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20 ottobre 2013 7 20 /10 /ottobre /2013 15:52

afghanistan-attacco-ai-militari--in-combattimento-per-30-mi.jpgE' successo di nuovo. Dopo i razzi lanciati contro la base italiana l'altro giorno, questa volta a trovarsi nel mirino dei talebani è stata una pattuglia di militari italiani. Erano le ore 15.00 locali(le 13 italiane) a 5 km dalla base di Shindand, quando una pattuglia di paracadutisti del 183°Reggimento "Nembo" di Pistoia, di Bersaglieri del del 7°Reggimento di Altamura(Bari) e di Genieri del 4° Reggimento Guastatori di Palermo, impegnati in un'operazione di controllo e di bonfica del territorio, sono stati attaccati. Un attacco in piena regola, con lancio di razzi Rpg, armi leggere, mortai. Un vero e proprio combattimento che ha visto i militari italiani impegnati per circa 30 minuti e durante il quale è intervenuto anche il supporto aereo dell'ISAF con 2 velivoli e con gli elicotteri da attacco italiani Mangusta A-129 della Task Force "Fenice". Dopo il combattimento i militari italiani hanno fatto rientro alla base di Shindand. Non c'è stato nessun ferito nello scontro a fuoco.

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20 ottobre 2013 7 20 /10 /ottobre /2013 15:35

foto granatieri di sardegnaRicevo e pubblico un interessante articolo di Monica Palermo relativo alla partenza della Brigata"Granatieri di Sardegna" per il Libano.

 La Brigata “Granatieri di Sardegna” parte per il Libano dopo oltre quattro anni dall’ultimo impiego in missioni all’estero e dopo un anno di intense attività addestrative, che hanno raggiunto il culmine nelle esercitazioni: “Quick Impact” (a Monteromano –VT, nel mese di giugno), “Pegaso 2013 – 4” (a Bracciano a luglio) e “Dark Shadow” (Monteromano, a settembre). Una cerimonia molto sentita, che ha visto radunate Autorità militari, civili e religiose, si è svolta presso la Caserma "Gandin" di Roma, sede del Comando Brigata “Granatieri di Sardegna” e del 1°Reggimento, per salutare questo nuovo impegno della Brigata. È entrata in campo la Banda, comandata dal Luogotenente Domenico Morlungo. A seguire, sotto il comando del Colonnello Claudio Caruso, si sono posizionati i reparti dei Granatieri: una compagnia del Comando Brigata, 2 compagnie del 1° Reggimento, uno squadrone dei Lancieri di Montebello, una compagnia mista formata dal Reparto Comando Granatieri e da un gruppo di formazione di altri reparti in concorso che andranno in missione nel teatro libanese, riconoscibili dal consueto basco azzurro, tipico delle missioni ONU. I medaglieri dell'Associazione Nazionale "Granatieri di Sardegna", dell'Associazione Nazionale Arma di Cavalleria e quello dell'Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori e il Gonfalone di Roma Capitale decorato di Medaglia d'Oro al Valor Miliare hanno poi preso posto a fianco del palco delle Autorità. Il Generale Maurizio Riccò, Comandante della Brigata Granatieri di Sardegna e il Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Lops, Comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa, si sono avvicendati in un discorso rivolto al pubblico presente, spiegando come dopo l’intenso ciclo di esercitazioni la Brigata “Granatieri di Sardegna” sia pronta ad assumere il comando del Settore Ovest (SW) della missione ONU-UNIFIL, nell’ambito dell’Operazione “LEONTE XV” in Libano. E infatti, la Grande Unità elementare, rinforzata da altre unità provenienti da tutta Italia, una volta giunta in territorio libanese assumerà la denominazione JTF-L (Joint Task Force – Lebanon) e opererà, “insieme” alle Forze Armate di altre nazioni nel pieno rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. UNIFIL agisce in un contesto molto delicato che, dal 1978 ad oggi, è in continuo mutamento. Gli obiettivi della missione seguono tre linee direttrici: monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, supporto alle Forze Armate libanesi dispiegate nel Libano del sud, per favorire il graduale miglioramento delle loro capacità di controllo della medesima area e, infine, assistenza alla popolazione civile attraverso la realizzazione di progetti CIMIC e Quick Impact Project per una crescita sostenibile della popolazione libanese. La JTF-L contribuirà con imparzialità e trasparenza, qualità tipiche del "peacekeeper", a restituire stabilità e sicurezza alla martoriata terra libanese. In seguito Padre Pierluca Bancale ha poi benedetto il contingente prossimo alla partenza e i reparti hanno cantato l’Inno d'Italia.

