritta:"Il magna magna è finito"vicino ai poliziotti ci sono dei manifestanti. Ad un'analisi più attenta della foto si vede chiaramente come quel cartello sia stato piazzato lì davanti da uno dei manifestanti, dato che il poliziotto ha la mano sul fianco e non è lui a reggerlo. Chi e perchè ha avuto interesse a diffondere questa foto che la gente poi finisce per interpretare in un modo errato?Forse si scoprirà nei prossimi giorni.Per il momento possiamo dire davvero che "niente è come sembra". 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
9 dicembre 2013 1 09 /12 /dicembre /2013 17:49

 


  Dopo tanti proclami e annunci sul web , oggi 9 dicembre è iniziata la rivoluzione in Italiana. La ribellione del popolo italiano contro la situazione di crisi che sta vivendo il paese, contro i politici corrotti, contro la disoccupazione dilagante, contro le tasse. Il "9 dicembre l'Italia si ferma" si può leggere nei vari volantini delle pagine Facebook del movimento dei Forconi e su quella della Rivoluzione del 9 dicembre. E pare che stavolta gli italiani facciano sul serio, perchè a parte la Sardegna, l'Italia è bloccata fino alla Sicilia, ma è soprattutto Torino il cuore di questa rivoluzione italiana. E' a Torino infatti che gli ambulanti hanno bloccato i binari della stazione e la stazione ferroviaria è occupata, la Campania è bloccata lo stesso. Molti autotrasportatori hanno messo di traverso i Tir e camion e bloccato la circolazione. Lo stessa cosa sta accadendo un pò in tutte le città italiane. Una rivoluzione che vuole essere pacifica, anche se a Torino ci sono stati tafferugli tra manifestanti e forze dell'ordine. Una rivoluzione per cambiare l'Italia e allontanare i politici corrotti, ma si temono le pericolose infiltrazioni delle forze di estrema destra cosa che potrebbe fare degenarare la situazione. Quello che non dicono i tg è che a Torino i poliziotti ad un certo punto si sono tolti i caschi tra gli applausi della gente e i"bravi, bravi ragazzi siete come noi, siete la nostra forza"oppure"viva i poliziotti", la stessa cosa è successa a Rho(come si può vedere nel video di legnanonews postato su youtube), dove uno dopo l'altro i poliziotti si sono tolti i caschi e si sono uniti ai manifestanti che urlavano"Dai ragazzi forza, via sti caschi" e poi"Italia, Italia," In una foto che gira in queste ore sul web, un manifestante abbraccia un poliziotto. Non era mai successo prima.Non si sa a quanto possa servire una rivoluzione come questa, che bloccando l'Italia causerà non pochi disagi a cittadini e lavoratori. L'unica cosa certa è che gli italiani non sopportano più la situazione di disagio in cui si trovano, e che questa volta forse la loro ribellione porterà a qualcosa di costruttivo, si spera. I poliziotti sembrano essere passati dalla parte dei manifestanti. 'E questo è il gesto  rivoluzionario che fa riflettere.
Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
6 dicembre 2013 5 06 /12 /dicembre /2013 18:49

roma-militari-prtesta-del-caffe.jpgSerpeggia il malcontento anche tra le Forze Armate a causa della crisi economica e dei tagli.Da un paio di giorni(come riportato dal sito sostenitori.info) venti militari in rappresentanza dei Sergenti e Brigadieri delle Forze Armate, hanno organizzato una originale e singolare forma di protesta contro il blocco stipendi.La loro è una forma di protesta pacifica: è la protesta del "Presidio del Caffè."Davanti al noto bar romano nei pressi della Camera, aspettano di veder passare qualche parlamentare della Commissione Difesa per offrirgli un caffè ed esporre così i problemi della categoria. Perchè davanti a un caffè si può parlare ed esporre meglio i propri problemi: "Abbiamo parlato con tutte le forze politiche e continueremo ad oltranza in questa protesta pacifica," ha affermato il Delegato del Cocer Interforze, AntonSergio Belfiori, uno degli ideatori della protesta."Offriremo ancora altri caffè ai politici, nel tentativo di sensibilizzare sulla necessità di risolvere i problemi del comparto Difesa.Siamo lavoratori, vogliamo solo che vengano garantiti i nostri diritti."Il Generale Paolo Gerometta, Presidente del Cocer Esercito ha affermato che:"E' un modo per rappresentare i problemi del comparto ai politici.Il blocco stipendiale sta colpendo duramente il settore, con un caffè si parla meglio". E chissà che qualche parlamentare prima o poi oltre che gradire il caffè offertogli  dai militari, ascolti davvero i  loro problemi,  e si dia anche da fare per risolverli. Perchè di questi tempi  di chiacchere se ne sono sentite già troppe e di fatti non se ne vedono.

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Attualità
scrivi un commento
4 dicembre 2013 3 04 /12 /dicembre /2013 17:54

afghanistan-passaggio-di-consegne-alla-italian-air-advisory.jpg"In Shindand, uomini e donne di diverse nazionalità, cultura e formazione lavorano insieme per un obiettivo chiaro e condiviso:costruire le basi di un futuro migliore e sicuro per l'Afghanistan"con queste parole il Colonnello pilota, Luca Vitali Comandante dell'Italian Advisor Team, dopo 7 mesi ha ceduto il comando al Colonnello Ivan Mignagna. Nel suo discorso il Colonnello Vitali, ha inoltre voluto sottolineare la collaborazione tra americani e ungheresi allo scopo di costruire un'aeronautica militare afgana indipendente e pienamente operativa  e che proprio questo "è stato il vero valore aggiunto della missione".  Al Comandante subentrante è stato anche consegnato lo stendardo. Alla cerimonia era presente il Colonnello Franco Merlino, Comandante della Transition Support Unit-Center di Shindand, che rappresentava il Generale Michele Pellegrino, Comandante delRc-West, il comando multinazionale su base Brigata Meccanizzata "Aosta"operante nell'area occidentale dell'Afghanistan. La missione del team di Advisors italiani continua. Il team è composto da 35 tra ufficiali e sottufficiali che provengono da diversi reparti dell'Aeronautica Militare Italiana e si occupano dello sviluppo  delle abilità tecniche e professionali  e delle capacità gestionali  di uno stormo di volo, dell'attività addestrativa ovvero di operazioni aeree, fire fighting,  ma anche  di gestione amministrativa e finanziaria , di  gestione delle infrastrutture maintenance, food service, previsioni metereologiche, force protection, billeting, e medical clinic. 

Repost 0
Published by Alessandra C. - in Afghanistan
scrivi un commento