Monica Palermo   

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18 ottobre 2013 5 18 /10 /ottobre /2013 17:09

Militari italiani di nuovo sotto il tiro dei talebani.Alcuni razzi sono stati sparati contro la Fob"La Marmora", a Shindand, dove opera la TSU-C(Transition Support Unit Centre)l'unità di manovra su base 183°Reggimento Paracadutisti "Nembo" di Pistoia. L'attentato è  successo giovedi sera verso le 22, quando un razzo sparato contro l'avamposto italiano è esploso all'interno della base provocando lievi danni ai vetri blindati di una delle torrette della Fob.Il secondo razzo invece è esploso al di fuori del perimetro della base. Non ci sono stati feriti tra i militari italiani.afghanistan-razzi-contro-fob-lamarmora-a-shindand.jpg

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17 ottobre 2013 4 17 /10 /ottobre /2013 17:21

Il 25 settembre a Roma si è svolta la manifestazione della polizia contro i tagli del governo. Una manifestazione organizzata dal "Movimento Poliziotti"e dai sindacati A.D.P. e CONSAP, e alla quale erano stati invitati a partecipare i cittadini italiani. Per la prima volta si sarebbero trovati dalla stessa parte parte della barricata poliziotti e popolo italiano. Più di 8.000 le persone che hanno letto e condiviso l'articolo relativo alla manifestazione(vedi l'articolo su questo stesso blog alla sezione"attualità"Roma:poliziotti si ribellano ai tagli del governo: in piazza il 25 assieme ai cittadini per la prima volta). Tanti i commenti favorevoli e le opinioni della gente comune sulla manifestazione. Commenti, opinioni, espressi dagli italiani comodamente da casa su un divano con Pc e Facebook a portata di cliccata. Sì gli italiani tutti li a cliccare furiosamente "mi piace"(o "likare"come) su Facebook, a mostrare solidarietà ai poliziotti, a parlare di rivoluzione necessaria per cambiare le cose, o per lo meno per cercare di cambiarla  la grave situazione che sta vivendo il nostro paese. Quella del 25 settembre invece è stata una grande occasione mancata per il popolo italiano. Infatti al lato pratico degli 8.000 che hanno letto e condiviso l'articolo e altri link o articoli relativi alla manifestazione, in piazza poi ne sono scesi 200 o poco più. I poliziotti sono stati lasciati soli dal popolo,  inoltre come se non bastasse, la manifestazione che era rilevante, non è certo finita sulle prime pagine dei giornali italiani chissà per quale motivo poi,mentre i media inglesi almeno le hanno dato il risalto che meritava.  Tra le fila delle divise , tra i tanti,oltre a Roberto Maccione, Segretario Provinciale di Genova per l'A.D.P.(Autonomi di Polizia), c'era Maurizio Cudicio, fondatore del "Movimento Nazionale dei Poliziotti", con  un megafono in mano sotto ad una finestra del Viminale, ha cercato di instaurare un impossibile dialogo con il Ministro Alfano, che però non era presente. Ma chissà se poi al signor Ministro sarebbe interessato davvero sapere i problemi di una divisa:volanti vecchie con troppi km, unformi antiquate solo per citarne alcuni. Ma la domanda è:il popolo italiano dove stava e perchè ha lasciato soli i poliziottimanifestazione polizia2? Sicuramente stava su Facebook non c'è ombra di dubbio. Perchè gli italiani la rivoluzione la vogliono fare sì, ma comodamente dal divano e su Facebook. "Armiamoci e partite", si partite voi però, gli altri, a farla la rivoluzione, a manifestare in piazza contro tutto quello che non va. Perchè noi italiani in piazza ci scendiamo solo quando l'Italia vince i campionati del mondo. Per cambiare le cose c'è sempre tempo e poi ci sarà sempre qualcuno che le  cambierà al nostro posto.

    
   
     
 
 
 
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17 ottobre 2013 4 17 /10 /ottobre /2013 15:34

Sono stati raccolti in alcune scuole della provincia di Modena dall'Associazione onlus"Regina Elena" poi i giocattoli raccolti, sono stati donati  dai Carabinieri del Rc-west  di Herat,(il Comando multinazionale a guida italiana su base Brigata Meccanizzata"Aosta")alle bambine dell'orfanotrofio femminile di Herat.  Per loro resterà davvero una giornata indimenticabile. L'orfanotrofio è stato costruito dieci anni fa, ed ospita 110 bambine tra i 4 e i 17 anni ed è stato realizzato dal PRT italiano, mentre con i fondi messi a disposizione dal Ministero della Difesa si è proceduto alla ristrutturazione e all'accoglienza di bambini provenienti da famiglie disagiate. E' davvero un bel rapporto di amicizia quello che si è creato tra le bambine dell'orfanotrofio di Herat e i Carabinieri al comando del Capitano Roberto Petraglia del 13°Reggimento Carabinieri"Friuli Venezia Giulia". I Carabinieri svolgono compiti di polizia militare ed inoltre sono impegnati anche in consulenze per il Comandante del Rc-west in ambito di polizia giudiziaria e di reati militari. I Carabinieri del 13°Reggimento "Friuli Venezia Giulia"sono inquadrati nella seconda Brigata Mobile Carabinieri , il personale è carabinieri-donano-giocattoli-orfanotrofio-herat.jpgcomposto da sottufficiali della componente territoriale e dai reparti dei Carabinieri dell'Aeronautica.

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14 ottobre 2013 1 14 /10 /ottobre /2013 15:50

Nella vita non bisogna mollare mai, nemmeno quando tutto sembra remarci contro e sembra non ci sia nessuna via d'uscita.C'è sempre una speranza.Non molla e non si abbatte il marò Salvatore Girone da più di 600 giorni trattenuto in India assieme al suo commilitone Massimiliano Latorre, con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani.Salvatore non ha smesso di studiare per poter sostenere gli esami di accesso al quinto anno per conseguire la maturità. Domani sempre che sia possibile, e che non ci siano difficoltà nella connessione internet, a causa di un'alluvione che si è abbattuta sull'India,  Salvatore Girone avrà la possibilità di connettersi via Skype con l'Istituto tecnico industriale Marconi di Bari, per sostenere la prova scritta e in seguito le altre prove che gli consentiranno l'accesso al quinto anno. Salvatore infatti si era iscritto al corso serale per poter studiare e sostenere l'esame di accesso alla maturità. Il collegamento via Skype è previsto per domani mattina salvo imprevisti, quando l'Ambasciata di New Delhi si collegherà all'Istituto Marconi di Bari e il fuciliere del S.Marco Salvatore Girone potrà sostenere la prova scritta, due giorni dopo, dovrà sostenere l'esame orale. E' la dimostrazione che anche tra mille difficoltà se si vuole raggiungere un obiettivo non bisogna arrendersi mai.india-il-maro-salvatore-girone-sostiene-esami-maturita-vi.jpg

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14 ottobre 2013 1 14 /10 /ottobre /2013 11:51

afghanistan il neo governatore di farah ringrazia militariLo IED è esploso stamattina alle ore 11.30 locali(le 9.00 in Italia) a 9 km a sud-ovest di Shindand al passaggio di un convoglio di militari italiani. L'esplosione ha causato danni a un mezzo ma nessun ferito. L'unità di militari italiani della TSU-C(Transition Support Unit Centre) era impegnata in un'operazione di  "route clearance",  ovvero di controllo e di messa in sicurezza di una strada che ogni giorno viene percorsa da mezzi del contingente ISAF. A restare danneggiato a causa dell'esplosione, è stato il secondo mezzo della colonna, a bordo del quale c'erano gli specialisti della Task Force Genio del 5° Reggimento Guastatori di Macomer(Nu), nessuno dei militari a bordo è rimasto ferito. Sono entrati subito in azione i paracadutisti del 183° Reggimento "Nembo"di Pistoia facenti parte della stessa pattuglia di militari italiani, che hanno provveduto a cordonare e mettere in sicurezza la zona.

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12 ottobre 2013 6 12 /10 /ottobre /2013 18:56

foto corso criminiRicevo e pubblico questo interessante articolo di Monica Palermo:

 

Roma 12 ottobre,2013

Presso la sala conferenze della Questura di Roma di Via Statilia è stato presentato Il “Corso Analisi Crimini Violenti”, organizzato dall’AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia), osservatorio nazionale di stalking e dal COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia. Più di un centinaio di persone hanno assistito alla presentazione del corso, giunto alla diciasettesima edizione.

“… 1 vittima su 4 è recidiva almeno due volte … spesso sono donne che hanno 2, 3, 4, 5, esperienze di violenza o più, o dalla stessa persona o da persona differente.” (coazione a ripetere ndr), con queste parole lo psicologo Massimo Lattanzi, ha introdotto le attività dell’associazione, rivolte sia uomini che donne che sono “vittime” di violenza e le finalità del corso, che si terrà  a Roma da ottobre 2013 a giugno 2014, ha poi aggiunto che il centro si occuperà “di dare un apporto con delle forme di prevenzione che ad oggi non sono mai state applicate”. 

“Il lavoro del poliziotto è sempre piu difficile. I nostri ragazzi in divisa vengono spesso scambiati per la casta.” Con questa affermazione il Questore di Roma Fulvio della Rocca ha invece spiegato il duro compito dei poliziotti in continuo contatto con crimini violenti e ha ricordato come spesso il rancore verso i politici si traduce in violenza verso chi indossa una divisa, riferendosi all’episodio di Palazzo Chigi, quando “il pazzo di turno” non potendosi sfogare sulla forza politica si è sfogato contro il brigadiere dei carabinieri Giuseppe Giangrande.

La presentazione del corso, rivolto a studenti, operatori del settore, psicologi, è poi continuata con gli interventi dei docenti presenti in sala.

La Dott.ssa Tiziana Calzone, ha illustrato l’analogia tra la vittima e il presunto autore “la vittima ha delle caratteristiche simili a quelle del presunto autore … questa connessione porta a una collusione tra questi due personaggi”. Questo uno degli aspetti che verrà approfondito durante la sua lezione di victim profiling, dove illustrerà inoltre la lettura del protocollo preventivo riparativo, orientato a comprendere questo conflitto.

Ha preso poi la parola la Dott.ssa Elia Cursaro, che durante la sua lezione analizzerà il DL 93/2013 che “è oggetto in questi giorni al Senato e dovrebbe essere convertito in legge entro lunedi 15 ottobre…che riguarda la violenza domestica, i reati sessuali, i maltrattamenti, che riguardano tutti, sia uomini che donne, tutti “devono sentirsi ugualmente tutelati”. Verrà poi analizzata la convenzione di Instanbul e la normativa sullo stalking.

Infine è intervenuta la Prof.ssa Paola Volpini, che nella sua lezione affrontera il ruolo dei criminologi e dei media. Non esiste un albo dei criminologi ma professionsti con background diversi: sociologi, psichiatri forensi, medici legali, etc.  Ha poi parlato dell’importanza del ruolo dei media e in cosa consiste l’aspetto comunicazionale di un’azione violenta: “La violenza ha sempre una matrice comunicativa … ha dei significati che vengono attribuiti dall’autore nei confronti della vittima che possono essere anche significati simbolici.”

Il Prof. Lattanzi ha poi continuato ad illustrare chi saranno gli altri docenti del corso. In ultimo è stato dato spazio alla platea per porre domande.

Il corpo docente, formato da professionisti di comprovata esperienza e competenza come il già Generale Luciano Garofano, Prof. Alessandro Meluzzi, Prof. Accursio Gennaro, Prof. Marco Cannavicci, Prof Arturo Bevilacqua e tanti altri, sarà di 100 ore e durerà da ottobre 2013 a giugno 2014, si occuperà di didattica frontale, analisi di casi, ci saranno seminari di approfondimento e infine la preparazione alla verifica finale. Il corso si svolgerà a Roma, a giovedi alterni, nel pomeriggio, nella sala conferenze della Questura di Via Statilia, 30.

Il corpo docente fornirà le conoscenze specifiche della criminologia, del diritto, della psicologia, del criminal profiling, della medicina legale, delle neuroscienze, delle scienze forensi e della grafologia.

A coloro che non supereranno il 20% di assenze e parteciperanno alla verifica finale, verrà rilasciato l’attestato di competenza in Analisi Crimini Violenti.

Icosti del corso saranno differenziati a secondo della categoria di appartenenza: studenti universitari, operatori del settore, iscritti al COISP. Per ulteriori informazioni e richiedere il modulo per la domanda di iscrizione al corso, inviare una mail all’associazione: aipc@email.it

Monica Palermo

 

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10 ottobre 2013 4 10 /10 /ottobre /2013 16:00

india-quelle-prove-che-dimostrano-l-innocenza-dei-2-maro-e.jpgI due fucilieri del S.Marco Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono innocenti:la loro innocenza sarebbe dimostrata dalle prove esistenti e da alcuni errori commessi dal Tribunale del Kerala. La prima prova a favore dell'innocenza dei 2 marò è la perizia balistica effettuata dal Tribunale di Kollam il 29 febbraio del 2012, perizia alla quale non furono ammessi due esperti nominati dalla difesa:questo stesso fatto, secondo quanto riportato dal blog:"Opinione Italia"potrebbe invalidare la perizia in un qualsiasi tribunale di uno stato di diritto. Quindi la perizia non sarebbe valida e dovrebbe essere rifatta. C'è poi la brutta storia delle prove sparite:il Tribunale di Kollam ha fatto riconsegnare ai familiari le salme dei due pescatori indiani uccisi come del resto il peschereccio St. Anthony,  che è stato riconsegnato al suo proprietario. I corpi dei due pescatori e il peschereccio sono due reperti giudiziari fondamentali, eppure il Tribunale di Kollam ha deciso di non fare eseguire una nuova autopsia su quelle salme nè tantomeno consente l'analisi del peschereccio da parte degli esperti della difesa. Ma veniamo all'autopsia effettuata sui corpi dei pescatori indiani:il proiettile rinvenuto ha delle misure incompatibili con quelle in dotazione ai due marò. Il calibro è 7.62 mm, mentre il calibro dei proiettili in dotazione ai marò è  di 5.56 mm. Poi ci sono i numeri di matricola dei fucili  che hanno sparato contro i due pescatori e che sono stati sequestrati dalle aiutorità indiane:non si tratta di fucili in dotazione ai marò che si trovavano sulla Lexie.  Adesso gli indiani vorrebbero interrogare altri quattro marò che si trovavano a bordo della Lexie e per fare questo pensano di inviare al più presto in Italia alcuni funzionari della NIA, la polizia investigativa indiana.Perchè vogliono interrogarli? A quanto pare per dimostrare la tesi indiana, e  cioè che il team di militari a bordo della Lexie si scambiava i fucili. Ci sono le prove che testimoniano l'innocenza dei due fucilieri del S.Marco e i tanti errori commessi dal tribunale indiano, ma è anche vero che forse i tanti intoppi e ritardi per liberarli sarebbero determinati da grossi interessi economic. Interessi economici come la fornitura dei 12 elicotteri Augusta, fornitura attualmente ancora bloccata dopo lo scoppio dello scandalo Finmeccanica in Italia. E intanto il tempo passa, dopo più di un anno i due fucilieri del S.Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si trovano ancora in India, con una diplomazia italiana che non sta facendo  tutto il possibile per riportare i due militari in patria. Chi non li dimentica sono i tanti italiani che su Facebook hanno creato tante pagine in loro sostegno, il 13 ottobre è stata indetta "La giornata del digiuno nazionale pro Marò". Tante iniziative e tanta solidarietà da parte della gente comune per due militari servitori dello Stato, abbandonati proprio dallo stesso Stato al quale hanno giurato fedeltà.

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8 ottobre 2013 2 08 /10 /ottobre /2013 15:46

afghanistan brigata aosta operazione devil's elbow3"Devil's Elbow" questo il nome dell'importante operazione portata brillantemente a termine nei giorni scorsi, dai militari italiani della Brigata Aosta di Messina, da un mese al comando del contingente ISAF nell'Afghanistan occidentale. La zona teatro dell'operazione: Farah:una provincia da sempre nel mirino dei talebani e sempre sotto attacco degli"insurgents". Obiettivo dell' operazione: garantire la sicurezza di questa zona, una zona  che ha anche una notevole importanza strategica, in quanto vi passa un importante strada: fondamentale per il trasporto di tutti i rifornimenti trasportati da nord ovest a sud del paese afgano.  I militari italiani operativi sul terreno erano più di 200, tra di loro anche gli Specialisti nella bonifica di esplosivi del 4°Reggimento Genio Guastatori, del  183°Reggimento Paracadutisti e del 7°Reggimento Bersaglieri, nonchè della QRF(Quick Reaction Force), i medici e gli ufficiali del Military Advisor Team, l'unità italiana che supporta il 207° Corpo d'Armata dell'esercito afgano. Ad entrare in azione anche molti assetti specialistici come gli elicotteri NH-90, i Mangusta,gli Amx, e gli UAV della Task Force Fenice dell'Aeronautica Militare Italiana.  I militari italiani hanno operato fianco a fianco con l'esercito e la polizia afgana. L'operazione si è conclusa con un ottimo risultato per i militari italiani: riuscire a garantire la sicurezza della regione e supportare il processo di transizione in atto. L'operazione "Devil's Elbow" stata  importante anche per un altro motivo.per la prima volta infatti c'è stata una pianificazione congiunta tra il comando dell'esercito afgano  e quello  multinazionale dell'ISAF. Ancora una volta per i militari italiani si può dire:"missione compiuta".

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